Le origini della contemporaneità.
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La caduta dell’impero romano ha determinato la formazione di una christianitas medioevale,
caratterizzata da una rete di fattori interni e da rimandi universali, catene di comandoprotezione e
universalismo,
sostegnoobbedienza. La parola chiave del periodo è ovvero l’insieme di chiesa e
impero. autunno del medioevo:
Dal 1200 inizia il cosiddetto cominciano a emergere delle entità politiche
autonome per mano di principi e signori che quindi si contrappongono alla centralizzazione del
potere, rappresentata dalla capitale o dalla sede/corte del re. Per opporsi a questa disgregazione del
potere in più centri il processo di centralizzazione viene rinforzato, attraverso la valorizzazione di
una lingua nazionale che toglie spazio al latino (e quindi prestigio alle autorità religiose) e che
coltiva il terreno su cui poi crescerà il concetto di nazione. Sono tipiche di questo periodo infatti le
traduzioni di opere religiose, la redazione di documenti ufficiali nella propria lingua, la nascita di
accademie linguistiche. Da questo terreno si svilupperà poi l’assolutismo tipico del 1600/1700 dove
il sovrano, svincolato dalla tradizione, è libero di creare un nuovo diritto senza consultare nessuno,
secondo la formula latina superiorem non recognoscens (nessuno viene riconosciuto superiore al
sovrano, che si tratti del papa o di un altro imperatore).
Il 1500 è caratterizzato da vari eventi che influenzano il potere della Chiesa e contribuiscono alla
disgregazione dello stato medioevale:
1517: la riforma luterana disconosce il potere della Chiesa e sancisce la nascita della Chiesa
protestante in Germania, della Chiesa anglicana in Inghilterra e della Chiesa gallicana in
Francia.
La dinastia dei Carolingi si estingue. L’impero medioevale si disgrega e si riduce alle
Sacro Romano Impero della
dimensioni dell’odierna Germania; nel 1512 infatti nasce il
Nazione Germanica, erede del Sacro Romano Impero (primo Reich) fondato da Ottone I
nel 962.
stato
Lo si ridefinisce come organo a sé stante rispetto alla figura del re. Lo stato viene
definito come la concentrazione del potere in un dato territorio, riconosciuto se a) garantisce
pace e ordine interni, e b) viene parimenti riconosciuto da altri stati.
Le dinastie di questo periodo (15001600) sono:
I Valois in Francia
I Tudor in Inghilterra
I Castiglia e Aragona in Spagna
I Romanov in Russia. La Russia dal 1613 comincia ad affermarsi come grande potenza, con
una missione religiosouniversale: infatti viene definita “Santa Russia” e “Terza Roma” .
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La riforma luterana scatena le guerre di religione in Germania, Francia, Inghilterra, in cui le varie
Guerra dei 30
parti tentano di affermare la propria religione. Il culmine viene raggiunto con la
anni pace di Westfalia:
(16181648), che si conclude con la essa viene considerata la nascita dello
1° Roma: Roma. 2° Roma: Bisanzio.
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stato moderno, in quanto durante questa pace viene riconosciuto il pluralismo politico europeo (cioè
i vari stati riconoscono e accettano l’esistenza gli uni degli altri) e viene riconfermato il principio
latino cuius regio, eius religio (la religione da adottare è quella del proprio sovrano), che era stato
sancito con la pace di Augusta nel 1555, all’inizio delle guerre di religione.
Dalla metà del ‘600 la religione continua a perdere terreno; ciò che conta ora sono i particolarismi e
gli interessi personali, non più le logiche morali o religiose. Lo Stato diventa sempre di più
opportunistico e competitivo; tuttavia, per una rimanenza di ideologia universalistica, ogni Stato
continua ad avere bisogno dell’approvazione degli altri Stati per essere tale: questo è il primo
embrione di una comunità internazionale. Infatti nascono lo ius publicum europaeum, cioè delle
norme valide a livello internazionale e non sanzionate da autorità superiori (norme cioè su cui i
singoli stati non hanno il controllo); il concetto di trattato internazionale; la moderna diplomazia,
ambasciate e immunità extraterritoriali. Per far fronte all’aumento della complessità dei rapporti
internazionali, aumenta anche il numero delle aree specializzate dedicate alle varie questioni di
governo. guerra
Nonostante l’instaurazione di rapporti internazionali, la rimane un concetto fondamentale: è
espressione di potenza, un mezzo di espansione e centralizzazione del potere, ma anche motivo di
disordini e rivoluzioni (il costo della guerra spesso causava l’aumento delle tasse e del costo della
vita, toglieva giovani uomini dai campi incidendo così sulla vita agricola, etc…) Infatti è proprio per
sostenere e finanziare le spese belliche che nasce il sistema bancario/finanziario moderno, in
Consolidating Act
particolare in Inghilterra con il (1715), che determina la nascita del sistema
moderno di titoli di debito pubblico.
