Lezione 1: Storia economica - venerdì 11 settembre 2020
Agenda
- Il cambiamento nel lunghissimo periodo (a partire dal Neolitico)
- Dalla proto-divergenza, ovvero del primato eurasiatico
- Caratteristiche strutturali delle economie agrarie
- La peste nera, acceleratore della storia
Divergenza: performance economica ma non solo
- Proto-divergenza: emergere del continente eurasiatico rispetto agli altri continenti
- Grande divergenza: divario tra Europa occidentale e Asia (in particolare Cina)
- Piccola divergenza: paesi interni all’Europa, separa le traiettorie del Nord Europa (Inghilterra e Olanda) da quelle del Sud Europa (Francia, Italia e Spagna)
Per un lungo tempo la specie umana ha vissuto di caccia, pesca e raccolta, poi c’è stato un importante passaggio alla sedimentarizzazione (società non più nomadi), seguito dalla nascita di società agrarie. La rivoluzione agraria coincide con il Neolitico, segna il passaggio avvenuto 10 mila anni fa. Un’altra grossa discontinuità è avvenuta poi con la Rivoluzione industriale.
Il cambiamento nel lungo periodo
Il cambiamento nel lungo periodo è individuato da tre grandi fasi:
- Nomadismo
- Rivoluzione agraria + Rivoluzione urbana
- Rivoluzione industriale
Per leggere il cambiamento in questo lungo arco di tempo scegliamo due gradienti:
- Andamento demografico
- Standard di vita (reddito pro-capite)
Dinamiche demografiche ed economiche dove si può osservare il cambiamento nel lungo periodo. Tabella pubblicata da un famoso demografo, Livi Bacci.
Popolazione mondiale
All’inizio del neolitico troviamo una stima di 6 milioni di abitanti sulla terra, che salgono a 250 all’inizio dell’era cristiana, con una successiva triplicazione precedente alla rivoluzione industriale. Quest’ultima seguita da un’altra triplicazione nei due secoli che seguono (si noti l’accorciamento dei tempi) e negli ultimi 50 anni un ulteriore incremento di un fattore 2,5.
Tasso di crescita
Queste accelerazioni del tasso di crescita si possono vedere nella seconda riga, che ci dà la stima del tasso di crescita medio annuo, in media statistica. 0.008% di incremento registrato da quando esiste la specie umana all’alba del neolitico, quadruplicazione del tasso di crescita 0.037% fino ad una grandissima accelerazione 1.766%.
Nascite
Births ci dà la percentuale delle persone nate e morte dall’inizio della terra. L’80% dei nati sulla terra hanno vissuto prima del 1750.
Aspettativa di vita
Normalmente la media di anni che una persona poteva aspettarsi di vivere migliaia di anni fa era 20, nel 1950 era 35, ora è aumentata nei paesi sviluppati.
Income per person (reddito/num abitanti)
Reddito pro capite nella curva del grafico, a partire dal 1000 a.C. Fino al 1800 non si può dire di aver avuto un netto cambiamento. Il valore non è stato costante nel tempo, ha avuto delle oscillazioni. Non ci sono state delle fasi di miglioramenti duraturi del reddito, si è sempre poi tornati verso il basso. Tutto questo fino alla Industrial Revolution 1800, ove si ha il primo, netto, irreversibile, aumento pro capite. Definita Great Divergence.
La distanza tra paesi ricchi e paesi poveri, che si nota nella biforcazione finale della riga del grafico, è circa 45 volte il livello di reddito pro-capite. Definiamo trappola maltusiana, Malthusian Trap, fase in cui ogni guadagno nel reddito pro-capite è stato rovesciato in un declino e non ha potuto mantenersi nel tempo.
È interessante notare che spesso gli aumenti del reddito pro-capite sono dovuti alla diminuzione della popolazione mondiale piuttosto che all’aumento della ricchezza mondiale. Come ad esempio è accaduto durante la Peste Nera, che ha fatto aumentare il reddito pro capite fino alla metà del 1500. Riducendosi la popolazione mondiale, il reddito pro-capite aumenta.
Vi è stato un lunghissimo lasso di tempo in cui la popolazione mondiale non è riuscita a sollevarsi al di sopra di condizioni di vita uguali a quelle del 1800, poi c’è stata una grande crescita.
