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Riassunto esame psicologia dei gruppi sociali (prima e seconda parte), Prof. Orazio Licciardello, testo consigliato L'identità della persona sorda. Basi teoriche e ricerche sul campo

Sunti di Psicologia dei gruppi sociali, Prof. Orazio Licciardello
Riassunto (prima e seconda parte) per l'esame di Psicologia dei gruppi sociali del professor Orazio Licciardello, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente L'identità della persona sorda Orazio Licciardello. Scarica il file in PDF!

Esame di Psicologia dei gruppi sociali docente Prof. O. Licciardello

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- Erikson con le sue ricerche sulla reciprocità tra il bambino e le figure di accadimento e sulla

qualità delle relazioni nella costruzione dell’ Io e delle strutture ( le attitudini di base ) che lo

costituiscono. –

- Piaget: per le dimensioni socio cognitive riguardo ai processi che concorrono a sviluppare

l’ intelligenza.

Vygotsky: sull’ importanza delle dinamiche socio – culturali nell’ ambito delle quali tali

- processi si verificano.

L’ attenzione che gli autori classici hanno dedicato al ruolo dei processi di socializzazione e alla

rilevanza delle dinamiche familiari e sociali nella storia e nel destino sociale dell’ individuo trova

una sintesi nell’ autore Eric Berne: ciascuno eredita dai genitori un copione , un modello di destino

umano che agisce sin dalla prima infanzia sotto forma di ordini e di insegnamenti e che lo

accompagnerà per tutta la vita. Un copione è quella forza psicologica che spinge ogni individuo

verso il proprio destino sia che lo combatta e sia che sostenga trattarsi del frutto di una libera scelta.

Il taglio del copione è condizionato dallo schema parentale, mentre il bambino è spesso libero di

La riflessione dell’ autore focalizza l’ attenzione sul ruolo che le

scegliersi una trama personale.

del contesto familiare possono assumere nell’ attribuzione di significato all’

caratteristiche

esperienze dell’ individuo.

Cap 2 “ Teorie classiche e radici sociali del Self “ determinare l’

La problematica dei processi di socializzazione e il ruolo che gli stessi assumono nel

essere sociale dell’ individuo ( in termini di quotidianità del presente e progettualità del futuro )

appare negli studi condotti nell’ ambito della psicologia sociale.

“ Gruppi sociali rilevanti e looking glass Self: James e Cooley “

Questi autori sottolineano la rilevanza che nella costruzione del Self acquistano i gruppi di

riferimento: fonte della percezione sociale dalla quale lo stesso si origina. Il loro pensiero può

essere considerato come la prima formulazione dell’ interazionismo simbolico, un approccio

sviluppato in seguito da Mead e che focalizza l’ attenzione sulle dimensioni simboliche che

caratterizzano la quotidianità dell’ individuo e sul ruolo psicologicamente attivo che egli gioca nell’

ambito dei processi relazionali.

Nota 2: A Mead risale la concezione interazionista del soggetto: gli individui sono sociali e la

società è un sistema creato e continuamente mantenuto e ricreato dall’ interazione fra gli individui.

Di conseguenza l’ esperienza individuale non è a priori ma si struttura e si costituisce entro i

gruppi sociali di cui l’ individuo è parte.

è inteso come fondazione dell’ individualità in riferimento alle dinamiche sottese alla

Il gruppo

strutturazione del Sé: l’ individuo si autorappresenta

James: Il gruppo rappresenta lo scenario rispetto al quale

proponendosi con quelle immagini che ritiene possano essere oggetto di positivo apprezzamento. L’

autore individua le radici del Self nelle relazioni con i gruppi sociali : tanto più sfaccettata e

complessa risulterà l’ auto rappresentazione del soggetto quanto più diversificata è la quantità e la

qualità delle relazioni sociali esperite. Un uomo ha tanti Self sociali quanti sono gli individui che lo

conoscono e portano nella loro mente un’ immagine di lui e ferire una qualunque di queste

immagini significa ferire l’ individuo stesso. Gli individui portatori delle immagini appartengono a

categorie e possiamo affermare quindi che egli ha tanti differenti Self sociali quanti sono i diversi

gruppi di persone alla cui opinione egli tiene.

Cooley: Il gruppo rappresenta una realtà mentale dinamica, uno spazio relazionale interiore nel

quale interagiscono le immagini che rispetto a noi percepiamo negli altri, uno specchio interno del

quale siamo influenzati ( il nostro io si plasma in base alle opinioni, ai giudizi, alle immagini che gli

altri si fanno di noi. La società e l’individuo quindi non si contrappongono; la prima è piuttosto un

Il rapporto con l’ altro ha effetti per il significato

momento della costituzione del secondo).

soggettivo che la sua modalità di considerarci assume per noi: è quindi importante il modo in cui

riteniamo di essere pensati, ciò che di noi cogliamo nell’ altro per noi è rilevante, l’ altro diventa

una sorta di specchio nel quale vediamo riflesse ( looking glass Self ) le immagini di noi per noi

significative: nell’ immaginazione percepiamo i pensieri degli altri sulla nostra immagine , sui

nostri modi, sui nostri obiettivi, sul nostro carattere, sui nostri amici e così ne siamo influenzati. Il

sentimento dipende dal carattere e dal peso riconosciuti all’ altro nella cui mente noi ci

nostro l’ interazione con gli altri è fondamentale per

vediamo. Looking Glass Self: ( sé rispecchiato ): -

potere costruire un sé distinto. - La conoscenza di sé si sviluppa a partire dalla percezione di come

– attraverso gli altri vediamo un’ immagine riflessa di noi stessi, come in uno

gli altri ci vedono.

specchio, e la interiorizziamo.

