Storia Economica – Prof. Mellinato
(Dalla rivoluzione industriale fino agli anni 2000)
Questi appunti contengono le lezioni sostenute dal professor Mellinato presso lo scaglione di
Milano. Possono risultare molto utili per conseguire
ECOMARK nell’università Bicocca di
l’esame poiché contengono la maggior parte dei dettagli e degli insegnamenti che il
docente ha elargito durante il suo corso.
Sommario
PAG.
Lezione 1: La rivoluzione industriale e la rincorsa all’Inghilterra
……………………………………………………………... 1 - 4 Lezione 2: Una panoramica
europea nel processo industriale …………………………………………………………………..5 - 6
Lezione 3: Situazione Italiana: Cavour, Destra Storica e Sinistra Storica
…………………………………………………….7 - 9
Lezione 4: La globalizzazione dell’economia
…………………………………………………………………………………………….10 - 12
Lezione 5: Gold Standard e Imperialismo
…………………………………………………………………………………………………13 - 15
Lezione 6: La seconda rivoluzione industriale e il caso Ford
……………………………………………………………………..16 - 18
Lezione 7: Età Giolittiana e inizio I Guerra Mondiale
………………………………………………………………………………..19 - 22
Lezione 8: Il primo dopoguerra: Keynes, Pace di Brest-Litovsk e la situazione
Italiana……………………………….23 - 27
Lezione 9: La crisi del 1929: cause, Keynes e
Roosevelt……………………………………………………………………………..28 - 30
Lezione 10: Quota 90, Mussolini e
l’IRI………………………………………………………………………………………………………31 - 33
Lezione 11: Panoramica atlantica negli anni della II guerra mondiale, UNNRA e
Piano Marshall………………..34 - 37
Lezione 12: Problemi nell’Italia del secondo dopoguerra e manovre
varate……………………………………………….38 - 40
1
Lezione 13: Secondo dopoguerra globale, conseguenze decolonizzazione e scuole di
pensiero sulla crisi……41 - 43
Lezione 14: Una prima idea di coalizione Europea e la
globalizzazione……………………………………………………….44 - 46
Lezione 15: La Golden Age e il Post
Fordismo……………………………………………………………………………………………..47 - 50
Lezione 16: I 3 gruppi di paesi dopo le crisi petrolifere e la Silver
Age…………………………………………………………51 - 53
Lezione 17: Italia: miracolo economico e effetti della crisi del
2008…………………………………………………………….54 - 56
Lezione 18: Conclusione finale situazione globale dagli anni 80’ fino agli anni
2000…………………………………….56 - 58
Lezione 1
Si comincia a studiare qualcosa quando nasce, dalla prima apparizione sulla terra e
vediamo come interagisce con il resto del mondo.
Il nostro punto di partenza è l'età industriale: una delle due più grandi interruzioni
dell'età dell'uomo oltre alla rivoluzione neolitica. L'età industriale non nasce per caso,
ma nasce in un tempo e in luogo estremamente precisi. Intorno al 1700 si interrompe
una stabilità demografica che prevedeva 100 milioni di abitanti continentali, con una
crescita dal 1700 fino al 2000, ed è un aumento demografico che ha forti implicazioni
culturali: si ha infatti una diminuzione di mortalità infantile, che prima era una cosa
molto comune per malnutrizione della madre o più in generale per malattie varie e
condizioni di vita scarse. Metà dei figli di luigi 14, ad esempio, sono morti nonostante
le elevate condizioni di vita in cui vivevano. Dal 600 in avanti la mortalità infantile
decresce addirittura di 1/3, con molte innovazioni, ad esempio alcune elementari
procedure sanitarie come il taglio del cordone ombelicale, i vestiti e così via dicendo.
