Storia economica
Lezione del 23 settembre 2019
Sito: Massimo.fornasari/Didattica
I capitolo: Sviluppo economico in Europa
La storia economica è relativamente recente (intorno alla metà dell'800 in Germania), nasce un orientamento della politica orientata all'economia a cui verrà attribuito il nome di 'scuola tedesca' che si divide nella:
- Vecchia scuola storica (Roscher, Knies)
- Nuova scuola storica (Schmoller)
In questo periodo si sviluppa un metodo induttivo che si contrappone al metodo deduttivo (rapporto fra teoria e pratica), un metodo che individua teorie e concetti dopo aver studiato i fatti e la realtà, ciò porta alla concezione di teorie che non sono uguali per tutti in contrapposizione a ciò che credevano e volevano i classicisti. La scuola storica tedesca dà molta importanza ai fatti.
Su queste basi la storia economica si diffonde anche fuori dalla Germania, soprattutto negli Stati Uniti, che si basa sulla teoria istituzionalista. Il boom della storia economica si sviluppa durante il secondo dopoguerra. Ciò avviene a causa di alcuni fattori:
- Scuola francese delle Annales
- Diffusione del marxismo
- Influenza del pensiero di Keynes, delle sue categorie macro-economiche e della tematica dello sviluppo economico
- Dopo una prima crisi della disciplina (intorno agli anni '70) ci fu la sua riaffermazione dopo la recessione del 2008
In questa evoluzione c'è un punto fermo, la storia economica è una disciplina 'schizofrenica' poiché è scissa tra una disciplina umanistica (storia) e una disciplina che è nata come una scienza sociale ma che si sviluppa come una scienza esatta (economia).
Di cosa si occupano gli storici economici?
- Di cosa si produce (risorse e tecnologia)
- Di come si produce e come si è prodotto (organizzazione lavoro)
- Di come si distribuisce come ciò che è stato prodotto è stato distribuito (forme di circolazione del prodotto)
Separare gli aspetti economici e quelli culturali è un gravissimo errore (come fanno i neo-liberali), non esiste un homo economicus. La storia economica non è acqua che scivola via. La storia lascia delle incrostazioni che rimane e modifica il presente e il futuro.
Florence Noiville (diplomata francese, ora giornalista di Le Monde), enfatizza come sia importante lo studio di materie umanistiche anche in campo economico. I tecnici privi di spessore civile (coloro che non conoscono il contesto in cui operano) sono pericolosi.
L'Europa è sempre stato il faro dello sviluppo economico mondiale che ha imposto il modello capitalistico secondo Landes (storico economico, inglese). La storia obbliga, partendo dai fatti, modelli di spiegazione complessi che devono tener conto di una serie di motivazioni anche sociali, chiarendo come passato, presente e futuro siano strettamente collegati fra di loro.
Istituzioni e sviluppo economico (parole chiave):
- Istituzione (o istituti)
- Sviluppo (crescita, hanno connotazioni diverse)
- Globalizzazione
- Diseguaglianze
Istituzioni (e istituti)
Le istituzioni, intese come regole, formali e informali, sono: “uno strumento che guida e disciplina i nostri comportamenti e i rapporti sociali, creando delle regolarità nella vita di ciascuno di noi cercando di ridurre il tasso di incertezza”. Esse rappresentano dei “vincoli di natura culturale che offrono una chiave interpretativa del processo storico”.
Istituti: organismi, enti privati o pubblici creati per raggiungere determinati fini e dotati di regole e strutture relativamente stabili.
Sviluppo (non coincide con crescita)
La crescita è intesa a livello quantitativo (PIL), mentre lo sviluppo è inteso anche a livello qualitativo (calcola anche la qualità della vita, analizza modificazioni sociali e culturali).
Il reddito è un concetto inadeguato per calcolare la qualità della vita, il rapporto fra crescita e sviluppo non è sempre così ovvio. Durante il periodo del boom economico (Golden Age) un economista di origini russe: Kuznets ha teorizzato una curva ad U nella quale rappresenta gli effetti della crescita economica in relazione allo sviluppo economico. Questa curva rappresenta: la crescita economica è come una alta marea che provoca ottimismo su tutti i ceti, ciò non è storicamente vero poiché crescita e sviluppo spesso non coincidono. Il PIL non misura la qualità della vita.
