Cretaneolitico
Prime tracce di insediamenti umani si localizzano nella Grecia settentrionale, in particolare nella Tracia orientale, nella penisola calcidica e in Tessaglia.
Fasi del Neolitico
- Neolitico aceramico, ca. dal 6500 aC
- Neolitico medio o civiltà di Sesklo, ca. 6000-5000 aC
- Neolitico recente o civiltà di Dimini, ca. 5000-3000 aC
Per il Neolitico aceramico i siti più importanti sono in Tessaglia, Grecia meridionale e Creta. L'economia è agropastorale e non c'è bisogno di animali da soma data la natura alluvionale del terreno; l'architettura è monumentale e si ha un commercio di beni utilitari.
Civiltà di Sesklo
La civiltà di Sesklo ha anch'essa siti in Tessaglia e i suoi insediamenti sono costituiti da cittadelle circondate dalla città bassa (archeologicamente si è calcolato che gli abitanti dei siti dovevano aggirarsi intorno alle 3-4000 unità), dotate di spesse cinta murarie (oltre un metro di spessore) con edifici rettangolari, che sorgevano su podi in pietra, forniti di finestre e porte e separati tra loro da vicoli. Abbiamo un'importante presenza di ossidiana che proviene dall'Egeo orientale e che testimonia quindi scambi marittimi. Non ci è pervenuta alcuna attestazione funeraria e la ceramica ha una decorazione semplice, lineare e geometrica.
Civiltà di Dimini
La cultura di Sesklo fu ben presto obliterata dalla facies di Dimini (4300-3800 aC): gli ornamenti della ceramica ci parlano di evoluzione con le decorazioni spiraliformi e figure a resa naturalistica; per quanto riguarda l'architettura abbiamo una recinzione importante con più cinta murarie.
Creta nel Neolitico
Creta nel Neolitico antico attira molte persone da terre circostanti: Cnosso diventa meta di una strutturata impresa coloniale da Oriente. Nel Neolitico finale (IV millennio) la popolazione insediata a Creta ha molti contatti commerciali con le terre circostanti: lavorazione di metalli di origine anatolica. Questi coloni diventano minoici? Cretesi? La civiltà minoica sembra essere il risultato di una mistione di molti popoli soprattutto orientali (ci sarebbe anche l'afflusso di altre popolazioni dalle Cicladi) il cui centro culturale è Delo. I minoici apparterrebbero etnico-linguisticamente al pre-indoeuropeo.
Insediamenti di Cnosso, Festos e Chania
Cnosso: Nel sito di Cnosso a Creta nel Neolitico sono 5 ettari di estensione, segno di progressione demografica costante. Prima embrionale suddivisione della produzione. Abitazioni ammassate tra loro senza spazi comuni. L'unità di produzione e consumo è la famiglia. Non c'è vera e propria economia.
Festos: Situazione simile tranne che per un piccolo edificio circolare con una quantità infinita di ceramica (o un deposito o un luogo di culto).
Chania: (Creta settentrionale) presenta una tomba circolare (a tholos): più antico esempio di struttura funeraria a Creta, possibile indizio di segmentazione dei gruppi familiari ma è solo un unicum.
Antica età del bronzo (3300-2000 aC)
A Creta durante l'Antico Minoico (3500-2000 aC) (prima fase dopo il Neolitico), o età prepalaziale, c'è un momento di benessere con crescita demografica, aumento di insediamenti e compagine sociale ancora egualitaria. Non ci sono luoghi di culto comunitari e piazze di mercato, non ci sono cioè città ma insediamenti. In alcuni centri lungo la costa invece si ha l'affermazione di piccoli insediamenti della società (in particolare tecnici quali metallurghi o ceramografi), probabilmente a causa dei contatti con altre culture in particolare orientali e delle Cicladi. Le Cicladi “scogli” in mezzo all'Egeo che permettono di viaggiare da Oriente a Occidente, progresso che continua anche nel periodo successivo. Colonie commerciali sono individuabili grazie al diffondersi in ambienti al di fuori di Creta di prodotti in ceramica. Il commercio è fondamentale per lo sviluppo cretese. Ci sono dei luoghi che presentano particolarità che fanno presagire un rapido sviluppo. Iniziano attività specializzate, la popolazione inizia a diversificarsi.
Insediamenti di Myrthos
Myrthos: L'aggregato abitativo, complessivamente circondato da cinta murarie, testimonia un tentativo di organizzare le piccole abitazioni intorno ad uno spazio aperto. Resti di una bottega di un vasaio o di un conciatore di pelli testimoniano una specializzazione nella produzione. Nei pressi dello spazio aperto sembra essere stato individuato un luogo in cui probabilmente venivano stoccati i beni alimentari. Le sepolture a tholos sono pensate per il raggruppamento di tutto il nucleo familiare.