l’economia,
Altro fattore fondamentale è che gioca sempre di più un ruolo essenziale e infatti è
sempre più connessa con lo stato stesso. Infatti la scoperta di nuove aree geografiche ha determinato
l’aumento dei commerci e quindi della competizione a livello commerciale, che costituisce spesso il
motore dell’economia nazionale: le “Compagnie” nascono proprio in questo periodo e assumono un
ruolo importantissimo, semipubblico, quasi fossero dei ministati a parte.
Nel frattempo in Francia nel corso del ‘700 si afferma con Luigi XIV il modello assolutistico per
eccellenza. Per paura che sul trono spagnolo salga un re tedesco, che determinerebbe il temuto
accerchiamento della Francia tra due nemici (Spagna e Germania), la Francia combatte contro
Guerra di successione spagnola
Inghilterra, Paesi Bassi, Germania, Portogallo e Prussia nella
(17011713). La guerra determina un nuovo sconvolgimento dell’Europa, a tal punto che alla fine di
Utrecht,
essa, con il trattato di emerge la necessità di creare un sistema di equilibrio tra le varie
potenze, che a metà ‘700 sono:
Impero asburgico: anche se in decadenza, a capo di un impero debole e frammentato, gli
Asburgo continuano a ricoprire un ruolo simbolico di baluardo dell’occidente (nel 1683
avevano scacciato i turchi che erano arrivati alle porte di Vienna)
Francia: detiene il primato demografico e militare, ma la monarchia è in crisi (l’assolutismo
incontra le resistenze dell’aristocrazia e la troppa burocrazia rende il sistema pubblico
inefficiente)
Inghilterra: la sua forza si basa sul colonialismo, perseguito grazie alla supremazia navale.
Dopo la “Gloriosa rivoluzione” del 1688 acquisisce una costituzione e annette la Scozia nel
isolazionismo,
1707. Persegue essenzialmente una politica di possibile grazie alle risorse
proveniente dalle colonie che la rendono autosufficiente.
Prussia: nasce nel 1701 quando il principe elettore del Brandeburgo (regione del Sacro
Romano impero della nazione germanica) si proclama re del proprio territorio. Fonda uno
stato basato sulla monarchia e sul sistema feudale rappresentato dagli Junkers (signori
locali). La forza principale è l’esercito (si stima che a un certo punto il numero dei soldati
superasse addirittura quello della popolazione).
Russia: all’inizio viene vista ancora come una potenza asiatica separata (separazione sancita
dallo scisma operato dai cristiani ortodossi nel 1054). Ma le conquiste militari a danno di
Svezia, Polonia, Turchia e la politica perseguita da Pietro il Grande prima (16821725) e
Caterina II poi ne fanno una potenza europea, anche se con caratteristiche ancora molto
tradizionali (come i possedimenti terrieri dello zar e la servitù della gleba).
l’indipendenza,
Nel 1776 gli Stati Uniti ottengono, grazie al supporto francese, riconosciuta
dall’Inghilterra solo nel 1783. Gli interessi inglesi si spostano allora sull’India, anche se l’Inghilterra
continuerà ad avere un rapporto privilegiato con gli Stati Uniti.
rivoluzione francese,
Nel 1789 scoppia la che tenta di ripristinare il diritto antico, usurpato dai
sovrani assoluti. In opposizione al razionalismo del ‘700 emerge l’idea di nazione, l’idea cioè di un
popolo unito e organizzato di fronte al sovrano. La volontà dei rivoluzionari di abolire il
feudalesimo mette in dubbio il sistema su cui si basava l’impero germanico (Sacro romano impero):
nel 1792 la Francia intraprende una guerra contro Austria e Prussia, seguendo l’idea di una “Grande
Nation” che deve muovere guerra per portare la libertà ad altri popoli e diffondere l’idea della
rivoluzione; in realtà la guerra è solo un espediente per compattare i rivoluzionari verso un nemico
esterno e appianare così le divergenze interne (periodo del Terrore).
dichiarazione di Pillnitz,
Nel 1791, con la Austria e Prussia dichiarano che faranno tutto il possibile
per aiutare il re francese a tornare al potere e quindi ripristinare l’equilibrio in Europa. Nel 1797
l’Austria viene sconfitta dall’esercito francese guidato dal giovane Napoleone Bonaparte, che
avrebbe preso il potere con un colpo di stato 2 anni dopo, nel 1799, facendosi chiamare “imperatore
dei francesi” per riprendere il concetto romantico di nazione appena nato. Viene quindi stretta una
nuova coalizione tra Austria, Russia e Inghilterra per tentare di arginare l’espansione francese.
