La guerra globale e la genesi del sistema occidentale 1941-1947
Il Lend-Lease Act
Se il 1933 è stato interpretato come l’anno in cui la Germania tentò di istituirsi come forza autarchica europea, il 1941 fu quello in cui si rivelò il soggettivismo di tale progetto. Questo avrebbe avuto buon esito solo se Germania e Gran Bretagna si fossero alleate, ma quest’ultima aveva scelto infine di rafforzare i suoi legami strutturali con gli USA. Dal 1935 gli atti di neutralità statunitensi impedivano prestiti o vendita di armi a paesi europei belligeranti, ma nel 1938 si rese chiaro che i prestiti erano indispensabili per arginare il pericolo tedesco.
Roosevelt si dimostrò preoccupato per la situazione europea, all’inizio del 1939, ma neanche la Gran Bretagna ottenne alcun prestito. La Germania traeva profitto dall’isolazionismo statunitense, che iniziò a sfaldarsi solo con il Lend-Lease Act, ispirato a tesi realiste e di politica di potenza. Il presidente poteva vendere, affittare o prestare armi, generi alimentari, munizioni ecc. per la difesa dei paesi considerati vitali per gli USA. Questa si opponeva agli isolazionisti e ai gruppi filonazisti americani. Né Roosevelt, né Morgenthau agirono con idee preconcette in quanto nei sistemi di mercato le decisioni a lungo termine non vengono pianificate ma sono la risultante di scelte strategiche a breve termine.
Il Lend-Lease Act denunciava la teoria americana per cui il primo nemico era costituito dalla Germania, nazione fuorilegge, abituata a trasgredire gli accordi internazionali. La potenza navale britannica costituiva invece un elemento fondamentale per la difesa degli USA, nel mirino dei piani di Hitler. L’atto era dunque volto ad aiutare la Gran Bretagna ma anche a difendere gli USA. L’atto subì una battuta d’arresto con l’invasione dell’URSS da parte della Germania, il 22 Giugno 1941. Gli USA avrebbero dovuto concedere l’applicazione dell’atto all’URSS?
L’attacco di Hitler trasformò l’opposizione ideologica in alleanza militare. Mosca premeva perché gli aiuti fossero immediati. Ma l’URSS andava aiutata perché nazione realmente debole o per nasconderne all’opinione pubblica mondiale, la potenza, nel caso in cui avesse resistito? Tra luglio e agosto 1941, un incontro tra il collaboratore di Roosevelt – Hopkins – e Stalin, rivelò la determinazione sovietica a sconfiggere la Germania e la decisione americana di finanziarne la resistenza. Per Roosevelt, l’alleanza con l’URSS divenne un caposaldo della politica americana. Questi dovevano respingere l’offensiva a oriente e attaccare la Germania passando per il fronte polacco.
Genesi del sistema di sicurezza postbellico
Il segretario di stato Hull propose la creazione di un Comitato consultivo sulla politica estera postbellica al fine di definire i problemi da affrontare a conflitto concluso. Nacque in questo ambito l’idea delle Nazioni Unite, a sostituzione della SdN. Questa si basava sul principio politico della durevole intesa tra gli alleati, secondo la teoria dei "four policemen" – USA, Gran Bretagna, URSS, Cina.
La riorganizzazione economica
Gli USA puntavano alla creazione di un sistema monetario e commerciale volto a garantire la liquidità sufficiente al funzionamento di un regime di cambi certi e ad evitare le ricadute protezionistiche e autarchiche del primo dopoguerra. Si parlò dunque di multilateralismo e non di liberoscambismo, in quanto le barriere al commercio venivano ridotte, non eliminate.
Centrale fu il tema della “non discriminazione” da cui derivava l’estensione mondiale – cioè URSS e Commonwealth compresi – del multilateralismo, strumento per il mantenimento dei rapporti politici. Gli USA proposero la formazione di una International Trade Organization per determinare gli scambi del sistema commerciale, poi sostituita dal General Agreement on Tariffs and Trade (GATT; 1947) pienamente attivo da metà anni Cinquanta.
Per assicurare la liquidità finanziaria, gli USA progettarono un Fondo Monetario Internazionale, finalizzato a permettere un sistema di cambi fissi o governati. Le discussioni iniziarono a Bretton Woods, nel luglio 1944, portarono ad un sistema aureo a cambi fissi, modificabili dal solo FMI per correggere eventuali squilibri fondamentali. Gli USA accettavano una parità fissa del dollaro (35 $ l’oncia). Essi erano inoltre gli unici ad avere copertura aurea e il governo ne assicurò la convertibilità (fino al 1971). Il dollaro diveniva moneta di riferimento mondiale. Gli USA esprimevano la loro volontà di organizzare la collaborazione dei paesi della lega antinazista nel dopoguerra, sotto la loro leadership, in quanto unico paese uscito illeso, ed anzi rafforzato, dalla guerra, pertanto in grado di promuovere un abbattimento delle barriere commerciali - Gardner.
