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Riassunto esame Storia dello stato moderno, prof. Motta, libro consigliato Storia Moderna (1492-1848) di Capra Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia dello Stato moderno, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro adottato dal docente Motta Storia Moderna (1492-1848) di Capra. Gli argomenti trattati sono: i regni di Francia, Spagna, Inghilterra e l’Impero germanico, la Castiglia, il matrimonio di Isabella di Castiglia.

Esame di Storia dello Stato moderno docente Prof. F. Motta

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ESTRATTO DOCUMENTO

1569: vennero imposte per il mantenimento dell’esercito spagnolo tra cui l’imposta

nuove tasse

del 10% su tutte le transazioni commerciali. Il principe GUGLIELMO DI ORANGE-NASSAU,

grande aristocratico fuggito all’estero per sottrarsi alle persecuzioni del duca d’Alba, riuscì ad

allestire una flotta e ad invadere le province settentrionali dal mare;

1572: venne proclamato (governatore militare) delle province di Olanda e di Zelanda e

statolder

si convertì al calvinismo. I rivoltosi (chiamati “pezzenti” dagli spagnoli”) aiutati dagli ugonotti

francesi, dai protestanti inglesi e tedeschi resero impraticabili le coste della Manica per gli

spagnoli; Filippo II dovette rifornire l’esercito via terra (da Genova, Lombardia, Svizzera, Franca

Contea), via molto costosa.

1575: dopo aver speso oltre 10 milioni di ducati FILIPPO II dichiara e nel 1576 i

bancarotta

soldati, rimasti senza paga, si ammutinarono e saccheggiarono orrendamente Anversa (fine della

sua prosperità). Venne stipulata un’intesa tra cattolici e protestanti per la comune lotta contro

l’oppressore. Fino al 1579 si giunse alla definitiva scissione del Paese:

le province meridionali (Belgio attuale), tornano all’obbedienza

• le 7 province settentrionali continuano in lotta

Neppure l’assassinio di Guglielmo d’Orange modificò la situazione, Olanda e province del Nord

andavano verso l’indipendenza.

4. L’Inghilterra nell’età elisabettiana

Nata nel 1533 Elisabetta, figlia di Anna Bolena (seconda moglie di Enrico VIII), salì al trono nel

1558, dopo la morte di Maria Tudor. Il suo governo si caratterizzò per il suo tra:

equilibrio

il tenere buoni rapporti con il (tuttavia convocato 13 volte in 45 anni)

Parlamento

• e la tendenza a concentrare i poteri decisionali nel della corona (di cui

Consiglio privato

• faceva parte William Cecil e Lord Burghley)

Il è il più urgente: per dare al Paese pace e stabilità Elisabetta adottò

PROBLEMA RELIGIOSO

una soluzione di che fissò i tratti della Chiesa anglicana:

compromesso

riaffermò la supremazia del sovrano in materia religiosa

• mantenne l’episcopato

• impose il “Libro delle preghiere comuni” con l’Atto di uniformità, rispettoso della liturgia

• tradizionale.

i “Trentanove articoli di fede” accolsero i motivi fondamentali della teologia calvinista.

• il dissenso religioso fu ampiamente tollerato

Il compromesso elisabettiano lasciava insoddisfatti i calvinisti più intransigenti, detti puritani,

che: reclamavano l’abolizione del vescovato

• e l’eliminazione dal culto di ogni residuo di “papismo”.

Il paura del rischio di instabilità e ripresa delle discordie

PROBLEMA DELLA SUCCESSIONE,

civili dopo la sua morte, data anche dal fatto che:

Elisabetta rifiutò di concedere la sua mano ai numerosi pretendenti;

• 11

inoltre, essendo figlia illegittima, l’accusa di illegittimità era un motivo propagandistico di

rovesciamento dell’indirizzo politico religioso.

Punto di riferimento di queste trame fu Maria Stuart, regina di Scozia, che era di fede cattolica e

poteva vantare una discendenza legittima di Enrico VII Tudor.

Dichiarata decaduta dalla nobiltà calvinista andò in Inghilterra, continuò a tramare con gli

oppositori del regime; per questo nel 1587 Elisabetta ne firmò la aprendo

condanna a morte,

immediatamente le ostilità con la Spagna. Intanto l’educazione protestante impartita a Giacomo,

figlio di Maria Stuart, garantiva una successione al trono (futuro GIACOMO I).

In il governo elisabettiano ebbe dei meriti:

CAMPO FINANZIARIO

stabilizzazione della moneta

• la alle spese straordinarie si fece fronte con:

moderazione dei tributi:

• - la vendita dei residui beni della corona

- e con la compartecipazione ai profitti del commercio e della guerra di corsa invece che

inasprimenti fiscali.

La politica interna di Elisabetta permise un moto di espansione dell’economia e della società

inglese:

=> raddoppiò la popolazione in poco più di un secolo (da 2 a 4,5 milioni tra il ‘500/600)

=> diede forte mobilità sociale e rafforzamento dei ceti intermedi: medi e grandi proprietari

terrieri che formavano la (la nobiltà rurale non titolata), mercanti, uomini di legge)

gentry

=>la nobiltà titolata perse potere politico ed economico

=>recinzioni: i nuovi proprietari fondiari (proprietari terrieri arricchiti, mercanti che investivano

nella terra), compravano i beni della corona, li accorpavano, li recintavano, accrescevano la

produzione e la destinavano ai mercati distanti invece che al consumo locale; per cui i contadini

poveri non riuscivano più a sussistere, dovevano cercare lavoro altrove o darsi al vagabondaggio

e vennero promulgate da Elisabetta le prime leggi sui poveri.

Accanto al lavoro agricolo c’era:

la filatura e tessitura della lana

• l’estrazione del carbone

• la siderurgia

• la distillazione della birra.

Nuova era nel e la nell’età elisabettiana. Nel 1553 venne istituita la

commercio navigazione

Compagnia di Moscovia, la prima di una serie di Compagnie privilegiate tra cui la Compagnia

del Levante e la Compagnia delle Indie orientali. Esse non erano semplici corporazioni di

mercanti ma sono vere e proprie che ottenevano dalla corona il “privilegio” di

società per azioni

commerciare con un’area del globo in cambio di prestiti e compartecipazioni agli utili.

Numerosi erano i che si dedicavano anche al contrabbando e dalla pirateria

mercanti individuali

nell’Atlantico e nel Mediterraneo.

I rapporti con la Spagna, già tesi per via degli attacchi dei marinai inglesi contro le navi di

FILIPPO II, si ruppero definitivamente quando Elisabetta:

1585: decide di appoggiare la rivolta dei Paesi Bassi

1587: avvenne la di Maria Stuart.

condanna 12

1588: Filippo II tenta lo sbarco in Inghilterra con l’“invenciblearmada” che venne sconfitta dalle

tempeste, dalle leggere flotte di Elisabetta e dai corsari inglesi e olandesi; la Spagna tenta invano

di circumnavigare le isole britanniche.

di bloccare sul nascere la potenza navale e commerciale britannica.

Fallisce il tentativo

Un’ondata di ardore patriottico si strinse intorno alla regina che ispirerà una corrente intellettuale

e artistica di grande importanza (tra cui Shakespeare e la maestosità di tanti palazzi costruiti in

città e in campagna).

5. Le guerre di religione in Francia

Anche in Francia tra le cause dei conflitti interni ci fu il PROBLEMA RELIGIOSO

1559: alla morte di Enrico II toccò alla vedova Caterina dè Medici la in

reggenza dello Stato

seguito alla morte inaspettata del primogenito Francesco ii al quale succedettero due figli minori

o incapaci: Carlo IX ed Enrico III. Intanto il calvinismo cercava sostenitori:

nelle regioni del sud e dell’ovest (meno integrate nel Regno di Francia e più restie ad

• accogliere novità giuridiche, amministrative e fiscali portate dalla monarchia dei Valois)

e tra la nobiltà (non più occupata da guerre esterne e indebolita tra l’inflazione e l’ascesa

• della borghesia).

I calvinisti, detti in Francia erano circa un milione in tutto il paese (7/8% della

UGONOTTI,

popolazione, metà dei nobili).

Vi erano in lotta, erano in grado di mobilitare vaste clientele e vantavano

tre fazioni nobiliari

collegamenti all’estero:

i capi dei cattolici intransigenti

Guisa:

• i concentrati nel sud-ovest, capi del partito ugonotto

Borbone:

• i il membro più autorevole è l’ammiraglio Gaspard de Coligny,

Montmorency–Châtillon:

• convertito al calvinismo.

1562: Editto di San Germano : Caterina distribuisce concessioni agli ugonotti per contrastare lo

strapotere dei Guisa. Un paio di mesi dopo i partecipanti a una riunione protestante furono

dai seguaci del duca di Guisa=> inizio di una che si

massacrati prima fase di guerre civili

conclude nel 1570 con la PACE di SAN GERMANO che ribadiva ed allargava le concessioni

agli ugonotti.

De Coligny conquista la fiducia di Carlo IX e ottiene per Enrico di Borbone, re di Navarra –

ugonotto- la mano della sorella del re: Margherita di Valois. Caterina, preoccupata per

l’influenza di Coligny sul figlio, durante le nozze dà il via libera alla fazione dei Guisa e alla

plebaglia parigina, violentemente antiprotestante.

La notte tra il 23-24 agosto 1572, la fu il massacro di più di

NOTTE DI SAN BARTOLOMEO ,ci

2000 ugonotti, tra cui Coligny, che vennero trucidati nelle loro case. Il massacro poi si estese

nelle province.

Molti calvinisti fuggirono all’estero. La salda organizzazione protestante del sud-ovest tenne

duro e cominciò a funzionare come una confederazione di Stati indipendenti; inoltre trovarono

un capo prestigioso, ENRICO DI BORBONE, salvatosi con l’abiura, fuggì dalla corte e

annunciò il ritorno alla fede calvinista.

All’organizzazione si oppose la guidata:

protestante Lega santa

dai Guisa

• e sostenuta dalla nobiltà cattolica e dalla città di Parigi.

• 13

Con la morte del duca d’Angiò (Enrico III), ultimo figlio di Enrico ii, divenne erede presuntivo

Guerra dei tre Enrichi

al trono Enrico di Borbone. Seguì la tra:

re Enrico III

• Enrico di Borbone

• giovane duca Enrico di Guisa, capo della Lega cattolica.

Grazie alla Spagna, la si rafforzò, sostituendo la propria autorità a quella del monarca

Lega

Enrico III che nel 1588 attirò con un tranello il duca Enrico di Guisa e il cardinale di Lorena

facendoli assassinare;

ENRICO III strinse un’alleanza con Enrico Borbone, assediarono Parigi, ma un mese dopo cadde

per mano di un frate fanatico. Prima di morire fece in tempo a scegliere come suo successore

ENRICO di BORBONE che diventò re Enrico IV di Navarra (1589-1610).

Enrico che gli contrapposero la candidatura della figlia di

non venne riconosciuto dai leghisti

Filippo II di Spagna, Isabella; le truppe spagnole per imporla entrarono in Francia ed Enrico IV

per questo:

si presentò come il campione dell’unità e dell’indipendenza nazionale

• e trasformò la guerra civile in guerra contro lo straniero e contro i suoi alleati interni.

Nel suo programma di fu riconosciuto

pacificazione e di restaurazione dell’autorità monarchica,

il partito dei politiques > cattolici moderati che ponevano l’interesse dello stato al di sopra di

quello religioso, provenienti dalla magistratura e dalla borghesia amministrativa [JEAN BODIN,

teorizza l’autorità assoluta temprata dal rispetto delle leggi fondamentali dello regno].

1593: pubblica conversione di Enrico IV, assolto poi l’anno dopo da Clemente VIII

1598: PACE di VERVINS: firmata da Filippo II ormai infermo, riconosce la propria sconfitta, ha

vinto la Francia.

Un mese dopo, Enrico IV promulgherà l’ EDITTO di NANTES che sancirà la pace religiosa

mantenendo il come religione di Stato e riconoscendo agli Ugonotti diritto di

cattolicesimo

praticare il loro culto, tranne a Parigi e pochi altri luoghi e la facoltà di presidiare militarmente

delle piazzeforti a garanzia della libertà religiosa.

6. L’Europa orientale: Polonia e Russia

Nella seconda metà del 500, l’immenso territorio era diviso tra due sole formazioni statali:

Regno polacco-lituano

• Russia moscovita

Il Regno polacco-lituano ovvero la Polonia era:

un miscuglio di (polacchi, lituani, lettoni, ucraini, bielorussi, ruteni, tedeschi)

popoli

• un insieme di (religione cattolica, greco-ortodossa, luteranesimo della

fedi religiose

• minoranza tedesca, calvinismo, conventicole anabattiste e antitrinitarie alimentate da

profughi italiani, ebrei immigrati dalla Germania). 14

Nel 1573 venne ribadito il principio della nonostante la controffensiva gesuita.

libertà religiosa,

Gli polacca erano:

ostacoli all’affermazione di una forte autorità statale

questa complessità etnica e religiosa

• la presenza di una ed attaccata ai propri privilegi e alle proprie tradizioni

nobiltà numerosa

• militari.

La nobiltà fu protagonista della fioritura intellettuale e artistica nel Rinascimento (es. Copernico)

e forte aumento della produzione cerealicola che esportava in occidente.

Tali progressi ebbero delle conseguenze:

asservimento durissimo dei contadini costretti a lavorare gratuitamente fino a 6 giorni a

• settimana nelle terre dei signori

indebolimento della monarchia, limitata dai poteri del Senato e dalla Camera dei deputati,

• entrambe espressione esclusiva della nobiltà. si afferma definitivamente il

1572: muore Sigismondo II, ultimo re Jagellone, senza eredi;

carattere elettivo e non ereditario della corona. Da allora la nobiltà polacca elesse i principi

stranieri che dovevano sempre appoggiarsi ad una fazione aristocratica: dietro la facciata

monarchica, la Polonia era una repubblica aristocratica che nel tempo sarà incapace di reggere

l’urto delle nuove monarchie assolute.

Nella Russia moscovita, le condizioni a quelle del Regno

economico-sociali erano simili

polacco-lituano:

territorio sconfinato e poco popolato

• scarso sviluppo della vita cittadina e dei traffici (in mano a stranieri)

• economia agricola basata su grandi aziende signorili che sfruttavano il lavoro coatto dei

• servi della gleba.

L’ambito politico, invece, era l’opposto di quello della Polonia:

ci fu una di tutti i poteri nelle

concentrazione mani del monarca

• la nobiltà era in soggezione servile.

L’assolutismo era causato:

dalla minore forza numerica e compattezza della nobiltà russa

• inoltre era cruciale il ruolo della Chiesa ortodossa che rendeva sacra la figura dello zar,

• inculcando ai sudditi l’obbedienza incondizionata.

La Moscovia fu protagonista di una con:

grande espansione territoriale

Ivan III il Grande (1462-1505)

• Basilio III (1505-1533)

che posero le basi per:

della stretta associazione tra Chiesa e Stato

• e crearono una che assicurasse alla corona il servizio militare e civile in

nuova nobiltà

• cambio della concessione di terre. 15

Tale processo raggiunse l’apice con Ivan IV(1533-84):

1547:dopo essersi fatto incoronare zar (deriva dal latino “Caesar”), inizia una politica interna:

di rafforzamento monarchico

• e di alleanza con i ceti inferiori antinobiliari

1550: convoca una sorta di assemblea nazionale (zemskijsobor) contrapposta alla Duma

(consiglio dello zar composto dai boiari, ovvero della aristocrazia feudale)

creò il primo nucleo di un esercito professionale

• riordina l’amministrazione centrale e periferica

• combatte la corruzione

• estende il reclutamento di una nuova nobiltà di servizio

Nella politica estera:

instaurò rapporti commerciali con le potenze occidentali in particolar modo con l’Inghilterra.

Dopo la morte della moglie (1560) che faceva da moderatrice al suo carattere instabile, diede

segni di squilibrio e ferocia gratuita:

confische indiscriminate contro i boiari

• e chiunque fosse sospettato di ostilità

Nel 1570 massacrò la popolazione di Novgorod, la paura di persecuzioni e oneri sempre più duri

provocarono fughe di massa.

1582: si concluse la guerra con la Polonia e la Svezia per il controllo dello sbocco sul Baltico e

con la sconfitta della Russia. A Ivan IV succedette il figlio Fedor (1584-1598), debole e infermo

di mente, ma il potere venne esercitato dal cognato di questi Boris Godunov che:

continuò la politica antinobiliare

• diede impulso all’esplorazione ed alla colonizzazione della Siberia

• consentì ai proprietari di riprendere i contadini fuggiaschi, nell’intento di combattere lo

• spopolamento delle campagne.

Alla sua morte la Russia divenne uno stato di totale anarchia detta “epoca che finì

dei torbidi”

nel 1613 quando un elesse zar Michele Romanov, dinastia che regnò fino al 1917.

zemskijsobor 16

L’EUROPA NELLA GUERRA DEI TRENT’ANNI

1. Il Seicento: un secolo di crisi ?

E’ sbagliato pensare che tutto il 600 sia stato caratterizzato da stagnazione e crisi.

Dal punto di vista è un fatto che tra il 1620 e il 1650 si iniziata

demografico esaurisce la crescita

verso il 1450, si può parlare di recessione

nell’area a causa della guerra dei Trent’anni

tedesca

• e nei per le pestilenze

Paesi mediterranei

Ma già nella seconda metà del secolo ci fu una sensibile ripresa

nell’arco del secolo la popolazione passò da 100 a 115 milioni circa soprattutto in aree

• economicamente all’avanguardia

inoltre tra 1620-50 si che aveva caratterizzato il

arresta la tendenza all’aumento dei prezzi

• “Lungo 500”questo è dovuto:

alla diminuzione della domanda

e alla diminuzione dei quantitativi di argento importati dalle Americhe.

Per quanto riguarda l’industria sono segnali di

e il commercio, ci difficoltà:

la crisi delle manifatture tessili fiamminghe e italiane

la diminuzione del numero delle navi che transitavano per il canale di Sund che

collega il mar del Nord con il Baltico.

