La nascita dell’industria moderna in Gran Bretagna
Aspetti caratterizzanti delle società industriali moderne (rispetto alle società pre-industriali):
1) Ridimensionamento del ruolo dell’agricoltura, in termini di percentuali di forza lavoro impiegata
e di composizione del PIL
2) Rilevanti incrementi di produttività nel settore agricolo;
3) Forte incremento (in termini di forza lavoro e composizione del PIL) del settore secondario
(manifatture)
Tale processo virtuoso si verifica per la prima volta, a partire dai primi decenni del XVIII secolo, in
Inghilterra e Scozia.
All'inizio dell'Ottocento la Gran Bretagna era ancora una società prevalentemente rurale. Gli
agricoltori maggiori erano fittavoli capitalisti che prendevano la terra in affitto per denaro e
assoldavano lavoratori agricoli senza terra. L'Inghilterra, che fu la prima nazione a industrializzarsi
su grande scala, fu altresì una delle prime ad accrescere la propria produttività agricola grazie alla
sperimentazione per tentativi di nuove colture e nuove rotazioni. La più importante innovazione
agricola fu probabilmente lo sviluppo della cosiddetta agricoltura convertibile, che prevedeva
all’alternanza di campi coltivati e pascoli temporanei in luogo di a retrivi e pascoli permanenti. Una
condizione importante per il miglioramento delle rotazioni e l'allevamento selettivo fu la
recensione e il consolidamento dei campi.
Londra era il polo di crescita dell'economia inglese, il più importante centro finanziario e
commerciale della Gran Bretagna, e già nel medioevo si era affermata come il porto più
importante di Inghilterra. L'aumento della popolazione fu estremamente rapido nel 16º e 17º
secolo e nel 1700 Londra aveva raggiunto o forse sorpassato Parigi, che era stato in precedenza la
più grande città d'Europa.
Già nel 600 diversi grandi orefici londinesi cominciare a svolgere le funzioni di banchieri. La
Fondazione della banca d'Inghilterra nel 1694, con il suo monopolio legale nel settore delle banche
capitale azionario, costrinse i banchieri privati a rinunciare all’emissione di banconote; essi tuttavia
continuarono a svolgere le funzioni di banche di deposito, accettando ordini di pagamento e
scontando cambiali. Nel 1720 il Bubble Act proibì la costituzione di società per azioni senza
espressa autorizzazione del Parlamento, il quale si rivelò riluttante ad accordare autorizzazioni se
non a compagnie che mirassero a realizzare infrastrutture pubbliche come canali, strada pedaggio,
moli o impianti idraulici. Le industrie manifatturiere furono limitate alla forma giuridica di
proprietà individuali o società di persone.
Inoltre, nel 600 si pose la finanza pubblica del Regno sotto lo stretto controllo del Parlamento, il
che ridusse notevolmente il peso del debito pubblico che venne consolidato attraverso l'emissione
di obbligazioni perpetue.
Eliminazione dalla fine del ‘600 dell‘apprendistato: ciò consente agli imprenditori di impiegare
donne e bambini (prima non occupabili per legge).
l sistema dei trasporti in GB aveva i suoi capisaldi in:
i) navigazione costiera e fluviale, cui si aggiunse (nel sec. XVIII) una fitta rete di canali navigabili
artificiali (circa 5000 km a inizio Ottocento): le vie d’acqua risultarono strategiche per il trasporto a
buon mercato di merci ingombranti e pesanti (carbone, minerali ferrosi, legname);
ii) ampia rete di strade a pedaggio (per il trasporto di persone e merci non ingombranti) realizzate
nel corso del XVIII secolo
La Gran Bretagna dovete buona parte della sua precoce prosperità alla sua natura insulare. 1
Nei secoli XVII-XVIII si assiste alla diffusione, non solo presso l’élite intellettuale ma anche presso
tecnici e quadri produttivi, di una elevata propensione a sperimentare e innovare.
A inizio ‘700 si segnalano due innovazioni strategiche:
i) il procedimento di fusione dei minerali ferrosi con il carbon coke (Darby)
ii) l’invenzione della macchina a vapore
Alla fine del secolo quasi tutta la produzione di ferro era ottenuta per fusione con il coke.
Il vapore fu utilizzato per la prima volta nell’industria mineraria per liberare le miniere dall'acqua.
