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Storia moderna

Lezione 1

Il concetto di modernità indica l’insieme di processi storici che hanno portato alla società in cui viviamo; essa è il nostro presente. La storia moderna inizia nel 1492 con la scoperta dell’America e finisce nel 1789 con la Rivoluzione francese. Essa ha incontrato problemi di periodizzazione nella categorizzazione del tempo e della storia ed è stata fortemente minacciata dal rischio del presenteismo, il quale riporta tutto al presente senza cogliere ciò che è avvenuto prima (è indispensabile acquisire la consapevolezza dell’importanza del passato).

In epoca moderna possiamo ritrovare dei segni di sopravvivenza dell’antico regime, come l’esenzione dalle tasse della Chiesa, campo che ha portato ad individuare la “grande divergenza” tra EU ed il resto del mondo per quanto riguarda la libertà di coscienza, spesso condizionata dalla Chiesa.

Lezione 2

Il rapporto tra storia, storiografia e metodo storico. I positivisti hanno fatto una distinzione tra gli avvenimenti storici, res gestae, ed il racconto di questi ultimi, historia rerum gestarum (separavano ciò che oggi teniamo insieme, cambiando il modo in cui si studia la storia). Lo storico Marc Bloch, nella sua opera Apologia della storia, considera la storia una scienza degli uomini nel tempo, definizione che esalta l’idea di continuità e mutamento. Egli è anche uno dei fondatori delle Annales, rivista che rivoluziona il modo di fare storia. L’idea del mutamento dei tempi è sostenuta anche da Braudel (collabora alle Annales) che scrive Storia e scienze sociali, nella quale individua tre tempi:

  • Tempo breve: la storia evenemenziale, quella tradizionale, degli avvenimenti storici come le battaglie, incontri tra i sovrani; racconta ciò che è avvenuto senza dare una collocazione storica.
  • Tempo medio: vi sono delle congiunture tra processi di medio periodo.
  • Tempo lungo: vi sono delle strutture a lunga durata.

La storia è interpretazione perché:

  • Risponde agli interrogativi del proprio tempo, oggi il capitalismo, la globalizzazione, l’immigrazione.
  • L’ideologia, insieme di valori e idee che condizionano un individuo o una società, da cui derivano gli strumenti concettuali.
  • Prospettiva, che indica la tematica a cui io guardo un certo problema.
  • Le fonti, tutto ciò che ci permette di ricostruire la storia di un certo fenomeno; vi sono diverse classificazioni:
    • Primarie o secondarie, quando vi è la coincidenza cronologica tra la produzione del documento ed il momento del suo studio, mentre studio Lutero trovo una fonte risalente alla sua epoca.
    • Secondarie o indirette, testi scritti su un certo fenomeno che non hanno una coincidenza cronologica, documento dell’800 che parla delle sfingi.
    • Orali, in passato esse sono state mediate, ci hanno permesso di comprendere la cultura dei tanti; sono le testimonianze raccolte nei processi e tribunali. Il compito della mediazione dell’oralità degli analfabeti era affidato agli intellettuali e alle persone colte (le donne sono state fortemente escluse dalla storia poiché la loro oralità non è stata pubblicata e trasmessa).
    • Scritte, sotto forma di manoscritti o a stampa; sottoposte alla censura di Chiesa e Stato.
    • Iconografiche, che riguardano la dimensione artistica come pitture e disegni.
    • Materiali, le quali fanno riferimento alla vita quotidiana.
  • I luoghi della conservazione, come biblioteche ed archivi.

La scientificità del metodo storico, caratteristiche indispensabili per un testo scientifico:

  • Individuazione del problema, lo storico deve vivere nella società ed essere sensibile alle sue problematiche.
  • Ricerca bibliografica e fonti, è importante capire se qualcun altro ha trattato già il mio problema, è quindi indispensabile creare una bibliografia degli studiosi che hanno trattato il mio stesso tema, in modo da capire dove trovare le informazioni che sto cercando.
  • Lettura critica e interpretazione fonti, è un momento chiave, è indispensabile saper trattare delle fonti.
    • Decifrazione, utile per comprendere i documenti più antichi.
    • Esame del contenuto e comprensione.
    • Verifica dell’autenticità, il problema dei falsi, scritti per altre finalità.
    • Verifica dell’attendibilità.
  • Ipotesi e verifica.
  • Elaborazione testo, note, bibliografia, attraverso cui vengono comunicati i risultati.