Media età del bronzo (2000-1550 aC)
Nel Medio Minoico si ha una capillare occupazione della campagna, in particolare nei siti di Cnosso, Festos e Mallia. Inizia una segmentazione sociale (nelle strutture funerarie si inizia a vedere rilievo dato a singoli personaggi) e l'affermarsi di sedi cultuali legate a specifici luoghi territoriali (i cosiddetti santuari di montagna). Ci sono inoltre indicazioni crescenti di presenza minoica nell'Egeo —> Talassocrazia minoica.
La fioritura dei primi palazzi è da ascriversi alla prima metà del II Millennio 1900-1750 aC; i secondi si datano fino al 1450 aC circa. I primi palazzi sono espressione della potenza di Creta e del dominio sull'Egeo e sul Mediterraneo, con colonie, commerci, complessi abitativi importanti. Perché improvvisamente tutto crolla ed è poi subito ricostruito? Per quanto riguarda la ricostruzione possiamo sicuramente dire che grazie alla grande ricchezza e potenza economica i minoici dovevano essere ben radicati nel territorio. Varie sono state le ipotesi degli studiosi:
- L'eruzione di Thera e il conseguente maremoto: il secondo avrebbe influito inesorabilmente sulla talassocrazia distruggendo le imbarcazioni commerciali, mentre la prima avrebbe causato un oscuramento del sole della durata di diversi mesi, tale da danneggiare l'agricoltura. Ma se per la dendrocronologia e per l'analisi dei pollini l'eruzione sembra poter essere datata al 1628, il carotaggio al polo nord ha fornito una datazione completamente inconciliabile con questa e quindi con la distruzione dei primi palazzi;
- Arrivo di genti ostili dal continente: i micenei;
- Grossi terremoti, di cui si hanno tracce archeologiche;
- Lotte interne tra diversi palazzi.
Oggi si pensa a una serie di concause. La cosiddetta talassocrazia di Minosse, databile al 1800 aC è anteriore alla distruzione dei primi palazzi. I palazzi sono centri polifunzionali che nascono dove c'è qualcosa da gestire: accentramento di materie prime da restituire poi lavorate alla popolazione, magazzini ben organizzati —> Un centro amministrativo-culturale-religioso. Sono edifici monumentali su più livelli (potevano arrivare a 3 piani di altezza), ruotano attorno ad una corte centrale (ricalcate sul modello del vicino Oriente). Centri amministrativi nei quali i beni venivano catalogati tramite la scrittura. In particolare abbiamo testimonianza di tre diversi tipi di scrittura in uso presso i minoici: la lineare A, il geroglifico e la scrittura del disco di Festos. Quest'ultima è attestata appunto dal solo disco, ritrovamento nel megaron del re (forse un dono): esso consta di 45 diversi segni, in un sistema di scrittura che sembra essere connesso a tutti i sistemi scrittori del Mediterraneo; non è possibile datarlo a causa della manomissione della stratigrafia.
Il perché dell'utilizzo di due diversi tipi, la lineare A e il geroglifico, per funzioni simili è ancora discusso. È proprio il passaggio dalla lineare A alla lineare B a testimoniare il passaggio dalla cultura minoica a quella micenea, insieme alla comparsa di armi continentali in strutture funerarie. Evans riconobbe in queste strutture una serie di elementi che si riproponevano identici in tutti i palazzi, come l'orientamento N-S (per avere fresco tutto l'anno) e l'organizzazione intorno a una corte piuttosto grande nella quale spicca una passerella sopraelevata che richiama il modello anatolico dei palazzi sumeri.
Palazzi di Festos, Mallia e Cnosso
Palazzo di Festos: Il nuovo palazzo è ricostruito appoggiandosi a quanto resta del vecchio, e i vecchi magazzini (siloi ipogei) sono obliterati, segno che ora le derrate alimentari vengono stoccate in ambienti palatini (possibile indizio di coincidenza tra signore del palazzo e sacerdote). Il complesso cultuale è principalmente proiettato verso il cortile ovest, sede di celebrazione collettiva intimamente collegata adesso al signore del palazzo.