Self, universo simbolico e dinamica “ Io “ / “ Me “: G.H. Mead

il caposcuola dell’ interazionismo simbolico ( locuzione utilizzata da Blumer

Mead: è considerato

per indicare la teorizzazione di Mead dopo la morte dell’ autore, sottolinea il ruolo della

comunicazione linguistica e gestuale nella formazione del Self , dell’ intelligenza e della società.

L’ autore va oltre il pensiero di

Mead è anche considerato il fondatore della Scuola di Chicago. )

James e Cooley ponendo la socializzazione alla base dell’ individualizzazione e proponendo una

concezione dell’ atto sociale come atto comunicativo e del gruppo come spazio semantico

indispensabile per la costruzione e lo scambio di significati intersoggettivamente condivisi, dalla cui

dinamica origina il Self. Il gruppo di individui coadiuvano , partecipano a un comune processo

sociale di esperienza e di comportamento nel cui ambito i gesti o simboli hanno gli stessi significati

o significati comuni per tutti i membri del gruppo. Il Sé è il risultato della condotta, della

valutazione , delle aspettative degli altri. Gli altri che circondano il bambino si comportano in

qualche modo nei suoi confronti, e questi comportamenti costituiscono la base per le inferenze che

il bambino compie circa il tipo di oggetto che egli è: Sé: essere oggetto a sé stesso, è un riflessivo e

al contempo soggetto e oggetto. L’ individuo ha esperienze di se stesso in

indica ciò che può essere

quanto tale non direttamente, ma in base alle opinioni degli altri individui dello stesso gruppo

sociale o in base all’ opinione generale del gruppo sociale in quanto totalità alla quale egli

gruppo è la condizione di fondo per l’ emergere dell’ identità personale. L’ analisi di

appartiene. Il

Mead si articola a più livelli:

a livello generale sottolinea come il significato si definisce nel quadro dell’ atto sociale e nel

I - di un universo simbolico condiviso: nell’ atto sociale la risposta aggiustiva di un

contesto al gesto di un altro rappresenta l’ interpretazione di quel gesto da parte dell’ organismo ,

organismo

ossia contiene il significato di quel gesto. “ Un universo di discorso è un sistema di significati

comuni o sociali “.

II - per quanto riguarda la strutturazione del Self richiama il ruolo che le condotte, le aspettative, le

valutazioni degli altri assumono nel processo di inferenze che il bambino compie nel considerare se

stesso, nell’ elaborare la sua teoria su chi egli sia: perché il sé è qualcosa che ha un suo sviluppo ,

non esiste alla nascita ( il neonato non ha consapevolezza di sé come agente, né della sua

, sorge nel processo dell’ esperienza e dell’ attività sociale

individualità) ( con il tempo il bambino

riesce ad integrare le varie immagini che gli altri hanno di lui). Il sé proprio in quanto può essere

oggetto a sé stesso, è essenzialmente una struttura sociale e sorge nell’ esperienza sociale. Dopo che

un sé è sorto, esso fornisce a se stesso le proprie esperienze sociali.

con riferimento alla dinamica del Self, l’ autore ne analizza la struttura differenziando gli

III -

aspetti che costituiscono la base dalla quale deriva il pensiero socializzato da quelli che

possono incidere sullo stesso, determinandone la qualità. I primi che Mead indica con la particella

Me sono funzione del contesto culturale che fa da sfondo alla realtà esperienziale del soggetto e

costituiscono l’ humus rispetto al quale il Self si viene formando, il contenuto delle elaborazioni, la

materia prima dei processi di socializzazione e di simbolizzazione. I secondi, indicati con il termine

riguardano la capacità di autonoma posizione , piuttosto che l’ acritica aderenza a quanto al

Io è costituito dall’ interiorizzazione degli atteggiamenti

soggetto viene socialmente proposto. Il Me

organizzati, rappresenta le caratteristiche psicologico / relazionali del contesto sociale d’

appartenenza e l’ Io rimanda alla qualità delle elaborazioni che il soggetto ha maturato, delle

esperienze sottese alla sua formazione, delle modalità che incarnano le tipologie di relazioni

possibili e dei significati delle medesime. Il Me è un individuo convenzionale, abituale, sempre

quelle risposte che tutti hanno, altrimenti l’ individuo non

presente. Deve avere quelle abitudini,

potrebbe essere membro della comunità. Un individuo reagisce sempre a questa comunità

organizzata nel modo di esprimere se stesso e non si afferma necessariamente in senso ostile, ma

manifestando la propria personalità in questo processo cooperativo. La reazione dell’

esprimendosi

individuo al Me organizzato rappresenta l’ nell’ esperienza del Sé e ambedue questi aspetti sono

Io

fondamentali per la piena espressione del Sé: l’ individuo deve assumere l’ atteggiamento degli altri

membri di un gruppo per appartenere ad una comunità, ed è attraverso il suo rapporto con gli altri

che egli si realizza come cittadino. Dall’ altro lato l’ individuo reagisce costantemente agli

atteggiamenti sociali e modifica in questo processo cooperativo la stessa comunità alla quale egli

Come esito possibile di questo percorso avremo l’ autonomia ( capacità di autonoma

appartiene.

interlocuzione con la realtà ) piuttosto che l’ acquiescenza ( come acritica adesione a un dato a

priori ritenuto immutabile).

