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LA DOMINAZIONE VANDALA

Chi erano i vandali Conquista non difficile

La dominazione vandala I vandali erano una popolazione formata da diversi  I sardi non si opposero alla conquista

Dopo 700 anni di dominazione gruppi etnici originari dalle regioni dell'Europa sud perché esausti della pesante pressione

romano/bizantina, la Sardegna fu orientale e forse dalla penisola scandinava. Forse fiscale bizantina e speravano che i nuovi

conquistata dal vandalo GENSERICO, nel per pressioni di altre popolazioni furono costretti a conquistatori fossero più permissivi

456 o 467 (data incerta). È difficile spostarsi da dove si erano stanziati, ossia nelle

stabilire con precisione l’anno di  Bisanzio non difese l'isola perché in

pianure germaniche, verso Occidente. Arrivarrono

occupazione ma è certo che il vandalo piena crisi economica e militare = le

nella penisola iberica e qui divennero una Potenza

rivolse la sua attenzione alla Sardegna e popolazioni indigene si stavano

marittima senza mai aver avuto una tradizione

alla Sicilia solo dopo aver occupato ribellando

marinara

l'AfricaNord occidentale.

Situazione in Sardegna all'arrivo dei vandali La Sardegna solo base militare

Quando i vandali conquistarono la Sardegna I vandali influiscono poco o nulla nell'organizzazione economica e sociale dell'isola. I sardi vivevano

questa era governata da un praeses che come nel tardo periodo romano imperiale. Ciò perché per Genserico l'isola rappresentava solo una

rappresentava il potere imperiale e risiedeva buona base militare da controllare col minor dispendio di energie possibili. Infatti sotto la

a Carales. Egli si occupava dominazione vandali, i ricchi proprietari terrieri legati all'aristocrazia urbana, mantennero il possesso

dell'amministrazione civili, militare e delle villae rustiche. La produzione era perlopiù cerealicola. I commerci erano vivaci e non furono

giudiziaria rallentati dai vandali

Problema delle fonti

La storia degli anni della dominazione vandala è giunta a noi amplificata di negatività perché le uniche testimonianze a riguardo hanno la firma di

autori a loro ostili. Gli avvenimenti documentati sono pochi e si rischia di ricamare storie su trame inesistenti nonostante contributi importanti di

archeologi e storici dell'arte

La tentata riconquista Genserico muore

Nel 468 ANTEMIO, imperatore d'Occidente, e LEONE I, imperatore d'Oriente, si allearono per distruggere il regno Nel 477 Genserico muore

vandalo. Le truppe di Antemio, guidate dal duca Marcellino riconquistarono la Sardegna ma Leone I non riuscì a e il re divenne il figlio

riprendersi la Sicilia. Chiamò in soccorso Marcellino che però morì in circostanze poco chiare. Genserico riuscì a Unnerico

riprendersi la Sardegna.

484 concilio a Cartagine

La religione dei Al concilio parteciparono vescovi ariani e vescovi

vandali Esiti del concilio 483 Unnerico muore

cristiani tra cui i 5 vescovi sardi:

I vandali erano ariani I vescovi cristiani Gli succede Gundamondo che frenó le

 Lucifero II metropolita di Cagliari

= subrodinavano non cambiarono eprsecuzioni riprese con piu forza dal

 Martiniano di Forum Traiani

l'importanza del Figlio orientamento successore e fratello Trasamondo. Egli nel

a quella del Padre. religioso e ciò 507 esilió in sardegna 120 o forse 220

Bonifacio di Senafer Cornus

Unnerico proseguì le inasprí le vescovi africani che peró non furono

 Vitale di Sulci (Sant'Antioco)

persecuzioni contro i persecuzioni. Molti costretti ai lavori forzati e godevano di

 Felice di Turris Libisonis (Porto Torres)

cristiani già iniziate vescovi furono ampie libertà . Tra essi c'era Fulgenzio di

In quel periodo i vescovi avevano giurisdizione su città e

dal padre. Ma per esiliati in Corsica e Ruspe che fondó a Cagliari un santuario in

relativi territori. Dalle sedi vescovile si evince che la

risolvere la questione Sardegna e costretti nome di San Saturno, poi chiamato San

Chiesa controllava quindi regioni costiere e una piccola

nel 483 convocò un ai lavori forzati Saturnino.

porzione del territorio interno (Forum Trainani). Il capo

concilio a Cartagine. della Chiesa sarda era il metropolita

Un papa sardo

L’importante afflusso dei vescovi africani in Sardegna la mise al centro del mondo cattolico.