Ci furono anche aspetti positivi:

come la prosperità del (Olanda)

centro laniero di Leida

e il successo delle inglesi.

new drapperie

Più che di crisi, c’è stata una redistribuzione delle risorse:

A vantaggio dei paesi affacciati sull’Atlantico

• A svantaggio dell’Europa mediterranea e area germanica

• oltre alla rivoluzione agricola in Inghilterra non ci furono grandi mutamenti in

Tecniche agricole:

quanto:

proseguì la tendenza all’esproprio da parte dei ceti urbani

dei coltivatori

• e si aggravò il peso della rendita fondiaria sui fittavoli e mezzadri (mezzadria ovvero

• associazione fra un proprietario di terre e un colono per la coltivazione di un podere e la

divisione degli utili).

Nel Mezzogiorno d’Italia e in Spagna si ebbe un aumento dei gravami feudali, alcuni studiosi

parlano di “rifeudalizzazione”.

Dal punto di vista economico, oltre alla rendita feudale e al prelievo signorile ed ecclesiastico (la

decima) si aggiunsero le imposte statali (in Francia il peso delle imposte triplicò). 1

L’aggravamento annullò i benefici della diminuzione del prezzo del pane;

complessivo degli oneri

solo in Olanda e Inghilterra nacque un embrionale mercato di massa. Altrove il potere d’acquisto

delle classi popolari rimase Dal punto di vista culturale, in Spagna tramontava il

limitatissimo.

“siglo la Francia entrava nel “grand e si verificava una rivoluzione scientifica e

de oro”; siècle”

filosofica.

SCHEDA: Una rivoluzione scientifica e filosofica: Copernico e Vesalio

Il Seicento:

da una parte nella prima metà di questo secolo c’è un clima di paura e intolleranza (caccia

• alle streghe, persecuzione degli ebrei, ecc.)

dall’altra è il secolo per eccellenza di transizione alla modernità del pensiero scientifico,

• filosofico e politico.

Alcune premesse poste nel secolo precedente come:

la separazione della politica dalla morale di Machiavelli

• la teoria copernicana sul sistema solare

solo più tardi iniziarono a circolare creando una nuova teoria della conoscenza e nuova visione del

mondo. Con Nicolò Copernico e Andrea Vesalio si posero le basi di due scienze che nel secolo

successivo avranno maggior sviluppo:

l’astronomia moderna

• l’anatomia.

COPERNICO sostenendo che è la Terra a girare intorno al Sole e non viceversa sconvolse la

visione tradizionale. La teoria eliocentrica era in contrasto con il testo biblico e con gli

insegnamenti della Chiesa finché:

Giovanni KEPLERO non formulò le sue leggi matematiche sulle orbite ellittiche dei pianeti

• GALILEO GALILEI non fornì prove dell’esistenza di innumerevoli corpi celesti e della loro

• affinità sostanziale con il nostro pianeta, servendosi di un cannocchiale di sua invenzione.

NEWTON collegherà le scoperte dei suoi predecessori nella legge di gravitazione

• universale.

Più che le singole scoperte sono i principi generali e i metodi della nuova scienza a dare il senso di

una rivoluzione intellettuale:

alla visione aristotelico-scolastica di un universo finito, composto di sostanze e qualità

• differenti si sostituì la composto di una sola materia

concezione di un universo infinito,

divisibile all’infinito, le cui parti interagiscono come i pezzi di un congegno meccanico;

alla deduzione astratta e al sillogismo si sostituirono l’osservazione dei fenomeni

diretta

• naturali e la sperimentazione con telescopio e microscopio.

nuovi strumenti:

Venne perfezionato l’orologio, fu inventato il termometro e barometro, vennero costruiti strumenti

nautici sempre più precisi.

I due che più coerentemente interpretarono i nuovi indirizzi della scienza furono:

filosofi 2

Bacon: inglese, diede le regole per l’indagine della natura basate:

sull’osservazione spregiudicata della realtà

• sulla classificazione attenta dei fenomeni

• e sulla formulazione di ipotesi da verificare.

Cartesio: francese, distinse nettamente la conoscenza del mondo spirituale (basata sulla coscienza

che ha l’uomo di sé), dalla conoscenza della realtà materiale concepita in termini meccanicistici.

2. La prosperità dell’Olanda

Il ruolo primario degli olandesi nella rivoluzione scientifica e filosofica deriva dal carattere evoluto

dell’economia e della società delle Province Unite nel XVII sec.

Nel 1609 la Spagna riconobbe ai Paesi Bassi la loro indipendenza, ma già da alcuni decenni le P.U.

ebbero uno rapido sviluppo economico, diventando la più

potenza marittima e commerciale

importante d’Europa.

Fattori che hanno portato a questa rapida ascesa:

I Paesi Bassi sono sempre stati una delle (sbocco

aree nevralgiche per i traffici e gli scambi

• di grandi vie fluviali, di fronte all’Inghilterra, vicino all’oceano Atlantico e al mar Baltico).

Il ruolo di era esercitato nel 500 da

grande emporio e centro finanziario internazionale

• Anversa, nel 600 invece passò ad Amsterdam.

Leida divenne maggior produttrice di pannilani.

• Pesca delle aringhe conservate nel sale divennero un elemento importante nella dieta

• popolare ed esportato anche nell’Europa Meridionale.

Questa attività favorì lo sviluppo dell’industria (costruzione di velieri veloci,

cantieristica

grande capacità di carico, equipaggio ridotto), a metà 600 la flotta mercantile superava

quelle dell’Inghilterra, Francia, Spagna e Portogallo, messe insieme; divennero i “carrettieri

ossia i padroni dei trasporti per via d’acqua.

del mare”

Una delle rotte più frequentate era quella del Baltico dove i velieri olandesi portavano le

spezie orientali, i vini, i manufatti dell’Europa occidentale per poi tornare carichi di cereali

polacchi, legname, ferro e rame svedese, pece e pellicce provenienti dalla Russia.

Inoltre si espansero nei essi approfittarono della guerra con la Spagna (nel

continenti extraeuropei:

1580 era stato annesso il Portogallo con i suoi possedimenti) per impadronirsi di Ceylon, dell’isola

di Giava, delle Molucche, del territorio del Capo in sud Africa e sulle coste del Brasile.

Altra conquista degli olandesi fu Nuova Amsterdam che poi venne ribattezzata dagli inglesi New

York. Le protagoniste di queste furono:

espansioni coloniali

la Compagnia delle Indie orientali, potenza economica e militare (fondata nel 1602)

• e la Compagnia delle Indie occidentali (fondata nel 1621).

Esse erano delle il loro capitale era sottoscritto da molti investitori che alla fine

società per azioni:

di ogni anno riscuotevano i dividendi sulle rispettive quote. 3

Gli olandesi che si sostituirono ai portoghesi nell’importazione di prodotti orientali, compirono due

passi avanti:

controllarono la produzione di alcune e costringendo a

spezie riducendo in schiavitù

• lavorare nelle piantagioni gli abitanti delle Molucche e delle isole di Banda;

praticarono su larga scala il tra le diverse aree dell’oceano

commercio dell’intermediazione

• Indiano.

Con questi viaggi gli olandesi scoprirono l’Australia(1606) e la Nuova Zelanda(1642)

Gli olandesi, con la facilità dei rifornimenti di cereali, si specializzarono nell’orticoltura,

agricoltori

nella produzione di latticini e nella coltivazione di piante tintorie.

Anche le ebbero un ruolo importante:

manifatture

con il settore tessile dei pannilani e delle tele d’Olanda

• e con la ovvero zucchero e tabacco, le maioliche, la

lavorazione dei prodotti coloniali

• distillazione della birra, la produzione dei vetri, armi, carta, editoria e cartografia.

Senza rivali erano le istituzioni finanziarie di Amsterdam

nel 1609 venne creata la sul modello dei banchi pubblici italiani, accettava depositi

banca,

• dai mercanti e agevolava i pagamenti mediante semplici trasferimenti di somme da un conto

all’altro.

La era il luogo adibito alle contrattazioni non solo di merci ma anche di titoli come ad

borsa

• esempio le azioni della Compagnia delle Indie orientali o le cartelle del debito pubblico.

Causa di questi successi era anche la relativa delle Province Unite:

libertà religiosa e civile

ufficialmente calviniste, vi erano minoranze di cattolici, anabattisti e di ebrei;

il ceto mercantile riuscì quasi sempre a imporre il rispetto delle opinioni religiose, condizione

necessaria:

allo sviluppo dei traffici

• e all’afflusso di capitali e di uomini da ogni parte d’Europa

All’uniformità religiosa si contrapponeva la struttura confederale della repubblica:

ciascuna delle sette province aveva i propri “Stati” dominati dai rappresentanti delle città e

• presieduti da un Gran Pensionario

gli Stati Generali che si riunivano all’Aja e che comprendevano i deputati delle sette

• province, avevano poteri limitati e dovevano prendere le loro decisioni all’unanimità.

Nel 600 in un’Europa dominata dalle monarchie assolute le P.U. rappresentano un’eccezione:

prosperità

• civiltà essenzialmente cittadina e borghese con valori di libertà e tolleranza

• sviluppo della quadri per decorare le case borghesi, patria del

vita intellettuale ed artistica:

• realismo (Rembrandt e Vermeer) 4

3. La monarchia francese da Enrico IV a Richelieu

Dopo le lunghe guerre di religione, durante il regno di Enrico IV di Borbone (1589-1610), la

Francia riacquistò la sua posizione dominante.

Al (agricoltura) contribuirono:

rifiorire delle attività economiche

gli sgravi fiscali

• la soppressione di molti dazi

• e il programma di costruzioni stradali.

La venne conquistata con una politica di favori, ma contemporaneamente venne

grande nobiltà

intimidita con condanne esemplari. I (esponenti aristocratici) vennero

governatori delle province

affiancati da “commissari” straordinari (preannuncio dei futuri intendenti).

I un ceto numeroso e potente in F., videro riconosciuto nel 1604 il diritto

detentori di uffici venali,

di dietro il pagamento di una tassa annua detta

trasmettere ereditariamente la loro carica,

“paulette”; poiché le più alte cariche giudiziarie e finanziarie conferivano automaticamente la

nobiltà si formò la contro la (di origini antiche, dedita alla

nobiltà di toga nobiltà di spada

professione delle armi).

1601: venne firmato il TRATTATO di LIONE dopo la breve guerra col Piemonte con cui Enrico IV

ottenne la Bresse e il Bugey in cambio della cessione del Marchesato di Saluzzo.

1610: Enrico IV viene assassinato da un frate fanatico. L’erede al trono fu Luigi XIII che era ancora

un bambino di nove anni, per cui la reggenza fu assunta dalla vedova Maria de’ Medici che

inaugurò una facendosi affiancare da alcuni favoriti venuti dalla toscana tra

politica filospagnola,

cui CONCINO CONCINI.

La sudditanza alla Spagna e la presenza di questi stranieri che spadroneggiavano a corte irritò i

che cercarono di riguadagnare il potere politico perduto.

principi e gli aristocratici

Essi rivendicavano la convocazione degli Stati Generali, che furono riuniti ma con scarsi risultati

(1614-15 ultimi prima del 1789).

1616: Maria de’ Medici affidò il governo a Concini, l’anno seguente venne fatto uccidere dal

Armand-Jean du Plessis,

giovane re. giovane vescovo portavoce

duca di Richelieu (1585-1642),

del clero negli Stati Generali, fece da dei contrasti tra Luigi XIII e la madre; il re ottenne

mediatore RICHELIEU

per lui la nomina a cardinale e nel 1624 lo inserì nel presto

Consiglio della corona:

prese in mano la interna ed estera.

direzione della politica francese

Al cardinale-ministro si presentarono due linee di condotta alternative:

1. Quella sostenuta dalla madre di Luigi XIII e dal partito dei “devoti” consisteva

nell’appoggio alla politica di restaurazione cattolica degli Asburgo di Spagna e d’Austria

che permetteva di evitare gravosi impegni militari e di potersi concentrare sul risanamento

delle finanze e sulle riforme che tutti richiedevano.

2. Quella che prevedeva la contrapposizione all’egemonia degli Asburgo e subordinava a

Richelieu.

questo obiettivo ogni esigenza di politica interna. Fu questa la decisione scelta da

La Francia per tornare a una aveva innanzitutto bisogno di:

politica estera aggressiva, 5

rafforzare l’autorità monarchica interna

• eliminare ogni forma di opposizione.

Con una vera e propria guerra(1628: presa di La Rochelle -roccaforte calvinista-) fu debellata

l’organizzazione politico-militare degli ugonotti. Ai fu concessa una “pace

protestanti di grazia”

che manteneva una libertà di culto nei limiti sanciti dall’EDITTO di NANTES ma di questo furono

politiche e militari, compreso il possesso di piazzeforti.

eliminate le garanzie

La campagna contro gli ugonotti e il coinvolgimento della Francia nella guerra tedesco-italiana

portarono ad un e in particolare della che gravava sulle

aumento della pressione fiscale TAGLIA

campagne e fu questa la causa principale delle rivolte popolari del 1625;

Enrico IV aveva bisogno:

di mantenere l’ordine

• di garantire la riscossione delle imposte

• di amministrare la giustizia

• e di assicurare all’esercito gli approvvigionamenti

per cui gradualmente estese a tutto il Paese dei “commissari”, ormai chiamati intendenti:

di giustizia

di polizia

di finanza

che trasmettevano la volontà sovrana nelle province. A questo sforzo di accentramento e

Richelieu

rafforzamento del potere monarchico, a si devono riconoscere i contributi in campo

culturale e commerciale:

fondazione dell’Accademia di Francia (aveva il compito di fissare i caratteri della lingua

• nazionale)

istituzione di Compagnie privilegiate e costruzioni navali

• penetrazione coloniale francese in Africa, nelle Antille e nel Canada

4. La Spagna da Filippo III al duca di Olivares

Con l’inetto Filippo III (1598-1621), figlio e successore di Filippo II, in Spagna iniziò l’era dei

cioè dei favoriti onnipotenti a cui i sovrani incapaci di governare

PRIVADOS o VALIDOS, delegano

di decisione e di comando.

tutti i poteri

Filippo III aveva scelto FRANCISCO GOMEZ de SANDOVAL duca di Lerma, un cortigiano che

si arricchì con i soldi delle casse regie. Egli pose fine alle guerre in corso:

Stipulando la PACE con l’INGHILTERRA (1604)

• Stipulando la tregua di 12 anni con le Province Unite(1609)

Ma sempre nel 1609 prese la grave decisione di (i sudditi di origine araba

espellere i MORISCOS

convertiti al cristianesimo) dalla penisola iberica; Essi costituivano un’indispensabile manodopera

specializzata per l’agricoltura e per l’industria. Furono quasi 300.000 i moriscos che lasciarono la

Spagna, aggravando ulteriormente il declino economico e demografico.

Con Filippo IV (1621-1665) si affermò l’onnipotenza di GASPAR de GUZMAN, conte di Olivares

e poi duca di San Lucar: 6

egli voleva il bene pubblico

• e voleva introdurre profondi mutamenti nelle strutture economiche e politiche della

• monarchia,

però era l’erede della tradizione imperiale spagnola:

non poteva assistere indifferente al saccheggio delle colonie iberiche da parte degli olandesi

• né restare neutrale di fronte al conflitto tra cattolici e protestanti.

Così OLIVARES:

appoggiò militarmente la controffensiva degli Asburgo di Vienna contro gli insorti boemi

• e non rinnovò la tregua con le Province Unite che scadeva nel 1621.

Consapevole che sarebbe stato impossibile finanziare a lungo una guerra su diversi fronti

sull’esausta economia castigliana, come successe in passato, nel 1626 presentò al re il progetto

chiamato “UNIONE che assegnava a ciascuna provincia un contingente di soldati

DELLE ARMI”

da reclutare ed equipaggiare a proprie spese.

Inizialmente parve aver successo (operazioni militari contro l’Olanda e i protestanti tedeschi), ma

nel 1628 ci fu il tracollo delle finanze spagnole:

si aprì un nuovo fronte in Italia (guerra per la successione di Mantova)

• ci fu la cattura, da parte degli olandesi, della flotta che trasportava argento americano

Nel frattempo, cresceva l’opposizione soprattutto in Portogallo e Aragona;

verso il progetto,

negli anni seguenti:

la a tutti i costi

ricerca di denaro

• il peggioramento della situazione militare

• il delle province

malcontento

porteranno a una serie di e avvieranno il definitivo declino della monarchia spagnola.

RIVOLTE

5. L’impero germanico e l’ascesa della Svezia

Alla morte di Ferdinando I (1564):

la dignità imperiale, con le corone di Boemia e Ungheria

• e i ducati austriaci

passarono al figlio Massimiliano II, cui succedette Rodolfo II (1576-1612), rigido sostenitore del

cattolicesimo: dovette far fronte alla diffusione del luteranesimo e in Ungheria e Boemia, anche del

calvinismo.

Verso il 1580 la maggioranza della non tanto per

nobiltà aveva abbandonato la Chiesa cattolica,

una questione di coscienza, ma la scelta era dovuta:

alla rivendicazione di più ampi poteri per le assemblee dei ceti (o “Stati”)

• e dall’opposizione all’assolutismo monarchico.

• 7

Rodolfo aveva la sua residenza a Praga, con gli anni iniziò a manifestare segni di squilibrio

Nel 1609 i nobili del Regno di Boemia lo costrinsero a firmare una Lettera di maestà, che

mentale.

concedeva loro Nel 1611 la corona passò al fratello Mattia, l’anno

piena libertà religiosa.

successivo fu eletto imperatore.

In Germania:

si erano aggravati i contrasti tra e (debolezza della suprema autorità

protestanti cattolici

• politica)

accanto al era ora presente il (escluso dalla Pace d’Augusta del

luteranesimo calvinismo

• 1555, comprende solo cattolici e luterani)

1608: preoccupati per il progresso della Controriforma, i principi luterani e calvinisti conclusero

un’alleanza difensiva detta l’Unione evangelica

a questa si contrappose

la con il duca di Baviera Massimiliano di Wittelsbach.

