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Riassunto esame Attività coordinative di supervisione del tirocinio, Prof.ssa Buccolo, Testo consigliato Educazione, comunità e politiche del territorio, Eleonora Napolitano Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di ATTIVITA’ COORDINATIVE DI SUPERVISIONE DEL TIROCINIO, basato su appunti personali e studio autonomo e rielaborato del testo consigliato del docente, EDUCAZIONE, COMUNITA’ E POLITICHE DEL TERRITORIO. Gli argomenti trattati, suddivisi ognuno per capitolo sono i seguenti: L’EDUCAZIONE COME STRUMENTO DI COSTRUZIONE DELL’IDENTITA’ E... Vedi di più

Esame di Attività coordinative di supervisione del tirocinio docente Prof. M. Buccolo

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l’individuo si lascia assorbire dalla personalità collettiva, mentre nella società vige la solidarietà

organica, nel quale ognuno possiede un suo campo d’azione specifico, ovvero una personalità.

Secondo Gino Dalla Fratte, la comunità va intesa come il tessuto connettivo tra le persone e la

società. Da un punto di vista pedagogico, con la crisi contemporanea e con l’affermarsi in maniera

prepotente della società globale, stiamo assistendo allo sradicamento della persona dal tessuto vitale

delle comunità all’interno delle quali sviluppava le sue plurime relazioni e attraverso le quali

sviluppava il suo potenziale umano.

VERSO UNA NUOVA IDEA DI COMUNITA’

Negli anni ’70 si dibatteva sul tema della “comunità educativa”, considerando il fatto che un

territorio che diventa troppo complesso (a causa della continua crescita di presenza umana, di

strutture, ecc.), difficilmente riuscirà a costruirsi come comunità educativa, ossia che riesca ad

interrogare se stessa, a riconoscere i propri problemi, ad identificare propri bisogni ed obiettivi di

crescita e di sviluppo, riguardanti giovani e adulti, uomini e donne di diversi orientamenti e

condizioni. Secondo Elisa Zeuli per comunità educativa si intende un insieme di individui

caratterizzati dal senso dell’omogeneità e accomunati da un interesse di tipo unidirezionale; il

termine “educativa” sta a indicare il processo che rende la stessa comunità educatrice di se stessa,

in grado di ristrutturarsi continuamente. Al contrario la società sarebbe caratterizzata dal senso

dell’eterogeneità, dalla multi direzionalità. Secondo Orefice, la comunità è l’unità di base della

società, ossia l’elemento che può determinare l’integrazione degli individui nelle società complesse.

Affinchè una comunità possa definirsi tale è importante che l’individuo si senta parte integrante e

operante di essa: la libertà individuale e la solidarietà dei suoi membri potrà realizzarsi solo nel

cercare di raggiungere la libertà di tutti attraverso la valorizzazione delle differenze individuali

presenti al suo interno.

Ci stiamo avvicinando verso l’era della post-globalizzazione e abbiamo il compito di progettare e

realizzare forme di vita comunitarie incentrate sulla valorizzazione e messa in comune delle

differenze dei suoi membri. Si deve creare una nuova società planetaria, ossia una società mondo;

bisogna valorizzare il locale entrando a contatto con il mondo intero e con le nuove tecnologie,

contro ogni forma di dualismo. La comunità del XXI secolo non potrà più essere quella del passato,

pervasa da una concezione di chiusura, staticità, non apertura al mondo (la quale rischia di rimanere

troppo chiusa in se stessa e di autoescludersi dal mondo esterno; anche i legami troppo forti al suo

interno rischiano di essere esclusivi e di degenerare nel non riconoscimento dell’altro e del diverso),

e nemmeno quella troppo avanzata costruita sui principi moderni della comunità virtuale (la quale

impedisce, avendo legami deboli e talvolta anonimi, lo svilupparsi di una vera e propria coesione

sociale, necessaria per affrontare i problemi e gli ostacoli che pervadono la nostra comunità).

APPRENDERE LA PARTECIPAZIONE ATTIVA E LA CULTURA

DELL’APPARTENENZA

Al giorno d’oggi assistiamo alla tendenza di considerare il cittadino come consumatore di beni

materiali e immateriali, anzicchè reputarlo come attore dei processi di sviluppo e di cambiamento

della società. La dimensione individuale, per esprimersi e manifestarsi nella sua pienezza, ha

bisogno della Comunità e questa a sua volta, ha bisogno di una dimensione politica che rende reale

quel vivere insieme democratico ed interculturale. Apprendere la partecipazione attiva e la cultura

d’appartenenza a diverse Comunità è una sfida sociale, politica ed educativa che per essere vinta

necessita della capacità della Politica di progettare e di orientare, a lunga scadenza, interventi e

azioni sociali in grado di offrire la massima libertà per tutti i cittadini, innalzando per quanto

possibile il livello della qualità della vita.

