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La diplomazia di Cavour e la seconda guerra di indipendenza

Dopo che nel 1857 era stata fondata la Società Nazionale alla quale avevano aderito tutte le correnti politiche senza alcuna distinzione, la politica di Cavour ebbe una marcia in più. Inizialmente Cavour voleva allargare i confini del Piemonte verso l’Italia settentrionale; aveva pensato tutto questo per danneggiare gli austriaci ed eventualmente allargare maggiormente i confini italiani.

Nel 1855 l’Italia si allea con la Francia e l’Inghilterra nella lotta contro la Russia; così partecipa anche alla conferenza di Parigi dove Cavour denuncia la grave crisi dell’Italia. Per scacciare gli austriaci da una parte era necessario mantenere l’agitazione; dall’altra parte bisognava mantenere legami con la Francia. Fu proprio Orsini, con il suo attentato, che accelerò l’alleanza franco-piemontese.

L'alleanza franco-piemontese

Con quest’alleanza si stabiliva la divisione dell’Italia in tre parti:

  • Alta Italia (Piemonte, Lombardo-Veneto, Emilia Romagna erano sotto i Sabaudi)
  • Italia Centrale (Toscana e province pontificie)
  • Regno Meridionale (Regno delle Due Sicilie)

Al papa toccava la presidenza della confederazione di stati. Napoleone avrebbe voluto mettere l’Italia sotto il suo controllo, ma Cavour contava sul Piemonte.

La guerra contro l'Austria

Importante per la riuscita dei progetti di Cavour era la guerra contro l’Austria e affinché la Francia lo sostenesse era necessario che fosse l’Austria ad attaccare. Il Piemonte fece di tutto per inasprire i rapporti, finché arrivò l’ultimatum, che fu rifiutato, e così scoppiò la guerra. Gli austriaci furono sconfitti a Montebello, a Magenta e infine a Solferino e a San Martino.

Dopo questo, Vittorio Emanuele interruppe la guerra e propose un armistizio con cui gli austriaci cedevano Milano ai francesi, che poi passò ai piemontesi. Fu ripristinato lo status quo. Questo disdegnò i democratici e lo stesso Cavour che si dimise.

I motivi dell’armistizio furono la pressione dell’opinione pubblica francese e la minaccia della confederazione tedesca. Alla fine di aprile a Modena, Firenze e Parma ci furono delle insurrezioni e si allargarono alla chiesa. Furono controllate dai moderati e dalla Società Nazionale, e poi furono convocati dei commissari straordinari.

Dopo la pace di Zurigo con l’Austria, Napoleone si rassegnò. Cavour tornò a capo dello stato e negoziò con la Francia la concessione di Nizza e della Savoia.

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Scienze politiche e sociali SPS/03 Storia delle istituzioni politiche

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