Estratto del documento

Filippo II re dei Macedoni

1.Filippo nel ricordo di Alessandro

324: a Opi, in uno dei suoi ultimi discorsi (riportato nell'Anabasi di Arriano), Alessandro ricordò le

imprese del padre Filippo: prima di lui i Macedoni erano senza fissa dimora; avvolti in pelli,

vivevano tra i monti, Filippo fece portare loro le clamidi, li fece scendere in pianura e li rese

abitatori di città, oltre che capaci di combattere con i vicini, mentre prima combattevano con poco

successo contro Illiri, Triballi e Traci.

Filippo diede il via al commercio e rese sicuro lo sfruttamento delle miniere, rese i Macedoni

padroni della Tracia, della Tessaglia, dei Focesi; umiliò gli Ateniesi e i Tebani al punto che ora

sono loro ad aspettarsi protezione dai Macedoni. Una volta penetrato nel Peloponneso vi ripristinò

l'ordine e fu designato dall'Ellade comandante con pieni poteri della spedizione contro la Persia.

2. La tradizione

A differenza di quella su Alessandro, la tradizione su Filippo è costituita in parte anche da fonti

contemporanee: i discorsi degli oratori ateniesi Demostene, Eschine, Iperide, Demade, Licurgo,

Egesippo, Isocrate (a capo ad Atene di una scuola di retorica), Speusippo (a capo ad Atene

dell'Accademia), i frammenti delle opere di Eforo, Teopompo, Antipatro di Magnesia, Callistene,

Anassimene di Lampsaco.

Alle fonti contemporanee si affiancano autori tardi come Polibio, Cornelio Nepote, Diodoro,

Polieno, Pausania e Giustino.

L'origine ateniese della maggior parte delle fonti finisce tuttavia per dare una prospettiva solo

parziale delle imprese di Filippo, col pericolo di leggere le azioni del re come atti finalizzati a

favorire o ostacolare gli interessi e i progetti della città.

3. Una grecità di frontiera

Schiacciata a nord da Illiri, Peoni e Traci, bloccata a sud dai Tessali e sulle coste dalle città greche

gravitanti intorno ad Atene, la Macedonia da Perdicca I (VII secolo) fino all'avvento di Filippo

aveva avuto un ruolo marginale negli equilibri politici del mondo greco.

All'inizio del V secolo: oscillando tra una collaborazione con la Persia e il sostegno ai Greci nelle

due guerre persiane, Alessandro I ebbe l'opportunità di togliere dall'isolamento la Macedonia,

facendosi riconoscere come greco ai Giochi Olimpici e ottenendo ad Atene il titolo onorifico di

patrono e benefattore (la grecità della stirpe degli Argeadi trovava una remota giustificazione nella

discendenza del capostipite Carano da Temeno, discendente a sua volta da Eracle, fondatore di

Argo).

Si trattava comunque di una grecità di frontiera: uno stato nazionale che manteneva per certi aspetti

l'organizzazione descritta da Omero, con un'assemblea in armi che eleggeva il sovrano e un

consiglio di compagni d'armi che coadiuvava il sovrano; al re spettava il compito di dirigere lo stato

sia in politica interna che estera, di condurre l'esercito e svolgere mansioni religiose.

Solo nel V secolo il mondo greco e macedone si avvicinarono grazie a un'opera di mecenatismo

(Alessandro I e Archelao) --> Pindaro, Euripide.

Ma ancora nel IV secolo la Macedonia era marginale.

4. Da re dei Macedoni a capo dei Tessali

382-83: nascita di Filippo, terzo figlio maschio di Aminta III ed Euridice.

Giunse al trono solo per cause fortuite: morto il padre nel 370, prese il potere il primogenito

Alessandro II, che venne sconfitto dai Tebani e dovette consegnare loro Filippo.

368: Alessandro II venne ucciso per mano di Tolomeo di Aloro

365: Perdicca, secondogenito, eliminò Tolomeo e salì al potere

360: Perdicca morì in una spedizione contro gli Illiri

Solo a questo punto divenne sovrano Filippo. La situazione era drammatica:

- l'esercito, scoraggiato, non voleva proseguire la guerra

- ai confini premevano gli Illiri a ovest, i Peoni a nord

- la monarchia degli Argeadi era indebolita da una serie di lotte intestine (alla morte di Perdicca,

Pausania figlio di Archelao voleva imporsi in Macedonia con l'aiuto del re di Tracia, mentre il

fratello Argeo stava cercando di prendere il potere con l'appoggio degli ateniesi. Anche i figli che

Aminta III aveva avuto con Gigea aveva pretese di potere).