Dunque, l’Educazione e la Politica hanno di fronte una grande sfida ovvero quella di educare i

cittadini alla partecipazione attiva e di sviluppare una cultura dell’appartenenza che si sostanzi nella

consapevolezza di essere cittadini locali e globali, nell’educazione interculturale e ambientale.

L’urgente compito dell’Educazione e della Politica è quello di dare sistematicità alle innumerevoli

proposte educative, al fine di fornire ai cittadini una bussola per orientare i propri bisogni all’interno

di una comunità che li riconosce e che si attrezza per darvi risposta. Il benessere e la crescita della

Comunità dipendono fortemente dalla crescita e dal benessere degli individui/cittadini che li

compongono.

Non esiste processo educativo al di fuori del contesto politico di riferimento: il primo è chiamato a

formare ogni individuo, a renderlo in grado di adattarsi al contesto socio politico e di partecipare al

processo di cambiamento sociale, mentre il secondo deve fornire tutti i mezzi necessari per superare

le difficoltà oggettive, le condizioni sociali ostili e i cambiamenti, al fine di rendere possibile ogni

crescita personale e collettiva.

CAP.2 LA POLITICA EDUCANTE

POLITICA E TERRITORIO: IL RUOLO DELLA COMUNITA’

Le Comunità Locali sono il luogo aperto di confronto, conoscenza e sostegno, attraverso l’ideazione

di una progettualità politica-amministrativa, volta in primis alla costruzione della libera identità del

singolo e poi alla condivisione delle regole del vivere comune. Tra l’Educazione e la Politica si

colloca la Comunità Locale, poiché all’interno di essa si concretizza l’impegno educativo,

formativo, sociale dei singoli volto a gestire ed affrontare i problemi della vita reale. La Politica non

può non fare i conti con gli aspetti pedagogici e l’educazione non può perdersi in discorsi

moralistici disinteressandosi delle dinamiche politiche. La Comunità Educante dialoga con la

Politica per progettare e programmare insieme il contesto socio-economico-educativo della stessa e

per giungere al più alto grado di benessere diffuso.

Si avverte l’esigenza, in virtù dell’attuale crisi economica, di considerare il benessere sociale non

esclusivamente legato ad un accrescimento economico ma piuttosto insito nella capacità di

rispondere alle emergenze sociali attraverso politiche di partecipazione reale.

COS’E’ LA POLITICA EDUCANTE: DEFINIZIONE E RUOLO

Poiché l’Educazione si occupa dello sviluppo umano e della partecipazione attiva dei soggetti nei

diversi contesti di vista, inteso e necessario è un dialogo costruttivo con la Politica. L’individuo non

può pervenire al suo pieno sviluppo da solo, ma ha bisogno di essere membro della Comunità, dalla

quale riceve beni essenziali.

L’uomo (seguendo il noto detto di Aristotele) è per natura un animale politico poiché ha bisogno del

concorso degli altri per crescere, maturare e sviluppare la propria identità. Politica educante intesa

come: la buona amministrazione della città che agisce per il pieno sviluppo dei membri della

Comunità, attraverso l’implementazione di azioni politiche/educative volte ad accrescere il

benessere socio-economico-culturale, la partecipazione democratica, la libertà personale e ad

arginare le diseguaglianza, i conflitti e l’emarginazione sociale .

3

La Politica deve fornire alla Comunità gli strumenti legislativi, programmatici ed economici

affinchè essa sia in grado di organizzarsi in modo durevole e ha il compito di consentire lo sviluppo

individuale del cittadino come membro consapevole, attivo e partecipe dei processi della Comunità

e attento alla difesa e al mantenimento del bene comune. Quest’ultimo si raggiunge mediante la

costruzione e la condivisione degli individui al massimo benessere individuale.

STRUMENTI POLITICI PER LO SVILUPPO DI UNA COMUNITA’ EDUCANTE

DIFFUSA

3 Dunque la politica educante svolge una duplice funzione: crea le condizioni attraverso cui arginare il rischio

dell’esclusione, della marginalità e della devianza dei membri della propria comunità e aumenta così la

vivibilità dei luoghi, la responsabilità, l’appartenenza e la partecipazione dei cittadini ai processi di governo

della città.