Palazzo di Mallia: I magazzini sono disposti N-O e a S-O rispetto alla struttura e non inglobati nel suo centro: ciò sta ad indicare che l'amministrazione dei beni e il controllo dello stoccaggio non erano sotto il controllo del palazzo, dal momento che sono distanti dallo stesso. Struttura abitativa intorno alla corte centrale, quantità infinita di documenti amministrativi; anche strutture abitative di gran lusso. Sembra che ci sia un élite che sta nel suo quartiere, segno di individui facoltosi che gestivano l'amministrazione in collaborazione con il re; troviamo anche un ambiente aperto, forse un'agorà, collegato alle due principali vie che conducevano al palazzo, e con panchine lungo il borgo della piazza che fanno pensare all'esistenza di un consiglio e quindi a una divisione gentilizia. Mallia dunque all'avanguardia per quanto riguarda la segmentazione della società.
Palazzo di Cnosso: Il primo fu distrutto da un terremoto, poi subito ricostruito monumentalmente sulle rovine del primo e anche qui obliterati i precedenti siloi; al secondo piano finestre dette della teofania (il signore si mostrava alla popolazione). Sistema vario eccezionale che porta direttamente al porto.
Il sistema palaziale comunque non è una peculiarità di Creta, venne emulato al di fuori dell'isola nelle zone più frequentate dalla flotta di Minosse. Ciò che manca per poter individuare queste zone come prepoleiche è la presenza di un luogo di culto, centro di aggregazione che permette l'identificazione di tutta la città come un'unità, in quanto figli o creature di uno stesso dio comune. Nei primi palazzi infatti non abbiamo neanche veri e propri edifici chiusi ma solo ambienti all'aria aperta, riconoscibili dai resti archeologici di offerte votive: i santuari di altura, ovvero luoghi di culto posti sulle montagne, o i santuari di grotta, entrambi lontani dal centro abitato. Con i secondi palazzi invece abbiamo il tentativo dei signori di collegare questi luoghi di culto con la struttura abitativa attraverso strade lastricate (permettendo un controllo anche di tipo religioso sul popolo). Si avevano sacrifici sia cruenti che incruenti (forse anche umani). Da chi era gestito il culto? Gli elementi tipici (ascia bipenne, folgore, doppie corna di toro) sono le stesse immagini che ritroviamo in funzione decorativa all'interno del palazzo, quindi è ipotizzabile che le stesse élite gestissero entrambi gli aspetti.
Luoghi di culto
Due luoghi di culto: santuari in grotta e santuari in altura. Oltre ad essere liberi, si trovano ad un'altezza di 1000m, disposti a terrazzamenti, posti lungo grandi sistemi viari. Si possono trovare piccole figurine, generalmente animali, e oggetti che riportano a contesti agricolo-pastorali. Dall'età medio-minoica compaiono questi santuari di altura. Di solito dal palazzo parte una via diritta al santuario: rappresenta il fulcro simbolico religioso importante anche per le comunità rurali. Col tempo assume sempre più un aspetto monumentale. Quelli in grotta sono più antichi: nella fase pre-palaziale essi dominano su quelli di altura, tendenza che poi si inverte. Nelle grotte i tipi di divinità sono curotrofiche: divinità femminili connesse all'agricoltura e alla fertilità che allevano i sudditi, o comunque divinità salutari (i serpenti non sono affatto i simboli). Gli affreschi ci parlano di un mondo molto legato alla natura, con riti di iniziazione. Se esisteva una figura maschile essa doveva essere una figura inferiore, di supporto (le immagini maschili sono infatti sempre più piccole). La religione minoica sembra essere a riti segreti e iniziatici, in cui probabilmente c'è la consuetudine di sacrifici umani. Le forme di culto sono gestite dall'élite palaziale; al di fuori, nei santuari di altura e di grotta, non porta nulla di diverso dai culti palaziali: segno del predominio di quello palaziale.
In un lasso di tempo molto breve abbiamo la nuova costruzione dei palazzi, la loro massima fioritura e il loro nuovo crollo improvviso. Questa volta però alla distruzione non corrispose una ricostruzione (Festos e Mallia vengono definitivamente obliterati e mai più ricostruiti). Spicca l'eccezione del palazzo di Cnosso, in parte distrutto e in parte riutilizzato, dove compare la lineare B. Nuovamente sono diverse le ipotesi sulla distruzione:
- Arrivo dei micenei dal continente;
- Scontri tra palazzi con ipotesi di richiesta di supporto di Cnosso ai micenei che avrebbero poi conquistato tutto tranne Cnosso stesso (dove appunto compare la lineare B);
- Concatenarsi di cause interne ed esterne, tra cui anche calamità naturali.
