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Sociologia urbana

Analisi sociologica della città

  • Analisi sociologica della città
  • Evoluzione fenomeni urbani
  • Economia e società urbana
  • La città, i conflitti, il governo
  • La politica della città
  • La città come fenomeno culturale
  • Il territorio urbano e l’ambiente
  • La sociologia spazialista

Approfondimento autori

  • I classici della sociologia urbana
  • Spazio e città nei sociologi contemporanei

I metodi di ricerca

  • Analisi economica e la Survey
  • Qualità di dati e validità indicatori sociali
  • Approccio qualitativo
  • La flaneria come strategia di esplorazione dell’urbano

Capitolo 1 – Sociologia della città

Che cosa è una città?

  • La città come confini:
    • Fisici -> nessun criterio di delimitazione appare evidente per l’agglomerato urbano contemporaneo
    • Amministrativi
    • Culturali
  • La città come sistema globale (la società “in miniatura”)
    • Sistema globale: per la sociologia è un sistema sociale intero con dentro sottoinsiemi specializzati
  • Quali discipline intercorrono nello studio della città?
    • Sociologia del territorio: rurale delle comunità locali, dell’ambientazione, dell’ambiente, dell’emigrazione, del territorio
    • Discipline territoriali non sociologiche: geografia urbana e regionale, antropologia urbana (Hannerz), economia dello spazio e urbana. Storia urbana, demografia, psicologia ambientale e di comunità
    • Discipline normative e progettuali: scienze economiche, giuridiche, ingegneristiche, politiche e dell’amministrazione, architettura e urbanistica (leggi e norme per l’organizzazione e uso del territorio)

La sociologia urbana si distingue da quella tout court per la sua attenzione alla dimensione spazio-temporale. (Fenomeni, risorse, trasformazioni).

Tradizioni della sociologia urbana

  • La tradizione americana:
    • Scuola di Chicago (anno di fondazione primi 900 e approccio ecologico naturalista)
    • Aspetti culturali legati alla città
    • Political economy (Struttura economica e conflitti di classe)
  • Tradizione europea (fine 800): passaggio da sociologia tradizionale a moderna (dal rurale all’industriale)
    • Francese di stampo marxista
    • Tedesca a carattere operativo e organizzazione di territori
    • Italiana degli squilibri regionali

In questa situazione la città diventa un luogo in cui si presentano in forma pura i caratteri sociali e culturali tipici della modernità.

Scuola di Chicago

Il fondatore Park e la teoria deriva dall'ecologia umana.

  • Analisi aree naturali (non pianificate e derivanti da processi selettivi tra i gruppi umani)
  • Riferimento alla morfologia sociale di Durkheim nella definizione di un substrato fisico su cui riposa la vita sociale

Le aree naturali sono il territorio urbano che può essere rappresentato attraverso i modelli spaziali.

Le fasi del filone ecologico

  • Ricerche classiche: Park, Burgess, McKenzie (‘20)
  • Ricerche Alihan (mette in discussione fondamenti teorici della scuola) + approfondimenti di Firey (‘40)
  • Scuola ecologica neo-ortodossa: Quinn, Hawley (‘50). In chiave più quantitativa che in passato: social area analysis, cluster e factor analysis.
  • Aumento e fortuna degli studi quantitativi: finalità riformista vs confermatrice

Tradizione europea

Approccio critico e conflittualista.

Come la città che si modifica viene letto su leggi più forti in chiave marxista: è il posto dove si esercita il potere.

