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Lavorare con la famiglia (Cellentani Viola)

Operatori e psicodinamica delle rappresentazioni familiari

Per l'operatore di servizio sociale l'incontro concreto con la famiglia dell'utente è un momento che fonda e definisce l'identità del suo intervento: l'assistente sociale ha prospettiva di conoscere e un'ottica di rete, coinvolgere la realtà familiare e relazionale dei soggetti con l'obiettivo di realizzare progetti sistemici e globali.

La cornice legislativa e istituzionale

Il rapporto famiglia/servizi/politiche sociali è stato scarsamente considerato a fronte di un sistema di servizi che nel tempo si è costituito come sostitutivo/alternativo della realtà familiare. Tra gli anni '70 e '80, crisi del modello di stato sociale basato su un tipo di solidarietà centralizzata a cui si è cercato di porre rimedio con nuove modalità di partecipazione/decentramento.

Crisi della famiglia – crisi della società: crisi dei valori, lo stato assume in proprio compiti della famiglia per esigenze razionalizzatrici (anziani affidati ai servizi, gestione sociale del bambino). Rapporto famiglia-servizi caratterizzato da ambivalenza: da un lato le istituzioni hanno largamente ignorato la famiglia come referente dei servizi, dall'altro è stata chiamata in causa come alternativa e valvola di sfogo per le disfunzioni dei servizi pubblici con la conseguenza di riversare nella famiglia carichi e problemi per cui è impreparata. L'operatore sociale si è trovato di fronte a due stereotipi di famiglia: generatrice di patologie – generatrice di accoglienza/servizi.

Modelli operativi

Considerare anche l'idea personale che ogni operatore costruisce della famiglia (ognuno ha un'esperienza di famiglia, può diventare un ostacolo alla comprensione delle forme familiari, si sfuma la linea tra ciò che è e ciò che si crede di vedere). Nei servizi si dipana il gioco di rappresentazioni/racconti familiari di utenti/operatori: il vissuto personale e familiare dell'utente richiama il vissuto dell'operatore e può diventare difficile stabilire confini e appartenenze. Il rischio è che l'operatore agisca le sue rappresentazioni (es. la famiglia che avrebbe desiderato avere).

Ogni volta che l'operatore si avvicina a una realtà familiare come la famiglia, fattori personali o culturalmente condivisi possono distorcere la percezione delle cose influenzando i modelli operativi. Esiste sempre un grosso scarto fra la situazione che si presenta nella realtà e come vorremmo che fosse: grande rischio nel proiettare le nostre personali famiglie di riferimento o le tipizzazioni costruite nel corso dell'attività professionale. Il gioco complesso delle rappresentazioni personali e sociali è ulteriormente complicato dal ruolo dei mass-media: lo schermo tiene lontano i sentimenti negativi ed enfatizza una quotidianità basata su sentimenti di affetto, complicità, condivisione ed elimina ogni ambivalenza, nascondendo paure e incertezze.

L'operatore sociale, come l'utente, è prima di tutto un abitante del villaggio globale soggetto a tutte le influenze e condizionamenti del sistema, che spesso contribuiscono a sclerotizzare le rappresentazioni familiari. L'esito è una rappresentazione ideale di famiglia che inconsapevolmente può essere perseguita e agita all'interno di configurazioni familiari estranee.

Le famiglie che si presentano ai servizi sono spesso bizzarre e inquietanti:

  • Aspetti relazionali/comunicativi caratterizzati da ruoli caotici e confusi (inviaschiamento)
  • Raggiungimento di un equilibrio e funzionamento patologico (cambiamenti e separazioni producono sensi di perdita, mancanza, disgregazione)
  • Legami carichi di odio, aggressività accompagnati da fortissimi sentimenti di amore e attaccamento
  • Spesso grande povertà economica, affettiva, culturale

Necessità che il servizio si proponga come gruppo di lavoro (modello operativo condiviso tra tutti gli operatori) più momenti di supervisione.

La famiglia oggi: processi di deistituzionalizzazione e nuovi modelli normativi

Morfogenesi della famiglia attuale

  • Semplificazione delle strutture familiari: crescita di forme sempre più semplici nella struttura interna
  • Isolamento della parentela: diminuzione delle forme di convivenza allargata; relazioni parentali a distanza
  • De-istituzionalizzazione: la famiglia si legittima sempre più come gruppo affettivo e sempre meno come istituzione sociale
  • Privatizzazione: relazioni familiari come sfera privata di cui il soggetto non deve rispondere all'esterno
  • Nuovi modelli normativi: legittimazione di nuove forme di famiglia (es. convivenza)

I mutamenti strutturali

Contesto di riferimento: allungamento vita media, invecchiamento popolazione, riduzione tassi di natalità e nuzialità, riduzione componenti familiari, aumento coppie senza figli. Mutamenti nelle relazioni familiari: privatizzazione, de giurisdizione, nuclearizzazione crescente e nascita di forme di famiglie nuove. La famiglia diventa area degli affetti regolata da un codice affettivo che è esclusivo, selettivo, contingente, rinegoziabile e che trova una sua legittimità solo nella volontà individuale. È un processo assecondato dalla normativa vigente che tende a non prescrivere più un unico modello familiare e che sposta il controllo della famiglia sull'individuo.