Eurasia
L’Eurasia comincia a smarcarsi dal resto del mondo, ha una crescita demografica più sostenuta nel mondo. Per quanto riguarda gli standard di vita, la sedentarizzazione non è stata un vantaggio. I livelli di vita sono rimasti circa stazionari, si ha avuto una piccola divergenza: l’Inghilterra comincia ad acquisire un margine superiore (sarà poi anche il primo paese ad industrializzarsi) rispetto agli altri paesi eurasiatici.
Come mai è riuscita l’Eurasia a svilupparsi di più? Perché l’Inghilterra all’interno dell’Eurasia si è industrializzata?
La rivoluzione agraria
La Rivoluzione agraria porta con sé un aumento della crescita demografica, aumenta l’uso delle risorse, che diviene intensivo, con divisione del lavoro e organizzazione sociale più complessa.
Quello che succede tra i fatti negativi della sedentarizzazione è un deterioramento degli standard di vita: fatto abbastanza sorprendente, studi sulle ossa dei corpi mostrano che i nomadi erano più alti, con minor segni di usura. Per le società sedentarie la vita è divenuta più dura, con più fatica. Aumentando il contatto con gli animali, sono infatti aumentate le malattie infettive (che hanno origine spesso animale). Nella dimensione sedentaria, aumentando la densità di popolazione, ha aumentato il contagio, rendendo le società agrarie soggette ad ammalarsi.
Jared Diamond storico (1987): “The worst mistake in the history of the human race”.
Proto-divergenza: l’emergere dell’Eurasia
Perché l’Eurasia? Vantaggi di tipo geo-ambientale, con specie di animali addomesticabili in maniera maggiore nel continente euroasiatico rispetto al territorio americano. L’unico animale di grandi dimensioni americano addomesticato è il lama, non affidabile rispetto a buoi o cavalli. Lungo un asse est-ovest è molto più facile lo scambio tra le popolazioni, rispetto ad un asse nord-sud, come nel continente americano. Poiché non si parte da un clima molto rigido verso uno caldo. Uno sviluppo lungo la longitudine è più difficile e limita gli scambi tra le popolazioni, le diffusioni e i commerci, tra le società. Con facilità di spostamento e scambi è più facile anche uno scambio di idee e spunti utili alla crescita (vantaggi tecnologici). La sua disposizione geografica ha giovato al continente eurasiatico.
I vantaggi batteriologici, es. immunità di gregge: nel continente Eurasiatico si sono creati molti anticorpi (portando il morbillo europeo nelle Americhe ha ucciso molti, facendo male più delle armi. Vi sono anche situazioni di ritardo specifiche di Americhe e Africa. Europa e Asia sono più simili che diverse tra loro, specialmente rispetto al resto del mondo.
Tra Europa e Asia vi sono state numerose somiglianze: strutture organizzative, istituzioni economiche (proprietà privata, mercati), istituzioni sociali (famiglia, sistemi ereditari, strategie matrimoniali), cultura.
Le strutture dell’economia agraria
Le società agrarie sono essenzialmente rurali, all’inizio del XIV secolo solo il 6-8% della popolazione europea viveva in zone urbane (in Italia il 20-25%) il resto era in villaggi di dimensioni minuscole. L’attività economica era svolta soprattutto nel corto raggio.
- Prevalenza all’autoconsumo, con rari scambi, che avvengono all’interno della città. Ogni famiglia produce i propri mezzi di sussistenza.
- Divisione del lavoro limitata
- Rari gli scambi
- Bassa produttività, dove non si hanno scambi, si ha un’autosufficienza.
- Facili carestie e crisi di mortalità, l’andamento dei raccolti e la diffusione delle malattie rendevano rischiose le condizioni di vita.
Le reti di solidarietà di villaggio nascono come risposta al fragile rapporto uomo/ambiente. Costruite attraverso matrimoni o altre istituzioni, hanno potuto ridurre l’impatto negativo delle crisi a seguito di un periodo di brutti raccolti.
Se non c’è mercato e vi sono poche vie di comunicazione, le economie agrarie diventano fragili. Le crisi di cattivo raccolto erano localizzate, l’assenza di mercati non consentiva di richiamare ed acquistare cibo dalle regioni vicine. I cerchi di Chanu danno un’indicazione del commercio dei mercati.
- 90% produzione; raggio 5 km, molto piccolo
- 90% rimanente, (9%); raggio 25 km, circa 8 ore di cammino.
