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Storia greca

Le età preistoriche e i primi sviluppi

Dopo l'età della pietra (paleolitico, mesolitico, neolitico), seguono le età dei metalli (bronzo e ferro). In altri luoghi del mondo esisteva l'età del rame antecedente a quella del bronzo. Il Mediterraneo possiede un ecosistema centrato sul mare; in antico, le genti che vi si trovavano intorno, per i greci, erano più vicine città distanti via mare che via terra. Il mare agevolava rapporti e scambi. Coloro che vivono attorno possiedono modi simili tra di loro.

Se osserviamo una mappa antica, vediamo che i greci si disseminano in molte zone del Mediterraneo fino al mar Nero, questo nel VIII secolo a.C. Il centro sono la penisola greca e la Magna Grecia in Italia.

Le età preistoriche

Paleolitico 50'000 – 9'000

Mesolitico 9'000 – 7'000

Neolitico 7'000 – 3'000 essa ha un’origine in aree più orientali per poi arrivare in Grecia e successivamente in Italia (6000).

Bronzo 3'000 – 1'075 Qui si creano le prime civiltà greche.

Ferro 1'050 – 31 (battaglia di Azio) (Macedonia, Tessalia ed Epiro)

Sarà nella Grecia centro-settentrionale che si svilupperanno le civiltà neolitiche. Nella zona nord troviamo delle prime cittadelle neolitiche, vi erano capanne costruite con paglia abbastanza evolute, inoltre abbiamo attestazioni di figure femminili rappresentanti la dea delle fiere, figura di culto con attenzione al corpo umano (5'000 a.C.). Anche più a sud tra Macedonia e Tessalia si trovava un'altra cittadella.

Nel neolitico tardo compaiono centri abitati, ad esempio a Sesklo, più complessi in cui si trova una casa centrale con più importanza a testimonianza della creazione di gerarchie. Vi sono prove di tecniche vascolari (vasi) che dimostrano l’evoluzione tecnica, compaiono forme geometriche sui vasi regolari attestanti un mutamento, uno sviluppo.

Scrittura ideogrammatica

La scrittura che si esprime con segni simbolici ha il problema che essi esprimono idee ma non suoni, quindi non conosciamo la pronuncia.

Il Peloponneso e le civiltà cicladiche

Nel Peloponneso a sud vi sono tre dita, quella centrale è il punto più basso del continente europeo con Capo Tenaro, in antichità vi era un santuario di Poseidone con l’accesso agli inferi.

Età del bronzo e civiltà cicladica

3'000 – 2'800 a.C. inizia l’età del bronzo

  • Antico 3'000 – 2'000 civiltà cicladica, cioè nelle isole cicliche.
  • Medio 2'000 – 1'580 Minoici e Micenei
  • Tardo 1'580 – 1'075 Minoici e micenei

Antico: Il bronzo è una lega di rame e stagno, essa è funzionale poiché resistente ad urti e a corrosione. Questa tecnica metallurgica necessita delle abilità metallurgiche, le tecniche di fusione in quest’epoca sono sviluppate e si diffondono diventando di uso comune. La civiltà cicladica si trova nelle isole Cicladi, con al centro l'isola di Delo sacra per i greci poiché lì nacquero figli di dei. Essa conobbe lo sviluppo di una civiltà enigmatica, che sviluppò un’arte plastica di piccole statuette di livello altissimo in alabastro.

Medio: Civiltà palaziali

Civiltà palaziali: si centrano su un palazzo, la vita politica e religiosa si concentra nel palazzo che comprende tutte le attività più importanti, questo evidenzia le gerarchie piramidali, nel palazzo vi sarà un signore che regge il sistema. Intorno al palazzo si svolgevano molte attività, dentro al palazzo le materie prime venivano lavorate, arrivavano materie anche dal commercio che avveniva su vasta scala. Il rame e lo stagno andavano cercati, da Cipro si prendeva il rame, ma anche dal Caucaso. Lo stagno invece andava cercato in Inghilterra ed in Oriente, perciò i commerci erano su vasta scala, a Creta arrivavano prodotti da vaste zone. Dal palazzo le materie venivano trasformate e ridistribuite.

  • Agricoltura
  • Artigianato
  • Commercio

Minoici a Creta

Essi si sviluppano soprattutto a Creta tra il 2'000 al 1'450 a.C., il nome minoico proveniva dal mito del re Minosse. Egli è ricordato positivamente dalla civiltà greca, i greci assimilano questo mito, secondo i greci Creta possedeva fin dall’antichità le migliori leggi del mondo antico. Ai greci arriva il mito di un re che regnava su tutti, dei dati dimostrano che a Creta vi erano dei palazzi e di questa tradizione abbiamo memoria nei testi greci.

