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Storia moderna mod. a

Crescita e crisi del XIV secolo

Il XIV secolo fu caratterizzato da un notevole aumento della popolazione, in particolare nelle città. Il rallentamento delle epidemie e l'abbassamento dell'età matrimoniale provocarono un aumento dei prezzi, favorendo le aziende agricole. Continuò la diffusione delle signorie e si registrò una diminuzione del potere d'acquisto dei lavoratori urbani. La crescita delle attività commerciali e finanziarie non fu adeguatamente sostenuta da un aumento delle risorse disponibili, portando ad un incremento della povertà e alla creazione dei primi istituti di assistenza. Alla fine del '500, una grave crisi di mortalità diede il via ad un rovesciamento della tendenza alla crescita demografica.

Esplorazioni e conquiste nel XV-XVI secolo

L'interruzione delle tradizionali vie di comunicazione con l'Oriente, dovuta alle conquiste dell'Impero Ottomano, spinse gli europei, in particolare i portoghesi, a cercare una via marittima verso le Indie. Fu scoperta l'America nel 1492; anche se non fu Colombo, ma Vespucci, a rendersi conto che si trattava di un nuovo continente. Oltre ai domini aztechi, gli spagnoli conquistarono l'impero Maya e in un secondo momento approfittarono di crisi dinastiche per sottomettere gli Inca. La facilità con cui gli spagnoli portarono a termine le loro conquiste non si spiega solo con la superiorità delle loro armi e l'appoggio delle popolazioni sottomesse, ma anche con la paralisi culturale. L'organizzazione politica e sociale introdotta dagli europei ricalcava il modello feudale della signoria spagnola. La corona intervenne a più riprese sia per difendere i propri diritti sia per mitigare lo sfruttamento degli indigeni. L'attività economica più importante era l'estrazione di oro e argento. Di fronte alle popolazioni indigene, l'atteggiamento fu spesso di chiusura, e molti si abbandonarono a forme di crudeltà. Tuttavia, alcuni missionari e persino avventurieri adottarono un atteggiamento più attento nei confronti degli amerindi, lasciandoci preziose testimonianze.