Il clima familiare: forza e debolezza della famiglia di oggi

Nonostante il fatto che oggi sia strutturalmente instabile, ognuna delle relazioni che la compongono è fondamentale per la sua esistenza e permanenza nel tempo. Importanza della relazione coniugale che tende a divenire la relazione distintiva nel ciclo di vita familiare.

Punti di forza:

  • Nuclearizzazione (aumento famiglie unipersonali e riduzione membri)
  • Investimento affettivo sui figli (puerocentrismo)
  • Forte coesione interna, relazioni interpersonali centrali ai fini della delimitazione dei confini della famiglia, terreno di risorse da cui attingere (famiglia come sistema di interdipendenza in cui il benessere del singolo dipende dal benessere degli altri). La sua forza risiede nella capacità di creare indipendenza dalla dipendenza, di forgiare individui separati a partire da una sua struttura di vincoli.

Punti di debolezza:

Nel vivere quotidiano, contemperare individualizzazione/legame non è così semplice, le difficoltà nelle relazioni di base hanno effetti negativi più dirompenti, contagiando il clima familiare complessivo (la famiglia privatizzata ha bisogno di una struttura relazionale semplice, chiara e ben definita). L'equilibrio tra individualizzazione/legame è il risultato di un gioco delicato le cui regole tendono a modificarsi nel tempo per effetto di mutamenti nei rapporti di forza e dipendenza.

Le famiglie di ieri erano più stabili e gerarchicamente ordinate su base sessuale e generazionale; quelle di oggi sono meno stabili, si reggono su un sistema di vincoli potenzialmente sempre rinegoziabili in base a una gerarchia di bisogni individuali.

Il sapere psicoanalitico nella cura delle relazioni familiari

La famiglia è nata come soggetto di interesse clinico dopo la seconda guerra mondiale per necessità di esplorare il trattamento degli schizofrenici e disagio infantile. Il paziente interpretandosi rivela il dialetto interattivo della famiglia ripiegato nella formazione del sintomo (strati della mente come organizzati dai processi relazionali dell'infanzia e delle altre età della vita).

Psicologia della famiglia = nasce dalla terapia familiare. Studia le relazioni dell'individuo con gli altri membri della famiglia in una visione organica dell'interazione reciproca considerando la processualità dei fenomeni che vi avvengono e l'epigenesi della fisionomia familiare.

La funzione parentale = insieme dei comportamenti e affetti scaturiti dalle rappresentazioni del figlio e del sé-genitore.

La famiglia attuale vive in una società culturalmente protettiva dei valori dell'infanzia e benessere di coppia. Il miglior aiuto consiste nell'arginare la mancanza di ciò che deve esserci nel momento in cui è necessario per permettere una normale crescita.

I modelli di cura

Il vertice dell'osservazione e azione non può essere il bambino ma la relazione genitore-bambino (necessaria per esplorare problemi-risorse e ottenere un'alleanza terapeutica).

La terapia congiunta: consiste in una prima analisi delle relazioni familiari attraverso la presenza congiunta di tutti i membri, poi si operano le trasformazioni sulle rappresentazioni dell'oggetto in assenza dell'oggetto reale; è indicata quando il paziente è così inglobato nelle dinamiche familiari da non poter avere cambiamenti in un intervento individuale o se il miglioramento comporta l'assunzione sintomatica da parte di un altro membro.

La posizione del terapeuta:

  • Comprendere la trama delle relazioni interne alla famiglia
  • Coinvolgere tutti nell'assunzione del proprio ruolo
  • Sottolineare la promozione degli obiettivi personali per una maggiore autostima e individuazione dei membri

L'intervento è fondamentale in caso di conflitti coniugali (problemi sessuali), crisi familiari (lutti, malattie), conflitti generazionali. È improvviso quando è impossibile la collaborazione con un membro importante o il sistema è troppo fragile, un membro è troppo narcisistico-distruttivo.

In prospettiva psicoanalitica, la terapia familiare suppone l'analisi delle rappresentazioni che organizzano i fantasmi e le difese con una temporalità (famiglia come totalità funzionale unita da fantasmi comuni).

La psicoanalisi senza divano di Recamier

Studi su giovani schizofrenici lo rendono attento al senso e funzioni che la famiglia d'origine dà alla vita ed equilibrio del giovane malato. Importanza del ruolo che il sistema delle relazioni con l'ambiente umano e fisico gioca nella stabilità psichica e nella trasformazione dell'immagine di sé/altri.

Concezione della maternità come insieme dei processi psicoaffettivi che pongono in crisi la personalità della donna (si integrano e disintegrano strutture psichiche fluttuanti e fortemente sensibili alle situazioni ambientali) + individuazione dell'azione che affida l'intrapsichico all'interattivo e interpretazione parlante del gesto (il messaggio detto nell'azione può raggiungere aree inaccessibili alla parola ed essere più esplicito ed efficace del dialogo verbale).

