LE ORIGINI DEL PENSIERO GRECO- JEAN PIERRE VERNANT
INTRODUZIONE Nell’introduzione viene detto il cambiamento che avvenne in Grecia a
seguito del crollo della potenza micenea nel XII secolo a. C a causa dell’invasione da parte delle
tribù doriche che fanno irruzione nella Grecia Continentale : viene distrutto un tipo di monarchia,
viene soppressa tutta una forma di vita sociale concentrata attorno al palazzo e scompare
dall’orizzonte greco il re divino.
Il naufragio del sistema miceneo influisce sullo stesso uomo , modifica il suo universo
spirituale,trasforma alcuni suoi atteggiamenti psicologici. Dunque la scomparsa del re portò a due
innovazioni :
L’istituzione della città
la nascita di un pensiero razionale
L’ellenismo diviene tale di fronte all’Asia,come se ,attraverso il rinnovato contatto con
l’Oriente prendesse maggior coscienza di se stesso.
La vita politica, al posto del re, diviene nelle mani di un pubblico dibattito nell’agorà da parte di
cittadini definiti come uguali e per i quali lo Stato rappresenta un interesse comune. Un pensiero
nuovo cerca di fondare l’ordine del mondo su rapporti di simmetria,equilibrio e uguaglianza tra i
diversi elementi che compongono il kosmos.
Il momento di svolta del mondo greco fu L’ VIII – VII secolo , periodo nel quale ci fu la nascita
della Ragione greca epoca di un mutamento decisivo che getta le basi del regime della polis e
,grazie a questa laicizzazione del pensiero politico,assicura l’avvento della filosofia.
CAPITOLO 1 : IL QUADRO STORICO
Inizio II millennio : il Mediterraneo non segna una separazione tra Oriente ed Occidente. Il mondo
egeo e la penisola greca sono collegati per popolazione e cultura da una parte all’altopiano
cicladico , dall’altra alla Mesopotamia, Iran attraverso Rodi, la Cilicia , Cipro, la costa nord della
Siria.
Creta : quando esce dalla fase del Cicladico costruisce la sua prima civiltà palaziale a Festo, Mallia
e Cnosso e resta orientata verso i grandi regni del Vicino Oriente. Attraverso la costa siriana i
cretesi entravano in contatto con l’Egitto del Nuovo Impero , la cui influenza su di essi è
ampiamente dimostrata.
Tra il 2000 ed il 1900 a. C una popolazione nuova fa irruzione nella Grecia continentale : i mini
formano l’avanguardia delle tribù che verranno a stabilizzarsi in Ellade , si insedieranno nelle isole,
colonizzeranno il litorale dell’Asia Minore , si spingeranno in direzione del Mediterraneo e verso il
Mar Nero per costituire il mondo greco così come si conosce oggi.
Nella stessa epoca gli ittiti giunsero in Asia Minore e ci fu la loro espansione attraverso l’altopiano
anatolico.
Il popolo che costruisce Troia VI ( 1900) è portatore anche della tradizione del cavallo nella Troade.
La notorietà dei cavalli di Troia provocò un interesse da parte degli achei. Questi greci conoscevano
il cavallo ; l’importanza e il prestigio del cavallo in una società dipendono in larga misura dal suo
impiego ai fini militari. I primi documenti greci che ci illuminano a questo riguardo risalgono al
XVI secolo : su alcune stele funerarie scoperte nella cerchia di tombe a fossa di Micene scene di
battaglia o di caccia rappresentano un guerriero in piedi sul suo carro trascinato da cavalli al
galoppo.
A quest’epoca i mini si sono stabiliti da tempo nella Grecia continentale e sono entrati a contatto
con la Creta minoica ,in piena ascesa e la quale ha rivelato loro un modo di vita ed un pensiero
interamente nuovo. Comunque sia , per quanto riguarda la comparsa del cavallo, l’influenza non è
cretese ma molto probabilmente minoica.
L’uso dei carri rivela analogie tra il mondo miceneo o acheo e il regno degli ittiti che adotta questa
tecnica mutuandola dai suoi vicini orientali .
La tecnica del carro dovette rafforzare la specializzazione della funzione guerriera , tratto
caratteristico dell’organizzazione sociale e della mentalità dei popoli indoeuropei.
