Lezione 1 - 28.09.2023
Per la prima volta
Insegnare alla scuola primaria dà l’opportunità di provare esperienze che per i propri alunni avvengono per la prima volta.
Hi-storia: il parlare, il raccontare
La storia nasce da una forte dimensione di racconto (importante la dimensione del racconto, non un elenco). Era una dimensione che la civiltà greca aveva come nativo, si raccontava con i racconti, era un loro modo per cercare e spiegare un passato che non conoscevano (nascita degli uomini, rapporto uomini e dei). In questi miti si infilano degli elementi che i racconti conservano come memoria, come la guerra di Troia, racconto epocale, rappresentava un punto di inizio. La storia nasce partendo da una forte dimensione di racconto, si raccontava per cercare di spiegare un passato che non conoscevano ma che dentro quei racconti conservavano come memoria (nascita degli uomini, dei).
Prima testimonianza scritta
In questi versi c’è già quasi tutto del fare storia:
- Elementi tecnici: la musa canta bene perché sa mettere gli esempi nell’ordine esatto.
- Verbi: “quanto gli achei collettivamente fecero, subirono e soffrirono” dimensione pratica che caratterizza quella società e che ci dà un’idea forte di racconto storico: non ci dice solo che gli achei fecero ma anche quello che subirono (dinamica storica: si fa e si subisce, c’è anche la natura e il caso e non solo ciò che si fa) e tutto quello che soffrirono (dimensione prima di entusiasmo di essere protagonisti, fare creatività ma allo stesso tempo la sofferenza e la tragedia).
- Metodo storico: fatti messi in ordine, chi è il testimone, qual è la fonte da qui desiderio di conoscere il passato che con l'inizio del V secolo definisce l'inizio della storiografia.
Ecateo di Mileto, Genealogia, FGrHist 1 F 1 a
Ecateo di Mileto così racconta: scrivo queste cose, come a me sembrano vere. Infatti, i racconti dei greci, come mi si presentano sono molteplici e ridicoli.
- Mette il suo nome e la sua città: i greci potevano indicare o il patronimico con i suoi concittadini (genitivo del nome del padre, Ecateo figlio di…) oppure con il nome della città fuori dalla propria comunità (Ecateo di Mileto) in base a chi si rivolgevano; quindi scrive a tutto.
- Si presenta dicendo “racconta”.
- Troviamo un inizio uguale nelle grandi iscrizioni rupestri.
- Nome + città di provenienza + “dire, raccontare” = epistolare, ci si rivolge a chiunque voglia leggerlo, non un pubblico ben individuato.
- La storia che racconta l’ha scritta lui, ci mette la faccia: lui ha fatto il possibile per renderla vera.
Erodoto di Alicarnasso
- Il racconto è preceduto dalla ricerca (ricerca racconto).
- Facciamo storia perché gli eventi umani non svaniscono nel tempo, per conservare la memoria.
- In Erodoto emerge la considerazione che modifica il modo di fare storia perché si percepisce che pur volendo raccontare tutto degli eventi umani ci sono dei fatti “grandi e meravigliosi” che ti lasciano a bocca aperta sia positivamente che negativamente.
- Frase importante “compiute dai greci e dai barbari” sua opera inizialmente fruita a teatro e non scritta, ecco perché molto teatrale in alcune parti (la storia che diventa teatro = prima idea di laboratorio).
- Dopo 9 libri passa a raccontare della guerra e non ce la racconta come inevitabile ma se ne stupisce in quanto fino ad allora greci e barbari avevano vissuto insieme, non si consideravano stranieri motivi: i greci non volevano più pagare il tributo ai barbari.
Domanda aperta esame
Ecateo e Erodoto hanno dato inizio alla storia come un racconto: del passato fra la memoria da conservare e la necessità di un metodo. Commentando le linee introduttive delle opere dei due autori, si sviluppi un racconto di un fatto della storia greca significativo rispetto ai principi enunciati da Ecateo ed Erodoto.
Tucidide
- Padre del metodo storico (passo nativo del metodo).
- C’è maggiore riflessione: bisogna lavorare e verificare le fonti, non basta raccoglierle.
- È giusto intervistare le persone ma bisogna porre attenzione perché ognuno si ricorda un fatto in maniera diversa, bisogna quindi cercare altre fonti e confrontarle (orali, scritte).
