L’IMPERO CRISTIANO
l’impero romano è una struttura territoriale immensa, nessuna prima di essa si era mai
affermata in Europa, è soprattutto una struttura territoriale che comprende in larga parte
l’Europa e (dato assolutamente unico nella storia)l’intero mediterraneo.
Ormai da parecchi decenni si è introdotta una periodizzazione molto importante che è la
nozione di “Tardo-antico”, con esso intendiamo una fase compresa fra il III e il V secolo
d.C, è una nozione importante perché ha identi cato nel Tardo-antico cioè negli ultimi
secoli dell’Impero Romano d’Occidente in particolare una fase portatrice di una sua
speci ca civiltà e in particolare possiamo identi care come primo elemento quali cante la
transizione all’impero Cristiano, possiamo individuare quattro grandi linee di mutamento.
I mutamenti sono 4:
-Mutamento religioso;
-Mutamento politico;
-Distribuzione dei popoli;
-Mutamento economico.
Partiamo da quello religioso, teniamo presente che le fonti scritte sono sostanzialmente di
produzione romana, non barbarica e in misura crescente sono fonti cristiane, ciò porta a
forti elementi di distorsione, un classico esempio è quello dell’imperatore Giuliano uno degli
imperatori di più alta qualità culturale che opera attorno alla metà del IV secolo, che in
quanto non Cristiano verrà ricordato come Giuliano l’apostata, come colui che ha rinnegato
la religione Cristiana.
Lo spazio romano è molto complesso e frammentato, è chiaro che le popolazioni, le culture,
i linguaggi sono profondamente diversi e non può che essere altro che così, quindi è uno
spazio articolato in sistemi di vita culturali molto diversi uni cati da una grande macchina
statale e scale che si proietta in modo suf cientemente omogeneo su tutti questi spazi.
Inizialmente si stabilisce una Diarchia (285) con Diocleziano che si concentra sullo spazio
orientale e Massimiano nella parte occidentale, è ben chiara la superiorità di Diocleziano e
soprattutto è ben chiara l’idea che esiste un unico impero, idea che si conserva anche
quando la situazione si evolve in una Tetrarchia, in cui a Diocleziano vengono af ancati
Galerio, massimiano e Costanzo cloro a gestire le due parti dell’Impero.
Tetrarchia:
2 Cesari;
2 Augusti;
1 impero.
Nello spazio orientale, un elemento importante sarà la fondazione di Costantinopoli (attuale
Istanbul) nel 324, fondata appunto da Costantino da cui prese il nome. Nei secoli successivi
Costantinopoli divenne il centro dell’Impero, inizialmente era una residenza imperiale, tra le
varie novità abbiamo la presenza di un senato che era l’elemento quali cante dell’Impero
Romano (non separato da quello di Roma) ricordiamoci che Costantinopoli non nasce come
capitale ma come residenza imperiale importante a est (le altre erano Milano, Treviri e
Ravenna).
Iniziamo a pensare a due spazi politici separati circa settant’anni dopo la nascita di
Costantinopoli , alla ne del IV secolo, nel 395 alla morte di Teodosio I quando tra i gli
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Arcadio e Onorio si ha effettivamente una divisione quindi non solo due residenze ma di
fatto due imperi.
Nel V secolo dunque è corretto parlare di due imperi, l’impero ha dei grandi costi, tre
capitoli di spesa:
-La burocrazia, un grande apparato di scrittura, gestione dell’apparato scale, degli stipendi;
-La capitale Roma, un’assoluta metropoli che non può essere mantenuta solo con le risorse
agrarie della regione circostante cioè del Lazio, Roma viene nutrita con le risorse scali che
provengono dalle varie parti dell’Impero e viene sostenuta dagli interventi imperiali i quali
implicano enormi costi per quanto riguarda l’edilizia, l’urbanistica;
-l’esercito, struttura militare molto ampia, viene stipendiato.
La tassa fondamentale è la cosiddetta annona che viene prelevata sulle terre e sulle persone, i
curiales sono i responsabili del prelievo, polarizzato attorno alle città.