Parlare di Comunità Educante Diffusa significa interrogarsi sugli strumenti politici che prevedono

la sua stessa esistenza. E’importante tracciare un breve excursus normativo che delinea la

responsabilità della Comunità nei processi educativi di sviluppo e di partecipazione dei singoli

individui/cittadini:

1)legge 278/1976: ha lo scopo di promuovere la partecipazione popolare alla gestione

amministrativa della comunità locale, esercitando il potere di organizzazione secondo il principio di

ampio decentramento;

2)legge 140/1990: gli Enti Locali, qui intesi come Comunità Educanti, divengono responsabili del

proprio governo, della propria organizzazione del proprio controllo, sancendo anche un ruolo attivo

dei cittadini nei processi di gestione e di sviluppo della Comunità; la legge ha sancito un reale

avvicinamento dei cittadini alla politica della Comunità di riferimento, e sono chiamati a partecipare

attivamente alla gestione e al governo della città;

3)legge 3/2001: determina che i Comuni, le Città metropolitane, le Province e le Regioni sono

tenuti a farsi carico dei bisogni delle popolazioni in esse residenti, al fine di rimuovere gli squilibri

economici e sociali, garantendo l’effettivo esercizio dei diritti della persona;

4)d.lgs 13/2013: sancisce l’apprendimento permanente quale diritto della persona che deve essere

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promosso nell’ambito delle politiche pubbliche di istruzione, formazione, lavoro, ecc.

Dunque ciò dimostra che la possibilità di tutti di partecipare attivamente ai processi di gestione

pubblica, è dato dallo sviluppo di politiche e programmi europei, nazionali e locali in cui si

promuovono una migliore qualità della vita, la coesione sociale e nuove opportunità per i cittadini.

IL RUOLO DEGLI ATTORI POLITICI E SOCIALI NELLE STRATEGIE DI SVILUPPO

DELLA COMUNITA’ EDUCANTE

La Comunità Educante è una rete di responsabilità soggettive che si organizza per rispondere in

modo efficace ed efficiente ai bisogni di cittadinanza attiva, di partecipazione, di coesione sociale,

di benessere e di sviluppo individuale e collettivo. E’ importante che i cittadini siano in grado di

riconoscere il proprio bisogno e di formulare la propria domanda sociale affinchè gli enti

amministrativi compiano scelte organizzative ed economiche finalizzate a rispondere al suddetto

bisogno, nell’ottica della garanzia del benessere dei cittadini .

5

Tutti i servizi, per funzionare in modo efficace ed efficiente, devono rispondere ad una specifica

domanda sociale e attivare collaborazioni con altri soggetti e/o enti per accogliere e rispondere alla

domanda sociale nella sua totalità. Anche la sussidiarietà orizzontale e il mutualismo sono

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strumenti che testimoniano la presenza collaborativa dei diversi soggetti e la risposta ai bisogni

socio culturali dei cittadini.

Ma chi sono i soggetti effettivamente coinvolti nella rete di diffusione della Comunità Educante

diffusa? Assessore alle Politiche sociali(è una componente esecutiva di un Ente Territoriale che ha

il compito di programmare, coordinare e monitorare un sistema di interventi e servizi sociali a

4 Inteso come qualsiasi attività intrapresa dalla persona in modo formale, non formale e informale, nelle

varie fasi della vita, al fine di migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze in una sola prospettiva di

crescita personale, civica, sociale ed occupazionale.

5 Da un lato dunque vi è il bisogno educativo, formativo e sociale dei singoli cittadini, dall’altro si collocano

gli enti amministrativi (ovvero enti locali o soggetti privati) che si organizzano per darvi risposta.

6 Intesa come la diretta responsabilità dei privati cittadini(sia come singoli sia come associati)di curare i

bisogni collettivi e le attività di interesse generale e i pubblici poteri intervengono in funzione sussidiaria di

programmazione, di coordinamento ed eventualmente di gestione.

7 Inteso come forma di aiuto e prestazioni reciproche, erogato da un’associazione o società, con scopo

volontario e privo di lucro.

favore di precisi campi quali le Politiche giovanili, le Pari Opportunità, l’Immigrazione,

l’Emigrazione); assistente sociale(è dipendente comunale o di una ASL e il suo intervento è volto a

prevenire e/o intervenire su situazioni di disagio a tutela delle categorie deboli); assistente familiare