Lega cattolica

Entrambi gli schieramenti cercavano protettori ed alleati fuori dall’Impero creando una situazione

sempre più tesa. Tra i Paesi affacciati sul mar Baltico, nessuno alla fine del 500 poteva competere

per estensione e popolazione con la Polonia-Lituania. Il re di Polonia Sigismondo Vasa, ereditò

anche la corona di Svezia, ma suo zio Carlo guidò un movimento di opposizione aristocratica e

dopo la guerra civile assunse la corona come Carlo IX. Egli mise in atto mire espansionistiche in

direzione della Polonia e Danimarca.

Suo figlio e successore gustavo Adolfo(1611-1632) riuscirà in soli 20 anni a imporre la sua

su tutto il Baltico.

supremazia

Questa straordinaria ascesa oltre che alla sua bravura era dovuta da altre cause:

la Svezia possedeva queste ricchezze minerarie:

estesi giacimenti di ferro e di rame,

• - da un lato portavano ad un consistente flussi di esportazioni

- dall’altro lato fornivano la materia prima per una produzione di armamenti in rapido

sviluppo

nelle campagne c’era una massa molto potente di che avevano una

piccoli proprietari liberi

• loro rappresentanza nella Dieta

l’aristocrazia collaborava con la monarchia, collaborazione sancita all’inizio del regno di

• Gustavo Adolfo, da una specie di carta costituzionale.

Gustavo Adolfo:

riorganizzò l’amministrazione interna

• creò una flotta da guerra

• potenziò l’esercito introducendo un sistema di coscrizione obbligatoria

• l’esercito divenne più efficace grazie a nuovi schieramenti.

• Guerra dei Trent’anni.

La sarà uno dei motivi di ingresso nella

lotta per l’egemonia sul Baltico 8

6. Le prime fasi della guerra dei Trent’anni (1618-1629)

BOEMO PALATINA

1° FASE:

A Mattia era candidato successore il nipote Ferdinando, duca di Stiria, educato dai gesuiti e

intransigente campione della Controriforma. Nonostante ciò ottenne la di Boemia

designazione a re

e di Ungheria dalle Diete, in cui i protestanti erano in gran maggioranza.

Le misure prese dai reggenti, rappresentanti del potere imperiale, in fecero

favore dei cattolici

indignare i ceti boemi che si autoconvocarono nel 1618, ed il 23 maggio avvenne la defenestrazione

una folla di delegati invase il palazzo reale e gettò dalla finestra due reggenti e il

di Praga in cui

loro segretario.

Venne formato un governo provvisorio che reclutò un esercito in previsione dello scontro con gli

Asburgo. La Dieta boema fu imitata da altre province, nel maggio del 1619 Vienna fu assediata da

questa confederazione.

Intanto l’imperatore Mattia morì (marzo 1619), la Dieta imperiale riunita a Francoforte nel 1619

elesse imperatore Ferdinando II.

Due giorni prima i ceti boemi, dopo aver dichiarato deposto Ferdinando, avevano offerto la corona

al calvinista Federico V del Palatinato (genero del re di Inghilterra Giacomo I, protestante).

Ciò spinse l’imperatore a alla Spagna e alla Lega cattolica tedesca, nel 1620

chiedere aiuto

sottomisero Alta e Bassa Austria ed entrarono in Boemia, i sulla

ribelli boemi furono sconfitti

Montagna Bianca nei pressi di Praga

Alla vittoria degli imperiali seguì una :

dura repressione

Federico V fu privato dei suoi domini e del titolo di elettore

• in Austria e Boemia

• - i pastori luterani e calvinisti furono espulsi

- i capi della ribellione furono giustiziati

- la nobiltà protestante venne posta di fronte all’alternativa di convertirsi o di

emigrare(le terre a loro confiscate vennero assegnate a persone di fede cattolica).

Alla i cui protagonisti principali furono i si accompagnò in

ricattolicizzazione forzata, gesuiti,

Boemia l’imposizione di una che sanciva l’ereditarietà della corona nella casa

nuova costituzione

d’Asburgo e limitava i poteri dei ceti.

DANESE

2° FASE:

1621: si tra la Spagna e le Province Unite e tra il 1624-25 due fatti

riaprirono le ostilità

movimentarono la situazione:

1. sostegno della Francia alla causa protestante (neutrale fino ad allora agli Asburgo)

2. intervento armato del re di Danimarca Cristiano IV.

Entrambe le iniziative erano destinate all’insuccesso:

1. la spedizione francese (inviata da Luigi XIII e Richelieu), i cui passi in Valtellina erano

occupati dagli spagnoli, dovette ritirarsi per problemi interni al Paese (guerra con gli

ugonotti)

2. Cristiano IV, attraversò il fiume Elba ma si trovò un grande esercito imperiale guidato dal

potente nobile ceco Wallenstein. Cristiano IV dovette chiedere LA PACE che fu firmata nel 9

1629 con la quale egli riotteneva i territori perduti, ma non doveva più intervenire negli

affari dell’Impero.

1629 (due mesi prima) EDITTO di RESTITUZIONE in cui Ferdinando II ordina la restituzione di

tutti i beni ecclesiastici secolarizzati dopo il 1552.

La causa cattolica sembrava essere giunta alla vittoria sia in Germania che nei Paesi Bassi, ma le

potenze protestanti e la Francia di Richelieu non potevano assistere indifferenti al trionfo degli

Asburgo.

7. Dalla guerra di Mantova alla pace di Vestfalia

Tra il 1628 e il 1630 il centro nevralgico della si spostò dalla Germania all’Italia

politica europea

settentrionale. Nel 1627 morì senza lasciare eredi il duca di Mantova Vincenzo II Gonzaga. Il

successore era il francese Carlo duca di Nevers.

Gli Asburgo rivendicarono la dipendenza dall’Impero del Ducato di Mantova e del Marchesato del

Monferrato: essi assediarono Mantova.

Richelieu

- I interni di (caduto in disgrazia)

problemi

Olivares(a

- corto di denaro)

- e l’epidemia di peste scoppiata in Italia settentrionale portarono i due a trattative di pace

Si giunse all’ACCORDO di CHERASCO (1631) in cui Mantova e il Monferrato rimanevano al

Gonzaga-Nevers, che si riconosceva suddito dell’Impero e la Francia manteneva il possesso di

Pinerolo. SVEDESE

3° FASE:

1631 Il re di Svezia Gustavo Adolfo appoggiato finanziariamente dalla Francia

entrò in guerra,

per difendere il protestantesimo

• e affermare l’egemonia svedese nel Baltico

La sua vittoria gli permise di arrivare fino alla Germania meridionale, invadendo la Baviera;

mentre i sassoni, suoi alleati, invasero la Boemia prendendo Praga.

Wallenstein, che si era ritirato nel suo ducato, aveva accolto il disperato appello dell’imperatore.

Raccolse un nuovo esercito di 100.000 uomini e con queste forze espulse i sassoni dalla Boemia,

poi affrontò gli svedesi che risalivano verso nord (lo stesso re svedese morì in battaglia).

Wallenstein poco dopo fu accusato di trattative segrete col nemico e venne ucciso per ordine di

FERDINANDO. Per scacciare gli svedesi, l’imperatore ora cercava l’aiuto dalla Spagna, gli

imperiali e gli spagnoli inflissero una grave sconfitta agli svedesi.

La Svezia, ormai esausta, si preparava ad abbandonare la lotta però ci fu un altro fatto che riaccese

gli animi: l’intervento della Francia.

diretto

FRANCESE

4° FASE: Richelieu

Il cardinale mosse guerra alla Spagna e all’Impero, a fianco dei protestanti di Germania:

per in Germania

impedire il consolidamento della potenza imperiale

• e il riformarsi del potere asburgico contro cui aveva combattuto già Carlo V.

• 10

L’intervento francese rafforzò:

nella Svezia: la volontà di affermarsi nel mar Baltico

• nelle Province Unite: la volontà del riconoscimento dell’indipendenza e delle conquiste in

• campo coloniale.

Di fronte a queste forze gli Asburgo d’Austria e di Spagna avevano poca possibilità di resistenza:

gli distrussero la flotta spagnola nella battaglia delle Dune (1639)

olandesi

• gli devastarono la Germania

svedesi

• battaglia di Rocroi(1643)

l’esercito vinse su quello spagnolo nella

francese

1648: ci furono una serie di trattati di pace

tra Olanda e Spagna

• tra Francia e Impero

• tra Svezia e Impero

• PACE di VESTFALIAcon

collettivamente noti come la quale si ebbe:

riconoscimento spagnolo dell’indipendenza delle Province Unite;

• la Francia ottenne il possesso dei vescovati di Metz, Toul e Verdun, gran parte dell’Alsazia e

• altre piazzeforti sul Reno e in Piemonte;

la Svezia perfezionò il proprio dominio sul Baltico;

• Federico Guglielmo, elettore del Brandeburgo, ottenne la parte orientale della Pomerania e i

• vescovati di Magdeburgo, Minden e Halberstadt; qui si posero le basi dell’ascesa del

Brandeburgo-Prussia al rango di grande potenza;

La fu modificata, rispetto alla pace di Augusta:

situazione religiosa dell’Impero

ammesso anche il calvinismo accanto al cattolicesimo e al luteranesimo; venne spostato al

• 1624 l’anno “normale” delle secolarizzazioni dei beni ecclesiastici.

Dal punto di vista politico:

o

i principati tedeschi ottennero il diritto di stringere alleanze e fare guerre per proprio conto

• purché non contro l’imperatore.

La guerra tra Francia e Spagna si chiuse solo nel 1659 con la PACE dei PIRENEI. La guerra dei

Trent’anni portò a gravi conseguenze economiche e sociali (epoca di violenza e orrore) che solo le

tragedie del XX secolo riusciranno a superare. 11

Cap.12 RIVOLUZIONI E RIVOLTE

1. L’Inghilterra sotto la dinastia Stuart

Giacomo I Stuart (1602-1625) era il re di Scozia col nome di Giacomo VI, succedette ad Elisabetta

che era nubile e senza eredi. L’unione sotto un’unica persona non portò alla

delle due corone

fusione dei due Paesi sotto il profilo politico e amministrativo, avverrà solo con l’unificazione dei

due Parlamenti nel 1707.Era un di fronte agli inglesi per alcune sue condotte.

re impopolare

Durante il suo regno si ripresentarono due problemi che già ai tempi di Elisabetta resero difficili i

rapporti tra corona e Parlamento:

la legislazione contro i cattolici venne inasprita dopo la scoperta della

QUESTIONE RELIGIOSA:

Congiura delle polveri (far saltare in aria il primo Parlamento convocato da Giacomo I) ma non

vennero soddisfatte le richieste dei puritani (i calvinisti intransigenti) per una radicaleriforma della

Chiesa d’Inghilterra:

eliminare dal culto le vestigia di papismo

• eliminare o limitare l’autorità dei vescovi

• maggior libertà alle singole congregazioni nella scelta di ministri e predicatori.

• puritanesimo,

Nei primi decenni del XVII secolo il inteso come stile di vita e atteggiamento

morale più che teologico, si sempre più:

diffuse

tra la gentry

e tra i ed delle città

ceti mercantili artigianali

aumentando l’ostilità e l’estraneità verso la corte sfarzosa e corrotta. Motivo per cui molti che non

vedevano le loro aspirazioni realizzate decisero di emigrare nell’America settentrionale(1620): i

cosiddetti che fondarono la colonia del Massachussets.

padri pellegrini, le spese sostenute per la guerra contro la Spagna avevano creato una

QUESTIONE FINANZIARIA:

difficile situazione finanziaria: a fronte di spese in continuo aumento

insufficienza delle entrate

anche per effetto del rialzo dei prezzi.

Se da una parte lo sviluppo dei traffici aumentava il gettito dei dazi, dall’altro lato la massiccia

vendita di terre sotto i Tudor aveva diminuito drasticamente le entrate demaniali (beni dello stato).

Per reperire nuove entrate, si poteva tassare la rendita fondiaria, in rapido incremento, ma ogni

forma stabile di trovava ostacoli nel Parlamento.

imposta fondiaria

Inoltre, si aggiunsero nel 1620 circa, le CONSEGUENZE DI UNA SITUAZIONE ECONOMICA

da un lato la popolazione inglese continuò ad aumentare fino al 1650, ma tra il 1620 e

NEGATIVA:

1650 non fu più accompagnato da un parallelo sviluppo delle attività

l’incremento demografico

produttive;

si dei pannilani (pilastro del commercio inglese con l’estero) a causa dello

dimezzò l’esportazione

sconvolgimento delle tradizionali correnti di traffico, determinato dalla guerra dei Trent’anni.

I convocati da Giacomo I:

quattro Parlamenti

si rifiutavano di soddisfare le richieste finanziarie della corona

• denunciarono con crescente energia i fenomeni di corruzione

• e gli sprechi presenti nella corte e nel governo

• 12

Il divenne così un

problema finanziario problema politico.

mancanza di strumenti per imporre ai sudditi l’aumento della pressione fiscale

Circolo vizioso: →

(esercito permanente, burocrazia docile) impossibilità di munirsi di tali strumenti a causa della

mancanza di denaro. Il monarca e i suoi ministri per tappare le falle in bilancio e soddisfare i

cortigiani facevano ricorsi a espedienti che screditavano sempre più la corte:

prestiti forzosi, privilegi in cambio di sovvenzioni, multe, vendite di uffici e titoli nobiliari (il

numero dei Lord era più che raddoppiato dall’epoca di Elisabetta), nel 1611 venne creato un nuovo

titolo di solo per essere venduto.

BARONETTO,

2. Il regno di Carlo I e lo scontro tra corona e Parlamento

Il successore di Giacomo I fu il figlio Carlo I (1625-1649), uomo di carattere debole, manovrato dai

favoriti; si vide negare dal Parlamento la tradizionale concessione vitalizia di riscuotere i dazi

doganali sulle importazioni noti come Tonnage and Poundage.

Nel tentativo di il

guadagnare sostegno dei puritani:

dichiarò guerra alla Spagna

• e organizzò una spedizione navale per soccorrere gli ugonotti di La Rochelle (assediati dalle

• truppe del re di Francia).

Queste operazioni militari non ebbero successo per via della scarsa preparazione, ciò diede la

conferma che non ci si potesse fidare del re e del duca di Buckingham, favorito di corte.

Nel 1628 venne convocato il Parlamento che presentò al re un documento in 4 punti chiamato

illegali:

“Petizione che dichiarava

di diritto”

le tasse imposte senza il consenso del Parlamento

• gli arresti arbitrari

• il ricorso alla legge marziale

• l’acquartieramento forzoso di soldati in case private.

Carlo I, stanco delle manifestazioni popolari e dell’ostinazione del P. nell’attaccare la sua politica,

sciolse definitivamente il Parlamento; da allora per 11 anni egli governò senza Parlamento

appoggiandosi:

al Consiglio privato della corona

• e all’azione del che giudicavano i reati di lesa maestà

tribunali regi

• Camera Stellata in campo civile

Corte di alta commissione in campo ecclesiastico.

Due consiglieri ottennero la sua fiducia:

Thomas Wentworth(governatore d’Irlanda, attuò una forte politica assolutistica)

William Laud (nominato nel 1633 arcivescovo di Canterbury=capo spirituale della Chiesa

d’Inghilterra) 13

Carlo I:

fece comunque delle utili che eliminarono le inefficienze e gli sprechi del regno di

riforme

• Giacomo I;

grazie anche alla pace con la Spagna e Francia, alla fine degli del 1620, le spese vennero

• contenute.

le entrate aumentarono non solo grazie a un’attenta amministrazione,ma anche da nuove

• fonti di guadagno:

venne estesa a tutto il paese la per le navi, un tributo per la costruzione

SHIP MONEY=tassa

di navi da guerra (prima solo di carattere eccezionale e solo per alcuni porti).

Laud secondo linee

riorganizzò la Chiesa d’Inghilterra gerarchiche e autoritarie:

nei seggi vescovili erano favoriti i seguaci della dottrina arminiana (protestanti seguaci

• dell’olandese Arminius, contrari alla teoria calvinista della predestinazione)

reintrodotte pratiche di devozione e forme liturgiche proprie della Chiesa cattolica (es.

• paramenti sacerdotali)

perseguitati dai tribunali ecclesiastici i predicatori puritani.

Il era alimentato dall’influenza che aveva la moglie francese

sospetto di un ritorno al cattolicesimo

Enrichetta Maria, praticante cattolica, circondata da gesuiti ed emissari di Roma.

Ciò aumentava l’opposizione dei puritani, convinti che la corte fosse schierata con le forze del

male.

Verso la fine del 1630 poteva sembrare che l’Inghilterra degli Stuart, come la Francia di Richelieu e

la Spagna di Olivares, si avviasse verso un regime assolutistico, ad esso però si opponeva:

la fragilità dell’apparato militare, burocratico e finanziario

• e l’ostilità dei sudditi (rifiuto di pagare le imposte, ritenute illegali in assenza di

• Parlamento,crescente impopolarità di Laud e delle alte gerarchie ecclesiastiche)

Le novità religiose imposte da Laud portarono nel 1638 ad una nella Scozia presbiteriana.

rivolta

Falliti i tentativi di conciliazione Carlo I nell’aprile del 1640 convocò un nuovo Parlamento per

ottenere i mezzi necessari per condurre la guerra contro gli scozzesi: venne chiamato “Breve

perché lo sciolse dopo poche settimane a fronte della sua forte opposizione.

Parlamento”

Il re trovandosi in difficoltà, nel novembre riconvocò il Parlamento, detto “Lungo Parlamento”

perché rimase in carica fino al 1653.

