Interpretazioni dei luoghi
Flânerie e antefatti
• Figura del flâneur = personaggio emblematico delle città in via di modernizzazione tra 19o/20o sec. Reso celebre soprattutto da Charles Baudelaire e Walter Benjamin e attualizzato da sociologi come Bauman. Può essere caratterizzato da condizioni di marginalità.
• La città complessa non poteva essere analizzata solo con le pratiche tradizionali ma serve: sensibilità poetica + capacità narrativa di scrittori e artisti capaci di perdersi in essa. (Perdersi geograficamente e mentalmente). Il labirinto urbano è una metafora per la complessità del nostro pensiero e della complessità di leggere la città dandole un ordine definitivo.
• Flâner = camminare in città senza una meta precisa, provare la vita solo nei suoi caratteri autentici, sperimentare pratiche di vita alternative e anche forme di esclusione sociale.
• Flâneur è diverso dall’individuo blasé perché il flâneur guarda al particolare e cerca di elaborarlo.
• Toponomastica di una città = elemento ordinatore, la sua lettura costituisce una forma di flânerie, è importante per generare l’identità di un luogo.
• Il flâneur combina presente e passato, orizzontalità e verticalità.
• Questione sessualità: @Flâneuse: flânerie al femminile, donne-artiste che già alla fine dell’800 vogliono libertà e che non vengono più considerate prostitute o malate di shopping (> progresso + emancipazione).
• Rapporto tra flânerie e omosessualità: libertà di esprimere tendenze sessuali -> ribaltamento clichè.
• Flânerie è un percorso solitario, distante dalle pratiche + banali di perlustrazione dell’urbano, è un’occasione di realizzazione per i gruppi più deboli ma anche più attenti a ciò che li circonda.
• Non si può insegnare ma può esistere un’educazione alla flânerie, pratica e teorica. La propensione verso la flânerie è spesso latente.
Parti del libro
- Sintesi de “lo sguardo vagabondo” — considerazioni utili a definire la figura sfuggente del flâneur
- Luoghi urbani come ambiti privilegiati di azione e riflessione del flâneur
- Illustrazione delle varie modalità di realizzazione della flânerie
- Appendice in cui sono raccolti esempi concreti
Spiegazione titolo
“L’interpretazione dei luoghi” richiama una prospettiva freudiana: i luoghi non sono mai soltanto quello che ci appaiono ma vanno capiti e riletti alla luce del loro passato, come se fossero dotati di un inconscio (nascosto ma importante).
“Flânerie come esperienza di vita”: ci costringe a confrontarci con noi stessi e con il mondo, con le città e con gli uomini che le abitano. La possibilità di molteplici curvature del discorso sul flâneur rendono meno decifrabile e univoco rispetto ad altri tipi umani MA per questo più contemporaneo!
Parte 1: Principali caratteristiche del flâneur
Origini
- Flâneur: @ scandinavo flana = correre vertiginosamente qui e là @irlandese “libertino” @persona oziosa, bighellone @italiano/francese: andare a zonzo @Italia: far flanella: tirare a campare senza affannarsi troppo
- Nasce a metà 800 per designare la figura del dandy
- Pratica di viaggio e di esplorazione dei luoghi, rapporto riflessivo con le persone e gli spazi
- Benjamin (2002): poeta che si perde nella folla, abitante che passeggia nella propria città nella speranza di coglierne il genius loci (= l’anima nascosta)
- Torna in auge:
- 20o sec, durante il processo di massificazione delle società
- Lentezza, come filosofia di vita e ritmo della narrazione. Andare a piedi come processo di ispirazione, sacrificio, impegno: un qualcosa di formativo, che ricorda la ritualità
- Posizioni: @simbolo emergente della post-modernità @erosione delle esperienze collettive negli spazi pubblici > fine del flâneur @privatizzazione della flânerie
Il flâneur
- Incarna il desiderio di libertà che ha l’individuo imprigionato da vincoli territoriali, ideologici, professionali
- È ribellione contro le pratiche consumistiche di massa
- È contro il turismo mordi e fuggi
- Incarna il desiderio di assaporare la vita con ritmi più meditati
- Vuole il recupero della sensibilità come forma di conoscenza
- Vuole sperimentare nuove relazioni
- Ha un atteggiamento provocatorio sia verso nuove categorie, sia verso i post-moderni
- È il simbolo dell’individualizzazione delle condotte umane
- Trova legami con espressioni di edonismo e narcisismo perché c’è soggettivismo e disaffezione nei confronti della vita pubblica
- Ha capacità analitica: ha una capacità poetica e scientifica insieme che gli permette di leggere i cambiamenti della società
- Oggi: @è un attore-compratore @rischio: diventare un semplice cyberflâneur in cui la dimensione domestica prevale su quella pubblica
Bauman: f. è la figura della modernità radicale che si affianca a figure emblematiche del mondo post-moderno terrorizzate dall’essere legate ad un unico posto.
Giddens: condizione di anonimato che caratterizza la società urbana attuale.
Il flâneur ossimorico
Il f. e il suo modo di vivere mostrano un profilo ossimorico, fatto di tante contraddizioni. Per loro natura gli ossimori non si risolvono mai e fanno del f. una figura incerta, provvisoria, ma proprio per questo adatta per interpretare e rappresentare la post-modernità.
- PUER/SENEX Ingenuità e voglia di scoprire che lo rende simile all'entusiasmo di un bambino (puer). Ma col tempo è anche saggio (senex), sa fino a dove può spingersi e quando è il momento per ritirarsi. È la fusione di queste due caratteristiche: regressione all’infanzia + potente riflessività. Adattamento del f. al contesto avviene perché sperimenta lo shock urbano e anche il suo superamento attraverso la sua elaborazione.
- È solo nella folla. È solitario e malinconico ma ama anche confondersi nella folla. La folla (solitaria) cancella il suo passaggio in modo tale che il f. può guardare senza essere visto.
- Libero nel labirinto urbano. Caratteristica fondamentale: libertà che è però limitata dagli ostacoli naturali (architettonici e naturali) che la trama urbana presenta.
- Ozioso e affaccendato. Si abbandona agli istinti nel muoversi in città ma ha la capacità di registrare con precisione le emozioni provate per quel che accade attorno a lui (quindi è sempre concentrato). Ha una pazienza che è però vicina alla noia.
- Spettatore creativo. Osserva la città che si trasforma ma intanto la crea e le dà vita tramite la sua parola (appena scrive). Non sempre però scrittura e perlustrazione coincidono.
- Ha un’immaginazione realistica. La sua narrazione contiene immaginazione ma è anche un’analisi descrittiva della realtà (si alternano). L’opera del f. non è mai un proclama di verità assoluta.
- È sia oggetto che soggetto dell’analisi sociologica. È autore che rimanda la sua visione della città a un pubblico più ampio e anche a esperti. Il suo resoconto ha bisogno di essere filtrato dallo scienziato sociale (ed è molto vicino all'etnografia).
- È ribelle ma omologato al consumo. Si mette in una posizione di superiorità che gli consente di guardare la quotidianità. Ma spesso la sua distanza è illusoria: onnipresenza e onnipresenza del mercato non risparmiano nemmeno lui.
- Propenso all’immersione (ma non completa) nella realtà. Atteggiamento di distacco ma anche di coinvolgimento / riservatezza e compromissione (comportamenti Sessuali che hanno più libertà di espressione).
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