Storia moderna di Venezia
Venezia è stata uno dei produttori maggiori di libri dopo l’invenzione della stampa, ora il libro è morto. Il libro come oggetto ha già un valore antiquario, c’è una rivoluzione in corso. La storia di Venezia è fondamentale; innanzitutto è uno dei casi di un’entità nazionale e territoriale che consente di attraversare tutte le principali fasi storiche, quella che si chiama periodizzazione: suddivisione in epoche della storia umana.
Preistoria e storia umana
Si parlava di oggi è scorretto, non c’è un momento in cui inizia la storia, ma prima sì. La storia globale oggi dice che preistoria e storia come divisione non esiste, non c’è un momento in cui la storia è statica e gli uomini delle caverne vivono come antenati sempre uguali, l’uomo si è sempre evoluto. Si studia un popolo quando si hanno le prime tracce, la storia umana è sempre più parte della storia, che si evolve assieme a quella naturale che è più o meno dipendente da quella umana, questa può influenzare quella naturale e viceversa: storia e geografia sono sempre insieme, il clima evolve e può essere messo in relazione con l’intervento umano anche oggi (gas nucleari creano inquinamento).
Prima gli effetti climatici si facevano sentire, la storia umana è l’appendice di quella naturale in cui l’uomo si evolve e a un certo punto appare e può scomparire, si evolve in modo diverso da quello degli animali; l’uomo si è evoluto e gli animali no. Soprattutto in storie come quella di Venezia ci sono elementi variabili o poco variabili che sono quelli geografici, possiamo pensare che in un determinato territorio vi sono stati cambiamenti non immensi dal punto di vista naturale dove a un certo punto si è inserito l’uomo; questo vale per tutte le storie.
Archeologia e civiltà
Venezia è importante perché è una civiltà dove abbiamo un primo insediamento umano, il quando è soggetto a variazioni (la storia è collegata all’archeologia che trova scheletri, manufatti), intorno al 3200 a.C. c’era una presenza umana in Veneto. Questa civiltà attraversa l’età del bronzo, del ferro e si evolve per tutta la storia tardo-antica/paleo-veneta, che è una fase della civiltà veneta che dura circa 3000 anni, è studiata molto attraverso l’archeologia.
Quando non ci sono forme manifeste di civiltà, l’archeologia studia ciò che è sottoterra, ovvero la civiltà che è scomparsa per motivi naturali che l’hanno sconvolta: pensando al Veneto (non necessariamente come regione), col Brenta e il Po’ vi sono state secche, inondazioni, terremoti, incendi ed eventi misteriosi (ad es. non si sa come sia finita la civiltà Maya).
Storia di Venezia e Roma
La storia veneta comincia intorno al 3200 a.C. se si considera la presenza umana. Ha una lunga vicenda di 3000 anni in cui si scontra con una serie di civiltà per sopravvivere finché scende a patti con una molto bellicosa che è quella romana nei 600 anni successivi che la soggioga con un patto federativo (Roma è stato un grosso impero militare tra i più grandi). È una zona più grande dell’attuale Veneto; vi è una fase di storia antica che dura più o meno 3600 anni (fino al 500 d.C.).
Quando finisce, incomincia un’altra era che è molto più definita dal punto di vista cronologico, inizia col primo insediamento dei veneti (primo scheletro trovato). La storia medievale vede Venezia come elemento centrale. Il medioevo viene fatto iniziare con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente dopo un periodo di decadenza: Romolo Augusto, ultimo imperatore, viene deposto dai barbari e va in esilio nel 476 d.C., inizia il medioevo (è solo una convenzione). Gli storici hanno fatto durare il medioevo circa 1000 anni perché, oltre alla caduta dell’Impero romano d’Occidente che era durato più di 800 anni, vi è la nascita del cristianesimo che è la grande forza trainante della storia medievale. L’Impero romano ha rapporti con Venezia.
Fine del medioevo e inizio dell'era moderna
Il problema è quando far chiudere il medioevo. Gli storici decidono di farlo finire e di iniziare una terza era di storia, breve, che è quella moderna. La fanno iniziare con una serie di opzioni, almeno 4 o 5 che riguardano tutte la storia di Venezia. Il mondo cambia radicalmente quando la comunicazione del sapere ed ogni forma di comunicazione cambia dal 1450; la popolazione del mondo vive la rivoluzione della stampa, il libro ha un significato molto profondo.
