Storia moderna
Elementi fondamentali nella presentazione di un progetto
- Rispetto del budget prestabilito
- Presenza di un titolo originale
- Presenza di un sottotitolo esplicativo
- Periodizzazione dell'argomento trattato, ossia specificare arco temporale considerando da quando a quando. La periodizzazione prevede la necessità di cesure significative, precise e motivate, ed è un'azione interamente convenzionale, ad esempio l'anno 1492 segna l'inizio dell'età moderna. In questi anni si presenta la prima forma di globalizzazione.
- Bibliografia specifica con ricostruzione storiografica
- Necessità di conoscere le informazioni già date e inserire una sezione con contenuti personali, inediti e originali.
- Necessità di possedere le competenze linguistiche correlate all'argomento trattato, sia che si tratti di competenze di lingue presenti o passate.
- Aiuto di un competente in paleografia (scienza che indaga criticamente lo svolgimento della scrittura in tutte le sue manifestazioni, al fine di leggerne, localizzarne e datarne i risultati, e altresì di ricavare, dal fenomeno grafico e dall'evoluzione dei segni, elementi e dati per la storia in generale e per la storia della cultura in particolare.)
Il 1492 segna convenzionalmente l'inizio dell'età moderna principalmente perché è in questo periodo che avviene la scoperta di nuove terre in conseguenza alla nuova sviluppata dimensione economica. Con i nuovi interessi economici e le conseguenti nuove scoperte territoriali, inizia un periodo di violenza e di guerre, nonché in seguito di rivoluzioni sociali e tecnologiche.
Sotto il profilo culturale, la globalizzazione dell'età moderna presenta differenze sostanziali. I nuovi prodotti alimentari importati dalle nuove terre erano visti con estrema diffidenza, sapendo ormai che l'alimentazione aveva conseguenze sulla salute fisica delle persone.
Le patate, ad esempio, nuovo cibo proveniente dall'America, erano viste in malo modo, tanto che in Francia Luigi XIV ha compiuto una sorta di marcia a Parigi portando con sé delle piante di patate, in modo tale da dimostrare ai cittadini che non erano un cibo pericoloso. Anche il cioccolato, prima consumato in forma liquida e poi solida, venne per la prima volta consumato dalle figure ecclesiastiche come unico cibo durante tempo di carestia.
Un'altra data significativa è il 1453. Il Mediterraneo può essere idealmente diviso in due parti: una occidentale e una orientale, che contempla anche la Repubblica di Genova, dove abili famiglie trattavano commerci e finanza sia con l'oriente che con la penisola iberica. In oriente, fino alla scoperta dell'America, si usava la moneta genovese. Le rive del Mar Nero, le rive del Mar d'Azov e Costantinopoli erano i tre punti di incontro principali fra oriente e occidente. I principali snodi erano poi le città Trebisonda, La Tana, Costantinopoli e Caffa.
Caffa commerciava principalmente grano, legname, pellicce, sale (usato sia per conservare i cibi che per fissare i colori alle tela), pesce salato e caviale. Sulla base dei ruoli della popolazione, venivano ripartite le tasse. Si riusciva quindi a stimare il numero delle famiglie presenti in una determinata comunità e, talvolta, specificato anche il lavoro svolto dal capo famiglia. Veniva stimata la quantità di bestiame e di persone in una comunità e in base a questi dati le famiglie venivano poi obbligate a comprare una determinata quantità di sale, ovviamente i venditori guadagnavano moltissimo con questo principio.
Sono ancora presenti delle rimanenze genovesi nella città, come ad esempio nelle mura. Da Trebisonda arrivano invece le carovane dalla Persia. A La Tana arrivano carovane dall'India attraversando l'Afganistan e in tutta la Cina centrale. Dall'oriente arrivava la seta, tessuto raffinato utilizzato per abbigliamento e arredamento, e le spezie, utili per conservazione e condimento del cibo. Possedere queste due merci, preziose e costose, era considerato come una sorta di status symbol. A Genova, il Vico Tana ricorda gli scambi commerciali con l'oriente. Punto e luogo centrale di commercio era la città di Costantinopoli e quando questa cadde, in Europa si sentì la necessità di trovare delle vie commerciali nuove, in quanto quelle via terre non erano più usufruibili.