Le fasi conclusive del conflitto
Secondo obiettivo degli USA (primo era la Germania), era l’Italia, in cui la crisi militare si rivelò già nel 1942, quando il re diede segno di volersi sbarazzare di Mussolini. Gli Usa si allearono alla Gran Bretagna e organizzarono la liberazione del Mediterraneo secondo due direttive:
- Controffensiva britannica in Egitto, con la sconfitta di El-Alamein che costrinse le truppe italo-tedesche nel territorio tunisino;
- Operazione Torch, realizzata da truppe anglo-americane e francesi, guidate da De Gaulle che riconquistarono il territorio africano.
Nel maggio 1943 fu sbaragliata l’ultima frontiera franco-tedesca in Tunisia. Il 10 luglio si aprirono le operazioni in Italia, con successo degli alleati, a cui seguì l’Armistizio italiano del 3 settembre 1943, reso noto 5 giorni più tardi. Oggetto del confronto Gran Bretagna-USA per un anno: la Gran Bretagna attribuiva valenza strategica al Mediterraneo, da cui la sua importanza per la potenza navale britannica. Gli USA vi vedevano una via di accesso al Medioriente, senza riconoscerne però a pieno la valenza strategica. Ne derivò la maggiore concentrazione degli alleati in Germania.
6 Giugno 1944: inizio operazione Overlord, la Francia liberata in poche settimane. Nella primavera del 1945 le forze alleate arrivarono nel territorio tedesco, dopo una lunga resistenza sul Reno. Nel febbraio 1943 riprese l’offensiva sovietica con invasione della Polonia nel 1944 e arrivo a Berlino. Il 7 maggio 1945 si ebbe la resa del governo tedesco composto di un manipolo di militari.
Che farne della Germania? Le prime risoluzioni apparvero ispirate al principio della Hard Peace. Vi si annovera d’esempio il piano Morgenthau. Alla Conferenza di Yalta – febbraio 1945 – si decise di tenere conto delle necessità vitali dei tedeschi e di amministrare la Germania come un’unità economica. La co-gestione economica della Germania non poneva problemi per le potenze occidentali, ma ne creava per l’URSS:
- Questa avrebbe dovuto partecipare a tutte le decisioni sulla vita economica tedesca, anche se non sul suo suolo (es. Renania);
- L’URSS esigeva il pagamento in natura delle riparazioni, che sarebbe avvenuto prelevando sia dalla sua zona che da quella occidentale. Essa si era inoltre data all’espropriazione dei beni di consumo tedeschi.
Infine l’espressione “esigenze vitali” presupponeva la restaurazione dell’industria tedesca, tema inviso tanto all’URSS quanto alla Francia. In Germania, gli USA avrebbero verificato il successo dei loro progetti e l’URSS avrebbe verificato il costo della ricostruzione e il confronto con le potenze occidentali. Il biennio 1945-46 rispose tali quesiti con la diversa amministrazione anglo-americana e sovietica nelle rispettive zone di occupazione in Germania. Questa divenne banco di prova dei progetti dei due blocchi. Si iniziò a parlare di “inevitabilità del conflitto” – Stalin, 1946 – e di “cortina di ferro” – Churchill, marzo 1946. Si formulò l’idea di aggregare tutto il mondo non-sovietico (escluse URSS, Cina) in un unico mercato.
Strategia americana e piano Marshall
Il punto di svolta nella strategia americana fu segnato dal fallimento della proposta di J. Byrnes per un veloce trattato di pace con la Germania, accompagnato da un patto di garanzia quadripartito, a cui l’URSS rispose con la pretesa di un prestito USA. Divenne Segretario di stato Marshall e presidente Truman (aprile 1945). In America maturò la concezione secondo la quale il mondo non-sovietico doveva allearsi per contrastare quello sovietico – Bohlen. Di qui la “dottrina Truman” (12 marzo 1947) per la tutela di Grecia e Turchia e il piano Marshall (5 giugno 1947).
Il baricentro mondiale si spostava dall’Europa agli USA. Si constatava inoltre che il sistema di Bretton Woods non era funzionale neanche in Europa a causa della totale distruzione del sistema economico causata dalla guerra, che impediva anche lo sfruttamento delle risorse finanziarie delle colonie. Il dollaro avrebbe salvato l’Europa dalla crisi di liquidità. Da cui il piano Marshall.