Questo sistema scale che serve a mantenere alcune cose ben speci che come abbiamo detto
prima, la burocrazia, la capitale e l’esercito induce un grande sistema di circolazione scale
di beni, è un pagamento in prodotti a partire dalle regioni produttrici di grano, olio e vino
quindi regioni meridionali in particolare l’Egitto, la Tunisia e la Sicilia (i tre grandi granai
dell’Impero) che producono molto più di quanto sia necessario, dunque la sua
sovrapproduzione può essere incanalata nelle aree di consumo come Roma, l’Italia in
generale, e gli eserciti posti sui con ni ovvero sul reno, sul Danubio e sul limes persiano i
quali producono meno e consumano di più perché hanno questi grandi eserciti che devono
essere mantenuti al proprio interno
Questa circolazione scale di beni implica la costruzione di infrastrutture come porti e
strade, a questo si aggiunge la sicurezza della navigazione, controllo imperiale di tutte le
coste mediterranee. Oltre ad essere una circolazione scale è anche una premessa che rende
possibile il commercio che viaggia sulle spalle del sco sostanzialmente, non è solo uno
scambio ma un vero elemento di interdipendenza poiché come abbiamo già accennato,
alcune aree come Roma e il limes dipendono dalle regioni produttrici di cereali per la loro
stessa sussistenza ad esempio l’asse scale Roma-Cartagine il canale che garantisce l’af usso
di prodotti alimentari da Roma, un asse scale che andrà a sparire perché sfuggirà al
controllo.
Vi sono delle dif coltà nel tardo antico:
- ne delle guerre d’espansione, le guerre fornivano risorse, un ricco bottino e grande
manodopera poiché gli schiavi erano sostanzialmente questo, si trasformavano in
manodopera disponibile per le grandi ville e aziende agrarie;
-le spese militari non sono comprimibili perché ovviamente non smettono di espandersi
(costanti minacce ai con ni);
-intensa richiesta di moneta;
-politica in azionistica cioè emettere sempre più moneta con una ridotta componente di
metallo prezioso.
Vediamo più nel dettaglio come funziona l’esercito:
- è stipendiato come abbiamo già detto;
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- È articolato in comitatenses (al seguito dell’imperatore) e i limitanei cioè coloro che
stanno sul limes
Limes:
-con ne armato, presidiato e tutelato dall’esercito;
- vi sono due aree principali, il cosiddetto limes persiano che protegge la Palestina e il
limes posto fra reno e Danubio.
- È una fascia di scontro e confronto fra due ambiti di civiltà diversi ma non totalmente
separati;
Barbari o Germani?
-I “barbari” sono coloro che non parlano bene il greco e il latino;
-è una nozione negativa;
-barbaro è colui che non fa parte del mondo romano
I “germani”:
-de nizione che deriva da tacito, identi ca tutte queste popolazioni poste aldilà del limes
nell’Europa nord-orientale;
-uno stile di vita e un’af nità di lingua introducono una de nizione etnica;
-incomprensibile per gli stessi Germani.
Identità etnica:
-Si tratta di una percezione soggettiva;
-processo di continua costruzione dell’identità di popolo (etnogenesi, formazione dell’etnia,
del popolo)
Disponiamo di Fonti scritte:
-o di produzione romana, poiché i Germani non lasciano tracce scritte in questi secoli;
-oppure tardive.
Tribù e popoli
-La percezione soggettiva si basa soprattutto su gruppi piccoli, tribali;
-gruppi più ampi (popoli)
-sono forme di solidarietà politica più che etnica;
Barbari nell’impero
I barbari iniziano ad insediarsi dal III secolo, sono insediamenti di gruppo più o meno
numerosi di barbari all’interno dell’Impero sulla base di patti con le forze imperiali (foedus,
hospitalitas)
Mobilità degli eserciti
Individuiamo un momento di speci ca crisi militare a ne IV-inizio V secolo, il sistema
militare inizia a collassare:
-378 Adrianopoli, i Visigoti scon ggono l’imperatore in battaglia;
-fase di crisi del limes sul reno nel 406-407;
-410 sacco di Roma, momento in cui i Visigoti arrivano a Roma la assediano e la
saccheggiano.
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Quindi questo periodo di crisi inizia con la scon tta dell’imperatore e nisce con il
saccheggio di Roma, di fatto in questi decenni si attua una divaricazione fra oriente e
occidente, come prima cosa abbiamo la presenza delle popolazioni barbariche in Occidente,
mentre l’impero orientale riesce a evitare che questi eserciti si riuniscano in corpi compatti
all’interno dell’Impero.
L’ulteriore elemento di mutamento di questi secoli è la cristianizzazione dell’Impero, non
stiamo parlando semplicemente di diffusione del cristianesimo ma di una trasformazione in
senso Cristiano delle strutture del potere imperiale.
