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Storia greca

Perché è meglio parlare di storia dei greci piuttosto che di storia greca?

Nell’antichità il mondo greco era altamente parcellizzato rispetto a quello romano, per questo si parla più correttamente di storia romana e non storia dei romani poiché questi si sono sostanzialmente comportati come un tutt’uno. La Grecia sin dalle origini non può essere concepita come uno stato unitario, essa era costituita da molte polis (città-stato) aventi una loro autonomia politica interna ed esterna (che portava queste città ad essere nemiche tra loro). La storia greca risulta come un insieme di storie diverse che si incontrano ed interagiscono sino dalle origini, possiamo quindi parlare di storia dei greci per essere precisi.

Limiti temporali

Oggi siamo in possesso di alcune date definite “mobili” siccome non tutti gli studiosi concordano su una sola datazione. Generalmente si danno le seguenti coordinate: INIZIO tra il IX e l’VIII secolo a.C ma è preceduta da due importanti fasi storiche che riguardano realtà della Grecia.

  • La fase della civiltà cretese o fase cretese - II millennio ovvero 1600-1400 a.C.
  • La fase della civiltà micenea o fase micenea - dal 1400 al 1000 a.C. prende il nome dalla città del Peloponneso Micene.

Queste due fasi non fanno parte della storia dei greci che inizia con la fine della fase micenea, la quale lascia poi spazio ad un periodo di vuoto chiamato medioevo ellenico o dark ages.

Fasi pre-greche (così considerate solo in un certo senso)

Le si studia in un quadro egeo-anatolico:

Civiltà cretese o minoica

Perché si chiamava civiltà minoica? Da nome proprio Minosse, nell’isola di Creta ci fu un re chiamato Minosse il quale governava a Cnosso. Secondo la tradizione il re si era fatto costruire una macchina mostruosa mezza uomo e mezza toro, il Minotauro, che veniva nutrito con corpi umani. Infine arrivò un ateniese, Teseo, a liberare Creta. In realtà Minosse non è un onomastico ma indica una carica pubblica (minosse=re o signore), i vari signori erano definiti minossi; la civiltà minoica assume questo nome dalla tradizione ma anche per essere città dei minossi. Si sviluppa nell’isola di Creta che è l’isola più grande dell’Egeo e si trova in una posizione strategica avendo la Grecia a nord, l’Egitto ricchissimo a sud, Turchia e Siria, Anatolia e Asia minore a est (civiltà fenicia e anatolica sono eredi del mondo assiro-babilonico).

Creta aveva una flotta molto potente e sviluppava solidi commerci, i quali la resero ricca e potente sotto il profilo commerciale; era importante anche perché fungeva da tramite per chi non aveva una flotta propria ma voleva scambiare i propri prodotti. Questo veniva chiesto ad esempio dai greci. A Creta si era sviluppata una civiltà di tipo palaziale, termine proveniente da palazzi, ovvero quei luoghi dove vivevano i signori che esercitavano il potere politico. Il signore il più delle volte aveva in mano la rete dei commerci, a Creta si trovavano più signori nelle principali città come Cnosso e Festo.

Il palazzo era una grande struttura architettonica molto solida, potremmo dire quasi autosufficiente, a fianco di esso c’erano i magazzini dove venivano conservati tutti i beni commerciati in modo che non potessero essere facilmente rubati, l’imponenza della struttura era temuta e rispettata dagli abitanti della città. Nelle vicinanze del palazzo si trovavano una serie di locali “uffici” dove venivano registrate le vendite e gli acquisti di questa attività di scambio (da scavi archeologici sono emerse delle tavolette di pietra su cui erano incisi degli atti di compravendita in lingua cretese, Tizio ha venduto a Caio una qualche cosa ad un qualche prezzo).

Questi uffici avevano un vero e proprio registro di atti di entrate e uscite scritti in minoico, ovvero lingua lineare A. Nel 1800 sono partiti gli scavi, grande interesse per l’antichità che diventa moda con lo stagliarsi sul panorama artistico-letterario del neoclassicismo (riscoperta del mondo classico), alcuni stati potenti come l’Inghilterra si dedicarono a queste attività di scavo riportando alla luce alcuni palazzi e altri reperti. Il mondo cretese venne molto studiato negli anni '50 del Novecento (fine seconda guerra mondiale con Grecia protagonista) momento saliente. Gli inglesi in questi anni riprendono gli scavi interessandosi soprattutto alla civiltà cretese e rimisero in piedi Cnosso e Festo cercando di ricostruirle fedelmente, molte furono le polemiche al riguardo per cui alcuni studiosi la consideravano una cosa positiva che forniva un’idea di come fossero, altri invece erano contrari ritenendo che ci fosse più invenzione che realtà dati gli esigui ritrovamenti.

