STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI – Lorenzo Mechi
Lezione 1 – 27/09/2022
Relazioni internazionali = interazioni fra i soggetti del sistema internazionale che sono gli Stati nazionali.
Le dinamiche internazionali seguono delle logiche non necessariamente assimilabili a quelle di carattere interno;
riguardano rapporti di potere, trattati di alleanza o altri tipi di relazioni.
Dove nasce come disciplina la storia delle relazioni internazionali: ha origine dalla necessità di ogni stato di formare i
propri rappresentanti diplomatici/ambasciatori che vanno altrove in assemblee ecc.
Deriva dal diritto internazionale: nasce come storia dei trattati internazionali, poi ha cominciato a tenere conto anche
della storia diplomatica, l’azione diplomatica che conduce alla firma di un trattato ecc.…
Azioni messe in atto dai soggetti che all’interno di uno stato hanno l’autorità di impegnare il proprio stato firmando un
trattato internazionale con un altro stato/altri stati; questi soggetti sono il Governo che ha potere esecutivo, (in
passato era il re di una monarchia assoluta, poi il primo ministro/cancelliere, il ministro degli esteri o un delegato con
il potere di agire in quel determinato contesto).
La storia diplomatica era legata a un gruppo ristretto perché l’azione diplomatica era un elemento ristretto a gruppi
molto piccoli, quando il suffragio universale non c’era votavano in pochi tra le classi dirigenti, nobiltà e le nuove
borghesie sufficientemente facoltose e diventavano ambasciatori/ministri degli esteri solo i rampolli della nobiltà e
dell’alta borghesia e si occupavano di azione diplomatica. La disciplina è nata per insegnare loro l’arte della
diplomazia.
Con l’avvento della società di massa, l’allargarsi del diritto di voto e l’aumento del benessere medio è cambiato anche
il modo di studiare quelle vicende perché è cambiato il modo di prendere quelle decisioni diplomatiche.
Il livello di informazione e di comunicazione oggi è elevatissimo. Gli attori del sistema internazionale oggi sono altri
elementi: es società multinazionali che hanno sede in vari paesi sono attori internazionali, hanno la capacità di
influenzare il sistema internazionale.
Tutto il mondo ha subito una variazione tale da cambiare in parallelo anche le dinamiche di politica internazionale.
Storia delle relazioni internazionali: nome che indica la complessità crescente di questa disciplina.
Storia globale: cerca di portare avanti una narrazione che sia il meno eurocentrica possibile, raccontare un mondo che
non sia il mondo visto dagli europei ma onnicomprensivo di tutte le esperienze.
Storia transnazionale: ha significato più importante, evoluzione della storia contemporanea, è storia interna: tutte le
dinamiche che passano attraverso i confini nazionali ma che non sono internazionali. Studia tutti i contatti che
passano attraverso i confini nazionali per spiegare la società di oggi con la globalizzazione. Tutti sono soggetti che
hanno una politica estera e che vanno a incontrarsi/prendere decisioni. I confini nazionali sono molto più valicabili
rispetto al passato.
È un continuo articolarsi delle relazioni internazionali.
Internazionale = rapporti tra nazioni
Storia del XIX secolo:
Non ci sono scontri che coinvolgono due grandi potenze l’una contro l’altra dal 1815 fino al 1914 con un periodo di
eccezione in mezzo di circa otto anni (guerra di Crimea).
Guerre che conducono alle due grandi unificazioni: 2^ guerra di indipendenza (Austria vs Francia e nascita del regno
d’Italia) + guerre nel 1860 che conducono nel 1871 alla proclamazione e unità dell’impero tedesco.
Dal 1871 si apre una fase nuova nelle relazioni internazionali, che ha sempre al centro la Germania (per quanto
riguarda l’Europa) con due fasi: fino al 1890 la Germania con Bismark era un elemento di stabilità (Bismark
conservatore), politica di conservazione e stabilità anche in politica estera; dopo il 1890, con il cambio della classe
dirigente e l’industrializzazione, la Germania inizia la politica mondiale e inizia a sfidare sul piano internazionale tutte
le tradizionali potenze coloniali: Inghilterra, Francia e Russia (espansione verso est) ecc. e diventa un elemento di
instabilità.
Gran parte della politica mondiale fino alle guerre mondiali riguarda l’Europa.
Grande processo di industrializzazione negli ultimi decenni del XIX secolo: 2^ rivoluzione industriale, è un elemento
determinante per la storia mondiale successiva.
