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Storia e Vita nella Berlino di Ingeborg Drewitz

La campagna di Russia inizia il 22 giugno 1941: l’esercito tedesco e il suo Blitzkrieg rie-

scono ancora a far valere il fattore sorpresa e avanzano in territorio sovietico: in questo

breve periodo a Berlino c’è di nuova una discreta abbondanza di prodotti, anche di lusso.

Il 12 luglio viene firmato però un accordo anglo-sovietico per contenere la Wehrmacht,

mentre nel dicembre Hitler dichiara guerra anche agli USA, rei di avere dichiarato a loro

volta guerra al Giappone. In questo periodo, soprattutto a Berlino, si intensificano le depor-

tazioni, come si può leggere in GWH, Das Karussell e Das Hochhaus.

Durante l’inverno del 1942 la Wehrmacht comincia ad avere difficoltà per la durezza del-

l’inverno russo e la buona organizzazione dell’esercito nemico: arriverà fino a Stalingrado,

dove subirà la prima sconfitta, sfatando il mito dell’invincibilità tedesca. Continuano i bom-

bardamenti su Berlino, anche se la città sembra riprendere un minimo la sua connotazione

mondana, ma i cittadini non resistono ai massacranti orari di lavoro a cui erano sottoposti

nell’industria bellica, che ora lavorava a pieno regime; la vita ormai è scandita dai bombar-

damenti e dal lavoro, per chi non è stato chiamato al fronte e per gli stranieri, soprattutto

dai territori conquistati, che arrivavano in città per lavorare, e vivevano in baraccopoli im-

provvisate, come nota Gabriele in GWH.

Nel 1943 cominciano le prime grandi sconfitte dell’esercito tedesco: gli alleati vogliono la

resa incondizionata, mentre Goebbels fa l’annuncio della guerra totale: in tutta risposta

Amburgo viene bombardata in modo pesantissimo e si teme un’azione simile anche su

Berlino, dove si preparano evacuazioni dei non adatti a lavorare nell’industria bellica: Ga-

briele, in GWH, si dovrà in questo momento separare dalla sorella minore Ulrike.

Nell’estate dello stesso anno l’Italia firma l’armistizio e l’esercito tedesco, già in ritirata dal-

la Russia, invade anche l’Italia, combattendo così su tre fronti: ancora bombardamenti in-

glesi, sempre più affinati, riducono quasi Berlino a un cumulo di macerie e incendi, soprat-

tutto nel 1944, tra l’indifferenza della stanca popolazione. La città tutto sommato si ripren-

de abbastanza in fretta e il partito fa di tutto per sostenere psicologicamente i tedeschi,

che ormai si preoccupano solo di sopravvivere: organizzano mercato nero, seminano nei

parchi, e sono esasperati dai controlli della Gestapo.

3.3 Ultimo anno di guerra

Dal 1944 la RA riconquista gran parte del suo territorio e gli alleati sbarcano in Normandia

il 6 giugno: i berlinesi, nonostante il divieto di ascoltare emittenti straniere, seguivano con

ansia questi momenti. Hitler non si fida più della Wehrmacht, e proprio da lì nascerà l’at-

tentato del 20 luglio, che fallirà e porterà un clima di repressione, bene descritto in ID. Hi-

tler e Goebbels cercano di sfruttare l’attentato a fini propagandistici, e cercano di soppian-

tare la Wehrmacht dando più potere a SS e polizia; per la resistenza è quasi impossibile

continuare ad aiutare i perseguitati: anche il gruppo di Gabriele in GWH perderà i capi.

Le avanzate continue degli alleati fan perdere morale ai tedeschi, ma non solo: con la ri-

conquista dei territori importanti per l’agricoltura e l’industria, si perdono gran parte delle

provvigioni. Nel 1944 inizia la più grande offensiva della RA, e migliaia e miglia di abitanti

delle zone orientali migrano verso l’interno del Reich, perché le truppe russe sono estre-

mamente brutali: documentazioni di questa migrazione si trovano in EADE e DK.

