Ogni luogo è narrativo: il factual nella TV italiana
Il factual: le ragioni di un successo globale
Factual: programmi caratterizzati da uno stampo quasi documentaristico (da cui il nome), affini per certi versi ai reality, ma meno “artificiali” e con un ancoraggio più saldo alla realtà quotidiana.
- 1973 - An American Family (primo esempio di factual): vicende di Bill e Pat Loud e dei loro figli, seguiti per 7 mesi nella loro vita quotidiana in California.
- 1982 – (primo programma di cookery) Food and Drink, in onda su BBC Two.
- 1992 – The Osbournes, celebre docusoap su Ozzy Osbourne e la sua famiglia.
- Pochi anni dopo: Driving School, Changing Rooms, Ready Steady Cook (La Prova Del Cuoco).
Mentre il factual trova terreno fertile nell'area anglosassone, il resto del mondo lo guarda ancora con diffidenza, preferendo i reality show.
Moti di diffidenza iniziale
- I factual hanno un debole livello di strutturazione e quindi sono difficilmente vendibili (format ancora piuttosto incerto. Elementi di formato quasi del tutto inesistenti - struttura, meccanismi, scenografia, logo).
- Sono meno redditizi rispetto ai reality, in quanto i loro costi di produzione relativamente bassi fanno guadagnare poco ai detentori dei diritti.
Passano solo pochi anni e i factual da brutti anatroccoli si trasformano in splendidi cigni, per diverse ragioni:
Ragioni economiche
- La mancanza di studio televisivo, il senso di presa diretta con la realtà, il tipo di storie narrate, molto vicine a quelle che il telespettatore vive ogni giorno.
- Il costo di realizzazione è inferiore a quello dei format di vecchio tipo o dei reality/talent.
I factual non costano però così poco; fare tutte le ricerche, i casting per trovare belle storie, girarle e montarle bene e curare tutti i dettagli, son cose che hanno un prezzo, che la qualità ha sempre.
Per ammortizzare i costi sono indispensabili gli investitori pubblicitari, che prediligono questo tipo di programmi per pubblicizzare i loro prodotti in quanto è facile inserirli nelle riprese in esterna, in mezzo alla gente comune. Con investimenti mirati, gli sponsor riescono a coprire anche l'intero costo della produzione.
Ragioni sociologiche
Il factual tratta lo spettatore da adulto (ovvero da persona che vuole vedere una televisione autentica, senza filtri). Quando la tv è nata lo spettatore la considerava una sorta di scatola magica, lontana dalla realtà. Erano in pochi gli uomini “comuni” a poterne fare parte. Col passare del tempo la realtà inizia ad entrare nel piccolo schermo, prima con gli emotainment (Stranamore), poi coi reality. La gente comune adesso non è più all'interno di uno studio televisivo, ma in un contesto più famigliare e realistico: una casa...ma una casa finta, con dei protagonisti che nella vita vogliono diventare dei personaggi televisivi. Questo tipo di programma, nella sua realtà costruita e artificiale, continua però a essere molto seguito in quanto lo spettatore ha bisogno di intrattenimento. Lo spettatore ha però anche bisogno di confrontarsi con la realtà in modo diretto, ha bisogno di vedere riflessa dentro lo schermo la vita che conduce lui stesso.
La de-artificializzazione della televisione
I factual si presentano come veri e quel che rappresentano e mettono in scena è la verità, contrapposta alla finzione degli studi televisivi. Non è certo un caso che questa tipologia di format si sia affermata prima nei paesi anglosassoni, dove la televisione è nata prima. Essendo nata prima, il telespettatore è diventato adulto prima.
Moltiplicazione dell'offerta televisiva e segmentazione dell'audience
Finché le reti erano poche e con una concentrazione molto alta di telespettatori, era ovvio dover proporre un intrattenimento mainstream; quando la platea televisiva si è frammentata è stato possibile proporre programmi più personalizzati e targettizzati.
Le tematiche dei factual
I factual possono disporre di una gamma di argomenti e situazioni pressoché infinita, grazie alla vastità del reale. Ci sono factual che si limitano a mostrare e altri che ci insegnano a fare qualcosa.
La regia nel factual
Solitamente un regista studia l'elenco delle inquadrature, la tipologia di montaggio, i mezzi tecnici per arrivare ad un determinato obiettivo. Nel factual non è così. La regia in un factual tiene conto dell'aspetto umano e professionale dei protagonisti e del destinatario del messaggio. Ogni racconto che appartenga al factual proviene da canali web, si alimenta con il web e finisce nel web dopo la sua tradizionale messa in onda. Es. Clio Makeup.
Una giovane ragazza veneta, Clio Zammatteo, decide di andare a New York a studiare le migliori tecniche di makeup. Mentre studia, inizia a girare dei brevissimi tutorial che carica su YouTube, raggiungendo in poco tempo 60 milioni di contatti. Il settore dei cosmetici risente delle dichiarazioni fatte in questi tutorial e la richiesta di prodotti segue le indicazioni date da Clio. Il dipartimento format di una società di produzione, Zodiak Active, che quotidianamente attinge dal web per la creazione di nuovi format, realizza una puntata pilota con Clio da presentare alle varie reti satellitari. Discovery Real Time ne realizza una prima serie, con ascolti altissimi.