Ambiente psicologico e C= f (PA): Lewin

Lewin: i suoi studi sulle interazioni del bambino con lo spazio psicologico che gli viene offerto /

– dell’ ambiente che

consentito di esperire sottolineano la natura psico biologica, sociale e mentale

lo circonda, del clima sociale in cui vive, importante come l’ aria che respira e il gruppo al quale

appartiene in quanto terreno su cui poggia , rilevanti per la sua sicurezza / insicurezza , per lo stile

di vita personale e l’ efficacia e direzione della sua progettualità. Il gruppo a cui la persona

appartiene e la cultura in cui vive ne determinano il comportamento e il carattere e stabiliscono di

quanto spazio di movimento libero l’ individuo può usufruire e quanto lontano nel futuro può

guardare con una certa sicurezza.

l’ autore :

Nota 5: - critica le basi epistemologici della psicologia di stampo persona logico /

individualista fondata su una logica lineare aristotelica; - propone di fondare la ricerca

circolare del metodo galileano: “ nella fisica moderna l’ esistenza di un

psicologica, sulla logica

vettore fisico dipende sempre dalle mutue relazioni fra i diversi fatti fisici e in particolare dalle

relazioni fra l’ oggetto e l’ ambiente in cui esso si trova “

Concezione galileana di tipo circolare: applicandola alle relazioni sociali ne deriva che le cause

del comportamento individuale vanno ricercate nel contesto, considerato come sintesi delle

dimensioni oggettive e soggettive , comportamento determinato dalle reciproche relazioni fra i

fattori che operano nell’ ambito di una situazione concreta presa nel suo insieme. La dinamica dei

processi deriva dalla relazione fra l’ individuo concreto e la situazione concreta.

dell’ ambiente

Lewin afferma che il comportamento ( C ) di un soggetto sia funzione ( f ) ( A ) e

della persona ( P ), sempre in relazione alla spazio di vita costituito dalla persona stessa e dal suo

ambiente, per cui il comportamento viene, dall’ A simbolizzato come C = f ( PA ). Vediamo come

l’ ambiente non sia riducibile agli aspetti fisici della realtà con i quali invece può coincidere: l’

ambiente psicologico è costituito dalle persone, dagli oggetti, dalle situazioni presenti, passate e

future, reali, probabili o soltanto ipotetiche, che per l’ individuo assumono valenze positive o

negative elicitando sentimenti sia di attrazione che di repulsione. In questo modo l’ ambiente è una

realtà dinamica e non statica , il comportamento si declina nei termini dell’ interdipendenza e dell’

influenza sulle dinamiche di campo , il tutto in stretta relazione con la ricchezza delle dimensioni

e dei processi di socializzazione; spazio vitale e complessità dell’ ambiente

esperienziali

psicologico risultano circolarmente funzione l’ uno dell’ altro. Lo spazio di vita del bambino (

percettivo e dell’ azione ), è ristretto e indifferenziato. Acquistano esistenza psicologica un

ambiente più largo e fatti fondamentalmente diversi, in seguito alla graduale estensione e

differenziazione dello spazio di vita del bambino. Ciò vale anche per i fattori dinamici. Il bambino

apprende in misura sempre maggiore a controllare l’ ambiente e nel contempo diviene

psicologicamente dipendente da una sempre più vasta cerchia di eventi che hanno luogo nell’

ambiente.

I fatti sociali relativi sia agli adulti, sia al gruppo dei pari hanno un ruolo significativo nello spazio

di vita e nell’ ambiente psicologico del bambino; fatti considerati non meno reali dei fatti fisici e

considerati fondamentali nella dinamica psicologica e sociale in quanto costituiscono il sostrato di

fondo rispetto al quale il soggetto evolve e cresce.

Cap 3 “ Identità e moderne teorie sul Self “

Self , confronto sociale e negoziazione : Gergen

Gergen: conduce i suoi studi secondo un approccio di tipo costruzionista per il quale il Self è

funzione di continui processi di definizione e ridefinizione , in termini di negoziazione, in base ai

significati che nel confronto con sé stesso e con gli altri , il soggetto attribuisce ai suoi

comportamenti, al proprio valore, alle proprie capacità e possibilità di successo e / o di insuccesso.

il ostruzionismo è un’ orientamento teorico che considera la psiche umana come un

Nota 6:

artefatto, come prodotto delle interazioni sociali discorsive e simboliche, effetto di azioni congiunte

da parte di persone che sono capaci ai autonoma capacità di riflessione dialettica; azioni

contemporaneamente fondate su una comune tipologia generale di dotazione genetica e sulla forma

di personalità elaborata dalla cultura di appartenenza; di conseguenza tutto ciò che ha significato

nella nostra vita ha origine nel quadro delle relazioni sociali che caratterizzano la specifica realtà

di appartenenza: il Sé è una collocazione , non una sostanza o un attributo.

Ai fini dell’ auto- con l’ Altro si definisce in termini di rilevanza sia

rappresentazione, il rapporto

quando questi assume un ruolo intenzionalmente attivo e sia quando costituisce un semplice

elemento di confronto.

Quando l’ Altro assume un ruolo intenzionalmente attivo: ricerca: i risultati mettono in evidenza

che il continuo rinforzo positivo da parte di un interlocutore competente modifichi positivamente il

valore che i soggetti si attribuiscono.