Come primo passo Filippo risollevò il morale dell'esercito e poi lo riorganizzò tatticamente facendo

tesoro degli insegnamenti ricevuti a Tebe da Pelopida ed Epaminonda. Tenne presente il modello

tebano dello schieramento obliquo che prevedeva il rafforzamento dell'ala destra e, combinando

nelle strategie di attacco fanteria e cavalleria, diede origine alla falange macedone (lancia: sarissa;

scudo: pelte): uno schieramento compatto che permetteva di avanzare verso il nemico senza

ostacoli).

Attraverso i doni, persuase il re di Tracia a non sostenere Pausania.

Raggiunse anche un accordo con gli ateniesi: si impegnò a non avanzare pretese sulla città di

Anfipoli e a lasciarla autonoma.

Mise in sicurezza i confini, servendosi della diplomazia: corruppe alcuni Peoni ottenendo la pace e

si servì di matrimoni per creare parentele e collaborazioni (tra il 359 e il 352: si legò attraverso 4

matrimoni a Illiri, Elimi, Tessali ed Epiro). Tale strategia venne adottata sempre nell'arco del suo

regno, come ricorda il paripatetico Satiro: oltre ai quattro matrimoni sopracitati, si unì per esempio

anche al Regno dei Molossi tramite il matrimonio con Olimpiade (da cui nacquero Alessandro e

Cleopatra); a tutte queste mogli si aggiunse Cleopatra perché se ne era innamorato, ma Olimpiade

non accettò mai bene la sua presente nella casa; Cleopatra diede a Filippo una figlia chiamata

Europa.

La messa in sicurezza dei confini permise al re di rivolgere l'attenzione a est, verso le città della

costa macedone che erano sotto il controllo o l'influenza ateniese (importanti come scali portuali e

risorse minerarie).

357: ci fu l'attacco e la conquista di Anfipoli (Tracia), ricca di giacimento d'oro e d'argento. Fu il

primo momento di crisi con Atene; il re giustificò la violazione dell'accordo in una lettera alla polis

in cui prometteva di consegnarle Anfipoli dopo averla conquistata e scambiarla con Pidna (costa

macedone); ma la promessa non venne mantenuta.

Contemporaneamente nel 357 era scoppiata la guerra sociale, che aveva lo scopo di ricondurre nella

Seconda Lega Navale le comunità ribelli di Chio, Rodi, Cos e Bisanzio, indotte a ribellarsi dal

satrapo persiano Mausolo di Caria. Questo impegno militare impedì ad Atene di inviare adeguati

soccorsi ad Anfipoli e alle altre città attaccate da Filippo.

Il re macedone, nello stesso anno, si legò con un trattato di alleanza militare (symmachia) alla

Federazione dei Calcidesi, guidata da Olinto; a quest'ultima Filippo promise Potidea. Il trattato è

parzialmente sopravvissuto su una stele ritrovata nel 1934: esso doveva essere conservato dai

Calcidesi nel santuario di Artemide a Olinto, da Filippo a Dion nel tempio di Zeus Olimpio; inoltre

entrambi dovevano porne una copia a Delfi. Si tratta dunque di un accordo siglato di fronte agli dei

sulla base di un vaticinio ricevuto a Delfi dal dio Apollo e reso pubblico attraverso delle

collocazioni in posti frequentati: nella sua sacralità, l'alleanza risultava inviolabile.

Mantenendo la promessa, Filippo conquistò Potidea e la diede ai Calcidesi, ma rilasciò senza

riscatto i cittadini ateniesi caduti suoi prigionieri.

Fornì poi aiuti a Crenide (la rinominò Filippi) e attaccò Metone (335-36); qui una freccia lo privò di

un occhio.

