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Illuminismo: valorizzazione del corpo per lo sviluppo dell'intelligenza del bambino

Filantropinismo: movimento che realizzò esperienze educative ispirate ai principi dell'Illuminismo.

Guts Muths e la ginnastica moderna

Guts Muths è considerato il padre della ginnastica moderna. Egli considerava l'uomo come un'unità psicofisica, un tutto unico in cui l'elemento spirituale era necessariamente legato a quello fisico. Egli introdusse nella scuola dove fu chiamato ad insegnare cinque esercizi fondamentali per la cura del fisico: la corsa, il salto, la lotta, il lancio del disco e del giavellotto. I giovani erano suddivisi secondo l'età anagrafica in tre gruppi: bambini, fanciulli e adolescenti, e gli esercizi erano praticati ogni giorno dalle 11 alle 12.

Introdusse per primo la ginnastica in ambito educativo considerandola come parte integrante dell'educazione, suddividendo ulteriormente i giochi in giochi di movimento e giochi riposanti in base alla loro diversa finalità. I primi avevano una valenza fisica, mentre i secondi avevano una valenza maggiormente intellettuale e finalizzata allo sviluppo della memoria, del giudizio e dello spirito.

Si interessò anche della ginnastica per il nuoto, analizzando i vari movimenti necessari per praticarla e considerò anche la ginnastica femminile, con esercizi più leggeri rispetto a quelli maschili. Successivamente, in seguito alla sconfitta di Jena, trasformò la ginnastica adeguandosi ai tempi, da ginnastica per lo spirito e il corpo a ginnastica militare con lo scopo di formare cittadini pronti a combattere per la patria (il termine gymnastik è sostituito dal termine turnkunst).

Enrico Pestazzoli e l'educazione fisica naturale

Enrico Pestazzoli sosteneva che l'educazione fisica deve seguire lo sviluppo naturale del bambino, assecondare i bisogni motori e non avere finalità di rinforzo e indurimento. Egli fu il primo a elaborare gli esercizi a corpo libero di entità graduabile in base all'età dei soggetti, con la finalità di portare il bambino a prendere gradualmente coscienza e controllo dei propri segmenti corporei. Considera quindi l'educazione fisica come un mezzo di scoperta e non come un mezzo di potenziamento, che porterà ad acquisire il dominio completo sul proprio corpo.

Scuola tedesca

Ludwig Friedrich Jahn e la ginnastica militare

Ludwig Friedrich Jahn sosteneva che la ginnastica dovesse avere un valore puramente militare di difesa per la patria, per raggiungere l'unità nazionale. Doveva essere improntata sullo sviluppo della forza fisica e atletica attraverso l'utilizzo di spalliere, sbarre, anelli, corsa e marce militari. Il clima era propriamente bellico e spartano. Egli stesso fondò una bandiera all'interno della quale erano intrecciate le quattro F iniziali degli aggettivi che qualificavano il nuovo atleta tedesco: fresco, libero, felice e pio.

Scrisse inoltre L'arte di ginnastica tedesca, all'interno della quale vengono presentati nella prima parte tutti gli esercizi estremamente impegnativi e gli attrezzi con i quali dovevano essere effettuati, come la corsa, il volteggio, il getto del peso, la lotta, le trazioni e gli esercizi con i cerchi. Nella seconda parte sono descritti i giochi svolti in maniera collettiva con regole precise, nella terza parte era descritta la struttura che doveva avere la palestra, ovvero doveva essere pubblica, all'aperto, dotata di attrezzi e utilizzabile da almeno 400 persone contemporaneamente. Nella quarta parte sono descritte invece le diverse metodologie di allenamento che dovevano seguire una logica di progressione di difficoltà per portare sempre a un miglioramento.

Adolf Spiess e l'educazione fisica scolastica

Adolf Spiess aveva una visione completamente diversa da Jahn; infatti, considerava l'esercizio fisico come un mezzo di educazione e come una disciplina scolastica, contrapponendosi alla visione dell'esercizio come mezzo per formare militari pronti alla difesa della patria. L'attività motoria secondo Spiess doveva avere una natura pedagogica, nella quale l'attività motoria fosse graduata e motivata da rigorosi criteri scientifici.