In una finta intervista sull’ autovalutazione una psicologa fungeva da “ specchio sociale “

rinforzando esplicitamente e implicitamente ( annuendo, sorridendo.. ) le valutazioni positive che i

soggetti ( studentesse universitarie ) si attribuivano e non venivano confermate o erano ignorate le

un continuo aumento dell’

autovalutazioni negative: con tale mezzo la psicologa poteva produrre

apprezzamento positivo di sé nel soggetto che appunto si presentavano sempre più in termini

positivi.

Quando l’ Altro costituisce un semplice elemento di confronto: ricerca: i risultati indicano come

il livello di autostima risenta in modo significativo della presenza di soggetti di confronto

caratterizzati da aspetti molto positivi o molto negativi.

La ricerca è stata condotta con due gruppi di studenti maschi candidati ad un lavoro estivo in un

college.

Nell’ esperimento condotto con il primo gruppo, ciascun candidato, durante l’ attesa per il

- colloquio preliminare, veniva lasciato da solo in una stanza per compilare dei questionari e

un test sull’ autostima. Quando era giunto a metà circa del test, nella stanza veniva

introdotto un altro candidato, ben vestito, fornito di una borsa diplomatica dalla quale

estraeva un libro di filosofia e altro materiale come matite, regoli..

Nell’ esperimento condotto con il secondo gruppo la situazione era identica, ma il

- aveva l’ aria poco raccomandabile, vestiti sporchi e stracciati, barba

candidato introdotto

trascurata, atteggiamento stordito e con l’ edizione economica di un romanzo pornografico

sotto al braccio. nel primo gruppo l’

I punteggi risentirono in entrambi i casi della presenza del nuovo venuto:

entrata del candidato dall’ aria ben distinta da perfetto borghese provocava un calo della stima di

sé dei soggetti, mentre nel secondo gruppo l’ entrata del “ fallito sociale “ faceva cambiare i

punteggi della stima di sé in senso contrario. I soggetti giudicavano ciò che erano, che valore

potevano attribuirsi, confrontandosi con chiunque fosse presente.

Working Self e Possible Selves: Markus

Markus: elabora i paradigmi del Sé operante e di Sé possibile secondo un approccio di tipo

costruttivista.

con il termine costruttivismo ci riferiamo ad una corrente di pensiero ispirata all’

Nota 7:

epistemologia genetica elaborata da Piaget per spiegare le condizioni e i processi che

determinano lo sviluppo cognitivo ed il raggiungimento dell’ intelligenza vera e propria. Questo

approccio sottolinea il ruolo attivo della conoscenza, un ruolo che diventa vera e propria

costruzione della realtà medesima in quanto la conoscenza non riguarda più una realtà oggettiva

ontologica ma l’ ordine e l’ organizzazione di esperienze nel mondo del nostro esperire.

Il Working Self ( Sé operante ) sottolinea il ruolo attivamente costruttivo del Self, un ruolo che

riguarda l’ autostima e la rivisitazione della storia personale per renderla compatibile con la

l’ autostima:

soggettiva percezione che se ne ha. Per quanto riguarda

Es: i soggetti che avevano immaginato di assistere ad una conversazione nella quale essi avevano

un ruolo positivo miglioravano nella propria autovalutazione e ciò influenzava le proiezioni future

relative al Sé, viceversa invece,si verificava per i soggetti che avevano immaginato di assistere ad

una conversazione nella quale essi avevano un ruolo negativo.

Per quanto riguarda la storia personale: la stessa viene modificata in base al fatto che gli individui

adottano la teoria della stabilità o la teoria del cambiamento: così i fatti negativi o positivi

concernenti il proprio passato vengono adattati in termini di sovrastima o di sottostima.

Il concetto di Sé possibili ( teorizzato da Markus e Nurius) riguarda le rappresentazioni di pensieri,

desideri, timori delle persone relativamente al proprio futuro, rispetto al quale operano attivamente

in termini di spinte motivazionali: i Sé possibili rispecchiano le idee degli individui su cosa possono

diventare, cosa vorrebbero diventare e cosa temono di diventare e dunque forniscono un legame

concettuale tra motivazione e cognizione. I Sé possibili sono delle componenti cognitive della

speranza, della paura, degli scopi, delle minacce e danno una forma specifica e rilevante al Sé, ai

pensieri, all’ organizzazione e alla direzione di queste dinamiche.

Essi sono importanti in quanto:

 In vista di progetti specifici, svolgono una funzione energizzante, promovendo l’ impegno e

la perseveranza mirati a futuri cambiamenti;

 Nel campo della progettualità di vita generale, influenzano l’ evoluzione e l’ interpretazione

dell’ opinione del Sé in una sorta di continuum identitario.

Il tipo di effetti specifici dipende dalla connotazione positiva o negativa del Self, vi sono 3 tipi di

Sé possibili:

1. I Sé attesi: riguardano la dimensione progettualmente aderente alle condizioni del soggetto in

uno specifico periodo di vita: e quindi ciò che egli si aspetta di poter effettivamente realizzare e

verso cui si impegna al fine di riuscire: essi investono sia gli aspetti sociali ( ciò che il soggetto

vorrebbe diventare ) sia la valutazione dei medesimi ( da molto positivi a molto negativi ) e

risentono dell’ influenza di variabili come lo status sociale, l’ età , le condizioni di salute.

2. I Sé sperati: sono caratterizzati dalla proiezione in un tempo più lontano rispetto ai Sé attesi e

investono speranze meno realistiche e difficilmente raggiungibili; infatti l’ eventuale insuccesso

non viene vissuto in termini drammatici.