Nel 498 salì al trono papale il sardo Simmaco. Egli arrivò a Roma pagano, si convertì e divenne prete. La chiesa in quel momento subiva l'ennesima

divisione interna. Una fazione accetta ala sottomissione all’imperatore anche in questioni religiose. L'altra fazioni in tali questioni voleva

l'indipendenza assoluta. Simmaco apparteneva a quest'ultima fazione. I filo-imperiali perciò gli invalidarono l'elezione del papa ed fossero un

antipapa. Simmaco riuscì comunque a spuntarla. Durante il suo papato aiutò i vescovi esiliati in Sardegna mandando loro vesti e denaro. Questi

diffusero il cristianesimo nell'isola e costruirono monasteri.

Il vero piano di Giustiniano

VI secolo caduta dei Goda chiama Giustiniano Gelimero, per rispondere alla ribellione di Goda, La riconquista della provincia

vandali Goda, cosciente delle organizzò una spedizione verso la Sardegna di 120 proconsolare d'Africa

Nel VI secolo il conseguenze delle sue navi e 5.000 soldati guidati dal fratello Tzazo. Egli La provincia proconsolare d’Africa fu così

governatore vandalo azioni, chiamò in aiuto arrivò in Sardegna e uccise Goda. riconquistata ma all’appello mancava

della Sardegna era l’imperatore di Intanto la flotta di Giustiniano, sotto il comando ancora la Sardegna. Qui Belisario mandò

Goda, un liberto di Costantinopoli Giustiniano di Belisario,si era mossa verso Cartagine. Belisario Cirillo. I sardi, ignari della sconfitta

origine Gota. Egli si (527 – 565). Egli aveva in sconfisse Gelimero. vandala, si opposero con grande

ribellò al re mente già da tempo una Tzazo lo scoprì e partì in soccorso del fratello. resistenza, impauriti da una

Gelimero e si auto riconquista del Prima di partire raccomandó ai vandali rimasti controrappresaglia dei vandali. Cirillo

proclamò re. Tali Mediterraneo. Mandò da sull'isola di non comunicare la disfatta di Gelimero perciò mostrò loro la testa di Tzazo affissa

fatti con narrati da Goda 400 uomini e il duca ai sardi. La missione di soccorso di Tzazo fallì e lui su una lancia e dunque capirono. La

Procopio. Cirillo. morì. Gelimero riuscì a scappare (battaglia di sardegna così tornò ad essere bizantina.

Tricanarum, vicino a Cartagine).

LA SARDEGNA BIZANTINA

ll praeses

La sardegna divenne una delle 7 province (o tema) africane dipendenti da un prefetto del pretorio con sede a Cartagine. Il governo dell'isola era

affidato ad un Praeses che aveva le stesse funzioni che a loro tempo avevano i governatori romani delle province. Il preside, chiamato anche Iudex

Provinciae, aveva quindi funzioni nel campo amministrativo e civile e poteva promulgare norme di interesse provinciale nelle più diverse materie.

Secondo la Prammatica Sanzione (534) di Giustiniano, lo iudex provinciae doveva essere eletto dai vescovi e dai nobili della provincia. Ma secondo

alcuni studiosi non vi è alcuna traccia dell'osservanza di una tale prassi.

La sua sede era a Carales e alle sue dipendenze c'era del personale variamente specializzato tra cui un consigliere giuridico, un cancelliere e diversi

scrivani.

Il dux

Il potere militare era responsabilità del dux. Egli dipendeva direttamente dall'esarca, comandante militare dell'Africa.

Il dux comandava l'intero sistema di difesa della Sardegna, organizzato in: Presidi, Luoghi fortificati (Castra), Truppe stanziali o di manovra (limitando e

comitatenes).

Inizialmente la sua sede era a Forum Traiani per tenere sotto controllo i barbaricini. Quando la minaccia dei barbaricini si spense si accese quella degli

arabi e la sede del dux fu spostata a Cagliari. Lo spostamento di sede avvenne però quando l'autorità del dux aveva già largamente sovrastato ed

esautorato quella del praeses anche nella competenze civili.

PAPA GREGORIO MAGNO 590 - 604

Sovrapposizione del dux sul Lettere al metropolita Lettere al prefetto – tassazione alta, soprusi e abusi

praeses Sregolatezza – poca serietà Gregorio Magno fu papa dal 590 al 604 e durante il suo papato si occupò

Nelle sue lettere si Gregorio Magno scrisse spesso in e preoccupò spesso dei problemi politici e religiosi della Sardegna.

percepisce la riferimento alle vicende sarde. Scrisse più Scrisse numerose lettere al prefetto d'Africa denunciando il mal governo

sovvraposizione del potere volte al metropolita Gianuario e lo accusó e i soprusi dei funzionari. Proprio i funzionari di Bisanzio erano soliti

del dux su quello del di eccessivo interesse dei beni materiali e acquistare a caro prezzo i loro incarichi: una volta completato l'acquisto,

preside a causa degli ampi scarsa attenzione nella sregolatezza di la loro prima preoccupazione era di recuperare l'ingente cifra spesa e di

poteri amministrativo e monaci e suore. riscuotere uno stipendio tale da lenire simile sacrificio alle spese dei sardi

giurisdizionali del primo Intervento di Gregorio Magno

La conversione dei barbaricini I barbaricini compivano razzie a valle e riuscivano sempre a scappare prima