Le prime pompe a vapore (di Savery e macchina di Newcomen, fine ‘600-inizio ‘700) erano molto
ingombranti e vennero utilizzate esclusivamente per prosciugare le miniere dalle infiltrazioni
d’acqua. Molto più efficiente si rivelò il modello elaborato da James Watt. Le macchine a vapore
non solo permisero agli stabilimenti siderurgici di funzionare senza interruzioni stagionali (a
differenza dei mulini ad acqua), ma anche di disporre di sufficiente energia a buon mercato nello
stesso luogo, in modo da poter riunire in un solo impianto le tre fasi di forno, fucina e officina, che
erano rimaste separate sino alla seconda metà del Settecento. Grazie a una serie di miglioramenti
tecnici, sempre a opera di Watt, le macchine a vapore poterono essere utilizzate, oltre che nelle
miniere e negli impianti siderurgici, per la macinatura del grano e soprattutto nel settore tessile,
per la filatura del cotone.
Ci furono diverse innovazioni nel settore cotoniero. Le macchine che resero più rapida ed
efficiente la filatura (l'operazione più lenta e difficile) furono:
-1733: la “navetta volante” per il telaio (inventata da John Kay):
→ la produttività dei tessitori raddoppia;
→ la domanda di filato si moltiplica → nella filatura vi era la strozzatura del settore cotoniero.
-1769: filatoio idraulico (water frame) di Richard Arkwright → filo forte, adatto per l'ordito dei
tessuti di cotone.
-1770: filatoio di James Hargreaves (spinning jenny) → basso costo e facilità d'uso. Filo meno
resistente, adatto per la trama.
-1774-1779: mula (mule) di Samuel Crompton → filatoio che combina jenny con water frame,
essendo così capace di produrre filo adatto per trama e ordito.
Le prime tecniche di trasporto su rotaia vennero elaborate in ambito minerario: nelle miniere di
carbone il trasporto del combustibile iniziò ad essere effettuato con vagoni su binari, trainati dai
minatori o da animali da tiro.
Vari tentativi di utilizzare come forza trainante la macchina a vapore di Watt: ciò comportava
tuttavia problemi tecnici non facili.
George Stephenson: nel 1825 elabora un prototipo di locomotiva da utilizzare in un breve tragitto
tra le miniere di Stockton e Darlington.
1830: inaugurazione della prima linea ferroviaria. la Liverpool- Manchester.
Fino a metà Ottocento, quasi tutte le imprese manifatturiere britanniche ebbero la forma giuridica
della proprietà individuale o della società di persone.
Tra i principali effetti del processo di industrializzazione e del diffondersi del lavoro in fabbrica vi fu
la formazione di un ampio proletariato localizzato in aree urbane periferiche, caratterizzate da
precarie condizioni di vita e di igiene. La centralizzazione della produzione in impianti produttivi
nelle periferie urbane e la rigida disciplina di fabbrica privarono inoltre la maggioranza dei
lavoratori della possibilità di integrare i salari manifatturieri con redditi agricoli. I salari: erano in
media superiori a quelli dei braccianti agricoli (anche per la maggiore continuità del lavoro in
fabbrica) Tuttavia: i lavoratori adulti dovevano competere con i salari più bassi corrisposti a donne
e a minori. Durezza delle condizioni di lavoro in fabbrica: orari estenuanti; ambienti insalubri; 2
assenza di condizioni di sicurezza (frequenti incidenti sul lavoro). I policy makers e gli economisti
del tempo, caratterizzati da approccio liberista, sono inizialmente contrari a promuovere
interventi del governo volti a imporre standards minimi di sicurezza e a monitorare le condizioni di
lavoro.
Dopo una lenta crescita dai primi del Seicento alla metà del Settecento, la popolazione quasi
triplicò entro metà Ottocento e la durata della vita si allungò.
L’Europa industriale
Intorno alla metà del XIX secolo la Gran Bretagna è la prima potenza industriale e commerciale a
livello internazionale
I fattori alla base del processo di catching-up da parte dei Paesi del Continente europeo:
Giacimenti di carbon fossile e ferro.
• Innovazione tecnologica.
• Intervento dei governi
• Ruolo cruciale del sistema bancario
• Vie di comunicazione efficienti e bassi costi di trasporto.
• Relazioni con i centri del commercio e della finanza internazionale.
• Elevata specializzazione della manodopera artigiana
•
L’Europa continentale disponeva di ampi giacimenti di:
i) carbon fossile: localizzato soprattutto in Renania e nel Belgio;
ii) minerali ferrosi: localizzati soprattutto in Lorena;
iii) energia idroelettrica
Nel secolo XVIII e nella prima metà del XIX l’innovazione tecnologica è prevalentemente dovuta
all’ingegno e allo spirito di osservazione di singoli artigiani-inventori; a partire dal 1860-70, il
progresso tecnologico richiede sempre di più un background teorico avanzato, laboratori
complessi, investimenti significativi e l’impegno sistematico di ricercatori specializzati.
