Storia e metodi della psicologia
Le capacità mentali della specie umana hanno avuto uno sviluppo notevole a partire da 30.000-40.000 anni fa. Questa evoluzione pone le premesse per la rivoluzione del Neolitico. Con questa espressione si identifica l'avvento dell'agricoltura. L'uomo diventa agricolo stanziale e locale. La coltivazione di alimenti permette lo scambio e l'accumulo delle risorse, dando inizio al commercio. Fa la sua comparsa la nozione di "territorio". La rivoluzione del Neolitico determina la predisposizione di una "cassetta degli attrezzi mentali".
L'uomo, fin dalla nascita della civiltà greca, comincia ad interrogarsi su se stesso. Aristotele si scontra con un limite di ordine metodologico. Per descrivere le nostre capacità mentali, a quell'epoca si conoscevano solo due metodi:
- Esaminare i prodotti della mente: libri, quadri, scoperte scientifiche, ecc.
- Il metodo dell'introspezione, autoesame dei processi mentali nel momento in cui questi si verificano.
Nessuna delle due può dirsi scientifica. I risultati possono essere erronei. L'analisi dei prodotti della mente non può dare risultati certi, perché ricava le proprietà della mente a posteriori, cioè da quello che la mente ha prodotto. Allo stesso modo, l'autoesame dei processi mentali fatto dal soggetto stesso non può essere accurato e preciso, perché subisce lo spostamento dell'attenzione (es. Se osserviamo ciò che succede in noi quando siamo arrabbiati, il fenomeno sotto osservazione cambia per il fatto di essere osservato).
Psicologia scientifica
La psicologia scientifica si può affermare solo con la realizzazione di due condizioni:
- Occorre considerare l'uomo come parte della natura.
- Solo in questo modo si pongono le basi per la seconda condizione: sperimentare e misurare i comportamenti dell'uomo.
Nel 1831, Darwin parte a bordo del vascello Beagle per un'esplorazione. Esplorando il mondo osserva diverse specie e studia i loro comportamenti. Da queste osservazioni formula la teoria dell'evoluzione; le singole specie umane nascono da un processo di "discendenza con variazione" su cui interviene la selezione naturale.
Alla fine dell'800 nascono delle tecniche di misurazione del tempo necessario ad un essere umano per fare una determinata cosa. Sigmund Exner parla di "tempo di reazione", e indica con questa espressione il tempo che intercorre tra uno stimolo e la risposta a quello stesso stimolo. Le misurazioni riguardano il tempo che passa tra la stimolazione di un punto della cute in un certo punto del corpo e la sua rivelazione in un altro punto. I risultati dimostrano che il tempo di reazione dipende da diversi fattori.