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Umanesimo e Rinascimento

All'alba del XV secolo, in Italia ha luogo l'avvento della nuova civiltà del Rinascimento che poi si allarga progressivamente all'intera Europa. Il termine Rinascimento significa rinascita della civiltà dal disordine spirituale e materiale del Medioevo. Si tratta quindi di una rinascita non soltanto dell'arte e della cultura, ma anche della serenità dello spirito, della fiducia nell'uomo e della gioia della vita.

Cambiamenti culturali

In campo culturale, una concezione più terrena e umana della vita prende il posto di un'interpretazione più trascendentale e religiosa. Il Rinascimento è caratterizzato da una riscoperta dei grandi scrittori classici e dell'antichità in genere. Gli studi classici, cioè lo studio di discipline quali letteratura e filosofia, sono detti "humanae litterae", da cui viene il nome di umanesimo. Gli umanisti sono coloro che si dedicano alla ricerca degli antichi manoscritti dimenticati nelle biblioteche dei conventi.

La tradizione umanistica

La prima generazione di umanisti si dedica alla riscoperta della cultura classica, rinvenendo alcune delle opere più significative della letteratura latina. I primi umanisti continuavano in realtà una tradizione ininterrotta di lettura e di composizione latina fondate sull'arte della parola, la retorica, che era una delle sette arti liberali (grammatica, retorica, dialettica, matematica, geometria, musica e astrologia). La retorica era stata coltivata nelle scuole della tarda antichità, nella letteratura cristiana, nei centri monastici, nella cancelleria degli imperatori e dei pontefici e nelle scuole dei dettatori, ossia dei maestri di stile applicato al genere epistolare fiorite nel XII secolo.

Il valore ideologico della retorica

La retorica venne ad assumere sempre più un valore ideologico quale fondamento delle humanae litterae nei confronti della dottrina teologica, dialettica e naturalistica. L'atteggiamento ostile degli umanisti verso l'età di mezzo riguarda soprattutto la cultura scolastica. Gli umanisti si proposero di ripristinare la lingua dei grandi autori dell'età antica e di selezionare tali autori sulla base delle esigenze della rinascente civiltà urbana.

Rinascimento: ritorno alla cultura classica

Il Rinascimento, inteso come ritorno alla lingua e alla cultura dei padri pagani e cristiani, rappresentava la riconquista della purezza originaria. Una renovatio spirituale era stata già promossa in ambito religioso nei secoli precedenti. La seconda generazione di umanisti si occupa invece della riflessione sui testi e dell'interpretazione critico-filologica dei classici. Gli umanisti mettono a confronto le varie redazioni di un testo e risalgono alla stesura originaria, in quanto nel corso dei secoli i libri classici erano stati più volte ricopiati dagli amanuensi, per cui avevano subito delle modificazioni e presentavano vari errori e interpolazioni.

L'Umanesimo italiano

L'umanesimo italiano è dovuto in particolare alla crescita della civiltà urbana e borghese e al persistere della tradizione romana, va inquadrato nel contesto della cultura europea. La cultura umanistica nasce nell'area del Medioevo latino, dove i centri monastici conservano, anche se non valorizzati, i tesori della scrittura antica e continua a concepire la latinità come patrimonio dell'intero mondo civilizzato da Roma.

L'autonomia delle singole culture nazionali

L'autonomia delle singole culture nazionali si delinea proprio durante lo sviluppo della nuova cultura per effetto di ragioni politiche, il formarsi delle grandi monarchie o di potenti principati e del riemergere di tradizioni etniche. Ma la cultura umanistica non perde la sua connotazione sovranazionale, anzi nell'Europa moderna costituisce l'elemento unificatore fra gli intellettuali dei vari paesi che comunicano con un latino colto pressoché uniforme.

L'Umanesimo e l'attività intellettuale e morale

Gli umanisti italiani cercano nei classici una guida alla propria sete di rinnovamento intellettuale e morale. Laddove il Medioevo aveva esaltato l'ascetismo monastico, gli umanisti tornano, sulla scia dei classici, ad esaltare la vita attiva per cui l'uomo si rende utile a se stesso e ai propri simili. In particolare si parla di Umanesimo nel periodo tra il Trecento e il Quattrocento, caratterizzato da un appassionato lavoro di ricerca, di studio e di interpretazione dei classici greci e latini.