Nella Camera dei Comuni erano in maggioranza gli oppositori della politica assolutistica del

sovrano che seppero intimidire la Camera dei Lord e in pochi mesi smantellarono tutti i capisaldi

del potere regio:

Strafford e Laud furono di tradimento e imprigionati

accusati

sottoposti all’influenza del monarca (Camera stellata) e introdotta

soppressi i tribunali

l’inamovibilità dei giudici

dichiarate illegali e le Shipmoney e le altre introdotte nell’ultimo decennio

abolite imposte

i dalla Camera dei Lord

vescovi vennero estromessi

il Parlamento.

il re privato del diritto di sciogliere 14

Nel frattempo:

gli incitamenti dei predicatori puritani

• la caduta delle restrizioni alla libertà di stampa

• con la monarchia, cui i Lord e una parte crescente dei Comuni

impedivano una riconciliazione

sarebbero stati inclini. Nel 1641 scoppiò un’insurrezione in Irlanda, nacque il problema di

cattolica

chi dovesse condurre la Repressione, prima di votare i sussidi per la costituzione di un esercito, il

cercò di costringere il monarca a cedere il tradizionale controllo delle forze armate.

Parlamento

Nel 1642 Carlo V reagì presentandosi in per ma il

Parlamento arrestare i capi dell’opposizione;

colpo andò a vuoto, perché furono avvertiti e si misero in salvo.

Il si trasferì nella City, con il sostegno delle masse popolari e il re Carlo I

Parlamento lasciò la

e chiamò a raccolta i sudditi fedeli per risolvere la situazione con la forza.

capitale

3. La guerra civile. Cromwell e la vittoria del Parlamento

guerra civile

La iniziò nel 642 e sembrò inizialmente favorire il re Carlo I che poteva contare su

una cavalleria composta da nobili (‘cavalieri’ VS ‘teste tonde’, a causa delle loro capigliature

tagliate corte).

Ma il protrarsi delle ostilità il in quanto:

favoriva Parlamento

poteva contare sul sostegno finanziario di Londra

• sulla capacità contributiva delle contee sud-orientali

• e sull’alleanza con gli scozzesi(1643 patto solenne di Covernant).

Il avvenne nel 1644 nel nord, a Marston Moor, grazie alla cavalleria guidata da

primo successo

Oliver Cromwell, di fede calvinista; l’anno successivo costituì il (esercito di

NEW MODEL ARMY

nuovo modello), caratterizzato da:

disciplina ferrea

• precedenza al merito rispetto alla nascita

• convinzione di combattere per una giusta causa.

1645: le schiaccianti vittorie sui cavalieri a Naseby e a Langport posero fine alla guerra civile.

Carlo I agli scozzesi che lo consegnarono al di Londra. Sul nuovo assetto

si arrese Parlamento

politico e religioso da dare al Paese non si era tutti d’accordo:

nel la voleva riorganizzare la Chiesa d’Inghilterra con un

Parlamento corrente presbiteriana

• sistema di consigli gerarchizzati e con la rigida imposizione del credo calvinista;

ad essa si contrapponevano

sostenitori della tolleranza delle opinioni religiose (esclusi però i cattolici) e

gli indipendenti

• dell’indipendenza delle singole congregazioni dei fedeli.

Il clima di libertà creato dallo scontro tra corona e Parlamento favorì la proliferazione di sette e

Da qui negli anni 50 nacquero :

conventicole religiose. nuovi movimenti religiosi

i quaccheri => coloro che tremano al cospetto di Dio

i battisti => uso di conferire il battesimo agli adulti. 15

Legame tra idee religiose e il radicalismo politico che si espresse soprattutto nel movimento dei

livellatori (levellers) ovvero coloro che abbattevano le siepi e colmavano i fossati posti a difesa dei

terreni recintati.

Ma in realtà, non misero mai in discussione la proprietà privata come i veri livellatori o zappatori

(diggers) che si insediavano su terreni incolti e li lavoravano mettendo in comune il prodotto.

Invece i livellatori:

cercavano i loro seguaci tra gli artigiani cittadini e i piccoli proprietari coltivatori

• rivendicavano la sovranità popolare

Chiedevano:

la soppressione di tutti i privilegi

• la semplificazione delle leggi e un’istruzione per tutti

• esigevano un allargamento del diritto di voto a tutti i maschi

• adulti (esclusi i mendicanti e i servi).

Dopo la vittoria sul re, nel 1647 divenne chiara l’intenzione del Parlamento di sciogliere o spedire

“l’esercito di nuovo modello” in Irlanda a combattere contro i cattolici, senza neppure saldare le

paghe arretrate.

I vari reparti nominarono allora degli “agitatori” (una sorta di rappresentanti sindacali) incaricati di

trattare con i capi per giungere ad una piattaforma comune dell’esercito; successivamente l’esercito

occupa Londra e cattura il re.

Quest’ultimo riesce a fuggire con l’aiuto degli scozzesi e cerca di riaccendere la guerra civile.

A questo punto Cromwell e gli altri capi militari decisero di farla finita e, sotto la minaccia delle

armi, il Parlamento decretò l’istituzione di un’Alta Commissione di giustizia per processare il re.

Nel Gennaio 1649 Carlo I venne condannato e (era la prima volta in Europa che un

giustiziato

monarca veniva giudicato e giustiziato in nome della sovranità del popolo).

4. Il decennio repubblicano: Cromwell al potere

Dopo l’esecuzione del re del 1649 seguì:

la creazione di un (prese il posto del Consiglio privato della corona)

Consiglio di Stato

• la soppressione della Camera dei Lord

• la proclamazione della di Inghilterra, Scozia e Irlanda

Repubblica unita

• (COMMONWEALTH).

Non erano però risolti i contrasti tra moderati, i capi dell’esercito (“i Grandi”) e i livellatori.

Il primogenito di Carlo I, Carlo II assunse il titolo regio ed era riconosciuto dagli scozzesi e dagli

irlandesi e fece arrestare i capi del movimento livellatore;

Cromwell:

seguì la repressione sanguinosa per l’ammutinamento di alcuni reparti;

• guidò la campagna (fu una specie di genocidio);

contro gli insorti irlandesi

• ugualmente rapida e vittoriosa fu la campagna svolta in Scozia

Per la 1° volta si apre la via per una unificazione politica, e non solo dinastica, delle isole

britanniche. La nuova potenza inglese nel 1651 promulgò l’ATTO di NAVIGAZIONE 16

che permetteva il commercio con le colonie nordamericane

• e ammetteva nei porti inglesi solo navi britanniche e dei Paesi da cui provenivano le merci

Era un colpo diretto contro gli olandesi e così scoppiò la prima delle tre guerre navali anglo-

olandesi che sanciranno la superiorità marittima britannica.

1655: l’Inghilterra di Cromwell entrò in la Spagna alla quale strappò l’isola di

guerra contro

Giamaica (poi fulcro della tratta intercontinentale degli schiavi).

Politica estera:

ripresa dell’espansione iniziata sotto Elisabetta

marittima e commerciale

• inizia l’era dell’imperialismo britannico.

Politica interna:

nel 1653 venne sciolto il “Lungo Parlamento” e al suo posto venne insediato il “Parlamento

• (o un’assemblea di 144 membri tutti scelti dai capi dell’esercito che

Barebone” “all’osso”

durò 5 mesi;

nello stesso anno una carta costituzionale proclamò Oliver Cromwell Lord Protettore del

• di Inghilterra, Scozia e Irlanda; scelse i membri del Consiglio di stato, quasi

Commonwealth

tutti capi dell’esercito per cui il si identificava col

potere militare potere politico.

Con il protettorato:

ebbe fine la relativa libertà di stampa

• e il dissenso religioso cominciò ad essere perseguitato.

La non rispondeva ai desideri della voleva per sé il potere ed era ostile al

dittatura militare gentry:

mantenimento di una forte pressione fiscale.

Alla morte di Cromwell (1658) venne proclamato suo successore il figlio Richard che però si

dimostrò incapace per cui dopo la sua abdicazione governò Carlo II Stuart che con la dichiarazione

di Breda (1660) si impegnò

a governare in accordo con il Parlamento

• a concedere una larga amnistia

• a tollerare una certa libertà religiosa.

5. La Francia a metà 600: il governo di Mazzarino e la Fronda Richelieu

Lo spietato aumento della pressione fiscale imposto ai francesi dal governo di aveva

provocato una serie di rivolte popolari, geograficamente circoscritte e spontanee.

Scoppiarono i disordini della “FRONDA” (da fronde, fionda ovvero lo strumento usato dai ragazzi

per lanciare pietre) guidata dalle interessava la capitale e la maggior parte del

classi dirigenti,

Paese.

Alla morte di Luigi XIII e di Richelieu (avvenuta pochi mesi prima) la reggenza del piccolo Luigi

XIV venne assunta da Anna d’Austria, vedova che affidò la direzione degli affari al cardinale 17

Giulio Mazzarino, che si mantenne fedele agli indirizzi politici di Richelieu anche se sostituì la

durezza con la diplomazia e il compromesso.

Come già sotto la reggenza di Maria de’ Medici, i nobili complottarono per impadronirsi del potere

politico:

gli (detentori di uffici venali)protestavano contro l’autorità concessa agli intendenti

officiers

e contro la creazione di continue nuove cariche

i (possessori di cartelle del debito pubblico) protestavano per gli enormi ritardi con

rentiers

cui venivano pagati gli interessi.

Tutti denunciavano gli arricchimenti dei finanzieri e degli appaltatori delle imposte dei cui

servizi la corte non poteva fare a meno.

1648: la situazione si fece esplosiva, infatti di fronte a delle quali faceva parte

nuove misure fiscali

una trattenuta di 4 anni sugli stipendi dei magistrati in cambio del rinnovo della (tassa che

paulette

garantiva l’ereditarietà degli uffici venali), il di Parigi si mise a capo del movimento di

Parlamento

opposizione ed accordò con le altre corti sovrane un comune programma di riforme:

soppressione degli intendenti

• diminuzione delle imposte e del rifiuto del sistema degli appalti

• invalidità di ogni tassa che non avesse ottenuto l’assenso dei Parlamenti

• illegittimità degli arresti arbitrari

Programma che, se attuato, avrebbe bloccato il cammino verso l’assolutismo della monarchia

francese. La regina e Mazzarino reagirono decretando l’arresto di uno dei più autorevoli esponenti

della magistratura = Pierre Broussel, ma il popolo si ribellò e a Parigi sorsero le per cui la

barricate

corte fu costretta a lasciare la capitale e ad accettare le richieste del Parlamento (Dichiarazione

regia)

1649: venne firmata la PACE a SAINT-GERMAIN chiudeva la con la

Fronda parlamentare,

sconfitta apparente della monarchia.

1650-53: a causa delle ambizioni rivali del principe di Condé e altri grandi nobili, ci fu la Fronda

che, a differenza di quella parlamentare, non vi era un disegno politico.

dei principi

A pagare il prezzo di questa furono le campagne (estorsioni e violenze+carestia), i

anarchia feudale

registri parrocchiali mostrarono un forte aumento di mortalità e le diminuzioni delle nascite.

Fu l’esaurimento generale a riportare la pace nel Paese, e a far tornare la regina e Mazzarino a

Parigi nel 1653.

Il fallimento della Fronda dimostrò ai francesi che l’autorità monarchica:

era l’unica che poteva scongiurare l’anarchia

• e frenare la prepotenza dei Grandi.

Su questa diffusa convinzione farà leva il programma assolutistico di Luigi XIV.

La guerra contro la Spagna rimaneva ancora aperta, dopo la pace di Vestfalia;

grazie all’intervento militare di Cromwell, Mazzarino riuscì ad imporre alla corte di Madrid la

PACE dei PIRENEI (1659): 18

vennero assegnati alla Francia l’Artois, il Rossiglione e parte della Cerdagna

• e venne stipulato il matrimonio di Luigi XIV con Maria Teresa(figlia di Filippo IV).

6. Le rivolte nella penisola iberica

Tra il 1637-1643 la Spagna (VS. Province Unite) esce male dalla Guerra dei Trent’anni; effetto e

causa furono le scoppiate simultaneamente in Catalogna e in Portogallo.

rivolte

Non meno del Portogallo, la Catalogna si considerava (anche oggi) una nazione distinta dalla

Castiglia: per la lingua, la cultura e per le istituzioni giuridiche e amministrative.

Nel 1640 il conte-duca di Olivares, approfittando della presenza in loco di un esercito castigliano,

convocò le Cortes per imporre i mutamenti che gli stavano a cuore (cfr. c11, p4), la Catalogna

e chiese l’aiuto della Francia. L’anno dopo venne proclamata la sua

insorse unione alla monarchia

pur mantenendo le sue istituzioni e leggi.

dei Borbone,

La riconquista della Catalogna fu possibile:

per il mutamento della situazione internazionale (PACE di VESTFALIA del 1648 e

• disordini della Fronda in Francia)

e per i timori dell’aristocrazia catalana di fronte al radicalizzarsi della lotta sociale, nata

• come rivolta separatista e trasformata in guerra dei poveri VS ricchi, contadini VS signori.

In Portogallo nel 1640, all’ordine di Madrid che chiamava la nobiltà portoghese allearmi, risposero

con un’insurrezione:

che portò alla proclamazione dell’indipendenza

• e pose sul trono il duca Giovanni di Braganza con il nome Giovanni IV.

L’indipendenza venne formalmente riconosciuta nel 1668, dopo una lunga guerra.

del Portogallo

La Castiglia (fulcro della potenza spagnola) usciva da quasi 50 anni di guerre ininterrotte,

finanziariamente stremata, che portarono a una profonda decadenza economica e demografica. 19

L’APOGEO DELL’ASSOLUTISMO: la Francia di Luigi XIV

1. Luigi XIV: "il mestiere di re"

Luigi XIV, figlio di Luigi XIII e di Anna d'Austria aveva appena 5 anni quando ereditò la

corona nel 1643; ne aveva 23 quando alla morte del cardinal Mazzarino (1661) assunse il

potere. Morì nel 1715, il suo di cui 54 in testa agli affari.

regno durò 72 anni

Questo lungo regno rappresentò il fu anche il

culmine dell’ASSOLUTISMO MONARCHICO,

periodo in cui la Francia esercitò la sua supremazia sull’Europa.

del RE sole: non molto curata, ma ne aveva fatto parte la lettura dei teorici del

Educazione

diritto divino dei re (il potere del monarca viene direttamente da Dio); grande efficacia ebbero

le lezioni pratiche nell’arte di governo ricevute da Mazzarino.

Egli preferì servirsi di (dovevano a lui la propria elevazione; più

ministri di nascita modesta

docili ai suoi voleri); ad es. la direzione delle finanze fu presa da un mercante =>Jean-Baptiste

COLBERT, che oltre al titolo di controllore delle finanze, riunirà altre cariche diventando una

sorta di "superministro" dell'economia e degli affari interni.

Importante fu il ruolo dei (in teoria era unitario, in pratica si divideva in vari

CONSIGLIO

Consigli): (molto ristretto, comprende ministri della guerra-affari esteri-

Consiglio superiore

• finanze, presieduto sempre dal re, si decidono i più importanti affari di Stato)

(esamina la corrispondenza ricevuta dalle province)

Consiglio dei dispacci

• giuridiche)

Consiglio delle parti(questioni

• Consiglio delle finanze.

• généralités

La Francia era suddivisa a fini amministrativi in (30 in totale). I preposti sono gli

intendenti: sotto il regno di luigi xiv, si rafforzeranno e la loro autonomia si estende ai settori

più svariati (giustizia, fiscalità, ecc.); nominati e revocati dal re a suo piacimento saranno la

diretta trasmissione della volontà regale. Il coordinamento della capitale sarà affidato a un

luogotenente generale di polizia.

officiers

Gli (i detentori di uffici venali, ereditati o acquistati per denaro). La venalità delle

cariche non raggiunse mai in altri paesi le dimensioni che ebbero in Francia sotto i Borbone.

Essi erano una tra la e lo

forza intermedia società Stato.

Alla monarchia dovevano la loro legittimazione, traevano non solo prestigio ma anche una

certa autonomia. Per il funzionamento del sistema, era essenziale assicurarsi la fedeltà degli

officiers: attraverso un delicato dosaggio tra forza e legami clientelari. L’affermazione

attribuita a luigi xiv "lo intesa: non solo come manifestazione di potenza ma

Stato sono io”

l’obbedienza e uniformità era affidata soprattutto alla presenza al vertice dello Stato di una

personalità carismatica e al ruolo di mediazione esercitato al centro e alla periferia da notabili

appartenenti al clero, nobiltà o al ceto degli officiers.

giustizia

Es. della per mostrare i la lasciava

limiti dell’assolutismo: legislazione regia,

scoperti gli ambiti del diritto privato e familiare.

≠ nelle varie province; nel sud il

A nord prevaleva il il

diritto consuetudinario diritto romano;

si estendeva a reati contro la morale.

diritto canonico

In campo amministrativo e fiscale, gli Stati provinciali (=assemblee composte da alto clero

nobiltà e rappresentanti delle città)che sopravvivevano in parecchie regioni, i cosiddetti pays

Borgogna, Bretagna, Linguadoca) conservavano importanti poteri come la

d’états(es.

possibilità di contrattare con la corona l’ammontare delle imposte. 1

2. La corte e il Paese sotto Luigi XIV corte

A partire dagli anni Ottanta, Luigi XIV trasferì la sua nella splendida reggia di

vennero ospitate quasi 10.000 persone tra cortigiani, ministri e funzionari, tecnici e

Versailles;

personale di servizio. Una rigida etichetta regolava la vita di corte che ruotava tutta intorno al

re.

I che soggiornavano a Versailles, costretti a vivere sotto gli occhi del re,

nobili francesi

allentavano i loro legami con le clientele e con la terra d’origine riducendo così

l’indipendenza e le possibilità di azione politica.

I trattenuti a corte, lasciavano libertà agli intendenti. Non ci

governatori delle province,

saranno episodi di anarchia nobiliare come la Fronda: da lotta contro lo Stato, l’alta nobiltà

cercherà di occupare lo Stato a proprio vantaggio.

fuori della corte

Al di si estendeva la Francia con venti milioni di abitanti da cui traeva il

numero delle proprie armate e il denaro per mantenere lo splendore.