- 1% produzione oltre i 25 km; bacino mediterraneo
- Nel 1550; 0,01% della produzione; su scala globale
Le strutture dell’economia agraria: Città come isole
- Luoghi di scambio, manifatture, sedi di istituzioni di governo comune, tribunale, vescovato. Anche se piccole, si crea un livello di istituzione molto avanzato rispetto alla campagna.
- Proiezione sulle campagne circostanti: molti abitanti svolgono anche attività agricole, le istituzioni urbane organizzano la vita delle aree suburbane.
- Alcune città hanno una proiezione vastissima, per esempio Venezia a inizio XIV secolo: città-mondo, luogo nevralgico di innovazione tecnologica, commerciale e di istituzioni che contribuiscono a tenere insieme il continente eurasiatico.
Nell’insieme le civiltà agrarie sono civiltà “slow motion”, a cambiamento molto lento ma il cambiamento avviene e si trasmette: continuum eurasiatico. La crescita demografica è un segno di questo cambiamento. Nel continente eurasiatico le novità viaggiano.
Innovazioni tecnologiche del medioevo: aratro pesante, rotazione triennale, attrezzi agricoli in ferro, staffe, ferro di cavallo, basto, mulino ad acqua… sono segno di graduale innovazione tecnologica.
Nel continuum eurasiatico, si spostano anche, fatalmente, le malattie. Una cosa che ha accelerato il corso storico è stata la peste nera, ha creato uno shock fortissimo per la popolazione europea, generando risposte diverse dalle diverse popolazioni europee. Alcune risposte, più favorevoli hanno adottato una risposta che ha favorito l’economia locale su una traiettoria di crescita verso un miglioramento di lungo periodo, altre meno, creando la “Piccola Divergenza”.
La peste arriva dall’Himalaya seguendo i traffici tra est e ovest all’interno dell’impero mongolo. Essa si è spostata lungo la via della seta, la costruzione di un vasto impero di Gengis Khan, ha creato un aumento dello scambio che ha portato la peste in Europa.
Paradosso: finite le guerre, l’impero mongolo porta pace, potenzia le infrastrutture varie, dà impulso ai commerci (tramite la via della seta) e grazie a questi la peste raggiunge l’occidente, provocando un’ecatombe. Ci sono stati 50 milioni di morti tra Europa e bacino mediterraneo, la popolazione europea diminuisce del 33%-60%.
Lezione 2: Storia economica - lunedì 14 settembre 2020
La peste nera
La peste nera è stata veicolata dai traffici commerciali. È stata uno shock molto forte che ha accelerato il trend dei cambiamenti, diverse società hanno dato risposte diverse. Da epidemica è divenuta endemica, ha bloccato la crescita della società europea per circa un secolo. Vi è stato un declino/stagnazione demografica che è durata fino a metà del XV secolo.
La peste nera agisce da catalizzatore del cambiamento
L’impatto varia da regione a regione:
- Le onde che genera si protraggono per decenni.
- Le risposte sono differenziate da paese a paese.
È stata uno shock esogeno fortissimo che ha alterato gli equilibri di lungo termine e modificato le traiettorie di sviluppo successive:
- Sposta le curve di domanda e offerta
- Produce cambiamento qualitativo oltre che quantitativo
Alcune conseguenze della peste
- Innovazioni di carattere istituzionale
- Riequilibrio del rapporto popolazione/risorse: vengono abbandonate le terre meno produttive, vi sono più pascoli, più boschi e quindi più energia
- Mutamento economico: crollo della domanda, crollo dei prezzi, aumento dei salari reali: si ha maggiore mobilità del lavoro, le corporazioni attenuano le restrizioni, mutano i prezzi relativi dei fattori (aumentano i salari reali che hanno un maggior potere di acquisto e diminuiscono le rendite), i produttori fanno outsourcing nelle campagne e puntano su innovazioni labour-saving, scendono i tassi di interessi, le autorità tentano di imporre un controllo dei salari, i mercati affinano le tecniche (partita doppia affinata).
In Europa, fino alla seconda metà del 300, vi era una discreta presenza della servitù della gleba, ora con maggior disponibilità di terra, chi veniva venduto insieme alla terra, ha possibilità di sottrarsi a queste sottomissioni di tipo feudale. Dopo la peste nera, la servitù della gleba va a diminuire sempre più. Nel mondo dell’attività fatturiera, la servitù della gleba si diffonde nelle campagne. La peste ha ristabilito un nuovo equilibrio e per chi è sopravvissuto la situazione è cambiata.
