Le serie sono serie
A cura di Daniela Cardini - Glossario minimo
Bibbia
È il documento di lavoro che contiene in forma dettagliata tutti gli elementi che definiscono l'identità di un prodotto seriale. Nella bibbia sono contenuti: concept, profili di personaggi, genere, tono, struttura degli episodi, ambientazione e filosofia a cui il prodotto fa riferimento. In alcuni casi sono inclusi anche i soggetti degli episodi.
Format
Prodotto televisivo originale che può essere commercializzato sui mercati internazionali, può essere tradotto, adattato o sottotitolato. Non è sinonimo di programma.
Pilota
Il primo episodio di una serie in fase di sviluppo, realizzato allo scopo di effettuare test su campioni di pubblico per verificare se il programma sarà in grado di incontrare il favore dei target per cui è pensato e quindi se vale la pena realizzarlo.
Episodio
Unità narrativa di una serie o di un telefilm le cui trame vengono tutte risolte e chiuse. Solitamente il protagonista della serie ad episodi è unico e costituisce il centro narrativo del programma. (Es. Ispettore Derrick, Tenente Colombo.)
Puntata
Unità narrativa di un serial o di un telefilm che viene lasciata aperta nel finale su un punto di suspense. Es. soap opera.
Cliffhanger
È il punto di sospensione che coincide con la fine di una puntata o di un segmento narrativo. Deve lasciare lo spettatore col fiato sospeso.
Spoiler
Anticipazione di una linea narrativa, di una trama, di una puntata o di un evento particolarmente atteso di una serie tv.
Subber
Colui che sottotitola le serie tv.
Plot
La trama, lo “scheletro” di un episodio o di una puntata.
Fiction
Termine che solo in Italia sta ad indicare prodotti narrativi televisivi di finzione. In inglese indica prodotti letterari e non televisivi. Il corrispettivo inglese di fiction è Tv drama. Viene introdotto con la nascita delle televisioni commerciali, i cui palinsesti si riempiono di programmi d'importazione. Fino a quel momento i programmi di narrazione televisiva andavano sotto il nome di sceneggiato. Oggi, in contrapposizione a serie tv, viene utilizzato per indicare i programmi seriali di produzione italiana trasmessi dalle reti generaliste (Es. Montalbano).
Sceneggiato
Prodotto televisivo tipico della paleotelevisione. Tratto da romanzi o da opere letterarie italiane o straniere, ne adattava le trame al formato e al linguaggio televisivo rendendone i contenuti fruibili per un pubblico prevalentemente poco scolarizzato e poco abituato a leggere. La funzione dello sceneggiato era pedagogica, di diffusione della cultura letteraria.
Telefilm
Coniato nel periodo della paleotelevisione per indicare programmi d'importazione che venivano trasmessi nei palinsesti italiani. Esempi di telefilm sono tutti i titoli comparsi nel palinsesto della televisione commerciale dei primi anni '80 (Hazzard, Charlie's Angels, Magnum PI).
Serial
Programma d'importazione a puntate aperte. Viene utilizzato da chi era giovane negli anni 80-90 come sinonimo di telefilm.
Serie tv
Programma televisivo di importazione statunitense, generalmente multipiattaforma (televisione generalista e satellitare, internet, cellulare) prodotto a partire dalla fine degli anni '90. È in grado di generare discorso sia sui media generalisti che sul web, creando frequenti fenomeni di fandom. La qualità dei contenuti è particolarmente curata. A questo proposito, anche un prodotto italiano come Romanzo Criminale prodotto e trasmesso da Sky ma basato su un'opera letteraria si può considerare una serie tv e non una fiction.
Sit com
La situation comedy è un programma televisivo a episodi di contenuto comico. Si presenta solitamente in due formati: da 24 minuti (Friends, Scrubs, How I Met Your Mother) e da 7 minuti (Camera Café, Piloti).
Soap opera
Programma seriale a puntate potenzialmente infinito, di origine statunitense. Non ha un inizio né una fine. La tematica è sempre amorosa e sentimentale. La frequenza di trasmissione è quotidiana, la durata delle puntate è di circa mezz'ora nel daytime.
Telenovela
Versione sudamericana della soap opera. A differenza della soap opera ha una conclusione. Solitamente la durata coincide con la stagione televisiva (9 mesi, circa 250 puntate quotidiane).
La fiction italiana nel nuovo millennio
(Da Camera Café alla convergenza)
La lunga serialità e le nuove modalità produttive arrivano in Italia con considerevole ritardo rispetto ad altri Paesi d'Europa (fine anni '90). Per anni i palinsesti della tv generalista sono stati caratterizzati dalla miniserie e dalla serie all'italiana (es. Amico mio - 1993). Questo genere possiede un numero ridotto di episodi (4-8), della durata di 90'-100', storie che si concludono nel singolo episodio e un filone narrativo che si sviluppa lungo tutta la serie, interpreti affermati.
