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Lezioni a video di storia sociale della pedagogia e lezioni in presenza storia sociale dell'educazione

Lezioni a video di storia sociale della pedagogia

Modulo 1

Video lezione 1-1 si aggiunge dopo la fine del paragrafo Introduzione

Introduzione video lezione 1-1

Identità personali

Identità sostenibili

Nuove forme di cittadinanza

Processi di costruzione eco-identitaria

Rilettura del passato

Dimensioni trasformative intese come normatività, responsabilità, intenzionalità. Ed ancora rappresentazione sociale dell’educazione. Pratiche educative formali ed informali. Fondatori della pedagogia sociale italiana. Dispositivi formativi. Riti di passaggio. Tradizioni. Orientamenti sociali di ricerca educativa. Di questo e di altro si occupa la storia sociale dell’educazione qualificandosi come chiave di lettura fondamentale per analizzare il passato al fine di comprendere il presente e costruire il futuro formativo delle nuove generazioni, orientare il nuovo a tutela delle comunità, trovare i nodi significativi semplificati nella complessità che avanza.

Cari studenti e studentesse ben ritrovati, sono la Professoressa Rita Minello, pedagogista e docente di questo corso. Il corso che verterà quest’anno prende il titolo di Elementi di storia sociale dell’educazione occidentale perché tende a far acquisire alcuni concetti e teorie fondamentali dei processi storici e sociali dell’educazione e della formazione. Tale scopo il corso è costituito di sette sezioni o parti suddivise in maggiori lezioni e anche di video.

Dopo la fine del paragrafo 1.1. Le specificità della storia sociale dell’educazione si aggiunge questo pezzo.

Ma perché tale necessità di intendere l’educazione come base del dialogo sociale diventa ogni giorno più impellente? E qui c’è un video che ci può fare comprendere assai meglio delle parole, si tratta dell’episodio dal titolo L’educazione sentimentale interpretato da Ugo Tognazzi.

Nel 1963 il film si intitola I mostri, il video è stato proprio fatto da questo film. Si tratta di un film diretto da Dino Risi capolavori di altri tempi. È un film ad episodi, i personaggi rappresentati in ogni singolo episodio delineano un campionario ben preciso di mostruosità e caricature, di figure tipo presenti in un’Italia degli anni '60 ormai al culmine del miracolo economico e presenti purtroppo ancora oggi.

“Video del Film Educazione sentimentale: inizio del dialogo: prima scena in bagno mentre si lavano i denti Ugo Tognazzi incamicia il discorso “Niente 500 lire per la scuola dirai alla maestra che papà non dà la beneficenza se la fanno per conto loro va bene capito.” Bambino “ma io avevo detto di sì.” Ugo Tognazzi “e va bene adesso dici di no, non bisogna mai dire di sì ricordalo sempre di no perché con un no ti spicci mentre con un sì ti impicci eh.” Bambino “ma era per i poveri” Ugo Tognazzi “Ma quali poveri i poveri non esistono ma lo sai persino i mendicanti sono pieni di milioni ma lo sai che quando muore un povero gli trovano i biglietti da visita nel materasso i soldi al posto della lana. Qualche volta succede che glieli rosicchiano i topi ed allora resta soltanto un mucchietto di segatura. Sai con quei dentini i topini fanno zazac. Tu li hai lavati i dentini? Fammi vedere dolcetto sciacquati.

Cambio scena sono all’aperto. Buona fatelo di ne vuoi un’altra.” Bambino “No” Ugo Tognazzi “due cappuccini e due barche” La commessa risponde duecento” Bambino “Ma papà” musichetta Ugo Tognazzi “Arrivederci bellezza.” Commessa “Buon giorno” Bambino “Ma papà ne abbiamo mangiate sei” Ugo Tognazzi “Ma cosa te ne importa ne abbiamo pagate due bisogna farsi furbi nella vita ricordatelo chiaro oh andiamo. Apri la tasca guarda quanti bei zuccherini papà ha pagato per te. Risata. Andiamo birichino”.

