MONARCHIE E IMPERI TRA XV e XVI SECOLO
1. I regni di Francia, Spagna, Inghilterra e l’Impero germanico
FRANCIA: sotto Carlo VIII e i suoi successori, Luigi XII e Francesco I, la monarchia francese
volle nelle mani del re e dei suoi collaboratori.
accentrare il potere
Si rafforzò l’amministrazione basata:
finanziaria
sulla riscossione della TAGLIA imposta sui sudditi da cui erano esenti la nobiltà e il clero
• sulla suddivisione del Paese in CIRCOSCRIZIONI FISCALI dette généralité
•
Inoltre crebbe l’autorità del mentre gli Stati Generali si riunivano sempre meno;
Consiglio del re,
si affermarono in ambito giudiziario l’azione del e dei (tribunali
Gran Consiglio Parlamenti
d’appello formati da giuristi borghesi a Parigi e nei principali centri provinciali).
I funzionari e i magistrati venivano reclutati attraverso il meccanismo della vendita delle cariche
(1522). Con questo meccanismo lo Stato:
pubbliche
acquisiva introiti supplementari
• e si costituiva un ceto burocratico numeroso e potente (i vertici di questo ceto formavano
• una rivale della più antica
nobiltà di toga nobiltà di spada).
Nei confronti del papato furono fatti valere i privilegi della Chiesa gallicana.
Nel 1516 Francesco I stipulò con papa Leone X un a si ritira l’idea di
concordato Bologna:
superiorità del concilio sul pontefice però in cambio il re di Francia aveva il diritto di nomina dei
vescovati, arcivescovati, abbazie e priorati nel proprio territorio.
La monarchia francese nel 1500 esercitava ancora su tutto il territorio
non l’autorità assoluta
nazionale in quanto i grandi feudatari mantenevano il potere locale.
Le province di recente annessione: Linguadoca, Provenza, Borgogna e Bretagna, avevano le
• loro (clero, nobiltà, terzo stato) che contrattavano le imposte
assemblee di “stati”
direttamente con la corona;
Le città mantenevano La legislazione regia non copriva tutte le materie.
l’autogoverno.
•
SPAGNA : il matrimonio di Isabella di Castiglia con Ferdinando d’Aragona 1469 portò alla
congiunzione dei due regni.
=> La era la regione più ricca e popolosa.
CASTIGLIA
Vennero con la (Santa Hermandad)
repressi l’anarchia feudale e il banditismo Santa Fratellanza
una confederazione di città che svolgeva compiti di polizia.
L’amministrazione venne tutelata con la nomina dei (funzionari regi),
delle città CORREGIDORES
mentre le CORTES (rappresentanze del clero, della nobiltà e delle città)furono convocate sempre di
meno e facilmente approvavano le richieste finanziarie della corona. 1
La fu agevolata dalla politica di concessioni e di favori di Ferdinando,
sottomissione della nobiltà
che oltre a farsi proclamare degli ordini militari di Santiago, di Calatrava e di
Gran Maestro
Alcàntara ottenne dal Papa la facoltà di episcopali e altri benefici ecclesiastici.
conferire seggi
Sul piano economico la (corporazione degli allevatori di pecore), controllata dalla grande
MESTA
aristocrazia, godette della protezione regia a danno dell’agricoltura.
Mentre nel (poi Consiglio di Castiglia), furono nominati giuristi borghesi
Consiglio reale
(LETRADOS).
=> Le tre province del Aragona, Catalogna e Valenza, mantennero
REGNO D’ARAGONA:
inalterati i propri privilegi e le proprie autonomie grazie a cortes più forti. Venne nominato un
viceré e nel 1494 venne istituito anche un Consiglio d’Aragona.
Gli elementi in tra i due regni erano:
comune
la tradizione della Reconquista
• della guerra contro i mori
• la difesa dell’ortodossia religiosa.
•
L’Inquisizione creata nel 1478, sottoposta all’autorità regia, era l’unico organo la cui
spagnola,
giurisdizione si estese alla Castiglia e all’Aragona.
La tradizione spagnola di fu confermata nel 1492 con la
sostegno alla fede cattolica conquista del
e con l’espulsione degli ebrei.
Regno di Granada
Successivamente anche i mori che rifiutarono la conversione al cristianesimo, furono costretti ad
emigrare.
La nascente monarchia spagnola consolidò così l’unità religiosa ma si privò di forze
economicamente attive.
Alla morte di Isabella, nel 1504, si aprì in Castiglia una crisi dinastica:
il trono sarebbe dovuto andare alla figlia dei “re cattolici”, GIOVANNA, che aveva sposato Filippo
d’Asburgo, ma la precoce scomparsa di quest’ultimo e la conseguente pazzia di Giovanna, portò
alla successione Ferdinando, che è da ricordare per:
le conquiste italiane
• e per l’annessione del Regno pirenaico di Navarra (1512) che estendeva il dominio spagnolo
• ai suoi confini naturali.
