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Storia romana – descrizione generale e passaggio verso età repubblicana

Civitas arcaica

Il rel’ imperium, di derivazione etrusca, è il potere della magistratura, che è indivisibile, ed è l'espressione del governo del monarca. Ha l'elemento civile di amministrazione, sia militare, di comando, sia giurisdizionale, cioè di esercizio della giurisdizione penale, e imperium di intervento nel punire gli atti illeciti. L'imperium è di competenza dei consoli, ed è di due tipi:

  • Imperium domi - (esercitato a casa in tempo di pace): limitato dal fatto che il cittadino che lo subisce ha il diritto di appellarsi al popolo. Il console non può più mettere a morte il cittadino, perché egli ha il diritto di farsi giudicare dal popolo.
  • Imperium militiae - (esercitato in periodo di guerra): non esistono più le garanzie per il cittadino. Il diritto del magistrato è di mettere a morte il cittadino, ma questo solo il tempo di guerra.

Si rileva che in età etrusca non c'è distinzione tra i due tipi. La cacciata degli etruschi corrisponde a un avvicinamento alle città latine.

Il re in fase latino-sabina

Ha vari poteri:

  • Religiosi: è un sacerdote, aspetto che farà sì che non verrà cancellato dal sistema cittadino dopo la caduta della monarchia perché rimarrà ancora in età repubblicana come rex sacrificulus, sacerdote con compiti minori ma persiste.
  • Militari: ha il comando dell’esercito.
  • Civile: amministrazione della civitas.
  • Giurisdizionali: difficilmente distinguibili con i poteri religiosi; ha potere punitivo (pena di morte massima espressione), di governo sulle liti civili per evitare la lotta privata, che nell’età antica sarebbe lotta tra gruppi e che, quindi, può compromettere la pace sociale.

Potere punitivo fisico

Si può ricostruire il sistema punitivo nell’età arcaica: le notizie sono riportate da eruditi, grammatici, più che da storici, i quali commentano una parola arcaica e danno qualche informazione, oppure ricordano alcune pretese antiche, hanno cercato di mettere ordine in una serie di notizie difficili da capire.

La repressione criminale è un tutt’uno con la religione, perché l’idea che sta alla base della decisione punitiva è che ci deve essere un rapporto pacifico tra città e dei (pax deorum). L’atto illecito viola la pax deorum e dunque offende il dio, il quale può esercitare la propria vendetta sulla città. Si evidenzia quindi un'origine religiosa della repressione criminale: le reazioni della civitas, sono pene di carattere religioso.

Esistono due principali categorie di atti illeciti o misfatti:

  • Scelus expiabile: si può placare la divinità offesa con un sacrificio espiatorio (piaculum), normalmente di un animale. Questa modalità può essere identificata come origine della multa.
  • Scelus inexpiabile: per placare la divinità è necessaria la consecratio del colpevole o il sacrificio umano del colpevole (deo necari). Questa pratica può essere identificata come origine della pena di morte. La consecratio agisce in maniera differente: l’uomo è sacro alla divinità offesa e non deve essere ucciso; egli deve essere eliminato dalla comunità (base della pena dell’esilio).

Per quanto riguarda i crimini contro la civitas, essi sono crimini politici e non religiosi. Il soggetto passivo dell’offesa non è più il Dio ma la stessa civitas. Si può parlare di alto tradimento in quanto tradire la civitas è un crimine che viene sottratto alla dimensione sacrale almeno in parte.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

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