Nel 1453, con la caduta di Costantinopoli e con l'avanzata islamica nel Mediterraneo, i rapporti rimangono buoni, come si può notare dal fatto che il ritratto migliore del sultano Maometto II è stato dipinto, nel 1480, da Gentile Bellini. La storiografia anglosassone è organizzata in due categorie:
- Early modern history (1453/92 - rivoluzione francese)
- Modern history (rivoluzione francese - prima guerra mondiale)
Storiografia italiana:
- 1789, con la rivoluzione francese, o congresso di Vienna del 1815
- 1860, con l'inizio dell'unificazione del paese completata nel 1870
- Prima guerra mondiale
Corso università: da seconda metà XV secolo a prima metà XIX secolo. Nel 1848 hanno dominato:
- Moti rivoluzionari in stati europei diversi
- Idee della rivoluzione francese al di fuori della Francia
- Rivoluzione industriale sviluppata dall'Inghilterra al continente
Critica delle fonti legato alla veridicità del valore di una merce. Il corso parte a trattare di un mondo molto libero che esalta la bellezza della donna. Si passa quindi dal Ritratto di Cecilia Gallerani (la dama con l'ermellino) la cui scollatura non è considerata eccessiva al tempo in cui vive, di Leonardo del 1488-1490; per poi passare dalla riforma cattolica e arrivare al ritratto di Brigida Spinola Doria di Rubens.
Il soggetto del quadro vive in Spagna, una nazione che aveva grande influenza sulla moda del tempo. Si passa poi dal ritratto della marchesa Visconti di Gerard del 1810, che veste un abito di seta arrivata dall'oriente e confezionata da sarti e artigiani di moda francese, ormai imposta ovunque in Europa. La moda pronta inizia tardi nella storia, con le divise militari maschili. In seguito, con il periodo della restaurazione, si ritorna alla moda precedente, come è evidente nel primo confronto di quadri.
Nel XV secolo si torna poi ad abiti lunghi come ad esempio quelli rappresentati da Benozzo Gozzoli nella cappella dei Magi, nel quale anche gli uomini indossano gonna e calzamaglia; mentre poi con l'influenza spagnola, gli uomini incominciano a tagliarsi la barba ed indossare le parrucche, come è rappresentato nel ritratto di Francesco Pecchio con la blusa marsina, difficile da portare quando si andava a cavallo; fu infatti dall'età napoleonica che la giacca cominciò ad accorciarsi.
La rappresentazione dei bambini nel 1700 cambia profondamente in seguito ad un cambiamento di mentalità nella società. Nel ritratto di Giovanni de Medici realizzato da Bronzino nel 1544, il bambino è vestito come un adulto, solo nel 1800 i bambini diventano liberi di muoversi. La tavola da pranzo diventa la dimostrazione di ricchezza in un periodo di fame e le Fiandre in quel periodo erano i migliori produttori di tovaglie.
I piatti del Seicento non sono ancora fatti di coccio e si mangiava con le mani, mentre nel 1838 le tavole da pranzo sono rappresentate imbandite, con molto cibo e decorazioni e con le posate. Nel 1568 i luoghi di ristorazione comune erano le bettole ma nel 1887 si creano i primi ristoranti, fondati dai cuochi del regno, realizzati basandosi sulla atmosfera casalinga, ben curati ed eleganti. Anche il modo di vivere la socialità cambia, vengono rappresentati dai caffè ai circoli, luoghi fondamentali per lo scambio culturale.
Anche la modalità di produzione cambia, da artigianalità individuale o con l'aiuto di animali che crearono energia meccanica, si passa alla produzione mediante forza vapore e creazione delle prime fabbriche. Anche i mezzi di trasporto si trasformano, i velieri si trasformano in navi a forza vapore. Anche il mondo dell'intrattenimento si modifica, il teatro di tipo elisabettiano all'aperto, si modifica in teatro chiuso, come ad esempio il Teatro alla Scala, nato nella seconda metà del 1700. Si passa poi dalle musiche suonate per mezzo di strumenti folcloristici, per poi passare a musica suonata in maniera più prescrittiva e in ritrovi settecenteschi intellettuali, fino ad arrivare alle musiche che sottolineano gli stati d'animo della rivoluzione.