L'avvento della lunga serialità televisiva sul finire degli anni Novanta con Un posto al sole (1996) e Un medico in famiglia (1998) e la successiva nascita di Rai Fiction (1999) permettono al racconto di finzione (inizialmente solo quello pensato dal Servizio pubblico) di entrare nell'ottica di nuove modalità produttive più orientate all'industrializzazione. Tale svolta arriva dopo anni in cui la fiction italiana è stata sottoposta a pregiudizi culturali da parte degli studiosi della tv.
Il carattere popolare (e quindi l'appartenenza alla cultura bassa rispetto al cinema) è la critica mossa maggiormente contro la fiction. Umberto Eco sostiene invece che il problema sia la sua “modestia inventiva”, la sua incapacità di produrre miti nel nostro tempo.
Nel 2003, con la nascita della fiction interstiziale (inaugurata con Camera Café) e con l'arrivo di Sky hanno origine nuovi modi di formare e creare i racconti di finzione.
La fiction interstiziale
La fiction interstiziale è una microfiction della durata di pochi minuti utilizzata per colmare i vuoti del palinsesto con storie brevi, con le caratteristiche della sitcom: ordine-svolgimento-ritorno dell'equilibrio iniziale, ma non della durata di 30 min. L'esempio più significativo è Camera Café. Format nato da un'idea francese che presenta un'innovazione: l'uso di una camera fissa. Oltre a ridurre i costi, questo espediente impone uno sviluppo narrativo basato sul fatto di non avere stacchi di macchina.
Le storie si basano su una comicità di situazione, data dal dialogo ininterrotto tra i personaggi. Il set è unico (sala macchinetta del caffè) e non sono presenti le finte risate registrate (il momento comico si segnala tramite il montaggio). Le tempistiche risultano snellite dato che gli attori si preparano a un evento esterno raccontando ed interagendo, poi c'è lo stacco e al ritorno in studio è già successo tutto e dal fatto che ad esempio uno dei protagonisti ha l'occhio nero si capisce cosa è successo.
I personaggi (molto caricaturali) sono tutti uomini e donne senza qualità, delle canaglie egoiste e a volte profondamente stupide. Es. Luca e Paolo, prepotenti addetti agli acquisti, Silvano il ragioniere sfigato, Patty la racchia ingenua, De Marinis il capo ufficio volgare e antipatico. L'ambientazione è l'ufficio, uno dei luoghi in cui si creano generalmente invidie, gelosie frustrazioni etc.
I successori di Camera Café
Il successo non si è più ripetuto. Mediaset ha proseguito la strada con Love Bugs (2004), mentre la Rai, che ha investito maggiormente su questo formato, ha mandato in onda Cotti e mangiati (2006), Andata e ritorno (2006), Piloti (2007), Colpi di sole (2007).
Nessuno di questi prodotti è risultato particolarmente riuscito per una serie di motivi:
- L'uso forzato della macchina fissa non sempre trova giustificazione da un punto di vista narrativo (In Colpi di sole i protagonisti parlano davanti allo specchio, in Cotti e mangiati è come se spiassimo la famiglia protagonista dal televisore). In Andata e ritorno e Piloti viene meno utilizzata, con uno di una pluralità di ambienti (viene a meno il punto di forza e queste sitcom si trasformano in un ibrido).
- Mentre in Camera Café i personaggi e i loro caratteri sono al di fuori della realtà e si comportano come tali, nelle altre minifiction essi vorrebbero ma non possono, trattenuti sempre da un certo buonismo (indispensabile nella tv del servizio pubblico).
- Storie meno forti e graffianti di quelle di Camera Café. Si vuole far credere che alla fine ritorni un equilibrio e che ognuno abbia imparato la lezione. Ciò non avviene invece in Camera Café, dove i personaggi rimangono sempre uguali a se stessi.
- Mentre Camera Café è stata fin da subito collocata in preserale, gli altri prodotti hanno avuto difficoltà a trovare un loro spazio nel palinsesto.
La fiction di Sky: meno televisione, più cinema
Sky (pay tv) nasce nel 2003 dalla fusione di Telepiù e Stream. Inizialmente si interessa principalmente al cinema e allo sport, mentre la fiction è rappresentata solo dalle serie tv americane (nulla di produzione italiana). Nel 2007, grazie a un aumento degli abbonati e alla volontà di percorrere nuove strade rispetto a quelle della tv generalista, Sky produce Boris, prima serie italiana destinata al canale Fox.
Boris è una metafiction che prende in giro se stessa. Si tratta di un serial ambientato su un set televisivo in cui viene realizzata un'improbabile telenovela dal titolo “Gli occhi del cuore”. La sgangherata soap fittizia prende come modello la vera produzione nazionale, con attori che non sanno recitare e sceneggiature improbabili. Boris è quindi una critica al modo di fare fiction nel nostro Paese.