Scrisse un volume chiamato Dottrina della ginnastica, nel quale cercò di attuare una profonda riforma della ginnastica prendendo in esame gli esercizi coordinativi, a corpo libero per entrambi i sessi, considerandoli come tappa premotoria per qualsiasi esercizio ginnico, relegando nell'attrezzistica solo un obiettivo avanzato. Fece inoltre una classificazione di posizioni e movimenti graduali sulla base dell'anatomia del corpo creando "un sistema di movimenti meccanici, geometricamente lineari, delle parti del corpo umano... una meccanica dei movimenti del corpo umano", considerato tuttavia di difficile esecuzione per l'eccessiva artificiosità dei movimenti, soprattutto per quanto riguarda la ginnastica ritmata simile ad una danza da lui stesso creata, risultava poco utile ai bisogni maschili.

Scuola svedese

Per Henrik Ling e la ginnastica razionale

Per Henrik Ling, attraverso i suoi studi di anatomia e fisiologia, creò una ginnastica razionale che prevedeva esercizi utili per le finalità fisiche e salutari dell'organismo, privilegiando esercizi che abbiano una finalità positiva sulla persona sia da un punto di vista morale che di salute.

  • Esercizi utili sul piano anatomo-fisiologico
  • Esercizi semplici da eseguire
  • Ginnastica soprattutto per il tronco
  • Attrezzi come sostegno al movimento del corpo libero - rifiuto attrezzi di Jahn
  • Nuovi attrezzi, usati con moderazione: spalliera, quadro, panche, plinto, bomme, trave orizzontale fissata ad un perno che la fa ruotare come l'albero orizzontale di una barca a vela

Limiti della ginnastica di Ling:

  • Statica
  • Segmentata
  • Eccessivamente anatomica

Scuola francese

Francisco Amoros e la ginnastica militare pedagogica

Francisco Amoros creò un metodo che avrebbe avuto grandissima fortuna per tutto l'Ottocento. La sua metodologia era una ginnastica militare attuata però da scelte pedagogiche e abbracciava tutte le attività che tendevano a rendere l'uomo più coraggioso, più intelligente e più forte. Scrisse il Manuale di educazione fisica secondo cui la ginnastica deve sviluppare tutte le dimensioni dell'uomo:

  • Facoltà fisiche (sviluppo naturale del corpo): forza, fermezza, resistenza, agilità, velocità e destrezza
  • Facoltà fisico-morali (sviluppo armonico di corpo e spirito): regolarità, grazia, zelo, valore, energia, perseveranza
  • Facoltà morali (formazione etica): previdenza, saggezza, temperanza, bontà, generosità, amore per il bene

Gli esercizi erano suddivisi in esercizi elementari: camminare e correre, salti, esercizi di equilibrio, superamento ostacoli, lotta, assalto, nuoto, trasporto oggetti pesanti, lanci, tiro al bersaglio, scherma, equitazione, danze e canto. Erano tuttavia esercitazioni pesanti e pericolose in coerenza con il contesto bellico che si stava attraversando. Inoltre, erano previste delle schede di valutazione per combattere la pigrizia e l'iperattività.

Scuola inglese

Thomas Arnold e il rugby

Thomas Arnold fu la persona più significativa del primo Ottocento inglese creando il rugby nel Collegio di Rugby presso Oxford. Gli obiettivi dell'educazione arnoldiana erano tre:

  • Equilibrio organico mediante l'irrobustimento fisico (equilibrio psico-fisico)
  • Offrire agli allievi possibilità di effettuare esperienze personali nelle quali il loro sforzo fosse tangibile, incoraggiando il gioco di squadra e di gruppo (responsabilità morale)
  • Far sperimentare agli allievi, da un punto di vista sociale, la loro leadership, facendo organizzare loro giochi che potessero spendere nel loro futuro da cittadini, responsabilizzandoli in questo modo (educazione sociale e politica)

Nel Collegio di Rugby si verificava un:

  • Rapporto confidenziale ed umano tra docenti ed allievi (esempio dell'educatore, no punizioni corporali): sviluppo del senso di dovere e sincerità
  • Importanza degli spazi all'aria aperta
  • Equilibrio tra formazione fisica, religioso-morale ed intellettuale

La ginnastica in Italia

Già a partire dal 600 in Italia iniziarono a svilupparsi le prime impronte della ginnastica educativa che tuttavia fu nettamente inferiore rispetto agli altri paesi dell'unione europea. Un cambiamento radicale avvenne solo nell'Ottocento nella capitale sabauda di Torino, dove fu chiamato nel 1833 ad insegnare ginnastica Rodolfo Obermann. Dopo il suo arrivo, la materia ginnica prese sempre più consensi tanto da diventare parte integrante di tutta la formazione militare.

