Karl Abraham
Kernberg e la STIPO
Le organizzazioni di personalità secondo Kernberg Klein
Il colloquio strutturale Bibring
L’Inventory of Personality Organization (IPO) Arieti
La Structured Interview of Personality Organization Bowlby
(STIPO) Altri
Scoring Indicazioni e controindicazioni
L’intervento psicodinamico
I meccanismi di difesa
La Defense Mechanism Rating Scale (DMRS) Psicodinamica del suicidio
Tabella con livelli difensivi e relative difese Indici predittivi
Defensive functioning scale: livelli e difese Trattamento del paziente con tendenze suicide
Il concetto di meccanismo di difesa Mania e disturbo bipolare
Anna Freud Trattamento psicoterapeutico
Wilhelm Reich Terapia farmacologica
L’identificazione proiettiva Comprensione psicodinamica
Disturbi d’ansia
Klein La gerarchia evolutiva dell’ansia
Bion
Gabbard Disturbo di panico
L’inibizione comportamentale
Differenze tra proiezione e identificazione proiettiva L’attaccamento
Donald Winnicott
Heinz Kohut Trattamento
Trauma e difese Fobie specifiche
Fobia sociale
Psichiatria psicodinamica Disturbo d’ansia generalizzata
I principi fondamentali della psichiatria psicodinamica
Introduzione Cambiamenti nel DSM-5
Il valore unico dell’esperienza soggettiva Disturbi nel DSM-5
L’inconscio Disturbi bipolari e disturbi correlati
Il determinismo psichico Disturbo bipolare I
Il passato è il prologo Episodio maniacale
Transfert Episodio ipomaniacale
Controtransfert Episodio depressivo maggiore
Resistenza Disturbo bipolare II
I fondamenti teorici della psichiatria psicodinamica Disturbo ciclotimico
Introduzione Disturbi depressivi
La psicologia dell’Io Disturbo depressivo maggiore
La teoria delle relazioni oggettuali Disturbo depressivo persistente (distimia)
Disturbi d’ansia
Melanie Klein
La psicologia del Sé Fobia specifica
Disturbo d’ansia sociale (fobia sociale)
Margaret Mahler
Daniel Stern Disturbo di panico
La teoria dell’attaccamento Agorafobia
Disturbo d’ansia generalizzata
Strategie di attaccamento nutrizione e dell’alimentazione
Trattamenti in psicoterapia dinamica Disturbi della
Il continuum espressivo-supportivo Anoressia nervosa
Obiettivi Bulimia nervosa
Durata e frequenza delle sedute Disturbo da binge eating
–
Libere associazioni Disturbi di personalità Cluster B
Neutralità, riservatezza e astinenza Disturbo borderline di personalità
Interventi Comprensione psicodinamica: cause del DPB
Transfert e resistenza Approcci psicoterapeutici
Rielaborazione Disturbo narcisistico di personalità
Uso dei sogni Inconsapevoli e ipervigili
Alleanza terapeutica Comprensione psicodinamica: la controversia
Meccanismi di cambiamento Kernberg-Kohut
Conclusione della terapia Approccio psicoterapeutico
Indicazione per un’enfasi espressiva o supportiva Disturbo antisociale di personalità
Psicoterapia breve Comprensione psicodinamica
Indicazioni, controindicazioni e numero di sedute Trattabilità e interventi
Processo terapeutico e relazione dose-effetto Il controtransfert
Disturbi affettivi
Comprensione psicodinamica della depressione
Freud KERNBERG E LA STIPO
Le organizzazioni di personalità secondo Kernberg. Kernberg ha proposto una classificazione dei disturbi
– –
di personalità che comprende tre organizzazioni nevrotica, borderline e psicotica sulla base di tre criteri:
livello di maturità difensiva, esame di realtà (inteso come capacità di differenziare il Sé dal non-sé e gli stimoli
intrapsichici da quelli esterni, di provare empatia e differenziare le qualità oggettive di una persona da quelle
integrazione dell’identità
che le si attribuiscono soggettivamente) e (cioè raggiungimento della fase di costanza
d’oggetto vs fissazione a stadi precedenti dello sviluppo delle relazioni oggettuali interiorizzate).
L’organizzazione da un’identità
nevrotica è caratterizzata integrata, meccanismi di difesa evoluti
(rimozione in primis, intellettualizzazione, isolamento affettivo, annullamento retroattivo e forme minori
di diniego e proiezione) e un buon contatto con la realtà esterna. Questa categoria comprende i disturbi
ossessivo-compulsivo, masochistico-depressivo, isterico, dipendente ed evitante di personalità.