La finalità della storia è quella di comprendere il presente mediante il passato e comprendere il passato mediante il presente (Bloch); quella invece della storia moderna è il processo verso la modernità. La riflessione storica nel tempo:

  • Antica Grecia: Erodoto considera le storie come spiegazione razionale del passato; l’oggetto, come cause ed effetti delle guerre persiane (dispotismo persiano vs. libertà greca); ottica militare. Tucidide ha un'ottica politico-militare ed utilizza un metodo storiografico, è l’autore della guerra del Peloponneso in cui vi ritroviamo una maggiore attenzione per i nessi spazio-temporali.
  • Antica Roma: Polibio ha un ruolo storico greco; ritroviamo storie che riguardano i fattori d’ascesa romana in cui si individuano tre fasi in cui ogni organismo politico degenera: monarchia tirannide, aristocrazia oligarchia, democrazia demagogia = governo misto. Altri autori romani sono: Sallustio, Cesare, Tito Livio.

Da questi ultimi autori deriva la storiografia classica, la quale è caratterizzata da visione ciclica del tempo storico, oggi non più utilizzata poiché non porta al progresso. È un'analisi razionale della realtà; il periodo classico è fortemente condizionato dal cristianesimo e dalla storia provvidenziale, in cui ritroviamo il ruolo di Agostino con l’opera De civitate Dei, il quale affronta il tema della provvidenza, il fatto secondo cui esista un mondo dell’aldilà che governa quello terreno = l’autore ricerca la provvidenza nella storia per conoscere Dio.

La storiografia medievale considera il sapere come una scala che parte dagli esseri minori e va verso Dio; il suo unico fine è la conoscenza di Dio. La teologia è quindi considerata la regina delle scienze. All’epoca il sapere era diviso in élite di persone libere e schiavi, persone che hanno a che fare con la materia e che si dedicano a materie come la medicina, la pittura o l’architettura = Artes liberales e serviles (tutto ciò che ha a che fare con la cultura materiale è considerato negativo). Anche qui la storia è considerata sotto l’aspetto provvidenziale, si afferma historia salutis per intendere la chiave provvidenzialistica che permette due diversi tipi di approccio: quello alla storia universale e quello che si basa su una concezione lineare e non ciclica del tempo. Questa tipologia di storiografia fa riferimento ad una realtà non oggettiva in cui ha un ruolo importante l’interpretazione simbolica-allegorica.

La storiografia contemporanea/moderna si fonda sull’umanesimo, la scoperta della centralità dell’uomo che sostituisce quella della divinità (la provvidenza non rientra in questa concezione) riproposizione del modello storiografico classico, laico con una concezione ciclica. Un importante ruolo è anche quello della filologia, sapere che riporta i testi alla versione originale, essa è un'arma straordinaria di recupero della classicità. Il filologo Valla, scoprì la falsità della donazione di Costantino, egli ne analizzò la lingua (se coincidesse con il periodo), le incongruenze cronologiche e ne analizzò il materiale (la carta).

Secolo XVI-XVII: Jean Bodin, celebre per lo studio delle guerre di religione + Paolo Sarpi, storico del periodo del concilio di Trento, fondatore del giurisdizionalismo, teoria che sostiene la forza dello Stato sulla Chiesa + Mabillon, fondatore della diplomatica, scienza che studia la conoscenza.

Storiografia confessionale: troviamo la contrapposizione della filologia protestante con Fliacio che ha scritto Historia ecclesiastica e cattolica con Baronio che scrive Annales ecclesiastici.

Storiografia illuministica: Gibbon scrive Storia della decadenza e caduta dell’impero romano in cui la tesi di fondo è che l’impero romano sia decaduto con l’arrivo del cristianesimo (testo che verrà proibito dalla Chiesa). Voltaire scrive Il secolo di Luigi XIV e Saggio sui costumi e lo spirito delle nazioni = al centro vi sono le società ed i suoi popoli, non più i singoli individui, fine del provvidenzialismo sostituito dalla laicità attraverso il passaggio dalla storia politico-militare a quella della civiltà.

Storiografia romantica (XIX): ha come oggetto il popolo e la nazione; attraverso il positivismo è possibile accertare come sono andate realmente le cose.

