Estratto del documento

Storia delle spa primo parziale

Prima della rivoluzione industriale

Fino alla prima rivoluzione industriale l'impresa non è presente come unità di analisi nella riflessione dei primi economisti. Era vista come un’entità astratta. È con Adam Smith che si inizia a parlare del concetto di impresa (nel 1602 ha l’esempio della VOC spa). L’impresa che viene rappresentata da Smith è un’impresa che:

  • Dimensioni medio - piccole
  • Si occupa di una o limitate funzioni, è perciò fortemente specializzata (ampiamente presenti in questo periodo in particolare nel settore del tessile, filatori distinti dai tessitori, distinti dai tintori ecc.)
  • Imprese monofase (nell’800 e nel 900 si amplieranno integrandosi verticalmente)
  • È poco articolata (in seguito l'imprenditore inizierà a delegare ad esperti); l’imprenditore è tuttofare, non c’è divisione dei compiti
  • Ha durata limitata (solitamente si adatta al ciclo di vita delle persone)
  • È statica: non punta alla crescita ma al profitto. La sua crescita è limitata in particolare dai costi che essa deve sostenere e molto spesso dipende da fattori esogeni. Solo successivamente l’impresa si focalizzerà sulla strategia.
  • Non è rappresentata come causa dello sviluppo economico, non è il driver principale; l’impresa aveva perciò un ruolo parziale, si faceva più caso alle istituzioni.
  • Il progresso tecnico si basa in parte su piccole innovazioni incrementali nei luoghi di lavoro e/o attraverso forme di "invenzione collettiva". Anche quando è esogena rispetto all'impresa, l'innovazione è poco costosa e facilmente appropriabile. Non c’era una proprietà del sapere. Nel medioevo per esempio l’innovazione non poteva essere privatizzata perché si credeva che essa venisse direttamente dalla volontà divina, apparteneva a Dio. È una folla di micro invenzioni, innovazioni incrementali, che permettono l’aumento di produttività, di estendere l’applicabilità delle macroinvenzioni. I brevetti non esistevano ovviamente, perciò le invenzioni potevano essere copiate liberamente.
  • È price-taker: cioè non è in grado di influenzare mercati o settori. I prezzi erano stabiliti in molti casi dalle istituzioni (vedi settore alimentare). Prevalenza di concorrenza perfetta (monopoli); solo in seguito si comincerà a valutare il prezzo come risultato dell’incontro tra domanda e offerta.
  • Il mercato è autoregolato: si promuove la concorrenza in modo tale che il mercato selezioni i migliori; l’incontro tra domanda e offerta, determinato dalla competizione, determina le imprese migliori. Dal 900 l’impresa avrà un ruolo attivo nel mercato e nascerà la figura del manager.
  • La struttura interna e il contributo degli attori dell'impresa non sono considerati rilevanti.
  • Adam Smith è contrario alle società per azioni: è un tipo di società in cui c’è un investitore che sottoscrive quote di piccola o media dimensione ed è responsabile limitatamente in relazione alle quote possedute. Per Smith questa responsabilità limitata era pari a irresponsabilità, e chi controllava la società, che era diverso dagli azionisti, poteva perseguire i propri interessi. In Gran Bretagna in quel periodo vigeva il divieto di costituire le joint stock companies (1720) poiché erano viste come troppo speculative e deregolarizzanti (nell’800 non ci vorrà più l’autorizzazione pubblica: cancellazione Bubble Act 1825, ma si può solo in alcuni settori come banche, costruzione di canali, assicurazioni).

L'economia preindustriale

Le tipologie d’impresa solitamente:

  • Impresa individuale o familiare poco specializzata, con un modesto volume di affari e di relazioni
  • Prevale il capitale d’esercizio su quello fisso
  • Esclusivamente autofinanziamento, patrimonializzazione, concorrenza limitata
  • La mobilità era contenuta, ed il livello di urbanizzazione era modesto.

L'impresa agraria

Era la più diffusa perché la maggior parte della popolazione viveva nelle campagne. Si stima che circa l’80-90% del prodotto interno lordo era collegato al settore primario.

