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Appunti di storia medievale

Corso 20/21-Docente: Eleonora Plebani

Università della Sapienza Roma

Indice sommario dei personaggi trattati

Storia dal IV al XIV secolo

Questo è un indice molto sommario, non sono presenti tutte le figure storiche trattate nel documento, ma solo una parte.

Il documento presenta gli appunti relativi a tutta la storia dal IV all’inizio del XV secolo. Inoltre nel documento sono anche presenti dei contesti generali relativi ai secoli, l’Islam, i Mongoli, gli Ottomani e i Normanni (non presenti in elenco).

Il Medioevo: i caratteri generali, gli estremi cronologici e le fonti storiche

  • Il IV secolo: Impero d'Oriente e Occidente: Diocleziano, Costantino, Costantino II, Costanzo II, Costante, Giuliano, Valentiniano, Valente, Valentiniano II, Graziano, Teodosio.
  • Il V secolo:
    • Impero d'Oriente e il regno ostrogoto: Onorio, Galla Placidia, Arcadio, Valentiniano III, Teodosio II, Romolo Augustolo, Zenone, Odoacre, Teodorico.
    • I Franchi: Clodoveo.
    • I Visigoti: Alarico I, Ataulfo.
  • Il VI secolo:
    • L'Impero d'Oriente e il regno ostrogoto: Teodorico, Amalasunta e Teodato, Vitige, Totila, Teia, Giustino I, Giustiniano I.
    • I Franchi: Clodoveo, periodo dei maestri di palazzo francesi.
    • I Visigoti: Alarico II, Leovigildo.
    • I Longobardi: Alboino, Clefi, governo ducale autonomo, Autari e Teodolinda.
    • I Papi: Gregorio I Magno.
  • Il VII secolo:
    • L'Impero d'Oriente: Leone III, Irene.
    • I Franchi: i maestri di palazzo francesi.
    • I Longobardi: Autari e Teodolinda, Agilulfo, Adoaldo e Arioaldo, Rotari.
    • I Papi: Gregorio I Magno.
  • L'VIII secolo:
    • L'Impero d'Oriente: Niceforo I, Irene.
    • I Franchi: Carlo Martello, Pipino il Breve, Carlo Magno.
    • I Longobardi: Liutprando, Ildebrando, Rachis, Astolfo, Desiderio e Carlo Magno.
    • I Papi: Gregorio II, Zaccaria, Stefano II, Adriano I.
  • Il IX secolo:
    • I Franchi: Ludovico il Pio, Ludovico il Germanico, Carlo il Calvo, Lotario I, Pipino, Carlo il Grosso.
    • I Papi: Leone III, Eugenio II.
  • Il X secolo:
    • La Francia: Oddone, Carlo III il Semplice, Ugo Capeto.
    • L'Italia: Berengario, Ludovico di Provenza, Ugo di Provenza, Berengario II.
    • La Germania: Enrico I di Sassonia, Ottone I, Ottone II, Ottone III.
  • L'XI secolo:
    • La Germania: Enrico II di Baviera, Corrado II di Franconia, Enrico III, Enrico IV.
    • I Papi: Benedetto IX, Silvestro III, Gregorio VI, Clemente II, Leone IX, Niccolò II, Alessandro II, Pasquale I, Gregorio VII, Urbano II.
  • Il XII secolo:
    • I Papi: Pasquale II, Callisto II, Anacleto II, Innocenzo II.
    • La Germania: Enrico V, Lotario II, Federico Barbarossa, Enrico IV.
  • Il XIII secolo:
    • I Papi: Innocenzo III, Gregorio IX, Innocenzo IV, Alessandro IV, Urbano IV, Clemente IV, Gregorio X, Martino IV, cardinale Malabranca e Benedetto Caetani, Celestino V, Bonifacio VIII.
    • La Germania: Federico II, Corrado IV, Manfredi, Corradino.
    • La Francia: Carlo d'Angiò, Luigi IX, Filippo IV il Bello.
    • L'Inghilterra: Enrico III, Edoardo I.
  • Il XIV secolo:
    • I Papi: Bonifacio VIII, Clemente V, Urbano V, Gregorio XI, Clemente VI, Clemente VII, Urbano VI.
    • La Francia: Filippo VI di Valois, Giovanni II, Carlo V, Carlo VI.
    • L'Inghilterra: Edoardo III, Principe Nero, Riccardo II, York e Lancaster, Enrico IV.
    • La Scozia: Edoardo I Balliol, David Bruce, Robert Bruce.
    • La Germania: i 7 elettori tedeschi, Enrico VII di Lussemburgo, Ludovico di Baviera, Carlo di Boemia.
  • Il XV secolo:
    • I Papi: Martino V.
    • La Germania: Sigismondo di Boemia.