Nel 1801 e 1802 Napoleone stringe accordi separati di pace con Austria e Inghilterra: inizia la sua
dittatura militare in Europa. Pochi anni dopo, nel 1807, viene stretto un accordo anche con lo zar
l’accordo di Tilsit,
Alessandro I, con il quale Russia e Francia si spartiscono le zone di influenza.
Nel 1811 l’impero francese raggiunge il suo apogeo e nascono le prime resistenze e disillusioni sul
dispotismo napoleonico ancora mascherato da rivoluzione.
campagna di Russia
Nel 1812 la fallisce, e l’anno dopo la Francia viene sconfitta a Lipsia da
trattato di
Russia, Austria e Prussia. Nel 1814 Russia, Austria, Prussia e Inghilterra firmano il
Chaumont, con cui vogliono riportare la Francia ai suoi confini storici: in realtà questo trattato è un
sintomo del crollo dell’antico regime e della necessità di un nuovo ordine internazionale.
Parole chiave:
• disgregazione potere religioso
• formazione dello stato moderno
• formazione del concetto di relazioni internazionali
Il congresso di Vienna e il concerto europeo
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Il diciannovesimo secolo è quindi caratterizzato dall’aumento della centralizzazione statuale e
dell’importanza dell’economia e dalla nascita delle relazioni internazionali in quanto uno stato è
tale solo se viene riconosciuto dagli altri stati.
Dopo le campagne napoleoniche, si sente il bisogno di ordine e stabilità: emerge l’idea di un
concerto europeo per regolare le dinamiche continentali e mantenere un ordine legittimo. Infatti
Pace di Parigi
nella primavera del 1814 Austria, Prussia, Russia e Inghilterra firmano la e
restaurano Luigi XVIII di Borbone; tuttavia rimangono aperti molti problemi dovuti agli ideali della
Congresso di Vienna,
rivoluzione. Ecco che tra il settembre 1814 e il giugno 1815 si tiene il il cui
mediatore fu il ministro degli esteri austriaco Klaus von Metternich: lui sapeva che l’opinione
pubblica era diventata molto importante, e che quindi occorreva legittimare il congresso; perciò si
rifà alla tradizione e dipinge il congresso come un baluardo difensivo nei confronti del legittimismo
monarchico. A dimostrazione di ciò, la Francia di Luigi XVIII viene ammessa al congresso.
Santa Alleanza
Il 26/09/1815 viene stretta la tra Russia (Alessandro I), Austria (Francesco I) e
Prussia (Federico Guglielmo III), con lo scopo di unire i sovrani cristiani per il bene comune
(ancora una volta vi è la ricerca di una ideologia per giustificare un accordo politico).
Il ruolo dello stato si evolve ulteriormente: ora è lo stato il vero soggetto politico, non più il re; lo
stato non può più agire in modo unilaterale, ma è vincolato ai trattati internazionali e ai rapporti
con gli altri stati. Si verifica perciò una sovrapposizione tra un livello interno (la nazione) e un
livello esterno (il sistema tra stati). Si recupera l’ideologia della fede cristiana come fonte di civiltà
(cfr. Santa Alleanza). Ci sono però molte differenze nei vari rapporti tra stati: per esempio, la Santa
Alleanza è conservatrice e legittimista, mentre l’Inghilterra è promotrice di un sistema “Diplomacy
by conference”, ovvero ogni stato dovrebbe essere libero di perseguire indipendentemente la
propria crescita e le riunioni tra stati dovrebbero avvenire solo in vista di grandi decisioni. Vengono
cuscinetto”
creati degli “Stati per contenere le mire espansionistiche personali, come per esempio:
Confederazione della Deutscher Bund sotto controllo austriaco
Sardegna
Regno lombardoveneto sotto controllo austriaco
Paesi Bassi
Waterloo
Il primo intervento degli stati “uniti” a livello europeo è rappresentato dalla battaglia di
nel 1815, dove Napoleone viene sconfitto dopo aver fatto cadere Luigi XVIII e aver ripreso il potere
seconda pace di Parigi
a Parigi per i famosi 100 giorni. Dopo Waterloo si tiene la (novembre 1815),
Aquisgrana,
seguita dalla prima conferenza “europea” ad nel 1818.