  • Storia del conflitto tra classi, ne controllo dei mezzi di produzione (Marx, Engels)
    • Fonte di squilibri e disuguaglianze ma anche superamento delle stesse
    • Critica allo sviluppo capitalista
  • Veblen: critica al consumismo, all’emulazione dei comportamenti in ambito urbano (densità)
  • Ricerche empiriche dei coniugi Lynd “Middletown”. Critica della democrazia americana solo ideologica e non corrispondente a una realtà in cui domina una cultura classista, prevalenza degli interessi dominanti
  • Apatia del ceto medio dei colletti bianchi di Charles Wright Mills: critica perbenismo, conformismo, appiattimento su modelli consumistici. (Il consumismo riduce le polarizzazioni sociali perché è di massa -> classe media)

Sviluppi

  • Tradizione marxista di critica alla società: la scuola di Francoforte: Benjamin, Horkheimer, Adorno, l’analisi delle dimensioni culturali, estetiche e non solo socio economiche nei processi di dominazione (ci sono altre variabili: sia produzione che riproduzione)
  • Critica all’urbanesimo (Mumford)
  • Ripresa dell’interesse della city da autori marxisti (valenza sociale dello spazio)
  • Urban political economy: vogliono capire le motivazioni che ci sono dietro le cose (interessi privati). Studiano le azioni degli attori e delle politiche pubbliche, oltre che della marginalità sociale
    • Scuola regolazionista
    • Lefebvre: la città è anche forma di partecipazione e conflitto
    • New urban sociology, ci sono delle spiegazioni se la città è così e succede per motivi economici + approcci spazialisti
    • Città anche come luogo per movimento di difesa di gruppi deboli, rispetto a quelli dominanti

Modello dicotomico

Scuola tedesca: passaggio società rurale -> urbana

  • Tonnies (difesa comunità): comunità e società
    • Comunità: legami di sangue, famiglia, villaggio rurale, appartenenza
    • Società: divisione lavoro anonimato, calcolo economico, razionalità
  • Durkheim: solidarietà meccanica (contadini per imitazione), organica (la città si basa sulle differenze per lo scambio economico)
  • Weber: città come stabile insediamento del mercato la cui logica favorisce i comportamenti razionali rispetto allo scopo, forma di agire tradizionale. Società moderne: razionali, burocraticizzate, secolarizzate
  • Wirth: il modo di vita urbano Dimensione, densità eterogeneità

Simmel: “se sono in città non posso usare il cuore” bisogna avere un atteggiamento blasé (aristocratico altrimenti rimani sommerso dalla città per antipatia).

Sociologia spazialista

  • Spazio e tempo determinano l’agire e condizionano i comportamenti sociali
  • Lo spazio incide su fenomeni sociali, microsociologici, macrosociologici e mesosociologici
  • Simmel: primo che ha descritto vita uomo urbanizzata (umani descritti fisicamente e psicologicamente)
  • La metropoli determinata da economia monetaria -> spersonalizzata
  • Atteggiamento blasé (perché siamo costretti a subire un'intensa stimolazione nervosa)
  • Weber: “comunità di vicinato”, luogo del mercato e del calcolo razionale
  • Goffman: agire al pubblico
  • Giddens: dis-embedding / re-embedding

Interessi sociologia urbana

  • Approccio generalista: si occupa del sistema urbano = entità complessa (ma non ne sviluppa le parti)
  • Singoli aspetti della città:
    • Dimensione economica (produzione beni e servizi)
    • Dimensione politica + struttura sociale della società
    • Dimensione culturale
    • Dimensione ecologica

Ricerca empirica

  • Ricerca accademica
  • Ricerca progettuale (enti pubblici)

Ma il neoliberalismo ha generato -> rallentamento nel campo sociale urbano che invece voleva cogliere le regole. Poi negli anni '90 ritorno della ricerca (attenzione alla partecipazione + sicurezza pubblica e rischio ambientale).

