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Storia e metodi della psicologia

Storia e metodi della psicologia: comportamentismo, psicologia della Gestalt, scienze cognitive, intelligenza artificiale, modularismo, psicologia evoluzionista e connessionismo, mente situata e radicata nel corpo. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni dell'università degli Studi di Sassari - Uniss.

Esame di Psicologia generale docente Prof. P. Scienze Storiche

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è stato quasi del tutto abbandonato.

Comportamentismo.

Il comportamentismo è un movimento nato in contrapposizione alla

scuola di Wundt e al metodo dell'introspezione. Il comportamentismo è

la psicologia fondata sull'esame delle manifestazioni del

comportamento, (reazioni muscolari, ghiandolari dell'organismo in

risposta a uno stimolo. Le reazioni possono essere misurate per via

diretta o con strumenti. La psicologia comportamentista si assume il

compito di studiare come l'individuo agisce adottando un punto di vista

descrittivo più che interpretativo. I comportamentisti considerano

l'organismo una "scatola nera", al cui interno lo psicologo non può

entrare. In entrata a questa scatola nera arrivano gli stimoli ambientali

S, l'organismo allora emette risposte R in uscita. Lo psicologo esamina

le associazioni S-R (come il variare delle risposte, variabile

dipendente, dipende dal variare degli stimoli, variabile

indipendente).

Psicologia della Gestalt.

Negli Stati Uniti e in Europa, contemporaneamente al

comportamentismo, nasce la Gestalt, la più importante scuola di

psicologia europea del secolo se si esclude la psicoanalisi. Fondata da

Wertheiner a Berlino, è costituita da studiosi che si occupano della

percezione e del pensiero. I gestaltisti basano le loro ricerche sul

metodo fenomenologico. Il principio fondamentale consiste nel definire

un campo percettivo e chiedere al soggetto di rilevare ciò che appare

in esso. Le inferenze nei nostri processi cognitivi sono fatte studiando

ciò che ai soggetti appare nell'immediatezza. C'è però il rischio di

cadere nell'"errore dello stimolo", il fatto che il soggetto si riferisce

non ha ciò che vede, ma alle conoscenze che lui ha acquisito su

quell'esperienza diretta. Il metodo fenomenologico viene applicato per

lo studio della percezione del pensiero. Wertheimer ha annunciato le

leggi della Gestalt, regole tuttora valide. Per il pensiero sono importanti

gli studi di Köhler, nell'ambito della soluzione dei problemi, ma anche

quelle di Wertheimer sul pensiero produttivo (capacità di risolvere

problemi producendo soluzioni).

Scienze cognitive.

Intorno agli anni 70 del secolo scorso è nato il movimento delle scienze

cognitive. Con questa espresione si intende l'insieme delle discipline il

cui fine è capire il funzionamento di un sistema di conoscenza in grado

di riprodurre una serie di operazioni che indichiamo percepire,

ragionare, calcolare, memorizzare, immaginare, progettare. Le

discipline coinvolte sono: filosofia, linguistica, antropologia,

neuroscienze, informatica e psicologia. Oggetto di studio della

psicologia cognitivista sono i processi di conoscenza: come gli individui

elaborano le informazioni e costruiscono le rappresentazioni mentali.

Intelligenza artificiale.

Il fine dell'intelligenza artificiale è di indagare i processi computazionali

della mete considerandoli come "corrispondenti" a quelli effettuati con

i cmputer. Si ha la concezione che è possibile simulare il mondo

attraverso i computer. Il fine dell'IA è di far fare alle macchine ciò che

richiederebbe l'intelligenza se fossero fatte dagli uomini. Il prototipo di

queste macchine è la macchina di Turing: dispositivo che

rappresenta l'embrione dei computer di oggi. Secondo l'IA sarebbe

possibile, con queste macchine, "simulare" l'intelligenza della mente

umana. Il problema rimane però sapere se le macchinesarebbero

capaci di pensare come l'uomo. Turing elabora il test di Turing:

un'esterno ossera il comportamento di una persona e un computer alle

prese con l'esecuzione di un compito. Se il comportamento del

computer è uguale a quello della persona, si può concludere che il

computer ha le capacità umane. L'IA sostiene che siste uno stretto

parallelismo tra mente e computer, per questo dobbiamo comprendere

la mente come un meccanismo in grado di fare calcoli. Più

recentemente l'IA ha sostenuto che il computer può giungere a

simulare alcuni processi cognitivi umani, ma non sarà mai capace di

produrli nella loro interezza.

Modularismo, psicologia evoluzionistica e

connessionismo.

Jerry Fodor propone per primo una forte concezione della mente

computazionale. Egli sostiene che i processi cognitivi operano

attraverso la combinazione di concetti semplici e innati con precise

regole logiche. Queste regole sono attente alla forma e non ai

contenuti. Sono leggi completamente "cieche al significato"; regole che

permettono di compiere operazioni di calcolo simili alle operazioni della

macchina di Turing. Fodor formula una concezione mdulare della


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia e scienze dell'educazione
SSD:
Università: Sassari - Uniss
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher angela.fadda.98w di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Sassari - Uniss o del prof Scienze Storiche Prof.

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