Di certo c'è che dal 1370 aC, regno di Amenofi III, nei testi egiziani non compaiono più menzioni dei cretesi ma quelle sui micenei. Con i micenei siamo ai pre-greci. I minoici no. L'eruzione del vulcano sicuramente avrà comportato contrazione dell'economia minoica, ma non può essere l'unica causa. La distruzione dei palazzi è generalizzata, coeva, ma risparmia Cnosso.
Quindi: Eruzione di terra —> Crisi economico-sociale —> Impossibilità di gestire la situazione —> Arrivo di gruppi micenei, a Cnosso si stabiliscono fino alla totale distruzione del 1370 aC. L'Età del Bronzo corrisponde al periodo Tardo Elladico (1680-1060 aC) (diviso in 3 sottoperiodi); poi si parla di Età Protogeometrica (XII-X aC).
Micenei
I micenei si presentano come popolo protogreco, dall'Anatolia settentrionale, che, giungendo nel Peloponneso, diventano stanziali e iniziano il loro processo di acculturamento minoico (Medio Elladico). A partire dal XVI sec aC abbiamo una civiltà micenea già ben sviluppata (Tardo Elladico). Il Medio Elladico è la fase dello sviluppo della cultura micenea: emerge il sistema della sepoltura e di insediamenti protourbani, con cinta muraria. Tra Medio e Tardo Elladico (1700-1600 aC) è individuato nel continente un momento di contrazione demografica: sembra che nell'area di Micene si affermi un segmento di popolazione che assurge a preminenza e individua la propria sepoltura in quello che conosciamo come circolo funerario B. Il circolo A è posteriore e segna l'inizio della grande civiltà micenea: si trova infatti una grande quantità d'oro (basti ricordare il ritrovamento da parte di Schliemann nel circolo A della cosiddetta maschera di Agamennone). Come mai questa ricchezza?
- Una popolazione che viene dall'esterno, dei principi predoni, oro forse saccheggiato proprio a Creta, portando con sé anche i lavoratori di oro. I micenei sarebbero mercenari che hanno appoggiato gli egiziani contro gli Hyksos e pagati in oro, e appresa dall'Egitto la tecnica di lavorazione, oltre che all'uso del carro da guerra;
- I micenei sarebbero proprio gli hyksos: tuttavia esaminando il circolo B si è notato un legame con la popolazione del Ponto; quindi escludendo l'influenza egizia. Per altri sarebbero dei proto-iraniani;
- La teoria più accreditata è sullo sviluppo interno: con lo sviluppo delle tecniche agricole c'è stato un aumento demografico con una nuova organizzazione e stratificazione sociale alla quale corrisponde una più complessa struttura politica (siamo nella Grecia centrale). Di conseguenza le aree periferiche vanno in crisi, come i palazzi minoici. Questo per un fatto cronologico: esaminando il circolo B, lo sviluppo si attesta al XVIII sec aC (gli Hyksos sono invece del XVI aC). Anche archeologicamente le influenze esterne delle due teorie precedenti non trovano veri riscontri: le tombe a tumulo erano già presenti in Grecia dal III Millennio aC, così come già c'era il carro da guerra.
Quindi si parla di processi di maturazione endogeni alla società elladica. Anche nel mondo miceneo parliamo di palazzo: una struttura di gestione che ruota intorno a una sequenza di vani rettangolari che inquadrano il megaron. I vani destinati allo stoccaggio di derrate alimentari e come archivi. Il megaron è il fulcro del palazzo, con una sala del trono, di solito affrescata, spesso affiancata da una sala più piccola chiamata “stanza della regina”.
L'economia è agricola: olio di oliva, miele, fichi, grano. Importante l'allevamento di ovini, caprini, suini. Il sistema palaziale è un sistema fiscale. Il territorio circostante è organizzato in proprietà private, terreni in affitto e terre incolte. Chi gestisce le terre si indica nelle tavolette come “tereta”. Il sistema puntava a rendere autosufficienti i vari centri. I metalli invece andavano cercati fuori (lo stagno soprattutto). Nel Mediterraneo importantissimo l'artigianato: elevato ruolo sociale degli artigiani. La produzione è controllata dal signore del palazzo. I bronzieri avevano un valore quasi magico, chiamati “basileus”: lavorano necessariamente distaccati dal palazzo e quando il sistema palaziale crolla rimangono questi basilei, signori oscuri, alla base della futura nascita delle polies.
I santuari hanno forti legami con l'economia —> sistema produzione <—> religione. Religione controllata dal palazzo. I bronzieri sono il simbolo di questo connubio e sono una corporazione molto potente. Il santuario miceneo non corrisponde esattamente a quello minoico o greco.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.