Le rivoluzioni industriose del 1600 diventano un modo di vivere per tutte le persone,
anche povere. Si arriva ad un punto in cui le risorse non crescevano con la stessa
velocità con cui la popolazione cresceva( freni Malthusiani) e quindi si arriverà ad un
punto in cui servirà la peste. Ciò non succede, perché l'elevata tecnologia porterà al
giusto sostenimento delle risorse.
Il punto di svolta si ha in Gran Bretagna: a partire dall'agricoltura, nel vecchio
regime di origine romana i campi erano divisi in strisce in base a cosa si coltivava ed
era una rotazione triennale dove la terra doveva auto fertilizzarsi data la scarsa
presenza di bestiame. Tuttavia la rotazione triennale non era efficace perché un terzo
della terra non era coltivata. In Bretagna viene introdotta la rotazione quadriennale
che non è molto più efficiente ma comunque garantisce la coltivazione di qualche
alimento, utilizzando solo una striscia per le erbacce. La rotazione quadriennale deriva
dalla cultura laica, dove un rappresentante di tale cultura coltivava i 3/4 delle strisce,
lasciando una striscia dove vennero piantate delle rape, la quale pianta viene
utilizzata per nutrire il bestiame, e una striscia viene utilizzata per coltivare alimenti
più preziosi da vendere, quindi la rotazione rappresenta un cambiamento sia agricolo
che culturale ed economico. Questa tipologia di coltivazione si diffonde molto
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lentamente per i rischi vitali che si potevano ottenere con questo cambio di
coltivazione, poiché se l'investimento fosse andato male, ciò avrebbe portato
sicuramente alla morte, però rappresenta una la svolta per l'Inghilterra.
Tradizionalmente il ferro si faceva con il carbone di legna che bruciava senza lasciare
molti residui e permetteva di avere un ferro puro.
1709: Abraham Darby inventa un modo per raffinare il carbone minerale, poiché vi
era poco carbone derivante dagli alberi e molto carbone minerale, in modo da poterlo
usare lo stesso per produrre un ferro puro. Il legno era una risorsa importante e
preziosa e il carbone di legna, altrettanto. Questo è stato una avanzamento colossale.
Si hanno altre rivoluzione fino al 1781 con la macchina a vapore di James Watt che
segna uno dei più grandi cambiamenti della rivoluzione industriale.
Si introducono anche delle fornaci per il carbone minerale che portano alla produzione
di ''carbon coke'' che è pure più puro del carbone di legna, alla produzione di metano
e altri gas e infine alla produzione di asfalto liquido. La produzione di ferro diventa
facile e a buon mercato tanto che il nipote di Darby regala un ponte di ferro ad un
paesino, per sottolineare che ormai il ferro era diventato di uso comune, e dal ponte si
nota che la forma è uguale ai ponti romani, questo perché gli inglesi avevano il ferro
ma non sapevano ancora bene come utilizzarlo.
Il ferro è il secondo elemento della rivoluzione industriale dopo il carbone.
Il terzo elemento della rivoluzione industriale lo ritroviamo nel sistema agricolo. Verso
la metà del 700' si arriva ad una crisi per la poca produttività, si pensa allora
all'assunzione dei campi coltivabili da parti di privati, e prende il nome di
''enclosures''. La condizione per passare dalla proprietà comune a privata risiede nel
fatto che i privati dovevano garantire una produzione maggiore rispetto ai possessori
precedenti, tant'è che la produttività generale del paese sale. Le miniere di ferro e
carbone sono molto vicine e il meccanismo di Darby facilita l'accoppiamento di questi
due elementi. In alcuni villaggi come Aston Blank prima era rappresentata su una
cartina dalla terra divisa in strisce e ora presenta tutti i campi recintati. Il risultato è
un aumento della produttività ma un espulsione della manodopera perché le strisce
garantivano anche se poche, risorse per tutti gli abitanti, ora invece vengono
garantite risorse sempre per meno persone e infatti si creano una miriade di
disoccupati agricoli.