Cambiamenti indotti dalla peste
- Mutamento sociale:
- Lotte di classe per frenare il rialzo dei salari
- Attenuazione dei legami feudali in Europa occidentale, ritorno della servitù della gleba in Europa orientale
- Miglioramento degli standard di vita; minore disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza
L’innalzamento degli standard di vita in Europa nella scia della peste marca una leggera divergenza all’interno dell’Eurasia. In Cina, dove l’urbanizzazione è inferiore e le condizioni igieniche delle città migliori che in Europa, il riequilibrio è minore e il livello di vita non aumenta altrettanto. La mortalità provocata dalla peste è più bassa, vi è meno densità abitativa (meno possibilità di trasmissione) e questo fa sì che sopravvivano di più e i livelli di vita siano più bassi. Non solo c’è meno urbanizzazione, ma anche un’igiene superiore rispetto a quella presente in Europa. Muoiono in meno, ma per chi sopravvive il tenore di vita è più basso.
Passato un secolo, a metà del 1400 si mette in moto un trend declinante dove i salari si abbassano, la popolazione cresce i salari reali diminuiscono. Ci sono, nondimeno, delle città che resistono meglio al trend declinante, come Anversa, Amsterdam e Londra.
Regime demografico malthusiano
Basato sugli studi di Malthus, economista britannico che ha scritto un famoso saggio sul principio della popolazione dove descrive i comportamenti delle popolazioni. Afferma che la popolazione cresca più velocemente delle risorse, per cui circolarmente vi siano crescite e decrescite.
Agenda
- La grande divergenza: che cos’è
- Alle origini della grande divergenza: le scoperte geografiche…
- La grande divergenza:
- Spiegazioni demografiche
- Spiegazioni istituzionali
- Spiegazioni geografiche e geopolitiche
La grande divergenza
La grande divergenza distingue nel continente eurasiatico l’Europa dalla Cina. La divergenza è un trend dove salari reali inizialmente vicini, iniziano a divergere. La Grande divergenza è un divario che cresce nel tempo, nel 1913 il divario tra paesi ricchi e paesi poveri era maggiore rispetto al 1820 e da allora non ha fatto che aumentare.
Le scoperte geografiche
Il presupposto: innovazione tecnologica nel disegno delle imbarcazioni, dalla Galea alla Caravella, timone, ecc…
- Lo stato è dietro alle scoperte geografiche, in Spagna e in Portogallo, lo fa finanziando i cittadini come Colombo da Isabella di Spagna, in Portogallo vi era stata una forte spinta verso le esplorazioni geografiche da Enrico il Navigatore.
- La tecnologia ha aiutato molto. Per un lungo periodo di tempo gli esploratori non riuscivano a superare Cabo Bojador (costa marocchina).
La Galea non era indicata per la navigazione atlantica, il bordo era basso, inadatto alla navigazione. Ha dominato i traffici nel mediterraneo, contando molto sulla forza propulsiva dei remi. La Cocca anseatica (tra Mare del Nord e Mar Baltico) è più alta di bordo, con contributo della vela più importante e con discreta capacità di carico.
La Caravella, tardo XV secolo, combina elementi della Cocca e della Galea, è un’imbarcazione che si affida al vento, agile nelle manovre con considerevoli capacità di carico che permette viaggi più lunghi con possibilità di avere più cibarie e mercanzie.
- Sviluppi della cartografia e strumenti di misurazione/mappatura delle latitudini. Per spingersi all’ingiù vi erano i trade winds, il problema era tornare indietro con correnti contrarie. Gli europei hanno creato la Vuelta do mar che ha sfruttato venti da nord est, finché arrivavano all’altezza delle Azzorre per incontrare venti da sud-ovest riportandoli in Europa.
In poco tempo i portoghesi ottengono il controllo del commercio tra Europa e Asia orientale, scalzano gli indiani dall’Oceano Indiano grazie alla superiorità tecnologica e militare. L’espansione avviene contestualmente in Brasile, con il trattato di Tordesillas, i portoghesi e gli spagnoli si dividono il mondo, fino a Capo Verde è tutto portoghese, poi è spagnolo.
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