Hitler nell’autunno del 1944 è quasi completamente accerchiato, ma non si dimette: tenta

la cosiddetta offensiva delle Ardenne sul fronte orientale, ma riesce solo a rallentare

l’avanzata degli eserciti nemici: l’esercito tedesco ha ormai perso ogni fiducia. Berlino con-

tinua a essere bombardata, i trasporti sono impraticabili, i parchi sono tutti seminati, il be-

stiame vaga tra le macerie: ID descrive in GWH le espressione basite dei profughi in arri-

vo, alla vista della città ridotta in fumo e macerie.

Nel 1945 la RA punta verso Berlino: la resistenza è quasi nulla, perché il Volksturm, milizia

di scorta, non è preparato ed è male equipaggiato; dal 15 gennaio Hitler si rifugerà nel suo

bunker e non ne uscirà più.

Storia e Vita nella Berlino di Ingeborg Drewitz

3.4 La battaglia di Berlino

Berlino, con l’avanzata sovietica, è presa dal panico: molti tentano di scappare, ma è quasi

impossibili ottenere i documenti per farlo; in città le condizioni igieniche sono precarie e si

vive tutti nascosti, come testimoniato in GWH e DK.

Il Führer accetta la distruzione pur di non consegnare la Germania ai nemici, e ordina di

distruggere tutte le vie di comunicazione per rallentare gli eserciti: fortunatamente gli ordini

saranno eseguiti solo in minima parte, perché in pochi seguivano ancora la sua follia. Par-

la inoltre alla radio, dicendo ai berlinesi di difendere strenuamente la capitale nella batta-

glia imminente, che si combatterà per le strade e nelle case: ma molti abitanti già si stava-

no disfando di uniformi e bandiere.

Il 16 aprile 1945 la RA attacca Berlino e i tedeschi offrono una debole resistenza. Hitler ri-

fiuta di lasciare la città per paura che i suoi ex-fedelissimi la consegnino agli alleati, quindi

sposa Eva Braun, detta il suo testamento e si toglierà la vita dopo pochi giorni. Il 24 aprile

la città, divenuta impraticabile, è completamente circondata dai russi, che casa per casa

passano a controllare la situazione della popolazione - anche se alcuni usarono metodi

particolarmente violenti; in GWH l’autrice descrive una scena autobiografica: alcuni soldati

russi entrarono nell’appartamento di Gabriele e, dopo averlo perquisito, chiedono alla ma-

dre di suonare un pezzo di Beethoven al pianoforte..

Il 28 aprile i sovietici si dividono le zone occupate e Nikolaj Bersarin, messo a capo della

città, dichiara sciolto il NSDAP e tutte le sue organizzazioni. Hitler nel suo bunker sposa

Eva Braun, fa testamento, e il 30 aprile si toglie la vita; così faranno poche ore dopo anche

i suoi fedelissimi, come Goebbels. Due notti dopo, Weidling annuncia la capitolazione e

annuncia ai soldati rimasti di arrendersi, e inoltre avvisa il popolo della morte di Hitler:

questa notizia viene accolta dall’incredulità generale.

Cap. IV: Dopoguerra a Berlino

4.1 All’indomani della capitolazione

I sovietici, primi a giungere a Berlino, cominciano, d’accordo con gli altri alleati, a smilita-

rizzare il paese e come, da accordi della Conferenza di Yalta nel 1945, a dividerlo in quat-

tro zone: i russi a NE, gli americani a SO, gli inglesi a NO e per i francesi uno spazio rita-

gliato in mezzo alle due zone occidentali. Prima della divisione, però, la città di Berlino ri-

mane per due lunghi mesi sotto l’esclusivo controllo dei sovietici, prima dell’arrivo degli al-

tri alleati: alla distruzione totale della città si aggiungono le angherie dei soldati russi, an-

che se la prima preoccupazione, almeno nei primi tempi, è la sopravvivenza, problematica

per la mancanza di igiene, che provoca malattie, e di beni di prima necessità. Nei suoi ro-

manzi ID descrive dettagliatamente queste precarie condizioni di vita che ha vissuto sulla

sua pelle, e soprattutto descrive bene il rapporto tra i berlinesi e i sovietici, che perpetra-

vano ogni genere di violenze: tutto questo porterà a una frattura difficilmente sanabili tra i

due popoli. La città, si vede in GWH, viene riempita di propaganda socialista e atta a non

demonizzare l’esercito sovietico; sempre nello stesso romanzo, però, descrive i festeg-

giamenti disordinati dei russi e i pericolosi, per la popolazione, effetti delle loro ubriacature.