3 scena in macchina Ugo Tognazzi “Vedi Poeletto sei buono, intelligente e anche bellino ma furbo non lo sei, ma adesso ti dico una cosa il mondo è tondo chi non sa fregare va affondo capito, hai capito bene. Ricordalo. Rumore delle macchine. Aspetta che passo io”. Bambino “Ma papà non si può” Ugo Tognazzi “Ma che ti importa se la lezione è in ritardo. La guardia eh noi dobbiamo arrivare puntuali a scuola” Un'altra auto dice alla macchina di Tognazzi “ma a deficiente” Ugo Tognazzi dice al figlio “fagli le corna. Bravo” silenzio sono arrivati davanti alla scuola padre e figlio scendono Ugo Tognazzi “Ecco la pizzettina, mi raccomando non metterla vicino al quaderno sennò la sporchi eh e non darla ai compagni hai capito. Mangiatela tutta da solo niente ai compagni. Non fare arrabbiare la maestra. A proposito mica male la maestrina. Dimmi la verità preferisci la maestra o Fiore. Cosa fai mi diventi rosso. Eh siamo uomini bisogna dirci tutto. Eh su allegro dai bacini” Bambino “Ciao” Ugo Tognazzi “Ciao”.

4 scena un collega del padre di Paolino dice “Se per questo mio figlio sta diventando un vero mascalzone. C’era un’amica di mia moglie Luisa. Era seduta in poltrona sai cosa ha fatto? Farfuglio nell’orecchio di Tognazzi a capitoche roba 7,5 mesi mio figlio.” Ugo Tognazzi risponde “Meglio così che tonto”. Il collega risponde “Ha sì e il tuo come va?” Ugo Tognazzi risponde “Il mio è abbastanza mascalzone. I dio forse un po’ timido deve avere preso dalla madre. Ma io lo sto tirando su per benino si sta facendosi”.

5 scena in cucina mentre si mangia il figlio ha un livido nell’occhio Tognazzi chiede al Figlio “Giuliano ti ha dato un pugno nell’occhio” il Bambino risponde “sì” Tognazzi “Tu dovevi dargli un calcio in culo. Ricordati chi picchia per primo picchia due volte poi nella vita c’è sempre rimetterci a buscarle. A te piace di buscarle” Bambino “No” Tognazzi “Allora picchialo, picchia sodo. Ricorda il proverbio” Bambino “Sì il mondo è tondo” Tognazzi “No quello. Meglio un bel processo che un bel funerale. Adesso mangia la pera che arriva la mamma” Bambino “No” Tognazzi “Mangia la pera su” Bambino “No non ci ho fame” Tognazzi “Che se ne frega non mangiarla”. Arriva la madre “senti vuoi provare questo caffè è una nuova miscela. L’ho presa al supermarket” Tognazzi “Proviamolo. Vuoi un po’ di caffè prendilo” Bambino “No” Tognazzi “prendilo ti fa bene, ti tira su, ti eccita eh. Mi sembra un morto questo bambino mannaggia”.

6 scena all’aperto Tognazzi con il figlio “Porco schifo che fila che c’è come si può entrare qua dentro? Stai attento che scherzetto ti combina papà adesso attenzione” Bambino “Che fai?” Tognazzi “Stai zitto vieni con me. Scusate sono un mutilato di guerra. Beati voi che potete camminare. Un mutilato il bambino non paga perché è sotto la media. Il proverbio il mondo è tondo ecc.” Clown “Bravo bambino entra che ti facciamo divertire”.

7 scena sempre Tognazzi con il bambino nuovamente in macchina. Tognazzi rivolgendosi al figlio “Guarda quelli sono i manifesti elettorali” Bambino “Quelli che vincono le elezioni come si chiamano?” Tognazzi “Beh quelli si chiamano deputati e vanno in parlamento. Anche noi andiamo ma in palpamento. Tu ridi ma non c’è tanto da ridere. Sarebbe da piangere altro che storie perché vedi quelli che dovrebbero pensare agli interessi pubblici pensano invece agli interessi propri perché purtroppo c’è questa tendenza all’onesta, alla fede, perciò se vuoi andare bene nelle vita bisogna mai fidarsi di nessuno, mai fidarsi di nessuno, no hai capito neanche di tuo padre. Ah scherzavo. Vedi a papà dagli un bacetto” Rumore i strada sempre Tognazzi “ma perché questi non si muovono, muoversi tartarughe dai, muoversi, muoversi. Ehi lo facciamo lo scherzo del fazzoletto. Fai finta di essere svenuto appoggia la testolina fai finta non per vero. Ti faccio una grattatina per scaramanzia.” Ora Tognazzi parte ed il bambino fuori dal finestrino fa sventolare il fazzoletto.