La cristianizzazione dell’Impero si può concentrare attorno a tre tappe scandite lungo il IV
secolo:
-l’Editto di Milano nel 313 nel quale viene concessa la libertà di culto per i Cristiani;
-il concilio di nicea nel 325, abbiamo la condanna dell’arianesimo;
-nel 380 l’Editto di Tessalonica,(salonicco) il cristianesimo diventa l’unica religione
consentita.
In 70 anni il cristianesimo passa dalla condizione di religione illecita, perseguitata alla
condizione di religione di stato.
L’Editto di Milano 313
-testo dubbio, ma sicuramente in questi anni libertà di culto;
-cristianesimo, piccola minoranza (10%)
-Costantino vede nel cristianesimo un possibile collante ideologico.
Questa funzione di collante ideologico che Costantino attribuisce al cristianesimo ci aiuta a
capire il secondo passaggio:
Concilio Nicea 325
- concilio di vescovi convocato dall’imperatore (non battezzato);
- Condanna delle tesi di ario, che riteneva il glio non pienamente pari al padre;
- Per l’imperatore:esigenza di unità del cristianesimo
Il problema fondamentale di Costantino è che il cristianesimo sia unico, deve funzionare
come collante.
Il concilio di nicea non cancella l’arianesimo, la forza del concilio sta nel fatto di essere
convocato e sostenuto dell’imperatore:
-si arresta al limes;
-non a caso l’arianesimo si diffonde molto nelle popolazioni barbariche sia per l’ef cacia
della teologia ariana (la trinità come dogma non è comprensibile) ed è sostenuta da una
capillare opera di proselitismo;
-conseguenze importanti nel V secolo, quando i popoli ariani prenderanno il potere sullo
spazio politico romano.
Editto di Tessalonica 380
-
Gli imperatori Graziano,Valentiniano e Teodosio augusti , editto al popolo della città di
Costantinopoli;
-vogliamo che tutte le nazioni che sono sotto il nostro dominio, grazie alla nostra carità,
rimangano fedeli a questa religione, che è stata trasmessa da Dio a Pietro apostolo, e che egli
ha trasmesso personalmente ai romani, questa religione è mantenuta dal papa Damaso e da
Pietro, vescovo di Alessandria. fi fi fi fi
Dobbiamo credere conformemente con l’insegnamento apostolico e del Vangelo nell’unità
della natura divina di padre, glio e spirito santo che sono uguali nella maestà e nella santa
trinità.
Siamo in un contesto di piena affermazione del cristianesimo:
-esclusione delle altre religioni;
-intolleranza nei confronti dell’arianesimo;
Siamo in un contesto in cui la conversione al cristianesimo coinvolge l’aristocrazia senatoria,
le famiglie che fanno parte del senato cominciano a con uire in modo massiccio nella
religione Cristiana e vanno ad occupare soprattutto le cariche vescovili.
Vescovi
-lungo il IV secolo il cristianesimo comincia a trasformarsi in istituzione ai cui vertici
abbiamo i vescovi ovvero i capi delle singole comunità cristiane;
-il potere di questi vescovi è fatto di potere spirituale, prestigio spirituale, capacità di curare
le anime, capacità di guida delle comunità che tendono a rivolgersi ai vescovi;
-questa occupazione delle cariche da parte dell’aristocrazia senatoria sono causa ed effetto
del prestigio vescovile.
Chiesa
-non è un organismo unitario, sono un insieme di comunità cittadine che scelgono i vescovi
che sono o vertici autonomi delle singole comunità;
-sedi patriarcali:Costantinopoli, Gerusalemme, Antiochia (Siria) Alessandria d’Egitto, Roma.
-non ha una superiorità gerarchica, non c’è una monarchia papale.
Monachesimo
Ulteriore elemento importante è l’affermazione del monachesimo, partiamo da una nozione
chiave: ASCESI
Deriva da ascendere, salire è un percorso di avvicinamento a Dio, perfezionamento
spirituale che non necessariamente corrisponde alla penitenza;
-monachesimo Cristiano:sintesi di ascesi e penitenza.
Chi fa scelte di vita monastica vuole intraprendere un percorso di ascesi tramite
l’isolamento, la preghiera e la lettura costante delle sacre scritture;
-distinzione fondamentale:
-eremiti. Sono coloro che compiono questo percorso di ascesi da solo
-cenobiti. Sono coloro che stanno in un “cenobio” cioè in una comunità, un piccolo gruppo
di persone che si isola dal mondo e compie questo percorso di ascesi.
Eremiti
Sono singoli individui che si isolano dal mondo, questa prassi di vita religiosa è attestata a
partire dalla Siria e dall’Egitto n dall’inizio del IV secolo.