Fase 2'000 – 1'700: Protopalaziale - Primi palazzi di Cnosso, Festo e Mallià. Palazzi autonomi tra di loro, vi sono inoltre presenze di culti, i minoici non avevano templi ma sulle montagne e nei boschi venivano venerate divinità, lì furono trovati luoghi di culto. Essi veneravano gli dei in località naturali. Nasce la tecnica del tornio, inoltre si sviluppa un’arte dei metalli molto raffinata. Il palazzo di Mallià, osservando la pianta, appare come un labirinto con moltissime stanze (la storia del Minotauro e di Minosse è legata). I palazzi vennero tutti distrutti nel 1'700, nonostante questo la civiltà minoica continua e vengono costruiti palazzi ancora più grandiosi.

Fase 1'700 – 1'450: Neo palaziale. I nuovi palazzi fanno parte di questa seconda fase, essi sono Festo, Cnosso e Mallià. Il palazzo di Cnosso era a più piani, esso dominava le aree circostanti per chilometri, erano centrali all’area agricola tenendola sotto controllo. La sala del trono possedeva al centro un focolare e di lato un trono. Il palazzo possedeva l’acqua e delle canaline sotterranee che facevano scorrere l’acqua, possedevano ampie competenze idrauliche. Al centro del palazzo vi era una grande corte centrale, uno spazio che portava aria e luce. La civiltà minoica possedeva una cultura del teatro con acrobati e la presenza di tori.

Erano presenti magazzini con beni raccolti dal palazzo dalle zone agricole, qui sono state trovate tavolette di argilla incisa con dei segni, probabilmente un inventario dei beni del palazzo per la ridistribuzione. Furono trovate nei magazzini giare enormi piene di risorse alimentari. Vi erano all’interno anche delle botteghe ove i materiali venivano trasformati e rielaborati. Le attività del palazzo erano la coltivazione della triade mediterranea, l’allevamento di ovini e l’utilizzo del surplus. Nel corridoio della processione vi sono ancora conservate importanti pitture, tra cui il principe dei gigli. Questo palazzo sarà occupato successivamente dai micenei nel 1'450 ed ebbero forti legami di scambio artistico con i minoici imparando da loro.

I minoici non erano greci, la loro scrittura è totalmente differente, le scritture non sono lingue. La lineare A è una scrittura che esprime una lingua sconosciuta che ancora non è stata decifrata. La lineare significa scrittura sillabica, cioè essa è legata ad un suono sillabico. Essa è dunque una scrittura a memoria complessa. Essa esprime dei fonemi sillabici. Creta si trovava al centro di numerose civiltà. Non solo a Creta ma anche in altre isole cicliche si trovavano palazzi data la loro potenza, per esempio a Thera (Santorini).

I minoici avevano come bene di lusso lo zafferano, l’avorio, il papiro, ecc. Secondo la tradizione i minoici erano grandi navigatori, erano la prima grande potenza marittima. I cretesi avevano forti relazioni con l’Egitto, vi sono geroglifici che parlano di un ambasciatore cretese che portava doni al faraone. Le scritture nell’epoca minoiche erano la lineare A, il geroglifico cretese ed il disco di Festos (un disco inciso dai due lati e diviso in 30 e 31 sezioni, i 230 segni differenti sono stati stampati con oro massiccio, probabilmente rappresentava i giorni fasti e nefasti).

L’età del bronzo è suddiviso anche geograficamente, ad esempio parlando di Creta parlerò di minoico antico, medio e tardo a seconda delle aree l’età del bronzo cambia nome. Dallo schema si nota che l’elladico medio-tardo può anche essere detto Miceneo.

I micenei

Nel 1'450 tutti i palazzi furono distrutti tranne il palazzo di Cnosso. In Grecia si sviluppa la civiltà Micenea, questa è una nuova civiltà proveniente dall’esterno intorno al bronzo medio (ellenico medio), delle genti scendono dal nord instaurandosi in Grecia, effettivamente parlavano una lingua proto greca, cioè antica, poiché differente dal greco antico successivo. Le tracce più imponenti di queste civiltà, con i palazzi più importanti sono il palazzo di Micene, quello di Tirinto, Pilo, Teve, Iolkos, Cnosso. Cnosso poiché si sviluppa ed estende nel 1'450 anche a Creta, quando i micenei distruggono tutti i palazzi tranne quello di Cnosso. Creta diventa gestita dal solo palazzo di Cnosso. Vi sono molte differenze tra la civiltà micenea e quella minoica.

