Storia Economica
Dalla rivoluzione industriale alla rivoluzione informatica,
quinta edizione aggiornata , Ennio De Simone
Parte prima - La Prima Rivoluzione Industriale (1750 - 1850)
Capitolo 1 - La rivoluzione industriale
La storia economica è una disciplina “nata” a metà Ottocento e sviluppatasi tra 1930 e 1970.
Per lo storico Cipolla è la storia dei fatti e delle vicende economiche a livello individuale,
aziendale o collettivo
. Gli studiosi della disciplina devono avere una solida preparazione
economica per poter affrontare gli argomenti protagonisti. Come materia si occupa
principalmente della produzione
, della distribuzione e del consumo di beni e servizi
.
La produzione si ottiene combinando i fattori di produzione, ossia i fattori naturali
, il
lavoro
, il capitale e la capacità imprenditoriale
. Il valore della produzione, o output,
deve essere superiore al valore dei fattori impiegati, o input.
La distribuzione consiste nella ripartizione del valore dei beni e dei servizi fra chi ha
contribuito a produrli.
Il consumo è l’utilizzo che si fa dei beni e dei prodotti.
Questi fattori sono oggetto tanto dell’economia politica (studia l’attività economica per
capirne il funzionamento) quanto della politica economica (tratta il modo in cui i governi
cercano di modificare composizione, distribuzione e consumo del prodotto). La storia
economica tratta le modalità con cui sono stati risolti i problemi di produzione, distribuzione e
consumo.
1. rivoluzione cognitiva , 7000 anni fa circa - comparsa del pensiero astratto, uso di
simboli sempre più complicati per esprimerlo;
2. rivoluzione agricola , circa dodicimila anni fa - processo di sedentarizzazione a cui
fanno seguito una nuova concezione di vita e una complessa organizzazione
sociale;.
3. rivoluzione scientifica , nei secoli XVI e XVII;
4. rivoluzione industriale , circa 250 anni fa.
Nel Settecento il sistema feudale
, costituitosi a partire dall’Alto Medioevo, era in decadenza.
Si basava su un intreccio di rapporti tra il sovrano e i suoi vassalli , e tra di loro e i contadini . I
vassalli promettevano fedeltà al sovrano e si obbligavano a fornire auxilium et consilium in
cambio dell’assegnazione di un feudo . Il sovrano poteva revocare la concessione in
qualsiasi momento in caso di fellonìa , tradimento o infedeltà del vassallo. I grandi vassalli
con il Capitolare di Quierzy dell’877 e i vassalli minori con la Constitutio de feudis del 1037
ottennero di poter lasciare in eredità i feudi, che diventarono anche vendibili e frazionabili in
suffeudi concedibili a valvassori e valvassini. Oltre ai feudi, i vassalli possedevano anche gli
allodii , terre di proprietà privata. Le terre del feudo erano divise nella riserva dominica
propria del signore, i mansi dati in concessione ai contadini liberi e le terre comuni destinate
allo sfruttamento comunitario. Il feudatario garantiva difesa contro i nemici e amministrava la
giustizia, soccorreva i contadini in caso di bisogno, costruiva e manteneva strutture di cui gli
abitanti si servivano a pagamento - al tempo, questi erano noti come diritti bannali . I
1
contadini dovevano pagare un censo in cambio dell’uso della terra, fornire delle corvées e
mettere a disposizione uomini armati qualora fossero necessari. Socialmente, la distinzione
immutabile era tra oratores (clero), bellatores (nobiltà) e laboratores (il resto della
popolazione). A partire dall’Inghilterra (dove era comunque arrivato tardi senza radicarsi
profondamente) e fino ad arrivare ai paesi dell’Europa occidentale, il sistema feudale era
andato sfaldandosi anche e soprattutto per la formazione di Stati nazionali e il passaggio ai
funzionari regi di alcuni compiti di difesa e amministrazione della giustizia.
“ Ancien régime ” indica l’ organizzazione politica, economica e sociale della Francia
prerivoluzionaria, e viene utilizzata a partire dalla Rivoluzione francese del 1789 per poi
indicare in generale società e istituzioni esistenti prima della Rivoluzione in tutti i paesi
europei. La società europea, nel Settecento, era ancora divisa in classi. Al vertice c’erano
nobiltà e clero, nel mezzo il ceto borghese, alla base i lavoratori.