Gli studiosi inglesi Chadwick e Ventris provarono a decifrare le tavolette ritrovate, i due facevano parte dei servizi segreti britannici ed erano esperti nell’analizzare i codici criptati scambiati dai nemici, così dopo un lungo studio arrivarono a comprenderne la scrittura chiamandola lineare A. In seguito arrivarono ad individuare anche un lineare B del mondo miceneo. Oggi viene dibattuta la parentela delle due scritture poiché l’una, quella dei micenei, è di origine indoeuropea e l’altra, quella cretese, proveniente da ceppi diversi. Le teorie linguistiche hanno rivisto le proprie tesi pensando a dei punti di contatto tra le scritture.

Dopo il 1400 a.C vi è un crollo, una decadenza-caduta della civiltà cretese che colpì improvvisamente. Quali furono le cause? (Le città erano ricche e potenti, i palazzi non erano circondati da mura siccome i signori erano così potenti che non temevano assalti) Studiosi di civiltà cretese di epoca più recente parlano di una serie di cause che si sono succedute: di carattere naturale come terremoti, tsunami (mare e vulcani); A nord di Creta si trova l’isola di Santorini (Tera) fu distrutta a causa dell’esplosione del vulcano la quale è stata così forte da causare un maremoto, il maremoto raggiunse le coste dell’isola di Creta e uccise molte persone (calo demografico), popolazione ridotta con capacità operative diminuite, palazzi danneggiati, derrate inutilizzabili, flotta devastata, tutto questo incide irrimediabilmente sull’economia dell’isola che si trovava già impegnata nella ricostruzione. Creta è ora vulnerabile e diviene preda di forze esterne che l’assaltavano per saccheggiare ciò che era rimasto, questi erano predoni del Mediterraneo ma anche i micenei (abitanti del Peloponneso) che non vivevano molto distante e conoscevano bene l’isola, essi intrapresero guerre e battaglie forse per insediarsi nell’isola. Creta fu anche devastata dall’arrivo di morbi e pestilenze che decimarono drasticamente la popolazione (ulteriore calo demografico); Tutto questo nel giro di 20/30 anni portò al tracollo della civiltà cretese che chiude il sipario lasciando spazio a quella micenea nel 1400 a.C.

Civiltà micenea

Prende il nome da Micene, città del Peloponneso, una penisola a sud della Grecia. Nel Peloponneso ci sono molte città importanti: Sparta (la più meridionale) e Argo (a nord dalle parti del confine tra Grecia e Peloponneso). I micenei assumono anche il sinonimo di achei (vedi poemi omerici) popolazione che proviene dalla Grecia continentale e che si è trasferita nel Peloponneso (in Grecia centrale ci sono delle città legate alla civiltà micenea).

I micenei elaborano una civiltà diversa da quella cretese: erano una civiltà palaziale dove i palazzi erano cinti da mura di protezione (mura ciclopiche - lo spessore delle mura era rilevante, blocchi di pietra sovrapposti l’uno sull’altro di solito incastrati - dette così perché i blocchi erano talmente grossi che solo i ciclopi potevano averle costruite) essi temevano attacchi esterni, forse il crollo della civiltà cretese li aveva messi in guardia. Palazzo, signori, magazzini e tavolette simili a quelli cretesi, sulle tavolette erano scritti atti di compravendita in lineare B che si crede essere l’antenato del greco che oggi viene studiato.

L’episodio più importante: La guerra di Troia, soppiantata Creta erano i micenei a diventare i più importanti mercanti anche nel Mediterraneo (scavi archeologici condotti nel XX secolo hanno portato alla luce frammenti di ceramica sulle nostre coste del sud, in Spagna e Francia sett. Questo poteva essere spiegato dal tipo di navigazione adottata che prevedeva il costeggiare i territori e non veleggiare per il mare aperto). La loro espansione commerciale li porta ad entrare in conflitto con le località dell’Asia minore che si trovavano in un punto nevralgico. Turchia - Istambul questa zona è caratterizzata da due stretti: dei Dardanelli e del Bosforo, i quali si trovano alle estremità di un passaggio obbligato per il mar Nero (il mar di Marmara che è quasi un palloncino di mare tra l’Egeo e il mar Nero).