Le attività commerciali risultavano più semplici e redditizie per le persone istruite. Nasce così l'idea che i bambini dovessero essere istruiti. In questo periodo si creano quindi istituzioni cattoliche che avevano come scopo quello di non lasciare i bambini sulla strada e istruirli e prepararli al futuro in modo tale che potessero affrontalo in maniera autonoma. Fin dal 1500 esistevano anche dei privati che invece di lasciare una grande quota alla famiglia davano le loro sostanze in beneficenza. Anche per i lavori artistici, come quello del pittore, era necessaria una grande istruzione tecnica, saper leggere e saper scrivere e fare i conti.
A Roma e a Milano, con fondi privati, agli inizi del Seicento si creano i primi luoghi culturali pubblici ad entrata gratuita, come la Biblioteca Ambrosiana creata da Federico Borromeo che dava a disposizione penna, candela, carta e inchiostro, seguita poi dalla omonima pinacoteca.
Il numero della popolazione europea cambia molto con il passare dei secoli della storia moderna, in milioni i numeri sono i seguenti:
- 1400: 65 mil.
- 1500: 84 mil.
- 1600: 110 mil.
- 1700: 125 mil.
- 1800: 195 mil.
- 1850: 288 mil.
In questo periodo le risorse alimentari rimango uguali a fronte però della popolazione che aumenta, dal 1400 al 1500 infatti, nonostante la peste e altre avversità, la popolazione aumenta di circa venti milioni. Con l'industrializzazione soprattutto la classe media avverte una nuova gestione familiare e le donne, che fino a quel momento avevano sempre lavorato, con la nuova ricchezza incominciano a rimanere a casa ed occuparsi della casa.
Era presente un alto tasso di mortalità infantile, pochi bambini arrivavano al primo anno di vita. I genitori avevano il grande desiderio che i bambini venissero subito battezzati, così che nel caso fossero morti presto non sarebbero andati nel limbo, spesso infatti effettuavano la pratica della piuma. L'elevata mortalità infantile era un argomento che accomunava tutti i ceti sociali. Come rappresenta Bruegel ne La Mietitura del 1565, la ricchezza alimentare era molto circoscritta.
Le uniche tre zone che godevano di ricchezza alimentare erano:
- Le Fiandre
- Le aree bonificate intorno a Londra
- L'area settentrionale della penisola italiana, ossia la pianura padana, area ricca di corsi d'acqua e opere dell'uomo che hanno incrementato la possibilità di fruizione dell'acqua sia per uso privato che per uso agricolo.
Queste tre zone erano sviluppate sia grazie alla loro localizzazione naturale, sia grazie ad opere di bonifica iniziate dai monaci cistercensi nel XI secolo. La presenza di cibo portò ad una più rapida urbanizzazione del territorio. La presenza di luoghi comuni di ristoro era molto rara. La cacciagione era comunque discretamente sviluppata in alcune zone, seppur l'alimentazione proteica era basata su impostazione medievale. La carne bovina era ciò che faceva la differenza ma che purtroppo non si trovava ovunque, solitamente nelle sole zone prima elencate.
La ricchezza in quel periodo era strettamente proporzionata alla proprietà terriera. Per riuscire a mangiare la carne, di qualsiasi tipo, prima la si faceva bollire per poco tempo e poi la si faceva allo spiedo, compito solitamente dato al figlio dei servi, che girava l'arrosto e metteva gli aromi. Sotto lo spiedo veniva poi posizionata una leccarda che raccoglieva il grasso che poi veniva messo sulla carne, in modo tale da non sprecare nulla. Il tabacco, genere di monopolio dello stato, incominciava a diffondersi e possedere era considerato come un elemento di distinzione sociale.
Il tabacco da monaca ad esempio, era uguale a tutti gli altri ma costava di più e possederlo era come uno status symbol, così come lo era l'arredo della casa e la presenza abbondante di pane bianco, la tipologia di pane che poche persone potevano permettersi. Di solito le persone comuni mangiavano pane fatto da mistura, da segale, miglio, farina d'orzo e farina di castagne, specialmente nella zone alpine e appenniniche. Venne inventata la mortadella. Come condimento principale si usava il burro, spesso mangiato insieme al pane.
