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Stime ufficiali della Banca Mondiale e distribuzione del reddito

Secondo le stime ufficiali della Banca Mondiale, circa un milione di persone vivono in paesi ad alto reddito. Il Reddito Nazionale Lordo annuo pro capite di questa popolazione è di 26.710 $. Secondo le stesse stime, 5 miliardi di persone vivono in paesi a reddito medio o basso. Il Reddito Nazionale Lordo annuo medio pro capite di questa popolazione è di 1.160 $. Di questi 5 miliardi di persone, 2,5 miliardi vivono in paesi a reddito basso. Il Reddito medio pro capite di questi 2,5 miliardi di persone è pari a 430 $. La popolazione mondiale, secondo le stime ufficiali della Banca Mondiale, è di 7 miliardi di persone e continua a crescere. Il RNL annuo pro capite medio a livello mondiale è pari a 5.140 dollari.

Quindi:

  • Il 15% della popolazione ha un RNL pro capite di 5,2 volte rispetto a quello mondiale.
  • L'85% della popolazione mondiale ha un RNL medio pro capite inferiore di circa 23 volte rispetto a quello dei paesi ad alto reddito.
  • Il 41% della popolazione mondiale ha un RNL medio pro capite inferiore di circa 62 volte rispetto a quello dei paesi ad alto reddito.

Obiettivi e studi di storia economica

L'obiettivo è studiare e provare a comprendere come e perché lo sviluppo economico e il progresso hanno interessato in maniera ineguale il nostro pianeta, provando ad acquisire maggiore consapevolezza delle problematiche economiche e sociali del nostro mondo. Witold Kula definisce la storia economica come la scienza che studia gli aspetti economici della vita sociale nelle differenti società e culture. Si occupa delle ricerche intese a fissare le "uniformità" che si manifestano nelle azioni socio-economiche e dei fattori sociali che le determinano. Si occupa pure degli "effetti economici", voluti o non voluti, di codeste regolarità sul tessuto economico.

Definizioni di storia economica

Secondo Cipolla (storico), la storia economica è la storia dei fatti e delle vicende economiche a livello individuale, collettivo o aziendale.

Oggetto della storia economica

La storia economica studia i fatti, gli avvenimenti economici e la politica economica. È lo studio dei diversi paesi nel breve e nel lungo periodo. Nel breve periodo, interpreta fatti, congiunture, fluttuazioni e tutto ciò che non sia conseguenza del mutamento dei fattori fondamentali dell’economia. Nel lungo periodo, esamina l’evoluzione dei sistemi economici, i problemi dello sviluppo, i trends o movimenti secolari e, in genere, tutto ciò che riguarda i cambiamenti nella struttura dell’economia.

Produzione, distribuzione e consumo

La storia economica si occupa prevalentemente della produzione, della distribuzione e del consumo di beni e servizi.

Produzione: La produzione si ottiene combinando insieme i fattori di produzione che sono i fattori naturali (terra, acqua, materie prime...), lavoro e capitale. Inoltre, vi è un altro fattore che è la capacità imprenditoriale, ovvero la capacità dell’imprenditore a combinare e organizzare gli altri tre fattori.

Distribuzione: La distribuzione consiste nella ripartizione del valore di beni e servizi fra coloro che hanno contribuito a produrli. Si tratta di una fase delicata perché si tratta di definire quanto spetta a ciascuno.

Consumo: Il consumo è l’utilizzazione che si fa dei beni e dei servizi prodotti.

Economia politica e politica economica

Queste fasi sono oggetto di indagine di almeno altre due discipline: l’economia politica e la politica economica.

Politica economica: L’economia politica studia l’attività economica per comprendere il funzionamento ed eventualmente tentare di giungere alla formulazione di leggi. La politica economica studia il modo in cui i governi, con la loro azione e per raggiungere fini prefissati, cercano di modificare la composizione, la distribuzione e il consumo della ricchezza prodotta.

Conseguenza di ciò, i compiti dell’economista e dello storico sono differenti. Il primo, come sosteneva Keynes (celebre economista inglese del '900), deve studiare il presente alla luce del passato per fini che hanno a che fare con il futuro. Perciò l’economista è proiettato verso il futuro, mentre lo storico è legato al passato e non si preoccupa del futuro. Non ipotizza leggi.