(1^ rivoluzione industriale: In Inghilterra, industria tessile XVIII secolo).
2^ rivoluzione: dal 1870 circa fino alla 1 GM - industria dell’acciaio, cantieristica, ferrovie, industria meccanica e
siderurgica (comprese nell’industria pesante) + industria chimica ed elettrica. Industrie trainanti in (3) Gran Bretagna,
(2) Germania, più grande potenza industriale europea all’inizio della 1GM e (1) USA (nel 1913 più potente di GB e
Germania messe insieme).
Lezione 2 – 28/09/2022
Seconda rivoluzione industriale e imperialismo - investe parti più ampie rispetto alla prima; in primo luogo, Germania
e USA. “Rivoluzione” perché cambia radicalmente i connotati alle società europee e americane che ne vengono
investite; entrano in scena una serie di nuove industrie che beneficiano delle scoperte scientifiche/invenzioni
tecnologiche dei decenni precedenti, ma hanno anche caratteristiche che vanno a influenzare direttamente la
politica/dinamiche politiche di quei paesi.
Imperialismo: ricerca di nuovi mercati in altri territori per vendere prodotti e comprare materie prime.
Le nuove industrie sono quella siderurgica, industria pesante in generale, elettrica, chimica; si basano su un livello
tecnologico avanzato rispetto all’industria tessile, sono industrie di punta che richiedono una dotazione tecnologica
che non è da tutti. Ci vogliono tanti soldi per mettere in moto quel tipo di industria perché gli impianti industriali sono
→
grandi; servono anche tanti lavoratori. Implicazioni le nuove industrie sono fatte da pochi grandi produttori con una
capacità finanziaria molto elevata e una grande capacità di influenzare tanti elementi, inclusi i meccanismi della
politica (es. finanziando campagne elettorali di politici che fanno i loro interessi o anche corrompendo i funzionari
pubblici per far sì che passino le cose che interessano alle loro industrie).
Questo finisce per mettere le nuove industrie in stretta sinergia con i poteri dello Stato – c’è un impatto immediato
sulla politica. Esempio: se io appoggio un pezzo di mondo politico che sostiene che è necessario portare avanti azioni
di tipo coloniale/creare impero coloniale per il proprio paese, faccio qualcosa che va incontro a quella classe politica
ma anche alla mia industria. Devo anche conquistare l’opinione pubblica attraverso campagne di stampa orchestrate
su quotidiani che sono di proprietà delle grandi industrie. Il nazionalismo si alimenta anche di tutto questo, perché c’è
qualcuno che ci guadagna. Elemento che contribuisce a determinare quella che è una delle conseguenze politiche sul
piano internazionale, la grande nuova fortissima ondata di avventure coloniali che caratterizza tutti i paesi europei
negli ultimi decenni del XIX secolo: età dell’imperialismo dal 1869 (apertura canale di Suez) fino alla 1GM, con punte
particolari negli anni 80 e 90. È un frutto diretto della 2^ rivoluzione industriale per vari motivi: se i produttori stranieri
vogliono vendere nelle mie colonie non possono, i prodotti stranieri non entrano, sono mercati privilegiati. Gli imperi
coloniali sono la forma più stretta di colonialismo che sia mai esistita.
Elemento che ha a che fare con gli interessi coloniali: alimentare il nazionalismo ha anche la funzione di ricompattare il
fronte interno, di stemperare i conflitti interni, distrarre l’attenzione da conflitti interni inventando un nemico esterno
+ missione civilizzatrice; la 2 rivoluzione industriale ha anche una funzione di questo tipo: gli operai dell’industria
siderurgica sono migliaia (il più grande partito socialista a fine Ottocento è in Germania, la più grande potenza
industriale in Europa) e iniziano a formare sindacati e partiti socialisti, vogliono condizioni di vita migliore, vogliono
politiche di redistribuzione della ricchezza, ci sono imprese che si spartiscono i guadagni ai livelli alti della società. I
partiti socialisti hanno queste come ragione di essere.
Le classi dirigenti rispondono con la repressione e con una politica di progressive concessioni sul piano politico -
l’allargamento del suffragio - e sul piano economico-sociale - riforme socio economiche: welfare state, legato alla
condizione di lavoro, assicurazioni sociali (in caso di infortunio sul lavoro ti garantisco un reddito anche per quel
periodo di guarigione o in caso di malattia o invalidità permanente, se una famiglia ha perso il bread winner, l’uomo
che porta a casa il pane, ci deve essere un’assicurazione per la famiglia). Il primo paese a fare queste assicurazioni è
l’impero tedesco perché c’è una grande industria e tantissimi lavoratori organizzati che scioperano ecc.