INGHILTERRA Enrico VII Tudor uscito vincitore dalla guerra delle Due Rose (tra le case di
Lancaster e di York) consolidò il proprio potere:
stroncando varie congiure e ribellioni nobiliari
• amministrando le finanze
• rafforzando gli organi centrali del governo regio:
• uomini fidati, estranei all’alta nobiltà
- Consiglio della corona
del e del competenti nelle loro aree territoriali
- Consigli nord Galles
Il esaminava i casi che non rientravano nel diritto
- tribunale della Camera Stellata
consuetudinario (common law), in particolare casi di reato politico. 2
In sede locale furono rafforzate le funzioni amministrative e giudiziarie dei giudici di pace
• nominati dal re, non retribuiti, appartenenti alla piccola nobiltà provinciale.
Il fu convocato sempre più raramente da Enrico VII:
Parlamento una volta negli ultimi 12
• di regno.
anni
Suo figlio e suo successore Enrico VIII (1509-1547) continuò questa forma assolutistica e pose in
primo piano la lasciando l’amministrazione al suo cancelliere, il cardinale
politica estera, interna
Thomas Wolsey.
Il distacco da Roma della Chiesa d’Inghilterra e l’Atto di supremazia del 1534 rafforzeranno le
strutture di governo e riaffermeranno il ruolo del Parlamento come interprete della volontà
nazionale.
IMPERO GERMANICO: alla morte di Federico III d’Asburgo (1493) l’impero germanico rimase
un di:
ammasso ingovernabile
Stati territoriali
• principati ecclesiastici
• libere città (alcune ancora associate in leghe, come la Hansa)
• feudi “immediati” (cioè non soggetti ad altra autorità che a quella dell’imperatore)
• di popoli e lingue diverse.
•
Erano tra le aree più urbanizzate e e le che avevano
forti i contrasti più sviluppate zone rurali
ancora un modo di vita medievale.
Inoltre, il sovrano aveva una duplice qualità:
in quanto reggeva a titolo ereditario gli (Austria, Stiria, Carinzia,
Stati della Casa d’Asburgo
• Carniola, Tirolo e Gorizia)
e doveva la alla designazione della Dieta composta dai sette grandi elettori
dignità imperiale
• (re di Boemia, principi di Sassonia, di Brandeburgo, del Palatinato, arcivescovi di Magonza,
Treviri, Colonia).
Il regno di Massimiliano I (1493-1519), che aveva sposato Maria di Borgogna, si aprì con un grande
successo diplomatico, ci fu la PACE DI SENLIS con la Francia che riconosceva agli Asburgo il
possesso dei Paesi Bassi, dell’Artois e della Franca Contea.
I suoi grandiosi progetti erano:
l’organizzazione di una crociata contro i turchi
• la riaffermazione della potenza imperiale in Italia
•
ma mancavano i mezzi per sostenerli.
Un successo parziale fu compiuto dalla Dieta imperiale di Worms (1495):
dare maggiore compattezza all’Impero germanico
• ottenere regolari risorse finanziarie.
•
Venne creato un e un composto da e inoltre il versamento
tribunale imperiale consiglio 17 membri
all’imperatore di un “soldo era subordinato all’approvazione annuale della Dieta.
comune” 3
Il sistema e il soldo comune cessò di essere pagato.
non funzionò
Un certo fu conseguito negli Stati ereditari asburgici.
accentramento del potere
Per l’amministrazione delle finanze venne creato:
un Consiglio aulico
• e una Camera aulica.
•
La volontà di Massimiliano di opporsi alle mire italiane del re di Francia dovette ridimensionarsi
(anche a causa delle sue seconde nozze con Bianca Maria Sforza, figlia di Ludovico il Moro) e il
suo tentativo di ridurre all’obbedienza i cantoni elvetici andò in fumo con la disfatta di
presso Basilea: la Svizzera si rese indipendente dall’Impero.
Dornach(1499),
2 . La prima fase delle guerre d’Italia 1494-1516
In ITALIA l’equilibrio sancito dalla PACE DI LODI (1454) non durò molto in quanto nel 1492
morirono i due contraenti: Papa Innocenzo VIII e Lorenzo de Medici; (ad Innocenzo VIII
succedette Rodrigo Borgia con il nome di ALESSANDRO VI _1492-1503).