3. I Sé temuti: rappresentano gli aspetti negativi, ciò che non si vorrebbe ma si teme di potere

diventare: fallimenti nella carriera e nella vita personale, rischio di droga . Costituiscono una

all’ impegno per evitare

parte importante della personale concezione del Sé e possono motivare

il loro realizzarsi.

I Sé possibili concernono la dinamica della progettualità relativa al futuro, l’ articolazione

semantica tra il tempo personale e quello sociale e l’ attivazione delle risorse personali del

soggetto. Sul piano della progettualità futura quindi i Sé possibili attesi e sperati, ( in quanto

elaborazioni affettive e cognitive collegate a progetti specifici), laddove gli scopi sono molto

base dell’ impegno

chiari e definiti ed il soggetto pensa di coronarli con successo, sembrano alla

e della perseveranza ; il contrario si può verificare quando i Sé possibili sono connotati

In realtà i Sé possibili nel loro divenire, rimandano all’ esperienza degli

negativamente. e dell’ intersoggettività; es:

individui nella duplice prospettiva della soggettività I Sé possibili di

soggetti con storia delinquenziale si differenziano da quelli dei non delinquenziali perché i

primi si vivono con minore autostima e fiducia e elaborano progetti a breve termine come

trovare un lavoro, auto controllarsi per evitare esperienze negative, i secondi al contrario

presentano Sé progettuali e medio / lungo termine come scuola, studio, realizzazione sociale e

manifestano un maggiore bilanciamento tra coppie di Sé possibili di tipo negativo e di tipo

positivo.

Mentre i Sé possibili di studenti universitari ottimisti, manifestano speranze in misura più

elavata e orientate in senso positivo , articolano maggiormente il loro immaginario specifico e

che finiscono con l’ essere

le aspettative connesse, al contrario di studenti pessimisti

danneggiati, sul piano dei risultati, dalla poca fiducia nelle proprie possibilità e dal mancato

investimento motivazionale.

Ipotesi di Cinnirella: collegare i sé possibili alla realtà sociale con cui si intreccia la storia

esperienziale dei singoli soggetti mediante in concetto di Possible Social Identities .

i dati di alcune ricerche condotte con soggetti a rischio confermano l’ opportunità di

Nota 8:

collegare il concetto di Possible Selves a quelli di Social Identity e di Social Categorization

Theory: l’ auto rappresentazione dei soggetti a rischio che di giorno lavorano e la sera

studiano è migliore rispetto a quella dei soggetto a rischio ospitati in comunità e

sovrapponibile rispetto a quella dei coetanei liceali.

Identità Sociale e gruppi di appartenenza all’

Un ruolo importante rivestono le ricerche che collegano il Self identità sociale, ovvero alle

acquisizioni che il soggetto ha, relativamente a se stesso, riguardanti chi egli sia, e derivate dalla

E’ un approccio di tipo –

sua posizione nelle relazioni intraprese. socio costruttivista che si

focalizza sugli aspetti dell’ auto – rappresentazione connessi ai ruoli sociali che ciascun

soggetto interpreta, agli status che gli vengono riconosciuti, e a tutto ciò da cui originano le

conoscenze che definiscono per ciascuno quale sia il proprio posto nel mondo: l’ identità sociale

è una parte del processo del Sé perché rappresenta le cognizioni che derivano dalle posizioni

nell’ ecologia sociale.

L’ approccio socio –

Nota 9: costruttivista sviluppa il costruttivismo articolandolo con la

prospettiva interazionista e puntando sugli aspetti che collegano i processi di costruzione alla

cultura e ai valori del sociale cui il soggetto appartiene e entro il quale tali processi si

è una reinterpretazione in chiave sociale dell’ approccio costruttivista perché

verificano:

supera l’ individualismo in prospettiva interattiva.

L’ identità sociale si definisce come funzione dei gruppi sociali che acquistano rilievo con l’

articolarsi dei processi di socializzazione . Infatti ricerche condotte in merito sottolineano come

con l’ aumento dell’ età gli individui si autodefiniscono in termini sociali mediante categorie

sesso, ruolo, gruppo di appartenenza, e che nell’ adulto

sociali del Sé: tali categorie precedono

quelle di tipo più soggettivo ( sentimenti e caratteristiche personali ). Inoltre il ruolo dei gruppi

sociali d’ appartenenza ( etnica, sessuale, religiosa ) è importante per gli aspetti distintivi del

Self in situazioni specifiche: in una ricerca alla domanda dimmi chi sei, i neri facevano

riferimento alla loro razza in un contesto dove prevalevano numericamente i bianchi. Quindi

nella definizione del proprio Self risulta importante l’ appartenenza ai gruppi, in quanto questa

influenza la percezione di Sé.

il Psyclit è l’ indice che raccoglie e catalizza la gran parte degli articoli e delle

Nota 10:

pubblicazioni scientifiche di maggiore rilevanza, infatti dalla metà degli anni ‘70 alla fine degli

anni ‘90 ha registrato circa 20.000 pubblicazioni scientifiche dedicate all’ identità Sociale.

Social Identiy Theory: Tajfel

affronta la relazione tra Identità Sociale e gruppo d’ appartenenza.