- È utile per tutti la storia? Possiamo pensare che sia utile perché facciamo esperienza di un passato non vissuto che però ci può essere utile nel nostro presente perché i fatti si ripetono in modo identico o simile. Facendo esperienza di storia conosciamo meglio l’essere umano, ciò che hanno vissuto gli uomini e le donne del passato.
Perché fare storia greca? Usare i greci come una grande palestra perché neutrale; presso i greci si genera la storiografia, Ecateo, Erodoto e Tucidide compiono un percorso storico attendibile, accertabile e verificabile attraverso fonti e obiettivi.
Introduzione alle poleis greche
Polis punto di eccezionalità; per motivi contingenti e casuali hanno potuto governarsi in una comunità di uomini (alcuni uomini maschi tutti uguali gli uni con gli altri fanno esperienze di uguaglianza, chiunque di loro può proporre leggi, candidarsi ad amministrare giustizia). Si è manifestato in Grecia solo perché ci sono trasformazioni storiche che generano opportunità, non perché i greci fossero migliori o superiori. Ogni racconto del passato fatto dagli antichi non è la storia di tutta l’umanità ma vogliono raccontarci una cosa perché ci vedono dentro un’esperienza che possa essere utile, non vogliono raccontarci la storia dall’inizio alla fine ma un fatto, un evento o un personaggio storico.
Esempi di questo sono l’Iliade e l’Odissea; l’Iliade non racconta tutta la guerra di Troia, l’Odissea non racconta tutta la vita di Ulisse; ma perché ci è stata raccontata solo una parte? Non l’inizio, non la fine ma un anno? Viene raccontata una sezione temporale ben definita e intorno ad un personaggio in particolare. In entrambe le opere la lite è inevitabile ma l’obiettivo della polis è come gestire e come risolvere la lite ed arrivare alla riconciliazione, fondamentale affinché non si arrivi alla distruzione della polis stessa.
Iliade inizia con l’ira funesta del pelide Achille e finisce con Achille che torna in sé, si riconcilia con Agamennone e torna a combattere e porta alla vittoria della guerra. Odissea inizia anch’essa con una lite e prosegue con Penelope che dopo 10 anni dovrebbe tornare dal padre ed essere riassegnata in moglie ma temporeggia aspettando che il figlio diventi maggiorenne, l’Odissea si conclude con una riconciliazione molto tardiva (dopo molta violenza e una strage da parte di Odisseo che si ferma solo un attimo prima della distruzione totale grazie ad un intervento di Zeus).
Le Supplici di Eschilo opera teatrale rappresentata ad Atene circa a metà del V secolo, teatro di Dioniso, periodo pericleo. È una tragedia di Eschilo che faceva parte di una trilogia tragica, la prima è nota e parla delle prime 5 figlie di Danao (ne ha avute 50, tutte femmine).
Trama: Danao ed Egitto erano due fratelli gemelli che condividevano la sovranità sul regno d'Egitto. Il primo aveva avuto cinquanta figlie, il secondo altrettanti figli. Egitto aveva tentato di imporre il matrimonio tra i propri figli e le figlie di Danao (chiamate collettivamente Danaidi), ma un oracolo aveva predetto a Danao che un suo nipote l'avrebbe ucciso; per questo il re aveva vietato alle figlie di sposarsi e, alla richiesta di matrimonio dei cugini, queste si erano rifiutate ed erano fuggite ad Argo, in Grecia. La tragedia prende avvio quando le Danaidi, appena sbarcate in terra greca, vengono esortate da Danao a raggiungere il recinto sacro, dove i supplici hanno per antica consuetudine un inviolabile diritto di asilo. Esse raccontano la loro storia a Pelasgo, re di Argo, ma quest'ultimo è restio ad aiutarle, per il timore di una guerra contro l'Egitto. Le donne si affidano nelle loro invocazioni a Zeus protettore dei supplici, la cui ira è temuta da Pelasgo; d'altra parte esse, non volendosi sposare, sembrano violare una legge di natura. Infine il re promette di portare la questione di fronte all'assemblea cittadina; dal canto loro, le Danaidi affermano che, se non verranno accolte, si impiccheranno nel recinto sacro. Pelasgo dunque si reca con Danao all'assemblea, e poco dopo torna con buone notizie: si è deciso di accogliere la supplica delle ragazze. Queste allora intonano un canto di gratitudine, ma ben presto arriva un'amara sorpresa: gli egizi sono appena sbarcati presso Argo, e vogliono rapire le Danaidi. Arriva l'araldo egizio con i suoi armigeri per portarle via, ma l'intervento di Pelasgo glielo impedisce. L'araldo se ne va urlando minacce: la guerra tra Argo e l'Egitto è ormai inevitabile. Le Danaidi vengono allora accompagnate da Danao e da alcune ancelle dentro le mura della città.
