PARTE PRIMA: LA FINE DELL’ANTICO REGIME
CONTADINI E SIGNORI
Alla metà del XVIII secolo la maggior parte della popolazione viveva in “imperi agrari”, cioè stati che
si basavano sulla produzione rurale per sfamare lo stato. All’apice della scala sociale vi erano le élite
locali, poi i contadini – cioè agricoltori che coltivavano piccoli appezzamenti di terra, con l’aiuto della
famiglia-‐. In ultima fascia troviamo i braccianti -‐ che lavoravano sulle terre dei contadini o dei gruppi
locali dominatori per un salario o parte del raccolto. Gli imperi agrari sono:
Cina dei Qing e dei ciong
India Moghul
Giappone Tokugawa
Iran Safavide
Giava
Porta ottomana
Russia zarista
Monarchia Asburgica
Popolazioni amerindie che coltivano i territori della corona spagnola in America centrale e
meridionale
Agricoltura diffusa anche in Africa
Perciò i contadini erano circa l’80 % della popolazione. E nello stesso tempo dobbiamo ricordare ogni
ventennio, sia le società asiatiche, sia africane che quelle europee, erano afflitte da guerre, invasioni e
carestie. Questo ci può far pensare ad una generalizzazione della categoria contadina, ma questo può
succedere solo in senso molto generale giacché si ritrovano delle differenze significative, che
dipendono anche dalle colture base a cui si dedicano.
I produttori di riso:
Cina meridionale, Sudest asiatico
o chiedevano grandi sforzi alle comunità
mantenendo efficiente l’irrigazione. Dando
lavoro a molti braccianti.
Nella Cina del Nord, India Settentrionale e
o nel Medio Oriente, aree in cui c’è meno
popolazione, erano più autonomi ma anche
più poveri.
Tra
q uesti
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si trovano combinazioni infinite
1
I contadini non sono bifolchi, ne impegnati in guerre di resistenza; ma avevano un gran senso di
moralità, riguardo i propri doveri. Anche se si trovano anche famiglie con spiccate doti imprenditoriali,
per avere più opportunità.
In ultima analisi si può affermare che le GERARCHIE SOCIALI erano molto malleabili, erano legati al
ceto ma questo non era rigido, anche per quanto riguarda il mondo orientale. Di regola la gerarchia
era: Contadini
o Mercanti
o Proprietari terrieri
o Aristocratici
o
LA POLITICA DELLA DIFFERENZA
I signori delle dinastie come quella cinese di Qing, quella Ottomana e quella Savafidica erano passate
da uno statuto di “gran Khan” al ruolo di imperatori di regni agrari. Possiamo dire si ritrovino ampie
“somiglianze di famiglie”, tra i regimi dell’Eurasia e dell’Africa occidentale e settentrionale; questo va
tenuto presente quando si prendono in considerazione gli stati-‐nazione, che contrastano con i confini
precisi e province coloniali definite. Si deve sottolineare le differenze, politiche e ideologiche, interne
ai grandi imperi agrari e le regioni europee dedite al commercio -‐ Italia e Germania erano unite
culturalmente ma avevano al lor interno molti regni e granducati -‐.
Gli stati dell’Ancieme Regime, come la Francia, vengono visti dai contemporanei attraverso i rituali
che venivano fatti ad esempio a Versailles, ma essi lavorano come stati centralizzati che intervengono
costantemente nelle società locali (ad esempio: entrate fiscali, responsabilità su strade e ponti).
Interventi simili possono essere annotati anche in civiltà lontane da quelle europee, come in Persia e
Asia Minore, negli imperi degli Ottomani, in Iran Savafide, in Cina o nell’India Moghul. Per alcune
civiltà dell’Asia gli storici propongono il nome di “società idrauliche”, giacché l’amministrazione
concentrava i propri sforzi sul mantenimento dell’irrigazione.
Tutti questi esempi ci fanno capire come:
I vecchi centri imperiali intervengono nel funzionamento delle società e dell’economia
solo in casi particolari e in aree geografiche specifiche.