Tajfel: dell’ Identità:

I: Un primo aspetto importante riguarda le dimensioni secondo la sua teoria (

Social Identity Theory ) l’ identità si declina lungo un continuum interpersonale – intergruppi:

l’ identità personale

ad un polo abbiamo caratterizzata dalle relazioni tra gli individui in quanto

singoli, all’ altro polo abbiamo l’ identità sociale caratterizzata dai comportamenti che i

soggetti assumono in quanto membri di un gruppo sociale. L’ autore ispirandosi al modello

– sottolinea la rilevanza che nell’ auto –

socio costruttivista, rappresentazione assume il contesto

del soggetto: alcuni aspetti dell’ immagine che l’ individuo si fa di sé

sociale di riferimento

stesso in relazione al mondo circostante, sociale e fisico, si identificano con l’ appartenenza a

certi gruppi o a certe categorie. dell’ identità sociale:

II: Un secondo aspetto rilevante concerne la natura come un individuo

all’ interno di un determinato contesto sociale. Esso rappresenta solo un

definisce se stesso

aspetto limitato dell’ Identità ed è caratterizzata dal significato che nella soggettività individuale

, assume l’ appartenenza gruppale, per il valore che l’ individuo le assegna e per la qualità delle

emozioni che la investono. Secondo l’ autore l’ identità sociale è quella parte dell’ immagine

che un individuo si fa di se stesso, che deriva dalla consapevolezza di appartenere ad un

gruppo sociale, unito al valore e al significato emozionale associato a tale appartenenza.

Dato che gli individui preferiscono avere un immagine di sé positiva, piuttosto che negativa, e

dato che una parte dell’ immagine dell’ individuo proviene dall’ appartenenza di gruppo, ne

deriva che gli individui preferiscono appartenere a gruppi valutati positivamente. E per

giudicare il valore del proprio gruppo lo si confronta con altri gruppi. L’ esito di questi confronti

influenza direttamente l’ autostima delle persone. Per questo motivo si tende a distorcere il

confronto, nel tentativo di creare una specificità o distintività positiva per il proprio gruppo,

ovvero nel tentativo di differenziare positivamente il proprio gruppo dall’ altro. In base alla

teoria dell’ identità sociale, gli individui, nel contesto dei gruppi minimali discriminano a favore

dell’ ingroup per innalzare l’ immagine del proprio gruppo, e quindi di sé stessi.

effetti che dalla natura dell’

III: La terza questione riguarda gli identità sociale discendono sulla

l’ intergroup bias: tendenza sistematica a valutare l’

qualità delle relazioni tra i gruppi:

ingroup o i suoi membri in modo più favorevole dell’ outgroup o dei suoi membri. Come scritto

sopra, gli individui avendo l’ esigenza di un identità sociale positiva tendono a valorizzare

comparativamente il gruppo al quale appartengono e quindi la propria identità, per quella parte

che sul gruppo si fonda, sovrastimandone il valore e sottostimandone quello del gruppo di

confronto.

l’ idea che il soggetto abbia l’ esigenza di un identità sociale positiva e che lotti per

Nota 11:

acquisirla era stata proposta da Festinger: la teoria del confronto sociale, caratterizzata dal

confronto tra individui considerati come singoli, mentre Tajfel introduce una novità:il

confronto si realizza tra soggetti socialmente situati ossia appartenenti a gruppi sociali che

concorrono, a definire l’ immagine di Sé che ogni soggetto ha, o positivamente o

negativamente. Il confronto è tra gruppi sociali e non più tra individui astrattamente

considerati.

La natura dell’ identità sociale è alla base del bias ingroup e outgroup, un fenomeno genotipico

che sul piano cognitivo costituisce un errore sistematico di valutazione , sul piano sociale

comporta o può comportare relazioni conflittuali tra gruppi diversamente caratterizzati e sul

piano psicologico si definisce come meccanismo di base, una strategia genotipica che consente

alle persone di acquisire e mantenere un immagine positiva di Sé. Nel modello proposto da

Tajfel il bias deriva dal processo di categorizzazione: fenomeno di semplificazione della realtà,

rilevato da Bruner che consiste nell’ aggregare in categorie i dati dell’ esperienza, sulla base di

somiglianze e differenze e che per Tajfel caratterizza anche le relazioni sociali. Mentre Bruner

parla di categorizzazione percettiva dimostrando come tale processo risenta del sistema di

valori del soggetto, Tajfel applica tale processo al suo ambito definendolo categorizzazione

stesso è alla base dell’ identità sociale e insieme delle relazioni di

sociale e dimostrando che lo

discriminazione inter gruppi.

Secondo Bruner l’ orientamento del sistema di valori ha un ruolo sensibilizzatore

Nota 12: 

perché abbassa le soglie di percezione per gli oggetti stimolo accettabili sensibilizzazione

L’ orientamento del sistema dei valori inoltre può elevare le soglie per oggetti stimolo

selettiva. 

non accettabili- difesa percettiva. Infine quale che sia la natura dello stimolo, il soggetto si

le ipotesi precedenti la soluzione che riflette l’ orientamento del suo

orienta verso quella tra

sistema dei valori e dunque percepirà più volentieri gli oggetti stimolo che si collochino nella

medesima zona di valori delle sue ipotesi favorite risonanza di valore.