  • È un’impresa piccola individuale o familiare, in cui gli appezzamenti di terra erano trasmessi di generazione in generazione
  • Condizioni climatiche negative e lunghe guerre causavano imprevedibili flessioni nella produzione; la malnutrizione rendeva le popolazioni vulnerabili alle malattie.
  • Non si svolgeva solo agricoltura ma era caratterizzata da redditi misti (più era povera la famiglia e più si sviluppavano attività manifatturiere) pluriattività

Le imprese manifatturiere

3 tipologie:

Artigianato

(gioielli, cappelli, pellami, calzature, ecc.) Caratterizzato dal lavoro in bottega in cui si potevano trovare un maestro specializzato nel lavoro, che gestiva l’intero processo produttivo e supervisionava gli apprendisti (maggior complessità organizzativa e rigida gerarchia). Questi ultimi, pagati a cottimo, imparavano i segreti del mestiere facendo pratica e dopo un periodo di apprendistato erano pronti a diventare maestri a loro volta. La localizzazione di queste attività artigiane dipendeva dalla disponibilità di materie prime e dalla vicinanza alle fonti di energia a basso costo (acqua, vento, fuoco, carbone). Aveva un orientamento alla qualità (prodotti ad alto valore aggiunto per clienti prestigiosi) piuttosto che alla produzione in serie. I sistemi produttivi erano altamente specializzati, si aggregavano gruppi di artigiani in aree geografiche definite come le città o i villaggi. Operano in un contesto fortemente regolamentato dalle corporazioni; esse raccolgono la totalità degli esercenti di una stessa professione. (es. corporazione degli orafi, una delle più potenti nell’Europa preindustriale) Le corporazioni stabilivano prima di tutto la quantità, la qualità e il prezzo della merce prodotte; era quindi fondamentale l’osservanza degli standard competitivi. Inoltre senza l’autorizzazione delle corporazioni, nessuno poteva aprire una nuova attività. Queste corporazioni hanno perciò frenato la concorrenza, instaurando al contrario una situazione di monopolio. L’introduzione e la diffusione dell’innovazione tecnologica erano scoraggiate perché minacciavano la stabilità della corporazione, vi era un severo controllo delle tecniche produttive artigianali. (es corporazione del velo di seta a Bologna che imponeva standard di qualità e proteggeva il know-how anche con pene brutali). Tale sistema rappresentava solo una frazione circoscritta dell’attività manifatturiera preindustriale; il suo impatto sull’economia europea è stato di conseguenza limitato. Le corporazioni si indebolirono nel 500 e venne definitivamente abolite alla fine del XVIII secolo.

Industria rurale (proto industria o putting-out system)

È la prima forma di produzione su larga scala (tessuti, filati, chiodi, coltellerie ecc.); alcuni mercanti-imprenditori iniziarono a fare affidamento su numerosi lavoratori a domicilio per alcune fasi del processo produttivo (es. settore tessile per la filatura e la tessitura). I contadini poveri potevano, infatti, dedicare del loro tempo lavorativo ad attività non agricole, proprio a causa della necessità di integrare i loro scarsi redditi, e la manifattura rappresentava un’alternativa all’emigrazione. L’ampia disponibilità di manodopera a basso costo incoraggiò gli imprenditori a trasferire in campagna alcune fasi della manifattura (putting-out system, basato su un’architettura gerarchica ma flessibile, la rete dei lavoratori poteva essere facilmente estesa o ridimensionata a seconda delle fluttuazioni della domanda). (es a Milano con la produzione delle armi, la città sembra deindustrializzarsi, ma ciò avviene solo apparentemente, in realtà si lavora fuori). La figura del mercante diventa imprenditore perché coordina e organizza la produzione, cerca materie prime e manodopera a costi inferiori. I prezzi sono perciò inferiori e anche la qualità si abbassa in quanto il controllo è scarso. La logica è basata sulla crescita, anche se gli strumenti non erano ancora pronti per la produzione di massa. La tecnologia rimane sempre tradizionale, è ancora manuale, non richiede particolari competenze. Il sistema non incentiva i miglioramenti e può aver rallentato o ostacolato l’introduzione di tecnologie e tecniche produttive più efficienti. È comunque la forma più diffusa di organizzazione della produzione preindustriale. I lati negativi si ricollegavano al poco controllo perché è difficile supervisionare il lavoro a distanza ed è un lavoro che non si presta all’innovazione tecnica. Molto spesso i lavoratori erano pagati così poco che l’imprenditore veniva a volte frodato perché il prodotto non era come lo aveva richiesto, ma questo era scoperto solo in una fase successiva e ciò comportava molti problemi.