In poco tempo si passerà dalla paura verso i sovietici al loro disprezzo.

Per ovviare alle loto per il cibo, gli assalti ai negozi e ai depositi e alla mancanza di acqua,

i sovietici iniziano a distribuire tessere alimentari: la notizia diffonde un certo ottimismo nel-

la gente, che coltivava ogni singolo spazio pur di sfamarsi. Comincia un breve periodo di

ricrescita, vengono promosse opere per risanare acqua, gas, luce e trasporti: in GWH ve-

diamo come Ulrike, la sorella minore di Gabriele, è contenta per la riapertura delle scuole,

mentre il padre è sconfortato dall’aver perso di nuovo il lavoro, poiché la sua fabbrica, co-

me moltissime altre, è stata smantellata dagli alleati. Nel 1945 riaprirono inoltre alcune bi-

blioteche, teatri, giornali e cinematografi. Un grandissimo ruolo nella ricostruzione di Berli-

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no fu giocato dalle cosiddette Trümmerfrauen, donne che con spirito di sacrificio e grande

fatica svolgevano compiti anche molto pesanti per contribuire alla rinascita della città; ID le

descrive, in GWN, mentre attorniano un soldato a chiedere notizie dei loro cari: le notizie

che venivano dal fronte erano sconfortanti, e Berlino era diventata una città di quasi solo

donne, vecchi e bambini.

Dal mese di giugno ricomincia la municipalizzazione di Berlino: rinascono il KPD, la SPD,

la CDU e il LDPD, e si scatena una caccia al posto di lavoro in amministrazione, che per-

metteva una tessera alimentare tra le migliori; tutte le istituzioni sono appoggiate dai sovie-

tici, che con Stalin facevano di tutto per rallentare l’avanzata degli altri alleati, in modo da

porre le basi per un governo socialista sulla città. Con la scusa della smilitarizzazione, del

resto, i russi stavano smontando tutte le industrie berlinesi per portare il materiale e i tec-

nici in Unione Sovietica, come ci descrive ID in GWH e in DK. I berlinesi cominciano a non

poterne più dei russi, e attendono l’arrivo degli alleati. Il 5 giugno 1945 le forze alleate as-

sumono il comando dei territori del Reich e pongono un Kontrollrat per l’amministrazione,

formato da membri delle quattro potenze vincitrici; Berlino rimane interamente nella zona

sovietica, ma il suo comando è preso da ognuna delle potenze, in diversi settori della città:

perde inoltre, dopo 74 anni, lo status di capitale. I berlinesi accolsero molto bene l’arrivo

degli alleati, stanchi delle angherie degli occupanti: molte persone, e anche molti perso-

naggi della Drewitz, cercano lavoro presso americani e inglesi; Gabriele, che conosceva

l’inglese, troverà così un lavoro.

Tutto sommato, i rapporti tra gli alleati furono buoni, fino a che il sistema politico ed eco-

nomico dei russi non si cominciò a discostare troppo dagli altri: si creerà così una frattura

insanabile, col tempo. A luglio, infatti, i sovietici creano cinque governi regionali, controllati

dal KPD, nella loro zona, senza consultare gli altri alleati. Tra luglio e agosto i Capi di stato

delle potenze vincitrici si incontrano a Potsdam per definire i principi politici, economici e

geografici della Germania; Stalin voleva dare dei territori tedeschi alla Polonia, per “ripa-

garla” delle aree che l’Unione Sovietica aveva annesso a sé, con il disaccordo degli altri

alleati; ulteriori tensioni che porteranno alla spaccatura definitiva. Questi ultimi furono co-

stretti ad accettare le condizioni di Stalin.

