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Storia - La Prima guerra mondiale

Appunti di Storia sulla Prima guerra mondiale. Nello specifico gli argomenti trattati sono: introduzione, causa, le fasi del conflitto, la speranza in una guerra lampo, Winston Churchill, dal 1941: anni di grandi offensive, conferenza a Washington, l’anno di svolta.

Esame di Storia moderna docente Prof. P. Scienze Sociali

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Rethondes, e nello stesso vagone ferroviario che nel novembre 1918 avevano visto la delegazione

tedesca piegarsi al diktat dei vincitori di allora.

 Nel frattempo, il 10 giugno, Mussolini, dal balcone di palazzo Venezia annunciava ad una folla

plaudente l’entrata in guerra dell’Italia. Mussolini credendo che la guerra stesse volgendo al termine,

desideroso di sedere al tavolo dei vincitori decise di entrare in guerra comandando un attacco contro

francesi; si sarebbe trattato di un atroce errore di calcolo! L’offensiva sulle Alpi, sferrata il 21 giugno in

condizioni di netta superiorità numerica contro un avversario praticamente già sconfitto, si risolse però in

una grande prova di inefficienza. Non diversamente andarono le cose in Africa settentrionale, dove

l’attacco lanciato in settembre contro le forze inglesi in Egitto dovette arrestarsi per l’insufficienza dei

mezzi corazzati. Incominciava a farsi chiaro che l’Italia si stava ostinando a voler condurre una guerra

parallela che nn era in grado di affrontare come gli avvenimenti dei mesi successivi avrebbero

ampiamente dimostrato.

 Annientata la Francia, il Führer rivolse all'Inghilterra proposte di pace, convinto, se non altro, di far va-

cillare il fronte interno inglese e di esautorare il governo britannico, passato dal maggio 1940 dalle mani

di Chamberlain a quelle ben più solide di Winston Churchill. Ma il premier britannico, sostenuto da un

forte consenso popolare, lasciò cadere le assurde proposte di pace di Hitler, che avrebbero messo il conti-

nente europeo nelle mani del nazismo. L'intera macchina bellica tedesca fu quindi concentrata contro la

Gran Bretagna. Purtroppo l’ipotesi della Germania di una guerra lampo fallì miseramente anche questa

volta, infatti tra agosto e settembre i tedeschi tentarono la mossa decisiva: invadere l’Inghilterra

(operazione leone marino). Lo scontro che ne seguì fu però per i tedeschi il primo fallimento carico di

tragiche conseguenze, infatti la guerra si trasformava in guerra d’usura destinata a durare altri 3 anni con

il coinvolgimento di milioni di persone. Quella ingaggiata dalla Germania contro l’Inghilterra fu la prima

grande battaglia aerea della storia. Per circa tre mesi la Luftwaffe, l’aviazione tedesca, fece continue

incursioni in territorio britannico, prima contro obiettivi militari, poi contro i principali centri industriali,

poi anche contro centri urbani: Coventry fu completamente rasa al suolo. Gli attacchi tedeschi furono

però efficacemente contrastati dalla contraerea degli aerei da caccia della Royal Air Force, Raf, che si

valeva fra l’altro di un ottimo sistema di avvistamento radar. All’inizio dell’autunno apparve chiaro che

nonostante le perdite umane e le distruzioni materiali subite, l’Inghilterra non era stata piegata e

l’operazione “leone marino” veniva rinviata a tempo indefinito. La tenace resistenza inglese aveva

ottenuto un successo determinante, soprattutto dal punto di vista psicologico, imponendo alla Germania

la prima battuta d’arresto.

 Il 27 settembre 1940 la Germania, l'Italia e il Giappone avevano firmato a Berlino il cosiddetto Patto

Tripartito che assegnava alla Germania l'egemonia sull'Europa continentale, all'Italia il dominio del

Mediterraneo e al Giappone il controllo dell'Asia meridionale e insulare. Queste tre potenze sarebbero

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state i pilastri del cosiddetto Nuovo Ordine , ispirato ai princìpi razzistici del nazifascismo.