La preoccupazione maggiore di Gregorio magno erano i dell'arrivo delle guardie. Il magister libitum (o dux) provò a sconfiggerli ma ottenne

pagani barbaricini a cui forse si erano uniti i Mauri solo qualche vittoria. Ad un certo punto però il dux Zanabria riuscì a costringere i

esiliati dal vandalo Ilderico. I barbaricini erano una barbaricini a firmare la pace. Probabilmente però questa non sarebbe mai stata

popolazione Fiera che viveva nelle montagne e si rispettata senza l’intervento di Gregorio Magno. Il papa infatti approffitó della

procurava da vivere compiendo razzie o, nel migliore dei recente conversione di Ospitone e nel trattato di pace fece includere una clausola

casi, barattando i propri prodotti. Essi erano ancora tramite cui i Barbaricini permettevano, attraverso missionari come il vescovo Felice

legati ad antiche superstizioni e adoravano pietre e e l’abate Ciriaco, la penetrazione della fede cristina nelle loro terre. Nonostante ciò

tronchi d’albero. Il loro capo era Ospitone molti barbaricini rimasero pagani ma l'opera di evangelizzazione di Gregorio Magno

era ormai avviata.

Incursioni ostrogote e longobarde

Il lungo dominio bizantino fu turbato dalle scorrerie di ostrogoti e longobardi.

Gli ostrogoti occuparono Roma nel 546 e a sorpresa Cagliari nel 552. L'anno successivo il loro regno nella penisola cadde e la Sardegna tornò ad essere

bizantina.

I longobardi attaccarono l'isola 2 volte: nel 599 assalirono e saccheggiarono il cagliaritano ma furono respinti più dai sardi che dai bizantini. Questa

prima incursione fu promossa dal re Agilulfo ed è documentata in uno scambio epistolare tra Gregorio Magno e l’arcivescovo di Cagliari Gianuario. Il

papa esortava il metropolita a provvedere alla difesa della città e all'approviggionamento di scorte alimentari.

Il secondo attacco dei longobardi interessò Turris (Porto Torres) e avvenne in data incerta. L'esito fu lo stesso del primo.

La sardegna non fu mai conquistata dai longobardi

Caduta di Cartagine

Nel 698 gli arabi entrarono a Cartagine e la conquistarono provocando la caduta Conseguenze caduta Cartagine

dell’esarcato d'Africa. Parte del personale di governo di Cartagine si trasferì in Sardegna. La caduta di Cartagine prima (698) e di tutta

L'isola divenne l'ultimo baluardo bizantino in cui questi non furono scacciati. La presenza l’Africa settentrionale poi (711) ad opera degli

di prelati non latini, l'affermazione nella sfera ufficiale ed elitaria della lingua greca, il arabi, fece della Sardegna l'estremo baluardo

contagio e diffusione della liturgia orientale ellenizzarono la Chiesa Sarda. Questo occidentale dell'impero, aumentandone di molto

avvenne nonostante i costanti e solidi rapporti con Roma. Rapporti testimoniati dal l’importanza. L’amministrazione fu affidata al

comportamento del clero sardo in occasione delle 2 maggiori dispute religiose che CONSOLE o IPATOS, un’unica figura coi poteri del

agitarono l'impero tra il VII e IX secolo. praeses e del dux. L'ipatos praticamente sostituì

La dominazione bizantina nell'isola morì lentamente di morte naturale. O forse no. Forse l’esarca, figura che non esisteva più perché non vi

fu essa stessa a dar vita, dopo secoli di gestazione, a uno dei rari momenti di autonomia era più un esarcato

statale nella storia dell'isola: l'età dei giudicati.

Attacchi arabi in Sardegna (dall'VIII al XI secolo) Conseguenze degli attacchi arabi nel corso dei secoli

Nell'VIII secolo le incursioni arabe furono particolarmente violente e Considerati i vari attacchi, le spoglie di s. Agostino

interessarono anche la Sardegna. In quel momento l’Islam viveva la sua fase di (arrivate in Sardegna coi vescovi africani esiliati qui dai

maggior espansione nel mediterraneo e conquistò la gran parte della penisola vandali) vennero portate a Pavia dal re longobardo

iberica. Gli attacchi interessarono la Sardegna sino all'XI secolo ma non è data per Liutprando in cambio di denaro. A Cagliari restarono solo

certa una vera e propria dominazione araba nell'isola. I sardi infatti difesero l'isola le sue vesti.

