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Molto spesso i media abbracciano senza riserve la

posizione palestinese semplificando nei confronti delle

opinioni pubbliche, quella situazione complessa che

comprende il conflitto arabo israeliano e israelo

palestinese. L’ordine con cui vengono presentate le

L’ OSTILITÀ CHE CORRE

1 notizie è manipolato, spesso ci si dilunga in dettagli

ATTRAVERSO I MEDIA riguardanti le famiglie delle vittime palestinesi e al

contrario le operazioni israeliano sono presentate come

strane, crudeli e inutili. Si finisce per accettare il

terrorismo e per condannare la guerra che lo vuole

debellare.

Il sionismo è un movimento culturale europeo, laico e

filosocialista che ha operato a partire dalla 2° metà

dell’800 per convincere una parte dell’intelligenza ebrea

al progetto del ritorno: per la fondazione di uno Stato

ebraico che fosse patria. Israele è un paese sionista,

ma nonostante l’ONU abbia cancellato l’equiparazione

tra sionismo e razzismo, nei fatti questa erronea

interpretazione non cessa di esistere.

Israele è ancora escluso da alcune attività ONU.

I libri di scuola palestinesi insegnano l’odio verso gli

israeliani.

D

ENTRO IL

2 CALEIDOSCOPIO L’intifada palestinese esplosa nell’autunno 2000 viene

fatta passare come una lotta contro l’occupazione

israeliana dei territori, quando invece, dopo gli accordi

di Oslo del 095 il ministro israeliano Simon Peres,

dichiarò la fine dell’occupazione e oltre il 95% degli

arabi palestinesi vive sotto l’amministrazione

dell’Autorità palestinese.

Dopo l’11 settembre i media italiani hanno contribuito a

diffondere lo stereotipo che rappresenta Israele come

colpevole dell’intera questione mediorientale e in

particolare, il carnefice della tragedia palestinese.

O …lettera dell’ambasciatore dello Stato di Israele Ehud

STILITÀ , Gol inviata alla Repubblica, dal titolo Ogni giorno è

ANTISRAELIANA

3 Madrid….

IGNORANZA E

DISINFORMAZIONE 7

2° C – L ’ – G

AP A COSTRUZIONE DELL OSTILITÀ ANTISRAELIANA LI SQUILIBRI DI UNA

COMUNICAZIONE PARZIALE

1 C ’

ONTRO L ENTITÀ SIONISTA

Dei tanti conflitti medio orientali, sicuramente quello tra Israele e la Palestina ha

attirato più di tutti le attenzioni del mondo. I diritti degli ebrei abitanti i paesi

arabi che combattono l’entità sionista, sono duramente repressi.

U S N U ’47

NO TATO PALESTINESE NON ESISTEVA QUANDO LE AZIONI NITE NEL DETERMINARONO

’ 2 , . L ’

L INSEDIAMENTO DI ENTITÀ STATALI UNA EBREA E UNA ARABA A VERA CAUSA DELL INTERA

U ,

QUESTIONE FU IL DOPPIO RIFIUTO ARABO DELLA DECISIONE DELLE NAZIONI NITE RIFIUTO A

I S

RICONOSCERE DIRITTO DI SRAELE A ESISTERE COME TATO INDIPENDENTE E RIFIUTO VERSO LA

S .

FONDAZIONE DI UNO TATO PALESTINESE

Questo significò impostare il problema nei termini che si sarebbe potuto fondare

uno Stato palestinese solo e unicamente dopo la distruzione dell’entità sionista.

Sono ancora oggi 18 gli Stati arabi che non riconoscono Israele come Stato.

Con la risoluzione 181 del ’47 l’ONU vota la creazione nella Palestina di 2

* Stati indipendenti (arabo e ebraico), legati da una unione economica e

doganale, con Gerusalemme sotto controllo internazionale per 10 anni.

Il piano di spartizione prevedeva meno di un decimo della Palestina

* originaria ove la parte maggioritaria apparteneva alla Trasgiorndania, che

nel ’50 divenne Regno di Giordania.

La risoluzione fu accettata da parte ebraica e rifiutata da parte araba che

* considerò quell’assegnazione agli ebrei, come una profonda ferita.

Per questo motivo i paesi arabi (Libano, Siria, Iraq, Transgiordania, Egitto),

* con l’appoggio finanziario dei paesi arabi più lontani aggredirono lo Stato

d’Israele prima ancora che nascesse.

8

Nel ’64 su iniziativa della lega araba nacque l’OLP , che si propone la

* distruzione di Israele con la lotta armata.

Nel magio ’68 Y A (leader dell’organizzazione armata Al Fatah),

ASSER RAFAT

* diviene capo dell’OLP.

