Il Neolitico
Il passaggio da uno stadio nomadico a uno stadio sedentario e agricolo segna l'inizio del periodo Neolitico. In Cina tale periodo risale intorno al 7000 a.C., ed è caratterizzato da colture diverse, come il miglio a nord e il riso a sud, determinate dalle differenze climatiche e dal comune allevamento del maiale, animale fondamentale nell'alimentazione cinese. Le aree in cui si è sviluppata la civiltà cinese sono due: una centrosettentrionale, ossia la Pianura Centrale sul bacino del Fiume Giallo, e una meridionale, situata sul bacino del Fiume Azzurro. Nella prima prevale la coltura del miglio, nella seconda quella del riso.
La cultura di Yangshao
La cultura neolitica più famosa è quella di Yangshao, datata tra il 5000 e il 3000 a.C., estesa dallo Shaanxi al Gansu. Questa cultura è caratterizzata da una ceramica rossa fatta a cercine e decorata con motivi dipinti in ossido di ferro diventato nero in una cottura di tipo ossidante, lasciando penetrare ossigeno nel forno.
La prima fase di questa cultura è quella di Banpo (5000-2500 a.C.), dal nome del villaggio nei pressi dell'attuale Xi'an. Di estremo interesse è il vasellame dipinto con volti umani mescolati a pesci, con motivi geometrici che si stagliano in nero su un fondo rosso. Particolari sono anche alcune ciotole dal fondo concavo utilizzate come coperchi per le urne funerarie, che sono talvolta dotate di un foro da cui doveva uscire l'anima del defunto.
La cultura di Yangshao si estende verso ovest, nel Gansu, con la fase di Majiayao (3300-2050 a.C.), caratterizzata da un vasellame dipinto in nero con spirali e linee. Dalla cultura di Majiayao deriva quella di Banshan (2800-2500 a.C.), nel Qinghai orientale. Nella zona del Fiume Wei, nello Henan, la cultura di Yangshao è invece seguita dalla fase di Miaodigou (3900 a.C.), in cui si produceva un vasellame dipinto con motivi a forma di arco.
La cultura di Hongshan
Nel nordest, precisamente nel Liaoning, si sviluppa la cultura di Hongshan (3500-2500 a.C.), le cui campagne di scavo hanno portato alla luce resti di edifici e tombe, al cui interno sono stati trovati ornamenti di giada, sculture zoomorfe, e piccole figure femminili in argilla di donne incinte raffiguranti la fertilità. I siti di Dongshanzui e Niuheliang hanno portato alla luce un tempio dedicato a una dea. I vari edifici circolari e rettangolari in pietra sono raggruppati intorno a un altare centrale e allineati lungo l'asse nord-sud. La ceramica funeraria è costituita da recipienti senza fondo ad uso rituale, mentre in alcune tombe sono state ritrovate giade scolpite.
Le culture della costa orientale
Le più antiche culture della costa orientale vanno sotto il nome di Dawenkou (4500-2500 a.C.). Questa cultura, sviluppatasi nello Shandong e nel Jiangsu, è caratterizzata da ceramiche nere e bianche a pareti sottili, di forma ding, gui e dou, lavorate al tornio. Sono state trovate urne con pittogrammi incisi e alcune giade e manufatti in osso.
La cultura di Dawenkou viene sostituita da quella di Longshan (2500-1700 a.C.), detta anche della "ceramica nera" per la presenza di vasellame dalle pareti sottili e dalle forme elaborate, realizzato al tornio e cotto ad alte temperature in atmosfera riducente, eliminando l'ossigeno con la chiusura del forno e lasciando che la fuliggine ricopra le superfici dei recipienti, in modo che il ferro presente nel corpo si possa deossidare e diventare nero, e infine il vasellame viene lucidato.
La più antica cultura neolitica della costa centro-meridionale, sviluppatasi nel Zhejiang, è quella di Hemudu (5000-3500 a.C.). Questa cultura è caratterizzata dalla coltivazione del riso, dall'allevamento di maiali, bufali d'acqua e cani, e dalla presenza di case di legno costruite su pali in aree acquitrinose. Il vasellame di ceramica è fatto a mano e cotto a basse temperature, e decorato con figure di animali e uccelli. Si produce anche vasellame cotto a circa 1000°C, decorati con scene di tipo naturalistico.
Nella stessa zona si sviluppa successivamente la cultura di Liangzhu (3500-2500 a.C.). L'economia di Liangzhu è soprattutto agricola, si coltiva il riso, ma si basa pure su caccia, pesca e allevamento. La ceramica è fatta al tornio e presenta forme elaborate che recano decori forati, pareti sottili e superfici levigate. Per lo più è nera e decorata con sottili incisioni o motivi dipinti. La cultura di Liangzhu è famosa per la produzione di giade, che adornano il corredo funebre e il cui uso era esclusivamente cerimoniale. Le giade hanno forme complesse e superfici decorate.