La sua ginnastica non aveva molto di originale: era una sorta di riconversione all'italiana della ginnastica tedesca di Spiess, fondata sulla convinzione che l'esercizio fisico fosse alla base dell'educazione. Obermann nel 1844 fondò inoltre la società ginnastica di Torino, aperta a tutti con la finalità di promuovere le esercitazioni fisiche tra le persone comuni e non solo tra i militari nelle province limitrofe, cercando di distinguere in questo modo la ginnastica per i militari e quella per i civili.

Tuttavia, dopo l'unificazione del regno d'Italia la ginnastica assunse una valenza sempre più militare, diventando una vera e propria formazione militare incentrata sulla costruzione del soldato perfetto. Si imparava, ad esempio, a maneggiare le armi, a tirare a bersaglio con il fucile, ad effettuare le marce militari; insomma, era una sorta di scuola militare.

Malgrado le buone intenzioni, l'insegnamento della ginnastica nelle nostre scuole si sviluppò in maniera tardiva e si dovette aspettare fino al 1870 per avere un'estensione globale della ginnastica nelle nostre scuole. Le lezioni tipiche secondo Obermann prevedevano esercitazioni di tipo prettamente militare come prove di schieramenti ed esercitazioni di irrobustimento che prevedevano l'utilizzo di funi, pertiche e travi.

Tuttavia, la ginnastica in Italia in questi anni non raggiunse i risultati sperati poiché spesso i maestri non erano all'altezza del compito: erano dei semplici militari in congedo, incapaci di creare un giusto clima di insegnamento. In seguito a questi risultati si arrivò a pensare che la pratica fisica non dovesse avere solo una valenza militare, ma anche educativa improntata allo sviluppo dell'intelletto e della buona volontà. Tutto ciò portò alla nascita anche in Italia della vera e propria ginnastica educativa che lasciò i metodi puramente militareschi.

Si iniziò a pensare che i giochi, così come gli esercizi all'aperto, fossero i più idonei per lo sviluppo delle qualità fisiche e morali poiché facilmente attuabili ed adattabili ai vari sessi. Così si iniziarono a praticare i primi giochi con la palla, il tiro alla fune, le buchette, i quattro cantoni e il football.

La nascita delle correnti ginnastiche italiane

Era tuttavia necessario creare all'interno della società italiana poco colta dal punto di vista fisico una corretta educazione ginnica, anche per far fronte ai notevoli cambiamenti che il nostro paese stava vivendo nel corso dell'Ottocento. Serviva quindi una corrente che facesse sviluppare tale approccio agli italiani. La prima corrente fu quella di Luigi Pagliari, il quale scrisse che la pratica fisica era mezzo di divertimento, compenso e affaticamento che, oltre a promuovere lo sviluppo fisico, determina contemporaneamente un'educazione dell'intelletto.

La seconda corrente è quella di Emilio Baumann, secondo cui l'obiettivo dell'educazione fisica era quello di sviluppare il perfezionamento morale del carattere partendo dalla ginnastica come mezzo educativo fra i banchi. La terza corrente fu quella di Michelangelo Jerace, secondo cui la pratica fisica doveva avere la finalità di sviluppare ed affinare le relazioni con il proprio corpo e con il proprio spirito, non avendo come fine esclusivo quello di combattere i malanni fisici. Si costituì una sorta di ginnastica neoeducativa.

Successivamente, intorno ad inizio 1900, la pratica neoeducativa così come i giochi sportivi furono estromessi definitivamente dall'educazione fisica poiché, soprattutto quest'ultimi, erano visti come un mezzo di disordine e scompiglio di ostacolo per la formazione di una gioventù forte e pronta a combattere. Perciò, per il momento, la ginnastica educativa era solo un miraggio futuro.

I seguaci di Obermann

Ricardi Di Netro

Ricardi Di Netro dedicò la propria vita all'educazione fisica, morale ed intellettuale della gioventù e si adoperò per rendere la ginnastica obbligatoria in tutte le scuole. Aveva una visione pedagogica della ginnastica per la formazione globale del giovane secondo le leggi della fisiologia. La sua ginnastica non è solo militare, infatti lui stesso ritiene che si potrebbe fare anche a meno dei soldati se tutti i cittadini fossero pronti ad ogni evenienza. Prevede una metodologia di lavoro a tal proposito caratterizzata da esercitazioni per lo sviluppo dell'intelletto ed esercitazioni per lo sviluppo militare, avendo in questo modo un approccio integrato basato tuttavia soprattutto sullo sviluppo delle capacità militari. Gli esercizi erano costituiti, ad esempio, dalla scherma, equitazione, marcia, nuoto e tiro a segno.