Nel ’67 ci fu la guerra dei 6 giorni, con la quale Israele aumentò i suoi

* territori.. Israele offrì di restituire il Sinai e le alture del Gola a Egitto e Siria

in cambio della pace. L’offerta fu respinta.

Nel ’77 S (Presidente egiziano) compì un viaggio a Gerusalemme, dal

ADAT

* quale scaturì un trattato di pace che includeva un piano di autonomia per i

Territori. A denunciò questa azione come resa umiliante

RAFAT

all’imperialismo americano e israeliano e auspicò l’assassinio di Sadat, che

avvenne 2 anni dopo.

Nel ’93 ad Oslo, Arafat riconosce lo Stato di Israele e R (primo ministro

ABIN

* israeliano), riconosce l’OLP come rappresentante del popolo palestinese.

Quell’anno segnò l’inizio di un tentativo di processo di pace.

Nel’97 fu siglato un protocollo ad Hebron che decreta che più del 95% dei

* palestinesi dei Territori sono sotto governo autonomo.

2 L

A SECONDA INTIFADA

Il 28 sett 2000 S non ancora premier, compì la storica passeggiata a

HARON

Gerusalemme sulla spianata delle Moschee, ins seguito ad accordi precisi con

lìautorità musulmana delle Moschee, con il capo della polizia palestinese e con il

1° ministro israeliano Barak.

Il 30 sett. avviene la morte di un piccolo palestinese e la foto di questo bambino

stretto tra le braccia del padre fa il giro del mondo. Si pensi che molto

probabilmente il bambino fu colpito da fuoco palestinese, ma quella foto fu

interpretata nel senso di attribuire la colpa di quella morte ad Israele. Anche la

passeggiata di Sharon fu letta come una provocazione.

Questa passeggiata diede ad Arafat il pretesto di dare vita ad una nuova Intifada

(rivolta popolare), la prima ebbe luogo dal 1987 al 1993.

Arafat si presentò come capofila della riconquista della Moschea di Al Aqsa, sulla

quale, del resto Barak gli aveva proposto una sovranità internazionale. Ma Arafat

9

fece credere al mondo che la sua sovranità sulla spianata delle Moschee era

indiscutibile.

Al vertice USA di Camp David nel 2000, patrocinato da Clinton, il 1° min. Ehud

Barak presenta ad Arafat la più interessante delle proposte mai offerta ai

palestinesi: ritiro praticamente completo dai Territori, Stato palestinese con

capitale nella parte araba di Gerusalemme, condivisione dei luoghi santi e

smantellamento di tutti gli insediamenti ebraici nei Territori. Arafat rifiuta e

rilancia: vuole che Israele si impegni ad accogliere 4 milioni di presunti profughi

arabi. Questa proposta era per Israele inaccettabile, poiché avrebbe decretato la

morte di Israele per motivi demografici.

L Nei giorni successivi il 28 sett del 2000, gli scontri si

A intensificarono. I palestinesi diffusero spot di incitamento al

PERCEZIONE

3 martirio. La leadership palestinese ha deciso di usare il

MEDIATICA terrorismo per combattere questa guerra, utilizzando i bambini

DEL NUOVO e le donne.

CONFLITTO Il 6 feb 2001 S viene eletto 1° ministro. Sharon annuncia

HARON

il cessate il fuoco unilaterale, ma nessuna tregua è decisa da

parte palestinese. Nel giugno 01 entra ufficialmente in vigore la

tregua prevista da l direttore CIA Tenet, ma da parte

palestinese, non ci fu nessun arresto della violenza. L’11

settembre 01 ci furono gli attentati in USA e il ministro

U israeliano del turismo venne assassinato da terroristi

NA

4 palestinesi.

DEMOCRAZIA

IN GUERRA Nel 2002 Sharon lancia l’operazione Scudo difensivo. Da allora

viene investita non solo da un’offensiva terroristica, ma anche

da una disinformazione giornalistica pervasiva. Ancora una

volta il conflitto viene rappresentato come una lotta tra un

movimento con aspirazioni colonialiste (il sionismo) e un popolo

indigeno (quello palestinese), vittima dell’occupazione di uno

spietato oppressore.

5 C OME Tra i titoli più significativi:

FACILMENTE

CI SI Israele contro Arafat: avanza l’esercito.

AFFRETTA A *

TITOLARE I Sharon prepara l’assalto ad Arafat

CRIMINI *

’I

D SRAELE Assalto dei soldati israeliani, Arafat barricato.

*

E’ sorto un nuovo fenomeno chiamato Intrafada che prevede

10

atti di violenza commessi dai palestinesi a danno di altri

palestinesi ritenuti collaborazionisti di Israele.