La giada
Con il nome di giada si indicano di solito la nefrite, detta yu, un silicato di calcio e magnesio, e la giadeite, detta feicui, un silicato di sodio e alluminio. La giada è un minerale molto duro, la cui lavorazione avviene per abrasione. È soggetta a decolorazione e decomposizione, e la vasta gamma di colori è da attribuire alla presenza di vari ossidi metallici, soprattutto ferro, cromo e manganese.
La dinastia Shang
Il bronzo
Il bronzo è una lega di rame e stagno la cui tecnica di fusione si basa su matrici e sezioni, realizzate in argilla refrattaria. Si costruiscono le sezioni per lo stampo, su cui si incide la decorazione. Questo metodo permette di controllare le superfici interne delle sezioni prima di versare il bronzo.
Successivamente si realizza un modello del recipiente, su cui si applica l'argilla, rimossa poi a sezioni sui cui bordi si inseriscono tenoni e mortase per facilitare il riassemblaggio. Poi il modello si riduce, e lo spessore dello strato asportato rappresenta quello della parete del vaso fuso e si aprono i canali di colata e gli sfiati. Gli stampi si riassemblano intorno ad un’anima, o nucleo, e per evitare che questo si sposti e tocchi le pareti dello stampo, vengono inseriti dei pezzi di metallo che poi restano incorporati nel pezzo fuso. Infine si versa il bronzo liquido, e dopo che si è solidificato, si toglie la matrice di terracotta.
La fase di Erlitou
La più antica cultura del bronzo è quella di Erlitou (1700-1500 a.C.), nello Henan. I ritrovamenti comprendono terrecotte con motivi a nuvole e spirali, sculture fittili, manufatti di giada e recipienti rituali di bronzo. Il vasellame di bronzo si presenta in tre forme:
- Jue, una coppa di vino con bocca a versatoio e tre gambe sottili
- Jia, una coppa di vino tripode dalla bocca circolare con aggiunta di elementi di sostegno
- He, un recipiente trilobato con versatoio
Particolare è una placca di bronzo con intarsi di turchese, ritrovata in una tomba di Yanshi. La forma sembra suggerire un volto mostruoso con occhi circolari, naso piccolo e orecchie o corna molto elaborate, la cui parentela più prossima è la maschera taotie, comune sui bronzi della dinastia Shang. Sulla cultura di Erlitou c'è un intenso dibattito per la possibile identificazione di questa cultura con la dinastia Xia, storicamente non documentata.
Gli ossi oracolari
La prima dinastia cinese storicamente attestata è la dinastia Shang (1500-1050 a.C.), caratterizzata da una magnifica produzione di recipienti di bronzo, di uso esclusivamente rituale. La storicità della dinastia Shang è stata provata per la prima volta con il ritrovamento di ossi oracolari jiaguwen nella capitale Anyang. Si tratta di carapaci di tartaruga, scapole bovine e altri ossi piatti, raccolti dai contadini e venduti come ossi di drago, utilizzati a scopi farmaceutici.
Questi ossi, esposti al fuoco nei riti divinatori, presentano delle iscrizioni in cui si formulano richieste alla divinità o antenato, e su molti di essi sono indicati anche i nomi dei sovrani. La pratica della divinazione con gli ossi è molto antica, e risale probabilmente al 4000-3000 a.C., ma solo durante il periodo di Anyang gli ossi sono regolarmente iscritti.
La fase di Erligang
Campagne di scavo recenti hanno permesso di ritrovare una più antica capitale Shang, Zhengzhou, costruita agli inizi della dinastia. Questo periodo è stato denominato fase di Erligang (1500-1300 a.C.). Le forme del vasellame di bronzo di questa cultura sono molteplici, la decorazione risente della tecnica di fusione a stampi compositi, privilegiando un ornato simmetrico con motivi geometrici o zoomorfi. Molto rappresentato è il taotie, una maschera mostruosa priva di mandibola, dai grandi occhi e sopraccigli marcati, la cui iconografia rimanda ai volti misteriosi delle giade neolitiche e a quelli sui bronzi di Erlitou.
Verso la fine del periodo di Erligang ci sono importanti innovazioni tecniche nella produzione dei bronzi. La necessità di utilizzare motivi più complessi fa sì che il decoro sia inciso non più sullo stampo, ma direttamente sul modello, permettendo agli artigiani di lavorare in positivo e trasferire poi la decorazione sugli stampi. Verso la fine del periodo di Erligang, nella decorazione dei bronzi è introdotta una distinzione tra immagine e sfondo, con un decoro in rilievo e uno sfondo formato da linee fitte e sottili, o da un meandro chiamato leiwen, "motivo a fulmine".