356: come scrive Plutarco nella Vita di Alessandro, fu un anno pieno di successi:

- Parmenione sconfisse gli Illiri

- Filippo vinse a Olimpia nella corsa dei cavalli

- nacque Alessandro

Vendetta e giustizia

1. Difensore di Apollo

356: in Grecia si aprì un nuovo e più ampio fronte bellico: la terza guerra sacra. L'anfizionia (la lega

sacra di Delfi) accusò i Focesi di aver coltivato la pianura sacra di Cirra al di sotto del santuario di

Apollo. Pesantemente multati, i Focesi occuparono il tempio e si impadronirono delle sue ricchezze.

Gli Anfizioni, guidati dai Tebani e sotenuti da Beoti, Tessali, Locresi, dichiararono la guerra sacra.

Sparta e Atene appoggiarono invece i Focesi.

Prima fase del conflitto: successi da entrambe le parti. I focesi prima erano guidati da Filomeno,

poi, una volta morto Filomeno, da Onomarco, il quale cominciò a sfruttare le risorse del santuario

per sostenere le spese militari.

354: i Tessali chiesero aiuto a Filippo poiché Licofrone, tiranno di Fere, li minacciava (Licofrone

era dalla parte dei Focesi di Onomarco). Inizialmente le truppe di Filippo non ebbero successi:

Onomarco per due volte ebbe la meglio (Polieno ce lo racconta nell'opera Stratagemmi): Onomarco

si impadronì di un monte che aveva alle spalle e nascose massi e catapulte; quando i Macedoni

vennero loro incontro, i Focesi finsero di fuggire nella parte centrale del monte e cominciarono

invece a tirare giù pietre. I focesi si rigirarono e attaccarono i Macedoni; i Macedoni riuscirono a

stento a fuggire.

Secondo Diodoro tra i soldati macedoni si diffuse sconforto, ma Filippo seppe risollevare i suoi

soldati.

352: ci fu un successo macedone nella battaglia dei campi di Croco, nei pressi di Pagase.

Come ricorda Giustino, Tebani e Tessali si sottomisero a Filippo, che fece porre una corona di

alloro sul capo di tutti i soldati, presentandosi così come vendicatore del santuario di Apollo e

sottolineando la sacralità del conflitto. L'ostentata sicurezza del re nel dirigersi in battaglia come

sotto la guida del dio e il gesto dell'incoronazione infusero nell'esercito ottimismo.

Le conseguenze della vittoria su Onomarco vengono ricordate da Giustino: si diceva che Filippo

avesse riscattato il culto religioso.

Proprio questa sacralità del conflitto giustificò le misure drastiche prese dopo il successo:

- secondo Pausania, Onomarco fu ucciso dai suoi stessi soldati

- secondo Filone, morì dopo essere stato trascinato in mare dal suo cavallo

- secondo Diodoro, fu Filippo a punirlo facendolo impiccare o crocifiggendolo o annegandolo

Dopo la vittoria il sovrano punì le comunità tessale che avevano sostenuto la causa focese, ma la

distruzione di alcune città macchiò la fama positiva che aveva di recente acquisito (vendette come

schiavi donne e bambini e devastò i templi).

Pertanto, dopo le scorribande in Tracia, si attivò per cancellare la fama negativa con un'azione

propagandistica; Giustino racconta che promise di erigere mura, santuari e templi, ma poi rinviò

sempre gli impegni presi adducendo varie motivazioni, fino ad annullare completamente il progetto.

2. Garante della giustizia

La Terza guerra Sacra pose di nuovo sui fronti opposti Filippo e Atene.

352: in seguito al successo contro Onomarco, Filippo tentò di oltrepassare le Termopili ma rinunciò

repentinamente, poiché gli ateniesi furono pronti a opporsi inviando al comando di Nausicle un

contingente di 5.000 soldati e 400 cavalieri, affiancati da 2.000 soldati achei e 1.000 spartani a

protezione d

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 17
Riassunto esame Storia greca, prof. Antonetti, libro consigliato Filippo il Macedone, Squillace Pag. 1 Riassunto esame Storia greca, prof. Antonetti, libro consigliato Filippo il Macedone, Squillace Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia greca, prof. Antonetti, libro consigliato Filippo il Macedone, Squillace Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia greca, prof. Antonetti, libro consigliato Filippo il Macedone, Squillace Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia greca, prof. Antonetti, libro consigliato Filippo il Macedone, Squillace Pag. 16
1 su 17
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giulia.Rossi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Antonetti Claudia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community