- Un tipografo di Magonza, Johannes Gutenberg, inventa la stampa su carattere mobile; prima di Gutenberg il libro era costosissimo perché prodotto in modo molto complesso con una matrice di dati, tavole di legno scolpite una a una coi caratteri rovesciati che venivano impressi sul foglio, la carta viene pressata stampando il libro, molto faticoso e laborioso. Un tempo gli amanuensi copiavano i testi in calligrafia e li vendevano a caro prezzo.
- Gutenberg ha avuto un’idea geniale, anziché far copiare il testo, inventa il carattere mobile, non più legno ma metallo e per ogni lettera dell’alfabeto latino crea un carattere mobile di metallo: non si consuma ed è componibile, ha cambiato il mondo; il periodo di produzione del libro si accorcia, diventa seriale, il libro costa meno, grande cambiamento nel mercato, dove esistono realtà di manifattura vedono l’affare, come succede a Venezia.
Un evento in competizione con Gutenberg è che la storia moderna inizia con Cristoforo Colombo che il 12 ottobre 1492 raggiunge l’America, circa 40 anni dopo la stampa; evento enorme, tanto quanto la stampa, nessuno sapeva che il mondo fosse rotondo e che ci fosse un altro continente oltre Europa, Asia e Africa, ma ci vorrà un po’ a capire che l’America sia qualcosa di nuovo e che venga colonizzata dagli europei, diventando proiezione dell’Europa, non rimane nulla di originario.
Un terzo evento molto importante è la fine del più grande impero rimasto, l'Impero romano d’Oriente, con la caduta di Bisanzio (Costantinopoli, oggi Istanbul) nel 1453 d.C. Roma, dopo il 476 d.C., è contesa tra barbari finché diventa sede papale.
Un'ulteriore ipotesi è la nascita della riforma protestante del 1500 con Lutero. I tre fenomeni precedenti hanno legami con Venezia, Bisanzio fu conquistata dai veneziani, molte tipografie a Venezia, molti commerci vanno verso Occidente verso l’America e la scoperta dell’America segna la fine di Venezia.
Età moderna e storia contemporanea
Comincia un breve periodo della storia di circa 3 secoli che si chiama età moderna, finisce col grandissimo evento della rivoluzione francese (1789). C’è un grande cambiamento politico: nascita dello Stato, fine della repubblica di Venezia. Il quarto periodo è la storia contemporanea che va fino ai giorni nostri. Questa periodizzazione è dell’Europa continentale, in America la storia contemporanea è solo i giorni nostri.
Ci concentreremo sulla storia della Repubblica Serenissima di Venezia, dalla fine del VII secolo (697 d.C.) fino alla caduta della repubblica (1797 d.C.), che dura 1100 anni. Dal punto di vista della storia globale, analizziamo un piccolo frammento di una storia che dura molto di più. Gli storici, con la vicinanza alla storia contemporanea, hanno più documenti; sulla Venezia che studiamo noi ci sono moltissimi documenti (archivio di Stato di Venezia tra i più grossi del mondo); dopo la caduta della Serenissima ce ne sono ancora di più.
Repubblica Serenissima di Venezia
Venezia è una delle città più recenti della storia italiana, non è tanto storia di Venezia ma dell’entità Veneto, che oggi è regione d’Italia. Chi fece le regioni rispettò la tradizione non solo politica. È una popolazione indipendente, collegata ad elementi fondamentali come allevamento dei cavalli, un ambito geografico che ha peculiarità, ovvero i confini naturali:
- Il Po’, a sud, più lungo fiume italiano, garantisce la ricchezza della zona padana, dal Monviso alle foci a Rodi/Rovigo/Ferrara. Garantisce la fertilità della Padania e i commerci, è navigabile. È elemento di divisione, la civiltà veneziana raramente va sotto il Po’, è molto grande e dà l’idea di un confine.
- Le Alpi, a nord, ci sono le Prealpi bellunesi, le Dolomiti e inizia la parte alpina. Arco alpino molto esteso che parte dalla Valtellina al Friuli, Alpi orientali. Non è facile passare le Alpi.
- Il mar Adriatico, confine orientale.