La fase di Anyang
Anyang (1300-1050 a.C.) si trova nella parte settentrionale dello Henan, ed è stata l'ultima capitale Shang. I corredi tombali rinvenuti contengono bronzi, giade, ceramiche, lacche e oggetti in osso. Le iscrizioni sul vasellame di bronzo sono molto brevi, con pochi caratteri che corrispondono al nome del clan di colui per il quale è stato fuso il pezzo, o al nome di colui a cui è destinato il sacrificio rituale. Verso la fine del periodo di Anyang le iscrizioni diventano più lunghe, e forniscono notizie più dettagliate sulla causa che ha determinato la fusione del recipiente e sul destinatario del rito.
Un'innovazione importante del periodo Shang riguarda la ceramica, soprattutto il vasellame bianco e invetriato, di uso rituale, ritrovato nelle tombe reali. Il vasellame bianco imita il bronzo, sia nelle forme che nelle decorazioni, ma il dato più significativo è la sua composizione, caratterizzata dall'uso del caolino, un'argilla bianca primaria, che molti secoli dopo darà luogo alla scoperta della porcellana. Sui recipienti Shang il caolino è puro, cotto a circa 1800°C, poco plastico e quindi molto fragile, infatti per questo la produzione di vasellame bianco caolinico avrà vita breve.
Le ceramiche invetriate, invece, cotte a circa 1200°C, hanno avuto una sorte diversa. Le prime invetriature sono casuali e si verificano in un forno alimentato a legna, in seguito alla caduta di cenere il cui contenuto di silice si fonde con il corpo ceramico, dando origine all'invetriatura chiamata "a cenere". Da una scoperta casuale si passa poi all'uso deliberato di questo rivestimento vetroso, che abbellisce l'oggetto e lo rende impermeabile e adatto a contenere liquidi.
La tomba di Fu Hao
Nel 1976 è stata ritrovata una piccola tomba, completamente intatta, a Xiaotun, quella di Fu Hao, consorte del re Shang, Wuding. È possibile che la tomba non sia stata violata sia perché costruita in una zona lontana dalla necropoli reale, sia perché è stata nascosta successivamente da altri edifici. La camera funeraria è in legno, e anche la bara.
Il corredo funebre è costituito da 460 oggetti di bronzo, 750 giade, 560 oggetti di osso, pietra, avorio, ceramica etc. I bronzi rappresentano il gruppo più importante, formato da 109 recipienti che recano il nome di Fu Hao, e 200 vasi rituali divisi tra vasellame da vino e vasellame da cibo. Tra i bronzi sono particolarmente importanti i recipienti rettangolari come i fangding con gambe zoomorfe, i fangjia a sezione quadrata, e i fanghu, variante rettangolare della fiasca hu. Sono presenti anche recipienti zoomorfi per servire il vino, chiamati gong, di solito a forma di tigri o uccelli, forse di derivazione meridionale.
Le asce cerimoniali yue erano usate nei sacrifici rituali di uomini ed animali, perché spesso le vittime sono state ritrovate decapitate.
Sanxingdui
Nella provincia del Sichuan, sono state ritrovate a Sanxingdui, capitale del popolo Shu, delle mura di cinta in terra battuta costruite durante la fase di Erligang, e fuori dalle mura due importanti depositi rituali, databili al periodo di Anyang. È probabile che i pozzi fossero destinati ad offerte sacrificali con animali, che venivano poi bruciati, assieme a giade e oggetti votivi.
Nel primo pozzo sono stati trovati 439 oggetti d'oro, bronzo, giada, pietra e ceramica, maschere e teste di bronzo, figurine di bronzo in ginocchio, zanne di elefante, conchiglie cauri e una grande quantità di ossi di animali combusti. Nel secondo pozzo sono stati trovati ossi di animali, giade, bronzi bruciati, maschere e teste di bronzo, una figura stante, ed alberi di bronzo di diversa altezza. Il ritrovamento più spettacolare è rappresentato da più di 50 teste di bronzo a grandezza naturale dal primo deposito, e una grande statua di bronzo alta 2,62 m dal secondo deposito.
La dinastia Zhou
Zhou occidentali
Nel 1050 le popolazioni Zhou, provenienti dallo Shaanxi, invadono il territorio Shang e conquistano Anyang. Le due capitali Feng e Hao si trovavano nell'area dell'attuale Xi'an, mentre più a ovest, a Zhouyuan, si trova il centro rituale, e a Luoyi una capitale ausiliaria. I Zhou controllano le province di Shaanxi, Shanxi, Henan, Hebei e Shandong, assegnando vasti territori ai parenti del re.