Con il ridimensionamento dei confini, ci fu un grande movimento di profughi dalle zone

orientali verso le città, non pronte però ad accogliere tale flusso: molti vengono alloggiati in

baracche, soprattutto a Berlino, e tanti muoiono di freddo e di stenti: questo esodo viene

vissuto in persona da J., in Eingeschlossen, e presentato anche in GWH. ID denuncia an-

che l’atteggiamento indifferente dei berlinesi che, spinti da istinti animaleschi di sopravvi-

venza, non reagirono nemmeno alla notizie delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima

e Nagasaki nell’agosto del 1945; in città, a causa di queste condizioni misere, stava di

nuovo proliferando il mercato nero, che i sovietici cercavano di reprimere, anche se a volte

erano gli stessi soldati dell’Armata Rossa a fomentarlo. In queste difficili condizioni eco-

nomiche, sono i giovani dei romanzi di ID a mostrare di non arrendersi, anzi, di avere pro-

getti per il futuro e impegnarsi per realizzarli, e anche se il risultato sarà vano, nessuno

rimpiangerà queste fatiche per creare una vita migliore, una nuova epoca, come dice Ga-

briele in GWH.

4.2 Dal 1945 al ponte aereo

Dopo l’estate del 1945, come testimoniato da ID, il diktat è quello di ricostruire, lasciandosi

alle spalle i problemi, almeno tra i giovani idealisti. La convivenza con gli occupanti era va-

riegata: si è fraternizzato con gli americani, con anche parecchi matrimoni misti, mentre gli

inglesi erano più ligi al codice di non legare con la popolazione; i francesi venivano so-

stanzialmente mal sopportati per il loro atteggiamento arrogante e il loro non riconosci-

mento come vincitori. I russi continuavano a far paura, e Berlino diventava, in quanto zona

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sovietica, sempre più soggetta a controlli delle derrate alimentari, fino a giungere, tra il

1948 e il 1949, al blocco totale della città.

Il divario tra la zona sovietica e le altre diventa sempre più ampio e netto, e i berlinesi, co-

me scrive ID in Eis auf der Elbe e in Oktoberlicht, se ne accorgono sempre di più: anche la

circolazione della moneta, per altro molto svalutata, è difficile nella Berlino rossa: ci si la-

menta delle scarse razioni distribuite, ma non lo si può fare ad alta voce, altrimenti...

Nell’autunno del 1945 Walter Ulbricht assume la guida del KPD, diventato ormai strumento

politico sovietico, e incomincia una propaganda martellante in favore alla fusione con la

pericolosa, perché contava su molti votanti, SPD: questa verrà realizzata, con qualche op-

posizione, nel 1946, con il nome di SED. Nello stesso anno si svolgono le elezioni, final-

mente libere, ma a sorpresa non vince la SED: si delinea sempre più netta la scissione tra

gli alleati.

L’inverno del 1946-1947 fu il più dura dell’ultimo secolo, solo a Berlino si contarono circa

60000 casi di congelamento, mancava inoltre il combustile, chiudevano le fabbriche e au-

mentava la disoccupazione; la situazione è ben presentata in GWH, dove si vedono anche

bande di ladri che vanno ad assaltare depositi di legname per scaldarsi.

Non solo l’inverno, ma anche l’atteggiamento dei sovietici si irrigidisce dopo la sconfitta

alle elezioni: si cominciano ad applicare sistemi di controllo, non diversi da quelli nazisti.

Nel dicembre del 1947, con la Conferenza di Londra, viene presentata da parte degli al-

leati una riforma monetaria, atta ad arginare l’inflazione raggiunta dal Marco tedesco, e

propone la creazione di una Repubblica Federale tedesca dall’unione delle zone occiden-

tali: i sovietici bocciano però tutte le proposte. Nonostante questo, gli alleati occidentali

mettono in pratica quanto detto a Londra e i sovietici, per tutta risposta, annunciano che la

nuova moneta non sarà accettata nel loro settore, e che loro stessi attueranno una riforma

monetaria. La situazione è tanto incandescente da dover chiedere l’intervento dell’ONU.