La nobiltà esercitava un importante ruolo politico e aveva un enorme prestigio sociale
che li esentava dal pagamento dei tributi, che anzi potevano riscuotere sotto forma di
canoni feudali esigendo alle volte prestazioni gratuite di lavoro come previsto dalle
corvées e amministrando la giustizia.
Le alte cariche ecclesiastiche, pur venendo il clero “dal basso”, rispecchiavano i
membri della nobiltà e godevano di privilegi come l’esenzione dal pagamento dei
tributi ordinari, la riscossione di decime per il mantenimento e la detenzione del
monopolio dell’istruzione.
La borghesia era per lo più mercantile nelle nazioni commerciali come Paesi Bassi
ed Inghilterra, composta da pubblici funzionari in Prussia e nei domini asburgici, da
appaltatori delle imposte e finanzieri in Francia.
I contadini dell’Europa occidentale (Inghilterra, Francia e Germania) godevano di una
buona situazione pur essendo ancora assoggettati a vari obblighi feudali.
I contadini dell’Europa dell’est (Prussia orientale, Boemia, Polonia, Russia) erano
oppressi dai loro vincoli feudali, e la loro qualità di vita tendeva a peggiorare.
Ebbe inizio a metà del Settecento la trasformazione economico-sociale che chiamiamo
rivoluzione industriale , e che distinguiamo in tre fasi .
1. la prima rivoluzione industriale va dalla metà del Settecento alla metà dell’Ottocento,
ed interessa maggiormente Inghilterra, Francia e Stati Uniti. La caratterizzano
innovazioni tecnologiche come la caldaia a vapore, l’industria tessile e quella
siderurgica;
2. la seconda rivoluzione industriale
, fra la seconda metà dell’Ottocento e la Prima
Guerra Mondiale, le cui ombre arrivano fino alla metà del secolo XX. Ha come
protagonisti fin da subito Stati Uniti e Germania, seguiti a cavallo dei due secoli da
Russia, Italia e Giappone. Le attività principali riguardano la chimica, l’elettricità, la
meccanica, l’acciaio, il petrolio, il motore a scoppio e la radio; ( fordismo )
3. la terza rivoluzione industriale , avviata dopo la Seconda Guerra Mondiale, riguarda i
paesi già industrializzati in settori come l’energia nucleare, la chimica avanzata,
l’elettronica e l’informatica, oltre alla diffusione della robotica e della motorizzazione.
Solo dalla fine del secolo XX lo sviluppo economico ha cominciato a prendere piede
anche nei paesi rimasti indietro. ( post-fordismo ) 2
In Cina Nei paesi islamici
vengono inventati carta, stampa, polvere da la scienza e l’industria tessile sono, nel
sparo, carriola, bussola, porcellana. Medioevo, più avanzate che in Europa, e
prende piede l’industria tessile a domicilio.
La rivoluzione industriale fu nonostante ciò (↑) una rivoluzione europea , perché in Europa si
verificarono le condizioni più favorevoli riassumibili in:
1. una visione del mondo caratterizzata da fiducia nelle capacità dell’uomo di dominare
la natura, anche grazie alla posizione del cristianesimo sul lavoro e sul rapporto tra
l’uomo e la natura;
2. la frammentazione politica e la competizione tra Stati prima nelle scoperte
geografiche, poi nel campo economico;
3. la Riforma protestante , madre di una giustificazione all’arricchimento, perché il
successo e la ricchezza raggiunti dall’uomo lavoratore non potevano che essere
volere di Dio. Secondo l’economista e sociologo Weber, l’etica protestante sarebbe
stata la ragione del rapido sviluppo dei paesi che avevano aderito alla Riforma;
4. la partecipazione democratica dei cittadini al governo del loro paese. Esempio sono
le imposte non più arbitrarie ma fissate da organismi rappresentativi, perché no
taxation without representation
;
5. l’affermazione di una maggiore uguaglianza degli individui davanti alla legge, definita
dalla Rivoluzione francese e di cui importante aspetto avevano i diritti di proprietà;
6. il non volersi accontentare dovuto alla rivoluzione scientifica tra Cinquecento e
Seicento.