Alberto Gamba

Alberto Gamba fondò la cosiddetta ginnastica differenziata, basata sullo sviluppo e sulla promozione della salute del cittadino. Questa ginnastica è individualizzata e suddivisa in gruppi in base alle esigenze e agli obiettivi del singolo. Gamba si dimostrò un vero innovatore della pratica fisica, interessandosi all'applicazione scientifica, alla ginnastica riabilitativa e alla ginnastica femminile.

Felice Valletti

Felice Valletti sviluppò un approccio di ginnastica basato sulla pedagogia, fisiologia ed anatomia, volto al perfezionamento fisico e morale. Secondo lui, ogni schema motorio va proposto in base alle esigenze del singolo e non come un obbligo imposto. Distingue inoltre la ginnastica educativa da quella atletica, riabilitativa, medica, acrobatica e militare.

La Federazione di ginnastica italiana

Nel corso del 1860 iniziarono a svilupparsi le prime società di ginnastica, inizialmente di carattere privato, che portarono grazie a Reyer, Gallo e Pisoni alla formazione nel 1869 della Federazione di ginnastica italiana, con l'obiettivo di dare un indirizzo comune ed uniforme alla ginnastica in Italia e di sensibilizzare gli italiani alla pratica delle attività ginniche, importanti per la salute e per l'intelletto. Tuttavia, nel 1872, all'interno della stessa si assistette ad una divisione che portò alla formazione della Federazione di ginnastica italiana più vicina all'ideale militaresco e la Federazione delle società ginnastiche con la scuola di Bologna più vicina all'ideale educativo, contrapposto a quello prettamente militare. Le due federazioni si riuniranno solo nel 1888, dando vita alla Federazione di ginnastica nazionale.

Ulteriori sviluppi in Italia

Oltre alla scuola di Torino, si sviluppò in Italia la Società Virtus di Bologna con ideali completamente differenti. Infatti, proponeva un approccio completamente diverso all'educazione motoria, proponendosi di valorizzare l'attività motoria non solo da un punto di vista didattico ed educativo, ma come pratica di costume per la conquista della salute e per l'affermazione di una salda morale, dando alla pratica motoria un indirizzo più razionale contrapposto alla visione militaresca della scuola di Torino.

Emilio Baumann e la ginnastica razionale ed educativa

Emilio Baumann completò il lavoro di Reyer e Gallo a favore di una ginnastica razionale ed educativa e riuscì nel suo intento unendo alla buona conoscenza dei problemi specifici quelli della medicina. Nel corso degli anni, passò da una visione dell'attività motoria non solo come un mezzo per tutelare la salute fisica ma anche come un mezzo per occupare il tempo libero dei lavoratori dopo il lavoro estenuante in fabbrica. Proprio per la sua visione altamente specializzata della ginnastica, si occupò in ambito universitario della formazione dei futuri professori, che secondo lui dovevano essere altamente preparati sia dal punto di vista pedagogico che da quello anatomico e fisiologico.

Cresciuto nella scuola dell'Obermann, inizialmente seguì i suoi ideali di un'educazione tedesca, rigida e spartana, alla quale introdusse nuove attrezzature come ad esempio i ceppi. Infatti, il suo programma didattico all'inizio della sua carriera era basato su questi ideali che, in base agli studi successivi, muteranno verso una concezione più razionale della ginnastica. Tutto ciò porterà alla nascita della ginnastica razionale che ha come obiettivo il perfezionamento dell'individuo nella sua singolarità, portando al suo sviluppo armonico, di forza muscolare, di agilità, coraggio, tenacia e destrezza dello spirito. Fu il primo ad introdurre la valutazione preliminare della salute fisica del soggetto per poi valutarne i progressi futuri. Praticò inoltre la ginnastica tra i banchi, che consisteva in movimenti ciclici e ordinati per richiamare all'ordine gli alunni. Una delle sue ultime attività fu la psicocinetica, ovvero una sorta di trattato in cui mise in risalto l'educazione dello spirito da raggiungersi attraverso quella del corpo, curando nei minimi particolari l'aspetto psicologico dell'allievo.

La legge n. 4442 del 7 luglio 1879

Sul finire degli anni settanta il governo, preoccupato dal malessere diffuso, iniziò a preoccuparsi dell'insegnamento dell'educazione fisica all'interno del regno, grazie anche alla sconfitta della destra più conservatrice rispetto alla sinistra, che si dimostrò più aperta nei confronti della salute fisica all'interno del paese e soprattutto per quanto riguarda l'istruzione, anche se l'istruzione continuò a rimanere un tasto dolente poiché si cercava di insegnare ma non troppo, di alfabetizzare ma quanto servi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

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