Il Rinascimento: fioritura artistica e letteraria

Si parla invece di Rinascimento riferendosi al Cinquecento, caratterizzato dalla fioritura artistica e letteraria il cui centro propulsore sono le corti italiane. Questo fenomeno prende il nome di mecenatismo, in quanto deriva dal nome di Mecenate, uno dei consiglieri dell'imperatore Augusto, che protesse alcuni poeti latini come Virgilio e Orazio. Il mecenatismo sta ad indicare l'atteggiamento illuminato e disponibile dei principi del XV e XVI secolo nei confronti di poeti, scrittori e artisti.

La concezione antropocentrica del Rinascimento

Nel Rinascimento si afferma la concezione antropocentrica, secondo la quale l'uomo libero è al centro dell'universo ed è artefice della propria vita e del proprio destino. Secondo il filosofo fiorentino Marsilio Ficino, che studiò e diffuse il pensiero neoplatonico rinascimentale, insieme al pensatore fiorentino Pico della Mirandola, l'uomo è un microcosmo che racchiude in sé tutte le prerogative e le caratteristiche del macrocosmo.

Neoplatonismo e spiritualità

Per i neoplatonici, Dio è incomprensibile e ineffabile, ma l'uomo può entrare in contatto con Lui attraverso un processo di purificazione che lo liberi da ogni forma di materialismo e lo proietti nella contemplazione del creato. A Firenze sorge poi l'Accademia neoplatonica ispirata da Marsilio Ficino e protetta da Cosimo e Lorenzo de' Medici.

I progressi della tecnica

Per quanto riguarda la tecnica, le due più grandi invenzioni del Rinascimento sono la stampa e la polvere da sparo. Nel 1456, il tedesco Gutenberg stampa e pubblica una Bibbia in latino che costituisce il primo esempio di libro moderno. I libri a stampa sono molto più economici e consentono una maggiore diffusione. Inizialmente si stampano solo testi sacri, ma successivamente cominciano a essere presenti sul mercato anche testi classici o di argomento politico. In Italia sono celebri le edizioni dell'umanista veneziano Aldo Manunzio. Vengono quindi fondate numerose biblioteche pubbliche e private, che oltre a essere luoghi di conservazione del libro, diventano centri di ricerca, di studio, di incontro e di diffusione della cultura.

La polvere da sparo

La seconda grande invenzione è quella della polvere da sparo, che viene utilizzata dagli europei per nuove sofisticate armi da fuoco come le colubrine, gli scoppiatti e gli archibugi.

Le scoperte geografiche

Con la caduta di Costantinopoli nelle mani dei turchi nel 1453, si frappone una barriera tra l'Europa e l'Oriente, da cui provengono spezie e merci da sempre monopolio della Repubblica di Venezia, che smistava questi prodotti sui mercati europei. Anche le miniere di metalli preziosi in Europa si avviano ad esaurimento, per cui si avverte la necessità di cercare nuove fonti di approvvigionamento per soddisfare la sempre crescente richiesta di oro e argento. I paesi più interessati a strappare questo monopolio a Venezia sono il Portogallo e la Spagna.

I navigatori portoghesi e spagnoli

  • Enrico il Navigatore: un principe portoghese che crea nelle isole di Capo Verde e nel Gambia le prime stazioni per la raccolta di oro, avorio e schiavi.
  • Bartolomeo Diaz: nel 1487 tocca l'estrema punta meridionale dell'Africa, attribuendole il nome di Capo di Buona Speranza.
  • Vasco da Gama: nel 1497 doppia il Capo di Buona Speranza e, risalendo lungo la costa orientale dell'Africa, punta verso l'Oceano Indiano fino a raggiungere Calcutta in India.
  • Ferdinando Magellano: un navigatore al servizio della Spagna che, tra il 1519 e il 1522, costeggiando la costa atlantica dell'America meridionale, attraversa lo stretto da lui chiamato di Magellano e giunge nelle Filippine, dove muore in uno scontro con gli indigeni. Le navi superstiti proseguono la navigazione e dal Pacifico passano nell'Oceano Indiano, circumnavigano l'Africa e tornano in Spagna. Il viaggio di Magellano toglie ogni dubbio sul fatto che la Terra è tonda e sulla possibilità della sua circumnavigazione.
  • Cristoforo Colombo: nel 1492 raggiunge le Bahamas, convinto di aver toccato il Giappone.
  • Pedro Cabral: nel 1500 giunge in Brasile.
  • Amerigo Vespucci: il merito di aver definitivamente comprovato l'esistenza dell'America si deve al navigatore italiano, in cui onore l'America prende il suo nome.