Quindi l’attenzione veniva data solo in casi particolari come ad esempio la manutenzione delle strade e
dell’irrigazione. Le rivolte rurali possono essere stare causate dalle tasse imposte dai signori degli
appalti e non dalla tassazione regia in sé. Questo fenomeno fa capire la difficolta, di tutti gli imperi –
Cinese, Ashanti – a centralizzare il potere, poiché nel territorio vi erano troppi feudatari e gruppi
clanici locali. Il potere statale era solido e autorevole solo in determinate aree sottoposte a vigilanza
costante, con conseguente impossibilità di muovere forze armate rapidamente. Arrivando, nelle
società mussulmane e asiatiche, a richiedere il riconoscimento del culto del sovrano ma non
l’uniformità della fede, rispettando e accettando le élite e le comunità locali attraverso la cooptazione.
Questa avveniva in maniera varia, i metodi più estremi, studiati da Weber, erano:
L’aristocrazia militare, all’interno del quale si fondevano le dinastie dei grandi soldati e dei
! signori della terra. Questo potere dato alle dinastie doveva essere contraccambiato dando al
sovrano fedeltà e rifornimento di risorse e uomini per le guerre di conquista e difesa.
Burocrazia vecchio stile, basata sui burocrati, come le grandi famiglie che avevano
! combattuto a fianco dei sovrani.
Questi metodi venivano affiancati dai grovigli dei diritti e dei privilegi delle autonomie locali che
dovevano consolidare il potere imperiale o regio. Ad esempio lo zar aveva un potere limitato, dato dal
fatto che il governo disponeva di 16500 ufficiali, troppo pochi per controllare uno spazio così ampio. Il
territorio era quindi controllato dai proprietari terrieri.
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Una caratteristica degli antichi regimi era la tendenza ad attraversare “cicli di sviluppo”, dove i
periodi di estrema centralizzazione erano seguiti da momenti di decentramento del potere e poi di
tentativi di ricentralizzazione. Infatti verso il 700 i sovrani di Istanbul, Egitto e Siria avevano lasciato il
potere a signori locali, anche se il dominio rimaneva nel cuore dell’impero. Altri esempi possono
essere quello dell’Impero Indiano, che era controllato da potenti sudditi indù; l’Impero Asburgico,
definito come “agglomerato di unità territoriali separate, la maggior parte delle quali aveva profonde
radici e forti identità individuali”.
Altra caratteristica dei vecchi Stati era l’intreccio tra il potere politico e quello ideologico, come
nell’Impero Cinese, che possiamo ascrivere nella definizione di impero spirituali cosmico – legato sia al
potere spirituale del Dalai-‐Lama, del pachen-‐lama che dei santoni Mongoli -‐. Queste differenze
spirituali venivano incoraggiate dagli imperi, come quello Cinese. Sotto l’imperatore Qianlong
La protezione data ai diversi gruppi religiosi veniva data anche dagli (8 ottobre 1735 -‐ 9 febbraio
Imperi Cristiani Europei. Monarchi Russi rappresentavano 1796) la figura imperiale ha
l’incarnazione illuminata della Chiesa Ortodossa ma anche come grandi un ruolo imparziale e
trascendente
Khan per i mussulmani e mongoli; gli Asburgo accolsero cattolici,
protestanti, ortodossi, cristiani uniti, ebrei e mussulmani.
POTERI AI BORDI DEGLI STATI
Gli imperi prendevano dai bordi dell’impero i soldati e gli amministratori più intraprendenti, per
l’Impero Ottomano si parla di amministratori provenienti dall’Albania e dalla Romania, in Russia si
usufruiva di Tedeschi baltici, in Inghilterra di Tedeschi dell’Hannover.
Alcuni studi hanno notato come anche negli imperi agrari i mercanti e i nobili locali riuscivano a
controllare le città marittime, che erano comunque controllate da funzionari imperiali. Proprio per
questo fenomeno la Cina del XVI decise di interrompere i commerci marittimi se non strettamente
controllati da corporazioni pubbliche.
Oltre agli studi dedicati ai grandi regimi si deve tener conto delle comunità che non vivevano in in
questi contesti:
L’Africa presenti i imperi degli Oyo, Ashanti e del Grande Zimbabwe che erano delle società
senza Stato, e il loro mezzi di sussistenza derivano da agricoltura, foresta e animali.
Erano società regolate da capi lignaggio che rappresentavano gli interessi di diversi “segmenti” della
società ordinati per gruppi di consanguinei. Il potere era prevalentemente rituale e si basava sulla
meditazione col mondo degli spiriti. Questa organizzazione si trova negli  
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