Un gruppo di economisti intorno agli anni '60 cominciarono a analizzare “l'indice dello sviluppo” umano (utilizzato insieme al PIL per valutare la qualità della vita). L'indice dello sviluppo umano analizza come il PIL incida sulla qualità della vita:
- Condizioni Sanitarie
- Grado di alfabetizzazione
- La speranza di vita alla nascita
Quali sono i fattori dello sviluppo economico?
- Tecnologia (determinante durante la prima rivoluzione industriale)
- Istituzioni sociali rilevanti (forma di organizzazione economica, sociale, religiosa e politica che legano il contesto in cui viviamo)
Curva Logistica
Rappresenta la legge di evoluzione di una popolazione (e in genere di una specie vivente). Cameron individua 4 logistiche della storia economica:
- La prima si sviluppa (con la nascita dei commerci) durante il XII fino allo scoppio della peste del 1348
- La seconda si avvia durante la prima metà del 400’, in coincidenza con l’avvio dell’espansione extraeuropea
- La terza nasce in Inghilterra durante il 700’ con la rivoluzione industriale che si svilupperà in tutta l’Europa e si interrompe poco prima dei due conflitti mondiali
- La quarta si protrae dal secondo dopoguerra fino alla crisi del 2008
Globalizzazione
Le quattro logistiche di Cameron si sovrappongono ai processi di globalizzazione. La globalizzazione è un processo attraverso il quale i commerci e i processi tra diversi paesi diventano sempre più interdipendenti, in virtù di scambi economici (beni e servizi) e del movimento del capitale.
Le tre globalizzazioni:
- Post-colombiana, preparata dalle innovazioni istituzionali basso medioevali, influenzati dalle nazioni iberiche, ebbe come conseguenza la formazione di grandi imperi coloniali.
- Ottocentesca, durante la prima rivoluzione industriale in Inghilterra, con l’affermazione del liberismo e si interrompe durante la prima guerra mondiale.
- Tardo-novecentesca, guidata dagli USA, sviluppata dopo la caduta del muro di Berlino (1989) o con la caduta dell’URSS e con la fine della guerra fredda.
Diseguaglianze
La globalizzazione ha creato delle diseguaglianze fra classi sociali, la globalizzazione ha generato maggiori ricchezze che sono state veicolate verso singoli individui. La questione è complessa e controversa, gli esiti della crisi 2008 ha riportato in auge l’argomento della diseguaglianza.
Il punto di partenza: Basso medioevo (XII-XIII)
In quel periodo si caratterizzò un’area che presentava alcuni tratti comuni che chiamavano “Europa” (nacque una identità europea)
Caratteri comuni:
- Religione
- Uniformità nell’organizzazione economica e sociale (centri urbani e latifondi gestiti dalla signoria terrieri)
- Le città organizzavano la produzione di beni e servizi non agricoli
- Le signorie terriere (organizzavano la produzione di beni di prima necessità)
Inizia a profilarsi in modo embrionale un’economia di mercato che può essere un preludio al modello capitalistico e portò all’introduzione di alcune innovazioni istituzionali.
Economia di mercato: diffusione di beni i quali sono valutati sulla base di un prezzo (espressione monetaria).
La metafora della “mano invisibile” di A. Smith
Quando parliamo di mercato pensiamo ad un meccanismo spontaneo, naturale che riesce ad autoregolamentarsi, tendenzialmente efficiente. Ciò attualmente non è così, lasciato a se stesso il mercato produce dei danni chiamati “sovrapproduzione” e una “deflazione” (caduta dei prezzi). Non è un meccanismo naturale poiché è una istituzione che nasce con l’ausilio di altre istituzioni.
La prima logistica prepara la globalizzazione post-colombiana e determina la fuoriuscita dell’Europa dal periodo buio post-romanico, a partire da allora si mette in moto un circolo virtuoso nato dalla crescita demografica (da 40 a 70 milioni di abitanti).
La crescita demografica nasce dall’aumento della produzione e la presenza di eccedenze che possono essere commercializzate nei mercati locali e non. Urbainsmo.
