La seconda guerra mondiale
Mentre sul fronte occidentale i francesi si erano arrestati sulla linea fortificata Maginot e i tedeschi su quella Sigfrido, l’esercito hitleriano occupò con un’azione fulminea (guerra-lampo) la Polonia, invasa contemporaneamente anche dalle truppe sovietiche, che in seguito posero sotto il loro controllo anche le repubbliche baltiche e la Finlandia.
Dopo essersi impadroniti di Danimarca, Norvegia, Olanda, Belgio e Lussemburgo, i tedeschi invasero la Francia e occuparono le coste della Manica, costringendo il decimato corpo della spedizione britannico a reimbarcarsi precipitosamente a Dunkerque.
Nel frattempo a Roma il Consiglio dei ministri proclamava la “non belligeranza” dell’Italia e tale scelta era motivata da tre ragioni: l’impreparazione dell’esercito, logorato dalle campagne di Etiopia e Spagna; le ancora insufficienti risorse industriali e la conseguente dipendenza dall’estero; l’esistenza di un accordo segreto fra Italia e Germania che prevedeva un rinvio della guerra di almeno tre anni e che Hitler non aveva rispettato.
Mussolini, dopo la disfatta francese, non seppe resistere alla tentazione di poter sedere al tavolo dei vincitori, così il 10 giugno 1940 decise l’ingresso dell’Italia nel conflitto, nonostante la contrarietà del primo ministro degli Esteri Galeazzo Ciano. La sua fiducia sembrò confortata dall’occupazione da parte tedesca dell’intera Francia, dove fu creato un governo fantoccio, retto dal maresciallo Pétain, cioè il governo di Vichy (la capitale provvisoria).
In Inghilterra intanto era divenuto primo ministro Winston Churchill, che incitò il suo popolo alla vittoria a tutti i costi. Hitler decise quindi di dare il via alla battaglia d’Inghilterra, preparando l’invasione con una spedizione che prese il nome di “leone marino”, che prevedeva il bombardamento a tappeto dell’aviazione tedesca (Luftwaffe), che distrusse alcune città e basi militari dell’isola. La forza aerea inglese (Raf) riuscì però a rintuzzare l’offensiva, grazie anche all’uso del radar; così la spedizione tedesca fallì e sfumò la possibilità della guerra-lampo.
Contemporaneamente ebbe inizio l’offensiva italiana, mirante a colpire l’Inghilterra nel cuore dei suoi traffici e dei suoi rifornimenti, paralizzandone le linee di navigazione attraverso i canali di Sicilia e di Suez. Inoltre Mussolini attaccò improvvisamente dall’Albania la Grecia, che però respinse energicamente l’esercito italiano.
Intanto il Patto d’Acciaio si era esteso a Giappone, Ungheria, Romania, Bulgaria, Iugoslavia e la Slovacchia.