La psicoanalisi delle relazioni precoci: Lebovici

Possibilità di costruire un modello di consultazione che offra alla famiglia l'occasione di esprimere il suo disagio coinvolgendosi in un'alleanza terapeutica capace di ridurre le ansie.

Metafora dell'albero della vita: dal tronco dell'albero partono diramazioni, alcune sono potate, altre si lasciano irrobustire per produrre foglie/frutti. Le risorse e le carenze, i processi di sviluppo, traumi, occasioni, pericoli, cure, tutti insieme contribuiscono alla fisionomia e vita della famiglia.

I fantasmi nella culla: Fraiberg

In che modo si tramanda un'eredità psichica? La culla di ogni bimbo è abitata da fantasmi, ossia le immagini del passato dei genitori rivitalizzate dal presente contesto (accudire/essere accuditi si richiamano da epoche antiche). La struttura dell'eredità psichica è costituita da attori di un'altra epoca che tramandano alla generazione successiva gli schemi del loro comportamento. Tuttavia la storia non è destino, altri elementi oltre al passato determinano il ripetersi delle esperienze. Il compito della terapia è annullare gli effetti patologici nel presente, ciò che protegge dalla ripetizione inconsapevole del passato è il destino degli affetti dell'esperienza infantile e la possibilità di accedere alle emozioni e sofferenze del passato.

Il destino si può curare: Cramer

L'intervento sulle relazioni familiari mira a modificare le identificazioni e proiezioni dei genitori sul figlio, tende alla trasformazione delle rappresentazioni patogene che i genitori hanno di sé e bambino. Obiettivo terapia: i conflitti irrisolti dei genitori che si sono depositati nella vita delle nuove generazioni passando attraverso gli stili di accadimento.

Strumento: interpretazione delle idee inconsce che formano il comportamento, attraverso la presa di coscienza si scioglie il legame confusivo passato-presente e permette un'esperienza emotiva correttiva. Il setting richiede la compresenza di genitore/bimbo per riattualizzare ricordi e rappresentazioni dei genitori e liberare lo spazio del bimbo. La quotidianità delle cure conduce costantemente ai ricordi dell'accudimento ricevuto.

La terapia di sostegno attraverso la capacità di previsione: Trad e Kernberg

La storia si può modificare non solo riflettendo sul passato ma imparando a immaginare il futuro. L'insegnamento viene dalle madri che hanno un'innata capacità di sostenere, anticipando i cambiamenti del figlio (area sviluppo prossimale). La capacità di previsione è un discorso che indica un percorso, dà un senso a ciò che accade, fornendo un'esperienza di fiducia/sicurezza.

La psicologia della famiglia nei nuovi orientamenti di Stern

Il genitore si trova su due fronti: se stesso identificato al genitore + se stesso identificato al bimbo bisognoso. Il piccolo si trova al centro di un conflitto di parentalità instaurato sulle rappresentazioni interpersonali di due che stanno insieme in un rapporto di bisogno-cura. La parentalità è una neostruttura delimitata all'interno della personalità perciò può essere trattata con un intervento breve e focale senza trattare l'organizzazione totale della personalità (costellazione materna). Occorre riorganizzare l'identità verso lo sviluppo delle funzioni parentali: vengono ricordate ed esplorate tutte le esperienze materne/paterne vissute per procurarsi i modelli cui attingere per gli schemi d'azione.

Stierlin: un setting per la trasmissione intergenerazionale

Ogni adolescente se è in sintonia con la sua età rompe l'equilibrio della famiglia, il disagio quotidiano più esteso e pervasivo è legato alla necessità di adattamento psichico che l'insieme delle trasformazioni gli impongono. La ricerca dell'identità passa attraverso immagini parziali e indefinite, emozioni nuove a volte inquietanti. Tutta questa instabilità deve essere messa a fuoco per ritrovare la propria coerenza. Genitori e figli vivono insieme la crisi e passaggio delle consegne. Compito fondamentale della relazione genitori-adolescenti è separarsi emozionalmente e fisicamente con autodeterminazioni reciproche senza interrompere la comunicazione e mantenendo un clima familiare di apprendimento reciproco.

La famiglia come sistema

L'individuo può essere considerato come membro di uno o più sistemi relazionali.

Sistema relazionale = l'insieme costituito da una o più unità collegate tra loro in modo che un cambiamento nello stato di unità sarà seguito da un cambiamento di stato nelle altre unità. Ogni cambiamento di stato può essere considerato in termini di comunicazione: qualsiasi passaggio che si verifica all'interno del sistema indipendentemente dal mezzo che viene usato per comunicare e dal fatto che i membri ne abbiano coscienza.

Semiotica e pragmatica: semiotica è disciplina che si occupa dei modi con cui la comunicazione umana si esprime:

  • Trasmissione: codifica, invio, ricezione, decodifica (sintassi)
  • Significati (semantica)
  • Effetti che produce sui comportamenti (pragmatica)
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Giani Gallino Tilde.
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