Ruolo del sociologo urbano

  • Ruoli analitici (sociologia)
  • Ruoli progettuali (pianificazione)
  • Prospettiva transdisciplinare

Capitolo 2 – Evoluzione e attualità fenomeno urbano

Città e mondo pre-industriale: 2 momenti rivoluzionari

  • Rivoluzione neolitica -> dalla caccia alla produzione agricola
    • Aumento di produzione alimentare: + popolazione, + sedentarietà = surplus
    • Più divisione del lavoro
    • Più attività non legata all’agricoltura
    • Formazione compagini statali
    • Prime forme cultura, tecnologia, burocrazia in città
    • Più popolazione rurale che urbana -> sono totalmente divise

Urbanesimo nel mondo moderno

  • Urbanizzazione, saturazione aree ricche; ancora in aree povere
  • Metà 20° secolo: ritmi crescita urbana più alti nel sud del mondo -> problemi: disagio e marginalità urbana per le fasce più deboli
  • Gigantismo metropolitano = (una città unica)

Città: tema significativo?

  • Reti di città -> negazione singola città: sociologia urbana -> sociologia del pianeta
  • Urbanizzazione diffusa non è fuga ma nuova forma di città + campagna
  • Rurale diventa un parco per esaudire sogni metropolitani
  • Paradosso città contemporanea: la città è ovunque e quindi scompare; cosmopoli, fine fenomeno
  • Sistema sociale non ha vincoli spaziali precisi ma planetari (Luhmann)
  • Analisi luoghi -> analisi flussi (Castells)

La città non è stabile ma creata da flussi non è fatta dalle persone che vivono ma da quelle che passano (persone, risorse, informazioni).

Bauman: la liquidità incertezza del tempo attuale consente una facile separazione dalle risorse dal contesto, una delocalizzazione immediata e dunque una perdita di valore dello spazio come angolatura di analisi sociale, diventa più importante il tempo. Spazio: fonte di preoccupazione solo per i deboli a bassa mobilità. La città non è più come oggetto di riflessione scientifica, ma come indicazioni convenzionali per le analisi delle concentrazioni spaziali di fenomeni rilevanti sociologicamente. Saunders: verso la sociologia urbana non spaziale -> sociologia dei consumi.

Le ragioni della città

  • Le città non muoiono e restano attuali (ci sono luoghi di urbanità)
  • Immutato protagonismo delle singole città (in competizione)
  • Autonomia dagli stati (es. città stato italiane)
  • Il rafforzamento delle valenze simbolico-culturali che distinguono una città -> ha specificità permanenti nonostante non siano chiari i confini sociali e fisici
  • Ma in ogni caso c’è il radicamento della città in riferimento alla sua storia cultura, memoria

Il capitale sociale dipende dall’unicità dei luoghi. La città è anche il luogo di progetti futuri, di messa in retta delle risorse interne, per l’affermazione di se stessa a scopi più ampi. La città p impegnata dal recupero della propria unicità per essere distinguibile e visibile. È un ambiente artificiale in cui si concentrano i problemi ecologici e la loro soluzione. Le città restano al centro della riflessione dei sociologi dell’ambiente.

Capitolo 3 – Città – Sviluppo – Sottosviluppo

La dimensione economica è uguale a una dimensione urbana. È aperta la questione economica: disuguaglianze nord/sud mondo; disuguaglianze interne ai paesi. Il rapporto urbanesimo/storia dipende dalle aree più antiche urbanizzate (Egitto, Cina, India) e le aree di recente urbanizzazione (Africa subsahariana).

  • Forti del centro
  • Deboli del centro
  • Non aree industriali
  • Europa orientale
  • Semiperiferiche del sud
  • Periferiche del sud

Altri eventi hanno determinato modifiche nei processi migratori e di urbanizzazione (eventi inattesi).

  • Guerre
  • Catastrofi naturali
  • Costruzione manufatti urbani

Urbanesimo sud del mondo gli approcci interpretativi

Teorie di interpretazione degli squilibri.

Modelli funzionalisti e teoria modernizzazione (i conflitti possono essere riassorbiti nello sviluppo economico, Parsons).

Liberalismo, teoria economica classica/neoclassica (Smith, Ricardo).