Questo, caso vuole, è ciò di cui aveva realmente bisogno il sistema delle fabbriche,
che essendo una novità, aveva bisogno di manodopera. Tutti i campi vengono in
qualche modo industrializzati. La prima rivoluzione industriale parte e anche con dei
risultati positivi perché si fonda su 3 elementi saldi che interagiscono in maniera
sinergica: ferro, carbon coke e cotone. Il risultato finale è una riduzione del prezzo
dell'energia e un aumento dell'urbanizzazione, si chiama modernità.
Ad esempio una innovazione riguarda l'industria tessile dove si ha un'evoluzione della
macchina tessile dove anche un operaio non specializzato può lavorare per 10
macchine. Si utilizzano nel processo anche i bambini, che arrecavano un guadagno
enorme, non ''costando'' niente in quanto retribuzione ed essendo molto utili in virtù
delle loro dimensioni ridotte che gli permettono di lavorare tra gli ingranaggi delle
macchine però con uno sfruttamento elevato, tant'è che la prima legge per la tutela
dello sfruttamento si ha da parte di un ufficiale dell'esercito che si vede arrivare le
nuove generazioni consumate dal lavoro in fabbrica. Il vantaggio cumulativo di questo
processo è enorme oltre che il potenziale esterno verso mercati sempre più ampi.
James watt introdusse anche l'utilizzo della forza rotatoria che si poteva accumunare a
fabbriche di tutti i tipi. Altra creazione fu quella del cronografo.
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L'esito finale fu l'industrializzazione di tutta l'Inghilterra. Il primo che osserva tutto
questo è Adam Smith che teorizzerà la prima forma di economia politica, la sua idea
della mano invisibile del progresso consiste nel fatto che cercando il benessere
individuale, il soggetto aiuta anche lo stato.
Ai tempi di Luigi 14 la Francia aveva la metà della popolazione europea, nella seconda
metà del 700 questo paese viene sostituito dall'Inghilterra. La rincorsa
all'Inghilterra diventa un problema perché la maggior parte dei paesi europei la
rincorrono sotto il punto di vista militare, aumentando così semplicemente le tasse.
Nella seconda metà degli anni 1780, i nobili francesi cercano di spremere e spremono
un paese che è già in crisi di fame portando alla rivoluzione napoleonica. Il vantaggio
britannico così cresce con il tempo e il sistema fabbrica è difficilmente esportabile,
perché ormai in Inghilterra il sistema è diventato sempre più complesso. Tuttavia ci
sono 2 crisi, una per la richiesta di Indipendenza degli Stati Uniti vedendo appunto
che l'Inghilterra si sta sviluppando senza aiutare le 12 colonie, ed è la prima volta che
non ci sono richiami spirituali o divini per la costituzione di uno stato. Gli stati uniti per
la prima volta sono uno stato autosufficiente e questa cosa diventa ancor più
rivoluzionaria perché loro stessi cacciano l'esercito più forte al mondo dalla loro terra.
La seconda crisi riguarda la Francia per 3 motivi: la rivoluzione americana, Luigi 16 e
la crisi all’interno della Francia portano alla rivoluzione francese. Napoleone introduce
tre riforme: nell'ambito commerciale inventa una miriade di istituzioni nuove e
razionali che si estendono ovunque nel suo impero. Per questo in Europa il sistema
commerciale è molto simile, così come il sistema metrico decimale che elimina ogni
sistema di misurazione locale che non permettevano la compatibilità delle varie
misurazioni, sempre introdotto appunto da Napoleone. Lo stesso inoltre abolisce la
maggior parte delle barriere doganali e inserisce norme nuove. Lo stato napoleonico è
la prima forma di stato regolatore che vuole far sviluppare la propria economia
sempre per motivi militari. L'errore di napoleone è quello di non estendere il suo
sistema economico commerciale al di fuori del suo sistema europeo. Le guerre
napoleoniche hanno visto il susseguirsi di diverse coalizioni, dove l'Inghilterra
apparteneva a tutte le 8 coalizioni contro napoleone, gli anni delle guerre
napoleoniche sono in realtà un espansione enorme del sistema economico britannico.