L'olio di oliva era molto costoso e quindi veniva mangiato solamente in occasioni speciali e da persone di un alto ceto sociale, si usava anche per lavorare la lana. I dessert avevano problemi di conservazione e per questo erano secchi, come le brioche. Manet; Natura morta con carpa; 1832-1833 Il menu magro era imposto da una periodizzazione dell'anno liturgico dalla chiesa. Lo stato rilasciava dei permessi di pesca e una volta comprato il diritto di pesca, chi in seguito voleva pescare in quei territori doveva pagare il proprietario di quel terreno. Dirk Bouts; Ultima cena; 1464 L'opera in questione non è ambientata in Italia, dove i tovaglioli si presentarono diversi anni dopo. Qui invece veniva utilizzato un lembo di tovaglia per pulirsi mani e bocca.
Esistevano sedie da uomo, sedie da donna e seggioloni per bambini, che mangiavano sempre prima dei genitori eccetto nelle occasioni speciali, cosa che accadeva raramente, in quel caso anche il bambino era tavola con i genitori con la copertura del seggiolone uguale allequella delle sedie dei genitori. Nelle tavole era presente il sale in segno di distinzione. Il cucchiaio era indispensabile, il coltello veniva utilizzato per infilzare il cibo oltre che tagliare e la forchetta non esisteva. Le posate avevano i manici personalizzati e ben decorati perché spesso gli ospiti si portavano le proprie posate. Anche il calice era decorato, ogni famiglia di un certo livello aveva il proprio, che però non poteva essere interamente dorato, sarebbe stato troppo costoso e troppo pesante, tuttavia l'interno spesso lo era.
L'aspirazione di ogni famiglia era quella di nobilitarsi, molti fingevano di essere nobile e non risultava molto difficile considerando la poca informazione e comunicazione del tempo. Per questo motivo, con il passare del tempo, i sovrani fecero delle ricognizioni chiedendo prove di nobiltà e copia dell'arma gentilizia. Ogni famiglia proponeva il proprio stemma e in seguito la commissione araldica verificava che lo stemma proposto non esistesse già. In diversi territori gli stemmi nobiliari avevano diversi significati ed erano riferiti a diverse famiglie. Anche le alleanze venivano palesate attraverso l'esposizione dello stemma della famiglia alleata famiglia, per esempio sui calici a tavola. Non esisteva poi la netta definizione fra salato e dolce, era molto comune l'agrodolce e per questo venivano messi in tavola sia il sale, che il pepe che lo zucchero nello stesso momento. Le stoviglie venivano decorate sia per comunicare valore che per mandare messaggi. Quando i tovaglioli incominciarono a divenire comuni, venivano dati anche alla servitù che era obbligata ad utilizzarli anche quando non erano in servizio, in modo tale da interiorizzare i comportamenti. L'igiene era pessima e nelle tavole venivano utilizzati degli stuzzicadenti anche molto preziosi, a volte montati come gioielli, metallici e con pietre preziose.
Dove si procurava il cibo?
- Le famiglie d'élite investivano in magazzini e in tenute che poi vendevano e in seguito trasportavano il cibo dalle campagne alle città
- Il commercio estero era responsabilità dello stato, si poteva esportare soltanto previa licenza. I negozianti che operavano su scala internazionale e organizzavano movimenti di merci e pagamenti erano vestiti come i principi, avevano molti poteri economici attraverso i quali detenevano il potere e venivano spesso contattati dai governi stranieri, avevano anche il ruolo di mediatori in modo tale da avere i permessi di esportazione. Erano coloro che aspiravano ad essere nobili.
- I terreni più fertili erano quelli che valevano di più
Esisteva la manifattura con patente regia, ossia tipi di artigianato tutelati e regolati dalla legge. I ceti non agiati ma neanche non indigenti sono coloro che vivono del loro lavoro, come ad esempio gli abitanti della campagna. I proprietari dei campi non sono, la maggior parte delle volte, gli stessi che la lavorano, eccetto nei luoghi montuosi. In campagna quindi si vive di autoconsumo.
Annibale Carracci; Il mangiafagioli; 1583–1585 La tavola qui rappresentata è una tavola ricca, come si nota dal bicchiere di vetro, dall'apporto proteico dei legumi e dal pane. Al centro è presente una torta salata fatta da cibi di recupero. Le comunità possiedono territori pubblici messi a disposizioni per la caccia, pesca e per fare legna senza ricorrere in sanzioni in quanto erano beni di tutti, nei territori privati invece era reato oppure si doveva pagare come per i territori comprati con permessi di pesca etc. Il mercato settimanale, non necessariamente caratterizzato da uno scambio moneta-merc.
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