La Riforma protestante

All'inizio del '500, ci fu l'esigenza di una profonda riforma della Chiesa, un ritorno alla semplicità e purezza delle origini, a causa di un grave processo di degenerazione. Molti fedeli non avevano mai visto il loro vescovo, e i proventi delle terre di proprietà venivano lasciati al paese e diretti al prelato, causando una grave perdita economica locale. Uno dei mezzi tradizionali utilizzati dalla Chiesa per raccogliere risorse era quello della concessione di indulgenze in cambio di elemosine. La raccolta di esse si serviva degli stessi strumenti delle imposte, con privati che anticipavano una certa somma all'autorità centrale in cambio del diritto di riscossione. Si sviluppò la dottrina della salvezza tradita, risalente a Sant'Anselmo, nella quale si arrivava a monetizzare anche le varie offese che potevano essere perdonate solo previo donazione in denaro. Nel XI secolo, questa concezione di salvezza stava diventando minoritaria e lo stesso Erasmo la considerava incivile. Anche Lutero la respingeva fermamente. I mali della Chiesa erano sotto gli occhi di tutti. Martin Lutero, nato in Turingia, Germania centrale, da una famiglia agiata, a 22 anni visse una profonda crisi esistenziale entrando nell'ordine degli agostiniani, con una visione pessimistica della natura umana e la salvezza solo dalla grazia concessa gratuitamente. Dottore in teologia, illuminato dalla giustizia di Dio, donata agli uomini di fede, pubblicò nel 1517 le 95 tesi sulla dottrina delle indulgenze, non limitandosi a denunciare gli abusi, ma affrontando per demolirlo lo stesso fondamento dottrinale dell'indulgenza, sostenendo che solo Dio e non il Papa aveva il potere di rimettere le pene. Incredibile successo, attacco alla Chiesa romana. Denuncia, processo per eresia e scomunica nel 1520. Varie opere. Dopo l'elezione di Carlo d'Asburgo a imperatore nel 1521, fu convocata a Worms la Dieta nazionale tedesca, cioè l'assemblea degli stati dell'Impero. Lutero si presentò davanti a loro, ma rispose con un netto rifiuto e fu per tanto bandito dalle terre cristiane. Tuttavia, il suo protettore Federico il Saggio lo nascose nel castello. Intanto, i suoi seguaci riformavano la liturgia. Lutero voleva solo essere una riforma religiosa, non aveva intenzione di muovere attacchi al potere. Ma alcuni interpretarono politicamente, rivolte, prima dei cavalieri (1521/1523) attacchi ai grandi feudali e furono duramente sconfitti. La guerra dei contadini, con un notevole sviluppo, elevata consapevolezza dei propri diritti. Prime rivolte scoppiarono nel 1524 nella Germania sudoccidentale, in pochi mesi si estesero in quasi tutto il meridione. I contadini cercarono di organizzarsi dandosi un programma con parole d'ordine che confluirono in un documento, i dodici articoli dei contadini tedeschi. Diritto della comunità a scegliersi il proprio parroco e prescrivere che le decime dovessero servire al sostentamento del parroco e nient'altro. Thomas Müntzer, allievo di Lutero, allontanatosi da lui giudicandolo troppo moderato, per lui solo il popolo dei semplici poteva veramente avere accesso alla parola divina. Lutero non aveva mai messo in discussione l'origine socio-politica. Seguì a questa predicazione però la repressione della rivolta la quale fu terribile; Thomas fu ucciso insieme a 100.000 contadini e tutte le bande furono sconfitte. Altro importante riformatore fu Uldrych Zwingli, dottore di teologia, credeva nei miracoli dei riti immagini devozionali, iniziò l'opera di riforma della Chiesa nella sua cattedrale a Zurigo, basandosi sull'abolizione del culto dei santi, condanna del purgatorio e contestazione della gerarchia ecclesiastica e del celibato dei preti. Per risolvere la questione, nel 1523 il consiglio della città convocò un'assemblea di fronte alla quale egli presentò i suoi 67 articoli di fede fondandosi sulla lettura teologica delle Scritture. Tutto quanto sosteneva nessuno riuscì a contraddire e quindi furono adottati a fondamento della Chiesa zurighese. Queste riforme toccarono anche provvedimenti politico-sociali come la creazione di una cassa municipale per l'assistenza ai poveri, un tribunale dei costumi e una scuola di studi biblici. Zwingli si distinse da Lutero anche per la messa, che per Lutero non era un sacrificio, tuttavia corpo e sangue erano presenti; per Zwingli invece questi non erano che simboli. I due si trovarono invece uniti nella condanna di un'ulteriore corrente religiosa che predicava il battesimo degli adulti, i cui adepti furono definiti anabattisti. Inoltre sostenevano che i veri cristiani erano solo quelli che si rifiutavano di giurare, andare in guerra, uccidere... Le vicende della riforma religiosa si intrecciarono strettamente a questioni di carattere politico ed economico. Federico il Saggio appoggiò Lutero chiedendo che non fosse processato davanti alla Dieta, non tanto perché fosse suo seguace, ma per affermare la propria autonomia rispetto a Roma. Le autorità di Zurigo appoggiarono Zwingli perché questo dava loro modo di rafforzare giurisdizione e autonomia. La Riforma aveva dissolto la tradizionale gerarchia della Chiesa romana fondata sull'autorità locale dei vescovi, ma facente capo a un potere sovranazionale come la Curia e il Papa, ed affidava alle autorità laiche il compito di proteggere le chiese locali. I principi territoriali tedeschi per tanto videro nell'opera dei riformatori anche l'occasione per accrescere la portata dei poteri. Necessità di trovare un assetto giuridico-religioso che tenesse conto delle trasformazioni avvenute. Dieta di Spira 1526, formulato principio di territorialità, decidere se applicare o meno l'editto di Worms e bandire il luteranesimo dai suoi domini, successiva data 1529 introdotto principio tolleranza per minoranze cattoliche. Imperatore Carlo V, finalmente tregua in Italia, torna in Germania ad occuparsi personalmente della questione. Nel 1530 ad Augusta venne quindi convocata un'ulteriore Dieta. I luterani erano rappresentati da Filippo Melantone che presentò un documento, la Confessio Augustana, suddiviso in 28 articoli, i primi 21 sottolineavano tutti gli elementi di contatto tra cattolici e luteranesimo e solo gli ultimi 7 ribadivano i punti più controversi come la giustificazione di una sola fede, matrimonio dei preti e natura messa. Per tutto rispetto si formò la Lega di Smalcalda dei protestanti. Carlo V dovette negoziare una tregua che si concluse nella Pacificazione di Augusta del 1555, con la quale l'imperatore accettava lo stato di fatto della frattura religiosa e lo regolava secondo due principi: il cuius regio eius religio, in base al quale i sudditi erano tenuti a seguire la confessione religiosa del loro principe territoriale e il reservatum ecclesiasticum in base al quale la Chiesa rimaneva proprietaria dei benefici ecclesiastici di coloro che fossero passati al luteranesimo dopo il 1552, mentre perdeva quelli confiscati prima. Giovanni Calvino, nato in Piccardia, aveva studiato filosofia a Parigi e legge ad Orleans, acquisendo una solida formazione umanistica e una vastissima cultura. Della sua conversione alla Riforma si sa poco, ma è noto che nel 1534 a Parigi rischiò di essere arrestato come eretico e dovette fuggire. Pochi mesi prima aveva pubblicato quello che è considerata l'opera più importante e più celebre della Riforma, l'Institutio Christianae Religionis, con i principi di una dottrina religiosa destinata ad avere larghissima diffusione. Calvino prendeva le distanze dai trattati luterani, egli condivideva il principio della giustificazione di una sola fede, ma era più vicino a Zwingli per i semplici simboli e messa come commemorazione. La sua era la dottrina della predestinazione: di fronte al mistero di Dio nulla si poteva fare per meritare la salvezza, si doveva comunque sforzarsi di fare il bene. Calvino intraprese un'opera di riforma degli ordinamenti religiosi e politici della città di Ginevra, dove qui, a capo della Chiesa, fu istituito il concistoro, un organo collegiale formato da anziani e da pastori che aveva anche il compito di vigilare sulla condotta delle magistrature cittadine. Mentre il luteranesimo rimase confinato alla Germania, il calvinismo si diffuse ampiamente. Riforme in Inghilterra. Ma la spinta immediata al distacco della Chiesa inglese da quella romana venne da ragioni politiche più che religiose. Enrico VIII infatti, non avendo avuto un erede maschio, chiese al Papa di dichiarare nullo il matrimonio, ma Clemente VII rifiutò. Il re si rivolse allora al Parlamento e approvò una serie di atti con i quali si ruppero via via tutti i legami tra la Chiesa inglese e quella romana. A coronamento di questo processo, nel 1535 fu emanato l'atto di supremazia, con il quale si conferiva al re il titolo di capo supremo della Chiesa d'Inghilterra. Con la morte di Enrico e l'ascesa di Edoardo VI, il partito protestante guadagnò favore e fu ufficialmente adottato nel 1549, il processo di riforma si arrestò nel 1553 quando salì al trono la sorellastra di Edoardo, Maria Tudor, con feroce repressione del protestantesimo, ma riprese con Elisabetta I pochi anni più tardi.