Sistema economico

Il sistema economico è l’organizzazione economica di un determinato territorio, volta a risolvere i problemi dell’equilibrio economico. La rappresentazione dei sistemi economici avviene attraverso:

  • Riproduzione semplice: Analisi statica che dà origine a un sistema a riproduzione semplice. Nel sistema a riproduzione semplice non vi è alcuna tendenza al cambiamento, perché le forze che operano all’interno del sistema si bilanciano. L’impiego della stessa quantità di fattori permette di mantenere costante la medesima offerta, in grado di soddisfare la domanda anch’essa stabile. Il sistema si riproduce sempre uguale a se stesso; manca qualsiasi forma di accumulazione o surplus.
  • Riproduzione allargata: Analisi dinamica che dà luogo a un sistema a riproduzione allargata. Nel sistema a riproduzione allargata, il sistema produce l’accumulazione necessaria per dare luogo a cambiamenti.

L’analisi di lungo periodo ha trovato un nuovo campo di indagine nell’esame delle problematiche dello sviluppo economico. Lo sviluppo economico si presenta oggi ineguale:

  • Poche nazioni ricche e una grande maggioranza di nazioni povere
  • La differenza di reddito si allarga. Si tratta di un problema complesso per il quale non esiste teoria sul piano operativo.

L’analisi storico-economica mira a individuare le origini delle attuali disuguaglianze, cerca di avviare un processo di crescita autonoma e analizza i fattori che provocano un incremento della ricchezza nazionale.

Postulati dell’analisi storico-economica

  • Conoscenza delle peculiarità mentali, sociali e culturali dell’uomo, a livello individuale e collettivo
  • Adozione di un paradigma interpretativo per la classificazione degli argomenti secondo un ordine logico.

I politici e comitati di esperti ritengono che:

  • La situazione contemporanea sia unica, diversa dalle precedenti
  • La storia sia irrilevante per la loro attività

Questo atteggiamento è doppiamente erroneo:

  • Perché l’ignoranza del passato non consente generalizzazioni
  • Senza prospettiva storica è facile confondere i sintomi con le cause del problema.

Terminologia economica

I principali termini economici usati dalla storia economica includono:

Crescita economica: È l’aumento ed il miglioramento del volume totale dei beni e servizi prodotti. Il volume totale è stato misurato come Prodotto nazionale lordo (PNL) = reddito nazionale lordo (compresi gli ammortamenti). Gli ammortamenti sono le spese necessarie per riparazione e manutenzione periodica macchine, manutenzione dei mezzi di trasporto, ripartizione della quota "capitale". Il prodotto nazionale lordo comprende anche la produzione di un'impresa italiana all'estero. Il prodotto interno lordo (PIL) comprende anche la produzione di un’impresa straniera nel territorio nazionale.

Una crescita economica significativa deve comportare l’aumento del reddito nazionale insieme all’aumento del reddito pro capite. Dividendo il PIL per il numero di abitanti si ottiene il Reddito pro capite, ovvero il valore dei beni e servizi che ciascun cittadino ha mediamente contribuito a produrre. La crescita demografica deve accompagnare, non ostacolare la crescita economica. Se il tasso di crescita demografica supera il tasso di crescita della produzione, si ha una crescita del prodotto totale, ma una diminuzione del prodotto pro capite.

La crescita del prodotto totale può derivare da:

  • Impiego di maggior quantità di fattori produttivi
  • Quantità equivalenti dei fattori produttivi impiegati con maggiore efficienza

I fattori della produzione sono:

  • Capitale
  • Terra
  • Lavoro (imprenditorialità)

Esistono 2 tipi di difficoltà per gli storici economici:

  • Difficoltà di confronti tra produzione e reddito nazionale tra diversi paesi. Quando si vogliono effettuare confronti fra le economie di diversi paesi, si fa riferimento al valore della moneta. Da qualche tempo si fa ricorso alla Parità dei poteri di acquisto o PPP, che consiste nell’individuazione di una certa quantità, paniere, di determinati beni e servizi e nella determinazione del loro prezzo nella moneta di ciascun paese. Se per esempio un paniere in Europa costa 1000 euro e negli Stati Uniti 1500 dollari, allora 1 euro corrisponde a 1,50 dollari. Un altro metodo è quello del tasso di cambio, dato dall’interazione tra domanda e offerta della moneta. Se il dollaro è molto richiesto nei paesi che usano euro, il suo valore in euro aumenta.
  • Difficoltà di rilevare dati per il passato remoto

Crescita economica e sviluppo economico

Crescita economica: accompagnata da mutamento strutturale o organizzativo dell'economia. Esempi: passaggio da economia di sussistenza a economia di mercato; crescita dell'industria e dei servizi a scapito dell'agricoltura. La crescita economica può dar luogo ad un processo reversibile ed essere seguita da una decadenza. Lo sviluppo economico è reversibile ma dà luogo ad una forma di regressione economica, non ad un ritorno alle organizzazioni o strutture preesistenti.