XX secolo è caratterizzato dal superamento del positivismo, periodo in cui ritroviamo le Annales di Bloch e la Nouvelle histoire di Febvre. Vi è un passaggio dalla storia politico-militare a una storia totale (contempla tante prospettive differenti, non è attenta solamente alla politica ma anche ad altri aspetti), da élite e ceti dirigenti alla società, da avvenimenti a problemi e da multidisciplinarietà a interdisciplinarietà che fa dialogare tra loro le diverse discipline.

Antichi e nuovi orientamenti

Vi sono diversi modi di fare storia, la storiografia è infatti in pieno rinnovamento:

  • Generale: quella che si apprende sui manuali, base da cui partire per cogliere gli approfondimenti ed i problemi specifici, è il tentativo di dare un quadro più ampio possibile di un certo periodo.
  • Nazionale: delimitata all’interno dei propri confini nazionali, essa pone dei limiti nella risoluzione di problemi che oggigiorno sono legati anche a fattori esteri; nonostante ciò questa storia è utile per comprendere la nostra storia passata.
  • Settoriale (maggiormente in crisi): è la storia della scienza, della medicina, del lavoro, della tecnica (di discipline alte che hanno subito una forte trasformazione), esse non hanno un approccio che si collega ai grandi temi della società come la politica.
  • Locale: non affronta i grandi problemi, da essa non si ricava molto per comprendere i temi del nostro presente vs. microstoria, storia che affronta grandi problemi su scala ridotta.
  • Comparata: confronto tra due o più contesti, oggi appare in crisi poiché incapace di cogliere il globale.
  • Di genere: studiare su un certo fenomeno e comprendere come sia stato vissuto sia dagli uomini che dalle donne. L’attenzione al mondo femminile è nata con i movimenti di emancipazione. La storia che stiamo ricostruendo vale per tutti? Scott scrive il Genere, un’utile categoria di analisi storica.

Dimensioni della storia in cui vi sono diversi allargamenti di prospettive:

  • Atlantic history: si fonda sulla condizione che sia esistito un mondo atlantico, caratterizzato da elementi specifici, e che dunque sia possibile inserire la storia di tutti i paesi affacciati sull’atlantico in un unico contenitore.
  • World history: storia del mondo, difficile poiché tende a banalizzare il tutto.
  • Global history: focus sulla globalizzazione.
  • Connected history: tentativo di fare la storia del mondo con grandissime periodizzazioni, essa mette insieme mondi diversi in maniera originata, basata sulle competenze + non mira a ricostruire la storia del mondo, affronta un problema specifico per intero. Trova le relazioni esistenti tra mondi distanti.

Lezione 3

Le radici della modernità: problemi di periodizzazione. La periodizzazione è la divisione della storia in cronologie precise, scegliere delle cronologie temporali a cui si associano dei significati; essa è un’operazione di tipo soggettivo (dipende dal soggetto che periodizza, dal suo interesse o formazione) e relativo (non è assoluto, è soggetto a condizionamenti poiché è di tipo interpretativo). La sua utilità deriva dal fatto che essa venga usata come frontiera mobile, non considera un periodo come rigido ma si tratta di indicazioni che ci aiutano a comprendere un dato fenomeno. Controllare il tempo significa controllare la memoria storica, vi sono diverse misurazioni del tempo:

  • Antica Roma: ab urbe condita (753 a.C.).
  • Mondo cristiano: dalla nascita di Cristo, momento calcolato dal monaco Dionigi il Piccolo, V-VI secolo, forse errato, infatti studiosi successivi hanno ricondotto la sua nascita tra il 7 ed il 4 secolo a.C. La cronologia occidentale inizia dalla nascita di Cristo. Calendario giuliano (di Giulio Cesare) usato fino al 1582 in cui viene sostituito dal calendario gregoriano (Gregorio XIII).
  • Modello islamico: dall’ègira (622 d.C.) anno del trasferimento di Maometto dalla Mecca a Medina.
  • Esempi di controllo politico del tempo:
    • Rivoluzione francese: applicato il calendario repubblicano (avvio della repubblica, nel 22 settembre 1792).
    • Età fascista: marcia su Roma, 28 ottobre 1922 = cambiamenti che comportano una trasformazione delle istituzioni.