Dieci anni dopo appare nel giornale incredibile delitto ieri notte a Roma Uccide il padre dopo averlo derubato appare la figura di Tognazzi con scritto Vittima.

La Prof. dice dire sempre di no, farsi furbi, stare a galla per non andare a fondo, rispettare le regole solo quando non puoi farne a meno perché arriva la sanzione, non condividere, esercitare maschilismo, la timidezza e la discrezione sono limiti umani, chi picchia fa prevalere le sue ragioni, fare i furbi è fondamentale, mai fidarsi di nessuno. Insomma tutti i luoghi comuni dell’approccio alla società attraverso la maleducazione. Serve ad aggiungere altro?

Video lezione 1-3

Introduzione lezione 1-3 video

Nel terzo video verranno delineati i tre principali orientamenti della ricerca storico-sociale dell’educazione riconducibili a tre fondamentali teorie quelle interpretative, quelle empirico-analitico e infine quelle critico, ma concluderemo sulla necessità di cambiare i paradigmi attraverso visioni innovative e possibilmente con l’ausilio di una meta-teoria di riferimento.

2.1.3. L’orientamento critico

In sintesi tutti gli attuali orientamenti della ricerca socio-educativa esprimono l’esigenza prioritaria di cambiamento dei paradigmi per salvaguardare il principio di società-formativa ovvero di una società che si ponga come accogliente e solidale soprattutto nei confronti delle giovani generazioni. I bambini rappresentano il futuro potenziale della comunità umana e la loro educazione influisce in maniera determinante sul destino dell’intero sistema sociale. Lo scopo ultimo dell’educazione è uno scopo sociale e consiste nell’assistere ed accompagnare i bambini e le persone, nel ricercare, individuare, coltivare i perfezionare i propri talenti ed incoraggiarne la libera espressione al servizio della collettività.

Vi chiedo perciò di guardare con attenzione il video di Kane Robinson che ora vi propongo “Cambiare i paradigmi dell’educazione”. Robinson è pedagogista e consulente internazionale sull’educazione artistica per sistemi governativi, organizzazioni no profit, ecc. È stato a capo di una commissione britannica sul tema della creatività centrata sul rapporto tra educazione ed economia sostanzialmente Ken Robinson nel sul video dice che la scuola uccide la creatività e che per questo bisogna cambiare i paradigmi dell’educazione. Si tratta di un video animato dove l’autore espone una divertente e toccante argomentazione a favore della creazione di un sistema educativo che nutra la creatività anziché metterla a repentaglio.

Video di Ken Robinson molti paesi del mondo stanno riformando il sistema educativo per due motivi:

  • Di carattere economico: come facciamo ad educare i propri studenti a trovare il proprio posto nell’economia del XXI secolo? Ma come si fa a fare questo se non sappiamo neanche come sarà l’economia fra due settimane?
  • Di carattere culturale: come facciamo ad educare i nostri studenti in modo che abbiano un senso di identità, in modo da mantenere viva la comunità e di trasmettere il patrimonio culturale mentre siamo parte di un processo di globalizzazione?

Il problema è che si sta cercando di rispondere a questi due quesiti facendo quello che si faceva in passato: Allineando milioni di ragazzi che non vedono motivi validi nell’andare a scuola. Quando noi andavamo a scuola crescevamo con l’idea che se uno lavorava sodo poi poteva andare all’università e trovare un buon lavoro. I ragazzi di oggi non credono più a questo modello e non si sbagliano del tutto. È vero che è meglio avere una laurea, questo non garantisce il fatto di trovare un lavoro. Specialmente se il percorso per raggiungerlo ti porta a marginalizzare le cose che tu pensi che tu siano importanti. Si parla così di alzare gli standard, tutti parlano di alzare gli standard del resto perché bisognerebbe abbassarli?

Il punto è che il nostro sistema educativo è stato progettato e pensato per un’epoca diversa, è stato sviluppato nella cultura intellettuale dell’illuminismo e nelle circostanze economiche della prima rivoluzione industriale. Prima del XVIII secolo non c’erano sistemi di educazione pubblica al massimo si poteva essere istruiti dai gesuiti se uno fortunatamente aveva i soldi. L’idea di un’educazione pubblica pagata attraverso le tasse obbligatorie per tutti e gratis per chi la riceve è stata un’idea rivoluzionaria e molti erano contrari ad essa dicendo che non era possibile per i figli delle classi lavoratrice beneficiarne ritenendoli geneticamente incapaci di leggere e scrivere. Quindi perché spendere tempo su questa utopia?

