La scrittura come comunicazione e le sue evoluzioni storiche
La scrittura è la comunicazione con dei segni fissati su un supporto, rimedio all’oblio, trasmissione orale della conoscenza alla società integrata e trasmissione scritta alla società articolata che esclude gli analfabeti. Il suono e l’immagine della parola si divaricano. Formazione dell’alfabeto latino da quello greco, sviluppo della scrittura medievale (libraria, lapidaria, cancelleresca) e passaggio alla scrittura stampata (tipografia).
Tipi di scrittura ed evoluzione
Epigrafia: monumentale, pubblica; scritture librarie: funzionali, riproducibili con esattezza; scritture documentarie: private, calligrafiche. L’alfabeto greco ha forme triangolari e rotonde. La scrittura rustica veniva dipinta sui muri. Molte scritture non avevano lo spazio, e così veniva inciso un segno che funzionava da divisore. I caratteri avevano le grazie triangolari.
Per scrivere veniva utilizzato un pennino d’acciaio con la punta flessibile, e a seconda dell’impugnatura si ottenevano delle righe spesse o sottili.
Xilografia e sue applicazioni
La xilografia è una tecnica di stampa da matrici di legno che si è sviluppata nel XV secolo in Europa (400-500). Le sue caratteristiche sono: immagine lineare, immagini piene, forte contrasto e ombreggiature semplificate. Le applicazioni: frontespizi e tavole illustrate, calendari, almanacchi, giochi e carte da parati.
Le prime immagini xilografiche furono i santini e le carte da gioco; poi furono realizzate anche i riassunti della Bibbia, testi teatrali, le tavole dell’Apocalisse, le enciclopedie colorate a mano. Successivamente si iniziò a stampare con i bulini su tavole di legno di testa, ricavate da sezioni trasversali di tronchi. Successivamente si svilupparono la foto-xilografia, cliché fotomeccanico e zincografia, per la riproduzione del disegno al tratto.
Calcografia e sviluppo delle tecniche di incisione
La calcografia è una tecnica di stampa basata sull’incisione di rame e stampa in cavo, sviluppata nella metà del XV secolo in Europa, in Germania e in Italia si sviluppa nello stesso periodo; viene utilizzata da Mantegna, Pollaiuolo, Shongauer e Durer; è una tecnica di stampa diretta, derivante dall’oreficeria (600-700).
Le caratteristiche: immagine lineare con tratteggio incrociato, linea positiva e chiaroscuro ottenuto da tratteggi lineari e ampia gamma tonale a seconda dell’intensità della pressione dei tratteggi. Le applicazioni: frontespizi e tavole illustrate fuori testo, fogli sciolti, mappe e cartine. La tecnica di stampa è indiretta, mediante l’acido (acquaforte). Viene utilizzata anche per decorare le armi e le armature; nelle banconote e francobolli con la retinatura.
Successivamente si perfezionano le tecniche di incisione per ottenere effetti pittorici come il mezzo tinto e l’acquatinta. La photogravure e il rotocalco sono le versioni industriali della stampa in cavo e permettono di stampare disegni e fotografie. La photogravure ha un’alta qualità di riproduzione e bassa tiratura. Il rotocalco ha un’alta qualità per basse tirature.
Litografia e sue applicazioni
La litografia è una tecnica di stampa in piano con matrici di pietra, inventata da Aloys Senefelder in Germania nel 1798 e poi si diffuse in tutta Europa; richiede un torchio particolare a pressione strisciante (800). Le caratteristiche: immagine sfumata grazie alla granitura della pietra e ampia resa tonale (graffito, colore pieno, inchiostro diluito), esecuzione rapida e infatti non è richiesta nessuna formazione da incisore, stampa semplice e veloce con bagnatura e inchiostrazione a rullo.
Le applicazioni: tavole illustrate nel testo e fuori testo, manifesti, mappe e packaging. La tecnica di stampa è diretta, da matrice su tavola; c’è anche quella indiretta (offset), la versione industriale che va dalla matrice a un cilindro rivestito di caucciù, e da questo alla tavola.
Successivamente si sviluppa la cromolitografia che è la stampa a colori e si può stampare a più fogli e a grandi dimensioni; c’è la selezione manuale del colore, gli inchiostri sono semitrasparenti e c’è il metodo del puntinato. Successivamente si sostituiscono le lastre di pietra con delle matrici di metallo, con superficie granita, e sono più leggere e maneggevoli e possono essere utilizzate in macchine da stampa rotative.
Tipografia e invenzioni successive
La tipografia; l’inventore della stampa a caratteri mobili fu Gutenberg. C’è l’incisione del punzone con cui si creano le lettere nell’acciaio, il contropunzone è la parte bianca delle lettere e veniva inciso per primo e ha varie dimensioni. La matrice definisce la larghezza del tipo ed è replicabile in modo meccanico. Con l’evoluzione della macchina a pantografo, il designer cambia lavoro e produce dei disegni da cui vengono ricavati modelli, poi utilizzati con il pantografo.
Poi si sviluppa la linotype che aveva una tastiera e premendo i tasti, venivano spostate le matrici corrispondenti; poi si sviluppa la monotype che usa il meccanismo ad aria compressa. A Venezia si realizzano i primi caratteri romani con Jenson, Griffo e Manuzio. Garamond si dedica all’incisione di punzoni e di caratteri in corsivo e greci; il suo carattere è ispirato ai modelli veneziani; questo carattere ha subito varie modifiche, ma tutt’ora è utilizzato nell’editoria.
Nel 1500 Griffo realizza il corsivo per Manuzio, è più piccolo rispetto al romano e viene utilizzato per la produzione di classici latini aldini di piccole dimensioni; appena esce fu utilizzato in sostitutiva del romano, ma poi vengono utilizzati insieme per evidenziare delle parole nei libri. In Olanda, nel periodo barocco, Van Dijck, incide per gli editori l’Elzevier che era un corsivo molto stretto ed elegante e alcune maiuscole erano in veste calligrafica come la M, P, A.
In Francia, Luigi XIV chiese di incidere un nuovo carattere, il Roman du Roi, lo disegnò Jaugeon che era un matematico e poi lo incise Granjean. In Inghilterra nel XVIII furono realizzati nuovi caratteri: Caslon e Barskerville, avevano terminazioni.
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