Storia medievale: i caratteri generali del Medioevo

Il Medioevo trasforma il mondo classico in modo moderno attraverso cambiamenti lenti, ma profondi (politici, geostorici, ecc.). Per gli umanisti: è un momento di decadenza dopo l’età classica, che termina nel XV secolo. Questa è ovviamente una visione molto parziale del Medioevo che vede il XIV secolo come un secolo di crisi su vari fronti (l’epidemia di peste, crisi dell’Impero e del papato, decadimento demografico).

Durante questo periodo alcuni testi classici vengono letti e studiati: Cicerone, come manuale di grammatica latina; Virgilio, per la sua esaltazione del puer (anticipazione di Cristo). Altri testi vengono nascosti e censurati: Livio, Orazio, Lucrezio, Ovidio, poiché non rispettavano le prescrizioni della religione cristiana del tempo.

Gli estremi cronologici del Medioevo: le fonti storiche

  1. 412-1442: Flavio Biondo, “Historiarum ab inclinatione romanorum imperii decades”. L’autore comincia la sua narrazione dal 412 (ma sbaglia la data), volendo indicare come punto d’inizio il sacco di Roma, ossia l’attacco dei Visigoti del 410 alla capitale, poiché questo simboleggiava l’inizio della crisi e della decadenza dell’Impero romano. Egli termina la sua narrazione con l’età a lui contemporanea. Va sottolineato che l’autore non definì mai il periodo da lui descritto come “Medioevo” ma, cronologicamente parlando, il periodo cui fa riferimento è ad esso corrispondente. Inoltre Flavio Biondo è considerabile il primo storico medievale.
  2. 476-1453: Georg Horn, “Historia universalis”, 1666. Fu il primo ad individuare gli estremi cronologici del Medioevo ad oggi considerati validi. L’autore inizia la sua narrazione a partire dal 476, ossia dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente e la termina col 1453, l’anno della caduta di Costantinopoli (quindi dell’Impero romano d’Oriente) per mano degli ottomani.
  3. IV-XV secolo: Christopher Keller, “Historia Medii Aevi a temporibus Constantini magni ad Constantinopolium a turcis captam”, tra il 1685 e il 1688. L’autore ha deciso di dividere la storia in 3 parti, corrispondenti a 3 manuali, in modo da renderla funzionale allo studio:
    • “Historia Antiqua” = civiltà greca (classica)-Costantino imperatore.
    • Costantino imperatore-caduta di Costantinopoli del 1453 (circa*).
    • “Historia Nova”, XVII secolo = caduta di Costantinopoli- età contemporanea all’autore.
    *secoli del “Tardo Antico” (IV-VI sec.) = periodo “cuscinetto” precedente al Medioevo propriamente detto; ha ancora elementi classici, ma presenta già chiari segni di trasformazione. Keller introduce l’idea di una storia intesa sia come disciplina d’insegnamento sia come scrittura scientifica, quindi come materia di studio. XVII secolo: approccio scientifico nello studio delle fonti storiche.

La collocazione temporale del Medioevo

Il Medioevo si colloca tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XVI secolo, più precisamente:

  • Dal 1250: anno della morte di Federico II di Svevia.
  • Al 1500: anno in cui vengono a mancare i capisaldi del Medioevo; divisione dualistica delle istituzioni universali della Chiesa e dell’Impero; iniziano a formarsi le società dell’antico regime.

Tuttavia alcuni studiosi prolungano il Medioevo fino al 1527, l’anno del secondo sacco di Roma. La motivazione reale di tale prolungamento riguarda il fatto che sulla scena europea sono ancora presenti le tre componenti fondamentali della società medievale: Papa, imperatore e popolo.

L'età di Diocleziano: la crisi e le sue azioni politiche

Diocleziano fu un imperatore eletto dall’esercito. Presupposto fondamentale: l’Impero romano era troppo vasto e non si espandeva da secoli (confini naturali protetti dall’eserciti), dunque non c’erano più entrate e nuove risorse per l’Impero, che generalmente provenivano dai saccheggi e dalle conquiste di guerra. Questo blocco delle entrate provocò una crisi economica e una forte inflazione.

Dal punto di vista istituzionale: l’Impero viene suddiviso in quattro parti, affidate a quattro persone differenti. È una suddivisione prettamente territoriale/amministrativa; l’Impero rimane un’istituzione unitaria. Le quattro persone scelte di fatto costituiscono la nuova modalità di successione imperiale. Infatti Diocleziano, nonostante egli stesso fosse stato eletto dall’esercito, volle concentrare su di sé il potere di decidere la sua successione. Quindi divise i territori in quattro parti, affidando due di queste ai “Cesari” e le altre agli “Augusti” (ogni Augusto sceglie il suo successore, anche se l’imperatore rimane sommo):

  • Territori dell’Augusto occidentale: Massimiano (stretto collaboratore di Diocleziano).
  • Territori dell’Augusto orientale.
  • Territori del Cesare occidentale.
  • Territori del Cesare orientale.