Oltre l'80% viveva di le tecniche agricole erano le stesse, il concime scarseggiava

agricoltura:

per via del rapporto sfavorevole tra agricoltura e allevamento.

La coltura + importante era la tecniche più evolute erano presenti nelle aree vicine ai

vite;

Paesi Bassi.

La scarsa produttività agricola era legata:

alla struttura della proprietà terriera: estesi erano i terreni di nobili, borghesi e clero

• regolare e una diffusa proprietà contadina di ridotte dimensioni;

alle forme di conduzione prevalenti (mezzadria, piccolo affitto);

• entità del prelievo che gravava sui coltivatori del suolo.

Insomma il era ancora forte e presente:

feudalesimo

la rendita del contadino era scarsa anche perché era pieno di tasse e imposte da pagare

(champart ovvero quota parte del raccolto; corvées ovvero prestazioni di lavoro gratuite) non

solo per l'agricoltura, ma pure per la pesca e la caccia.

Ai diritti signorili si aggiungevano:

le decime ecclesiastiche

• e il prelievo statale con imposte dirette(taglia) o indirette(dazi, gabella del sale, imposta

• su alcolici e altri generi alimentari).

La maggioranza degli abitanti delle campagne vivevano influenzati

ai limiti della sussistenza

da clima e carestie. Per la popolazione erano nulli i benefici dello sfarzo e gloria di cui era

circondato il Re Sole, nonostante gli sforzi nei primi decenni di regno per migliorarne le

condizioni.

3. La direzione dell'economia

Assumendo il controllo delle Colbert si propose due obiettivi essenziali:

finanze,

rimediare al grave dissesto dei conti pubblici

• rilanciare l'economia francese

Una delle prime e più clamorose iniziative del regno di Luigi XIV fu la creazione di una

per indagare sugli illeciti arricchimenti di finanzieri,

Camera di giustizia straordinaria

appaltatori e ricevitori delle imposte. Con multe e confische si diminuì così il debito pubblico. 2

Furono introdotti nella gestione delle imposte indirette, dei metodi più efficaci e più redditizi

per l’erario come la Si raggiunse un pareggio tra entrate e uscite

concentrazione degli appalti.

tra il 1662-71 che permise di ridurre di 1/3 la taglia.

Nella di Colbert il risanamento finanziario doveva:

visione mercantilista

liberare l’erario dai debiti

• e fornire i mezzi per un deciso intervento dello Stato a sostegno dell’economia

Non prese particolari provvedimenti a favore delle campagne ma si concentrò sulle

che esportavano e commerciavano con l’estero con l’obiettivo di far crescere la

manifatture “Solo l’abbondanza di denaro in uno Stato lo

massa circolante di denaro dentro al Paese.

differenzia in grandezza e potenza dagli altri”.

Per raggiungere i suoi obiettivi, Colbert attuò una complessa strategia:

controllo sulla qualità dei prodotti e della manodopera

• concessioni di sovvenzioni e privilegi agli imprenditori disposti a introdurre nuovi rami

• d'industria e creazioni d'imprese con capitale pubblico (manifatture regie)

protezionismo doganale (imposizione di dazi molto alti sui manufatti stranieri:

• soprattutto inglesi e olandesi)

costituzione di Compagnie privilegiate per il commercio con le varie aree del globo

• (come Compagnia delle Indie occidentali e orientali, o la Compagnia del Levante)

sviluppo della marina mercantile e da guerra e potenziamento delle infrastrutture per

• agevolare la circolazione di uomini e merci (strade,canali,porti,servizi postali)

L'attività di Colbert non registrò un immediato successo, a causa:

della precoce morte(1683)

• della crisi economica

• e delle interminabili guerre nella seconda parte del regno di Luigi XIV

ma avrebbe fruttato a distanza di tempo uno sviluppo favorevole sotto il regno di Luigi XV.

4. La direzione delle coscienze

Il regno di Luigi XIV fu caratterizzato:

dallo sforzo di dettare regole valide per tutti

• di imporre l’ordine

• e l’uniformità non solo nei comportamenti ma anche nei gusti e nelle idee (Accademie

• Reali, norme e divieti su stampa e insegnamento). problemi:

Nel Luigi XIV si trovò ad affrontare 3 ordini di

settore religioso

la diffusione della corrente giansenista

• i contrasti con Roma

• la questione ugonotta.

• 3

I giansenisti:

pongono l’accento sull’interiorità della fede

• no alle devozioni esteriori

• seguono dottrina di sant’Agostino

• importanza fondamentale della grazia (dono di Dio a pochi per la salvezza ultraterrena).

Roccaforte del movimento giansenista a Parigi era il monastero di Port-Royal, dove si erano

ritirati alcuni prelati e intellettuali (anche Pascal). La sollecitata dalla

condanna definitiva,

corte regia e dai gesuiti, fu pronunciata nel 1711 dalla Santa Sede con la bolla “Unigenitus”,

il convento fu distrutto; ma nel frattempo, il giansenismo si era largamente diffuso(medio-

basso clero; tra la nobiltà e la borghesia di toga), trasformandosi:

in un al centralismo papale

movimento di opposizione

• e di rivendicazione delle autonomie di vescovi e parroci (nel XVII sec, uno dei motivi di

• scontro tra Parlamenti e monarchia). Roma

conflitto

La monarchia si trovò in con la curia di per via della regio di

régale (diritto

percepire le rendite dei seggi vescovili vacanti e conferire i benefici ecclesiastici fino alla

presa di possesso del successore).

1673: il re estese questo diritto a tutte le diocesi di nuovo acquisto, suscitando dura reazione

della Santa Sede

1682: un’assemblea straordinaria del clero francese approvò una in

dichiarazione di 4 articoli

cui: si ribadivano i privilegi della Chiesa gallicana

• superiorità del concilio sul pontefice

• negazione dell’infallibilità di quest’ultimo.

La controversia si concluse dopo una decina d’anni con il riconoscimento della régale senza

risolvere la questione degli articoli. Per il partito “devoto” e il clero di Francia c’era un

problema più grave, infatti il permanere di una forte minoranza protestante => i calvinisti detti

ugonotti.

in Francia Fin dai primi anni del suo regno, le clausole dell' EDITTO DI NANTES

(cfr. C10,P5) cominciarono ad essere interpretate in modo restrittivo finché nel 1685 venne

emanato l'EDITTO di FONTAINEBLEAU che:

annullava l'editto di Nantes

• e faceva obbligo a tutti i francesi di riconoscere e praticare il culto cattolico.

Oltre 200.000 furono gli ugonotti che scelsero l'esilio, erano per lo più artigiani, mercanti e

professionisti: andarono ad arricchire Paesi come l’Olanda, l’Inghilterra e la Prussia. In

Francia il calvinismo sopravvisse clandestinamente. 4

5. La gloria militare: le guerre di Luigi XIV

Nel pensiero di Luigi XIV:

la coesione interna

• la prosperità

• e il rafforzamento del Regno

erano le condizioni necessarie per mettere in atto l’egemonia sul resto d’Europa. Gli strumenti

erano la e la A questo scopo, ingenti furono le spese per assicurarsi

diplomazia guerra.

alleanze, per corrompere e suscitare rivolte nei Paesi nemici. Ma ancora più massicce furono

le quasi mai inferiori alla metà del bilancio, destinate ad aumentare in caso di

spese militari,

guerra. L'esercito negli anni, fu sistematicamente riorganizzato, aumentando

progressivamente il numero dei soldati. Alle vecchie forme di reclutamento (volontario;

forzato per vagabondi-disoccupati-orfani; acquisto di reggimenti stranieri) si aggiunse dal

1688 la “milizia” (un embrione di coscrizione obbligatoria) che aveva compiti di difesa locali

e basata sul sorteggio di celibi per ogni parrocchia.

I soldati (≠ dalla G. dei 30 anni), avevano uniformi, erano armati ed equipaggiati, grande

sviluppo ebbero i corpi dell’artiglieria e del genio, le piazzeforti fortificate. di devoluzione"

La macchina bellica venne messa alla prova in occasione della "guerra

contro la Spagna(così chiamata perché basata sulla rivendicazione di parte dell’eredità

spagnola da parte di Luigi XIV in nome di sua moglie Maria Teresa, figlia del defunto re

Filippo IV.

Le truppe francesi occuparono la parte sud dei Paesi Bassi(1667), ma il re ricevette pressioni

da olandesi e inglesi, insieme all’imperatore Leopoldo I, per fermare l'avanzata militare.

Con la PACE di AQUISGRANA (1668) alla Francia furono riconosciuti i vantaggi territoriali

fino allora acquisiti nelle Fiandre.

Il risentimento del Re Sole nei confronti dell’Olanda (rispondeva con ritorsioni commerciali

alla guerra tariffaria ingaggiata da Colbert), riaprì le ostilità:

guerra

1672: Francia, Inghilterra e Svezia dichiararono alle Province Unite.

- L'entrata in guerra di Spagna e Impero contro la Francia

- la firma di una pace separata dell’Inghilterra con l’Olanda

- la sconfitta della Svezia

alla PACE di NIMEGA (1678).

costrinsero la Francia

Luigi XIV riprese:

politica di espansione

la sua ai danni di Strasburgo e Casale nel Monferrato

• le ostilità contro la Spagna e bombardò Genova, sua alleata, dal mare.

Fu inevitabile la formazione di una nuova coalizione europea:

luglio 1686: venne stipulata ad Augusta una tra Spagna, Impero, Olanda e

lega difensiva

Svezia contro i francesi; successivamente aderirono anche l’Inghilterra e il duca di Savoia

Vittorio Amedeo II. Dopo iniziali successi gli eserciti francesi furono vinti da inglesi e

respinti dai Paesi Bassi. Luigi xiv firmò la PACE di RYSWICK (1697): si ristabilì la

situazione antecedente al conflitto si annullarono le conquiste francesi degli anni ’80 il duca

di Savoia ottenne la fortezza di Pinerolo. 5

6. Il tramonto di Re Sole

L’ultimo quindicennio del regno di luigi XIV furono contrassegnati da cupezza e

malcontento. Il peso diretto e indiretto della guerra divenne per i sudditi sempre più

intollerabile:

oltre alla vendita massiccia di cariche e titoli

• la manipolazione della moneta

• il credito a tassi elevatissimi

vennero istituite nuove imposte:

la ovvero l’ imposta sull’individuo

CAPITAZIONE

• il DECIMO ovvero un prelievo in percentuale su qualsiasi tipo di reddito.

Era sentito un malessere generale dato dalla miseria, dalla guerra, dalle tasse e dalla carestia,

inoltre ci fu l’incupirsi della vita di corte a Versailles.

L’opposizione del re si attraverso:

all’assolutismo manifestò

sommosse popolari

• contestazioni verso una politica che limitava l’agricoltura in favore del commercio e che

• imprigionava ogni attività dentro regolamenti e divieti

rivendicazioni nobiliari e aristocratiche

• la cultura metteva in discussione i princìpi sostenuti e imposti dalla corte.

1° settembre 1715 si diffuse la notizia della morte del vecchio despota, la popolazione ne gioì.

Il successore era un bambino, Luigi d'Angiò, secondo figlio del duca di Borgogna. 6

Cap.16 I NUOVI EQUILIBRI EUROPEI TRA SEI E SETTECENTO

1. La “gloriosa rivoluzione” e l'ascesa della potenza inglese

In Inghilterra la monarchia Stuart era stata restaurata nel 1660 sulla base di un compromesso

con il da cui dipendeva per le spese straordinarie. Carlo II Stuart(1660-85)

Parlamento

godeva comunque di una grazie:

certa autonomia

all’aumento delle derivanti dai traffici e consumi

entrate

• da un stipulato nel ’70 con il re di Francia: questo si impegnava a versare un

trattato

• consistente sussidio annuo in cambio di sostegno contro l’Olanda e di attivarsi nella

restaurazione del cattolicesimo in Inghilterra.

L’accordo era segreto ma l’opinione pubblica, sensibile al pericolo di papismo, si insospettì di

fronte alle evidenti inclinazioni filocattoliche del monarca. Così nel 1673 il votò

Parlamento

Test Act:

un subordinava l'assunzione di cariche civili o militari a una professione di fede

anglicana. I protestanti inoltre temevano che il fratello Giacomo, cattolico, gli succedesse al

trono non avendo eredi maschi. Di fronte a i problemi religiosi e dinastici si crearono in questi

schieramenti politici:

anni due sostenitori della monarchia di diritto divino, del legittimismo dinastico, della

tories:

• Chiesa anglicana

sostenitori del e di un più vasto fronte protestante comprendente le

whigs: Parlamento

• sette dissenzienti dalla Chiesa d’Inghilterra.

Sotto l’influenza di Giacomo, dopo il 1680 la regia, si sviluppò in modo

POLITICA

ASSOLUTISTICO:

il Parlamento venne ripetutamente sciolto per impedirgli di votare una legge che

• escludesse i cattolici dalla successione al trono

gli oppositori vennero perseguitati da giudici docili al volere del re

Salito al trono Giacomo II (1685-88):

si mosse subito per il rafforzamento dell'esercito;

• il nel 1687 da una Dichiarazione di indulgenza

Test Act fu annullato

Nel frattempo nasce a Giacomo un concretizzando la preoccupazione di un

figlio maschio

radicamento di una dinastia cattolica. In questa situazione, i maggiori esponenti e si

whig tory

accordarono per rivolgere un appello allo statolder (governatore) d’Olanda Guglielmo III

d’Orange che aveva sposato una figlia di Giacomo II, Maria Stuart. Guglielmo organizzò una

spedizione militare e il 15/11/1688 sbarcò a Torbay mentre Giacomo II trovatosi isolato fuggì

Un “Parlamento offrì la corona a Guglielmo e Maria che

in Francia. di convenzione”

s'impegnarono a osservare una (1689), nel quale venivano restituiti

Dichiarazione dei diritti

poteri al Parlamento, tra cui:

l’illegalità di ogni atto legislativo, di prelievo fiscale e arruolamento di soldati senza

• autorizzazione del Parlamento

libere elezioni e discussioni parlamentari

• l’indipendenza dei giudici

• 7

Seguì l'Atto ovvero l’abrogazione delle pene al dissenso religioso, ma non x i

di Tolleranza

cattolici. L’edificio costituzionale inglese sarà completato:

dal (1694) che imponeva l'elezione di un Parlamento almeno ogni 3 anni

Triennal Act

• l’abolizione sulla stampa (1695),

della censura

• l'Act (1701) che fissava l'ordine di successione al trono in modo da

of Settlement

• escluderne i cattolici.

rivoluzione”

La “gloriosa del 1688-89 (chiamata così perché non ci fu spargimento di

sangue):

si presentava come restaurazione della legalità violata dal re

• e rappresentava la svolta decisiva nella politica inglese che per sempre la strada

bloccò

• dell’assolutismo e aprì la via verso un governo parlamentare.

Tanto che il filosofo John LOCKE (1632-1704):

si schierò contro la monarchia assoluta

• e a favore della giustificava una delega di determinati poteri

teoria del contratto sociale:

• al monarca per una migliore salvaguardia dei diritti fondamentali degli individui (tra cui

libertà personale e proprietà); inoltre sosteneva la legittimità dell’insurrezione dei

sudditi nel caso tali diritti fossero violati dal sovrano.

Locke va in direzione opposta rispetto a Thomas HOBBES (cfr. C4,P2) che presupponeva una

rinuncia dei sudditi a tutti i loro diritti in favore del monarca. Essendo cambiato il vertice

della monarchia inglese ci fu l’immediato ingresso nella coalizione europea contro la Francia

nel 1689 (cfr. C15,P5). novità fiscali

L’aumento delle spese militari portò a sua volta all’introduzione di importanti

ed amministrative:

l’accisa (imposta indiretta del 1660 venne estesa a nuovi generi di largo consumo, come

• il sale e il cuoio),

introduzione di un’imposta (proporzionale al reddito presunto)

fondiaria

Comunque si verificò lo stesso una forte crescita del debito pubblico per la cui gestione venne

abilitata a emettere buoni che circolarono presto come

fondata la Banca d'Inghilterra(1694),

carta moneta. L 'amministrazione delle finanze, della flotta e dell'esercito richiese la

costituzione di una e

burocrazia statale centrale periferica.

Si determinò un Conflitto di interessi tra di campagna, schierata su posizionitory,

gentry

“partito del Paese” (denuncia le spese eccessive, gli arbìtri, la corruzione, ecc.)

contro

la politica estera aggressiva voluta dai “partito della corte”(beneficiano del favore del

whigs,

re e dei suoi ministri e sul quale la monarchia si appoggia costantemente ).

Nonostante le guerre prolungate, l'incremento della spesa pubblica, l'economia inglese

continuò a crescere a ritmi sostenuti: 8

esportatore di cereali

l’Inghilterra divenne un Paese

• il ribasso dei prezzi portò ad un incremento del potere d’acquisto dei ceti inferiori e un

• allargamento del mercato per generi non di prima necessità come la birra

le manifatture e i traffici si espansero ponendo le basi per la “rivoluzione industriale”

• del tardo Settecento.

2. L'espansione della monarchia austriaca

Nel corso della guerra dei 30 anni:

era stato cancellato il disegno di restaurazione cattolica e imperiale degli Asburgo

• nuovo senso d’unità

in compenso nei loro Stati ereditari si era creato basato sulla

• e sul tipico della Controriforma.

fedeltà dinastica sentimento religioso

Questa compattezza si trovò anche:

nel di governo

rafforzamento degli organi centrali

• e nella costituzione di un forte esercito permanente.