Nel 1948, mentre Gabriele in GWH si sposa con Jörg e si trasferisce con lui a Westend, i

sovietici cominciano a isolare Berlino dall’esterno: i giornali occidentali vengono distrutti e

si proclama una campagna diffamatoria contro gli americani; inoltre si comincia a diminuire

il traffico fluviale e via terra: tutte le merci che arrivano a Berlino devono essere controllate.

Con l’avvicinarsi della riforma monetaria dell’est si cominciano a interrompere anche il

traffico stradale, fluviale, e i servizi di posta. Gli alleati, per dissuadere i russi, interrompo-

no i rifornimenti, fino alla decisione del Consiglio di Sicurezza di Washington di attuare un

ponte aereo per rifornire la città, di cui ID parla in GWH. Inizialmente i velivoli erano solo

americani, poi anche l’aviazione inglese e francese parteciparono al rifornimento di Berli-

no: nel periodo in cui il ponte aereo è stato al suo massimo storico, anche grazie agli aiuti

internazionali, atterrava un aereo ogni tre minuti. Anche l’immagine di Berlino viene rivalu-

ta, non più simbolo del nazismo, ma della lotta per la libertà.

A Berlino, soprattutto durante il 1948-1949 è forte ancora il problema della disoccupazio-

ne, molti vorrebbero spostarsi negli altri settori, ma è quasi impossibile avere l’autorizza-

zione, e poi i biglietti si potevano comprare solo con moneta occidentale, che era vietata in

settore sovietico. Dopo gli undici mesi di blocco la spaccatura era definitiva: Berlino è divi-

sa in due, con due municipalità, due borgomastri, due università (Humbolt Universität a est

e Freie Universität a ovest), etc. Il blocco finì il 12 maggio 1949, dopo mesi di trattative tra

America e Unione Sovietica: l’arrivo d rifornimenti a Berlino è salutato con piacere anche

da Gabriele, diventata mamma della neonata Renate.

Dalla nascita delle due Germanie ai primi anni Ottanta

5.1 La formazione dei due stati tedeschi

Il Consiglio parlamentare nel maggio del 1949 proclama Bonn come capitale provvisoria, e

indice elezioni per Bundestag e Bundersrat: Theodor Heuss sarà presidente della BRD e

Konrad Adenauer sarà Cancelliere; nello stesso tempo nella parte orientale Berlino viene

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dichiarata capitale della DDR, con Wilhelm Pieck come presidente e Otto Grotewohl come

capo del governo. Nessuno dei due stati ovviamente riconoscerà l’altro.

Se Berlino Est diventa capitale della DDR, Berlino Ovest è in una situazione complicata,

essendo separata dalla BRD e circondata dalla DDR: nessuna delle due potenze che con-

trollano vuole cedere il controllo all’altra parte: solo nel 1955 Berlino Ovest riuscirà ad ave-

re una costituzione definitiva come parte della BRD. Prima di questa data la situazione

non era delle migliori, il pericolo di un nuovo blocco era sempre presente; anche la cresci-

ta economica, che ebbe un boom nella BRD in quegli anni, fu a Berlino Ovest più lenta,

sia per l’attuazione più ritardata del Piano Marshall, sia per i dazi imposti dalla DDR per

l’attraversamento del suo territorio. Nonostante gli aiuti economici, però, molte delle grandi

industrie berlinesi trasferirono le loro sedi nel settore ovest: nel 1950 ci fu il record massi-

mo di disoccupazione; molti cercano così lavoro ad est, dove stavano per essere attuati i

piani quinquennali per ristabilire l’economia. Il problema di questi Grenzgänger era però il

salario, che era in maggioranza in valuta orientale, di scarso valore ad occidente. Uno di

questi Grenzgänger è il padre di Gabriele in GWH. Sempre nel romanzo, Ulrike vorrebbe,

come molti berlinesi in quegli anni, lasciare la sua città natale per trasferirsi nella BRD,

