Studi sui disturbi mentali
In criminologia si è cercato di stabilire una correlazione tra malattia mentale e crimine. Accurate indagini cliniche e ricerche di tipo epidemiologico e statistico hanno dimostrato che la maggior parte dei delinquenti non presenta disturbi psichici di rilievo e che i malati di mente non commettono reati in percentuali superiori alle persone normali.
Evoluzione storica del concetto di malattia mentale
In epoche antecedenti all’Illuminismo, le gravi anomalie della condotta di certi individui e l’incomprensibilità del loro comportamento furono intesi come espressione di una malattia o come effetto di una possessione demoniaca. Dopo l’epoca illuministica, ai primi dell’800, col nascere della psichiatria, la follia fu ritenuta in modo inequivocabile malattia della mente e come tale curabile.
La malattia mentale non era altro che un difetto della volontà e dell’autocontrollo e doveva essere curata con quella che fu denominata terapia morale, ossia con sistema educativo e pedagogico. Il pazzo doveva essere rieducato al vivere sociale.
Con lo sviluppo delle scienze mediche la malattia mentale fu considerata come una qualsiasi altra malattia organica che colpiva il cervello anziché gli organi; il malato pertanto doveva essere ricoverato in appositi ospedali, i manicomi, affinché fosse curato e custodito.
La psicoanalisi rivoluzionò ancora il concetto della malattia mentale con l’affermare che esistono malattie della psiche dovute a cause soltanto psicologiche, e non necessariamente a cause organiche. Il pazzo non fu più considerato come un individuo radicalmente diverso dagli altri, ma un uomo sofferente che non aveva retto ai conflitti del vivere e che poteva essere aiutato con strumenti psicoterapeutici. L’avvento degli psicofarmaci, per prima la cloropromazina (1952), demolì per sempre il mito dell’incurabilità dei disturbi mentali.
In Italia nel 1978 ci fu l’abolizione degli istituti psichiatrici, sostituiti da presidi psichiatrici o da reparti psichiatrici negli ospedali comuni, per degenze di breve durata.
Rilevanza dei disturbi mentali ai fini della responsabilità
Premesso che il disturbo psichico non comporta una maggiore inclinazione a compiere delitti, ci si deve occupare del problema della responsabilità da attribuire al malato di mente che commette un reato. La questione è stata affrontata dai codici moderni secondo tre indirizzi:
- Il metodo puramente psicopatologico, che considera non punibili i malati che abbiano commesso un reato soltanto se affetti da quelle determinate malattie indicate nei codici quali, ad esempio, psicosi, ritardo mentale e demenza.
- Il metodo esclusivamente...
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