Crescita e sviluppo economico sono frequentemente identificati con progresso economico. In realtà, eticamente ciò non sempre è vero. Si può avere crescita senza progresso, ad esempio aumento del reddito pro capite senza equa distribuzione del reddito. Perciò, la crescita ha valore quantitativo, mentre il progresso qualitativo.

Determinanti dello sviluppo economico

L’analisi economica di breve periodo considera variabili fondamentali quantità e prezzi dei fattori di produzione, mentre considera parametri (vale a dire costanti) fattori come gusti, tecnologie, istituzioni sociali. Nello studio dello sviluppo economico, i parametri diventano variabili fondamentali: costituiscono i fattori più dinamici di cambiamento e le sorgenti più profonde dello sviluppo.

Prodotto nazionale (e velocità di cambiamento) sono in funzione di:

  • Popolazione
  • Risorse
  • Tecnologia
  • Istituzioni sociali

Y = f (p, r, t, x)

Popolazione, risorse e tecnologia sono interdipendenti e condizionati dalle istituzioni sociali. Le istituzioni più rilevanti includono:

  • Struttura sociale
  • Natura dello stato o regime politico
  • Ideologie o inclinazioni religiose
  • Numero, dimensione, base economica, fluidità delle classi sociali

Le istituzioni rappresentano un elemento di continuità e stabilità che impedisce la disgregazione della società, ma possono rappresentare anche una barriera allo sviluppo. L’innovazione istituzionale è possibile e produce risultati simili all'innovazione tecnologica. Il mutamento tecnologico non sempre è rapido (es.: la tecnologia dell’età della pietra è durata centinaia di migliaia di anni). Le risorse determinano il limite massimo dello sviluppo economico della società. Esempi di risorse sono: la quantità di terra, la fertilità del suolo, la disponibilità d'acqua, il clima e la posizione geografica.

Il mutamento tecnologico consente il superamento di tali limiti attraverso la scoperta di nuove risorse o attraverso un più efficiente uso dei fattori di produzione.

Sviluppo economico nel lunghissimo periodo

L’analisi dinamica dello sviluppo ha determinato la periodizzazione della storia secondo il livello di civiltà della popolazione. La teoria degli stadi di sviluppo (formulata da List nel 1840) classificò la struttura professionale di ciascuna popolazione a seconda del livello di civiltà raggiunto:

  • Civiltà cacciatrice
  • Civiltà pastorale
  • Civiltà agricola – manifatturiera
  • Civiltà agricola – industriale – commerciale
  • Civiltà primitiva

Il regime economico della civiltà cacciatrice è stato basato su caccia, pesca e raccolta frutti selvatici. L'uomo viveva in caverne, poi in capanne o tende. La vita media era di 25-30 anni. La civiltà era itinerante, in movimento (non stabile), senza accumulazione, senza evoluzione per decine di migliaia di anni. Le tradizioni venivano trasmesse oralmente.

La civiltà agricolo-pastorale

A partire dal 2000 a.C., si ha l’evoluzione verso la civiltà agricolo-pastorale:

  • Allevamento animali in transumanza
  • Allevamento stanziale
  • Coltivazione della terra

La civiltà agricolo-pastorale possedeva notevole capacità accumulativa, portò al fiorire di città e imperi, permise l'espansione della popolazione e la diffusione della "cultura". I primi villaggi stanziali di cui si ha notizia si trovano a Gerico, in Palestina, in Medio Oriente. In tempi successivi, la "RIVOLUZIONE AGRICOLA" si diffuse in molte parti d'Europa, d'Oriente, d'America. La Civiltà primitiva si ripeteva sempre uguale a se stessa, mentre la Civiltà agricolo-pastorale era volta al cambiamento.