Napoleone e la sua eredità sono importanti come ad esempio il nazionalismo volto al
progresso ovunque egli sia andato.
Vi è quindi un avvio alle imitazioni del sistema britannico e si cominciano a delineare
tre ondate di industrializzazione: Britannica, la seconda molto simile tra Belgio e
Francia settentrionale e la terza con industrie più grandi e pesanti in Germania. Il
Belgio nasce nel 1830 ed è una creazione del sistema industriale, prima i paesi bassi
si chiamavano fiandre, la parte che si industrializza prende il nome di Belgio, la parte
che si modernizza basandosi sulla agricoltura prende il nome di Olanda. Le imprese
francesi non possono seguire la stessa storia delle imprese britanniche perché hanno
la fretta immediata di riuscire a competere con le imprese già più sviluppate inglesi.
Hanno bisogno di finanziamenti e non possono iniziare con piccole fabbriche perché ci
vorrebbe tempo, perciò devono partire da fabbriche di dimensioni inglesi. Hanno
perciò bisogno di strumenti nuovi per finanziamenti e i fratelli Pereire inventano la
banca d'affari dove i clienti sono ricchi che vogliono investire sulle attività industriali,
perciò la banca d'affari è un collettore di patrimoni e quindi ha possibilità di
investimenti di capitali uniti. Con questo metodo si investe in fabbriche di grandi
dimensioni che possono competere con fabbriche inglesi. Il successo è grande tant'è
che la maggior parte delle ferrovie in Francia sono finanziate da banche d'affari. Le
locomotive si sviluppano velocemente mentre nel settore navale si ha uno sviluppo
ma comunque più lento. In 50 anni nel 1800 il progresso industriale è elevatissimo.
Tutto ciò ha a che fare con la costruzione di un network industriale, e come qualsiasi
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network è gerarchizzato, e se da una parte vi è uno sviluppo dall'altro crea
disuguaglianze, perché la Gran Bretagna ha uno sviluppo elevatissimo, e anche se ad
esempio l'Italia localmente ha uno sviluppo elevato, il suo difetto nei confronti della
Gran Bretagna è sempre più elevato.
Lezione 2
Nell'età d'avvio dell'industrializzazione dell'Europa continentale non abbiamo dati
sufficienti per tutti i paesi. Vi è una flessione della popolazione inglese chiamata ''la
grande fame inglese'' data da molti parassiti, e si contano circa 1,5 milioni di morti
con la conseguenza del primo gran flusso migratorio verso gli stati uniti(1846-1849).
La dinamica agricola d'altronde rimane determinante all'interno della popolazione
inglese. Ci sono navi che permettono il flusso in uscita e l'accoglienza in America, ed è
comunque una novità perché muovere 1,5 milioni di persone non era facile al tempo.
In Belgio e in Francia intanto non si rilevano trasformazioni così rilevanti e questo sta
a sottolineare come l'industrializzazione in Europa sia presente ma proceda con un
ritmo lento, in cui per aspettare l'invenzione di una macchina ci vogliono decenni.
L'industrializzazione per i tempi di oggi è lenta ma per i loro tempi è veloce, perché
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infatti i primi effetti si notano, tant'è che l'Inghilterra domina in lungo e in largo. La
produzione dell'Inghilterra è pari a tutta quella del resto d'Europa. Oltre a questo il Pil
pro capite aumenta sempre di più, soprattutto dopo la crisi irlandese. L'Inghilterra
produce un modello di benessere superiore a tutti, che si basa sull'aumentare sempre
di più la ricchezza dei singoli inglesi, e questo fa si che ogni paese si trova al bivio tra
l'adottare il modello inglese e il rimanere sempre
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