La categorizzazione sociale è un processo che consiste nel raggruppare oggetti sociali o eventi

sociali in gruppi che sono equivalenti dal punto di vista delle azioni, delle intenzioni e dei

sistemi di credenze di un individuo: [gli elementi del mondo fisico e sociale vengono divisi in

categorie in base alle loro somiglianze. In questo modo l’ individuo avrà a che fare con un

numero limitato di categorie invece che con innumerevoli casi singoli. Una conseguenza della

categorizzazione è la differenziazione categoriale: processo attraverso cui si massimizzano le

differenze tra gli elementi che appartengono a gruppi diversi e si minimizzano le differenze tra

gli elementi che appartengono allo stesso gruppo, in questo modo possiamo discriminare i

L’ interazione tra gli elementi

membri di una classe da chi non fa parte della classe.]

differenziali di valore di origine sociale da un parte, e il meccanismo cognitivo della

categorizzazione dell’ altra è importante in tutte le categorizzazioni sociali in cui vengono

tra il gruppo di appartenenza dell’ individuo e gli outgroups che sono posti

compiuti distinzioni

a confronto o in contrasto con esso. Il fenomeno diventa così uno dei supporti cognitivi e

comportamentali dell’ etnocentrismo.

Tajfel ha elaborato il cosiddetto paradigma del gruppo minimo: condizioni minime rispetto

alle quali è possibile creare dei gruppi ad hoc sulla base di criteri essenzialmente arbitrari, dove

vediamo come la categorizzazione ingroup e outgroup viene effettuata in base ad un criterio

situazione indefinita e per dargli chiarezza l’

debole: infatti il contesto dei gruppi minimali è una

individuo si attacca all’ unica informazione disponibile, ossia l’ appartenenza al gruppo.

Secondo le ricerche dell’ autore, mediante la sola categorizzazione si verifica un

comportamento di favoritismo nei confronti del proprio gruppo al quale si è assegnati ai danni

dell’ altro gruppo. Si adotta una determinata procedura per eliminare dalla situazione

sperimentale tutte le variabili che di norma producono il favoritismo: - i componenti non si

conoscono tra di loro; - non vi è nessuna interazione faccia a faccia intra o intergruppo; - allo

scopo di garantire l’ anonimato e preservare da interferenze connesse all’ identità , ognuno

viene indicato solamente con un numero di codice. I risultati mostrano che vi è una tendenza a

favorire il proprio gruppo anche quando l’ assegnazione al gruppo è fatta su una base

(come dimostra un esperimento nel quale l’ assegnazione al gruppo viene

insignificante,

effettuata mediante il lancio di una moneta) in quanto la semplice categorizzazione ingroup /

outgroup è sufficiente a creare discriminazione. Quando l’ identificazione con il

IV: Un altro aspetto importante è il cambiamento sociale.

gruppo non risulta soddisfacente, l’ individuo lo abbandona fisicamente o psicologicamente per

cercare di acquisire una identità sociale positiva spostandosi verso un altro gruppo. Si parla di

mobilità sociale quando tale fenomeno riguarda i singoli mentre di cambiamento sociale quando

riguarda il gruppo e impegna tutti i componenti in questa direzione. In entrambi i casi, il

fenomeno rimanda al sentire soggetto dei singoli, alle loro credenze e ideologie, al tipo di

aspettative che essi hanno maturato relativamente a se stessi, al rapporto con il gruppo e con il

sociale di riferimento, alle tipologie di relazioni vigenti. che pongono al centro dell’

La mobilità sociale caratterizza sistemi di credenze personali

attenzione i bisogni e le opzioni dell’ individuo, nonché le possibilità che allo stesso sia dato di

perseguire e raggiungere individualmente i propri obiettivi di auto realizzazione. Sono sistemi

rappresentazionali che non prevedono vincoli ma che consentono al soggetto ampi margini di

all’ interno del sistema di credenze dell’ individuo sulla società in cui

movimento nel sociale:

vive, è compresa l’ aspettativa secondo cui egli potrà essere in grado di abbandonare il suo o i

suoi gruppi sociali per altri gruppi che meglio si confanno. In questo senso la mobilità sociale

l’ ipotesi fondamentale è

consiste nella strutturazione soggettiva di un sistema sociale in cui

che il sistema sia flessibile e permeabile, che permetta un movimento libero da un gruppo

ad un altro dei singoli individui che lo compongono.

Il cambiamento sociale si colloca in una dimensione ideativo / rappresentazionale opposta per

la quale il gruppo è l’ unico referente possibile per il soggetto; un sistema di credenze per il

quale la soggettività del singolo può trovare il modo di implementarsi solo agendo all’ interno e

del gruppo: si riferisce alla credenza dell’ individuo di essere racchiuso all’ interno

in funzione

dei confini del gruppo sociale di cui è membro; di non potersi trasferire dal proprio gruppo

ad un altro gruppo per migliorare o mutare la propria posizione o le proprie condizioni di

vita e di non avere altro modo disponibile per potere cambiare, che quello di operare

L’

insieme al proprio gruppo, inteso in senso globale, come membro di questo gruppo.

abdicazione all’ dell’ abbandono del gruppo al

identità sociale cioè il problema della fedeltà o

fine di mantenere un immagine positiva dei Sé è più probabile laddove i soggetti ritengano di

appartenere ad un gruppo socialmente poco importante di status inferiore, molto meno invece,

dove si realizzano forti condizioni di coinvolgimento e di identificazione nel gruppo.

Social Categorization Theory: Turner l’ identità sociale

Turner: sviluppa ulteriormente il modello teorico di Tajfel , sostenendo che

è quella parte del Self che fornisce la base per regolare il comportamento nelle relazioni

all’ interno e tra i gruppi: L ‘ identità sociale è un sottosistema del concetto di sé ( ipotetica

struttura che media i rapporti tra l’ ambiente sociale e il comportamento sociale). L’ identità

sociale controlla e costruisce gli stimoli sociali e fornisce una base per regolare il

– L’ autore pone l’ accento sulla funzione di riferimento

comportamento intra e intergruppo.

che il gruppo assume per i singoli individui sul suo essere psicologicamente significativo per i

si mettono in relazione per il confronto sociale e per l’ acquisizione di

suoi membri; con esso

norme e valori; ad esso privatamente accettano di appartenere: esso non è semplicemente un

gruppo nel quale si è oggettivamente inclusi, ma un gruppo soggettivamente importante nel

determinare il comportamento.