Lezione 2 - 29.09.2023
I fatti storici come cornici
I fatti storici che vengono raccontati sono contenuti all’interno di cornici, delle convenzioni utili ad organizzare e non sono unitari, cioè uguali per tutti (es. guerra mondiale è un concetto postumo comune ma per ogni stato è differente). Sono vere e proprie scatole che contengono degli oggetti storici definiti per convenzione. Cosa sono quelle cose che è necessario conservare più delle altre? Come devono essere selezionati i contenuti? Si parte dalla considerazione che il racconto storico nasce dall’organizzazione dei contenuti e delle categorie.
- Scatola 1: periodo storico
- Scatola 2: sottoperiodi in cui è scandito il periodo principale
- Scatola 3: fatti
- Scatola 4: singolo evento
Inizio della civiltà greca
C’è un punto di inizio per parlare della civiltà greca: Neolitico (iniziamo culturalmente da qui, perché è da qui che ha iniziato Tucidide = importanza di quella letteratura). Tucidide va indietro nel tempo raccontandoci una storia greca rapidissima parlandoci della talassocrazia (dominio sul mare) di Atene sul mare iniziata a Creta con Minosse che è stato il primo talassocratico. Questo punto di inizio è cruciale perché ricercato nella più antica talassocrazia che si sarebbe potuta trovare (debole).
Nel passaggio al nuovo millennio (ricordiamo che contiamo al contrario dato che siamo a.C.), vediamo che c’è un luogo nel quale lo sviluppo urbanistico della ceramica ha un’improvvisa accelerazione, ossia Creta. Nascita civiltà (civiltà minoica policentrica senza una grande capitale da Tucidide, cfr. Minosse. Importanti città di Cnosso e Festo).
Qui le città si costituiscono intorno al grande palazzo, grande palazzo città palaziale. Due fasi dei palazzi (differenza della complessità architettonica dei palazzi):
- La civiltà protopalaziale 2000 – 1700 (dei primi palazzi)
- La civiltà neopalaziale 1700 – 1425 (dei nuovi palazzi) aumentano le stanze, aumenta la superficie, cresce il numero di piani.
Questi palazzi sono un luogo polifunzionale, non sono il palazzo del re in quanto il re non c’era, serve come magazzino, come luogo di commercio, per le feste. Tutto questo non lo sappiamo grazie a degli scritti perché ad oggi quegli scritti non sono ancora stati decifrati.
Domande chiuse esame
Cosa si intende per età neopalaziale?
- Un periodo dell’età del Ferro a Creta caratterizzato da una nuova architettura palaziale.
- Un periodo dell’età del Bronzo a Creta caratterizzato da un’organizzazione palaziale più articolata rispetto a quella di età propopalaziale.
- Un periodo dell’età del Bronzo in Grecia caratterizzato da un’organizzazione palaziale più articolata rispetto a quella di età propopalaziale.
- Un periodo dell’età del Ferro a Creta caratterizzato da un’organizzazione palaziale più articolata rispetto a quella di età protopalaziale.
Età protopalaziale un periodo dell’età del Bronzo a Creta caratterizzato da un’organizzazione parziale meno articolata rispetto a quella di età.
Palazzo minoico (Cnosso)
Il palazzo minoico non ha fortificazioni e troviamo dei meravigliosi affreschi che ci raccontano di una civiltà solare, gioiosa e serena, emerge il legame con il mare e sono rappresentate diverse donne elegantemente vestite che ci raccontano di una civiltà in cui avevano un ruolo sociale. Lineare A scrittura minoica, non decifrata.
Santorini (antica Isola di Thera)
Intorno al 1450 è stata sconvolta da un’eruzione vulcanica che scatenò un maremoto che toccò anche Creta e una parte dell’isola di Santorini collassò. Negli affreschi ritrovati a Santorini sono rappresentate donne anche qui eleganti e rappresentanti un ruolo sociale, pescatori, barche con i remi… manca la guerra, i maschi.