Fuori da questa comunità politico-culturale c’era:

l’Ungheria (per 2/3 sotto il dominio ottomano o al principe di Transilvania)

• e la cosiddetta “Ungheria imperiale” (suddita degli Asburgo) che rivendicava la libertà

• religiosa e lo (ribellarsi in caso il sovrano vìoli le leggi fondamentali del

jus resistendi

Paese);

1678: vasta ribellione quando l’imperatore LEOPOLDO I (1658-1705) cercò di stroncare

l’opposizione della nobiltà al potere monarchico, sospendendo le libertà costituzionali ed

avviando una persecuzione contro i protestanti

I rivoltosi ottennero l'aiuto delle truppe ottomane, mentre gli Asburgo poterono contare su

forze austriache e polacche che misero in fuga i turchi e i ribelli>vittoria del

In pochi anni verranno riconquistati i territori di tutta la pianura

Kahlenberg(1683).

ungherese+ Transilvania e il Peloponneso (grazie ai Veneziani che erano entrati in guerra a

fianco degli Asburgo).PACE a CARLOWITZ (1699) sancì il grave arretramento dell'impero

ottomano:

agli Asburgo => Ungheria e Transilvania;

a Venezia => Peloponneso.

L’ascesa della monarchia austriaca a grande potenza si completerà al termine della guerra di

successione spagnola. Vienna assunse il volto di una grande capitale ma tuttavia dietro questo

splendore si nascondeva

economia: ▫ ▫

un'arretrata agricoltura di sussistenza servaggio contadino

• fragilità politica:

e una potere dei “ceti” riuniti nelle Diete VS potere sovrano

Alle Diete il nuovo imperatore Carlo VI (1711-40) dovette rivolgersi per ottenere il

riconoscimento della che:

Prammatica Sanzione

sanciva l'indivisibilità dei domini asburgici

• 9

stabiliva un ordine preciso di successione regale.

3. La guerra di Successione spagnola e i regni iberici

Il 1° novembre 1700, dopo una lunga agonia, moriva senza eredi l'ultimo Asburgo della linea

spagnola Carlo II. Per evitare lo scoppio di un conflitto di successione, venne stipulato un

accordo fra le maggiori potenze:

a (secondogenito dell'imperatore Leopoldo I) assegnava la Spagna, Paesi Bassi e

Carlo

• le colonie americane;

a (nipote di LUIGI XIV) sarebbero andati i domini italiani.

Filippo d'Angiò

L’idea di spartire l’eredità suscitava forti ostilità a Madrid: Carlo II si lasciò convincere a

erede universale

redigere un testamento che proclamava il (con la rinuncia ad

duca d'Angiò

una successione sul trono francese) che assunse il titolo di Filippo V re di Spagna. Il Re sole

mostrò la separazione delle corone (francese e spagnola) come un’illusione:

inviò guarnigioni francesi a Milano e nei Paesi Bassi

• compagnie francesi ebbero vantaggi nel commercio con il Nuovo Mondo.

Le altre potenze, che avevano già combattuto contro le mire egemoniche, non potevano

accettare questa situazione: Asburgo, Inghilterra e Olanda stipularono il 7 settembre 1701 una

guerra

La venne dichiarata il 15 maggio 1702.

nuova GRANDE ALLEANZA.

Alla coalizione antifrancese la Danimarca e molti principi tedeschi.

aderirono:

Successivamente il duca di Savoia e Portogallo. I sovrani francese e spagnolo si trovarono

isolati. In un primo momento, dopo iniziali successi franco-spagnoli, le operazioni volte sui

vari fronti andarono a favore della Grande Alleanza. Le cose sembravano peggiorare per la

Francia, ma ci furono due avvenimenti che smorzarono la tenacia di Inghilterra e Olanda:

l'Inghilterra si trovò in difficoltà con la caduta del ministero a Londra, seguito da

whig

• un governo più sensibile alle richieste dei proprietari terrieri contro le tasse di

tory

guerra.

La Spagna si trova a far fronte alla scomparsa prematura di Giuseppe I.

La successione di Carlo III re di Spagna agli Stati ereditari austriaci e alla dignità imperiale

poteva ricreare un potere simile a quello che aveva avuto Carlo V due secoli prima. Si firmò,

invece:

1713: la PACE di UTRECHT con la Francia

1714: la PACE di RASTATT con la monarchia austriaca

nuovo ordine politico

Questi trattati stabilivano un che sarebbe rimasto a lungo alla base

dell'equilibrio europeo:

A Filippo d’Angiò, con il nome di Filippo V, rimaneva Madrid fu ribadita

l’incompatibilità con la corona francese

a Carlo d’Asburgo, divenuto Carlo VI come imperatore, quale indennizzo per la

mancata successione, passavano i possedimenti spagnoli nei Paesi Bassi e in Italia,

tranne la Sicilia e alcune province milanesi assegnate a Vittorio Amedeo II;

l’Olanda ottenne alcune piazzeforti lungo la frontiera tra i Paesi Bassi belgi e la Francia; 10

l’Inghilterra ebbe sostanziosi guadagni territoriali e una serie di privilegi commerciali

tra cui:

l’asiento (monopolio dell’importazione di schiavi neri nelle sue colonie)

• e il “vascello di inviare ogni anno una grossa nave carica

di permissione”(diritto

• di mercanzie nel Nuovo Mondo).

Risultato della in Spagna:

guerra di successione

sostituzione dell’egemonia austriaca all’egemonia spagnola in Italia

• affermazione definitiva della supremazia marittima e commerciale inglese

• nelle relazioni internazionali si afferma un concetto politico già emerso nel secolo

• equilibrio europeo

precedente: da difendere contro ogni progetto egemonico attraverso

la diplomazia e alleanze militari. riforme

Il di Filippo V inaugurò la dinastia Borbone di Spagna fu caratterizzato da

regno

quali: risanamento delle finanze

• eliminazione di uffici-vitalizi-privilegi aragonesi

• i ministri sostituirono i Consigli ed erano esecutori della volontà del monarca

• riformati esercito e amministrazione secondo il modello francese)

• internazionale.

e da una buona ripresa dell'iniziativa Dal 1714 influenzata dalla

• seconda moglie di Filippo V, Elisabetta Farnese e dal cardinale primo ministro Giulio

Alberoni che voleva riportare la supremazia spagnola in Europa.

Contro la sua politica estera si formò una composta da:

QUADRUPLICE ALLEANZA

Inghilterra, Francia, Austria e Olanda; La flotta spagnola fu annientata da quella inglese al

largo di Capo Passero e le truppe imperiali intervennero in Sicilia.

Con la PACE dell’AJA (1720) la situazione tornò come prima dello scontro bellico(tranne lo

scambio imposto a Vittorio Amedeo II che prese la Sardegna al posto della Sicilia che passava

all’Austria). In questi anni al si contrappose

rinnovamento spagnolo l’immobilismo

di Giovanni V di Braganza, anche se beneficiava:

portoghese

delle grandi quantità di oro dal Brasile

• e del grande consumo di vino di Porto da parte degli inglesi

4. L'ascesa della Russia di Pietro il Grande e il declino della Svezia

La Russia di fine 600 era un immenso territorio scarsamente popolato; i ROMANOV, saliti

sul trono degli zar:

ripresero con Michele la già affermata con Ivan IV

tradizione ASSOLUTISTICA

• e con Alessio, attuarono una notevole territoriale.

espansione

Ma: Gli inasprimenti fiscali provocati dalla guerra

• e il progressivo peggioramento delle condizioni di vita dei contadini servi della gleba

• 11

determinarono un profondo stato di malessere e inquietudine nella popolazione;

Crisi che fu aggravata:

da una pestilenza scoppiata nel 1654

• e dal grande scisma religioso.

1689: dopo una lunga crisi dinastica, si impose come unico zar il figliastro di Alessio, Pietro

modernizzare

che era deciso a il suo Paese sul modello dell’Occidente europeo

Fece un in Olanda, Inghilterra e Germania per studiare tecniche militari e

lungo viaggio

lavorare nelle fabbriche. Costretto a tornare per via di una ribellione manifestò una serie di

(torturò e uccise suo figlio perché non condivideva la sua politica).

atti di feroce violenza

Dell’Occidente era interessato agli aspetti militari piuttosto che una comprensione della

nascente civiltà dei Lumi.

Con la sua opera di modernizzazione:

molti giovani aristocratici furono mandati all'estero a studiare

• furono abbandonati i modelli religiosi e le tradizioni arcaiche

In pochi decenni mentalità e costumi della nobiltà russa ebbero un notevole cambiamento

creando un abisso con la popolazione che era fedele alla tradizione. La trasformazione

militare era finalizzata al obiettivo principale era conquistare uno

rafforzamento militare:

sbocco sul Baltico.

Tutte le regioni erano di dominio svedese così Pietro entrò in guerra >nel 1700 a fianco della

Polonia e Danimarca contro

guerra del Nord

il nuovo re di Svezia Carlo XII (grande 1700-21) e nonostante le iniziali

vittorie svedesi, il sovrano russo riuscì ad impadronirsi di tutte le coste orientali del Baltico

(Livonia, Estonia, Ingria, Carelia) sancite con la PACE di NYSTADT del 1721.

L’egemonia della Svezia sul Baltico era finita, così come l’assolutismo all’interno del Paese:

della libertà”,

dopo la morte di Carlo xii ebbe inizio l’“era basata su un equilibrio

costituzionale tra la monarchia, un Parlamento e Consiglio di Stato di cui faceva parte il re,

ma prendeva le sue decisioni a maggioranza.

PIETRO IL GRANDE indirizzò tutti gli sforzi economici della nazione verso un

e della ciò diede un impulso all’industria siderurgica,

potenziamento dell'esercito marina;

metallurgica, manifatture tessili e alle costruzioni navali. Anche il commercio con i paesi

occidentali ebbe discreto successo, ma l'economia russa, rimase fondamentalmente agricola,

per l’autoconsumo. Per le spese militari si gravava sui contadini.

innovazioni

Le maggiori furono introdotte negli organi di governo centrali:

la Duma dei boiari venne sostituita da un Consiglio nominato dallo zar chiamato poi

• Senato; 12

furono presi provvedimenti verso gli affari ecclesiastici con lo scopo di spezzare

• l'opposizione del clero locale di fronte alla sua opera di modernizzazione;

ci fu la suddivisione del territorio in governatorati, province e distretti per riordinare

• l’amministrazione locale

Egli si servì della nobiltà inquadrata nella Tabella dei ranghi: chi raggiungeva il livello più

alto otteneva la nobiltà ereditaria, accentuando la dipendenza dell’aristocrazia fondiaria.

nobiltà

Caratteristica della rimase la mancanza di un'organizzazione corporativa, di privilegi

e “libertà”, come quelli che in Occidente facevano da contrappeso all’autorità monarchica.

Il sovrano promosse l'istruzione (l'Accademia delle scienze di Pietroburgo) e l'attività

ascesa della Russia

editoriale. Risultato immediato del suo regno a grande potenza militare e

il suo ingresso all’interno dei giochi delle alleanze e delle diplomazie europee.

5. La nascita dello Stato prussiano

Il ingrandito per effetto della pace di Vestfalia era formato da

Brandeburgo territori

ed ognuno con propri “ceti” che amministravano localmente senza

discontinui eterogenei

preoccuparsi degli interessi generali del loro principe. Federico Guglielmo di

Hohenzollern(1640-1688), approfittando delle sconfitte inflitte alla Polonia dalla Svezia,

acquisì con la PACE di OLIVA la piena sovranità della Prussia.

Nelle campagne brandeburghesi e prussiane vigeva allora un radicato feudalesimo: ai grandi

proprietari fondiari (Junker) vennero rafforzati i loro privilegi e ottennero di essere impiegati

come ufficiali dell’esercito in cambio di un maggior accentramento dei poteri nella persona

del sovrano. Il figlio di Federico Guglielmo nel 1701 ottenne il titolo di Federico I.

ascesa

Le premesse per la spettacolare della potenza prussiana, furono poste dal successore

Federico Guglielmo I (1713-40):

egli ridusse le spese per la corte

• e si dedicò alla formazione di un forte esercito.

I mezzi finanziari per il mantenimento di questo esercito:

furono forniti in buona parte dal (terre di proprietà dello stato date in

demanio regio

• parte in affitto)

fu riorganizzata la percezione della contribuzione (tassa fondiaria che gravava

• essenzialmente sui contadini) e l’accisa

nuovi commissari regi furono introdotti nelle città, mentre nelle campagne

• l'amministrazione rimase in mano agli Junker.

La burocrazia dello Stato era reclutata per lo più tra borghesi colti e sottoposti alla volontà del

sovrano. Questo di impronta burocratico-militare rimarrà caratteristico dello

ASSOLUTISMO

Stato prussiano fin oltre il 1870. Al fine supremo della potenza statale fu subordinata l'azione

del governo per promuovere le manifatture e gli scambi e per attirare nel Paese profughi per

motivi religiosi (come gli ugonotti). Federico Guglielmo I lasciava al figlio:

un potente esercito

• un'amministrazione efficiente

• un Paese in via di sviluppo.

• 13

LA CIVILTA’ DEI LUMI

1. Fede e ragione

la definizione più convincente è quella del filosofo Kant (1724-1804):

ILLUMINISMO:

"L'illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso.

Minorità è l’incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro…abbi il coraggio

di servirti della tua propria intelligenza! E’questo il motto dell’Illuminismo".

Ovvero:

rifiuto del principio di autorità

• uso sistematico dello spirito critico

• philosophe:

Sono caratteristiche del egli è uno spregiudicato in qualunque

indagatore del vero,

campo del sapere; l'unica verità per lui è quella che deriva da un'osservazione o da

diretta dei fatti

testimonianze superiori a ogni dubbio, da sottoporre al "lume" della ragione.

Fu soprattutto in Olanda e Inghilterra che si sviluppò la critica della religione tradizionale, dei

miracoli, ecc. incomprensibili per la ragione umana, ad opera di scrittori come Spinoza, Bayle,

Locke, il quale si sforzò di conciliare fede e ragione rendendo quest’ultima arbitra dei problemi

posti dalla Rivelazione e mettendo al primo posto l’osservanza dei precetti morali.

Altri rifiutarono ogni affermazione non spiegabile razionalmente e ogni verità rivelata dai testi sacri

deismo.

con un orientamento religioso chiamato

I non negavano l’esistenza di un Dio creatore dell’universo, né l’immortalità dell’anima,

deisti

ma sostenevano

che a tali conclusioni si poteva arrivare con la sola ragione

• e che queste conclusioni costituivano l’elemento comune di tutte le religioni rivelate, i cui

• dogmi e i cui misteri andavano respinti come superstizioni o imposture.

In ambito cattolico, il rapporto ragione-fede era più problematico, che nei Paesi protestanti, per:

il persistere della tradizione aristotelico-scolastica

• forme di devozione vicine alla superstizione

• presenza del clero per la direzione delle coscienze e per la radicata intolleranza verso ogni

• deviazione dall’ortodossia

Voltaire ("Candido" 1759), orchestrò la campagna contro “l’infame” (lo spirito di intolleranza della

Chiesa di Roma). Sosteneva l’esistenza di un Dio architetto dell’universo, che si regola secondo

leggi non sempre comprensibili o favorevoli agli interessi umani. Contro le guerre e le persecuzioni

per ragioni politiche e religiose, egli distingueva tra religione naturale e religioni positive.

caso “Calas”:

Esempio dell’orrore di Voltaire per l’intolleranza e il fanatismo religioso è il

Jean Calas, protestante, era accusato di aver ucciso suo figlio (fu trovato impiccato e

probabilmente si era suicidato, per prevenirne la conversione al cattolicesimo).

Jean Calas fu condannato a morte dal Parlamento di Tolosa e giustiziato nel 1762.

Voltaire usò quest’episodio per una martellante campagna di stampa, finché non riuscì nel 1765 a

ottenere la revisione del processo e la proclamazione dell’innocenza di Calas. atei

Egli non metteva in discussione l’esistenza di Dio come altri che si dichiaravano e

philosophes

proclamavano la natura irrazionale di tutti i culti. 1

Diderot insieme a d'Alembert autori dell'Enciclopedia, partirono da posizioni deistiche per

approdare a una visione della natura come creazione e modificazione continua di organismi e di

forme di vita, anticipando la teoria evoluzionistica dello scienziato Lamarck di fine 700.

2. L'uomo e la natura

Nel alla d’Alambert afferma che le nostre conoscenze derivano

Discorso preliminare Enciclopedia

dalle sensazioni e così anche le nostre idee.

Egli si rifaceva alla di Locke secondo cui la mente è riempita

teoria della conoscenza

dall’esperienza, la riflessione serve per confrontare le sensazioni e giungere a riflessioni complesse;

rifiuto di ogni metafisica e di ogni supposizione senza una diretta osservazione dei fatti

(empirismo). sensismo

Bonnot elaborò l’empirismo di Locke nel (filosofia che riconduce ai sensi tutte le

cognizioni umane). Altri filosofi si spinsero fino ad un (alla riduzione di

materialismo integrale

tutto ciò che esiste, compreso l'uomo e le sue facoltà mentali, a pura materia).

Altri ancora come Hume svilupparono l'empirismo lockiano in una direzione diversa, che portava

alla negazione del concetto di sostanza(noi conosciamo solo le sensazioni e non le cose reali) e del

concetto stesso di legge causale (noi osserviamo che a un fenomeno ne segue un altro, ma nessun

principio razionale ci dice che ciò deve necessariamente avvenire o che continuerà ad avvenire in

futuro).

Altro filone centrale del pensiero illuministico è l’utilitarismo ove il bene non è qualcosa di

oggettivo e astratto, ma deve coincidere con ciò che colpisce gradevolmente i sensi, con

l’appagamento del bisogno;

Il perseguimento anarchico del piacere dei singoli individui è controproducente verso il vivere

sociale: molti scrittori settecenteschi si sforzano di costruire una morale individuale e sociale basata

sull’utile rettamente inteso.

Queste idee e atteggiamenti sfoceranno nell’esaltazione della e della sua

scienza capacità di

le leggi che governano la natura.

svelare

Figura dominante del panorama scientifico europeo è senza dubbio l'inglese Isaac Newton (1642-

1727):

non solo per l’importanza delle sue scoperte, ma anche perché:

metodo scientifico

impose un basato sul rifiuto delle ipotesi astratte e sulla sintesi tra

• indagine sperimentale e procedimento matematico;

le sue teorie divennero il nuovo vangelo per tutte le persone colte e stabilirono il paradigma

• da seguire nella ricerca della verità in ogni settore.

