Educazione e antropologia pedagogica nel XX secolo
Cercare di cogliere nell'ultimo scorcio del XX secolo le ragioni dell'educazione nei paesi avanzati richiede di riferirsi a testo (offerta di senso alla configurazione della persona) e contesto (oggi tutte le ragioni del trionfo e della sconfitta dell'uomo che si autoproclama arbitro assoluto del proprio destino). È necessaria un'antropologia pedagogica che riconquisti problemi di senso, richiami orizzonti di senso e coniughi l'uomo/persona con essere/valore/senso.
Concetto di uomo e pedagogia
La posizione pedagogica generale richiede un'operazione fondamentale iniziale ineliminabile: il concetto di uomo-persona e un senso che implica valore ed essere. Solo con questa opzione di partenza si può evitare il rischio dell'ideologicità e della caduta pedagogica. C'è la necessità di un orizzonte di senso che ricomprenda un volto dell'uomo tutto intriso di valori e significato che aspirano a qualcosa di universale e stabile.
Realismo critico nell'educazione
Rifiutare una lettura descrittivistica, empirista e storicista, distaccandosi dalle vedute pessimiste/ottimiste = realismo critico. Non bisogna edulcorare la realtà e scambiarla per quella che appare ai nostri desideri. Proposta di un'educazione come categoria generale d'interpretazione del tempo storico in cui viviamo. La pedagogia è un insieme di teorie e pratiche teoriche che, a partire da opzioni sull'uomo, storia, società, valori e scienza, si occupa dei problemi relativi all'educazione.
L'educazione in Occidente al passaggio d'epoca
Postman: studioso delle strategie educative della società complessa che non si nasconde dietro un acritico ottimismo tecnocratico. Vede sia il progresso apparente dell'innovazione tecnologica che le cadute tipiche della mitologia di un tempo (caduta degli dei). Devono essere riconsiderati, in un'epoca che sacrifica tutti gli dei che non sono riconducibili alla tecnocrazia: “la mia attenzione non è bruciare o pregare qualche divinità, ma proclamare che non possiamo fare nulla senza di loro perché siamo una specie costruttrice di dei”. Non si riferisce a dei antropomorfi animistici, ma cerca una prospettiva di scopo e senso all'educazione di fine secolo.
Dimensioni ingegneristiche e metafisiche
L'educazione si sviluppa in due dimensioni: ingegneristica e metafisica = possibilità di riuscita dell'educazione (dei come fonte di autorità, un senso di continuità e un fine). I vecchi dei falliti sono le grandi ideologie del 900 (ad esempio, democrazia, fascismo, nazismo, comunismo). Gli dei che in educazione possono ancora servire sono quelli che ritroviamo nella grande storia e nella capacità umana di raccontarla attraverso linguaggi e metalinguaggi.
Educazione come autoregolazione del soggetto/persona socialmente e culturalmente orientata sulla scorta di una costellazione di significati e valori in vista di un orizzonte di senso. Il discorso pedagogico è pluridisciplinare, pluriprospettico ma non può prescindere da un'opzione fondamentale che ne costituisce il cuore profondo (concezione dell'uomo); perché per educare l'uomo occorre avere una certa idea di umanità.
Il contributo di La Porta
La Porta: “l'assoluto pedagogico” = punta sul nesso educazione/libertà. Tentare di fondare una scienza empirica dell'educazione, distinguendola dall'approccio filosofico (ideologia). “Nonostante la sua pretesa al carattere empirico la collochi su posizioni descrittive, ha l'ambizione di intervenire direttamente sull'ambito dei valori”.
Riduzione dello spessore dell'educazione a scienza empirica, perciò identificazione dell'educazione con sviluppo, apprendimento e istruzione. Ha a che fare non solo con azioni empiricamente controllabili, ma con legami, significati, valori, senso e orizzonti non riconducibili alla verificabilità empirica. Impossibilità di scacciare i valori dal discorso educativo. Come ricomprendere i valori in una scienza empirica che dovrebbe necessariamente fermarsi alla verifica empirica?
Quando la pedagogia si appoggia su valori filosoficamente trattati, trova un aggancio solo sul terreno della filosofia, teologia, politica e si fa a meno della sua stessa autonomia; la pedagogia finisce per essere quello che è definito in ambiti filosofici, politici e ideologici. Che resta dello sguardo pedagogico? Dopo la crisi interna della filosofia e in generale degli assetti teorico-ideologici non resta che affidarsi alla scientificità (la società fa richieste sempre più urgenti).
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