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Storia Moderna - l'Italia e la Sicilia spagnola Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia Moderna riguardanti la parte "L'Italia e la Sicilia Spagnola". Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l'Italia dopo la pace di Cateau-Cambrésis del 1559, l'Italia spagnola, Governo della Sicilia, domini francesi di Torino, Chieri, Pinerolo, Chivasso e Villanova... Vedi di più

Esame di Storia moderna docente Prof. P. Scienze Storiche

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Così Palermo spendeva settantamila scudi per la fontana di Piazza Pretoria, tre milioni e mezzo

di scudi per il molo e sommo ingenti per le magnifiche vie Toledo e Maqueda, per la strada

Colonna, per Porta Felice e per la costruzione della dogana, di ospedali e caserme; Messina

impiegava più di due milioni di scudi per il suo teatro marittimo e Catania ingrandiva ed

abbelliva con enormi spese il palazzo municipale.

Alla floridezza delle città siciliane, oltre i privilegi goduti dal tempo degli Aragonesi,

contribuiva la saggia e illuminata amministrazione municipale. Valga per tutte il cenno che

diamo intorno all'organizzazione dell'amministrazione di Palermo. La città era divisa in cinque

quartieri ed amministrata da un /Pretore/, dal / Consiglio civico, dal Capitano giustiziere, dalla

Corte pretoriana, composta di tre giudici e presieduta dal Pretore, che giudicava le cause

criminali, e da sei Giurati che formavano il Senato. Questi magistrati duravano in carica un

anno; il Pretore, il Capitano e i Giudici erano eletti dal sovrano dietro proposta del viceré; i

Giurati direttamente da lui; questi ultimi, insieme col Pretore sovrintendevano all'annona,

all'igiene, all'edilizia, alle acque e avevano cura dei privilegi cittadini, ed erano coadiuvati da un

Sindaco, da un maestro nazionale, da un tesoriere, da un conservatore delle armi, da un

maestro marammiere e da un maestro di cerimonie/.

Per l'ordine pubblico c'erano un Sergente maggiore, due capitani e quaranta soldati a cavallo.

Inoltre varie deputazioni di cittadini aiutavano il Senato nell'amministrazione del comune. Fra

queste, le più importanti erano: la Deputazione della sanità, quella del Molo, quella, / delle

gabelle sulle uve, vini, carni e farine/, quella / delle strade Cassaro e Maqueda/, quella / per

l'estinzione dei debiti / della città e la / Deputazione delle Parrocchie.

Una delle più grandi piaghe che afflisse la Sicilia durante la dominazione di Spagna fu l'

inquisizione spagnola. "" ...Non poche - scrive il Callegari - furono le lagnanze mosse dalla

Sicilia per la tirannide con la quale agiva sull'isola quel feroce tribunale; tuttavia restavano

lettera morta, e le disposizioni emanate dal / grande Inquisitore/ davano luogo a conflitti con le

autorità civili; celebre fra questi quello col vicerè nel 1590 a causa dell'arresto del conto di

Mussomeli familiare del Santo Ufficio imputato di omicidio, per quel fatto gli Inquisitori

scomunicarono prima gli autori dell'arresto, perché contrario al privilegio del foro, e quindi

lanciarono l' interdetto sulla città di Palermo.

Si rese quindi necessario l'intervento dell'arcivescovo della città per fare revocare la censura

ecclesiastica e comporre pacificamente la questione. Ad ovviare a tali inconvenienti i Viceré

emanarono in varie epoche speciali prammatiche, dette /concordie/, con le quali gradatamente

puntarono a diminuire l'importanza del Santo Ufficio e ad abbassarne un poco l'alterigia. Ma

questo non bastava per quietare gli animi profondamente esacerbati; ed anzi non poche volte la

plebe insorse contro questo Tribunale, perché i Siciliani non potevano tollerare che si infierisse

in tal modo, e che i loro reclami presso l' Imperatore restassero inesauditi. Più arrogante si fece

l'Inquisizione quando al trono di Spagna fu assunto FILIPPO II, nell'utilizzarla a scopo politico

permise confische, bandi, sentenze feroci per ogni semplice sospetto.

Non poche volte il S. Ufficio faceva processi di giudaismo, di eresia, rintracciava le fattucchiere

e le streghe; ogni tanto tirava fuori dall'oscurità delle carceri un certo numero di prigionieri

pallidi, curvi, emaciati dai tormenti e dal lungo digiuno, e in grandiosi catafalchi li poneva in

rassegna nei suoi auto-da-fè, si leggevano al pubblico le loro accuse e le spietate condanne, che

spesso gli accusati non erano in grado nemmeno a comprendere; poi qualche coppia di ostinati li

si consacrava alla divina vendetta, e, preceduti dalla croce verde, coperti il capo del / sambenito/

dipinto a diavoli e fiamme, si mandavano al rogo. Il sospetto delle ignote denuncie e degli


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Storia Moderna riguardanti la parte "L'Italia e la Sicilia Spagnola". Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l'Italia dopo la pace di Cateau-Cambrésis del 1559, l'Italia spagnola, Governo della Sicilia, domini francesi di Torino, Chieri, Pinerolo, Chivasso e Villanova d'Asti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia medievale, moderna e contemporanea
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Storiche Prof.

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