Successivamente si parla del regno miceneo, il quale a partire dal 1450 poté dominare
Creta,stabilizzarsi da padrone nel palazzo di Cnosso. L’espansione micenea continuò dal XIV al XII
secolo e portò gli achei a sostituirsi ai cretesi un po’ dappertutto nel Mediterraneo orientale. Rodi fu
colonizzata dagli achei a partire dall’inizio del XIV secolo e i micenei si espansero anche a Mileto,
Colofone, Claro e nella Troade e in Cilicia e Panfilia. Agli inizi del XIV secolo i micenei
s’insediarono con forze a Cipro e a Enkomi, e da lì raggiunsero la costa siriana, via di passaggio
verso Mesopotamia ed Egitto. Gli Achei penetrarono anche in Fenicia, a Biblo e in Palestina. In
questa regione fu elaborata una civiltà comune cipromicenea e che disponeva di una scrittura
derivata dalla lineare A. L’Egitto si aprì ai micenei , che accolse liberamente tra il 1400 ed il 1340.
I cretesi furono poco a poco spazzati via nelle zone di loro influenza da parte degli achei, Creta
cessò di esercitare la funzione che aveva avuto nel periodo precedente d’intermediaria tra l’Egitto
ed il continente greco.
IL REGNO MICENEO CAPITOLO 2
In questo capitolo viene detto inizialmente che è difficile delineare il quadro dell’organizzazione
sociale micenea data la difficoltà di comprensione della scrittura lineare B e la scarsità dei
documenti a disposizione.
Comunque sia si è giunti ad alcune conclusioni :
la vita sociale appare accentrata attorno al palazzo la cui funzione è religiosa, politica,
militare,amministrativa, economica. Il re concentra e unifica nella sua persona tutti gli aspetti della
sovranità. Accanto al re sono presenti gli scribi , i quali contabilizzano nei loro archivi ciò che
concerne il bestiame e l’agricoltura, la tenuta delle terre,valute in misure di cereali e tutto ciò che
concerne la parte amministrativa.
Il sistema vigente era quello della monarchia burocratica , il quale impone il confronto con i grandi
stati fluviali del Vicino Oriente ; l’economia rurale della Grecia antica appare dispersa alle
dimensioni del villaggio : il coordinamento dei valori non oltrepassa il gruppo dei vicini.
Viene fatta un’associazione tra il mondo miceneo e quello indoeuropeo , ad esempio il confronto
con il mondo degli ittiti.
Questo popolo aveva il re e accanto al re c’erano tutti i personaggi più vicini al sovrano. Sono
dignitari di palazzo con funzioni amministrative ma anche con comandi militari. Questi formano il
pankus , che raggruppa l’insieme dei guerrieri.
In questa comunità guerriera si reclutano gli uomini dei carri , forza principale dell’esercito ittita.
Inizialmente il pankus non ebbe più poteri elettivi del re ; la monarchia ittita si sarebbe avvicinata al
modello delle monarchie assolute orientali appoggiandosi dunque su una gerarchia di
amministratori dipendenti direttamente dal re.
Tornando alla monarchia micenea , questa può essere vista così :
i dignitari del palazzo sono uniti al re attraverso un legame di obbedienza ; sono servitori del re
incaricati di affermare il potere assoluto del monarca.
Ogni rappresentante del re esercita, per delega, al suo livello, un’autorità che in via di principio
copre senza limitazioni tutto il campo della vita sociale.
Inoltre, il confronto con gli ittiti si rivela proficuo : esso pone in risalto le differenze che separano il
mondo miceneo dalla civiltà palaziale di Creta. Il contrasto tra queste due monarchie si rivela
nell’architettura dei loro palazzi. Il maniero miceneo, a differenza della struttura architettonica di
Creta, è una fortezza cinta di mura che domina e sorvegliala pianura giacente ai suoi piedi.
Questa cittadella ospita oltre alla dimora del re le case dei familiari del re, dei capi militari e dei
dignitari del palazzo.
La sua funzione militare sembra soprattutto difensiva : essa custodisce il tesoro reale in cui si
accumulano beni preziosi oltre a riserve normalmente controllate, immagazzinate e ripartite dal
palazzo nel quadro dell’economia del paese.
Il tesoro reale è anche oggetto di competizione e di conflitto : vengono conquistati con le armi alla
mano per impadronirsi del tesoro si prepara una spedizione militare , si distrugge una citt à. Questi
beni si prestano inoltre a un’appropriazione individuale che potrà perpetuarsi oltre la morte.