Le vicende storiche della dinastia sono tramandate dalle iscrizioni sui bronzi e da opere storiche, come lo Shujing (Classico dei Documenti) e lo Shiji (Memorie di uno storico) di Sima Qian, compilato nel I secolo a.C. Le iscrizioni sui vasi di bronzo, principalmente di tipo ding e gui, sono molto frequenti e molto lunghe. Ne risulta una preziosa documentazione sulla vita, sulle attività e sulle cariche pubbliche della famiglia reale e dell'aristocrazia Zhou.
La legittimazione del potere della dinastia Zhou avviene attraverso la conquista del "mandato celeste", sottratto agli Shang dimostratisi indegni. Le dediche sui bronzi nei corredi funerari riflettono avvenimenti importanti della vita del defunto, e un profondo cambiamento nell'uso dei bronzi rituali, che non fungono più da intermediari con le divinità, ma testimoniano i successi della vita di colui che è sepolto. L'insistenza sulle decorazioni zoomorfe deriva dai contatti dei Zhou con la zona dello Yangzi e con le aree meridionali, dove è frequente la raffigurazione di animali reali e fantastici.
Le sepolture dei Zhou sono caratterizzate da serie di bronzi, soprattutto ding e gui, privilegiando la ricchezza del corredo funebre piuttosto che la raffigurazione. I ding e i gui, i primi in numero dispari e i secondi in numero pari, indicavano il grado del defunto. Riguardo alla ceramica, migliora la tecnica dell'invetriatura. Il vasellame di argilla caolinica bianco-grigia cuoce a circa 1200°C ed è ricoperto da una spessa invetriatura che varia dal verde-grigiastro al marroncino, a seconda della percentuale di ossido di ferro.
Zhou orientali
Nel 770 a.C., con la conquista dello Shaanxi da parte di popolazioni barbare, i Zhou sono costretti a fuggire verso est e a stabilirsi nell'odierna Luoyang. Inizia così la seconda parte della dinastia, chiamata dei Zhou Orientali, la quale a sua volta si divide in due periodi, Primavere e Autunni (770-475 a.C.) e Stati Combattenti (475-221 a.C.). In questo periodo il potere centrale si è frantumato, e il controllo del paese è solo formale, mentre un gran numero di piccoli Stati governano le varie zone del paese, tra cui lo Stato di Jin nello Shaanxi e quello di Chu nello Hubei e Hunan.
Nonostante l'instabilità politica, è un periodo di grande sviluppo economico. L'agricoltura ha un'accelerazione grazie alla scoperta del ferro, in cui vengono realizzati gli strumenti agricoli, le città si ingrandiscono e il commercio fiorisce. Sorgono anche le più importanti scuole filosofiche cinesi, i cui principali esponenti sono Confucio, Mozi, Zhuangzi, Mencio, Xunzi e Hanfeizi.
Al momento della fuga verso est, le famiglie influenti nascondono i loro bronzi rituali sottoterra, pensando di conservarli e recuperarli in tempi migliori. I bronzi del periodo dei Zhou Orientali derivano direttamente da quelli dei Zhou Occidentali, raggruppati in serie formate da ding, gui, hu e fu, ma anche da forme nuove come il fou, il dui e il jian. Grande importanza è attribuita alle campane.
Le rivalità tra i numerosi regni contribuiscono a una sempre maggiore ostentazione di ricchezza da parte dei vari signori feudali, dando luogo a un continuo scambio di oggetti di bronzo che favoriscono la circolazione di idee e motivi dalle aree metropolitane a quelle meridionali e viceversa. Tra i vari Stati circolano innovazioni tecniche e motivi decorativi, e spesso non si è in grado di conoscere con esattezza il luogo d'origine e il percorso compiuto.
È questo il caso del cosiddetto "stile Huai", il cui nome fa riferimento al bacino del fiume Huai, ma di cui si ignora la vera origine. Caratteristiche di questo stile sono la miriade di volute in rilievo, che fanno da sfondo a motivi zoomorfi completamente astratti, e la mancanza di registri divisori. La produzione di ceramica comprende vasellame cotto ad alte temperature e ricoperto da invetriature di colore verde-grigio. La fusione a cera persa serve ad arricchire il repertorio decorativo dei bronzi, poiché permette di ottenere decori molto più dettagliati e minuziosi. Prima di tutto si crea un nucleo di argilla, che poi viene ricoperto con la cera. Successivamente si incide la decorazione direttamente sulla cera, poi si mettono le matrici sul nucleo, che prendono la forma degli spazi vuoti lasciati in precedenza facendo la decorazione. La cera si scioglie, e le matri
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