Prima della prima logistica l’Europa era un’area caratterizzata da fitti boschi e comunità isolate fra di loro, questa Europa si modifica dopo la prima logistica. L’aumento della produzione è legato all’innovazione tecnologica (ferro da cavallo, aratro col versoio in ferro etc..) ma anche dallo sviluppo del sistema di coltivazione diviso in tre parti e non più in due (rotazione triennale), ci fu l’introduzione del maggese (pezzo di terra a riposo). L’aumento della produttività crea delle eccedenze che vengono commercializzate creando inizialmente dei “mercato locali” (più tradizionali).
Successivamente “mercati urbani” che acquisiscono importanza soprattutto in luoghi strategici, nodi di mercati. Infine ci sono i mercati interregionali, che hanno la caratteristica di riunire commercianti che provengono da tutta l’Europa, in questi mercati si commerciano beni sottili “spezie”. La crescente urbanizzazione produce la creazione di una nuova geografia politica europea ben delineata, nella quale sono presenti anche alleanze fra mercanti di diverse nazioni.
II capitolo: Sviluppo economico in Italia
La prima logistica
Si sviluppa con la nascita dei commerci e della continua urbanizzazione durante il XII secolo. Si cominciano a creare una serie di nodi commerciali in tutta Europa (in Italia ricordiamo città come: Milano, Firenze, Venezia, Firenze). Le città diventano il centro della vita economica, e da ciò consegue che gli stessi abitanti diventano esperti di commercio, nascono i commercianti, artigiani (con le botteghe), lavoranti e da professionisti (notai, avvocati, lettori, professori universitari).
Queste figure si riuniscono in organismi (in Italia, “Società D’arti”), poi si svilupperanno in corporazioni maggiori (più importanti per la economia della città) e corporazioni minori.
Le corporazioni:
- Le corporazioni davano assistenza ai singoli individui (soci)
- Avevano le funzioni giurisdizionali
- Di controllo e di formazione professione
- Controllavano il processo produttivo (decidevano il prezzo, il salario dei singoli membri e controllavano la qualità delle merci)
Non esisteva nessun tipo di concorrenza fra aziende dello stesso settore produttivo. I caratteri fondamentali della vita economica urbana erano fortemente influenzati:
- Il primo principio fa riferimento alla reciprocità e allo scambio tra equivalenti attraverso la teoria del giusto prezzo, da ciò conseguiva che ciascuno doveva rimanere nel loro ceto-sociale (il commerciante non poteva guadagnare)
- Il secondo principio esplica la presenza dello stato nel commercio che si trovava attraverso:
- Disciplina del lavoro, attraverso le corporazioni
- Disciplina del commercio, calmieri e sistemi annonari
- Disciplina dei comportamenti, non si poteva ostentare la propria ricchezza
Tutto ciò per il bene comune, ecco cosa il “buon governo” sperava attraverso questi caratteri. In questo periodo prende forma una economia definita “public market” cioè un mercato regolamentato e disciplinato dallo stato. Si sviluppa anche un mercato libero (“private market”) dove operavano i grandi imprenditori e commercianti che intermediavano tra continenti e che lucravano sulle merci vendute attraverso “L’arbitraggio”.
Il private market aveva il suo punto focale nelle fiere che si svolgevano in città strategiche in giro per l’Europa, queste fiere avevano un fine finanziario per i commercianti, molte fiere ebbero luogo nel nord della Francia (nella regione della Champagne) si coinvolgevano i mercanti che operavano a lunga distanza.
Il medioevo fu un periodo di forte innovazione tecnologica:
- Nacquero i mulini idraulici
- Fu inventato il mulino a vento (per drenare le acque)
Ci furono anche innovazioni organizzative (di processo). Si assiste al passaggio dalla bottega alla manifattura organizzata dagli imprenditori (tessile). Manifattura centralizzata, nello stesso spazio vengono inserite macchine e lavoratori (divisione del lavoro) ciò portò all’aumento della produttività. Manifattura disseminata, delocalizzazione (parte del prodotto veniva realizzato nelle campagne attraverso il lavoro a domicilio), ciò per tenere il costo della produzione basso.
Questo sistema fu definito “verlagsystem” (sistema dell’anticipazione), ma anche “putting out system” (sistema del dare fuori) mentre in Italia: Protoindutria Rurale.