Boris vuole discostarsi dalla componente popolare che ha sempre costituito un giudizio negativo verso la fiction italiana, la fiction di Sky si pone come obiettivo quello di assomigliare più al cinema e meno alla televisione, dando valore alla qualità.
Thompson cerca di definire la televisione di qualità, evidenziandone 12 caratteristiche (alcune delle quali perfettamente riscontrabili nelle serie tv di Sky):
- Non essere “normale” (perché è diversa da ciò che l'ha preceduta o infrange le regole del genere)
- Basata su opere letterarie d'autore (come Romanzo criminale)
- Cast ampio e corale per mettere in scena una pluralità di punti di vista
- Tv che crede in se stessa rimarcandone la superiorità
- Tipo di tv che viene apprezzata dalla critica
Certo è che la fiction deve comunque fare i conti con una serie di elementi che non sono propri del cinema: aspetto seriale, modalità di fruizione, luoghi di fruizione, dimensioni dello schermo, dimensione privata. Di derivazione cinematografica sono anche altre due produzioni seriali del 2008 andate in onda su Sky Cinema: Quo vadis baby? (Diretta da Gabriele Salvatores, già regista del film. Si tentano soluzioni tecniche nuove, non ci sono mille primi piani.) e Romanzo criminale (del quale erano già stati realizzati un libro e un film). La critica si dichiara molto favorevole a questo prodotto.
Il tempo dell'ambientazione privilegiato da Sky è il presente o il passato recente, a ciò si affianca la volontà di parlare dell'Italia di oggi nella sua totalità, toccando temi nuovi (Nel nome del male e Il mostro di Firenze parlano di satanismo e di delitti). La sigla è costruita in modo da contenere tutti gli elementi narrativi della storia, sia da un punto di vista visivo che musicale. Il formato preferito è quello della serie lunga (tranne Nel nome del male che è una miniserie).
La fiction oltre la fiction
L'avvento della pay tv introduce due concetti fondamentali: la non gratuità della qualità (differenza tra “cultura alta” a pagamento e “cultura bassa” gratuita) e l'allungamento del ciclo di vita di un prodotto tramite l'avvento di nuovi dispositivi (come My Sky). Un programma visto all'ora che ci interessa e tutte le volte che vogliamo assomiglia di più a un libro e recupera una dimensione culturale. La centralità dei fruitori rimanda ad un ulteriore aspetto su cui è impossibile non pronunciarsi: la convergenza digitale.
La fiction italiana nell'era della convergenza
La convergenza è la possibilità di generare un sistema integrato tra i diversi media. Questo ha dato origine ai cosiddetti sistemi ibridi, soprattutto tra televisione e web, come il video on demand, la net tv, la web tv e la tv interattiva (interattività dell'utente). La televisione mantiene comunque il proprio primato grazie alla validità dei contenuti e delle narrazioni.
Se prima dell'avvento di internet il rapporto tra emittente del prodotto e ricevente era monodirezionale, oggi c'è un continuo interscambio tra ciò che viene creato e ciò che viene fruito. Lo spettatore è diventato intraprendente, un soggetto attento. Si assiste a un'epoca di remixabilità tecnica: i prodotti culturali passano dall'essere fatti per noi all'essere fatti da noi. Il testo televisivo perde la sua centralità e diventa uno dei tanti testi che, remixati, creano un valore personale del prodotto, il quale nasce già con l'intenzionalità di essere potenzialmente inesauribile nella sua significazione.
La produzione italiana non è ancora in grado di compiere quel salto di qualità che, almeno a livello di racconto vista l'inferiorità a livello tecnico, potrebbero renderla più competitiva e legittimata nel discorso sociale. Questa tesi è riferibile però solo alla pay tv: è chiaro che la tv generalista, proprio per raggiungere più pubblico possibile, non necessita una complessità maggiore.
Come nasce una puntata di una serie tv
Fase di pre-produzione
Creatore/capo autore: Marc Cherry per Desperate Housewives, J.J. Abrams prima e Lindelof e Cuse poi per Lost, David Shore per Dottor House. È il capo autore, ovvero colui che governa ed è a capo di una squadra di autori (senior) che si occupano di scrivere, progettare e sviluppare le principali linee narrative della storia. A supporto dei senior c'è poi un gruppo di autori minori, che sviluppa i dialoghi o le situazioni di contorno. Gli autori preparano dunque un copione (script) che è la “bibbia” di un episodio (40 pagine = 40 min di puntata). Il lavoro di preparazione di un copione dura circa 2 settimane.
Una volta terminato viene consegnato a tutti i soggetti above the line coinvolti nella produzione: producer, regista, network, attori principali. Questi si trovano per il table reading nel quale attorno ad un tavolo ogni attore legge le proprie battute in sequenza. Vengono così fatti aggiustamenti e modifiche. Spesso è presente il pubblico per valutarne le reazioni.
Regista: il suo ruolo è limitato rispetto a quello di un film perché tutto è già stato deciso: il punto di [...]
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