La neutralità statunitense
La neutralità statunitense va ricondotta a:
- Maggiore concentrazione per questioni interne, volte a risanare il sistema economico dopo la crisi del ’29;
- Diffidenza verso gli insolventi paesi europei, che non avevano ancora pagato i debiti della prima guerra mondiale (tranne la Finlandia);
- Persuasione che la Gran Bretagna disponesse di risorse presso le colonie ma che non volesse sfruttarle per una politica di riarmo ma solo per mantenere la sua egemonia navale mondiale.
Si trattava di una previsione erronea, date le limitate risorse finanziarie britanniche. Roosevelt non poté intervenire fino al 1940, quando la situazione internazionale mutò in conseguenza di:
- Attacco tedesco a Norvegia, Danimarca, Olanda, Belgio e Francia;
- Imminenza della decisione di aiuti alla Gran Bretagna.
8 Dicembre 1940: in una lettera Churchill a Roosevelt afferma che gli USA avrebbero tratto vantaggio da una Gran Bretagna economicamente vitale. Poco dopo Roosevelt informò la nazione che la sicurezza americana dipendeva dalla sopravvivenza inglese.
La destalinizzazione e la crisi del sistema sovietico
Gli esponenti dell’estremismo stalinista vennero sostituiti a seguito del nuovo corso inaugurato da Malenkov. Ma la vera innovazione fu rappresentata dall’ascesa al potere di Nikita Chruscev nel 1955. Diversamente da Malenkov, il suo programma prevedeva la collaborazione con il complesso militare che dominava la politica sovietica. Chruscev chiarì la propria svolta politica al XX Congresso del Partito a Mosca tra 14 e 25 Febbraio 1956. Questo si svolse in due fasi:
- Discorso pubblico: coesistenza pacifica; evitare la guerra; transizione verso il socialismo;
- Discorso segreto (25 Febbraio): denuncia della figura di Stalin, dei crimini da lui commessi e decostruzione dell’aura mitologica da lui assunta. Il discorso fu consegnato alla stampa americana e non fu seguito da smentite.
Il cambiamento riformista che lasciava trapelare gettò il seme della discordia con la Cina. Il 17 Aprile 1956 fu soppresso il Cominform.
Le conferenze di guerra
Dall’ottobre del 1943 ebbe inizio la consuetudine di convocare conferenze con la compresenza di Stalin, Molotov, Churchill e Roosevelt per trattare i temi che dividevano gli alleati. Gli incontri rivelarono presto l’impossibilità di conciliare posizioni tanto diverse. La creazione di zone di influenza fu un processo graduale, iniziato ai tempi dell’occupazione dell’Italia nel 1947 e non deciso dalla sola conferenza di Yalta.
Le prime divergenze si delinearono quando fu chiaro che Roosevelt pensava in termini di ordine mondiale, Stalin e Churchill nel contesto di politica di potenza europea.
- Regolare la situazione italiana;
- Conferenza di Mosca Molotov, Eden, Hull: Modo in cui gli armistizi militari si sarebbero tradotti in controllo politico;
- European Advisory Commission per delineare la comune politica nell’Europa liberata, ognuno con i propri intenti: Roosevelt > Gran Design; Eden e Molotov > Polonia e Jugoslavia.
- Estremo oriente;
- Conferenza di Il Cairo Stalin, Churchill, Roosevelt: Roosevelt preferisce partecipazione cinese al gruppo delle 4 potenze mondiali, al posto della Francia;
- USA riconoscono il primato cinese in Estremo oriente assicurano un aiuto per il recupero dei territori ceduti al Giappone, tra cui la Mongolia esterna, oggetto di un eventuale negoziato con l’URSS per muoverla a intervenire VS Giappone;
- Conferenza Di Teheran: Tratta tutti i temi relativi alla condotta della guerra e ai problemi politici;
- Impegno a effettuare lo sbarco il 1° maggio 1944 e capo EMA militare supremo Eisenhower; intervento sovietico VS Giappone stabilito a tre mesi dalla fine della guerra in Europa;
- Creazione delle Nazioni Unite; lotta vs colonialismo;
- Previsione dello slittamento verso occidente, fino all’Oder, ai danni della Germania, e cessione del territorio stabilito da Lord Corzon nel 1919, ma la decisione venne rimandata in attesa delle elezioni presidenziali USA - 4° mandato Roosevelt -, il cui corpo elettorale vedeva 7 milioni di polacchi;
- Cedeva territori alla Polonia e Koenigsberg alla Russia; previsione internazionalizzazione Ruhr, Saar, canale di Kiel; ritiro delle truppe americane dalla Germania; concetto di "zone di occupazione";
- Rifiuto URSS di annettere gli stati baltici;
- Finlandia torna ai confini del 1940;
- Volontà russa di modificare la Convenzione di Montreux sugli Stretti;
- Necessità di aiutare Iran;
- Appoggio ai partigiani di Tito;
- Churchill vuole mettere freno all’avanzata sovietica nei Balcani, che poteva minacciare l’Italia e quindi l’Europa;
- Roosevelt è impegnato dalla 4a campagna elettorale e invia Conf. bilaterale di Mosca Stalin, Churchill Harriman;
- Si vuole evitare però di escludere del tutto l’URSS dai Balcani, come era stato fatto in Italia. Ottobre 1944 Conf. Di Yalta: Si manifesta la volontà sovietica di rendere la Polonia uno stato vassallo. Riconosce come governo il comitato provvisorio di Lublino (comunista), che avrebbe dovuto sostituire quello legittimo, in esilio. Gli alleati penetrano in Germania.