L’unico confine non esistente è la Lombardia perché la pianura padana si estende fino alle Alpi occidentali, fino al Piemonte; il confine è dato dall’insediamento: ci sono i Veneti, e gli Euganei fino a Bergamo/Brescia, le civiltà Insubri. Per i paleo veneti, il confine occidentale è stato un problema, vi erano già popolazioni celtiche bellicose che insediavano le zone lombarde, e stavano entro l’attuale Bergamo. Si identifica così il territorio. C’è una continuità millenaria di identità dal 3200 a.C. a oggi, uno stesso territorio, una lingua che ha avuto influenza enorme nella formazione del latino, e ci sono tratti di permanenza di una civiltà: il cibo, il cavallo, utilizzo dei fiumi. Indipendentemente dalle forme politiche (cambiamenti politici) che sono meno interessanti della continuità del territorio, gli elementi si sono conservati fino ad adesso come la manifattura (ceramica), la carne di cavallo nel cibo e le ricette.
Lo scambio biotico riguarda le malattie, si parla di shock microbiotico. La storia sociale è importante perché influenza l’esistenza di tutti noi. Le prime tracce consistenti di cultura veneta sono intorno all’età del bronzo (1300-1100 a.C.) nell’ambito di una serie di civiltà in Italia dell’età del bronzo. Con Italia non si intende lo Stato ma si intende un’unità geografica, ben delimitata (arco alpino che la separa dal resto dell’Europa e il Mediterraneo), già in età romana (VII-VIII secolo) si parla di Italia.
Prima dell’affermarsi della potenza romana (ovvero prima del III-IV secolo a.C.) è divisa in una serie di popolazioni molto varie che risentono del grande movimento di merci e traffici che caratterizzano il Mediterraneo dall’età del bronzo in poi (dal 1300 a.C.); Mediterraneo molto vivo come la civiltà greca minoica legata a Creta, e la civiltà fenicia che si sviluppa nell’attuale Palestina: sono tecnologicamente più avanzate nell’ambito della navigazione. Ci sono civiltà meno avanzate a occidente come la Catalogna, i più avanzati sono a oriente.
Nel contesto a metà strada tra occidente e oriente ci sono le civiltà italiane che si differenziano per il numero di documenti che vi sono:
- Ci sono i Liguri nell’attuale Massa-Carrara fino a Nizza e oltre, sui quali abbiamo pochi documenti. Le altre hanno abbondanza di documenti.
- Roma (i Latini) ma solo dopo l’età del bronzo (VIII secolo) che hanno un ruolo fondamentale: la civiltà più aggressiva che sottomette le altre, violenta che ha dato vita al più grosso impero, o distrugge gli altri o si allea. I Liguri vengono sterminati dai romani, chi si ribella è distrutto, chi si sottomette è rispettato.
- I Reti nel territorio della Retia e sono pochi i documenti.
- Civiltà osca, messapica.
- Civiltà sarda.
- La Sicilia che entra a far parte della Magna Grecia.
Ma le due più importanti in assoluto sono:
- Gli Etruschi nell’Italia centrale, dalla Toscana a Mantova.
- Civiltà Veneta.
Realtà estremamente vivace, ci sono civiltà dal nord Europa, i Galli di origine celtica che si insediano nella civiltà di Golasecca, entrano in contatto con romani e veneti. I Veneti: si insediano dove ci sono già preesistenze del popolo euganeo, dalla zona euganea (attuale Padova ma più estesa), appartengono a questi popoli che arrivano, come stabilito recentemente, dall’Asia centrale, da una pianura desertica nell’attuale stato del Turkmenistan dove vi sono stati ritrovamenti di primi insediamenti veneti, sono indoeuropei.
Rispetto alle altre civiltà abbiamo molti documenti, ma quando si può parlare di civiltà? Quando ci sono tratti caratteristici. Le caratteristiche del mondo indoeuropeo sono:
- Il cavallo, i veneti lo usano ampiamente in tutti i modi: andare a cavallo, mangiarlo, trasporto, allevarli e venderli. Negli scavi fatti in Veneto ci sono i cavalli, sepolture equine, le persone erano seppellite con cavalli e carrozze: molto importante la cultura equina.
- Sviluppano un rapporto fondamentale con l’acqua, poiché la ricchezza della pianura padana è data dalla presenza di fiumi che la rendono una delle zone più fertili d’Europa, non ancora legata al mare questa cultura ma i veneti facevano commercio coi fenici, coi sardi (commercio marittimo dei veneti).
- Sviluppano la chiatta adatta ai fiumi con pescaggio basso e sviluppano una serie di commerci.
