Prefazione
Libro apparso per la prima volta nel 1962, come opera breve per un vasto pubblico riguardante miti e religioni. Illustra un percorso dalla monarchia micenea alla città democratica. Le novità introdotte dalla Grecia - evoluzioni:
- Ambito di pensiero estraneo alla religione
- Ordine cosmico non è sulla potenza del sovrano, ma su una legge dell’universo (nomos) che impone ordine ad ogni cosa
- Visione geometrica dell’universo.
La nuova città ha un nuovo centro, l’agorà. La prima è dei Sapienti, come riflessione morale e sophia politica per creare il nuovo ordine umano con una sovranità popolare e non del monarca. La città assume la forma del cosmos sociale: polis.
Mito vs Ragione. I greci inventano una ragione, non la ragione. Vi sono diversi livelli di mito. Mythos (parola, racconto) e Logos (parola, discorso) inizialmente non sono contrapposti, ma quasi sinonimi. Dal V secolo sono contrapposti. Il Mythos è tutto ciò che si trasmette oralmente e spontaneamente. A noi sono arrivati scritti, non orali, quindi spesso sono per fini estetici della dimensione letteraria. Mythos concepito come una favola, opposto a Logos concepito come ragionamento valido e fondato.
Importante è anche la matematica perché e come sono arrivati a questa scienza dimostrativa.
Introduzione
Frattura tra mondo miceneo e mondo omerico. Religione e mito sono collegate nel mondo miceneo. Quando nel XII secolo Micene viene distrutta dai Dori, viene distrutta per sempre la forma di vita micenea: niente più palazzi o re divino. Modifica l’uomo greco. Questo è una sorta di Medioevo greco, oscuro per la scomparsa del re. La Grecia comunque era superiore a qualsiasi altro popolo barbaro. E, al posto del re che era nei palazzi segreti, si inizia a fare tutto “alla luce del sole”, grazie alla costruzione dell’agorà. Ciò assicura l’avvento della filosofia.
Il quadro storico
- All’inizio del II millennio non c’è differenza tra Oriente e Occidente. Non vi è ancora differenza di cultura.
- Creta è la prima che costituisce una civiltà palaziale, contatti con Egitto che suscitò influenza.
- I Minî formano una nuova civiltà più evoluta con tribù. Fondano quello che sarà il futuro uomo greco. La lingua parlata è un dialetto greco arcaico.
- Gli Ittiti sono un altro popolo parallelo ai Minî. Questi costruiscono Troia VI. Qui compare il cavallo (lo sappiamo perché Omero dice che Troia era “ricca di cavalli”). Conoscevano bene questo animale e il suo allevamento nelle steppe. Tema del cavallo anche nel mito di Poseidone (che inizialmente era equino). Il cavallo veniva impegnato anche per fini militari, grazie a testimonianze pittoriche.
- Creta minoica viene distrutta la prima volta nel 1700, poi ricostruiscono tutti i palazzi, a contatto con i Minî. Infatti, la presenza del cavallo a Creta deve essere un prestito dei Minî che hanno fatto loro perché di certo loro non l’avevano.
- Micene era forte militarmente. Assedia e domina Creta fino al suo incendio. Si espande in tutto il Mediterraneo orientale insieme agli Achei.
- Rodi venne colonizzata dagli achei e divenne luogo di controllo dove fondarono numerosi stabilimenti.
- Cipro venne anch’essa insediata dai micenei.
- Anche la Mesopotamia divenne achea.
- L’Egitto, invece, si apre spontaneamente e liberamente alla cultura micenea.
Il regno miceneo
- Pochi sono i documenti che ci portano testimonianza.
- L’organizzazione sociale micenea non è deducibile perché una parola viene usata per indicare 4 mansioni diverse.
- Il centro della vita sociale è attorno al palazzo. Il re concentra tutti gli aspetti della sovranità nella sua persona. Controlla tutti anche grazie agli scribi, che contabilizzano nei loro archivi.
- Non si ha commercio di tipo privato. Micene si distingue da qualsiasi altra città per ogni settore.
- Analogia con gli Ittiti che hanno anche loro i palazzi con il re e le persone vicine al re (pankus, assemblea ittita con ampi poteri).