Scoperte e cambiamenti economici

L'anno della scoperta dell'America è simbolicamente ritenuto lo spartiacque tra il Medioevo e l'età moderna. In campo economico, l'asse mercantile si sposta dal Mediterraneo all'Atlantico, per cui le repubbliche marinare perdono la loro importanza a vantaggio dei paesi atlantici. Il processo di inflazione dovuto all'afflusso di oro e di argento dalle miniere americane fa quadruplicare i prezzi, favorendo la ricca borghesia, che tramite spregiudicate operazioni finanziarie si avvale della scoperta di nuove rotte commerciali. I nobili, nel frattempo, vedono diminuire il loro prestigio economico e sociale.

Effetti delle scoperte geografiche

Gli effetti delle scoperte geografiche sono comunque anche positivi, se si considera che dal continente americano si importano in Europa il mais, la patata e il pomodoro, che costituiranno l'alimentazione base dei popoli più poveri dell'Europa. Una volta conquistate le nuove terre, la Spagna e il Portogallo devono ora organizzare il loro vasto impero coloniale.

Il trattato di Tordesillas

Nel 1494, Papa Alessandro VI stabilì con il trattato di Tordesillas che la linea di demarcazione tra i due imperi fosse il meridiano 46° Ovest: i territori a oriente del meridiano appartenevano al Portogallo, mentre quelli a occidente agli spagnoli. Quindi la Spagna occupa il Messico, l'America centrale, il Perù, l'Argentina e le Filippine, mentre il Portogallo occupa il Brasile, il porto di Macao e le coste dell'India. L'impero portoghese si basa quindi sul controllo dei porti e delle basi commerciali, mentre l'impero spagnolo è un vero e proprio impero.

L'Europa e l'Italia tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento

In seguito alla scoperta dell'America nel 1492, il sistema economico europeo subisce profonde trasformazioni a partire dal XII secolo, prima del quale ci si basava su un'economia di sussistenza incentrata solo sulla produzione di ciò che si consumava nel feudo. Si inizia a basare su un'economia di scambio basata sulla circolazione delle merci. Gli stessi signori feudali, utilizzando come merce di scambio le derrate agricole che non venivano consumate all'interno del feudo, contribuiscono all'affermazione del ceto mercantile e della borghesia. L'allargamento dei confini geografici crea le condizioni necessarie per lo sviluppo del capitalismo e per l'affermazione della borghesia.

Le banche pubbliche e il capitalismo

In molte città europee sorgono poi, soprattutto per iniziativa dei mercanti italiani e tedeschi, delle banche pubbliche che custodiscono i depositi dei clienti e dove è possibile eseguire operazioni di accredito e di pagamento. Un altro aspetto dell'economia europea del Cinquecento è il processo inflazionistico a cui alcuni studiosi hanno attribuito il nome di "rivoluzione dei prezzi". Secondo la maggior parte degli storici e degli economisti, l'origine di questa rivoluzione è l'afflusso di metalli preziosi dalle colonie americane. Il fenomeno inflazionistico non è stato uguale in tutti i paesi, ma ha comunque avuto dei caratteri omogenei. Nelle miniere americane si estraggono notevoli quantità di oro e argento e si sfrutta la manodopera indigena. Il valore dell'oro e dell'argento diminuisce a causa dell'abbondanza di questi metalli e del basso costo di produzione.

Nel frattempo, l'Europa è caratterizzata da un incremento demografico riguardante in particolare la popolazione urbana, che a differenza di quella rurale non vive di autoconsumo ma dei generi acquistati sul mercato, provocando così un aumento dei prezzi dei generi di prima necessità.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sissi1981 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Formigoni Guido.
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