L’organizzazione borderline, che può essere di alto o basso livello, è caratterizzata da diffusione (o
dispersione) dell’identità, dell’esame di realtà,
una sostanziale conservazione che può cedere in momenti
di particolare stress, e dall’utilizzo prevalente di difese primitive (in particolare scissione, identificazione
debolezza dell’Io,
proiettiva e diniego). I pazienti borderline presentano una particolare o manifestazioni
non specifiche di debolezza dell’Io (grave incapacità di tollerare l’angoscia, mancanza di controllo degli
carenza della capacità sublimatoria che si esplica nell’incapacità di concretezza, costanza e
impulsi e
creatività nel lavoro) e un misto di conflitti edipici e pre-edipici. Tale organizzazione riflette la persistenza
dello stadio di separazione/individuazione, caratterizzato da rappresentazioni parziali e scisse di sé e degli
altri, con la conseguente interiorizzazione di relazioni oggettuali completamente buone o cattive. Tutti i
disturbi di personalità dello spettro borderline sono caratterizzati da relazioni interpersonali gravemente
distorte, mancanza di obiettivi concreti, problemi nelle relazioni intime e gradi variabili di patologia nella
l’espressione più pura
vita sessuale. Kernberg individua nei disturbi schizoide e borderline
dell’organizzazione borderline di personalità. La differenza tra i due disturbi consisterebbe nell’espressione
delle caratteristiche: mentre gli schizoidi reagiscono con ritiro sociale, distacco, anedonia e ipertrofia
compensativa della vita fantastica, i borderline mettono in atto i propri schemi a livello interpersonale, con
conseguenti rapporti intensi e instabili, cicli veloci di idealizzazione/svalutazione, manifestazione primitiva
delle emozioni e angosce abbandoniche. Tali differenze sarebbero dovute al temperamento, introverso nel
primo caso ed estroverso nel secondo.
L’organizzazione diffusione dell’identità, dalla perdita dell’esame di realtà
psicotica è caratterizzata da una
e dal predominio di operazioni difensive primitive, che hanno la funzione di mantenere separate le relazioni
oggettuali idealizzate e persecutorie derivanti dalle prime fasi dello sviluppo e di compensare la perdita
dell’esame di realtà.
Il colloquio strutturale. Il colloquio strutturale è un metodo di valutazione clinica che si focalizza sulla
presente e passata, sull’organizzazione di personalità, sull’interazione con il terapeuta nell’hic
sintomatologia Il colloquio strutturale comincia con un’anamnesi
et nunc e sulla storia del paziente. classica, in cui si indagano
i motivi per cui si è intrapreso un trattamento, le aspettative rispetto al trattamento e la natura dei sintomi o
delle difficoltà predominanti. Si passa poi all’indagine All’interno del colloquio
delle rappresentazioni.
vengono usate le seguenti tecniche:
consiste nell’esplorazione
la chiarificazione col paziente delle informazioni poco chiare da lui fornite,
e mira ad evocare materiale conscio e preconscio;
aree d’informazione
con la confrontazione si fanno rilevare al paziente incongruenti, ad esempio
in luce quegli aspetti dell’interazione che sembrano indicare la presenza di un funzionamento
mettendo
conflittuale e quindi di rappresentazioni contraddittorie, di difese e di una diminuita consapevolezza;
infine, l’interpretazione collega il materiale conscio e preconscio con motivazioni inconsce. Vengono
esplorate le origini della dissociazione dell’Io, le rappresentazioni scisse di Sé e dell’oggetto, le difese
e l’abbandono difensivo dell’esame di realtà. L’interpretazione, in altri termini, mette a fuoco le
Ad esempio: “Forse
angosce e i conflitti profondi. lei è in ritardo perché temeva che io potessi reagire
A seconda del momento della
al suo attuale successo nello stesso modo in cui reagiva suo padre”.
terapia e di quanto il paziente sia pronto, le interpretazioni possono focalizzarsi sul transfert, come
nell’esempio citato, o su tematiche non transferali, sulla situazione passata o presente, sulle resistenze
o sulle fantasie. Come regola generale, il terapeuta non menziona l’interpretazione fino a quando il
materiale non sia quasi cosciente.