Con Diocleziano la carica imperiale passa dall’essere una carica a vita ad essere una carica temporanea che dura 20 anni. Questo venne fatto per evitare la formazione di un monopolio e che l’imperatore divenisse troppo anziano per governare al meglio l’Impero. E per garantire il rinnovo della classe dirigente romana e la successione dei “Cesari” in età ancora giovane. Perché al termine della carica imperiale, l’imperatore sceglieva il proprio “Cesare”, suo successore.

Bisogna inoltre specificare che, a livello legislativo, le leggi emanate dagli “Augusti” valevano solo nei territori interessati dal loro governo, quelle emanate dall’imperatore invece erano valide in tutti i territori dell’Impero (imperatore > Augusto). Diocleziano mette anche in atto una riforma della classe dirigente romana: crea centinaia di province in tutto l’Impero (lo divide in aree più piccole, ma più numerose).

Diocleziano sposta anche la capitale occidentale dell’Impero a Milano; c’era la necessità di avvicinare la sede della corte imperiale al confine più delicato della parte occidentale dell’Impero. La capitale dell’Oriente viene spostata a Nicomedia (nell’attuale Turchia).

L’amministrazione dell’Impero era così divisa:

  • Diocesi (vicario)
  • Prefettura (prefetto)
  • Provincia (governatore)

Questa grande organizzazione territoriale dava un enorme peso alla burocrazia, la quale a sua volta gravava sul bilancio statale già in crisi. Diocleziano con un’altra riforma divise il potere civile da quello militare, poiché in quel periodo l’esercito aveva acquisito un gran potere e voleva evitare che ciò divenisse un problema.

Dal punto di vista economico Diocleziano ebbe una politica economica fallimentare: l’inflazione continuava ad aumentare; l’editto dei prezzi (che stabiliva il prezzo massimo dei beni sul mercato) non venne rispettato e fu fallimentare. Questo editto, ad oggi, è molto importante perché rappresenta una sorta di censimento dei beni che circolavano all’epoca e del costo della vita.

Dal punto di vista religioso, nel 303 vediamo l’ultima persecuzione contro le comunità cristiane. Avevano condizioni economiche buone ed esprimevano ciò anche con la costruzione di luoghi di culto. Alcune fonti riportano la costruzione di una chiesa di fronte alla sede imperiale (pretesto). Problema: i cristiani non professavano il culto dell’imperatore, il quale era considerato quasi un Dio. Diocleziano con quel pretesto avviò una persecuzione contro i cristiani e la confisca dei loro beni. In teoria la persecuzione doveva coinvolgere tutto l’Impero, ma in pratica venne condotta solo in Occidente; in Oriente Massimiano non condusse persecuzioni perché i cristiani lì avevano un forte potere economico/politico.

Introduzione alla figura di Costantino e alla sua politica

Costantino va ridimensionato come figura storica. Infatti egli viene erroneamente considerato il primo imperatore che legalizzò la religione cristiana, nonché il primo imperatore cristiano. Questa duplice concezione è errata perché:

  • Nel 311 ci fu la prima vera legittimazione del cristianesimo con l’editto di Galerio.
  • Costantino professava il culto del Dio Mitra (Mitraismo); un culto che pur essendo molto simile al cristianesimo, rimane un culto pagano.

Della politica di Costantino vanno definite soprattutto le sue azioni politiche relative alla religione dell’Impero:

  • Nel 313 emana l’editto di Milano: legalizza il cristianesimo e autorizza i cristiani a riprendersi i beni a loro confiscati durante l’ultima persecuzione. Con questa mossa politica Costantino costruì un bacino di appoggi politici diverso dalla classe senatoria.
  • Nel 325 Costantino convoca il Concilio di Nicea: definisce i caratteri della religione cristiana e, dunque, anche le eresie (ma di fatto l’imperatore non attuò mai nessuna persecuzione).

L'età di Costantino: la nuova capitale e la politica cristiana

Nel 305 Diocleziano si dimette, lasciando il posto ai due Cesari: Galerio in Oriente e Costanzo in Occidente (Diocleziano costringe Massimiano a dimettersi, come aveva fatto lui; però Massimiano, a differenza di Diocleziano, non abbandona la politica e mostra anche dissenso, in quanto vorrebbe che il suo successore fosse suo figlio Massenzio).