- I vari dignitari del palazzo sono uniti al re tramite un legame di obbedienza personale.
- Differenza tra mondo miceneo e mondo cretese sta nell’architettura dei palazzi:
- Creta: camere come labirinti (dedali) in ordine disordinato intorno ad un cortile centrale
- Micene: al centro del palazzo c’è la sala del trono (meganon), poi vi sono le fortezze con rifugio per i capi che domina la cittadella con case diverse per i funzionari. Si custodisce anche il tesoro reale, simbolo di generoso commercio.
- A Micene il re prende il titolo di anax che regola la vita militare, religiosa, il calendario, i sacrifici, le offerte... Ed è associato ad una classe sacerdotale (potente e vasta).
- Secondo personaggio del regno è il capo del laos cioè il capo dei guerrieri (laos=gruppo dei guerrieri). Questi sono dignitari del palazzo. All’interno del laos vi sono anche i telestai cioè baroni e vassalli.
- Sistema fondiario: kitimena (ambigua è la terminologia per definire questo sistema dei fondi). Le kotona kekemena sono le terre private, mentre le kotona damos appartengono al demos cioè sono terre comuni di proprietà collettiva tipo open fields. Gli artigiani hanno la terra di villaggio che è collettiva.
- Quindi di fronte al palazzo vi erano villaggi che vivevano di vita propria, detti demi rurali. All’interno di queste provincie vi è il signore della tenuta rurale e vassallo dell’anax detto basileus. Accando a lui vi è il gerousia, consiglio degli anziani che controlla l’autonomia del villaggio. I membri sono i capi delle case più ricche. Il korete è il maggiore del villaggio, associato al basileus.
- Caratteristiche generali dei micenei:
- Carattere bellicoso: anax appoggia un'aristocrazia di guerra.
- Le comunità rurali sono in dipendenza assoluta dal palazzo. Se fosse abolito il controllo del re, il damos continuerebbe a lavorare nello stesso modo. Nutre i ricchi e il re con tributi, prestazioni obbligatorie.
- L’organizzazione del palazzo si fonda sull’impiego della scrittura e di archivi. La scrittura è una trasformazione del lineare A dei palazzi di Cnosso, per adattarlo ai dialetti dei nuovi signori, lineare B.
- Il tutto fu distrutto dai Dori, che isolano la Grecia. Il mare non è più fonte di scambi, ma una barriera. La Grecia ritorno alla sola agricoltura e non vi è alcuna divisione del lavoro. Il sistema palaziale crolla per sempre. Re, scribi e scrittura scompaiono. La scrittura verrà riscoperta solo dai Fenici, ma la loro sarà fonetica e diversa perché usata comunemente, non della sola classe di scribi. Quindi usata per divulgare, non per archiviare.
La crisi della sovranità
- Caduta Micene si espandono i Dori: Peloponneso, Creta, Rodi. Passaggio dall’utilizzo del bronzo a quello del ferro: vera rivoluzione. Viene capita la distanza uomo-dei.
- Trasformazione della lingua: da Micene a Omero il vocabolario crolla quasi completamente. Pochi termini rimangono.
- Scomparsa dell’anax: ricerca di equilibrio a causa del crollo del sistema palaziale.
- Inizi del VII secolo. Caratterizzata da personaggi strani che vengono chiamati Sophia: Sapienti che hanno come oggetto il mondo degli uomini.
- Da monarchia ad aristocrazia: non esiste più il re miceneo e il suo stile di conduzione. Atene è l’unico punto in cui continua l’opera micenea. Da Aristotele vediamo la disgregazione della sovranità: re + polemarco (capo degli eserciti). L’archè è delegata ogni anno. Il basileus ha poteri limitati ad attività sacerdotali. In sostituzione al re si ha l’idea di funzioni sociali specializzare, diverse tra loro. Così anche Atene arriva ad una divisione della sovranità con una molteplicità di funzioni. (leggenda/mito sulla divisione del potere). 4 principi che si dividono:
- Principi concorrenti nell’esercizio della sovranità
- Principio specificatamente religioso
- Principio guerresco
- Principio legato alla terra e alle virtù e di potenza magica
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