A sud di Istambul si trovava la città di Troia vicina agli stretti, Troia nel corso del tempo era diventata una città daziaria che pretendeva il pagamento di una tassa per tutti coloro che volevano arrivare nel mar Nero, questo la rese potente e ricca; i micenei che volevano espandere i loro commerci nel mar Nero (ricco di legname, grano e cavalli) si ritennero così forti da poter pensare che se avessero distrutto Troia l’ipoteca sarebbe venuta meno. Scoppia così la guerra di Troia (trattata da Omero e Erodoto) scatenata secondo la tradizione da una donna bellissima di nome Elena moglie di un re miceneo chiamato Menelao, un giorno giunge in visita presso la corte di Menelao un principe troiano, Paride, che innamoratosi di Elena la porta con sé a Troia (non si sa se la ragazza ricambiasse il sentimento o fu semplicemente rapita), secondo la leggenda l’assedio di Troia durò 10 lunghi anni nei quali gli achei non ottennero mai risultati concreti, fino a che un traditore di Troia gli suggerì la costruzione del cavallo che pose fine all’esistenza dell’antica potenza. La datazione della famosa guerra è ambigua ma si è soliti collocarla nel 1280 a.C all’inizio del XIII secolo ma vediamo come sono discordanti le opinioni degli studiosi, infatti alcuni la collocano alle soglie del 1000 a.C.

I micenei dopo questa vittoria anziché risultare più forti vanno incontro ad una certa decadenza, il motivo reale del crollo è l’arrivo nel 1000 a.C di una nuova popolazione dalle steppe dell’Europa centrale (Romania/Bulgaria) che penetra nella Grecia da nord distruggendo pian piano i micenei, questo popolo è quello dei Dori (pelle chiara e capelli biondi) che vanno sostituendosi ai micenei. Questo popolo giustifica l’invasione elaborando un mito (il concetto di mito per i greci era importantissimo poiché attraverso questo essi giustificavano le loro attività politiche, per noi oggi sarebbe propaganda politica): questi dichiarano di essere i discendenti di un eroe Eracle (Ercole) un semi-Dio (divinità + donna) del quale si dice fu uomo importante nel Peloponneso, i Dori perciò tornano alla loro legittima casa che gli apparteneva 3/4/5 generazioni fa, possiamo quindi parlare di un ritorno dei Dori e non di una vera invasione. Alcuni dicono che i Dori si sono integrati con i micenei nei secoli e chi invece afferma che siano stati ridotti a schiavi, è molto difficile capire cosa sia successo.

Anno 1000 a.C: Medioevo ellenico – i Dori combattendo con i micenei hanno introdotto un periodo di guerre che determinarono impoverimento e calo demografico, siamo di fronte ad un momento di chiusura in antitesi con quello di apertura che vedeva il fiorire della civiltà micenea, si dice che fosse stato perso l’uso della scrittura (secondo o terzo secolo dove l’archeologia non restituisce alcun elemento scritto saltando direttamente al XII secolo) si scrive quando ci sono dei contatti/rapporti continuativi che non si avevano più, in questo momento si va perdendo il lineare B come si era perso il lineare A.

IX/VIII secolo: risveglio improvviso, probabilmente terminarono le guerre permettendo una ripresa delle attività da parte della popolazione.