(svolge un lavoro di cura a domicilio e di sostegno alla vita quotidiana di persone e famiglie, volto a

migliorare la qualità della vita, il benessere e l’autonomia, soprattutto lavora con anziani, disabili,

malati); operatore socio sanitario(OSS) (lavora nei servizi sanitari e sociali gestiti da enti pubblici,

da cooperative sociali e/o da privati in funzione delle persone che vivono in una condizione di

disagio sociale e che sono malate, portando avanti con l soggetto azioni di natura sociale e

igienico/sanitarie); mediatore interculturale (è un insegnante di una delle culture non italiane

presenti sul territorio ma è inserito nella realtà italiana e ne conosce lingua e i codici

comportamentali; questi lavora sia con gli alunni immigrati che con gli insegnanti, gli alunni italiani

e gli operatori della scuola al fine di valorizzare le differenze culturali); mediatore linguistico

culturale(è la figura professionale che ha il compito di facilitare la comunicazione e la

comprensione, sia a livello linguistico che culturale, tra l’utente di etnia minoritaria e l’operatore di

un servizio o ente pubblico); insegnante di scuola dell’infanzia( si occupa dell’educazione dei

bambini di età 3/5 anni, e il suo operato è rivolto allo sviluppo della personalità del bambino e alla

preparazione di quest’ultimo alla frequenza della scuola dell’obbligo; deve essere in grado di

programmare l’attività didattica, di svolgere i colloqui con i genitori e gli altri organismi collegiali);

insegnante di scuola primaria( si occupa dell’alfabetizzazione e della socializzazione dei bambini

di 6/11 anni nell’ambito della scuola dell’obbligo, l’insegnante lavora in scuole statali, paritarie e

non, e rispetto all’insegnante della scuola dell’infanzia gode di minore autonomia poiché deve

rifarsi a documenti programmatici nazionali); assistente educativo culturale (AEC) (è un operatore

che fornisce supporto e assistenza agli alunni con disabilità); servizio integrazione e sostegno a

minori in famiglia (operatore SISMIF) (è un educatore professionale che svolge la propria attività

all’interno di cooperative che gestiscono il servizio integrazione e sostegno a minori in famiglia per

conto di enti territoriali locali; il servizio si rivolge a nuclei familiare con minori dai 0 ai 18 anni

che hanno condizioni di difficoltà nelle relazioni intra e/o extra familiari); educatore

professionale(lavora sia come dipendente che come libero professionista, può svolgere la sua

attività in strutture e servizi socio sanitari e socio educativi pubblici e/o privati sul territorio, nelle

strutture residenziali e/o semi residenziali; questi lavora a favore di persone con problemi di

dipendenza, disabili, persone con problemi di salute mentale, minori, anziani, immigrati, detenuti;

lavora spesso in equipe multidisciplinari in cui diversi professionisti osservano le situazioni

problematiche da molteplici punti di vista in modo da pervenire a una visione totale e articolata del

caso preso in carico); psicologo(previene, svolge diagnosi e attività di riabilitazione e di sostegno in

ambito psicologico rivolte al benessere delle persone, dei gruppi, degli organismi sociali e delle

comunità); pedagogista(specialista dei processi formativi ed educativi, dotato di formazione

multidisciplinare e svolge percorsi di intervento, prevenzione e diagnosi per sostenere persone,

famiglie, gruppi in momenti di difficoltà e/o cambiamento).

Dunque, nella Comunità Educante diffusa, le persone che vertono in situazioni di difficoltà

possono imbattersi nelle figure sopra descritte che, lavorando nei servizi territoriali, predispongono

con il loro lavoro quotidiano una serie di risposte ai bisogni e ai fabbisogni dei cittadini e del

territorio. Siamo in presenza di una Comunità Educativa diffusa quando i cittadini sono messi nella

condizione di riconoscere i propri bisogni e di trovarvi risposta; in caso contrario succede che si

sviluppano fasce di popolazione in stato di bisogno o emergenza socio economica con un ritorno

negativo in termini di partecipazione e cittadinanza. La Comunità, così concepita, è il luogo entro

cui rispondere appieno alle attuali sfide educative e sociali, non rispondendo solo al bisogno

presente ma organizzandosi in funzione di una progettualità declinata al futuro.

CAP.3 IL TERRITORIO COME MOTORE DI CAMBIAMENTO POLITOC-

EDUCATIVO: BUONE PRASSI


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di ATTIVITA’ COORDINATIVE DI SUPERVISIONE DEL TIROCINIO, basato su appunti personali e studio autonomo e rielaborato del testo consigliato del docente, EDUCAZIONE, COMUNITA’ E POLITICHE DEL TERRITORIO. Gli argomenti trattati, suddivisi ognuno per capitolo sono i seguenti: L’EDUCAZIONE COME STRUMENTO DI COSTRUZIONE DELL’IDENTITA’ E DEL FUTURO, LA POLITICA EDUCANTE, IL TERRITORIO COME MOTORE DI CAMBIAMENTO POLITOC-EDUCATIVO: BUONE PRASSI.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in educatore professionale coordinatore dei servizi
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Franci0703 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Attività coordinative di supervisione del tirocinio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Buccolo Maria.

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