- Allora il Veneto era ricco di un minerale, l’ambra, civiltà che si permette beni di lusso come gioielli: è una civiltà stabile e avanzata.
- Producono tinture, l’azzurro (color veneticus) veniva molto commercializzato.
- Uso esteso del bronzo e del ferro.
Ancora Venezia non esiste ma esiste Este; la civiltà veneta si estende fino alle montagne dove hanno rapporti coi Cimbri di origine germanica (comuni dell’altopiano di Asiago hanno origine cimbrica), proficui rapporti; i veneti si insediano nel territorio e hanno un picco di civiltà nel VII-VIII secolo a.C.
Esiste una lingua veneta con alfabeto runico (scritto con le rune), esistono alcune iscrizioni e avrà influenza sulla lingua latina, ma non vi è una letteratura. La religione, non vi sono molti elementi che parlano della religione veneta ma adoravano sicuramente una divinità dei Reti, Reitia (Reizia), la divinità della fertilità, una dea madre che è la prima esistente ancora prima di Dio e delle divinità greche, come vi è Ghea/Gea che è la dea terra, essenzialmente femminile e la dea Cibele, la dea femminile del mondo indoeuropeo per eccellenza.
Utilizzano le risorse del territorio: olivo, vite, frumento, orzo, miglio, farro con cui producono ad esempio la birra, molto più consumata del vino, la più antica è del 3000 a.C. in Catalogna, anche i veneti la producevano grazie alle risorse dei fiumi Adige, Isonzo, Piave che si intersecano e consentono l’irrigazione e il trasporto su fiume, soprattutto del legno che veniva tagliato e portato nei fiumi verso valle per costruire barche e edifici.
Civiltà molto bella, tranquilla e non sembra aggressiva, non vi sono tracce di guerre; le civiltà diventano aggressive quando devono espandersi e non hanno territori. La radice wen- del veneto vuol dire amare, amore; wenetos grecizzato vuol dire colui che è amabile, persone che sono dolci di carattere, in molte parti dell’Europa come i Balcani ci sono i veneti.
Vivono in pace finché si afferma la potenza romana, nel III secolo a.C. sono sottoposti alle forze romane, i romani sono una repubblica come forma politica ma si comportano da impero conquistando interamente la Grecia che si era frammentata senza Alessandro Magno, e ciò che era rimasto dell’impero fenicio (Cartagine); contemporaneamente fanno un’operazione di romanizzazione della penisola italica. La civiltà greca era quella della filosofia ma non aveva sviluppato una forma giuridica come i romani, nemmeno i veneti la avevano, il sistema militare forte doveva essere accompagnato dal sistema giuridico, acculturazione giuridica; i romani capirono che serviva una potenza giuridica oltre che militare.
Conquistare e lasciare potere di autogoverno fino a un certo punto alle province conquistate, la sottomissione sta nel pagare dei tributi e si riconoscere il dominio formale dell’impero; quando ci si ribella si viene debellati. Nel caso dei veneti, stabiliscono un foedus che è un patto di federazione, si sottomettono e diventano una provincia federata, sotto il dominio romano ma con un certo grado di autogoverno con un governatore e altri funzionari romani. Il foedus garantisce una tassa pagata a Roma e una corvée, ovvero prestazione gratuita fornita allo stato (come il militare); per secoli combattono assieme ai romani contro i Gallici salpini e transalpini che vengono sconfitti da Giulio Cesare nel I secolo a.C. In compenso i veneti sono una civiltà che continua a fiorire e i romani insegnano loro tante cose, ad esempio le comunicazioni che erano soprattutto sui fiumi ma non usavano le strade: una delle invenzioni dei romani usate in modo intensivo; anche nell’irrigazione i romani avevano un sistema migliore. Tutte le produzioni venete venivano aumentate per avere più tributi.
Non ci sono mai scontri, la civiltà veneta si sviluppa ma non è indipendente, è federata, produzioni venete esistenti ancora adesso come la “situla” cioè il secchio per trasportare l’acqua. I romani sono felici che i veneti producano cavalli e sviluppano questa produzione per le guerre nei trasporti e nella cavalleria (oltre che la fanteria che è l’elemento distruttivo). I romani sono i primi che sperimentano la modifica dei geni dei cavalli attraverso incroci, tra razze equine ma anche tra i cani e anche il grano. Sono secoli in cui il popolo dei veneti diventa esogamico, i matrimoni avvengono tra popoli diversi; romani pop...
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