La regia viene realizzata seguendo le caratteristiche dell'inquadratura che Clio adotta nei suoi tutorial sul web: apertura iniziale con un primo piano stretto che poi si allarga ad una postazione simile a quella ricreata da Clio nella propria casa. Si crea un collegamento tra il web e il linguaggio televisivo adottato per il factual. Il pubblico ama così tanto il programma e ne riconosce i tratti del web, che inizia a condividere i momenti del programma su YouTube, alimentando ascolti anche da parte dei soli fruitori del servizio web. I due mondi iniziano a fondersi.
La fase dei casting
Il regista partecipa a questa fase analizzando, insieme alla redazione e agli autori, tutte le possibili caratteristiche dei personaggi protagonisti del factual. Nella fase del casting il regista non si trova in una fase propositiva, ma si limita ad ascoltare le tematiche principali, le caratteristiche dei protagonisti e le location adatte allo svolgimento delle azioni.
Es. Affari al buio
Un gruppo di cacciatori di aste, vanno in giro per gli Stati Uniti in cerca di oggetti da rivendere. Le ambientazioni di questo programma non sono curate. I magazzini solitamente sono brutti e i cacciatori di aste non possono neanche accedervi, ma hanno a disposizione pochi minuti per dare un'occhiata da fuori. Si decide di puntare allora sui personaggi, 5 persone molto caratterizzate, per look, carattere e provenienza, in competizione tra loro. Ne esce un factual fatto di sguardi e pareri sugli oggetti. Il primo piano assume un aspetto fondamentale, il pubblico patteggia per un personaggio o per un altro.
Un discorso diverso è nel caso in cui si tratti di un factual propriamente tecnico, dove cioè le azioni, le ambientazioni e gli oggetti sono fondamentali per la comprensione del racconto.
Es. Cambio Cane
Un addestratore di cani sceglie come terapia di guarigione per cani irrequieti, lo scambio del cane per una settimana fra due famiglie. La regia di un programma di questo tipo deve seguire soprattutto l'ambiente. Quando si verificano i comportamenti del cane nel nuovo ambiente, le telecamere devono poter mettere l'animale in relazione all'ambiente, e quando si fa training con la famiglia, le telecamere devono poter riprendere le persone che interagiscono con il cane. L'inquadratura totale è l'unica che possa garantire la descrizione completa del racconto.
Dopo aver partecipato al casting, il regista collabora al processo di pre-produzione.
La fase di pre-produzione
È un momento importante per studiare la regia di un programma e aggiungere informazioni a quelle già ottenute nei casting. Si prende conoscenza delle necessità tecniche propedeutiche al racconto e si prefigura la futura costruzione del montaggio. Il rapporto con la produzione è fondamentale per definire le necessità dei mezzi tecnici da utilizzare durante le riprese, cercando di non organizzare un set troppo complicato da un punto di vista tecnico (non deve essere invasivo per i personaggi e gli spazi della storia). La quantità di persone sul set è un elemento di grande disturbo per la concentrazione dei protagonisti, che devono ricreare la loro realtà in una struttura televisiva.
La tipologia di montaggio di un factual deve poter ricreare la realtà: bisogna dunque ridurre la quantità di inquadrature (di solito si utilizzano due telecamere al massimo), per non fare troppi stacchi di montaggio all'interno di una scena.
Es. The Apprentice
Un gruppo di giovani neolaureati deve aggiudicarsi i favori di un presidente d'azienda attraverso prove di imprenditorialità e management, per ottenere in premio un ingaggio. La mission è sempre la stessa, i luoghi sono sempre gli stessi, accetto qualche prova esterna. In un talent show quindi la regia mantiene le sue caratteristiche da manuale perché tutto si può prevedere. In questo caso il regista può effettuare tutte le inquadrature che ritiene necessarie.
Es. Pausa Pranzo
Programma factual su FoxLife dove tre esperti di bellezza durante una pausa pranzo rapiscono una dipendente, alla quale i colleghi hanno fatto una sorpresa, e le rifanno il look. Qui abbiamo tutte le caratteristiche del factual: gli esperti, l'estemporaneità, lo svolgimento delle mansioni peculiari di ogni talent e il risultato finale. A differenza di The Apprentice, qui gli eventi hanno un grande grado di imprevedibilità. In un factual il regista si deve adattare alle esigenze del singolo caso, potendo soltanto definire i connotati generali della struttura del racconto, ma non un piano di inquadrature capace di rispettare i canoni essenziali della regia.
Ultimamente la realizzazione sta diventando più curata da un punto di vista estetico grazie all'utilizzo delle ottiche aggiuntive delle telecamere (che consentono di fare delle inquadrature strette con lo sfondo non a fuoco).
Es. Unti e Bisunti
Cooking factual in onda su Dmax. Chef Rubio va in giro per l'Italia portando le sue conoscenze di cucina e mettendole al servizio di una mission: ricreare, insieme al personaggio più particolare di quel luogo, un piatto tipico che poi...
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