Notevole espansione dell’industria rurale in Europa durante l’età moderna

Vantaggi:

  • Prodotti a più buon mercato rispetto all’artigianato
  • Organizzazione flessibile (nel senso di diminuire il lavoro)

Svantaggi:

  • Il controllo del prodotto è possibile solo ex post
  • Tecnologia stazionaria, produttività bassa
  • Scarsa elasticità rispetto all’aumento della domanda (perché lavoratori fanno anche altro perciò non sono disposti a dedicare più tempo e forze all’aumento della produzione)

Grandi manifatture centralizzate

(Mulini idraulici, cantieri edilizi, arsenali navali, manifatture tessili (es Arazzi, in cui la manifattura era statale, miniere e cave, forni ecc):

  • Era la natura stessa dell’attività che non permetteva l’utilizzo del lavoro a domicilio, ma pretendeva la concentrazione di numerosi lavoratori in un unico luogo (es attività mineraria, costruzioni navali o edilizia).
  • Competenze altamente specializzate ognuno destinato a svolgere una precisa mansione
  • Capitali elevati, forte divisione del lavoro e coordinamento manageriale/burocratico, scritture contabili moderne
  • Ma le tecnologie e la produttività rimangono tradizionali, perché i lavoratori erano specializzati che sono erano stati formati in botteghe da artigiani, e l’unico modo per produrre di più era aumentando il numero di lavoratori.
  • Sono un’eccezione, perché complementari rispetto all’industria rurale (più diffusa)
  • Le manifatture accentrate sono normalmente protette da privilegi e monopoli; i governi, interessati nelle attività economiche garantivano vantaggi e protezioni agli imprenditori privati. Le motivazioni erano varie e andavano dalla necessità di assicurarsi la fornitura di beni strategici (es navi o armi, vetro) al perseguimento di politiche mercantilistiche dirette a contenere l’acquisto di beni stranieri.

Le imprese commerciali

Caratteristiche prevalenti:

  • Imprese individuali o familiari
  • Attività poco specializzata. Anche i grandi mercanti spesso sono contemporaneamente commercianti coloniali, armatori, e produttori e commercianti di vini e possidenti, con un enorme numero di relazioni d’affari. Talora anche banchieri.
  • Piccoli volumi di traffico (prevalentemente locale)
  • Forti condizionamenti ambientali (attività stagionale)
  • Basso livello di monetizzazione: ricorso al credito (dei grossisti da parte dei negozianti, degli empori rurali da parte dei consumatori)
  • Forte regolazione del commercio per le derrate alimentari

I circuiti di mercato:

  • Mercati periodici (nelle città e borghi), sono generalisti e rispondono alle esigenze di mercato
  • Commercio ambulante (nelle aree rurali)
  • Operatori specializzati (nelle fiere annuali)

Nuove istituzioni e tecniche mercantili

  • Le fiere: teoricamente mercanti all’ingrosso per soli mercanti specializzati. Sono organizzate in circuito
  • Le borse valori (la prima Anversa 1487) in cui si commercializzano titoli
  • Le assicurazioni (le prime nate per coprire danni delle compagnie marittime, il commercio navale comportava molti rischi)
  • Credito e banche (case bancarie private, banchi pubblici), i primi sono mercanti-banchieri e case bancarie private (es. i Medici). Si diffondo anche i banchi pubblici (lo stato aveva bisogno di soldi) e i Monti di Pietà per ragioni assistenziali, inizia ad emergere l’idea di prestito di denaro con pagamento di interesse per ragioni di responsabilità.

Specializzazione superiore nei maggiori centri commerciali: dal mercante “tuttofare” a operatori specializzati in un solo settore (cotone, tessuti, pellicce, liquori, legname, generi di drogheria, ferramenta, cereali …)

Nuove figure professionali nell’orbita delle imprese commerciali: agenti/commissionari [= provvigione fissa], mediatori [= rischio d’impresa; credito ai produttori] (es. negozianti di “banca e seta”), corrieri, spedizionieri, magazzinieri, armatori, gerenti/capitani delle navi, assicuratori

Le società commerciali

Hanno delle radici già dal medioevo, inizialmente erano compagnie familiari poi società con capitali e soci anche estranei:

  • Città marittime: società a responsabilità limitata (anticipano la società in accomandita); commerciano principalmente sete, spezie, profumi, prodotti preziosi tramite il Mediterraneo; con le crociate questa via della seta si chiude e si pensa così ci circumnavigare l’Africa (fino 400-inizio 500). L’obiettivo sono le Indie, nel mentre si scoprono nuove vie commerciali; inizia l’era della schiavitù.
  • Nelle città interne: società a responsabilità illimitata

VOC: Compagnia Olandese delle Indie Orientali (1602)