Tale attività di ricerca avanzata è alla base dello sviluppo di settori produttivi “nuovi” (elettricità;
chimica organica) ma anche di settori più consolidati (industria metallurgica; conservazione
prodotti alimentari).
L'industria siderurgica aveva perfezionato tecniche finalizzate all’abbattimento dei costi di
produzione dell'acciaio, elaborando un metodo per ottenere l'acciaio stesso dalla ghisa fusa.
Diffusione dell'elettricità e del petrolio.
Sviluppi della chimica con coloranti artificiali, fertilizzanti artificiali, esplosivi e fibre sintetiche.
Conservazione degli alimenti e cibi in scatola.
Nella prima industrializzazione, in Gran Bretagna, lo Stato non svolge un ruolo diretto lasciando
l'iniziativa ai privati.
Nei paesi “ritardatari” del continente, invece, si sviluppano politiche di intervento pubblico
nell’economia, anche in conseguenza del persistere di una tradizione regolativa dei mercati interni
e dei commerci esteri (di derivazione mercantilista) propria delle monarchie assolute e dei sovrani
illuminati (Prussia, Austria-Ungheria e Russia)
– Tariffe doganali → cfr. l’economista tedesco Friedrich List e la protezione delle “industrie
nascenti” (vs. free trade).
– Per ovviare alla carenza di risparmio da impiegare in investimenti infrastrutturali (es. ferrovie),
molti governi attivarono politiche fiscali assai onerose per il settore agricolo.
– Lancio di prestiti pubblici nazionali e internazionali. 3
Un ostacolo al processo di industrializzazione nel continente europeo fu costituito, in diversi casi,
dall’insufficiente disponibilità di risparmio privato per investimenti nel settore manifatturiero. Per
superare tale vincolo si fece ricorso in diversi Paesi (Belgio, Francia, Germania, Italia) all’azione
delle “Banche di credito mobiliare” e/o “banche miste. A differenza delle “banche di credito
ordinario”, le banche di credito mobiliare e le banche miste si proponevano di fornire capitale fisso
alle imprese manifatturiere e di effettuare investimenti a medio-lungo termine. Le risorse
necessarie venivano reperite prevalentemente mediante il ricorso al capitale proprio delle banche
stesse e alla emissione di obbligazioni. In diversi casi, tuttavia, si fece ricorso al capitale raccolto
mediante depositi a vista, in palese violazione delle regole di una corretta conduzione del business
bancario.
Con il Bank Act del 1844 la banca d'Inghilterra cedeva il suo monopolio come banca capitale
azionario in cambio del monopolio dell’emissione di cartamoneta. Alla fine del secolo aveva
consapevolmente assunto le funzioni di banca centrale.
In Francia, i fratelli Pereire fondarono nel 1852 la Societe generale de credit mobilier, specializzata
negli investimenti ferroviari e nel settore manifatturiero. Essa fu all’origine di istituti similari in
Italia, Olanda e Spagna che ebbero alterne fortune.
In Belgio fu istituita la Societe Generale de Belgique che fece miracoli per favorire
l'industrializzazione del piccolo stato e dotata di ampi poteri forniti dal re. Effettuò molteplici
investimenti dopo il 1830 nelle principali società minerarie, fonderie, imprese meccaniche belghe.
L'aspetto distintivo del sistema finanziario tedesco fu la banca mista per azioni, impegnata sia in
attività di credito commerciale a breve termine sia in investimenti a lungo termine. Il primo
esempio del nuovo tipo di banca fu la Darmstadter. Di fronte al rifiuto del governo prussiano di
autorizzare statuti di società per azioni per le banche, alcuni ambiziosi promotori ricorso
all’espediente delle Kreditbanken (società in accomandita), che non richiedeva l'autorizzazione da
parte del governo. La struttura finanziaria tedesca fu completata da un'altra importante
innovazione istituzionale, la Reichsbank, che godeva del monopolio dell’emissione di cartamoneta
e agiva da banca centrale. Come tale, era in grado di sostenere le banken in caso di difficoltà.
La prima banca moderna a capitale azionario fu però la Creditanstalt austriaca, che rimase uno dei
più potenti istituti finanziari d'Europa, nonostante il fallimento del 1931 che segno l'inizio della
propagazione su scala mondiale della grande depressione.