La stabilità del Paese era, inoltre, minacciata dalle di e di con
mire espansionistiche Venezia Milano
Ludovico Sforza detto il Moro, che pur di raggiungere i propri fini erano disposti a chiedere aiuto a
potenze straniere. I loro errori sono quelli di:
non aver tenuto conto della propria fragilità interna
• sottovalutato le nuove dimensioni politico militari delle monarchie di Francia e Spagna.
•
Il Carlo VIII voleva fare valere sul i diritti della discendenza
re di Francia Regno di Napoli
angioina. Per creare le condizioni internazionali favorevoli all’impresa:
aveva firmato nel 1493 la PACE DI SENLIS con l’Impero germanico
• aveva ceduto alla Spagna alcune regioni di confine.
•
Venezia e Milano gli offrirono aiuto pur di vedere umiliato Ferrante di Aragona, il re di Napoli.
Nell’agosto 1494 Carlo VIII passò le Alpi con un forte esercito e nel febbraio dei 1495 entrò a
accolto come un liberatore dai nobili.
Napoli
Solo allora gli italiani si resero conto del comune pericolo: a Venezia venne stipulata una
Stati Lega
che comprendeva oltre alla Serenissima, Milano, Firenze, lo Stato pontificio, la Spagna e l’Impero
(germanico).
Nel maggio 1495 Carlo VIII, lasciati alcuni presidi nel Regno di Napoli fece ritorno in Francia,
l’esercito della Lega cercò invano di chiudergli il passo. Questa impresa si chiuse con un nulla di
fatto ma dimostrò la fragilità dell’assetto politico italiano e aprì la via a successive invasioni.
I si sentirono in dove Piero dè Medici, successore di Lorenzo il
contraccolpi dell’invasione Toscana
Magnifico, era stato cacciato dai fiorentini a causa della sua condiscendenza alle richieste di Carlo
VIII.
Pisa e altre città si rifiutarono di tornare sotto il dominio fiorentino fino al 1509;
nella stessa Firenze c’era il rischio di una guerra civile.
In questa situazione ebbe grande successo la predicazione di un domenicano Gerolamo Savonarola
che: 4
era contro la corruzione della Chiesa
• e invocava una riforma costituzionale e morale per fare di Firenze la nuova Gerusalemme.
•
I seguaci di Savonarola detti “PIAGNONI”, imposero l’adozione di un sistema di governo popolare
il cui perno fu l’istituzione di un grande composto da 3000 cittadini, ma il papa
Consiglio
scomunicò il frate:
Savonarola nel 1498
venne giustiziato
• l’aristocrazia fiorentina riprese gradualmente il potere perduto.
• nel 1498 concluse con Luigi XII re di Francia (succeduto a Carlo VIII), un
VENEZIA trattato di
che le garantiva Cremona e la Ghiara d’Adda in cambio del suo appoggio alla conquista
alleanza
francese dello Stato di Milano. Nel 1499 venne occupata Milano.
1503 la Spagna divenne unica padrona del
Spagna vs. Francia
REGNO DI NAPOLI
Mezzogiorno d’Italia (già padrona di Sardegna e Sicilia)
Cesare Borgia detto il Valentino (figlio del pontefice Alessandro VI), grazie al sostegno di suo
padre e del re di Francia, si ritagliò un dominio personale nella Romagna e nelle Marche eliminando
i vari signori. Queste regioni solo nominalmente erano soggette al papa. Con la morte del Papa A.
dovette abbandonare quest’impresa.
Papa Giulio II (1503-1512), successore di A., con l’obiettivo di restaurare il dominio temporale
della Chiesa:
organizzò spedizioni militari contro i signori di Perugia e Bologna
• e intimò Venezia di ritirarsi da Rimini e Faenza.
•
Di fronte al rifiuto della Serenissima Repubblica, il pontefice si fece promotore di un’alleanza anti
firmata a Cambrai nel 1508 dai rappresentanti dell’imperatore Massimiliano I, del re di
veneziana
Francia e del re di Spagna.
Il 14 maggio del 1509 l’esercito veneziano fu sconfitto. Ben presto sorsero disaccordi tra gli alleati.
Il pontefice soddisfatto delle sue pretese:
di carattere temporale (restituzione delle terre romagnole contese e libera navigazione
• nell’Adriatico)
e di carattere spirituale (rinuncia di Venezia all’appello al Concilio e tassazione degli
• ecclesiastici)
tolse la scomunica contro la Repubblica, si ritirò dalla Lega e promosse la Lega santa contro la
alleandosi con Spagna, Inghilterra e Svizzera (1511).