La civiltà industriale

Dopo 9 millenni, l'accumulazione della conoscenza portava all’evoluzione da civiltà agricolo-pastorale a civiltà industriale. La civiltà industriale ha portato a:

  • Una speranza di vita triplicata
  • L'aumento della popolazione
  • L'urbanizzazione
  • Il cambiamento di lavoro e di vita

In termini comparativi, la civiltà industriale è una civiltà "molto giovane" capace di notevoli trasformazioni in tempi relativamente brevi. L'ultimo stadio di civiltà secondo List è quello commerciale, che può essere raggiunto solo da nazioni ricche di risorse naturali e di capitale umano attraverso un intervento dello Stato volto a proteggere l'industria nascente.

Periodizzazione della crescita economica

Hildebrand, circa vent’anni dopo, elaborò una periodizzazione della crescita in rapporto alla tipologia degli scambi economici, distinguendo tra:

  • Economia Naturale
  • Economia Monetaria
  • Economia Creditizia, che si andava affermando in quegli anni nel Paese più avanzato dell’epoca: l’Inghilterra.

L'Ancien Regime

Il termine Ancien Regime entrò in uso al tempo della rivoluzione francese del 1789 per indicare l’organizzazione politica, economica e sociale della Francia prerivoluzionaria. Dopo il termine si usò per indicare la società e le istituzioni esistenti prima della Rivoluzione nei diversi Paesi europei. È l’insieme delle forme istituzionali dei rapporti giuridici e consuetudinari, delle strutture sociali e delle modalità di organizzazione della produzione esistenti in un determinato territorio, in un certo periodo di tempo. Il processo storico di sviluppo ha determinato il succedersi di vari sistemi.

Formazioni economiche originarie

Si è passati dai sistemi originari:

  • Formazioni comunitarie: La formazione economica comunitaria si fondava sulla proprietà collettiva della terra e sul lavoro, articolato su base individuale-familiare e su base comune: clan e villaggio. L’accesso alla terra non era egualitario, ma privilegiava alcuni gruppi nell’assegnazione degli appezzamenti. Anche la distribuzione del prodotto, all’interno della collettività, avveniva nel rispetto delle consuetudini e dei vincoli parentali. I rapporti mercantili di scambio erano inesistenti. La produzione comunitaria dava luogo ad una produzione di sussistenza, senza surplus.
  • Formazioni tributarie e schiavistiche (tribù e non tributo): Il passaggio alle formazioni tributarie comportò l’affermazione di una gerarchia sociale divisa in classi:
    • La casta dominante, detentrice della terra, che percepiva tributi
    • Dai contadini, organizzati in comunità

Il sistema tributario consentiva la formazione di un surplus interno, più consistente o modesto, a seconda della ricchezza o della povertà della formazione stessa (es. Egitto, Incas). Una formazione periferica della formazione tributaria è la formazione schiavistica (es. Città-Stato Grecia-Impero Romano) fondata sul lavoro coatto e sui beni e servizi prodotti e commerciati. La formazione schiavistica produceva un surplus interno proveniente dal lavoro coatto ed uno esterno, derivante dall’esportazione di parte dei beni oggetto di quel lavoro. La formazione schiavistica si mostrò particolarmente debole, a causa dell’eccessiva dipendenza dall’esterno: per l’acquisizione del fattore lavoro (schiavi) e per la collocazione della produzione.

Sistemi economici più complessi

Ai sistemi più complessi:

  • Sistema feudale
  • Mercantile
  • Capitalistico
  • Collettivistico

Nella realtà, non esistono sistemi puri, poiché in ciascuno di essi sono presenti elementi caratteristici, sia di periodi precedenti, che di quelli successivi.

Il sistema feudale

Lo sviluppo economico nell’Europa medioevale, a causa dell’influenza degli autori rinascimentali, che sminuirono i loro immediati predecessori, elogiando le glorie della civiltà classica, il Medioevo è stato considerato un periodo di stagnazione sia economica che culturale. Nei fatti, l’Europa medievale registrò una fioritura di creatività tecnologica e di dinamismo economico che contrasta nettamente con la routine e con la mancanza di cambiamento dell’antico mondo mediterraneo. Le peculiari istituzioni create nel medioevo servirono da contesto per l’attività economica fino all’avvento delle civiltà industriali.

L’agricoltura è stato per secoli il settore più importante fino all’avvento della civiltà industriale. Nel mondo antico, le istituzioni urbane determinavano il carattere dell’economia e della società. Nell’Europa medievale, nonostante la crescita popolare urbana, furono determinanti le istituzioni agrarie e rurali.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melisal di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università della Sicilia Centrale "KORE" di Enna o del prof Sabatino Michele.
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