Il 2 aprile 2002, 250 palestinesi armati si asserragliarono nella

Basilica della Natività a Betlemme, mentre l’esercito israeliano

circondava il luogo di culto per impedire che i guerriglieri

fuggissero. La stampa italiana ha capovolto la situazione,

ponendo l’enfasi sul fatto che i palestinesi erano le vittime. Solo

il giornalista Cremonesi del Corriere della sera, ha evidenziato il

A SSEDIO VS fatto che i palestinesi avevano preso degli ostaggi. Nei media,

OCCUPAZION non si parlava di occupazione da parte palestinese, ma si

. I

E L CASO insisteva nel descrivere uno spietato assedio di carri armati

6 DELLA israeliani a un gruppo di persone rifugiatesi in un luogo sacro.

C HIESA

DELLA Il 10 maggio 02 è arrivata la resa, in seguito ad un’estenuante

N ATIVITÀ trattativa, con la concessione dell’asilo politico da parte di alcuni

stati europei, tra cui l’Italia, dei palestinesi colpevoli di

terrorismo.

Alcuni giornalisti, hanno messo in luce come la vita dei cristiani

che vivono nei Territori palestinesi sia impossibile…

Un’altra crisi è stata la battaglia combattutasi nel campo

profughi cisgioradano di Jenin tra il 4 e l’11 aprile 2002

D organizzata da Hamas e da Fatah per contrastare l’esercito

AVIDE E

G israeliano che era penetrato nel campo profughi per arrestare

OLIA NON

7 tutti i terroristi che vi si nascondevano.

ABITAVANO A

J

ENIN Nei primi mesi del 2002 da Jenin erano partiti 28 attacchi

terroristici palestinesi.

Israele, a Betlemme e a Jenin, ha vinto la battaglia sul piano

politico e militare, ma non su quello mediatico. Ci fu anche un

T episodio che scatenò un problema Rai-Mediaset. Una troupe

RA FACTS E

. Mediaste riprese l’uccisione di 2 soldati israeliani da parte di

FEATYURES

8 I poliziotti palestinesi.

L CASO

C

RISTIANO La RAI subito si affrettò a comunicare alle autorità palestinesi

che il servizio non era RAI, ma Mediaset e si cominciò anche a

temere per la sorta degli inviati Mediaste in Palestina.

9 U N GIORNO L’operazione antiterrorismo Scudo difensivo, cominciata a fine

COME TANTI marzo 2002, concesse ad Israele di tirare un sospiro di sollievo.

IN ISRAELE 11

Ma nel giugno 2002, dopo il ritiro dei soldati israeliani dalle

principali città palestinesi, un’altra ondata di attentati suicidi

indusse il Governo di Sharon a lanciare l’Operazione Sentiero

determinato, seconda vasta offensiva anti-terrorista nelle città

DI palestinesi di Cisgiordania. I media italiani il 19 giugno 02

ORDINARIO hanno dato più importanza alla sconfitta della Nazionale italiana

TERRORISMO che all’attentato kamikaze organizzato da Hamas di

Gerusalemme che provocò la morte di studenti e lavoratori in

un autobus. Le vittime israeliane vengono trattate dai media

con distacco.

Tra i luoghi comuni che appaiono sui giornali: “ dal ’67 lo

P ER LA scontro in Palestina è unicamente una guerra causata

DIFESA E

10 dall’occupazione israeliana” di conseguenza il terrorismo

CONTRO IL palestinese è giustificabile perché legittimato da una guerra di

TERRORISMO liberazione.

3° C – I – D

AP SRAELE E LE RAPPRESENTAZIONE DI UN NEMICO DELLA PACE ALLA ROAD MAP

ALL UNILATERALISMO STRATEGICO ISRAELIANO

Nel suo discorso del 24 giugno 2002, Bush annuncia

la bozza di percorso per la futura Road Map per

avviare un nuovo processo negoziale che dovrebbe

condurre ad uno Stato palestinese, dopo l’elezione di

P nuovi leaders palestinesi non compromessi con il

RONI A DOLOROSE

1 terrorismo.

CONCESSIONI Il 13.04.03 il quotidiano Haretz afferma che la fine

della minaccia iraquena, può contribuire

positivamente al processo di pace in medio oriente.

2 L ’

A NUOVA MAPPA STRADALE INCROCIA L ANTIMORALISMO DELLA POLITICA

La Road Map il piano di pace internazionale ideato da USA, UE, NAZIONI UNITE

e Russia, fu presentato il 4 giugno 03 al vertice di Aqaba da Bush e accettato dai

premier Sharon e dal palestinese 1° min. Abu Mazen alla presenza del Re di

Gioradia Abdallah. 12

I punti salienti:

Cessazione di ogni forma di terrorismo e violenza

* Creazione di uno Stato palestinese democratico

* Smantellamento della maggior parte degli insediamenti israeliani

* Riconoscimento di Israele da parte di tutti gli Stati arabi.