Decisioni finali in merito alla conferenza per varare l’Organizzazione delle Nazioni Unite:
- N° membri URSS all’Assemblea stabilito a 3 con riconoscimento Ucraina e Bielorussia come autonomi;
- Diritto di veto in seno al Consiglio di sicurezza per Cina, Francia, USA, URSS, Gran Bretagna;
- Ex-mandati della SdN convertiti in Amministrazioni Fiduciarie, sotto tutela dell’ONU.
Germania:
- Divisa in 4 zone di occupazione (francese in quella anglo-americana);
- Riparazioni: 20 milioni di $;
- Polonia: colpo di mano dell’URSS fu difficile da gestire. Creazione di un governo provvisorio a Varsavia, dopo la fine della guerra. La Polonia comunque era occupata dall’Armata Rossa;
- Dichiarazione sull’Europa liberata: caratteri della politica che i vincitori avrebbero seguito nei paesi da loro liberati. Firmata dai tre. Si stabilivano la denazificazione e la reciproca consultazione, l’impegno a indire libere elezioni nei paesi occupati e a favorire lo sviluppo di governi democratici. La dichiarazione serviva da parametro per misurare le azioni dei liberatori.
Fuori dalla conferenza, Stalin chiese come contropartita al suo intervento in Giappone:
- Indipendenza Mongolia esterna;
- Cessione parte meridionale delle Kurili;
- Internazionalizzazione del porto di Dairen;
- Affitto base navale di Port Arthur;
- Compagnia sino-sovietica per il controllo della ferrovia mancese.
Roosevelt si impegnò a favorire il soddisfacimento di tali richieste.
Conferenza di Potsdam
Stalin, Truman, Atlee
- Commissione Alleata per il coordinamento delle 4 zone;
- Questione di Berlino, divisa in 4 zone di occupazione;
- Riparazioni: possibilità di rimozione degli impianti industriali;
- Polonia: l’URSS stabilisce come linea di confine alle sue ri-acquisizioni in Polonia, il Neisse più a occidente;
- Avvio ai negoziati per i trattati di pace con le potenze minori dell’Asse: un Consiglio dei ministri degli affari esteri avrebbe iniziato dall’Italia, il 1° settembre 1945.
La nascita dei blocchi
L’impegno statunitense era motivato dalla volontà di ricostituire un sistema economico nel quale valessero le regole del diritto internazionale, tramite l’operato dell’ONU e il liberoscambismo. Gli USA erano orientati a concedere un prestito all’URSS per alleggerirne il senso di insicurezza e l’onere della ricostruzione.
Gli USA avrebbero infatti potuto trovare un mercato indispensabile nei paesi sovietici. Essi temevano infatti una crisi post-bellica da sovrapproduzione. Morgenthau era favorevole pertanto ad un prestito di ben 10 miliardi di $: la cifra richiesta alla Germania come riparazione. Prestito e riparazione si intrecciavano di nuovo. Tuttavia i sovietici scelsero di provvedere da soli alla loro ricostruzione. La diffidenza sovietica nei confronti degli americani si acuì a seguito della guerra in Giappone.
Tra febbraio e giugno 1945, le forze aereonavali statunitensi avevano recuperato il controllo del Pacifico. Il 16 luglio effettuarono il primo esperimento di esplosione nucleare, testata poi su Hiroshima - 6 agosto - e Nagasaki – 9 agosto. L’8 agosto, l’URSS dichiarò guerra al Giappone. Le operazioni militari vennero sospese il 2 settembre ma l’armistizio non fu una resa incondizionata, anzi l’imperatore preservava ruolo e immagine. Stalin ottenne quanto richiesto, ma gli USA estendevano il controllo su Corea del sud e Giappone e, dominando su Atlantico, Europa e stati affacciati sul Pacifico.
Si delineava la politica di containment permessa dalla superiorità strategica ed economica degli USA.
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