In epoca Micenea
Individuiamo due età in ordine al palazzo (2000 – 1700; 1700 – 1425), nel 1425 abbiamo una rottura e nel mondo minoico vediamo comparire membri di un’altra civiltà già comparsa durante il Peloponneso mentre nel 1425 compenetra nella civiltà minoica civiltà Micenea, quella più antica di cui ci parla l’Iliade, è anch’essa una civiltà palaziale.
Il palazzo miceneo ha delle grandi mura di fortificazione che hanno un duplice obiettivo di difesa e di manifestazione di forza e potere; c’è un re, il wanax. Attenzione alla difesa del palazzo ma allo stesso tempo espansione mediante aggressione infatti in loro riconosciamo i vincitori della guerra di Troia. Lineare B scrittura micenea, siamo riusciti a decifrarla, è molto simile alla lineare A ed è stato riconosciuto in proto-greco con cui il greco sarà in continuità. Grazie a questa scrittura siamo riusciti a identificare alcuni ruoli all’interno della società:
- Wanax: re
- Lawaghetas: comandante militare
- Lawoi: aristocrazia militare
- Damoi: residenti
Propensione sul mare e di conquista del mare, i micenei arrivati per commerciare piano piano si prendono quel territorio. Nel 1100 la civiltà entra in crisi e improvvisamente svanisce, il palazzo viene abbandonato, le pietre utilizzate per costruire palazzi e la terra sedimentata ricopre tutto, riscoperto solo grazie agli scavi. Segue un momento di grande trasformazione guerra di Troia. La fine di questo secondo millennio è un periodo drammatico di grande crisi di natura forse economica, c’è il crollo dei principali imperi, quello che era un terreno arido diventa improvvisamente arida e la popolazione ormai cresciuta affronta la carestia. Le popolazioni nate intorno ad un palazzo si disgregano e tornano a vivere sparse, disgregazione dell’organizzazione sociale che perde il controllo che perde il controllo e si sviluppano forme autonome come la nave, l’agricoltura in maniera più sparsa, meno organizzata. Il lineare A e B insieme al palazzo sparisce e non c’è nessuna scrittura che la sostituisce. Vi è destabilizzazione. Ma perché? Terremoti? Incendi? Ribellioni? Crolla tutto insieme e si apre una nuova epoca che chiamiamo la Dark age (secoli bui).
Dark Age
Secoli bui perché abbiamo poche informazioni, solo qualche ritrovamento archeologico ma poca ceramica, nuclei urbani disgregati… è capitato qualcosa che a noi sembra un regresso ma per i greci è una nuova opportunità, ci porta fino all’età Arcaica con le polis. Inizio dell’età del ferro, nuove tecniche di fusione permettono di utilizzare questo metallo che sostituirà la lega del bronzo (rame + stagno) negli attrezzi agricoli e nelle armi da guerra portando a migliori risultati.
Domanda chiusa esame
Quali tra le seguenti affermazioni sono corrette?
- L’epoca protostorica si articola in tre età che si succedono l'un l'altra secondo questo ordine: età del Rame, età del Ferro, età del Bronzo.
- L’epoca protostorica si articola in tre età che si succedono l'un l'altra secondo questo ordine: età del Rame, età del Bronzo, età del Ferro.
- Le civiltà minoica e micenea appartengono all’età del Bronzo.
- Le civiltà minoica e micenea praticano la cremazione dei defunti.
- Si passa dalle sepolture multiple a quelle individuali con incinerazione invece che per tumulazione.
Domanda V/F esame
- La cremazione è una pratica funeraria che in Grecia viene introdotta solo con l’avvento dell’età del ferro (V).
Tucidide ci parla di “invasione dorica” (nel mito si parla di “Ritorno degli Eraclidi) per giustificare l’abbandono e la fine dell’epoca micenea è una delle poche volte che il racconto di Tucidide non ha trovato riscontro archeologico in quanto tutti i siti archeologici hanno dimostrato che nel 1100 non c’è stata nessuna invasione e nessuna distruzione simultanea.
Domanda V/F esame
- L’invasione dorica è tutt’ora la miglior spiegazione del crollo della civiltà micenea? (F)
Poleis
Anzitutto occorre evidenziare la complessità storica e teorica che il termine polis rappresenta sia nelle valenze semantiche nella quali è attestato, sia nella varietà delle realtà storiche alle quali fa riferimento: la rinuncia all...
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