Nel 306 muore Costanzo e sale al potere Costantino, eletto per mano dell’esercito poiché Costanzo non aveva scelto un successore. Tuttavia nel frattempo si era fatto avanti Massenzio:

  • Quindi scoppia una lotta di successione tra Costantino e Massenzio.

Inizialmente si cerca di trovare una soluzione pacifica attraverso il matrimonio tra Costantino e la sorella di Massenzio. Tuttavia Costantino non voleva spartire il potere con Massenzio, poiché voleva tornare ad un Impero “unico”.

Nel frattempo che Costantino e Massenzio tentavano di trovare un accordo, nel 311, muore Galerio in Oriente; ma prima di morire emana l’editto di Galerio, con il quale legalizza la religione cristiana (editto di tolleranza). Quindi in Oriente sale al potere Licinio, mentre in Occidente non si giunge ad un compromesso tra Costantino e Massenzio.

Nel 312 c’è la battaglia di Ponte Milvio, nella quale Massenzio muore e quindi Costantino diventa imperatore. Costantino e Licinio governano in pace tra loro e nessuno dei due nomina un “Cesare”; il sistema dinastico progettato da Diocleziano cade.

Nel 313 Costantino emana l’editto di Milano, prendendo una posizione nei confronti dei cristiani. Su questo editto va specificato che:

  • Non è la legalizzazione della religione cristiana, ma è il riconoscimento dell’editto di Galerio.
  • È un “decreto attuativo” per ricompensare i cristiani delle perdite economiche che avevano subito a causa delle persecuzioni; ciò significa infliggere un duro colpo alle casse del tesoro imperiale: risarcimento ai cristiani e indennizzazione a coloro che dovevano restituire i beni ai cristiani.

Costantino fa tutto ciò per non inimicarsi nessuno (cristiani: aristocratici, nobili; pagani: senatori). Costantino in questo modo si stava costruendo un bacino di appoggi politici (i cristiani), non più contando sull’esercito, ma ribaltando i rapporti di forza.

Ad un certo punto Costantino e Licinio si scontrano, ma Licinio non ha intenzione di combattere e si accontenta di un piccolo territorio da amministrare. Costantino allora concede lui una parte dell’Illirico, ma non appena l’accordo viene firmato Costantino fa uccidere Licinio.

Costantino così ottiene il monopolio politico dell’Impero. Questo perché i cristiani erano economicamente forti e uniti; ideologicamente invece c’era confusione, soprattutto sulla questione della trinità.

Intorno al 325 ci furono molte conversioni al cristianesimo, poiché offriva una speranza di una vita oltre la morte che compensasse la fatica terrena. Tuttavia si convertì anche gente non colta, che non era in grado di capire alcuni dogmi (tipo quello della trinità) e, dunque, di accettarli. Questo perché non avevano la mentalità speculativa per comprendere dei pensieri astratti come quelli della religione cristiana (Dio non antropomorfo); mentalità più vicina a quella orientale, piuttosto che a quella occidentale (più pratica).

Si sviluppano due grandi correnti:

  • Monofisismo: movimento che attribuiva a Cristo soltanto una divinità (Natura unica; Cristo=Dio).
  • Arianesimo: Cristo era una figura umana, ma con poteri particolari; è in inferiorità rispetto alla trinità; ciò avvicina Cristo alla condizione di uomo comune, non in grado di capire il dogma della trinità. (L’arianesimo si diffuse anche tra le popolazioni germaniche).

Queste due correnti alternative andarono a minare l’unità della comunità cristiana, proprio nel momento in cui Costantino aveva costruito su di essa la base di sostegni politici. Per cui per Costantino era necessario riunificare la comunità cristiana per mantenere stabile il consenso politico: Costantino istituisce un’assemblea plenaria in cui invita tutti i vescovi.

Nel 325 Costantino convoca il Concilio di Nicea: un’assemblea plenaria in cui invita tutti i vescovi per decidere quale era la corretta e unica professione cristiana e cosa, invece, era considerabile eresia. Vi partecipò Silvestro I, vescovo di Roma: egli presiedette al concilio a fianco di Costantino; era un’assemblea a scopo religioso che doveva unire il “rex” e il “sacerdos”.

Nasce l’idea del “Cesaropapismo”; Cesare è un imperatore che ha anche una forte influenza in ambito religioso. Viene dunque stabilita la consostanzialità del Padre e del Figlio e viene stabilita la pena per gli eretici (mai messe in atto). Ad esempio l’arianesimo diventa la religione dei popoli germanici (tranne per i franchi), quindi diventa un’identità nazionale, che permette loro di distinguersi del resto dell’Impero romano.

Tra il 327 e il 330 Costantino...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lills26 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Plebani Eleonora.
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