  • Frazionamento del capitale: non appartiene ad un unico socio, ma viene frazionato e commerciato (spersonalizzazione del capitale) si volevano attirare nuovi investitori, che erano responsabili limitatamente per la quota posseduta
  • Gestione centralizzata affidata ad un comitato di gestione
  • Responsabilità limitata
  • Possibilità di recedere prima della scadenza della società
  • Distribuzione periodica dei dividendi: i soci sono interessati solo al guadagno, l’investimento è solo di tipo speculativo
  • Ha l’esclusiva del commercio (prodotti di grandissimo valore che comportava molti rischi per paura di attacchi pirateschi) tra il Capo di Buona Speranza e le Indie Orientali (ciò che lo caratterizza come un ente di diritto pubblico); riuscirono a trovare una via alternativa per arrivare al mercato delle Indie, visto che non si poteva più utilizzare la via del mar Mediterraneo.
  • Obbligo di presentazione del bilancio (emerge questa esigenza perché bisogna rendere conto agli interessi degli investitori)
  • Amministrazione fortemente autoritaria
  • Gli vengono date prerogative pubbliche: Voc come esattore fiscale
  • Diffusione del modello azionario in altri paesi: es. Francia di Colbert (con politica economica molto attiva, in particolare focus sul commercio con l’estero, visto da Colbert come grande fonte di ricchezza) = compagnie per le Indie orientali e occidentali (ma oltre la metà delle azioni sottoscritte dal re e dalla Corte)
  • Incentivi e sottoscrizione del capitale da parte dello stato per favorire il commercio con l’estero
  • Un modello per la codificazione ottocentesca delle società azionarie (in particolare ripartizione tra società di persone, società in nome collettivo e società per azioni); dato che la responsabilità limitata induceva comportamenti speculativi da parte degli investitori, si crearono corse all’acquisto di titoli che portarono alla creazione di bolle finanziarie, perciò Inghilterra vietò la costituzione di spa nel 700. Anche successivamente (1825), con la necessità di un’autorizzazione pubblica per la costituzione di una spa
  • Sec.XIX: solo nel secondo ottocento si ha un passaggio dall’autorizzazione alla semplice costituzione (con atto notarile) e registrazione

L'impresa e lo sviluppo economico moderno

  • Nei secoli XIX-X profondi mutamenti strutturali che hanno prodotto:
  • Un nuovo tipo di economia e società (l’economia preindustriale è generalmente stazionaria con parecchie limitazioni come le corporazioni, l’analfabetismo, innovazioni poco favorite, alta mortalità e crisi di sussistenza; era caratterizzata da periodi di crescita ma che venivano spazzati via da periodi di decrescita)
  • Una crescita intensiva, autosostenuta, irreversibile (lo stato non interveniva)
  • Vasti effetti sociali e culturali (per es. la conoscenza è ritenuta fondamentale, società della conoscenza), si diffonde l’istruzione

Ciò che chiamiamo industrializzazione è un processo a più dimensioni:

  • Rivoluzione industriale in senso stretto
  • Rivoluzione agricola, che è legata alla rivoluzione industriale perché fornisce la manodopera; si verifica un grande esodo verso le città (solo il 5% lavorerà nelle campagne). Viceversa l’agricoltura incominciò a utilizzare molti beni e innovazioni derivanti delle industrie (es macchinari, fertilizzanti, ecc.), cessa quindi di essere un settore autonomo e si integrerà con il settore industriale.
  • Rivoluzione commerciale e dei trasporti (nascita di moderne ferrovie 1880)
  • Sviluppo dei sistemi finanziari (permette alle imprese di attingere a risorse finanziarie dall’esterno, nascono gi intermediari finanziari)
  • Crescita dell’economia internazionale (a fine 800 le economie si aprono, grazie ai trasporti, al liberismo = libero scambio, no barriere)

I principali cambiamenti strutturali

  • Trasformazioni nella struttura occupazionale e nel lavoro
Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 35
Storia economica (storia delle società per azioni), 1 parziale Pag. 1 Storia economica (storia delle società per azioni), 1 parziale Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica (storia delle società per azioni), 1 parziale Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica (storia delle società per azioni), 1 parziale Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica (storia delle società per azioni), 1 parziale Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica (storia delle società per azioni), 1 parziale Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica (storia delle società per azioni), 1 parziale Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica (storia delle società per azioni), 1 parziale Pag. 31
1 su 35
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessandra.94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica delle Società per azioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Fumi Gianpiero.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community