*

2 sono le questioni non trattate:

1. Il rientro dei profughi

2. Il destino di Gerusalemme

I palestinesi non osservarono gli accordi e non rimossero il terrorismo.

Nel 2004 Arafat è morto per malattia. I capi delle Brigate Al Aqsa (ala militare del

movimento Fatah, presieduto da Arafat), hanno respinto gli appelli per una

Intifada non violenta.

Le rappresentazioni dei media italiani del terrorismo palestinese sono più blande

rispetto a quelle di altre organizzazioni terroristiche. Questo fa sì che i morti di

Madrid e NYC siano più importanti di quelli degli autobus di Israele.

I Media hanno presentato le notizie, come se Sharon non

fosse stato sempre d’accordo ad un processo di pace.

L E BAD NEWS DA Es.

I SRAELE SULLO  Mappa per la pace, primo sì di Sharon.

3 I

SFONDO DI RAQI

FREEDOM  Via libera di Sharon al piano di pace.

Il 9 giugno 2003, avviene l’uccisione di 5 soldati israeliani

al valico di Erez. Questo scontro è stato rivendicato da

diverse organizzazioni: Hamas, Jihad e la brigata dei

L

A TREGUA ARMATA martiri di Al Aqsa che si richiama a Al Fatah.

FA DIMENTICARE IL

4 TERRORISMO CHE I titoli dei giornali relativi a questo episodio sono stati

NON CESSA ambigui: Israele, attacco alla pace etc…(sembra che la

responsabilità sia di Israele e, inoltre, non si accenna ai 5

morti israeliani).

5 I SRAELE TRA 13

La svolta tra Egitto ed Israele avvenne nel 1977, quando

COMUNICAZIONE il Presidente Sadat fece il suo storico viaggio a

POLITICA E Gerusalemme e depose una corona sulla tomba del milite

STRATEGIE ignoto.

ANTITERRORISTICHE

6 T I L’E ,

RA SRAELE E UROPA MALINTESI PERCEPITI

Nel giugno03 nel mezzo di una nuova tregua l’hudna (armata), Sharon mantenne

aperta la porta del negoziato anche quando gli attenti kamikaze ebbero

nuovamente luogo. Israele liberò anche alcuni prigionieri di guerra palestinesi e

attuò i primi difficili sgomberi di coloni. Ma quella tregua armata, servì ai

palestinesi per avere il tempo di riorganizzarsi di nuovo.

L’UE non include Hamas tra le organizzazioni terroristiche, probabilmente per

paura di ritorsioni di queste. Dal processo di Oslo in poi, Israele si è sentito

incompreso e abbandonato dall’Europa.

C’è poi, un fatto sconcertante, molti libri di testo palestinesi nei quali ci sono le

istruzioni per imparare a d imitare i terroristi, sono finanziati dall’UE, in questi

libri è inoltre cancellata Israele dalle cartine geografiche.

Alcuni sondaggi condotti nel 04, hanno fatto emergere dati quali:

40% attribuisce la colpa degli attacchi kamikaze alla politica di Sharon.

 Gli italiani sono molto critici nei confronti della politica di Sharon sulla

 questione palestinesi e sono contrari alla costruzione di un muro.

Ciò che Israele avverte più pesantemente è la sottovalutazione del terrorismo

palestinese. L’Europa fautrice della Road Map, non ha avanzato azioni concrete,

mantenendo una politica che si rivela avversa a quella israeliana e

accondiscendente verso le leadership autoritarie arabe.

7 I SRAELE CONTRO I Hamas è stata fondata da Yassin nel 1987 da una costola

SUOI NEMICI della Fratellanza Musulmana e fece la sua apparizione nel

ANTIPALESTINESI panorama politico palestinese, all’inizio della 1° Intifada.

L’errore di Israele, è stato quello di tollerare l’emergere di

questa organizzazione che pensava, avrebbe contrastato

il terrorismo.

Ma gli israeliani non avevano capito che Yassin era il

punto di incontro dell’estremismo terrorista sannita con

quello sciita. 14


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AUTORE

Moses

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti sulla materia di Strategie della comunicazione giornalistica riguardanti l'ossessione antisraeliana. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l’ostilità che corre attraverso i media, dentro il caleidoscopio , ostilità antisraeliana, ignoranza e disinformazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Professioni dell'editoria e del giornalismo
SSD:
A.A.: 2001-2002

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Strategia della comunicazione giornalistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Sociali Prof.

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