Eventi e date terminali per la storia greca

  • 338 a.C La data più antica, scontro militare combattuto a Cheronea (Grecia centrale) tra sovrano di Macedonia Filippo II (padre di Alessandro Magno) + alleati e Atene + alleati. I due schieramenti rappresentano a livello politico ed ideologico realtà diverse: Filippo II una tipologia di stato territoriale ovvero espansione ampia su ampio territorio (come era la Macedonia) in realtà Filippo II aveva in mente di espandersi e inglobare l’intera Grecia sotto la sua corona, mentalità unificatrice per la creazione di un grande stato greco, stato unitario greco. Atene è rappresentata dalle polis (città stato- micro-realtà) assolutamente autonome che avevano la facoltà di unirsi in leghe per poi anche sciogliersi, particolarismo delle polis. es. Italia dei comuni vs stato unitario. Vincerà lo scontro Filippo II con la conclusione della storia delle libere polis, il sovrano morirà nel 336 e verrà succeduto dal figlio Alessandro Magno. Nell’800, degli studiosi tedeschi (che in quegli anni si trovavano in una situazione analoga per la Prussia che premeva) studiarono ciò che era successo nel IV secolo per capire se potevano adottarne le stesse dinamiche e prenderlo a modello, gli studiosi sostennero che la storia dei greci ha fine qui perché da qui ha inizio la storia dell’ellenismo. (Con Alessandro Magno sarà storia dell’occidente contro quella dell’oriente) Cosa accomuna i greci? La lingua ovvero il greco valido per tutti, tutti praticavano lo stesso culto degli dei uniti nello stesso Pantheon, Erodoto (vissuto dopo le guerre persiane, Persia = oriente e Grecia= occidente, persiani considerati come servi di un unico sovrano mentre i greci si ritenevano liberi) parlava anche dello stesso sangue (elemento etnico razziale) in cui scorreva l’amore per la libertà (elauteria) e l’autonomia.
  • 31 a.C Ci spostiamo di 300 anni rispetto alla prima data. È l’anno della battaglia di Azio e siamo in piena storia romana. Ottaviano Augusto sconfigge in questo conflitto navale la regina d’Egitto Cleopatra e il convivente della donna Antonio considerato da Roma come un traditore. La questione dell’Egitto: entra a far parte della storia greca con Alessandro Magno, questa terra è stata per secoli la dimora dei faraoni poi nel VI secolo venne conquistato dai persiani che dovettero cedere la loro supremazia ad Alessandro Magno nel IV secolo, ora l’Egitto si trovava sotto il suo pieno controllo. Da Alessandro Magno in poi l’Egitto verrà governato dalla dinastia dei Tolomei, la quale assume il nome proprio dal primo re incaricato Tolomeo I che fu generale di Alessandro, l’Egitto diviene stato greco (regni ellenistici). Tra il 330 e il 30 a.C i regni ellenistici cadranno sotto i romani e proprio l’ultimo a cadere sarà l’Egitto con la battaglia di Azio, si ha così la fine del periodo ellenistico (considerato appendice della storia greca). Da questo momento in poi tutto è sotto il controllo di Roma.

Torniamo all’VIII secolo:

Superata la fase del Medioevo ellenico che aveva causato pesanti disordini in Grecia, l’VIII secolo è considerato un’inversione di tendenza di cui non si conoscono le cause. Molto probabilmente è semplicemente il ritorno ciclico della storia a conferirgli uno nuovo slancio (dall’ascesa al declino). Possiamo immaginare che dopo molte guerre la popolazione abbia potuto trovare delle condizioni più agiate e favorevoli alla vita innescando nuovamente il motore della crescita, questo sviluppo ci è documentato da alcuni scavi che hanno recuperato dati importanti relativi alla crescita dei villaggi. La popolazione è più numerosa e consuma di più, si necessita di beni di consumo essenziali legati alla sussistenza e quindi più prodotti alimentari; Si scopre in questa circostanza che la Grecia non è in grado di soddisfare da sola questa ingente richiesta (a causa della crescita graduale ed esponenziale della popolazione), il territorio greco è prevalentemente montagnoso e poco pianeggiante perciò le coltivazioni di grano non erano molto estese o perlomeno non a sufficienza per il periodo. Appare chiara l’importanza di appoggiarsi ad altri territori per l’importazione del grano; La ricerca del grano avviene via mare e per i greci è necessario dotarsi di navi (certamente arcaiche – proto navi) di tipo mercantile con le quali solcare i mari alla volta di terre ricche di grano. Nel Mediterraneo erano già molto attivi (all’epoca dei fatti) i fenici, abitanti delle coste dell’Asia minore (Libano) i quali vivevano in una striscia costiera molto stretta, anche loro erano costretti all’attività mercantile finalizzata in primis alla sopravvivenza e in seguito alla vera professione. Da circa un secolo i fenici avevano fatto pratica in ambito marittimo e avevano dato vita ad importanti colonie nel Mediterraneo (Cartagine era una colonia fenicia, Didone era fenicia), i fenici erano ottimi marinai e avevano creato dei manufatti particolari di cui solo loro disponevano: oggetti in vetro (lavorazione della sabbia) e la porpora (tintura chimica estratta da un mollusco che permetteva di colorare di rosso scuro le stoffe) con la quale lanciarono una moda. Le navi fenice erano veloci e avanzate, partivano da Sidone e Tiro con una navigazione di cabotaggio si spingevano fin quasi alle Colonne d’Ercole. Sulle coste dell’Africa settentrionale fondano una colonia nella quale si riconosce Cartagine, qui mandano una parte della popolazione in esubero che così poteva trovare una maggiore fortuna in altri territori. Cartagine viene fondata tra il 900 e 850 a.C un po' dopo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

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