 Da parte loro gli italiani cercarono di contribuire alla causa del Nazi – fascismo portando avanti la

propria guerra parallela che ebbe un andamento disastroso. Gli italiani attaccarono gli inglesi nel

Mediterraneo e in Africa, ma i successi conseguiti furono davvero modesti, tanto che la Germania

dovette aiutare i nostri eserciti. Nell’ottobre 1940 l’esercito italiano, muovendo dall’Albania attaccava

improvvisamente la Grecia. Questa offensiva, decisa senza adeguata preparazione e senza alcuna

giustificazione plausibile, si scontrò con una resistenza molto più dura del previsto. Alla fine di

novembre i greci passarono al contrattacco e gli italiani furono costretti a ripiegare in territorio albanese

e a schierarsi sulla difensiva. Tra la fine del 1940 e la primavera 1941 gli italiani dovettero accettare

l’aiuto dei tedeschi sia in Africa orientale, dove fu impossibile resistere agli inglesi che occuparono

Eritrea, Somalia ed Etiopia, che nei Balcani.

Il 1941 e il 1942 furono anni di grandi offensive:

 Poiché non riusciva ad assestare il colpo mortale nel cuore del Commonwealth, Hitler concepì allora il

piano di costringere l'Inghilterra alla pace annientando la Russia. Così, Hitler attaccò improvvisamente la

2 Le premesse "filosofiche" del Nuovo Ordine si trovano nel Mein Kampf, dettato da Hitler fra il 1924 e il 1926.

Rifacendoci a quel testo possiamo dire che il Nuovo Ordine prevedeva la spartizione del mondo fra poche nazioni

ritenute degne di esercitare la sovranità. I Tedeschi, popolo di signori, avrebbero naturalmente avuto il primo posto, ma

a ciascuna delle nazioni privilegiate sarebbe stato riservato un grande spazio, nel quale esse avrebbero esercitato la loro

guida, usando dei popoli sottomessi - costituiti da sottouomini - come schiavi, oppure eliminandoli senz'altro, mediante

la fame, la sterilizzazione, i campi di sterminio. Agli Ebrei spettava il primo posto nella gerarchia dell'annientamento:

essi dovevano essere uccisi in massa secondo le modalità della soluzione finale.

Russia il 22 giugno 1941 (operazione Barbarossa), immediatamente seguito dall'Italia e dagli altri

stati vassalli. Egli pensava che, prima dell'inverno, il grosso del potenziale militare e industriale sovietico

sarebbe stato liquidato, ma i fatti smentirono questa speranza: i russi resistono. Con l’attacco all’Unione

sovietica si apriva un nuovo vastissimo fronte in Europa orientale lungo 1600 km, dal Baltico al Mar Nero,

ma almeno così l’Inghilterra non era più sola a combattere. Lo scontro ideologico si radicalizzò col venir

meno dell’anomala intesa tra nazismo e regime sovietico. Che l’Urss costituisse da sempre il principale

obiettivo delle mire tedesche non era un mistero per nessuno ma Stalin si era illuso che Hitler non avrebbe

attaccato la Russia prima di aver definitivamente chiuso la partita con L’inghilterra. Così a giugno i russi

furono colti alla sprovvista e subirono ingenti perdite materiali e umane, i tedeschi penetrarono in territorio

sovietico per migliaia di chilometri ma lanciarono il loro attacco contro Mosca troppo tardi all’inizio di

ottobre quando ormai arrivava il gelido inverno che contribuì a bloccare l’avanzata e permise ai sovietici di

reagire e lanciare la loro prima offensiva. Anche in Russia la guerra si trasformava in guerra d’usura in cui

l’elemento decisivo diventava la capacità di compensare rapidamente il logorio degli uomini e dei mezzi, e

logicamente lontano da casa la Germania era destinata a perdere il proprio vantaggio iniziale.