L'autorità di Newton rimase indiscussa per tutto il XVIII secolo; fecero passi avanti la botanica e la

zoologia, come anche la chimica, rifondata dagli studi di Lavoisier (scopritore dell'ossigeno e della

composizione dell'acqua); vennero studiati i fenomeni elettrici da B.Franklin e dagli italiani Galvani

e Volta. prestigio senza precedenti

Nel ‘700 la e gli godettero di un sia all’interno delle

scienza scienziati

istituzioni (in primo luogo le grandi accademie di Stato), sia agli occhi di un pubblico colto.

3. La “pubblica felicità”

Anche in non si può parlare dell’Illuminismo come di un movimento unitario anche

campo politico

se alcune premesse sono condivise:

tramonto della teoria del diritto divino dei re

• idea che il potere deve essere esercitato nell’interesse comune dei sudditi per realizzare la

• “pubblica felicità” 2

delimitazione di una sfera di libertà privata in cui l’autorità sovrana non ha il diritto di

• intromettersi.

orientamenti fondamentali

Gli possono essere racchiusi in 3 nomi: Montesquieu, Voltaire e

Rousseau.

MONTESQUIEU

1) affermava che le leggi sono i rapporti necessari che derivano dalla natura delle cose

2) a lui non interessava fornire regole universalmente valide per il governo dei popoli, ma

scoprire i princìpi e i meccanismi che regolano i vari ordinamenti politici

3) questi sistemi si riducono a tre tipi fondamentali:

il => il principio ispiratore è la paura;

dispotismo

• la => che poggia sul senso dell’onore;

monarchia

• la => che si regge sulla virtù dei cittadini.

democrazia

4) Ciascuna delle tre forme si adatta meglio a un determinato clima e territorio:

per la democrazie

Piccola

• per i regimi dispotici

Vastissima

• per le monarchie

Intermedia

5) Egli il cui modello è l’Inghilterra; garanzia maggiore

sostiene la MONARCHIA temperata

per le libertà individuali è la divisione dei poteri: separazione del potere giudiziario dal

potere esecutivo e legislativo.

6) Il livellamento delle condizioni sociali è tipico:

del dispotismo (dove tutti sono schiavi)

• e della democrazia (tutti sono uguali)

Nella monarchia ci sono 2 poteri intermedi (nobili e magistrati) che arginano il potere sovrano e dei

suoi ministri.

VOLTAIRE che aveva il pregio di combattere i

Sosteneva l’ASSOLUTISMO o DISPOTISMO ILLUMINATO

privilegi, infatti solo chi è al di sopra di tutti può avere una chiara visione degli interessi generali e

agire senza condizionamenti

In questo modo veniva giustificata la concentrazione di tutti i poteri nelle mani di un monarca

saggio e “illuminato”.

ROUSSEAU

Sosteneva la DEMOCRAZIA.

1) secondo lui il passaggio dell'uomo dallo “stato di natura” allo “stato sociale” insieme alla

proprietà privata, aveva dato inizio ad un processo di degenerazione morale i cui sintomi

erano:

le enormi disuguaglianze sociali

• il lusso sfacciato dei ricchi

• la corruzione

• e la stessa raffinatezza delle arti e tecniche.

• 3

patto

Per uscire da questa situazione l'unica via è quella di una di un che

rifondazione della società,

trasformasse i sudditi in cittadini, gli schiavi in uomini liberi, attraverso la cessione totale di tutti i

propri diritti alla comunità.

L'unione delle volontà non limita la libertà dell'individuo, anzi la potenzia e la protegge grazie alla

forza della comunità. La sovranità che risiede nel popolo è inalienabile e indivisibile.

Egli ammette il governo e i magistrati, anzi il governo può essere monarchico o aristocratico

purché:

esso esegua la volontà generale (espressa idealmente dall’assemblea dei cittadini)

• e che governanti e magistrati siano revocabili in qualsiasi momento.

All’interno di questa visione vi è l’idea della necessaria coincidenza, una volta che l’uomo si è

spogliato dei suoi pregiudizi e delle sue passioni egoistiche, tra il bene comune e l’interesse

individuale attraverso la (intesa secondo i canoni classici di Sparta e della Roma

virtù

repubblicana).

Lo stesso anno del (1762), il filosofo pubblicò l’“Emilio" in cui mostra come

Contratto sociale

attraverso l'educazione (un’educazione all’essere e al fare piuttosto che al sapere) sia possibile

forgiare l'uomo nuovo. giusnaturalismo

Nei Paesi di lingua tedesca rimase viva per tutto il 700 la corrente del che

sosteneva l'esistenza di un diritto naturale comune a tutti gli uomini e anteriore al costituirsi delle

società politiche.

Gli illuministi italiani si occuparono non di problemi politici generali, ma delle riforme da attuare:

per promuovere il progresso agricolo ed economico

• rendere più equo il prelievo fiscale

• ammodernare il diritto e l’amministrazione della giustizia.

• Cesare BECCARIA

Di risonanza mondiale il trattato di "Dei in cui

delitti e delle pene"(1764)

denunciava il carattere irrazionale e inumano delle procedure giudiziarie in uso (fra cui la tortura) e

criticava la pena di morte. FILANGIERI

Tra i riformatori meridionali abbiamo che sosteneva l’uguaglianza giuridica,

l’intervento dello Stato per diminuire le disparità economiche e l’educazione nazionale gratuita ed

obbligatoria.

4. Una nuova scienza: l'economia

Fino alla metà del 700 le idee economiche prevalenti possono essere ricondotte al

in cui si continuava a pensare che spettasse ai governi operare per lo sviluppo

MERCANTILISMO

della popolazione e dell’economia nazionale per trarne le risorse necessarie a una politica di

potenza. nuova concezione

Nella seconda metà del 700, soprattutto in Francia e Inghilterra, si ebbe una

della vita economica come un sistema di rapporti tra gli uomini e le classi sociali regolato da “leggi

naturali” che i governi non possono impunemente violare.

dottrina fisiocratica

Queste idee furono affermate dalla (regno della natura) e due sono i

presupposti:

convinzione che solo l'agricoltura sia produttrice di nuova ricchezza mentre le manifatture e

• il commercio trasformano l’esistente e trasferiscono i nuovi prodotti

il surplus (chiamato derivato dall'attività agricola costituisce la rendita

prodotto netto)

• fondiaria che i fittavoli devono ai proprietari terrieri come compenso delle spese sostenute

all’origine per rendere coltivabili i terreni. 4

Su queste premesse Quesnay elaborò il "Tableau lo schema di circolazione delle

économique",

ricchezze tra le classi economiche:

la “classe proprietaria",

• la "classe produttiva" (gli addetti all’agricoltura)

• la "classe sterile"(commercianti e artigiani).

Le di questa teoria sulla politica economica dei governi:

conseguenze

1) essi non dovevano danneggiare l’agricoltura con tasse e imposte; l’unica imposta legittima per i

fisiocratici è una parte del prodotto netto prelevato dal proprietario dovuta al re perché

comproprietario dei terreni.

2) dovevano lasciare libero il commercio delle derrate, nella circolazione interna, nell’importazione

ed esportazione perché il vero modo per sconfiggere le carestie era quello di non intralciare il

movimento dei grani (e non impedire le esportazioni e tenere bassi i prezzi).

Adam SMITH.

La tendenza liberista dei fisiocratici fu rielaborata in Inghilterra da

Accanto alla sul totale della popolazione, il più importante

proporzione dei lavoratori produttivi

divisione del lavoro,

fattore di progresso economico è la specializzandosi in una sola operazione,

l’operaio diventa rapido, diminuendo così:

il tempo totale dedicato alla manifattura

• e il prezzo della merce

La misura fondamentale del valore di un prodotto è la quantità di lavoro in esso incorporato.

Nel prezzo entrano anche:

il salario dei lavoratori

• la remunerazione del capitale investito dagli imprenditori (il profitto)

• la rendita dovuta ai proprietari del suolo.

Le 3 classi “naturali” di Smith non coincidono con quelle di Quesnay, il quale limitava al settore

agricolo il lavoro produttivo e non distingueva tra imprenditori e salariati.

In comune con i fisiocratici, Smith ha la fede nell'esistenza di un ordine naturale benefico:

ogni operatore economico agisce nel suo interesse, ma senza saperlo promuove l’interesse della

società – come se fosse guidato da una “mano invisibile”. Ecco perché i governi non devono

intralciare il mercato.

5. La circolazione delle idee nell'età dei Lumi

fenomeni tipici

Due dell'età dei Lumi furono:

la e conoscenze in strati sociali molto più ampi che non per il passato

circolazione delle idee

• e la formazione di un'opinione permeata dalla e nel

pubblica fede nella ragione progresso.

• 5

L'opinione così intesa esprime il consenso delle persone colte e illuminate e si forma attraverso: la

lettura di libri e giornali, la conversazione, gli scambi epistolari e le manifestazioni di socialità di

cui il Settecento è colmo.

Dominate dalla tradizione, invece, rimasero le istituzioni scolastiche, soprattutto le università;

nella seconda metà del 700 lo Stato si interessò all’istruzione elementare e secondaria, lasciata alla

Chiesa e alle scuole private;

l’alfabetizzazione fece notevoli progressi nel XVIII sec., ma non bisogna confondere gli

alfabetizzati con i lettori di libri; anche il numero di questi aumentò.

Grande fortuna ebbero le tra le quali si può far rientrare la celebre

opere di divulgazione,

diretta da d’Alembert e Diderot, in 17 volumi, di impronta tecnico-scientifica.

Enciclopedia

Nell’editoria settecentesca, ebbe gran rilievo la ma l’espressione più caratteristica

stampa periodica;

della civiltà dei Lumi furono come i le (si

i nuovi centri di aggregazione sociale salotti, accademie

diffondono nelle città di provincia e hanno interessi di pubblica utilità), le (la

logge massoniche

Grande Loggia di Londra-1717). E’ tra i centri di aggregazione sociale. La massoneria è una società

segreta originaria dell’Inghilterra. La Grande Loggia di Londra fu fondata da due pastori

protestanti. Si richiamava alla tradizione delle corporazioni medievali, soprattutto quella dei

muratori, all’obbligo del segreto ed alla distinzione in gradi di apprendista, compagno e maestro. La

massoneria si diffuse in Europa e fu condannata dalla Chiesa di Roma. Le logge massoniche si

differenziavano tra loro: alcune avevano un carattere politicamente eversivo, altre si occupavano di

scienze occulte e mistiche, fino ad arrivare alla ciarlataneria. 6

CAP.19 FRANCIA E INGHILTERRA NEL SETTECENTO: UN DUELLO SECOLARE

1. La Francia dalla Reggenza al ministero Fleury

Alla morte del Re Sole il pronipote Luigi XV (1715-74) aveva appena cinque anni e il Parlamento

di Parigi proclamò reggente unico un nipote del defunto monarca, Filippo d'Orleans(1674-1723).

Inizialmente diede ai e all’aristocrazia il diritto di prendere le decisioni insieme al re,

Parlamenti

ma dopo alcuni anni i nuovi consigli istituiti vennero sciolti.

Il periodo della reggenza fu contrassegnato da una di opinione e di critica, come

relativa libertà

dimostrano le "Lettere persiane" di Montesquieu pubblicate nel 1721 dove si faceva satira sulla

società francese. Da questa data si può far partire l’inizio dell’Illuminismo in Francia.

problema finanziario:

Il più assillante per Filippo d'Orleans e il suo governo era quello il debito

pubblico aveva raggiunto cifre altissime.

John LAW

Il reggente si affidò allo scozzese il quale gli presentò una serie di arditi progetti di

risanamento finanziario.

“SISTEMA alla base c’era l’idea che l’aumento dei mezzi di pagamento con l’emissione

di LAW”: di

avrebbe stimolato la circolazione del denaro e quindi commercio e industria,

carta moneta,

consentendo alla monarchia di pagare i suoi debiti.

creò una che ottenne il diritto esclusivo di emettere banconote

banca

• e una che assorbì tutte le compagnie privilegiate esistenti che, nel

Compagnia di commercio

• 1719, prese il nome la le sue azioni, garantite dalla banca, andarono

Compagnia delle Indie:

a ruba.

apparato crollò

Tutto questo quando ci si accorse che esso non distribuiva i guadagni sperati, tutti

cominciarono a vendere presi dal panico.

Law fu costretto a sospendere i pagamenti e a fuggire all'estero.

1723: morte improvvisa di Filippo d'Orleans, il suo posto fu preso da un duca di Borbone per pochi

anni, fino a che nel 1726 Luigi XV ormai maggiorenne, accordò la sua fiducia a un ecclesiastico

A.H.Fleury, pur senza dargli il titolo di primo ministro:

1) il suo governo fermo e prudente assicurò un interrotto solo da una breve e

lungo periodo di pace

vittoriosa campagna contro l'Austria nella guerra di Successione polacca che fruttò l'annessione

della Lorena.

2) La moneta venne stabilizzata

3) e alla fine degli anni ’30 le di conseguenza (agricoltura

finanze pareggiate, l’economia si espanse

e commercio).

Tuttavia tra il 1730-32 quando la (cfr. C15,P4) contro i giansenisti fu

Bolla "Unigenitus"

proclamata legge dello Stato francese, si delineò un periodo di contrasti religiosi tra corona e

Parlamenti che avrebbero turbato tutta la seconda parte del regno di Luigi XV.

2. La Gran Bretagna nell'età di Walpole

Alla morte della regina Anna salì al trono l'elettore di Hannover Giorgio I (1714-27).

Vani furono i tentativi operati dal partito giacobita(da Giacomo II Stuart, consideravano la sua

deposizione illegittima) per ricondurre al potere i discendenti della dinastia Stuart in esilio.

Giorgio I e il suo successore Giorgio II (1727-60), di lingua e cultura tedesca, si interessarono più

alle faccende del loro Paese d'origine che alla politica inglese, lasciando fare a uomini capaci di

manovrare il Parlamento.

Prese così forma un (assegnava a un primo ministro e collaboratori il compito

governo di gabinetto

di governare in nome del re). 7

L’estendersi del ricorso (management), sotto gli Hannover, fu favorita anche

alla corruzione

dall’attenuarsi delle differenze ideologiche fra i partiti e in lotta per il potere.

whig tory

Tra il 1721 e il 1742 il ruolo di primo ministro fu ricoperto ininterrottamente da R.Walpole:

maestro nell’arte del della mediazione e conoscitore degli affari

management,

• mantenne buone relazioni con i francesi

• si adoperò per ridurre il debito pubblico

• e per proteggere commercio e industria.

La stabilità politica e sociale dell’Inghilterra del XVIII sec. era incentrata sull’indiscussa egemonia

grandi proprietari terrieri:

dei possedevano gran parte dei territori coltivabili

• controllavano la politica nazionale e la vita locale.

Da questa nobiltà terriera (gentry) provenivano gli esponenti dei ceti professionali, gli ufficiali

dell’esercito e marina e la parte più benestante del clero anglicano. Nella aspiravano a

gentry

integrarsi i mercanti più ricchi, banchieri e finanzieri.

Chiesa d’Inghilterra,

La si preoccupava di inculcare il rispetto della proprietà e delle gerarchie

sociali, c’era tolleranza verso altre chiese protestanti (presbiteriani, battisti, quaccheri e metodisti)

persino i cattolici purché la professassero in privato.

tenore di vita delle masse popolari

Ci fu un miglioramento del dovuto allo sviluppo economico e

alla stabilità di prezzi e popolazione, ma permase la subordinazione alle classi agiate.

Le sommosse non misero mai in discussione l’ordine politico e sociale, ma difendevano i diritti

tradizionalmente riconosciuti.

Complessivamente la società britannica fino al tardo 700 appare come un miscuglio di libertà e di

dipendenza, mobilità sociale individuale e solidità delle gerarchie di gruppo, di tradizionalismo e

progresso, prosperità e miseria. aspetti positivi:

Rispetto agli altri paesi d’Europa risaltavano gli

garanzie legali

• istituzioni parlamentari robuste

• burocrazia statale snella ed efficiente

• certa libertà di opinione e di religione.

Grazie alle descrizioni di illuministi come Montesquieu e Voltaire, il modello politico e

attirò i ceti colti europei, contrapponendosi ai regimi assolutistici del

costituzionale inglese

continente e soprattutto al modello francese.

3. I conflitti dei decenni centrali del Settecento

Il lungo periodo di pace che aveva goduto la Francia dopo la morte del Re Sole (Luigi XIV) venne

guerra di Successione polacca(1733-1738).

interrotto dalla

Nel 1733 morì il re di Polonia Augusto II e la Dieta polacca elesse a successore il nobile Stanislao

Leszczynski, la cui figlia aveva sposato il re di Francia Luigi XV.

Ma Russia e Austria imposero con la minaccia delle armi il principe di Sassonia Federico Augusto,

che come re di Polonia prese il nome di Augusto III. Per vendicare l'offesa, la Francia organizzò

una COALIZIONE ANTIAUSTRIACA: 8

con la Sardegna, di re Carlo Emanuele III (gli venne promesso lo Stato di Milano)

• con la monarchia spagnola sempre desiderosa di espandersi in Italia.

L'attacco di questa coalizione colse impreparata la monarchia asburgica che perse Milano e i regni

di Napoli e Sicilia. Negli anni seguenti l'Inghilterra esercitò un'opera di mediazione che portò alla

PACE di VIENNA (1738):

L'Austria ricuperava il Milanese ma cedette alla Savoia due province e allo spagnolo Carlo di

Borbone, Napoli e la Sicilia.

L’estinzione in Toscana della dinastia dei Medici (1737) favorì un altro scambio di territori:

il duca di Lorena FRANCESCO STEFANO (marito di MT d’Asburgo, figlia

• dell’imperatore Carlo VI) divenne granduca di Toscana

la Lorena fu assegnata a STANISLAO col patto che alla sua morte sarebbe stata annessa alla

• Francia (avverrà nel 1766)

Forti delle concessioni fatte dalla Spagna nella PACE di UTRECHT (asiento e il “vascello di

permissione” cfr.C16,P3) i mercanti inglesi spadroneggiavano lungo le coste dell'America Latina,

praticando su larga scala il contrabbando.