Grazie alla testimonianza delle tavolette abbiamo un quadro della corte e del palazzo miceneo; alla
sommità dell’organizzazione sociale il re porta il titolo di anax. La sua autorità sembra esercitarsi a
tutti i livelli della vita militare ma anche ell’economia e della vita religiosa : difatti, ad esempio,
ordina con precisione il calendario, vigila sull’osservazione del rituale, sulla celebrazione delle feste
in onore delle diverse divinità, fissa i sacrifici.
Accanto al re c’era la figura del capo del laos , propriamente il popolo in armi, il gruppo dei
guerrieri. Con la loro uniforme costituita da un mantello speciale sono dignitari del palazzo che
formano il seguito del re.
Cos’era il temenos?? Era il sistema fondiario miceneo , dunque una terra ,arabile o coltivata a
vigneto ,offerta , con i contadini che vi risiedono, al re , agli dei o qualche grande personaggio in
ricompensa dei suoi servigi eccezionali,delle sue imprese guerriere.
Per quanto riguarda il terreno, c’erano due tipi di tenuta ,indicanti le due forme diverse che può
assumere una porzione di terra :
• le “ kitimenakotona “ : terre private ,di proprietà
• le “ ke ke me na kotona” : terreni comuni dei demi agricoli ,proprietà collettiva del
gruppo rurale ,coltivate secondo il sistema dell’open field e sottoposte a ridistribuzione periodica.
Le due diverse forme di tenuta del suolo rivelerebbero dunque,nella società micenea,una polarità
più fondamentale : di fronte al palazzo, alla corte , a tutti coloro che ne dipendono, s’intravede un
mondo rurale ,organizzato in villaggi dotati di vita propria.
Successivamente viene fatto riferimento alla figura del basileus omerico , il quale è il padrone di
una tenuta rurale e vassallo dell’anax . Accanto al basileus c’è il Consiglio degli anziani , la
gherusìa , assemblea della quale fanno parte i capi delle case più potenti. Poi vi è la figura del ko re
– te associato al basileus : sembra essere una specie di maggiore del villaggio questo esercitava
una funzione militare.
Comunque,nonostante alcune informazioni lacunose ,per quanto riguarda le caratteristiche delle
monarchie micenee :
• il loro carattere bellicoso
• le comunità rurali non stanno in un rapporto così di dipendenza con il palazzo da non potere
sussistere al di fuori di esso.
• l’organizzazione del palazzo mostra di essere importata dall’esterno per quanto riguarda il
personale amministrativo, tecniche di contabilità e di controllo e la sua stretta regolamentazione
della vita economica e sociale.
Tutto il sistema si fonda sull’impiego della scrittura e la costituzione di archivi. Scribi cretesi
,passati al servizio delle dinastie micenee, trasformandola la lineare usata nel palazzo di Cnosso per
adattarla al dialetto dei nuovi signori hanno fornito loro i mezzi per stabilire nella Grecia
continentale i metodi amministrativi propri dell’economia palaziale. La tradizione della lingua fu
mantenuta in gruppi rigidamente chiusi e questi hanno fornito ai re micenei i quadri per
l’amministrazione del palazzo.
Il sistema palaziale era per i monarchi della Grecia un notevole strumento di potenza in quanto
permetteva di stabilire un controllo rigoroso dello Stato su un territorio esteso.
Comunque sia la civiltà micenea fu abbattuta dall’invasione dorica la quale provocò un ritorno
dell’economia greca alla tipologia agricola.
Nella caduta dell’impero miceneo crolla totalmente il sistema palaziale. Abolita la figura
dell’anax ,alla sommità della gerarchia sociale c’è una categoria di Grandi. Non c’è più la figura
dell’anax ma scompare anche l’apparato amministrativo e la classe di scribi e la scrittura scompare.
Quando verrà riscoperta questa cambierà divenendo di carattere fonetico ed elemento di una cultura
comune. La scrittura servirà inoltre ad una funzione di pubblicizzazione ; permetterà di divulgare e
di porre sotto lo sguardo di tutti i vari aspetti della vita sociale e politica.
CAPITOLO 3 : LA CRISI DELLA SOVRANITA’
Caduta potenza micenea ed espansione dei dori nel Peloponneso : nuova epoca della civiltà greca :
metallurgia del ferro succede a quella del bronzo
• la
l’incinerazione dei cadaveri sostituisce in larga misura la pratica dell&
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