Non sono da ignorare un clima migliore dovuto alla corrente del Golfo e una grande
disponibilità di risorse naturali quali terre fertili, acqua e minerali.
Capitolo 2 - Lo sviluppo economico
La crescita economica è un aumento del valore complessivo di beni e servizi prodotti da una
determinata popolazione in un periodo definito generalmente uguale a un anno, ed è un
processo reversibile. Si ha quando aumenta la produzione di beni e servizi senza curarsi
della loro natura, che siano necessari o moralmente condannabili come armi o sostanze
stupefacenti. Lo sviluppo economico indica una crescita elevata e prolungata,
accompagnata da trasformazioni strutturali, sociali e culturali - è difficile, ma non impossibile,
che sia reversibile. Ad avere nozione positiva è il progresso , che appartiene, come
concezione, all’uomo occidentale contemporaneo.
La crescita viene misurata tramite aggregati (grandezze economiche complesse espresse in
valori, ottenute sommando singole grandezze) come il Pil (prodotto interno lordo, valore
monetario di beni e servizi finali prodotti in un paese in un determinato periodo - comprende
il valore dei beni consumati nella produzione) e il Pnl (prodotto nazionale lordo, a differenza
del PIL prende in considerazione solo quel che viene prodotto dai residenti, all’interno del
paese o all’estero). Determinare il Pil è utile sia per determinare la sua variazione fra un
anno e l’altro, sia per stabilire dei confronti internazionali e comparare i livelli di crescita .
Tuttavia è il Pil pro capite che permette di conoscere il valore che ciascun cittadino ha, in
media, contribuito a produrre. Detraendo gli ammortamenti, otteniamo dal Pil il Prodotto
3
interno netto, e dal Pnl il Prodotto nazionale netto. Anche il Reddito nazionale è un
aggregato utilizzato a volte come sinonimo del Pil.
Un problema relativo al calcolo del Pil è quello della misurazione del valore del servizi ,
considerati sulla base del costo richiesto alla produzione - nella pubblica amministrazione se
si aumentano le retribuzioni ai dipendenti aumenta anche il Pil, e viceversa. Ancora, è un
problema il valore delle monete nelle quali è espresso il Pil, e il conseguente tasso di
cambio . Il metodo utilizzato per risolvere il problema è quello del Purchasing power parity
(PPP), in italiano Parità di potere d’acquisto ( PPA ) - si individua un paniere di beni e servizi
di uso comune e si determina il loro prezzo nella moneta di ciascun paese. Pur criticato,
questo metodo è preferito a quello del tasso di cambio dato dall’incontro tra domanda e
offerta di moneta.
Modello di Rostow, 1960 - la realizzazione dello sviluppo economico passa attraverso
cinque fasi, o stadi:
1. la società tradizionale , preindustriale, in cui l’agricoltura è l’attività predominante, la
produttività * è bassa e la popolazione stenta a crescere;
2. la società di transizione , in cui si vedono un incremento della produttività agricola, un
processo di accumulazione, l’incremento dell’istruzione, la formazione di una classe
imprenditoriale dinamica e un susseguirsi di innovazioni accompagnate anche
dall’intervento dello Stato;
3. la società del decollo , del take off, in cui il sistema economico subisce trasformazioni
dovute all’accumulazione del capitale, le innovazioni sono più numerose, aumentano
gli investimenti, le trasformazioni si vedono anche nel campo politico e istituzionale.Il
“decollo” riguarda principalmente i settori-guida, ed è forte il rischio che si creino
squilibri economici;
4. la società matura , vede un continuo aumentare della produttività, innovazioni
tecnologiche e investimenti continui, trasformazioni che si allargano a più campi
come le industrie delle macchine utensili, dei prodotti chimici e delle attrezzature
elettriche, permettendo allo sviluppo di autoalimentarsi;
5. la società dei consumi di massa , che Rostow osservava nel 1950 negli Stati Uniti, in
cui si ha un forte aumento della domanda di beni di consumo durevoli e di servizi,
aumento permesso dall’incremento del reddito pro capite. Il processo di
accumulazione è ormai terminato, ed è possibile destinare risorse al miglioramento
della qualità della vita.