Ci furono anche innovazioni istituzionali:
- Sfera giuridica
- Sfera monetaria
- Sfera per la creazione di imprese
- Sfera creditizia
Sfera giuridica
Nascita del notariato (dalla pubblica fides (fede) alla certificazione dei diritti di proprietà), il notaio in questo caso va a definire il diritto di proprietà. Ci fu la ripresa del diritto romano a partire dalle università italiane (insegnanti di legge). Infine ci fu lo “Ius Mercatorum”, un diritto proprio che viene elaborato dai mercanti che ridicono degli statuti che stabiliscono delle regole di comportamento nel commercio.
- Tenuta libri
- Costituzione società
- Debiti e fallimenti
Tutto ciò nacque nella camera di commercio di Bologna che all’epoca era il tribunale della mercanzia (l’attuale palazzo della mercanzia).
Sfera monetaria
Le innovazioni della sfera monetaria furono sollecitata dalle sempre più crescenti delle transazioni commerciali. L’allora sistema commerciale definito dicotomico (doppio), esisteva una moneta di conto che era immaginaria che fu introdotta da Carlo Magno: la lira carolingia che aveva un vero e proprio sistema di sottomultipli.
Era presente anche una moneta fisica, in argento (1.7g) chiamata “denaro”. La lira corrispondeva a un tot. di argento (408g). Dalla lira si tagliavano a 240 denari dal peso di 1,7 grammi e dal titolo di 965 millesimi.
Le funzioni della moneta:
- Misura il valore (rende confrontabili beni e servizi)
- Mezzo di pagamento (acquisto di beni e servizi)
- Riserva di valore (conservazione del valore nel tempo/tesaurizzazione)
Il sistema monetario carolingio risulta inadeguato quando si cominciano ad avere commerci in oriente poiché non riconoscevano il valore. Era inadeguato perché c’erano poche miniere di argento, da ciò consegui che i denari carolingi cominciarono a essere limante (venivano tolte delle parti in argento), così ci fu una trasformazione di questo tipo di moneta (che via via cominciarono ad avere pesi diversi dando vita ad una diversificazione monetaria).
La moneta di conto perse il suo valore a causa della creazione di lire locali con pesi e valori diversi. La conseguenza di questa divergenza fu la rottura dell’unità monetaria in Europa accompagnata anche dallo disfacimento dell’impero carolingio.
Il sistema monetario fu sostituito da una serie di innovazioni, date dall’esigenza di mercanti ed istituzioni: una serie di monete circolanti con peso maggiore rispetto al denaro carolingio e una moneta di conto stabile. A Venezia furono coniati le prime monete che pesavano più delle monete carolinge, con i continui commerci con l’oriente e il Sudamerica fu introdotto l’oro per la coniazione della moneta. Le autorità di governo cercarono di reintrodurre delle monete di conto stabile attraverso una moneta dal valore intrinseco.
Innovazioni istituzionali e sviluppo economico dell’Europa medievale
Cominciarono a svilupparsi forme di imprese più complesse:
- Commenda: (anticipa la comandita, nasce principalmente per finanziare i commerci d’oltreoceano (finanziavano le “avventure”, Accomandanti e accomandatari, finanziatori e finanziati, l’accomandante solitamente guadagnava i ¾ del guadagno mentre il resto andava al finanziato))
- Compagnia: (Si diffonde nelle città d’entroterra in Italia e in Europa e finanziavano commerci che avvenivano via terra, anticipa la società collettiva, formata solitamente da un clan che attraverso un notaio finanziavano un’ingente somma di denaro (prendendosi una responsabilità illimitata) i commerci via terra, alcune di queste compagnie diventano così potenti che hanno bisogno di finanziamenti esterni, per non mettere a rischio l’intero capitale quest’ultimi fanno uso di soggetti esterni alla famiglia (clan), mantenendo il carattere illimitato della società, legato ad un patrimonio aziendale. Le compagnie di Negozio (più grandi) cominciano a tenere la contabilità aziendale attraverso la partita doppia, molti storici definiscono questo passaggio la nascita del modello capitalistico.
In questo periodo (intorno al 1200) cominciarono ad essere utilizzati i numeri arabi, un monaco di nome Pacioli scrive una sorta di manuale di contabilità per gli imprenditori dell’epoca, di una importanza fondamentale.
Settore creditizio
Il credito è una delle più importanti radici del capitalismo—cit. Sombart. Ci fu il superamento del pregiudizio a livello etico (alimentato dalla chiesa) nei confronti dell’utilizzo del denaro.
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