Quando le autorità spagnole ispezionarono e sequestrarono alcuni carichi inglesi, Walpolefu

costretto a dichiarare (1739).

guerra alla Spagna

Le ostilità si trascinarono fino alla metà degli anni 40' confluendo poi nel più vasto conflitto

guerra di Successione austriaca

europeo noto come (1740-1748).

A scatenarla fu l'aggressione lanciata dal nuovo re di Prussia Federico II contro la Slesia, la parte

più settentrionale della Boemia soggetta agli Asburgo.

La monarchia austriaca era guidata da Maria Teresa d’Austria (1740-80), figlia dell’imperatore

Carlo VI. All’eredità asburgica miravano:

gli elettori di Baviera e Sassonia (che avevano sposato due figlie del precedente imperatore

• Giuseppe I)

mentre i Borbone di Francia e di Spagna erano desiderosi di distruggere la nemica dinastia

• asburgica

coalizione

Contro questa l’Austria poté contare inizialmente sugli aiuti finanziari inglesi. In seguito,

anche con l’aiuto del re di Sardegna, si raddrizzarono le sorti del conflitto.

guerra all'Inghilterra:

Marzo 1744: Luigi XV dichiarò per via terra i francesi spezzarono le difese

inglesi nei Paesi Bassi, ma via mare la superiorità britannica fu piuttosto evidente.

La PACE di AQUISGRANA (1748) stabilì:

il possesso prussiano della Slesia

• la cessione dei ducati di Parma e Piacenza da parte di Maria Teresa, a Filippo di Borbone.

La Francia aveva sostenuto le maggiori spese della guerra; non ebbe alcun vantaggio territoriale, ciò

minò la popolarità e il prestigio di Luigi XV.

Fleury,

1743: morte di LUIGI XV prese personalmente le redini del governo. 9

La rivalità marittima e coloniale con l’Inghilterra aumentò nella prima metà degli anni ’50 sia nelle

colonie del Nord America sia in India, ma invece di concentrarsi in questo cruciale duello con la

rivale, si intromise nelle questioni dell’Europa centro-orientale.

A un trattato d’ALLEANZA stipulato tra Inghilterra e Prussia nel 1756, grazie all’abile diplomazia

Kaunitz,

del cancelliere austriaco deciso a prendere la Slesia a Federico II di Prussia si contrappose

una composta da Austria, Francia e Russia, cui si unirono in seguito Svezia e

COALIZIONE delle alleanze”

Polonia. Fu il cosiddetto “rovesciamento che pose fine alla tradizionale inimicizia

guerra dei Sette anni

tra le dinastie degli Asburgo e dei Borbone; e segnò l’inizio della (1756-63)

Le operazioni belliche inizialmente si svolsero in modo favorevole alla coalizione, finché la

William PITT

chiamata a Londra di al ministero degli affari estero nel 1757, segnò un

cambiamento nel modo di condurre la guerra:

disimpegno dalle questioni continentali

• lotta profonda per difendere i propri interessi marittimi e commerciali.

PITT portò al successo militare l'Inghilterra contro la Francia sul territorio coloniale dell’America

settentrionale e dell’India. Neanche l'entrata in guerra della Spagna(1761) riuscì a evitare il trionfo

inglese. I negoziati di pace si conclusero con il trattato di Parigi nel 1763, in cui:

Francia

si vedeva restituite Martinica e Guadalupa

• doveva dare via libera all’espansione dell’Inghilterra in India

• si vedeva estromessa dall’America settentrionale

• Spagna

cedeva la Florida e riceveva nel contempo i territori sulla destra del Mississippi

La PACE di HUBERTUSBURG (1763) confermò il dominio di Federico II sulla Slesia.

4. Il fallimento delle riforme in Francia fallirono

Le di cui si sentiva il bisogno più volte abbozzate dai ministri di Luigi XV, per

riforme

via delle tensioni tra:

nobiltà di corte - del clero - dei che difendevano i loro privilegi

Parlamenti }

• e l’opinione pubblica metteva in discussione le basi del potere assoluto.

}che

La Francia era uscita umiliata dalla guerra dei Sette anni, in condizioni finanziarie disastrose;

inoltre i negli anni ’60 fecero un’opposizione focalizzandosi prima

Parlamenti cronica al governo,

intorno alle questioni (come nel decennio precedente) e poi urtando le fondamenta

religiose e fiscali

stesse dell’assolutismo monarchico.

I manifestarono la pretesa di essere garanti dell’ordine costituzionale e di rappresentare

Parlamenti

collettivamente la nazione di fronte al monarca, ma di fatto volevano contro

annullare ogni riforma

l’ordine vigente.

In custodi della tradizione gallicana con simpatie gianseniste, fecero emanare nel

campo religioso,

1764 un editto di espulsione contro i gesuiti .

In furono deboli e incerti le applicazioni delle dottrine fisiocratiche (cfr C18,P4)

campo finanziario,

che volevano: 10

liberalizzare il commercio dei grani nel Paese

• promulgare leggi in favore della recinzione dei campi aperti

• privatizzare i beni comunali.

Dopo le agitazioni popolari alla fine degli anni ’60 per il rincaro dei prezzi legato a un cattivo

raccolto, il governo ripristinò i vincoli al commercio dei cereali.

contrasto

La questione più scottante fu il con il che aveva accusato il

Parlamento di Bretagna,

duca d’Aiguillon, rappresentante del re nella provincia, di prevaricazioni a danno delle autonomie

locali.

L’“affare di Bretagna” metteva sotto accusa il “dispotismo” monarchico.

Vista l’estrema tensione, il re soppresse il smembrandolo in circoscrizioni

Parlamento di Parigi

giudiziari, lo stesso venne fatto per altri indocili.

Parlamenti

Il governo venne assunto da un “triumvirato”, composto da Aiguillon, Maupeou e dal controllore

delle finanze Terray, che con misure autoritarie riuscì a ridurre il deficit francese.

A Luigi XV succedette il nipote Luigi XVI che, per ingraziarsi l’opinione pubblica, richiamò i

rischiando di rovinare l’opera di riordinamento delle finanze e

vecchi Parlamenti

dell’amministrazione iniziata negli anni precedenti dalla monarchia.

Per dimostrare però la sua propensione al nuovo, nominò come un

controllore delle finanze

esponente importante del movimento illuminista, Turgot:

ispirandosi ai fisiocratici, ristabilì la libertà di commercio dei grani(1774), ma in

• coincidenza con un cattivo raccolto, aumentarono i prezzi ed essi vennero attribuiti alle

manovre del governo creando sommosse e rivolte

sciolse le corporazioni di mestiere

• sostituì la corvée regia con un’imposta sui proprietari terrieri.

Le pressioni degli interessi colpiti o minacciati dalle riforme (i Parlamenti, la grande finanza, la

corte) portò il sovrano a ritirare l’appoggio al ministro che diede le dimissioni.

L’esperimento di Turgot coincise con un cambiamento della

riformatore congiuntura economica

francese: dopo una fase di espansione e di crescita seguì una di

fase di ristagno, cattive annate

agricole, di di internazionale.

fluttuazione dei prezzi, difficoltà nel commercio

preludio

La sua caduta può essere considerata il della crisi finale della monarchia d’antico regime

in Francia.

5. L'Inghilterra nell'età di Giorgio III rafforzata dalla guerra dei Sette

Al contrario della Francia, la Gran Bretagna era uscita molto

anni: non aveva più rivali in ambito marittimo e coloniale

• era rivolta verso la Rivoluzione Industriale

• forti tensioni interne

Tuttavia lo non impedì l'insorgere di sostanzialmente per

sviluppo economico

3 ragioni:

1) il nuovo re Giorgio III (1760-1820) intendeva esercitare un nella politica

ruolo più attivo

nazionale suscitando l'opposizione del e dell’opinione pubblica.

Parlamento

2) accanto all’opposizione si formò una che:

whig corrente più radicale 11

contestava l’ordine politico uscito dalla “gloriosa rivoluzione” del 1688-89

• voleva una redistribuzione dei seggi elettorali

• un allargamento del suffragio

• e un'estensione delle libertà religiose e civili.

John Wilkes ne è il portavoce.

3) disastrosa da parte del governo di lord North;

conduzione della crisi nordamericana

l'impopolarità del suo governo e i disordini scoppiati nel 1780 a Londra convinsero Giorgio III ad

affidare il nuovo governo a William Pitt il Giovane(figlio del precedente William Pitt) che attuò una

riforme:

serie di accolse gran parte delle richieste irlandesi

• combatté ovunque la corruzione e gli sprechi

• introdusse nel 1797 una nuova e più equa imposta proporzionale ai redditi di qualunque

• natura.

Egli dal 1793 sarà il più tenace nemico della Francia rivoluzionaria. 12

ASSOLUTISMO ILLUMINATO E RIFORME

1. La Prussia di Federico II

illuminato"

Il termine "assolutismo fu coniato dagli storici tedeschi verso la metà dell’800, ma già

verso la fine del 700 si parlava di “DESPOTI e ci si riferiva alle idee e ai

ILLUMINATI”

comportamenti di quei sovrani europei che dichiaravano di volersi servire del dei

potere per il bene

loro sudditi e che si professavano amici e discepoli dei philosophes.

La concentrazione del potere nelle mani del monarca era giustificata come unico mezzo per

combattere con successo particolarismi e privilegi di territori e ceti: eliminando gli ostacoli si

potevano attuare le riforme.

più famoso

Il dei despoti illuminati fu il re di Prussia Federico II il Grande (1740-86), scrittore,

musicista di un certo valore, irreligioso, amico di Voltaire. re primo servitore dello Stato

Egli amava rifarsi al “contratto dichiarava che il "è solo il

sociale”,

obbligato a operare con onestà, saggezza e totale abnegazione, come se ad ogni momento potesse

essere chiamato a rendere conto della sua amministrazione ai concittadini".

Però: proseguì la politica paterna di e

rafforzamento militare burocratico

• mantenne la servitù della gleba con migliori condizioni

• e preferì i nobili alle cariche militari e civili.

• guerra di Successione austriaca (1740-1748)

Il suo si rivelò nella e soprattutto

talento militare

guerra dei Sette anni (1756-1763),

nella a difendere il possesso della Slesia, regione molto

importante per la sua ricchezza mineraria e industriale.

Successivamente non dovette più impegnarsi in operazioni militari importanti, ma non cessò di

incrementare il suo esercito.

1772: in occasione della 1^ spartizione della Polonia, ottenne l’annessione della Prussia occidentale,

un vasto territorio che univa i due suoi principali domini.

Alla sua morte i suoi Stati erano raddoppiati e la popolazione triplicata.

forte incremento demografico

Questo derivò:

dalle annessioni

• e dall’attuazione di un’intelligente delle terre orientali che favorì

politica di popolamento

• l’immigrazione grazie a una grande tolleranza religiosa (+ avanzato d’Europa).

In non portò innovazioni sostanziali, ma curò molto la

campo amministrativo preparazione dei

quadri burocratici:

era richiesto il titolo di studio

• ebbe la fama di burocrazia più efficiente e onesta d’Europa.

Ci furono riforme nel settore giudiziario:

con l’abolizione e

della tortura limitazione della pena di morte

• vennero gettate le basi del che mescolano gli aspetti conservatori

codice civile prussiano

• (mantenimento delle differenze giuridiche tra ceti) a un moderno spirito garantista e

razionalizzatore. 1

Altri meriti: e per tutti.

libertà di stampa istruzione elementare obbligatoria

2. La monarchia austriaca sotto Maria Teresa e Giuseppe II

guerre di Successione polacca e austriaca

Le (cfr. C19,P3) avevano segnato una grave crisi per la

famiglia Asburgo, costretta a perdere territori in Italia e la Slesia.

Ciò convinse Maria Teresa(1740-80), figlia di Carlo VI, che per mantenere il potere europeo fosse

necessario e di conseguenza modificare le e

potenziare l’apparato militare strutture amministrative

per renderlo possibile.

finanziarie

Maria Teresa non era certo una sovrana "illuminata" come il sovrano prussiano Federico II, ma già

negli ultimi anni di guerra si erano avviate una serie di riforme per riorganizzare l’esercito.

1748: costrinse i "ceti" di ciascun (ovvero territorio), cioè le rappresentanze di alta e piccola

Land

nobiltà, del clero e delle città a votare le imposte non più ogni anno, ma per un intero decennio,

lasciando a organi regi di nuova istituzione il compito della riscossione dei tributi.

Le due cancellerie boema e austriaca vennero sostituite nel 1749 da un su modello

unico Direttorio,

prussiano, che concentrerà funzioni amministrative e finanziarie.

La nobiltà fu costretta a pagare l'imposta fondiaria di cui prima era esente, ma fu tuttavia

compensata dal conferimento delle cariche civili e militari.

riforme

Le ebbero in 15 anni il del 60%; ma

effetti positivi: gettito delle imposte dirette aumentò

nuova concezione unitaria dello Stato,

soprattutto si era affermata una anche se limitata al

territorio austro-boemo.

La prima parte del regno si concentrò su un accentramento amministrativo-finanziario. Nella

seconda parte del regno, l’obiettivo era la “pubblica felicità” ossia l’organizzazione dello Stato

aveva come fine il benessere dei sudditi.

Il più autorevole rappresentante fu Kaunitz, cancelliere di corte, che per via della guerra ne

approfittò per imporre l'istituzione di un Consiglio di Stato (1760). Attraverso di esso riuscì a

influenzare le scelte regie nelle questioni di politica interna.

Alla morte improvvisa del marito di Maria Teresa, Francesco I imperatore del Sacro Romano

Impero, gli succedette Giuseppe II, nominato dalla madre "coreggente" (cioè partecipe dell’autorità

sovrana) degli Stati ereditari asburgici. Da allora gli affari vennero gestiti da: Maria Teresa, Kaunitz

e Giuseppe II. Quest’ultimo si dedicò con tutte le sue energie a rafforzare l’autorità e la

primo servitore.

compattezza dello Stato, del quale si considerava il

Giuseppe II, quando resse da solo la monarchia, cambiò non tanto gli indirizzi di fondo, ma lo stile

di governo:

più dispotico e intransigente

• e gli interventi si fecero più incalzanti.

• politica religiosa

Da lui prese il nome la nota come "GIUSEPPINISMO" ed in esso confluivano:

sollecitazioni di riforma interne della Chiesa cattolica

• e la volontà di affermare l’autorità dello Stato sul clero nazionale

• (GIURISDIZIONALISMO), di chiamarlo a contribuire in maniera più equa ai pubblici pesi e

di farlo diventare strumento di progresso morale e civile della società.

1781: emanò la "patente che rendeva per le confessioni protestanti e

di tolleranza" legittimo il culto

greco-ortodossa ed sugli ebrei.

eliminava le discriminazioni 2

Per quanto riguarda gli ordini regolari, che possedevano enormi ricchezze giudicate mal impiegate:

furono irrigidite le condizioni per i voti monastici

• furono soppressi conventi e monasteri ed i loro beni incamerati dallo Stato per finanziare

• scuole e attività assistenziali.

Per quanto riguarda il clero secolare:

si concentrò sulla sua formazione per rispondere all’ideale giuseppino del "buon parroco"

• ossia della guida intellettuale e civile oltre che religiosa, vennero istituiti dei seminari statali

dove i sacerdoti dovevano compiere i loro studi.

Le vennero disciplinate secondo i canoni della “regolata di Muratori:

pratiche di culto devozione”

diminuirono le feste di precetto

• proibiti o severamente limitati i pellegrinaggi, processioni, esposizione di reliquie, ecc.

• i cimiteri furono allontanati dai luoghi abitati

• i battesimi, le nozze, i funerali vennero regolati onde evitare spese superflue

riforme civili

Le nella 2a parte del regno di Teresa e nel decennio giuseppino riguardavano:

l’istruzione: 1774 obbligo scolastico, scuola elementare in ogni parrocchia, studi superiori

• riordinati

l’economia: industria e commercio con l’unificazione del mercato interno, soppressione di

• dazi e pedaggi per favorire gli scambi, sostegno alle manifatture nascenti, smantellamento di

corporazioni di arti e mestieri;

agricoltura: abolizione della servitù personale, nuovo catasto dei beni fondiari in vista di una

• più equa distribuzione delle imposte, trasformazione degli obblighi di lavoro (corvée) in

pagamenti in denaro.

la giustizia: 1787 promulgazione del codice penale giuseppino che pur mantenendo pene

• detentive molto dure , accoglieva i principi della legalità della pena e della parità di tutti di

fronte alla legge.

Molte di queste riforme però suscitarono soprattutto in quei

malcontento e resistenze,

• territori come il Belgio e l'Ungheria, meno toccati dalle iniziative accentratrici e livellatrici

precedenti di Maria Teresa.

A ciò si aggiunse l'enorme che Giuseppe II volle intraprendere nel

costo finanziario della guerra

1787 con la Russia contro la Turchia. I Paesi Bassi belgi insorsero e si proclamarono indipendenti

nel 1789. Perfino l'Ungheria era sull'orlo di una rivolta quando Giuseppe II morì nel 1790.

Gli succedette il fratello Pietro Leopoldo, granduca di Toscana, con il nome di Leopoldo II (1790-

92) che fu costretto a elargire concessioni ai ceti privilegiati, morì prima di riprendere la strada delle

riforme. Con il figlio Francesco II (1792-1836), anche per effetto dello scoppio delle ostilità contro

chiuderà per sempre l’era dell’assolutismo illuminato

la Francia rivoluzionaria, si in Austria.

Questo mezzo secolo di riforme si chiuderà con un bilancio positivo per la monarchia asburgica,

che: riceverà in eredità le strutture portanti dell’esercito e della burocrazia

• una buona amministrazione

• un’attenzione alla classi subalterne

• 3


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AUTORE

ConteJan

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell' amministrazione e consulenza del lavoro
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ConteJan di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dello Stato moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Motta Franco.

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