poiché Berlino Ovest è troppo isolata, e lo sarà sempre di più: dal 1952 non sarà più pos-

sibile per gli abitanti di Berlino Ovest entrare nella DDR, vengono interrotte le comunica-

zioni telefoniche e anche le linee tranviarie; solo la U-Bahn e la S-Bahn saranno disponibi-

li, ma sotto il controllo delle forze di polizia della DDR. Nonostante tutto, la mobilità tra le

due aree era ancora possibile. Negli anni successivi, con la cosiddetta Berlinhilfe, la parte

ovest della città comincia a riprendersi, tra il 1950 e il 1960 c’è un incremento del 90% del-

la produttività: il divario con Berlino Est si fa sempre più grande. Sia in GWH che in DK,

infatti, i protagonisti descrivono la vita a Berlino Est come difficile, sia per le condizioni, sia

per il regime di polizia sempre più asfissiante. In questa parte, infatti, il piano quinquennale

non diede i risultati sperati, anche perché gran parte dei soldi e dei prodotti andavano an-

cora all’Unione Sovietica che le pretendeva come riparazioni di guerra. Inoltre, dal 1951,

alle elezioni politiche si presentò solo una lista, e l’affluenza fu altissima perché la diser-

zione veniva punita. Nel 1953 la tensione giunse al culmine, e il 16 giugno cominciarono i

primi scioperi; il giorno successivo la rivolta giunge all’apice, i lavoratori scendono in piaz-

za, viene strappata anche la bandiera rossa dal Brandenburger Tor e la rivolta viene re-

pressa nel sangue dai panzer sovietici - come mostra ID in DK.

5.2 Il grande esodo dalla Repubblica Democratica Tedesca

Dopo questi anni si registra un periodo di relativa tranquillità e ripresa economica in en-

trambi i settori di Berlino, e si riorganizza anche la vita culturale. Il problema principale di

questi anni però è l’esodo dalla DDR verso Berlino Ovest o la BRD, a causa della politica

dei socialisti, dello stato di polizia, dei controlli della Stasi, di arresti e condanne, oltre alle

prospettive economiche maggiori date dalle informazioni che arrivavano sulla BRD, così

come spiega ID in Oktoberlicht. Nel corso degli anni cinquanta i controlli vengono sempre

più intensificati, ma molti riescono comunque a fuggire dalla DDR e vivere come profughi a

Berlino Ovest, come testimonia ID in GWH, paragonando la situazione al nazismo.

L’esodo continua inesorabile fino al 1957, quando la DDR comincia a rendersi conto della

mancanza di forza-lavoro e della figuraccia che sta facendo nelle relazioni internazionali.

Un episodio turba la tranquillità di questi pochi anni; nel marzo del 1957, durante le tratta-

tive per la creazione della CEE, Adenauer precisa che Berlino Ovest fa parte della BRD,

mentre l’Unione Sovietica ricorda che Berlino è parte della zona sovietica. Il 27 novembre

il segretario del partito comunista sovietico Kruščëv concede agli alleati un ultimatum di sei

mesi per liberare Berlino Ovest dalla loro occupazione e consegnarla ai sovietici, oppure di

trovare un’intesa tra le due fazioni che facesse diventare Berlino una città libera. Gli alleati

non accettano, ma prima di loro fa sentire la sua voce il borgomastro di Berlino Ovest,

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Willy Brandt, che denuncia i veri scopi della nota sovietica: controllo totale di Berlino da

parte dell’Armata Rossa e inglobamento nella DDR. Willy Brandt diventerà così popolare

tanto da essere rieletto nel 1959 con quasi l’unanimità dei voti. In GWH Gabriele denuncia

la condizione di Berlino come punto focale di dispute internazionali senza che mai gli abi-

tanti vengano interpellati sulle loro volontà.

Nemmeno nel 1961, in un incontro tra Kruščëv e il neo-presidente americano Kennedy, si

trova una risoluzione della questione tedesca, e intanto l’esodo continua: ma la DDR sta

progettando qualcosa di grande, come annuncia ID in GWH e WVKL. Con gli aumenti del-

le fughe in agosto, infatti, la DDR annuncia che stabilirà delle frontiere ai confini del proprio

territorio.