L’Inventory of Personality Organization (IPO). La IPO (Inventory of Personality Organization), di
Kernberg & Clarkin (1995) è un questionario self-report che misura i costrutti relativi alla teoria di Kernberg
per l’organizzazione borderline; la versione attualmente disponibile valuta, oltre alle 3 dimensioni cardine
(diffusione dell’identità, meccanismi di difesa ed esame di realtà), l’aggressività e i valori morali.
La Structured Interview of Personality Organization (STIPO). Per far fronte ai problemi del colloquio
clinico non strutturato (uno scarso accordo inter-rater e una valutazione soggettiva del clinico circa
l’attribuzione del livello di organizzazione), è stata sviluppata la STIPO (Clarkin, Caligor, Stern &
un’intervista semi-strutturata
Kernberg, 2004), ideata sul modello del colloquio strutturale in cui vengono
operazionalizzate le dimensioni utili a indagare il livello di organizzazione. Gli autori hanno approfondito il
sistema di di Kernberg, suddividendo i livelli nevrotico e borderline in sottolivelli: ad esempio, se il nevrotico
un’identità consolidata, i nevrotici di livello N2 presentano una certa superficialità nel
ha senso di sé e degli
altri; inoltre, il livello borderline è stato suddiviso in tre sottolivelli (1, 2 e 3, in ordine crescente di gravità).
Attraverso la STIPO si ottengono informazioni a livello strutturale e dimensionale. A livello strutturale, i
pazienti possono ricadere nei livelli di organizzazione di personalità normale, nevrotica o borderline, nonché
l’intervista valuta le
di predisposizione alla psicosi. A livello dimensionale, 7 dimensioni della STIPO: identità,
difese, esame di realtà, relazioni oggettuali, aggressività, valori morali e modalità di coping.
L’identità interiore integrata
1. è la modalità con cui gli individui fanno esperienza di sé: un’esperienza
dell’identità conduce
e stabile di sé e degli altri è alla base di un Sé coeso; al contrario, la dispersione
a un’esperienza di sé e degli altri instabile che rende l’individuo incapace di fare esperienza delle
sfumature, percependo gli altri e il sé secondo estremi completamente opposti.
2. Le difese sono un insieme di meccanismi inconsci utilizzati per affrontare emozioni e pensieri, impulsi
o immagini disturbanti, mantenendoli al di fuori della consapevolezza.
L’esame
3. di realtà è la capacità di differenziare il Sé dal non-Sé e il mondo interno da quello esterno.
una vera e propria assenza dell’esame
Nella valutazione di questa dimensione è importante distinguere
di realtà, frequente nei pazienti psicotici, da alcune alterazioni dell’esperienza soggettiva che
caratterizzano soggetti ansiosi in momenti di regressione. La STIPO valuta l’esame di realtà attraverso
7 item che indagano aspetti legati alla paranoia, ai disturbi del pensiero e della percezione, alla
all’esperienza
depersonalizzazione, alla percezione di sensazioni corporee, della realtà interna ed
esterna e alla comprensione del proprio impatto sugli altri.
4. Relazioni oggettuali. Questa dimensione valuta la qualità delle relazioni interpersonali e la natura
dell’esperienza interna di sé e degli altri nell’interazione. Nella STIPO viene valutata attraverso 3
sottodimensioni: 1. natura e stabilità delle relazioni; 2. relazioni intime; 3. modelli operativi interni.
5. Aggressività: si valuta quanto la vita interiore e il comportamento manifesto del soggetto sono
dominati dall’aggressività e dalle difese contro l’aggressività.
6. Con i valori morali si fa riferimento al grado in cui il soggetto ha interiorizzato valori stabili che
hanno un’influenza sul suo mondo intrapsichico e che guidano il suo comportamento.
Tale dimensione consente di discriminare l’organizzazione nevrotica
7. Coping/rigidità. da quella
normale in funzione delle strategie più frequentemente utilizzate. I soggetti normali ricorrono
prevalentemente a strategie mature, flessibili e adattive; i nevrotici ricorrono invece prevalentemente
a strategie rigide, che causano sofferenza e risultano meno adattive di quelle mature.