In Italia i fratelli pereire promossero la società generale di credito mobiliare italiano. Negli anni
seguenti e se si identificò con quasi ogni nuova iniziativa in Italia. Nel mezzo della crisi del 1893,
tuttavia, la denuncia di gravi scandali nella sua organizzazione interna e nei suoi rapporti con il
governo portò alla sua messa in liquidazione.
Il processo di sviluppo economico è riassunto dalla locomotiva a vapore e dei suoi necessari
complementi, le rotaie di ferro. Nel corso del XIX secolo il rapido sviluppo della rete ferroviaria
permette ai Paesi del continente europeo di superare la carenza di vie d’acqua e di canali
navigabili. Le costruzioni ferroviarie furono a loro volta un potente stimolo per i settori
metallurgico e meccanico e per la crescita del prodotto pro-capite.
Diffusione dei battelli a vapore a partire dall’inizio Ottocento, soprattutto nella navigazione
fluviale.
Belgio
Prima regione dell’Europa ad adottare pienamente il modello industriale britannico.
Fece parte dal 1814 del Regno unito dei Paesi Bassi.
Elementi che determinarono il precoce sviluppo:
• Vicinanza all’Inghilterra 4
• abbondanti riserve di carbon fossile, ferro e una rete di grandi corsi d'acqua
• immigrazione imprenditori ingegneri tecnici e operai specializzati dalla Gran Bretagna
• presenza di numerosi centri di una plurisecolare manifattura tessile
• posizione di favore in certi mercati esteri, in particolare quelli francesi
L'industria cotoniera crebbe invece intorno a Gand che divenne una sorta di Manchester belga.
Dagli inizi dell'Ottocento si assiste a una trasformazione tecnologica e organizzativa che rende il
Belgio uno dei maggiori poli siderurgici e meccanici d'Europa. La ditta Cockerill era
indiscutibilmente la maggiore impresa industriale del continente e fu anche una delle prime
industrie metallurgiche a integrazione verticale.
La rivoluzione belga provocò una depressione economica che si esaurì tuttavia in pochi anni e,
intorno al 1835 si assistette a un vigoroso boom industriale in seguito alla decisione del governo di
costruire un estesa rete ferroviaria a spese dello Stato e in seguito ad una importante innovazione
istituzionale nel campo delle banche della finanza rappresentata in primo luogo dalla Societe
Generale de Belgique.
Nel 1860 il Belgio è il paese più industrializzato nell’Europa continentale.
Francia
Nell’800 il tasso di crescita demografica era basso e le campagne erano ancora arretrate.
Effettuarono ingenti investimenti nel sistema delle comunicazioni e si creò un sistema viario tra i
più evoluti del continente. I miglioramenti dei trasporti e delle comunicazioni, che è inclusero la
costruzione di una di una vasta rete di canali, l'introduzione della navigazione a vapore, le prime
ferrovie e il telegrafo elettrico, facilitarono la crescita del commercio interno ed estero.
La produzione il consumo di carbone, scarsa a inizio secolo, crebbero e furono poste le basi di
un’importante industria meccanica, favorita anche dalla protezione doganale.
Industria tessile francese prende a modello quella inglese e alcuni immigrati inglesi fanno
conoscere i moderni sistemi di filatura.
Industria cotoniera presente soprattutto in Alsazia.
Gli adempimenti previsti per fondare società di capitali erano però molto complessi; fino agli anni
'70, gli investimenti in imprese commerciali e industriali provennero soprattutto dai patrimoni
familiari degli imprenditori e dal reimpiego dei profitti. Conseguenze:
– Imprese di piccole dimensioni che non consentono di sfruttare economie di scala
– Accentuata dipendenza dalle banche.
Dopo il 1860, anche a seguito dell’adozione di una tariffa doganale sostanzialmente
liberoscambista, la bilancia commerciale francese registrò deficit significativi. La concorrenza
estera (in particolare USA) determinò una depressione agricola.
La guerra Franco prussiana del 1870-1871 fu un disastro sia dal . di vista militare sia economico,
con la perdita dell'Alsazia e della Lorena, ma l'economia francese si riprese in una maniera che
sbalordì il mondo.
Germania
PRUSSIA → dopo il 1815 problema della divisione dello Stato tra la Prussia orientale, agricola, e le
regioni occidentali di nuova acquisizione (Renania e Vestfalia).
Unione doganale prussiana (1818): comprende gli staterelli più vicini della Prussia ed è finalizzata a
consentire il trasporto delle merci dalla Renania e Vestfalia alla Prussia orientale.
Una delle pi&
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