Eventi e tensioni politiche nel XV-XVI secolo

La pace di Lodi del 1454 avrebbe dovuto inaugurare un'epoca di tranquillità ed equilibrio tra i diversi stati italiani. In realtà, si aprì un periodo di congiure. Alessandro VI, dotato di grandi ambizioni per sé e la sua famiglia, con l'obiettivo principale di costituire uno stato territoriale per il figlio Cesare. Le risorse necessarie per far funzionare l'apparato amministrativo e soprattutto finanziare le guerre dovevano provenire in primo luogo dai possedimenti privati della corona e solo in un secondo momento si poteva chiedere ai sudditi di contribuire mediante donazioni straordinarie. Alle ragioni dinastico-patrimoniali si aggiunse quella dell'onore: la gloria militare faceva parte della cultura cavalleresca. Ciascuno per le sue ragioni, Ludovico il Moro e la nobiltà napoletana premettero su Carlo VIII per convincerlo ad intervenire in Italia. Nel settembre 1494, il re di Francia iniziò quindi la sua spedizione e conquistò Napoli senza quasi combattere; fu l'inizio di una serie di sconvolgimenti politici e militari che devastarono l'Italia per più di un cinquantennio. L'esercito di Carlo si trattenne in Italia solo un anno, sconfitto in battaglia da un'alleanza di stati, dovette rapidamente tornare in Francia conservando solo il Ducato di Milano. Nel 1498 morì e il nuovo re Luigi XII si sentì obbligato a proseguire la politica di espansione. L'Italia era ricca e le molte corti erano all'avanguardia e di grande prestigio. Questa volta l'azione militare fu preceduta da un'intensa attività diplomatica. Ma Luigi fu comunque sconfitto. Carlo I d'Asburgo regnava su territori vasti, nuovi territori americani e domini nei Paesi Bassi, si trovava a regnare su una molteplicità di territori diversissimi tra loro. Al trono imperiale non si accedeva per diritto dinastico, ma si era eletti da un collegio di 7 principi elettori, nonostante ciò ben tre Asburgo in successione erano riusciti a salire al trono comprando i voti. Egli non riuscì sul piano dell'unità religiosa e sul piano politico l'idea di un impero sovrastatale garante della giustizia e della pace tra cristiani entrò in conflitto con i suoi stessi progetti egemonici. Aperte ribellioni. La Germania era suddivisa in centinaia di stati indipendenti e sottomessa solo all'imperatore. Tra la Dieta e l'imperatore esisteva una tensione politica di fondo mentre il primo cercava di accrescere le proprie competenze giurisdizionali, i ceti difendevano le loro. Il potere della Dieta rimase sostanziale. Un ulteriore possibile motivo di attrito tra sovrano ed élite era costituito dal controllo sulle cariche pubbliche. Gli uffici pubblici erano infatti di fondamentale importanza per nobiltà e patriziati. Per i più poveri tra loro, un impiego al potere pubblico era l'unica garanzia di non cadere in miseria. Garante di pace e giustizia, tra i singoli stati la tensione rimase elevata.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

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