Teoria della Categorizzazione di Sé: la strutturazione ed il funzionamento del Self sono

considerate negli stessi termini del più generale processo di categorizzazione; il meccanismo

fondamentale mediante il quale ciascuno, individuando similarità e differenze, organizza i dati

della propria realtà esperienziale , semplificandone la complessità e attribuendo senso a ciò che

il concetto di sé è l’ insieme delle

diversamente risulterebbe eccessivamente frammentato:

rappresentazioni di sé di cui una persona dispone. Le rappresentazioni cognitive di sé

assumono la forma di categorizzazione di sé, cioè raggruppamenti cognitivi di sé e di una classe

di stimoli come uguali in contrasto con un altra classe di stimoli. Il Sé viene inoltre

considerato come una struttura gerarchica, composta da diversi livelli, articolati tra loro

secondo il grado di astrazione e di inclusività: - la più generale categoria riferita alla specie

umana ( identità umana ): tratta del livello sovraordinato del Sé come essere umano, le

caratteristiche comuni condivise con gli altri membri della specie umana in contrasto con altre

forme di vita; - quella intermedia relativa ai gruppi sociali che la compongono ( identità

sociale): categorizzazioni in termini di ingroup outgroup basate sulle somiglianze e differenze

sociali tra gli esseri umani che definiscono una persona come membro di un certo gruppo

sociale e non di altri ( es: americano, femminina, nero, studente..); - quella individuale ( identità

personale) propria del singolo soggetto: rappresenta il livello subordinato delle

categorizzazione di Sé personali basate su differenziazioni tra se stessi come individui unici e

altri membri dell’ ingroup le quali definiscono l’ individuo come persona specifica ( nei termini

della propria personalità o di altri tipi di differenze individuali ). Questi livelli dunque,

definiscono l’ identità umana, sociale e personale di un individuo sulla base di confronti

interspecie, intergruppi ( intraspecie )e interpersonali ( intragruppo ) tra se stessi e gli

altri.

Nel modello di Turner , i processi di categorizzazione operano a ciascun livello di astrazione,

sia all’ interno che tra i medesimi, e risentono dei livelli di interazione che concorrono ad

attivare: Le persone hanno idee diverse rispetto a cosa significhi essere membri della specie

umana, appartengono ad una varietà di gruppi sociali e si concentrano su dimensioni diverse di

confronto interpersonale , a seconda del contesto. Quale categoria di sé diventi saliente e a quale

livello di astrazione dipende dall’ interazione tra le caratteristiche della persona e le

caratteristiche della situazione.

Nota 14: i processi di categorizzazione del Self si riverberano sulla dinamica delle relazioni

sociali e dei comportamenti specifici nei quali si concretizzano: un costrutto proposto nella

spiegazione del comportamento sociale è quello del continuum interindividuale intergruppi, e

su di esso si collocano le diverse modalità di interazione umana: al polo interindividuale: vi

sono le interazioni tra due o più individui guidate solo dalle caratteristiche personali. Al polo

intergruppi si collocano le interazioni modulate solo dalle appartenenze di gruppo e dalle

identificazioni con esso. Nei punti intermedi del continuum vi sono le interazioni guidate, in

grado diverso, sia dagli attributi personali , sia dalle identificazioni categoriali. L’opposizione

che distingue le interazioni di tipo interindividuale dalle interazioni intergruppi è quella tra

per esempio i singoli membri dell’ altro gruppo, considerati

variabilità e uniformità: in quanto

nei loro tratti personali, sono percepiti alcuni a noi simili altri a noi diversi, alcuni suscitano

attrazione, altri avversione. Il comportamento intergruppi si distingue invece come uniforme.

Recuperando il concetto di logica circolare di lewin il modello rimanda la ricchezza delle

categorizzazioni del Sé alla ricchezza e alla varietà degli stimoli che caratterizzano il mondo

esperienziale del soggetto, rispetto ai quali il Sé medesimo si struttura ed in relazione ai quali,

mediante i confronti possibili ( principio del meta contrasto ), i processi di categorizzazione

Così l’ articolazione della realtà esperienziale diventa rilevante in

vengono esercitati.

riferimento al processo di depersonalizzazione , ovvero al quel fenomeno di stereo -

tipizzazione di sé , per il quale gli individui si percepiscono più come esemplari

intercambiabili di una categoria sociale che come persone, distinte dalle altre per le

caratteristiche uniche e particolari.

Nota 15: principio meta contrasto: fenomeno relativo al confronto, individuato come base dei

All’

processi di categorizzazione: la formazione di categorie dipende dal confronto fra stimoli.

interno di un dato sistema di riferimento ( in un situazione con stimoli psicologicamente

significativi ), una collezione qualsiasi di stimoli ha maggiore probabilità di essere

categorizzata come entità ( cioè gli stimoli sono raggruppati come identici )nella misura in cui

le differenze tra quegli stimoli in dimensioni di confronto pertinente ( differenze intraclasse )


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher studentessaM33 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dei gruppi sociali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Licciardello Orazio.

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