Si tratta di considerazioni che hanno alla base un’idea precisa della struttura sociale piramidale delle capacità. I sistemi di istruzione sviluppato è stato guidato da un imperativo economico di quell’epoca e da un modello cognitivo quello dell’illuminismo secondo cui l’intelligenza è basata sul ragionamento deduttivo e sulla conoscenza dei classici sviluppando così un’abilità di tipo accademico. E questo è nei geni dell’istruzione pubblica che divide l’istruzione in due tipi di profili: Accademico e non accademico, l’intelligente e non l’intelligente. La conseguenza è che molte persone brillanti pensano di non esserlo affatto perché sono state giudicate attraverso questa specifica visione della mente e dell’intelligenza. A mio avviso questo modello ha causato caos nella vita di molte persone, per alcune ha funzionato bene ma per molti altri no.

Coloro che non hanno beneficiato hanno sofferto di una malattia che rappresenta la peste moderna i disturbi dell’attenzione. Pensiamo un'ottima all’arte la vittima principale di questa mentalità. Le arti si focalizzano su quella che viene definita esperienza estetica. Un’esperienza estetica è quella in cui tutti i tuoi sensi stanno operando al massimo in cui tu sei presente, nel momento in cui stai ragionando su questa eccitante esperienza che stai vivendo quando sei totalmente vivo, all’anestetico è quando invece spegni i tuoi sensi e perdi il contatto con quello che sta succedendo e molti farmaci producono questo risultato. Ebbene stiamo facendo vivere i nostri figli l’istruzione da anestetizzati, io penso che dovremmo fare l’esatto opposto, non dovremmo metterli a dormire, invece dovremmo svegliarli. Ma il modello che abbiamo è plasmato sugli interessi dell’industrializzazione e sull’immagine di questa.

Vi do qualche esempio la scuola è organizzata sul modello di una linea di fabbrica: ci sono campane che suonano, spazi divisi per sesso i bagni, è specializzata in diverse materie e gli studenti sono divisi per gruppi basati sull’età. Perché lo facciamo? Perché crediamo che la cosa più importante che la cosa che hanno più in comune sia l’età, beh io conosco molti ragazzi che sono più bravi di altri coetanei in certe materie od in certi momenti della giornata o vanno meglio in piccoli gruppi che in grandi gruppi o semplicemente da soli. Se sei interessato ad un modello educativo non puoi partire da un modello di linea di produzione è un modello che prevede una crescita standardizzata e conformizzata come si vede dal crescere dell’utilizzo di test e di curriculum standard.

Io propongo di andare esattamente nella direzione opposta questo è quello che significa per me cambiare il paradigma, c’è uno studio sul pensiero divergente. Il pensiero divergente non è lo stesso cosa della creatività. Io definisco la creatività come il processo che genera idee originali che hanno un valore. Il pensiero divergente è comunque una capacità essenziale per la creatività è l’abilità di vedere molteplici risposte ad una medesima domanda.

Ci sono dei modi per misurare tutto questo. Ad esempio un test dice quanti modi diversi ci sono per usare un fermaglio per la carta? La gente normale trova 10 o 15 modi diversi per usarlo e coloro che utilizzano un pensiero divergente possono trovare addirittura 200 risposte e lo fanno chiedendosi ad esempio può essere che il fermaglio per la carta alto 10 cm ed è fatto di schiuma di gomma, insomma non deve per forza essere un fermaglio come lo intendiamo normalmente. Questo test è stato fatto a 1500 persone ed è riportato in un libro intitolato Breakpoint and Beyond. Secondo il sistema di valutazione di questo libro sei sopra ad un certo valore sei considerato un genio del pensiero divergente. La mia domanda è quante persone testate hanno superato questo limite? Preciso che le persone sottoposte al test erano bambini della scuola materna, ebbene la percentuale era del 98% poiché era uno studio a lungo termine hanno ritestato gli stessi bambini 5 anni dopo fra gli 8 e 10 anni e poi di nuovo fra i 13 e i 15 anni. Beh di solito cominci che non sei molto bravo e poi crescendo migliori, invece in questo caso è accaduto esattamente all'incontrario.

Questo studio dimostra quindi due cose:

  • È la Prima che tutti abbiamo questa capacità in maniera innata e che nella maggior parte dei casi si deteriora.
  • A questi
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher erica.depasquale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia sociale dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Minello Rita.
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