La scrittura dei micenei è decifrata, poiché Ventris, un bancario del 1'952 ha decifrato la scrittura lineare B. La città di Micene è complessa, il palazzo del re è posto in altezza, in queste società compaiono a capo di essa famiglie di guerrieri. Salendo si arriva alla sala del re. Vi era accanto un circolo B con tombe molto più antiche, è presente il tesoro di Atreo, una tomba a forma ogivale con grande resa acustica. Nelle tombe micenee si trovavano spade, pugnali e moltissimi oggetti d’oro.

Tirinto è circondata da spesse mura e anch’essa elevata verso l’alto, la sala del trono si trovava nella struttura a tre stanze chiamata Megaron. Iolkos era differente, sempre fortificata con una doppia fila di mura ma rotonda.

Differenze tra civiltà micenea e minoica

Il palazzo di Cnosso si espandeva in orizzontale, forse poiché i minoici non dovevano difendersi con delle mura, inoltre sembrerebbe che i minoici non fossero molto belligeranti e guerrieri, inoltre Creta era difesa dal mare essendo un’isola, il centro era il cortile aperto. Il palazzo Miceneo aveva la necessità di strutturarsi in verticale ed erano protette da mura, il centro era il Megaron.

Il palazzo di Pilo, presenti due Megaron, uno appartenente ad una età più antica. Il Megaron aveva due colonne, un anti ingresso, una piccola sala e la sala del Megaron con il trono del signore, sono proprio le tavolette epigrafiche a dare informazioni su esso. Esso si trova sul terzo dito a destra del Peloponneso, esso era il palazzo di Nestore. Micene si trovava poco distante da Corinto, nel passo del Tretos che controllava tutti i commerci della zona.

La prima lineare B venne inventata a Creta, si accorsero della lineare A traendone un insegnamento, imitano i segni della lineare A inventando la lineare B, una scrittura sillabica che esprime una lingua proto greca. La lineare B ci dice che:

  • Il palazzo è luogo di concentrazione dei beni ridistribuendoli
  • Centrale nel ruolo economico
  • Centrale nel ruolo religioso

Signore: Wa-na-ka

Ruolo preminente in ambito politico e religioso. Era un capo militare Ra-wa-ke-ta, Governatore di provincia Da-mo-ko-ro forse il capo degli artigiani. Qa-si-re-u Il capo degli artigiani diverrà il re in futuro, forse perché manteneva le capacità di lavorare i metalli. Diverrà in greco basileus, cioè il re.

Schiavi (douloi): Do-e-ro-i

Parte della società priva di diritti, privi di autonomia e libertà (Siculo descrisse le condizioni di lavoro nelle miniere egiziane degli schiavi, in opposto vi sono gli schiavi nati in casa quasi come membri della famiglia, vi erano dunque tante situazioni diversificate degli schiavi).

I micenei avevano grandi competenze idrauliche, vi era un’immensa palude che i micenei bonificarono trasformandola in un lago, il lago Kopais. Grazie ad una canalizzazione delle acque la palude divenne lago, oggi rimangono solo corsi d’acqua.

Le tavolette da Micene e da Pilo

In esse vi sono segni in lineare B, una di esse affermava di un possessore di terre che ottenne terreni pubblici e produsse 6 quantità di grano (unità di volume). Essa racconta dell’economia del palazzo in modo pragmatico.

  • Prodotti della terra:
    • Cereali
    • Lino e sesamo
    • Olio: ideogrammi dell'olio, vi erano due segni diversi per l’ulivo selvatico e quello innestato.
    • Vite
    • Fichi
    • Coriandolo
  • Allevamento:
    • Cnosso: 100'000 pecore, questa società era articolata e avanzata.
  • Il palazzo pretendeva delle imposte, obbligazioni verso il palazzo, le tasse venivano pagate attraverso dei beni pregiati:
    • Lino
    • Profumi
    • Miele
    • Pelli

Arte e artigianato

Esistevano molte tipologie di vasi, ognuno utilizzato per scopi differenti, proprio il lavoro sulle arti vascolari permette di datare tutti i ritrovamenti. La ceramica è uno strumento di datazione fondamentale (grazie agli elementi decorativi che determinano la cronologia con lo stile). Queste civiltà palaziali erano dunque molto complesse.