 Il 14 agosto 1941 Roosevelt e Churchill si incontravano a bordo di una nave da battaglia ancorata

nella baia di Terranova e fissavano nella Carta Atlantica i princìpi di una politica comune, ai quali il

mese dopo avrebbe aderito anche la Russia. Si trattava di un documento in 8 punti, quasi una edizione

aggiornata dei 14 punti di Wilson, in cui i due statisti ribadivano la condanna dei regimi fascisti e

fissavano le linee di un futuro nuovo ordine democratico da costruire a guerra finita: rispetto dei

principi di sovranità popolare e di autodecisione dei popoli, libertà dei commerci, libertà dei mari,

cooperazione internazionale, rinuncia all’uso della forza nei rapporti fra stati.

 Le vicende della guerra in Europa avevano facilitato l'attuazione del programma imperialistico nipponico

in Estremo Oriente. Il Giappone infatti, mentre continuava con successo la guerra contro la Cina iniziata

nel 1937, poté approfittare della sconfitta della Francia per occupare le colonie francesi in Indocina. Gli

Stati Uniti, però, vedendo che le loro posizioni economiche e strategiche in Asia e nel Pacifico erano

minacciate dall'espansione nipponica, cercarono di contrastarla inviando consistenti aiuti militari alla

Cina e facendo mancare al Giappone le forniture di petrolio, essenziali per la sua sopravvivenza. Il

Giappone piuttosto che arrendersi alle potenze occidentali, credette allora di risolvere la questione a suo

vantaggio attaccando improvvisamente con i propri aerosiluranti la flotta statunitense stanziata a Pearl

Harbor nelle isole Hawaii (7 dicembre 1941), e riuscì effettivamente, grazie al vantaggio della

sorpresa, a uccidere più di 3000 marinai americani e a mettere fuori combattimento 8 corazzate, 3

incrociatori e 188 aerei. Gli Stati Uniti subivano così un colpo durissimo. Nei mesi successivi

approfittando della propria superiorità navale nel Pacifico, i giapponesi raggiunsero tutti gli obiettivi che

si erano prefissati: le Filippine, strappate agli Usa, la Malesia e la Birmania, strappate agli inglesi, e

l’Indonesia olandese. Pochi giorni dopo l’attacco a Pearl Harbor anche Germania e Italia dichiaravano

guerra agli stati uniti. Il conflitto così diventava a questo punto veramente mondiale.

 Immediata fu la reazione americana, l’8 dicembre 1941 era stata dichiarata guerra all’aggressore

giapponese, che fu particolarmente intensa nell’atlantico e nel pacifico (vittoria nel mar dei coralli, isole

Midway, isole Salomone).

 Inoltre gli anglo – americani e i sovietici trovatisi a combattere dalla stessa parte si posero subito il

problema di elaborare una strategia comune per battere le potenze fasciste. Lo fecero per la prima volta

nella conferenza che si tenne a Washington tra il dicembre 1941 e il gennaio 1942, nella quale tutte le

29 nazioni in guerra contro la Germania, Italia e Giappone, sottoscrissero il Patto detto “delle Nazioni

Unite”: i contraenti si impegnavano a tener fede ai principi della Carta Atlantica, a combattere le potenze

fasciste, a non concludere armistizi o paci separate.

 Continua lo scontro anche in Africa tra l’esercito dell’Asse guidato da Rommel e quello degli alleati

guidato da Montgomery, scontro che culminò nella famosa battaglia di El Alamein a favore degli anglo –

americani.

 Nel frattempo le armate sovietiche avanzavano verso sud-ovest, costringendo le truppe dell'Asse, delle

quali faceva parte l'Armata Italiana in Russia (ARMIR), a ritirarsi precipitosamente dall'Ucraina. Il corpo

di spedizione italiano, lasciato senza notizie e senza assistenza dall'alleato tedesco, veniva praticamente

distrutto. Ormai la superiorità degli alleati risultava lampante.

L’anno di svolta risultò essere il 1943, infatti dall’estate ’43 iniziò il graduale ripiegameto delle forze

armate tedesche sotto la pressione degli attacchi sovietici a est e delle offensive alleate seguite allo sbarco in

sicilia prima e in Normandia dopo.


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AUTORE

luca d.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia medievale, moderna e contemporanea
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Sociali Prof.

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