LA SECONDA GUERRA MONDIALE
La seconda guerra mondiale può essere definita:
mondiale perché fu combattuta sui 5 continenti
tecnologica perché coinvolse l’aviazione, la marina e l’esercito con nuovissime e micidiali armi
totale perché ci fu un impressionante coinvolgimento delle popolazioni oltre che degli eserciti
ideologica perché si cercarono valide giustificazioni di carattere etico – ideologico
INTRODUZIONE
Si è soliti far iniziare il 2° conflitto mondiale col settembre 1939, infatti, il 1° di quel mese la Germania
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attaccò la Polonia, scatenando la reazione immediata di Francia e Inghilterra. Inizialmente Italia , U.S.A e
Giappone proclamarono la propria neutralità, per entrare solo successivamente, rispettivamente: il 10 giugno
1940, il 7 dicembre 1941 e poi gli americani l’8 dicembre sempre del 1941.
CAUSE
Tradizionalmente, si attribuisce tutta la responsabilità dell’esplosione del 2° conflitto mondiale ad Hitler
e alla sua brama espansionistica
E’ corretto però tener presente anche tutta un’altra serie di cause:
Hitler non agì da solo, ebbe infatti il quasi totale appoggio degli industriali, dello Stato maggiore e
dell’insieme della popolazione tedesca.
Ebbe una certa responsabilità anche Mussolini che, svolgendo la funzione di mediatore tra Hitler e le
nazioni democratiche, non impedì l’annessione dell’Austria alla Germania, promettendo addirittura
all’alleato tedesco un appoggio incondizionato.
Una doppia responsabilità la ebbe Stalin che non comprese la reale natura del nazismo accettando di
coprirgli le spalle con il patto Ribbentrop – Molotov, firmato prima dell’invasione della Polonia; sbagliò
anche a dare direttive antisocialiste ai comunisti tedeschi.
La responsabilità può essere attribuita anche alle democrazie occidentali che non avevano compreso il
reale pericolo che si nascondeva dietro il riarmo tedesco e la rimilitarizzazione della Renania.
Infine non va dimenticata l’influenza che ebbe la crisi del 1929 sull’economia tedesca che con Hitler
cercò di risollevarsi cercando nuovi mercati oltre i propri confini.
LE FASI DEL CONFLITTO
La speranza in una guerra lampo (1939 – 1940)
Forte del patto con la Russia che gli proteggeva il fronte Orientale, Hitler dunque il 1° settembre 1939
invase e occupò in sole tre settimane la Polonia. Il 3 settembre entrano in gioco anche Francia e
Inghilterra, mentre la Russia scende in campo solo il 17 settembre reclamando quanto gli spettava
dall’accordo con la Germania, cioè metà Polonia. Mentre la Russia occupava Lituania, Lettonia ed
Estonia, la Germania nel 1940 riusciva ad occupare la Danimarca e la Norvegia zone molto utili per un
duplice scopo: occupare strategiche basi navali per accerchiare l’Inghilterra e impadronirsi di importanti
scorte di materie prime.
Il 10 settembre 1940 la Germania decise di attaccare direttamente la Francia e, passando attraverso il
Belgio, il Lussemburgo e l’Olanda, puntare direttamente su Parigi. L’operazione militare fu approntata
con tale abilità tattica che i 350.000 soldati anglo – francesi dovettero ritirarsi e rifugiarsi a Dunkerque.
Parigi veniva occupata il 14 giugno e la Francia veniva divisa in due parti: a Nord sotto la diretta
occupazione tedesca, a Sud sotto il controllo di un governo collaborazionista con sede a Vichy, con a
capo il maresciallo Petain. L’armistizio fu firmato il 22 giugno nella stessa località, il villaggio di
1 l'Italia era rimasta fuori dal conflitto, avendo il Consiglio dei ministri proclamando il 1° settembre 1939 la <<non
belligeranza>>. Le ragioni di un simile atteggiamento erano fondamentalmente tre: l'impreparazione dell'esercito,
logorato dalle campagne di Etiopia e di Spagna; l'insufficienza delle risorse industriali e la conseguente dipendenza
dall'estero; l'esistenza di un accordo segreto fra Italia e Germania, che prevedeva un rinvio della guerra per ambedue i
contraenti di almeno tre anni e che Hitler non aveva rispettato. Un altro valido motivo era inoltre costituito dal fatto
che il governo tedesco non aveva mai interpellato quello italiano prima di prendere le sue pericolose iniziative.
Rethondes, e nello stesso vagone ferroviario che nel novembre 1918 avevano visto la delegazione
tedesca piegarsi al diktat dei vincitori di allora.
Nel frattempo, il 10 giugno, Mussolini, dal balcone di palazzo Venezia annunciava ad una folla
plaudente l’entrata in guerra dell’Italia. Mussolini credendo che la guerra stesse volgendo al termine,
desideroso di sedere al tavolo dei vincitori decise di entrare in guerra comandando un attacco contro
francesi; si sarebbe trattato di un atroce errore di calcolo! L’offensiva sulle Alpi, sferrata il 21 giugno in
condizioni di netta superiorità numerica contro un avversario praticamente già sconfitto, si risolse però in
una grande prova di inefficienza. Non diversamente andarono le cose in Africa settentrionale, dove
l’attacco lanciato in settembre contro le forze inglesi in Egitto dovette arrestarsi per l’insufficienza dei
mezzi corazzati. Incominciava a farsi chiaro che l’Italia si stava ostinando a voler condurre una guerra
parallela che nn era in grado di affrontare come gli avvenimenti dei mesi successivi avrebbero
ampiamente dimostrato.
Annientata la Francia, il Führer rivolse all'Inghilterra proposte di pace, convinto, se non altro, di far va-
cillare il fronte interno inglese e di esautorare il governo britannico, passato dal maggio 1940 dalle mani
di Chamberlain a quelle ben più solide di Winston Churchill. Ma il premier britannico, sostenuto da un
forte consenso popolare, lasciò cadere le assurde proposte di pace di Hitler, che avrebbero messo il conti-
nente europeo nelle mani del nazismo. L'intera macchina bellica tedesca fu quindi concentrata contro la
Gran Bretagna. Purtroppo l’ipotes