Metallurgia

Ka-ke-we: fabbro. A Pilo erano presenti 400 fabbri, le decorazioni sulle armi erano raffinate e suddivise in oro, argento e bronzo. Tecniche di niello e geminatura, essi conoscevano l’arte di scaldare i metalli a una giusta temperatura per dargli un preciso colore, così da creare un’opera metallurgica di più colori. La metallurgia era dunque molto avanzata.

Oreficeria

L’arte della lavorazione dell’oro proviene dalle conoscenze delle civiltà orientali, riuscivano a realizzare sigilli di dimensioni estremamente piccoli. I sigilli micenei sono nutriti dalla tradizione precedente minoica.

Lavorazione dell’avorio

Una tavoletta da Cnosso in argilla parla di 46 frammenti di avorio ottenuti da un mercante, mentre 8 transazioni sono andate perdute. La parte inferiore definiva il tema della tavoletta.

Lavorazione tessile

Su un’altra da Cnosso, riguardo l’ambito tessile, dimostra che la lineare B era più complessa, vi erano anche ideogrammi riguardo la distinzione tra vestito e vestito ben fatto. Venivano utilizzati lana, lino e seta. Tutto ciò che facevano nei palazzi veniva scritto. Inoltre questa civiltà aveva fissato pesi e misure per le materie.

Il relitto di Uluburun

Una nave che affondò tra Cipro e Rodi nel 1'316 a.C., conteneva moltissimi materiali preziosi provenienti dal centro Africa e da moltissime civiltà. In questo relitto sono presenti oggetti provenienti da tutte le aree mediterranee. Furono trovati anche dei cadaveri, persone provenienti da aree medio orientali, tuttavia vi sono due figure micenee con l’armatura micenea, poteva trattarsi di due mercenari a protezione della nave. I lingotti a pelle di bue in rame fungevano come una sorta di pre-moneta.

(La civiltà degli ittiti, indoeuropea, aveva delle affinità con i micenei ed erano anch’essi guerrieri. Si diffondono fino a raggiungere la Mesopotamia, sono una civiltà molto potente)

La fine della civiltà micenea – XII secolo a.C.

Vi sono moltissime ipotesi sulla fine del mondo miceneo, una parla di moltissime distruzioni ed incendi nel corso del XII secolo, da Pilo, poi a Micene e infine a Tebe. La causa degli incendi? Popoli del mare, terremoti o crisi politiche, invasione dorica, legame con la guerra di Troia (XII secolo) essendo loro nella tradizione greca gli achei? Tuttavia, la produzione di ceramica continua nel tempo, la civiltà si dissolve partendo dalle sue componenti più alte, vi è dunque una decomposizione e non una distruzione totale.

Spostandoci in Egitto a Luxor troviamo un rilievo che mostra il faraone che combatte contro i popoli del mare in cerca di abbattere la civiltà egizia. Nelle tavolette ittite si parla di popoli del mare che stanno invadendo il regno ittita. I popoli del mare sarebbero estremamente distruttivi.

La tavoletta di Pilo An 657 (fonte 7.) parla di una rassegna di truppe, si descrive come sono stati posti i contingenti a difesa delle coste, al comando vi era Malleus che dà ordini ad un elenco di uomini sotto di lui. Essi erano al comando di contingenti, tra cui uno di 50 uomini. Il secondo comandante è Nedwatas, infine si dice che questi uomini provengono da Kuparissos, ancora esistente. Questi uomini erano di tipo differenti ed in 20, in un’altra località erano dello stesso tipo ed in 10.

Si fa il resoconto delle forze stanziate a difesa della costa, dalle località riconosciute si è ipotizzato che quel tratto di costa fosse lungo 100 km. Questa tavoletta indicherebbe il pericolo proveniente dai popoli del mare, gli stessi di egizi ed ittiti.

Da qui arrivano problemi, le tavolette ittite riportano i nomi dei popoli dei mari tra i quali gli achei. Potrebbero esserci stati movimenti che sconvolgono il Mediterraneo e per tutti erano popoli del mare essendo tutti sulla costa. Questa tavoletta dimostra che tra le cause della fine del regno miceneo vi è quella delle invasioni dei popoli del mare.

Ipotesi sulla fine del regno

  • Cause fisiche interne naturali (terremoti, siccità, ecc.)
  • Guerre tra principati
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

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