e riuscirono a mantenere quasi sempre e ovunque l'indipendenza. Ciò non Gli attacchi aggravarono lo spopolamento dell'isola,

avvenne nella pianure sarde centro – meridionali occupate comunque per brevi soprattutto nelle coste. I sardi infatti si spostarono nelle

periodi (752/3 e 1015/6). zone più interne, riparandosi vicino ad acque lagunari più

Nel 752 gli arabi si inoltrarono per la prima volta nella pianura del campidano. In basse e non navigabili. Le coste, le ville, le belle città

precedenza non si erano mai spinti oltre i centri disabitati (i sardi si erano punico – romane furono abbandonate, così come i campi

rifugiati dietro gli stagni) per paura di agguati. Lo scontro fu molto duro e i sardi limitrofi che divennero il nido della malaria. Gli abitanti di

furono costretti a piegarsi e a pagare lo Gizyah, tributo dovuto ai vincitori. La Cagliari si spostarono nello stagno di S. Gilla.

tassa permetteva ai sardi di mantenere libertà religiosa e la facoltà di reggersi coi Gli abitanti di Tharros fondarono nell’XI secolo Oristano,

propri ordinamenti nonostante l’assoggettamento musulmano. Non è noto per riparata dagli stagni di S. Giusta, Sassu e Cabras.

quanto durò questa situazione. Bisanzio preoccupata

Bisanzio, temendo che la Sardegna potesse fare la stessa fine della Sicilia, occupata dagli arabi, reagì. L'imperatore Costantino V nel 760 allestí una

flotta per andare in soccorso dell'isola. Approfittando della pausa dagli attacchi arabi, durata fino al IX secolo, rafforzarono le fortificazioni.

Le due più importanti controversie della Chiesa

La controversia del monotelismo

Nel VII secolo sorse una delle maggiori controversie religiose. Nacque la teoria monotelista. Essa affermava che in Cristo vi era solo la volontà divina

non anche quella umana. La teoria fu promossa dal patriarcato di Costantinopoli e sostenuta dell’imperatore Eraclio (610 – 641). Il patriarca di

Costantinopoli affisse, nella chiesa di Santa Sofia, un editto, l' Ekthesis, relativo a tale teoria. Massimo il confessore, il più grande teologo del tempo,

si oppose fortemente a questa eresia. A suo sostegno c'era il Monaco Anastasio che dal suo esilio in Crimea scrisse una lunga lettera teologica ai

monaci di Cagliari. I vescovi di Cagliari e Torres manifestarono il loro dissenso anche al concilio in Laterano nel 649. L'anno prima l'imperatore

Costante II tentò di porre fine alla diatriba pubblicando il Typos in cui ordinò la rimozione dell'Ekthesis. Sempre nel 649 il papà Martino condannó i

due editti ma fu arrestato, processato ed esiliato. Stessa sorte subì Massimo il Confessore.

Anche in Sardegna il montelismo ebbe i suoi seguaci, come il vescovo di Sulci Eutalio

Il moto iconoclasta VIII – IX secolo Risposta della Chiesa

La controversia sul culto delle immagini iniziò nel 726 e durò poco Papa Gregorio II si oppose Conseguenze dell'anti iconoclasta

più di un secolo (finì nell'843). all’esito e all'imperaotre a Seguirono lotte, violenze e distruzioni di

Il problema non fu solo religioso ma anche strategico e politico. cui non riconobbe alcuna chiese. I patrimoni della Chiesa romana

Gli arabi criticarono i bizantini perché veneravano raffigurazioni supremazia in campo furono confiscati. I longobardi

sacre. Ciò minó soprattutto la tranquillità, la spiritualità e teologico. Il conflitto approffitarono della situazione ed estesero

l'attaccamento all'impero dei reparti militari al confine. religiose vide quindi la il loro dominio a dannp dei bizantini. In

I monaci, attraverso il culto delle immagini, erano bneeficiari di Chiesa di Roma opporsi a questa occasione il papato si avvicinò ai

importanti donazioni dei fedeli. Ciò causò un loro aumento di potere quella di Costantinopoli che franchi. La vicenda si concluse nell'843 a

che preoccupò l’imperatore Leone III l'Isaurico che, spinto anche comportò un conseguente completo vantaggio della Chiesa romana.

dell’orientamento iconoclasta dei vescovi dell'Asia Minore, emanó indebolimento delle

un editto contro il culto delle icone e ne ordinò la distruzione. posizioni bizantine in Italia.

I franchi: nemici di Bisanzio, amici della Sardegna

IX secolo e l'accordo franco – sardo I franchi erano nemici di Bisanzio ma data la difficoltà nella difesa dell'isola,

Agli inizi del IX secolo gli arabi ripresero le loro incursioni in l&

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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