Isolamento dalla comunità ma non totale per due motivi:
-gli eremiti sono mantenuti dalle elemosine dei fedeli, l’eremita prega per coloro che lo
aiutano, garantisce la salvezza eterna dopo la morte dei fedeli;
-forme di eremitismo “esibito” facciamo l’esempio Degli stiliti che sono persone che per
compiere il loro percorso di ascesi eremitica lo fanno ponendosi sulla cima di una colonna
(stilos) abbandonata.
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Cenobiti
Coloro che fanno questa stessa scelta di isolamento ma in comunità (cenobio) questa forma
di monachesimo collettivo comincia a comparire in Egitto da metà V secolo (pacomio)
-reazione agli estremismi di alcune forme eremitiche (atleti di Dio) coloro che si esibiscono
nella loro straordinaria esperienza di isolamento;
-sono presenti delle regole, spesso vengono scritte e noi n dai primi secoli di vita monastica
abbiamo una pluralità di regole monastiche conservate no ai giorni nostri;
-Diffusione di vita monastica cenobitica in Cappadocia (attuale Turchia) alla ne del IV
secolo e poi progressivamente in Occidente.
Lezione 2
BARBARI E REGNI
Costruzione di nuovi sistemi politici nello spazio d’Occidente.
Mobilità degli eserciti
-“invasioni barbariche” concetto che rimanda ad un ingresso violento di forze esterne
all’impero; i barbari sono insediati da tempo nell’impero:
-non estranei al sistema politico e culturale imperiale, ma alla periferia del sistema imperiale;
-presa di potere all’interno:i corpi militari si rendono autonomi dal potere imperiale;
-processo di trasformazione e regionalizzazione dell’impero.
Mobilità degli eserciti
Crisi militare di ne IV- inizio V secolo
-378 Adrianopoli;
-407-407 crollo del limes sul reno;
-410 sacco di roma
Reazioni diverse tra oriente ed occidente
-oriente:si procede ad una progressiva esclusione dei barbari dai vertici dell’esercito;
-occidente: si ha un pieno coinvolgimento dei capi barbari nell’esercito.
Esercito e impero nel V secolo
Serie di dominazioni all’interno dell’impero;
Una grande centralità militare e politica di tutto l’impero dei capi militari di etnia
germanica che troviamo alla guida:
-dell’esercito romano;
-dei diversi eserciti di imperatori concorrenti;
-di gruppi autonomi che si svincolano dal riferimento al potere imperiale (427 vandali in
penisola iberica)
410 sacco di Roma
Nel 410 i visigoti guidati da alarico si presentano davanti alla città di roma, la assediano e
rapidamente ne prendono possesso e ne compiono il saccheggio, non la conquistano ma
continuano poi il loro percorso verso sud, alarico morirà poi in Calabria.
Il sacco di roma sostanzialmente fu un trauma culturale fortissimo, in quel momento diversi
scrittori di ambito romano mostrano il senso della violazione estrema, la violazione del
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centro dell’impero che da secoli non era mai stato minacciato direttamente da truppe
esterne e si afferma un senso di ne, pare che l’impero sia prossimo alla ne.
Ma cos’è questo saccheggio?
Teniamo conto che i visigoti sono due cose allo stesso tempo:
-processo di inclusione dei popoli germanici all’interno dell’impero, sono un settore che
rivendica i pagamenti utili per il servizio compiuto;
Al contempo
-gli stessi gruppi sono un popolo autonomo che alla guida del loro re o del loro generale
alarico, sono un popolo autonomo che sta costruendo un proprio dominio.
Possiamo quindi leggere il sacco di roma come un popolo germanico fuori controllo che si
muove per l’impero, alla costruzione di un spazio autonomo o possiamo leggerlo come un
settore che si ribella poichè è pagato in modo insuf ciente e va a rivendicare ciò che ritiene
che gli spetti. È in questo contesto che iniziano a formarsi i regni:
visigoti
-I dopo il sacco di roma(410) scendono in sud Italia, e poi vanno a stanziarsi nella
gallia, il sud dell’attuale Francia 4 anni dopo nel 414;
vandali
-i qualche anno dopo si stanziano prima nella penisola iberica nel 417 per poi
superare lo stretto di Gibilterra, muoversi nel nord africa(429) e a stanziarsi in modo più
permanente nell’attuale Tunisia (439).
Sembrano apparentemente due situazioni analoghe ma non del tutto nel senso che i visigoti
si stanzi
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