Periodizzazione tradizionale:

  1. Età medievale: va dal periodo tra il 476 d.C. (caduta impero romano d’occidente) – 1492 (conquista dell’America) /1453 (caduta impero romano d’oriente con la presa turca di Costantinopoli) /1517 (riforma protestante). Il periodo prima dell’anno mille è il basso medioevo mentre quello successivo è l’alto; i fenomeni che segnano il passaggio sono il miglioramento delle tecniche agricole, l’aumento demografico e la nascita delle città. Il medioevo è considerato una categoria inventata dagli umanisti, secoli in cui viene spezzato il legame con la civiltà classica.
  2. Età moderna: il suo inizio è stato fonte di molti dibattiti:
    • 1453 presa turca di Costantinopoli (l’avanzata islamica comporta il blocco di comunicazione e commercio con l’occidente, e la ricerca di nuove linee di comunicazione che porteranno alla conquista dell’America).
    • 1453-55 l’invenzione della stampa a caratteri mobili con Gutenberg. Vi sono elementi di continuità e rottura tra la cultura manoscritta e quella di stampa: questione della velocità, della mobilità ed uniformità (il testo con la stampa viene riprodotto in modo identico e distribuito uniformemente). Senza di essa non vi sarebbe stata la rivoluzione scientifica, poiché non ci sarebbe stata la possibilità per tutti di leggere testi identici che trattano della stessa riflessione (uno dei primi scritti è la Bibbia).
    • 1492 conquista dell’America. Todorov scrive La conquista dell’America: il problema dell’altro in cui afferma che è sbagliato considerare l’America come una coperta ed individua due strade che sono state percorse nel rapporto tra indios e coloni: quella delle distruzione secondo cui gli indios sono considerati diversi e per questo sono stati uccisi e sfruttati; quella dell’assimilazione, in cui essi sono considerati uguali e vengono integrati attraverso la religione.

L’economia diventa mondiale, che comporta la visione di un’altra parte del mondo esistente; dal punto di vista culturale l’europeo si rende conto che esistono altre visioni della realtà, che non è condizionata dal cristianesimo e che non condivide la stessa concezione e periodizzazione della storia. Per quanto riguarda la politica, vi è l’unione delle due corone di Aragona e Castiglia + scoperta America caratterizzata dalle guerre.

1517 riforma protestante: attacco frontale all’autorità della chiesa cattolica, è l’avvento della modernità con Lutero; la riforma è un movimento di rinnovamento religioso che rimane interno alla cultura religiosa, infatti Lutero è un monaco agostiniano. Che cosa ha a che fare la religione con il processo di modernità? Lutero è un moderno? Nascita delle chiese confessionali legate allo stato.

400-500 umanesimo. La categoria di moderno è rappresentata dagli illuministi in cui ritroviamo Voltaire, essi si considerano moderni contrapposti a coloro che hanno vissuto prima di loro. Con la rivoluzione francese nasce una nuova categoria, quella dell’antico regime nel 1658 (che indica il periodo pre-rivoluzionario tra il 600-700) = cambiamento di lessico età moderna o antico regime? È una doppia dominazione che indica lo stesso periodo storico. Tocqueville afferma che la rivoluzione non rivoluziona nulla; essa porta al compimento un processo iniziato nell’antico regime e cioè la creazione degli stati e l’unità politica.

Fine 1789-1815, il dibattito ed il significato della rivoluzione

Rivoluzione francese: straordinario laboratorio della modernità: ha un significato europeo ed atlantico, infatti essa è un momento in cui si sperimentano altre rivoluzioni come quella USA e la prima rivolta degli schiavi ad Haiti che ha portato ad un leader nero = rivoluzione nella rappresentazione politica. Con questa rivoluzione muore la società del privilegio legalizzato, una società basata su privilegi riconosciuti per legge legati alla nascita; la nobiltà importata da Napoleone sarà una nobiltà di servizio e non di nascita. In questo momento nasce il lessico politico, con la grande partecipazione popolare (si pone il problema anche dei diritti delle donne) = valore fondativo anche per la rivendicazione dei diritti.

La rivoluzione industriale, nasce in GB, essa è un fenomeno lungo ed irreversibile, ha un valore di periodizzazione poiché indebolisce l’antico regime con l’avvento di una società di classe (ruolo ricoperto all’interno del loro processo produttivo).

La sopravvivenza della modernità nell’età contemporanea; Mayer scrive Il potere dell'Ancien Régime fino alla prima guerra mondiale, in cui afferma che l’antico regime è stato sepolto nell’89 ma ci sono degli elementi di continuità fino ad allora.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher linda.forni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Delpiano Patrizia.
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