Come modello, quello di Rostow viene criticato perché non spiega in modo esauriente il
passaggio da uno stadio all’altro, non chiarisce le condizioni del “decollo” o la formazione
degli imprenditori che lo stimolano, non considera l’internazionalità dello sviluppo.
* è il rapporto tra la quantità di prodotto ottenuto da un’attività (output) e la quantità di uno o
più fattori della produzione impiegati (input). Possiamo avere produttività del lavoro, del
capitale, della terra, o totale.
Modello di Karl Bucher , esponente della scuola storica tedesca, XIX secolo - le tappe della
realizzazione dello sviluppo economico sono solamente quattro:
1. economia domestica chiusa ;
2. economia cittadina ;
3. economia nazionale ; 4
4. economia mondiale .
Se nell’età preindustriale si andava spesso incontro a delle crisi cicliche di sottoproduzione
*
,
il mondo industrializzato ha a che fare con delle crisi di sovrapproduzione .Queste ultime
sono apparse con il sistema capitalistico industriale. Hanno inizio con una fase di
congiuntura favorevole di forte aumento della domanda e rialzo dei prezzi , che porta ad
accrescere la produzione con macchine sempre più perfezionate e finanziamenti delle
banche. Le vendite aumentano , si ha pieno impiego dei fattori della produzione, ma si arriva
al punto in cui si produce più di quanto non si venda - il punto in cui è determinata una
sovrapproduzione . Le merci restano invendute, le imprese non possono rimborsare le
banche e rischiano il fallimento, gli operai perdono il lavoro. Inizia la crisi . Le imprese devono
riorganizzare la produzione per ridurre i costi in attesa di una ripresa.
L’evoluzione del capitalismo industriale è fortemente instabile, e alterna periodi di
espansione della produzione a periodi di depressione e di disoccupazione. Lo studio delle
crisi è stato inquadrato in quello dei cicli economici.
I tre cicli analizzati sono quelli che l’economista e storico Schumpeter ha chiamato “breve”,
“maggiore” e “lungo”.
● ciclo “breve” o “minore” - Kitchin , studiando tassi di interesse e prezzi all’ingrosso in
Gran Bretagna a negli Stati Uniti, mise in evidenza l’esistenza di un ciclo di tre o
quattro anni ;
● ciclo “maggiore” o “economico” - Juglar identificò le crisi come punto di inversione fra
espansione e depressione, e individuò cicli della durata di otto-dieci anni ;
● ciclo “lungo” o movimento “di lunga durata” - Kondrat’ev individuò onde lunghe che
durano intorno ai cinquant’anni basandosi sull’andamento dei prezzi e sulla
variazione della produzione. Simiand dividerà le onde in fase a di espansione e fase
b d
i depressione .
Il periodo in cui si sono svolti questi cicli è caratterizzato da un trend secolare in crescita, per
cui anche nelle fasi depressive l’andamento economico generale è stato di espansione. I
cicli individuati nel momento in cui Kondrat’ev scriveva sono quattro:
1. 60 anni dal 1730 al 1790;
2. 58 anni dal 1790 al 1848;
3. 49 anni dal 1848 al 1897;
4. 36 anni dal 1897 al 1933.
I tre cicli di Kondrat’ev, Juglar e Kitching si appoggiano l’uno sull’altro. Possiamo parlare
anche di ipercicli di 18-22 anni e cicli dell’edilizia residenziale collegati all’attività edilizia e
indicativi dei movimenti dell’economia reale. Cresce la responsabilità finanziaria per gli
andamenti ciclici dell’economia mondiale.
* un esempio può essere la crisi di sussistenza del 1846-1848, dovuta ai cattivi raccolti nel
continente europeo, che colpì particolarmente l’Irlanda.
Capitolo 3 - Le premesse della rivoluzione industriale inglese. La popolazione
Un aumento della popolazione provoca un aumento della domanda di beni e un aumento
dell’offerta di prodotti . La domanda complessiva è influenzata dalla struttura sociale della
popolazione, da fattori socio-culturali, dal reddito dei consumatori e dalla loro capacità di
spesa. Legge di Engel - la percentuale del reddito destinata ai consumi alimentari è tanto più
5
alta quanto minore è il reddito. L’ offerta è condizionata dalla capacità produttiva, dal numero
di abitanti di un paese e d
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.