La gara coloniale è un elemento che stempera, che contribuisce a gestire tutto questo, il nazionalismo contribuisce a
ricompattare il fronte interno.
Quando scoppia la 1GM in tutti i maggiori paesi che sono coinvolti nella guerra i partiti socialisti votano a favore dei
crediti di guerra in Parlamento; il nazionalismo, il meccanismo dello stato nazionale è riuscito a ricompattare il
conflitto interno. Eccezioni: in Italia il partito socialista vota contro i crediti di guerra, anche in Russia.
Non si può studiare la politica estera soltanto nella dimensione delle relazioni diplomatiche.
Prima guerra mondiale - elemento che contribuisce a influenzare in modo rivoluzionario tutti i piani della società e
che ha un impatto enorme nella vita politica durante il conflitto e negli anni successivi.
È uno spartiacque nella storia umana, perché accelera bruscamente e radicalmente una serie di processi che erano già
in moto nei decenni precedenti.
Schieramenti: Triplice Alleanza-Italia e Triplice Intesa + USA
Motivi:
• L’elemento di contesa più importante della guerra è la rivalità tra Germania e Gran Bretagna per il dominio
sui mari che implica il controllo sull’economia mondiale (il centro era Londra, capitale dell’impero
commerciale mondiale, centro finanziario, capitale del paese che aveva l’economia più avanzata di tutto il
mondo e che aveva promosso, attraverso accordi commerciali bilaterali con tutti i paesi commerciali del
mondo, un sistema di scambi commerciali mondiali aperto (una sorta di prima globalizzazione) promosso
dall’economia leader – sul piano strettamente industriale la Germania supera la Gran Bretagna. La nuova
grande classe dirigente economica tedesca vuole avere il suo pezzo di controllo sull’economia mondiale.
• Tensioni nei Balcani fra Austria (non vuole dare spazio al nazionalismo slavo, in Austria Ungheria c’erano tanti
nazionalismi e spinte centrifughe, una delle quali viene dalla minoranza slava al proprio interno) e Russia
(nazionalismo slavo, vuole estendere territori).
• Impero austroungarico in tensione con l’Italia per l’Istria;
Impero d’Austria diventa impero d’Austria-Ungheria per cercare di condividere il controllo dell’impero in modo da
frenare le spinte centrifughe di tutti gli altri; era un impero in disgregazione, lottava per la propria sopravvivenza.
L’impero austro ungarico dal 1918 sparisce, c’è Austria e Ungheria.
• Impero ottomano: anche questo entra in guerra per ragioni di sopravvivenza, popolazioni non curde che
volevano autonomia. Entrare dalla parte della Germania era un modo per non far vincere quelli che
guardavano allo smantellamento.
• Alsazia e Lorena – territorio ricco di risorse che era francese, era stato perso nel 1870 con la sconfitta contro
la Prussia. Revanscismo francese. Quando la guerra si conclude questo territorio torna alla Francia subito
perché viene considerata come la restituzione di un territorio indebitamente occupato.
• L’Italia entra in guerra per recuperare territori - nazionalismo italiano non fortissimo ma sufficiente per
entrare in guerra, vedeva nella liberazione delle terre irredente abitate da popolazioni di lingua italiana un
obbiettivo fondamentale + illusione di poter avere dei vantaggi economici dalla guerra.
Il dibattito storiografico sulle cause della Prima guerra mondiale è stato uno dei più lunghi e articolati; ci sono stati
storici e studiosi che studiando le cause hanno privilegiato motivazioni piuttosto che altre ecc.
Sulle responsabilità della guerra al momento del trattato di pace si apre subito una discussione, e nell’art. 231 la
Germania viene indicata come unica vera responsabile della guerra e di tutte le sue conseguenze.
Il governo tedesco decide di mettere a disposizione degli studiosi dei propri documenti ufficiali della propria
diplomazia per dimostrare che la Germania non era l’unica responsabile della guerra; anche tutti gli altri paesi
cominciano ad aprire i loro archivi; si cominciano a scrivere libri con spiegazioni diverse tra loro.
La 2GM è un prodotto dell’instabile assetto lasciato dai trattati di pace della prima.