Nel biennio 18201821 si svolgono i primi moti di protesta con ideologia socialista (prima i moti
nascevano spontaneamente a causa delle condizioni di vita, ma non avevano un’ideologia precisa),
che costringono alcuni sovrani a concedere delle costituzioni. Di fronte a questa ondata di
rivoluzioni, si lascia da parte il mantenimento dei rapporti a livello internazionale per concentrarsi
sui problemi interni. Il problema però è scegliere come agire: ogni singolo stato agisce
indipendentemente per risolvere i propri problemi, o è meglio agire uniti a livello internazionale?
Seguendo la sua solita politica di “splendido isolamento”, l’Inghilterra sostiene l’intervento
individuale in caso di crisi di politica interna e l’intervento collettivo solo in caso di problemi
territoriali. Nel tentativo di risolvere ognuno i propri problemi, l’idea del “concerto europeo”
comincia a sfaldarsi.
Congresso di Verona
Nel 1822 si tiene il per discutere su come intervenire per aiutare Ferdinando
VII di Spagna. Questo è l’ultimo episodio di collaborazione, che vede la fine del concerto europeo.
nazione
A seguito del disfacimento dei rapporti esterni, nasce l’idea romantica di in quanto
territorio basato sulla stessa lingua e etnia, si recuperano la storia, i miti e le origini. L’’800 è il
secolo delle nazionalità, caratterizzato dalla nascita di nuovi stati e dai movimenti di indipendenza
(per esempio la Giovane Europa di Mazzini). Dal momento che ognuno in quanto stato cerca di
liberalismo economico
perseguire i propri interessi, si diffonde l’ideologia del (il cosiddetto
“laissezfaire”), dovuto anche alla rivoluzione industriale che sostituisce il mercantilismo come
motore economico. Il liberalismo economico si afferma soprattutto in Inghilterra , dove vengono
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abolite le Corn Laws (1846) e vengono emanati i Navigation Acts (1849). Il liberalismo fa anche
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emergere il problema delle colonie, divenute troppo costose e difficili da gestire. Tuttavia
l’Inghilterra è restia a rinunciare all’impero che ne determina la potenza e conquista Singapore,
Hong Kong e le Falkland, stringendo poi il Canada Act nel 1840.
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Tuttavia l’insoddisfazione dei coloni aumenta, alimentata poi dall’atmosfera dell’epoca di per sé
rivoluzionaria: nascono così dei nuovi stati in America, quali Argentina, Grande Colombia, Messico
e Perù; il Brasile diventa indipendente dal Portogallo. Per diventare indipendenti all’inizio viene
usato il diritto all’autogoverno che era stato utilizzato da Napoleone per deporre Ferdinando VII di
Spagna, poi vengono create le prime giunte autonome. I nuovi stati si inseriscono nella politica
internazionale. La Spagna chiede aiuto al concerto europeo per reprimere l’ondata di indipendenza e
Dottrina Monroe
gli Stati Uniti rispondono con la (4/12/1823), con la quale dichiarano che Stati
Uniti ed Europa sono due sistemi separati, per cui gli Stati Uniti non si interesseranno di politica
europea a patto che l’Europa smetta di perseguire il colonialismo in America. Intanto gli Stati Uniti
Manifest Destiny,
si espandono territorialmente secondo l’ideologia del ovvero il loro destino è
“civilizzare” tutta l’America. questione d’oriente.
Nel frattempo emerge anche la cosiddetta L’impero ottomano era in decadenza
sin dal ‘700, ma al suo interno erano sempre convissuti vari popoli, etnie, gruppi religiosi. Venendo
meno l’autorità centrale, si rafforzano le organizzazioni locali ed emerge la volontà di autonomia,
sull’onda comunque del nazionalismo ottocentesco (per esempio il principato serbo di Milos
Obrenovic ottiene l’autonomia nel 1812). I desideri locali di autonomia si intrecciano con gli
interessi europei: la Russia aveva legami etnicireligiosi con l’area balcanica e desiderava uno
sbocco sul Mediterraneo; l’Austria si sentiva il baluardo del cattolicesimo; la Francia dopo la
conquista di Algeri voleva espandersi sul Mediterraneo; l’Inghilterra (con basi a Malta e Gibilterra)
poteva ricavare nuove vie verso l’India.
Il ministro degli esteri Palmerstone parlava di “eterni interessi”
2 Dazi sulle importazioni di prodotti agricoli
3 Serie di leggi che permettevano alle navi provenienti dall’estero di attraccare praticamente in tutti i porti d’Inghilterra.
4 Atto che
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