  • Ogni paese si specializza della produzione di alcuni beni
  • Dopo una certa soglia un paese non può ricadere nella povertà

Ruolo della city

  • Presenza sul mercato = progresso culturale e tecnologico
  • Città = luogo più significativo di filtraggio delle risorse locali e di immissione sul mercato internazionale

Ma questa visione naturale ottimistica della globalizzazione:

  • In un'economia povera le città non diventano i luoghi dello sviluppo ma spesso della concentrazione del disagio
  • Molte smentite non sempre città = innovazione

Contro: visione pessimista (Teoria Marxista)

  • Instaurazione nuove gerarchie + sfruttamento paesi poveri
  • La globalizzazione determina: centro, semiperiferia, periferia
  • Si affermano modelli di sviluppo economico globali che comportano l’asservimento di alcuni paesi attraverso uno scambio ineguale.
  • Le City moderne del sud sono luoghi privi di trade union tra sfruttatori e sfruttati

Quindi emerge una nuova interpretazione per lo sviluppo endogeno compatibile. Auspica cambiamenti generali nord e sud in un’ottica self reliance, cioè valorizzazione risorse locali in una prospettiva ecocompatibile. Valorizzazione del capitale sociale locale e delle varie forme di solidarietà ed è propugnata da vari movimenti sociali in una visione no global o new global.

Urbanizzazione del sud del mondo: fattori di crescita urbana

  • Sud: urbanizzazione macrocefala (si allargano solo le aree metropolitane più grosse. È esito della grande povertà di campagne e dell’attrattiva dei centri urbani.
  • Povertà campagne = esito di aumento demografico della popolazione cui non ha fatto seguito un modello di sviluppo agricolo per il sostentamento della popolazione locale ma servire paesi più ricchi.
  • Disattenzione delle multinazionali e dei governi locali per un consumo praticabile delle famiglie.
  • Messa in crisi autosufficienza alimentare.
  • Povertà e immigrazioni verso la città.
  • Ma spesso la città e le sue chance sono illusorie (perché si basa comunque sul sistema capitalistico).
  • Però offre servizi e possibilità di lavoro.

Congestione urbana: Anche provocate dai media che pubblicizzano modelli di vivere in città.

2 circuiti di economia urbana

Nei paesi poveri ci sono 2 economie:

  • Formale
  • Informale: è alla base del processo di polarizzazione estrema delle società del 3° mondo. È cruciale il ruolo della donna (cura + assistenza) ma spesso si organizza e diventa formale.

Esiste anche l'economia informale ma richiama il circuito della globalizzazione piuttosto che i circuiti locali:

  • Economia legata all’illegalità
  • Polarizzazione come frutto dell’economia formale e informale si riflette sul paesaggio urbano dei grattacieli del centro e delle favelas della periferia
  • Le favelas tendono a gonfiarsi in conseguenza all’inesauribile processo di urbanizzazione

Urbanesimo fordista e la sua crisi

Le onde lunghe dello sviluppo industriale.

  • Ci sono relazioni differenziate tra sviluppo industriale e urbanizzazione
  • Cicli di sviluppo economico a lungo periodo (50 anni)
  • Dinamica ciclica dell’innovazione tecnologica, fasi:
    • Fase innovativa: di ristagno e per uscire -> innovazioni
    • Fase Espansiva: adozione dell’innovazione da parte delle imprese
    • Fase di maturità: ma per diffusione ed espansione dell’innovazione
    • Fase di stagnazione: l’innovazione è ormai obsoleta -> crisi economica

Questi cicli durano 50 anni. La storia è quindi divisa in cicli:

  • Ciclo della 1° meccanizzazione 1770 – 1840
  • Ciclo basato sul vapore 1840 – 1890
  • Ciclo basato sull’introduzione della forza-elettrica e ingegneria pesante
  • Ciclo della produzione di massa fordista 1940 – 1990
  • Ciclo in corso microelettronica e nano tecnologie

La città è un contesto favorevole di adattamento alla ciclicità economica.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stearbitrio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Nuvolati Giampaolo.
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