5.3 La città divisa

Il 12 agosto Ulbricht firma l’ordine di sigillare il confino tra Berlino Est e Berlino Ovest: dalla

mezzanotte la polizia pattuglia tutti gli ingressi e i mezzi di trasporto, mentre filo spinato e

cemento cominciano a dividere la città, sia lungo il confine tra le due parti della città, sia ai

confini della parte ovest con la DDR, circondando di fatto la zona; il piano di sbarramento

è definitivamente in funzione. La mattina del 13 si alzano furibonde proteste da Berlino

Ovest, mentre i cittadini di Berlino Est sono ammutoliti: ce la si prende anche con gli ame-

ricani, che avevano promesso di difendere Berlino, ma a causa del fuso orario, Washing-

ton l’ha saputo con molte ore di ritardo. Willy Brandt scrisse subito una nota in cui denun-

ciava i sovietici per crimini contro l’umanità, ma nonostante questo si cominciò ad erigere il

muro vero e proprio, profonda ferita di Berlino secondo ID, che lo descrive praticamente in

ogni sua opera; Gabriele, in GWH, deve addirittura sforzarsi, da reporter, di informare solo

su quanto sta accadendo, trattenendo le emozioni che trapelano.

Si comincia a fortificare il muro, e i cittadini dell’ovest possono andare a est solo presen-

tando documenti validi, mentre ai cittadini dell’est è vietata l’uscita verso ovest. I tentativi di

fuga sono disperati e vengono repressi nel sangue, nella parte ovest si protesta, con an-

che un intervento acceso di un osannato Willy Brandt, ma il muro continua a crescere.

Verso al fine di agosto vengono murate anche le finestre degli edifici che danno verso la

BRD e vengono diminuiti a sette il numero di passaggi aperti, dagli ottantuno degli anni

precedenti.

Nei mesi seguenti ci sono attriti tra alleati e socialisti, ma nessun intervento militare; nella

parte rossa il regime si irrigidisce ulteriormente, perché i piani economici non davano i ri-

sultati sperati: il divario tra le due Berlino è sempre più evidente e il malcontento sempre

maggiore. Sparendo poi anche l’attenzione internazionale, si diffonde il desiderio di andar-

sene da quella città divisa, ma è quasi impossibile: nonostante tutto tende a spopolarsi,

perché la popolazione è per la maggior parte composta di anziani, siccome una “città iso-

la” non offriva molta attrattiva per i giovani, nonostante gli scambi culturali promossi dalla

BRD.

La DDR del post-muro sembra ora disinteressarsi completamente di Berlino Ovest e col

tempo, dal 1971, sarà in casi particolari di nuovo possibile collegare le due zone, anche

grazie alla Ostpolitik di Willy Brandt, diventato Cancelliere Federale, che ha cercato una

via d’intesa pacifica con i socialisti per arrivare alla soluzione del problema tedesco. In

questo anno fiorisce di nuovo lo scambio tra le due parti della città, ma col tempo va per-

dendosi, perché si sono trasformate proprio in due zone completamente diverse, con poco

da spartire l’una dall’altra; nel 1972 si riconosce di fatto l’esistenza di due stati tedeschi.

5.3.1 La protesta studentesca

Nella seconda metà degli anni sessanta Berlino Ovest diventa uno dei principali centri del-

la rivolta studentesca, soprattutto nella Freie Universität, dove gli studenti di sinistra ave-

vano grande influenza. La scintilla fu la coalizione tra SPD e CDU.

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Si protesta contro la BRD, contro il Vietnam e le dittature: nei romanzi di ID i personaggi

più giovani partecipano a questi moti, come Renate in GWH e J. in Eingeschlossen, pre-

sentando con loro il fallimento dei moti del ’68, non commentando ma solo riportando i fat-

ti: in GWH è narrata la manifestazione del 5 febbraio 1966 contro la guerra in Vietnam.