La 1GM ha delle caratteristiche che influenzano pesantemente gli anni successivi; definizioni della 1GM date dalla
storiografia e dai commentatori del tempo: la Grande guerra, guerra di una dimensione mai vista prima, che coinvolge
una quantità di persone, paesi, territori, risorse mai viste in precedenza; grande guerra sinonimo di guerra mondiale:
→
epicentro in Europa, vengono coinvolti anche gli altri continenti perché ci sono gli imperi coloniali dei paesi europei
reclutamento di soldati + in termini di risorse e produzione economica, tutto viene convertito allo sforzo bellico, anche
l’industria; dinamica che ha una conseguenza importante: si sviluppano prime forme di industria manufatturiera nelle
colonie (es in India, colonia britannica, nasce una borghesia locale che diventerà uno dei motori del processo di
indipendenza dell’India).
LA 1GM mette in moto delle conseguenze mondiali anche se i combattimenti sono in Europa, nell’Atlantico, nel
Mediterraneo e nord Africa; è una guerra di massa, coinvolge i civili. Prima lo scontro bellico eran uno scontro fra due
eserciti armati, ora tutta la società è messa a servizio dello sforzo bellico perché tutta l’economia lo è. Se gli uomini
sono al fronte nelle fabbriche ci vanno le donne. Mobilitazione di tutta la società, immette le donne nel processo
→
produttivo il processo di emancipazione femminile che era iniziato con l’urbanizzazione nelle società europee viene
accelerato; è un elemento al quale nei primi anni Venti i partiti autoritari che nascono in Europa cercano di rispondere
per riportare le donne al loro posto = a casa, è rassicurante per gli uomini che si sono sentiti spodestati dal loro ruolo a
lavoro e a casa; il reducismo ha anche questo senso qua, riguardano alla famiglia tradizionale: i manifesti della
propaganda fascista e nazista sono tutti con una famiglia tradizionale, donna a casa con i figli e uomo che lavora.
Soldati coinvolti in guerra alla fine del conflitto: circa 65 milioni di uomini tra i 20-35 anni; 10 milioni di morti circa.
I reduci non riescono a tornare come prima, sono mutilati fisicamente e turbati mentalmente.
È una guerra che segna una generazione di uomini e donne giovani che hanno ancora anni da vivere e che quindi
hanno un’influenza importante/impatto enorme, nella vita politica dei loro paesi, sia nei paesi vinti e sia nei vincitori.
A guerra iniziata si pensava ad una guerra lampo invece sarà una guerra lunga che richiederà quantità di risorse
enormi. La disponibilità di risorse è diversa in ogni paese, determina la strategia bellica; c’è chi è più avanzato
tecnologicamente e con forze armate preparate, come la Germania, ma non ha risorse perché non ha imperi coloniali.
Quindi vuole sfruttare la sua superiorità per sconfiggere gli altri con una guerra lampo, infliggere un colpo immediato.
Francia e Gran Bretagna hanno la strategia opposta, sanno che possono condurre una guerra lunga quindi cercano di
allungarla. La guerra di logoramento favorisce gli obiettivi di guerra francesi e inglesi.
Francia e Gran Bretagna possono contare sulle risorse e i soldati dalle colonie e anche sui prestiti degli USA - che
saranno alla base di tutti i problemi nel dopoguerra.
Caratteristiche peculiari della 1GM: la guerra viene vinta da chi ha più risorse che alimentano un grande apparato
industriale, per costruire cannoni, fucili, navi da guerra ecc.; La 1GM rivela che non basta preparare al meglio i soldati
per vincere ma serve produrre armi.
Gli USA contribuiscono a far vincere la guerra agli alleati.
La guerra è diventata una guerra di industria, diventa evidente a tutti che è l’elemento strategico.
(Anche Mussolini cercherà di sviluppare un’industria siderurgica).
Già prima, in un’altra guerra, si era capito che era importante l’industria ma non si erano accorti: nella guerra di
Secessione americana dove il nord aveva vinto perché aveva le industrie manufatturiere, di cannoni ecc.
→
Guerra di secessione americana nord con un nascente sistema industriale che ha bisogno di una fase di protezione vs sud, per
questione della schiavitù e tipo di commercio (liberista o protezionistico).
Coinvolgimento dello Stato nel sistema economico, gestisce la produzione bellica, gestisce la struttura economica e
→
sociale, si creano apparati, più funzionari, più ministeri per controllare tutto dopo la guerra rimarranno e
cresceranno (anche il welfare state per orfani, mutilati, vedove - grande sviluppo dei sistemi di assistenza pubblica).
La guerra quasi ovunque compatta i fronti interni, tutte le forze politiche interne in un grande sfo
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