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Adolescenti e rischio

Rappresentazione dell'adolescenza

La letteratura psicologica attuale ha abbandonato la rappresentazione dell’adolescenza come inevitabile condizione di disagio e sofferenza (tradizione romantica) o percorso univoco.

Compiti di sviluppo in adolescenza

  • Elaborare l’esperienza di pubertà e maturazione sessuale.
  • Allargamento degli interessi personali e sociali, acquisizione del pensiero formale.
  • Problematica dell’identità e riorganizzazione del concetto di sé.

Il coinvolgimento nel disagio riguarda una minoranza di adolescenti, la maggioranza transita all’età adulta senza mettere gravemente a repentaglio il suo benessere. Alcuni dei comportamenti pericolosi che compaiono in adolescenza sono poi abbandonati dalla maggior parte dei ragazzi nelle età seguenti.

Il disagio può cronicizzarsi e sfociare nel disadattamento e nell’assunzione strutturata di comportamenti rischiosi. Il termine comportamenti a rischio comprende comportamenti diversi che hanno la caratteristica comune di poter compromettere nell’immediato o a lungo termine il benessere fisico, psicologico e sociale dell’individuo.

Significato dei comportamenti a rischio

Tali condotte rimandano a problematiche comuni dell’adolescenza: essi infatti non sono azioni prive di senso o la conseguenza di cieca imitazione o il frutto di un’insufficiente conoscenza del pericolo, ma rappresentano delle modalità dotate di senso utilizzate da numerosi adolescenti, in uno specifico momento della loro vita e in un particolare contesto, per raggiungere scopi personali e sociali significativi per lo sviluppo individuale (azione autoregolata volta al raggiungimento di obiettivi significativi).

Funzioni dei comportamenti a rischio

In particolare, le funzioni svolte dai comportamenti a rischio si riferiscono a due grandi aree:

  • Lo sviluppo dell’identità
  • La partecipazione sociale

Non equivalenza funzionale: comportamenti diversi possono servire a raggiungere obiettivi simili (la scelta della modalità con cui raggiungere un obiettivo è in rapporto alle caratteristiche individuali e opportunità del contesto).

I comportamenti a rischio non possono essere interpretati unicamente in termini di influenza sociale dei pari e passiva imitazione: gli adolescenti operano un’attiva selezione dei loro coetanei e ricercano gruppi in cui agire con sintonia per rafforzare la propria identità.

Il senso della sfida e onnipotenza

Occorre tenere ben presente il senso della sfida che sottende molti comportamenti adolescenziali (ossia l’esigenza di sfidare il destino e cercare una legittimazione esterna per poter passare ad un nuovo status sociale ed essere riconosciuti dalla collettività come individui significativi) e il senso di onnipotenza (l’espressione della difficoltà nel percepire e valutare obiettivamente i propri comportamenti e del desiderio di sentirsi invincibili).

Forme e funzioni del comportamento a rischio

Qualunque sia la forma assunta dal comportamento a rischio, le funzioni che può assolvere sono le seguenti:

  • Adultità: assunzione anticipata di comportamenti che nell’adulto sono considerati normali (per es. fumo di sigarette), soprattutto nelle società caratterizzate da sospensione sociale e ingresso ritardato nel mondo adulto; questa condizione può essere fonte di disagio e portare alcuni adolescenti ad assumere in anticipo alcuni comportamenti esteriori e visibili ritenuti significativi dello status adulto. La società attuale, inoltre, opera una forte spinta all’anticipazione dei consumi adulti.
  • Acquisizione-affermazione dell’autonomia: legato alla necessità dell’adolescente di superare la condizione di dipendenza, partecipare al gruppo dei pari e accettare le sue regole. Il comportamento a rischio può avere la funzione di dimostrare a se stessi e agli altri di possedere la capacità di scegliere autonomamente.
  • Affermazione - sperimentazione di sé: lo sviluppo cognitivo e sessuale offre nuove e diverse possibilità fisiche, psichiche, relazionali che possono indurre alla sperimentazione di nuovi stati di conoscenza e esperienza.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Giani Gallino Tilde.
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