Uno degli episodi più gravi fu in occasione della visita dello Scià di Persia, il 2 giugno

1967, in cui esplode il vandalismo. Nei due romanzi citati ID descrive l’odio diffuso tra gio-

vani e polizia, che con metodi rudi reprimeva i manifestanti. Altre proteste seguirono per

tutto il 1968, ma quando, l’11 aprile, ci fu un attentato a Rudi Dutschke, il leader della con-

testazione, scoppiò una guerriglia urbana.

Nel 1969 continuano le proteste, ma con minore adesione per il troppo estremismo e la

troppa violenza usata; alcuni gruppi scelgono infatti al lotta armata e Berlino diventa città

di attentati e terrorismo. Da questa data in poi ID si occupa soprattutto di due tematiche:

l’integrazione delle minoranze a Berlino e l’occupazione degli alloggi.

5.3.2 La più grande città turca in Occidente

Dalla metà degli anni sessanta Berlino diventa meta di immigrazione, soprattutto dalla

Turchia; nei primi tempi l’industria cittadina è riuscita ad assorbire i nuovi arrivati, ma col

tempo e la saturazione dei posti di lavoro è stato sempre meno possibile, soprattutto negli

anni settanta con la crisi economica. Molti problemi erano però anche di natura sociale: se

i Gastarbeiter europei si sono integrati più facilmente, i turchi si sono un po’ isolati nei fati-

scenti distretti abbandonati durante la guerra, con il rischio di formare dei veri e propri

quartieri-ghetto. La consistenza della comunità turca ha indotto l’amministrazione a cerca-

re di integrare i gruppi etnici, ma tendenzialmente hanno sempre avuto poche relazioni e

attività separate. Di questa situazione ID ne parla di EADE, comprendendo i loro problemi,

riflettendo sulla loro solitudine, la nostalgia e la disoccupazione.

5.3.3 Gli Instandbesetzer

Tra gli anni settanta e ottanta si ha una nuova forma di studentesca, inaugurata da un

gruppo che nel 1979 ha occupato una casa nel distretto di Kreuzberg per protestare con-

tro la situazione degli alloggi in città, non tanto contro la carenza, quanto contro l’abban-

dono programmato di zone per svalutarle e poterci poi speculare sopra rimettendole a

nuovo. Gli Instandbesetzer, tutti giovani tra i 18 e i 25 anni, protestano contro questa spe-

culazione e occupano questi appartamenti, rendendoli nuovamente abitabili, e chiedono

che siano affittati a prezzo equo. La questione dura soprattutto tra il 1980 e il 1981, quan-

do il Senato berlinese cominciò a prendere provvedimenti, che sfociarono in scontri tra

manifestanti e polizia; l’opinione pubblica è divisa: giustifica l’occupazione, ma non i modi

violenti che i giovani usano per affermare le loro ragioni. Nel 1981 gli scontri sono all’ordi-

ne del giorno, anche a causa dello scoppio di uno scandalo edilizio nel Senato. In uno di

questi, il 22 settembre 1981, muore un diciottenne, e il borgomastro Weizsäcker promette

una politica più moderata, per non esasperare la situazione. Questi provvedimenti avranno

esito positivo, come testimonia ID in EADE, quando descrive la violenta primavera del

1981. Termina qui, a causa della sua morte nel 1986, il panorama storico da lei descritto,

senza aver potuto vedere con i proprio occhi il fatidico 1989.

Cap. VI: Berlino e i berlinesi

6.1 I personaggi “metropolitani” di Ingeborg Drewitz

Gli otto romanzi di ID sono tutti ambientati in metropoli, quasi sempre Berlino, tranne Der

Anstoß che non ha una connotazione precisa, ma si parla di un’anonima Großstadt, con

tutti gli aspetti negativi (solitudine, difficoltà nei rapporti umani, ritmo di vita frenetico, etc.)

che ne fanno parte.

Possiamo trovare parallelismi e affinità tra i vari romanzi:


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Corso di laurea: Corso di laurea in lettere (BRESCIA - MILANO)
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