Francia
Questo rovesciamento di alleanze portò:
il ritorno a Firenze dei Medici, con l’aiuto degli spagnoli
• l’occupazione dello Stato di Milano da parte delle truppe svizzere
• la riappacificazione tra Francia e Venezia (la Francia promise il proprio aiuto contro gli
• svizzeri) 5
Il nuovo re di Francia FRANCESCO I vinse nel 1515 e scacciò i fanti svizzeri che occupavano
Milano. La PACE DI NOYON nel 1516 tra Francia e Spagna consolidava l’equilibrio raggiunto
nella penisola italiana:
agli spagnoli rimaneva il Regno di Napoli
• e alla Francia il Ducato di Milano.
•
3. Carlo V : il sogno di una monarchia universale
CARLO D’ASBURGO nacque da:
Giovanna la Pazza (figlia di Ferdinando il Cattolico)
• Filippo d’Asburgo (figlio di Massimiliano I)
•
Alla morte di Ferdinando il Cattolico d’Aragona (1516) il nipote Carlo d’Asburgo ereditò la corona
di Spagna, ma alla sua candidatura si contrappose il re di Francia Francesco I appoggiato dal
pontefice Leone X. Alla fine Carlo fu eletto all’unanimità dalla Dieta a Francoforte nel 1519 grazie:
all’ostilità degli elettori tedeschi nei confronti della Francia
• all’oro prestato dai banchieri di Augusta per comprare i voti degli elettori.
•
Carlo ereditò un orgoglioso senso dinastico, la cultura aristocratica e cavalleresca franco-
borgognona, una religiosità sincera e profonda e l’idea imperiale intesa come dovere di guidare la
cristianità, di mantenerla unita nella giustizia e nella fede.
Nel suo soggiorno in Spagna:
egli aveva distribuendo molte cariche ecclesiastiche e laiche ai
scontentato la nobiltà locale
• fiamminghi e borgognoni
e chiese per pagare le spese dell’incoronazione imperiale.
nuove tasse
•
Nel 1520 scoppiò una rivolta, nata come una coalizione di città che rivendicavano le proprie
autonomie , la cioè dei “cittadini”. Inizialmente l’aristocrazia appoggiò la
rivolta dei comuneros,
rivolta, ma poi per paura di un sovvertimento delle gerarchie sociali, cambiò idea. Un esercito in
prevalenza nobiliare sconfisse i comuneros.
L’aumento della popolazione, la prosperità della manifatture di pannilani ( tessuto morbido di lana),
di drappi serici, della siderurgia nelle province basche, dei traffici a Siviglia, indicano che sotto
Carlo V l’onere della politica imperiale non era ancora sproporzionato alle risorse del Paese come
avverrà con Filippo II.
4. Asburgo contro Valois: la ripresa della guerra in Italia
In Germania, Carlo V si trovò a fare i conti con il problema luterano, ma dopo il 1520 la sua
attenzione era posta sulle questioni italiane.
Milano dovette essere evacuata dai francesi nel 1521 e la situazione si fece più difficile con
l’elezione di papa Adriano VI, ex precettore fiammingo di Carlo V.
Francesco I (re di Francia) riuscì ad organizzare nel 1524 un esercito di 30mila uomini, per metà
composto da svizzeri per entrare a Milano e cingere d’assedio Pavia, ma gli imperiali, con l’aiuto
della Germania, sconfissero i francesi facendo prigioniero Francesco I, quest’ultimo fu costretto a
firmare il TRATTATO di MADRID (1526) rinunciando a Milano e a consegnare all’imperatore la 6
Borgogna. Le promesse non vennero mantenute infatti nel 1526 venne stipulata a Cognac una lega
tra:
difensiva
la Francia
• papa Clemente VII (un altro Medici)
• Firenze
• e Venezia;
•
Intanto i turchi, alleati di Francesco I, avanzavano in Ungheria.
I lanzichenecchi (quasi tutti di fede luterana) al servizio di Carlo V assediarono Roma.
L’esercito si mosse contro Napoli occupando Genova: ANDREA DORIA, che era un
francese
alleato dei francesi passò dalle parti dell’imperatore Carlo V; così l’esercito francese dovette
ritirarsi dal Mezzogiorno.
Carlo V nel 1529 firmò col pontefice la PACE DI BARCELLONA e un mese dopo si conciliò con
Francesco I che rinunciava ai domini italiani ma si teneva la Borgogna.
Successivamente Carlo V venne incoronato imperatore a San Petronio. Ottenne dal pontefice:
l’incarico della convocazione di un Concilio per sanare lo scisma religioso
• e procedere alla riforma della Chiesa
•
In cambio il papa Clemente VII:
ebbe l’appoggio delle armi imperiali per riportare i Medici a Firenze.
•
Intanto che l’imperatore era occupato nel Mediterraneo contro i turchi e in Germania contro i
protestanti, Francesco I cercò due volte di riprendere
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