L’assegnazione dei punteggi avviene secondo che riconoscono un’uguale importanza alla
Scoring. due sistemi
risposta del paziente e all’intuito clinico dell’intervistatore:
a) nel primo sistema, la risposta a ogni item viene valutata su una scala da 0 a 2, dove 0 indica la totale
assenza di un determinato aspetto patologico, 1 un livello intermedio e 2 la presenza di patologia
nell’aspetto indagato. Per alcuni item sono presenti anche i codici 3 (superficialità o disorganizzazione
nella risposta) e 9 (domanda saltata o risposta negativa);
b) nel secondo sistema, per ogni dimensione o sottodimensione viene effettuata una valutazione
qualitativa su una scala da 1 a 5 al fine di definire il livello di patologia del dominio considerato; non
si tratta di una media aritmetica dei punteggi ottenuti agli item per ogni dominio, ma di un sistema che
permette di dare una diversa importanza a ogni risposta in funzione della propria esperienza clinica.
I MECCANISMI DI DIFESA
La DMRS. La Defense Mechanism Rating Scale di Perry è una scala di valutazione del funzionamento
difensivo. Le 27 difese indagate sono raggruppate in 7 classi ordinali sulla base del livello di maturità e
adattamento, dove 1 rappresenta una difesa tipicamente immatura e 7 una difesa evoluta. Ciascuna difesa è
corredata da una definizione, una descrizione della sua funzione dinamica e una scala di valutazione a 3 punti
(comprensiva di esempi e regole) che ne accerti l’assenza, l’uso probabile o certo. La DMRS prevede tre
possibilità di valutazione: a) qualitativa (esamina la presenza/assenza della difesa); b) quantitativa
(determina la frequenza di utilizzo); c) del livello di maturità (punteggio di maturità globale delle difese).
Gruppo Livello Difese
acting out
1
Difese di acting ipocondriasi
aggressione passiva
scissione (dell’oggetto o di sé)
2
Difese borderline identificazione proiettiva
Negazione
proiezione
3
Difese di diniego razionalizzazione
fantasia autistica (o schizoide)
Onnipotenza
4
Difese narcisistiche idealizzazione
svalutazione
rimozione
dissociazione
5
Difese nevrotiche formazione reattiva
spostamento
isolamento
6
Difese ossessive intellettualizzazione
annullamento retroattivo
affiliazione
altruismo
anticipazione
umorismo
7
Difese mature autoaffermazione
autosservazione
sublimazione
repressione
Le difese. Le difese consentono di affrontare i conflitti emotivi o i fattori di stress interni ed esterni attraverso
i seguenti processi:
agire per evitare di riflettere. Non implica “cattivo comportamento”;
acting out:
include lamentele e richieste d’aiuto in contrasto con sentimenti
ipocondriasi: profondi di ostilità,
manifestati col rifiuto dell’aiuto stesso o dei consigli offerti. Le lamentele possono riguardare sintomi
fisici, psichici o problemi della vita in generale;
aggressione passiva: esprimere aggressività in maniera indiretta. Una facciata di compiacenza
maschera ostilità. Può rivelarsi adattiva in soggetti in posizione subordinata che non hanno altri modi
per esprimere più apertamente il proprio punto di vista;
tenere separate qualità positive e negative dell’altro e
scissione: di sé, con conseguente impossibilità
di tenere un’immagine unitaria;
identificazione proiettiva: attribuire erroneamente a qualcun altro i propri sentimenti, senza
disconoscerli;
o dell’esperienza
negazione: rifiutare di riconoscere certi aspetti dolorosi della realtà esterna
soggettiva. È detta psicotica se vi è menomazione grossolana del test di realtà;
proiezione: attribuire erroneamente a qualcun altro i propri sentimenti. È detta delirante se vi è una
grave alterazione dell’esame di realtà;
nascondere le vere motivazioni dei propri pensieri o azioni tramite l’elaborazione
razionalizzazione:
di spiegazioni rassicuranti e utili a sé, plausibili ma inesatte. La motivazione nascosta è generalmente
egoistica e può riguardare sentimenti che mettono a disagio il soggetto. Le ragioni fornite, invece, non
hanno nulla a che fare con la propria soddisfazione personale. Se vi è una grave alterazione dell’esame
di realtà si parla di distorsione psicotica;
fantasia autistica (o schizoide): si manifesta con un eccesso di sogni a occhi aperti, che rappresentano
un sostituto delle relazioni umane, di comportamenti efficaci e di soluzioni per problemi;
onnipotenza: sentirsi o agire come se si possedessero poteri o capacità speciali o come se si fosse
superiori agli altri;
idealizzazione: attribuire qualità esageratamente positive agli altri;
svalutazione: attribuire qualità esageratamente negative a sé o ag
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